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martedì 30 agosto 2022

Film 2129 - Bullet Train

Intro: Decisamente molto, molto curioso di vedere questo film - si preannunciava un mix di action e commedia come piace a me - quando Ciarán mi ha detto che voleva recuperarlo anche lui, ho colto l'occasione al volo.

Film 2129: "Bullet Train" (2022) di David Leitch
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Ciarán
In sintesi: non che "Bullet Train" sia un brutto film - assolutamente no! - però mi aspettavo decisamente qualcosa di più. Forse il trailer ha pompato un po' troppo delle aspettative action che, invece, nella realtà la pellicola in parte disattende, nel senso che la narrazione della storia è certamente meno dinamica di quanto mi aspettavo. Poi certo, le scene d'azione ci sono tutte e anche ben architettate, per carità, ma il ritmo è certamente più lento del previsto.
A complicare un po' tutto per me, inoltre, è la presenza di un numero di personaggi completamente inutili il cui unico scopo è quello di mettere a segno o il cameo di turno (qui ce ne sono davvero troppi, da Sandra Bullock a Channing Tatum e Ryan Reynolds, fino al mini ruolo di Logan Lerman) oppure semplicemente di aggiungere qualche ulteriore combattimento coreografato da mostrare al pubblico (Zazie Beetz nei panni di "The Hornet") o, ancora, ruoli assolutamente evitabili (Bad Bunny).
Il numero eccessivo di sottotrame da seguire - aiutate, sì, da flashback che danno contesto - affatica una narrazione già di per sé particolarmente intricata, per cui penso che un'alleggerimento narrativo avrebbe potuto aiutare. Poi, per carità, tutte le varie storie si incrociano alla perfezione e alla fine tutto torna,però la strada per arrivarci è certamente molto trafficata.
A parte questi aspetti che guastano un minimo il risultato finale, comunque, "Bullet Train" è tutto sommato un ottimo intrattenimento estivo. Brad Pitt ritrov la sua miglior faccia da schiaffi, il duo di gemelli improbabili Aaron Taylor-Johnson - Brian Tyree Henry traina in maniera carismatica la storia e, devo dire, Joey King nei panni della perfida assassina dall'aspetto angelico funziona piuttosto bene (non ci avrei giurato, lo devo ammettere).
Insomma, anche se le aspirazioni alla Guy Ritchie qui non riescono del tutto e il caotico marasma di personaggi affatica a tratti la storia innecessariamente, "Bullet Train" tutto sommato fornisce sufficiente materiale d'intrattenimento per risultare piacevole, dinamico e "fresco" quanto basta per un'estate 2022 che ha davvero poco da offrire.
Cast: Brad Pitt, Joey King, Aaron Taylor-Johnson, Brian Tyree Henry, Andrew Koji, Hiroyuki Sanada, Michael Shannon, Logan Lerman, Bad Bunny, Zazie Beetz, Masi Oka, Karen Fukuhara, Sandra Bullock.
Box Office: $173.6 milioni (ad oggi)
Vale o non vale: Le scene d'azione funzionano, ci sono sufficienti momenti comici e qualche passaggio divertente, il tutto impacchettato in colori neon fluorescenti e un volume audio da spaccare i timpani (ma quello forse era colpa della sala cinematografica). "Bullet Train" corre veloce solo a tratti, va detto, ma tutto sommato fa il suo dovere di film dell'estate: intrattiene, gioca coi suoi personaggi (e lo spettatore) e regala un paio d'ore di spensieratezza tra azione e commedia. Oltre che una valanga di camei.
Premi: /
Parola chiave: Valigetta.
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 20 dicembre 2021

Film 2070 - The Christmas Setup

Intro: Ciarán ha una certo interesse per le pellicole a tematica LGBTQI+, per cui quando mi è tornato in mente per puro caso questo film, l'ho praticamente costretto a vederlo insieme a me...

Film 2070: "The Christmas Setup" (2020) di Pat Mills
Visto: dal computer di Ciarán
Lingua: inglese
Compagnia: Ciarán
In sintesi: il film è ovviamente tremendo, ma a noi importa? No, perché c'è la mitica Fran Drescher e quindi tutto va bene!
Sulla scia dei terribili film tv della Hallmark, "The Christmas Setup" (che però è della Lifetime) segue la stessa formula di amore a prima vista + complicità romantica del Natale, in questo caso declinando però il tutto in salsa gay. Che, per quanto mi riguarda, è solamente che un incentivo aggiuntivo a recuperare questa pellicola.
Sarà un po' lo spirito natalizio, sarà che il mio cuore rainbow non può fare a meno di gioire almeno un po' del fatto che siamo diventati tanto mainstream da meritarci un prodotto tv scadente dedicato al Natale (quest'anno poi replicato da Netflix), sarà che per me la tata sia intoccabile, di fatto non ho trovato tutto questo condensato di melensa banalità intollerabile. Poi, sì, è una boiata pazzesca di neanche un'ora e mezza che più che un film ricorda un episodio qualunque di una soap qualunque, in ogni caso "The Christmas Setup" è esattamente quello che ti aspetteresti da un prodotto come questo. E l'onestà vince su tutto.
Cast: Ben Lewis, Blake Lee, Ellen Wong, Chad Connell, Fran Drescher.
Box Office: /
Vale o non vale: Banale, superficiale e facile facile, "The Christmas Setup" è una pellicola di Natale a minimo concentrato di sforzo intellettuale (per non dire nullo) che tutto sommato non fa del male a nessuno. Anzi, ci ricorda che persino i membri della comunità LGBTQIA+ - pensa te! - hanno famiglