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domenica 20 aprile 2025

Film 2356 - Clueless

Intro: A lot has happened lately and couldn't find the energy to sit down and write about movies. I don't know, I just didn't have it in me. It's been a strange few weeks and didn't feel like myself really. Here's my first attempt at reconnecting to the things I love.

Film 2356
: "Clueless" (1995), Amy Heckerling
Watched on: My computer
Language: English
Watched with: No one
Thoughts: Funny enough, I've never seen this movie before. I don't know why, I definitely had nothing against it and God knows I love a comedy movie about a bunnch of teenagers in high school. I think it's possibly because this wasn't necessarily a big movie hit in Italy while I was growing up and then never thought of actually sitting down and watching it. But Netflix fixed that for me in a way.
After finally watching "Clueless", I have to admit I really had a good time. Alicia Silverstone is great in it and it was insane discovering how many famous actors are featured here. It's a great teen movie, but not only that, as it includes very effective satire and comedic bits, plus extremely quotable lines and iconic moments that clearly have influenced many other films after this one came out. Definitely a cult classic.
Cast: Alicia Silverstone, Stacey Dash, Brittany Murphy, Paul Rudd, Donald Faison, Jeremy Sisto, Breckin Meyer, Dan Hedaya, Wallace Shawn.
Box Office: $88 million
Worth a watch?: I really enjoyed this watch, it's fun and funny, well acted and smarter than it would appear on a first look. I'll definitely watch it again.
Awards: 2 MTV Movie + TV Awards wins for Best Female Performance and Most Desirable Female (both for Silverstone), out of 4 noms (Best Movie and Best Comedic Performance).
Key word: Shopping.

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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 30 maggio 2024

Film 2280 - Sing Street

Intro: Ero curioso di rivedere questo film (di cui non ricordavo moltissimo) a quasi 4 anni dal mio trasferimento a Dublino.

Film 2280: "Sing Street" (2016) di John Carney
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Michael
In sintesi: rivisto oggi, "Sing Street" ha per me un sapore diverso rispetto alla prima volta che lo vidi al cinema. Ho una comprensione diversa della cultura irlandese e un attaccamento a quest'isola che certamente mi mancava 8 anni fa. E, anche per questo, ho trovato ancora più piacevole questo film, piccolo gioiellino a cavallo tra il musical e il dramma che offre uno spaccato generazionale molto interessante, oltre che una serie di numeri musicali piuttosto ben riusciti (penso soprattutto a "Drive It Like You Stole It").
"Sing Street" funziona bene e, a mio avviso, avrebbe meritato più considerazione internazionale.
Film 1284 - Sing Street
Film 2280 - Sing Street
Cast: Ferdia Walsh-Peelo, Lucy Boynton, Maria Doyle Kennedy, Aidan Gillen, Jack Reynor, Kelly Thornton.
Box Office: $13.6 milioni
Vale o non vale: Ottimo esempio di cinema made in Ireland. Un po' musical, un po' drammatico e a tratti anche comico, a 8 anni dall'uscita nelle sale "Sing Street" è ancora un validissimo prodotto di intrattenimento da scoprire e riscoprire.
Premi: Candidato al Golden Globe per il Miglior film (musical/commedia).
Parola chiave: Videoclip.
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#HollywoodCiak
Bengi

sabato 29 febbraio 2020

Film 1817 - Booksmart

Intro: Avevo letto buonissime recensioni e una certa indignazione per un mancato successo commerciale legato ad una campagna di marketing poco pressante. Curiosità.
Film 1817: "Booksmart" (2019) di Olivia Wilde
Visto: dalla tv di Eric
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: simpatico, fresco quanto basta, con un'ottima coppia di protagoniste, "Booksmart" si inserisce perfettamente in quel genere di pellicole indie che riescono a ritagliarsi una fetta di pubblico mainstream per una serie di ragioni. In questo caso direi che, al di là dei meriti artistici, parte dell'attenzione ricevuta derivi anche da quella ondata di positivo interesse per prodotti cinematografici a principale componente femminile: Olivia Wilde dirige, Emily Halpern, Sarah Haskins, Susanna Fogel e Katie Silberman scrivono, Kaitlyn Dever e Beanie Feldstein recitano. 

In un mondo di risvegli di coscienza, movimenti e battaglie per diritti egualitari, l'attenzione dei media è stata in parte anche attratta da questo fattore, all'inizio dedicando particolare attenzione al sempre più numeroso numero di registe che riescono ad ottenere non solo buoni risultati al botteghino, ma anche una sempre maggiore considerazione e opportunità dai grandi studios (Kasi Lemmons con "Harriet", Lulu Wang con "The Farewell", Lorene Scafaria con "Hustlers", Nisha Ganatra con "Late Night", Greta Gerwig con "Lady Bird" e "Little Women", Patty Jenkins con "Wonder Woman" 1 e 2, Ava DuVernay con "Selma", "13th", "A Wrinkle in Time" e la serie "When They See Us", Sam Taylor-Johnson con "Fifty Shades of Grey", Elizabeth Banks con "Pitch Perfect 2" e "Charlie's Angels", per quanto il risultato di quest'ultimo sia stato disastroso) e successivamente per una certa dose di disinteresse relativamente a questo e ad alcuni dei film sopracitati da parte dei premi della Hollywood che conta (ad oggi solo 5 donne sono state candidate all'Oscar per la Miglior regia: Lina Wertmüller per “Pasqualino Settebellezze”, Jane Campion per “The Piano”, Sofia Coppola per “Lost in Translation”, Greta Gerwig per “Lady Bird” e Kathryn Bigelow per “The Hurt Locker”, la prima e unica ad aver vinto).
In tutto questo parlare e dibattere è finito in mezzo anche "Booksmart" che, vuoi o non vuoi, ha beneficiato di una certa visibilità che forse altrimenti non lo avrebbe spinto tanto in là al box-office (il film è costato $6 milioni). Con questo non voglio dire che sia un prodotto che non meriti il successo riscontrato, ma mi è parso che ci sia tanto di già visto nonostante il piacevole e godibilissimo risultato finale. Di amiche teenagers sfigate che realizzano troppo tardi che la baldoria senza conseguenze si può fare una volta sola nella vita, di quei racconti che ci fanno sentire bene, di quelle storie tanto americane quanto sopra le righe ne abbiamo già visti e ascoltati un bel po'; e non c'è niente di male in questo, semplicemente non confondiamo un buon risultato finale con un capolavoro.
Cast: Kaitlyn Dever, Beanie Feldstein, Jessica Williams, Lisa Kudrow, Will Forte, Jason Sudeikis, Billie Lourd, Skyler Gisondo, Maya Rudolph.
Box Office: $24.9 milioni
Vale o non vale: la storia funziona e le due protagoniste valgono da sole la visione del film che, nel suo complesso, non è male. Non particolarmente originale, ma comunque godibile e ben costruito. Una commedia del genere coming-of-age che si lascia guardare volentieri.
Premi: Candidato al Golden Globe per la Miglior attrice protagonista commedia o musical (Beanie Feldstein) e al BAFTA per la Miglior sceneggiatura originale.
Parola chiave: Malala.

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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 4 luglio 2019

Film 1618 - The Breakfast Club

Intro: Già visto e amato anni fa, mi sembrava giunto il momento di recuperarlo.
Film 1618: "The Breakfast Club" (1985) di John Hughes
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: spesso indicato come film-manifesto rappresentativo di una generazione in fermeto, desiderosa di cambiare, sperimentare e, soprattutto, ribellarsi a regole e genitori, "The Breakfast Club" non è certo stata la prima pellicola ad affrontare queste tematiche, ma di sicuro è stata e rimane tuttora la più rappresentativa e forse efficace. Il messaggio arriva forte e chiaro: la gioventù è spaesata e non si riconosce nei valori di obbedienza e muta esecuzione del volere degli adulti. Le regole ci sono, ma rispettarle non è più un dovere. E' così che 5 ragazzi dai più disparati background si incontrato, scontrano e alla fine accettano grazie ad un pomeriggio di punizione imposto dalla scuola (regole, regole e ancora regole).
Non si tratta certo di una storia innovativa quella ritratta qui da John Hughes, eppure il suo piglio leggero e allo stesso tempo capace di approfondire dinamiche e problematiche mixato ad una giusta dose di bizzarria, fa si che "The Breakfast Club" risulti un prodotto in grado di rappresentare in maniera onesta e umana - senza forzare troppo la mano - una generazione alla ricerca di sé.
Film 463 - Breakfast Club
Film 1618 - The Breakfast Club
Cast: Emilio Estevez, Paul Gleason, Anthony Michael Hall, Judd Nelson, Molly Ringwald, Ally Sheedy.
Box Office: $51.5 milioni
Vale o non vale: Immagino che per un adolescente di quegli anni questo film potesse rappresentare una sorta di manifesto poetico e romantico del proprio stato d'animo. La maggior parte delle categorie umane liceali da esportazione americana sono rappresentate, dallo sportivo al nerd, dall'eccentrica creativa alla bella ma forse stupida, fino al bello e dannato. Ci si può riconoscere in uno di loro e, allo stesso tempo, ce ne si può innamorare. E' questo il grande potere di "The Breakfast Club", coinvolge lo spettatore su più livelli emotivi grazie non solo ad un cast azzeccato, ma anche a una grandissima colonna sonora ("Don't You (Forget About Me)" dei Simple Minds vi ricorda niente?). Se poi amate come me gli anni '80... fatevi sotto!
Premi: /
Parola chiave: Detention.

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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 5 ottobre 2018

Film 1517 - Lady Bird

Intro: I was so into this movie without even had a clue about it, but I loved the fact that this is an all-women project and the movie got ravishing reviews. Not to mention all the nominations that it got from the latest award season...
Film 1517: "Lady Bird" (2017), Greta Gerwig
Watched: my laptop
Language: English
Watched with: Fre
Briefly: I really have to say that I wasn't impressed by "Lady Bird". Greta Gerwig directorial debut can be fun sometimes and it is surely solid when it comes to the plot, but in the end I didn't enjoy it that much. Probably my expectations were too high for a movie that got so far with reviews and awards. And most of the time it's hard to match what you would like to see with what you're actually seeing;
I am definitely in love with Saoirse Ronan, she really can act! I think she deserves her Golden Globe as Best Actress even though an Oscar win would have been difficult to imagine, mostly because of the other performances nominated this year. Anyway I prefer her in "Brooklyn", where she is simply divine. A round of applause also to Laurie Metcalf, absolutely perfect in this role;
I find a little bit difficult to see where does Gerwig Best Director nomination comes from. Nolan in "Dunkirk" is amazing and was about time that Guillermo del Toro's talent got recognised, but "Lady Bird" directorial effort is not any different from other coming-of-age comedy-drama movies we see almost everyday;
I think this is a decent film that works mostly because of its great cast and a story that sounds really true even though it's fiction. It's easy to relate with Lady Bird McPherson, a senior student at a Catholic high school in Sacramento, that struggles to find herself in a world that she doesn't see as her own. She needs to find her way through school, parents expectations, friends, dreams and all that stuff teenagers must experience while they try to figure it out what they'd like to be in adult life. Apart from that, "Lady Bird" isn't that amazing, even though it has its moments.
Cast: Saoirse Ronan, Laurie Metcalf, Tracy Letts, Lucas Hedges, Timothée Chalamet, Beanie Feldstein, Stephen McKinley Henderson, Lois Smith.
Box Office: $78.5 million
Worth watching?: I was expecting something else or, probably, I was just expecting too much. Anyway I find "Lady Bird" a very normal film that deserve a chance, even though it's not that great as the critics want you to believe.
Awards: Nominated for 5 Oscars (Best Motion Picture of the Year, Best Performance by an Actress in a Leading Role, Best Performance by an Actress in a Supporting Role, Best Achievement in Directing, Best Original Screenplay), 4 Golden Globes (winning Best Motion Picture - Musical or Comedy and Best Actress) and 3 BAFTAs (Best Original Screenplay, Best Supporting Actress, Best Leading Actress).
Key word: College.

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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 10 dicembre 2014

Film 831 - Mystic Pizza

Una commedia romantico-generazionale per pranzo è sempre una buona idea!

Film 831: "Mystic Pizza" (1988) di Donald Petrie
Visto: dal portatile di Luigi
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Innamorato come sono delle pellicole generazionali anni '80 non potevo non recuperare questo titolo che costituisce uno dei primi ruoli importanti di Julia Roberts, attrice che cerco di riscoprire ultimamente dagli albori della sua carriera. Il tentativo è quello di cercare di superare la mia diffidenza nei suoi confronti - ultimamente non mi è troppo congeniale - e riscoprirne successi e motivazioni di questi ultimi. E, anche se è chiaro che su tutti la vaporosa Julia spiccasse, devo dire che "Mystic Pizza" è stata un'esperienza deludente.
Come sempre quando ci si catapulta indietro di quasi trent'anni, è necessario allinearsi al 'modo di fare cinema' di quel momento, in particolare familiarizzare con un linguaggio narattivo-simbolico abbastanza differente da quello odierno. Ma fin qui il problema non sussite. La vera delusione, forse, per quanto mi riguarda è scaturita dal paragone. La locandina di questo film mi ha ricordato inevitabilmente quelle di "Breakfast Club" o "St. Elmo's Fire" sia per età che per numero di protagonisti, quindi il rimando a quelle pellicole è stato immediato. Di qui a ripensare a "Mannequin", "Sixteen candles - un compleanno da ricordare", "Bella in rosa" o "L'ammiratore segreto" il passo è stato breve.
Nonostante nessuno dei citati sia un capolavoro, li ho però trovati tutti piacevoli - quale più quale meno -, simpatici esempi di un tempo e una cultura che, per quanto relativamente vicina, è già ampiamente evoluta. Qui, invece, non mi sono particolarmente divertito e anzi ho trovato l'insieme un po' noioso e incapace di creare quella connessione con il pubblico che eleva anche prodotti qualitativamente meno "alti" al rango di cult. Nessuno dei protagonisti è particolarmente interessante, né così ampiamente definibile da un cliché da risultare adatto ad un prodotto commerciale come questo. Le 3 figure maschili sono come ombre, presenti semplicemente per necessità naturali a completare quel 50% della coppia che la sola parte femminile non può ricoprire. Queste ultime 3 (Annabeth Gish, Julia Roberts, Lili Taylor), amiche per la pelle - le prime due anche sorelle -, sono una l'opposto dell'altra ma cercano esattamente la stessa cosa: l'amore vero e cosa farne della propria vita. Lavorando nella stessa pizzeria - da cui il titolo - finiranno per intrecciare ancora di più le loro vite, rendono il ristorante locale anche luogo di aggregazione e fulcro attorno al quale finirà per ruotare la vicenda. Non a caso il lieto fine ci sarà anche per la rotonda proprietaria nonché autrice di una particolare pizza dalla misteriosa ricetta.
Nonostante tutto, comunque, la trama fallisce a mio avviso nel tentativo di creare quella situazione, quell'atmosfera in grado di suscitare nel pubblico il desiderio di far parte del gruppo di protagonisti (come, invece, accade per esempio in "The Breakfast Club"). Per questo motivo ho trovato più deludente la visione della pellicola, di fatto meno coinvolgente.
Box Office: $12,793,213
Consigli: Pellicola che fa parte di quel genere che Wikipedia mi insegna chiamarsi "coming-of-age" (gli americani hanno un nome per tutto), è uno degli svariati tentativi degli studios di rappresentare gli adolescenti anni '80 al cinema raccontandone amori, speranze, miti e contraddizioni. Questo "Mystic Pizza", per quanto innocente e assolutamente guardabile, non è tra gli esempi più riusciti che ho visto fino ad ora, nonostante in effetti il film sia riusciuto a ritagliarsi la sua nicchia all'interno della cultura popolare. Si vede, ma c'è di meglio.
Parola chiave: "Everyday Gourmet".

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#HollywoodCiak
Bengi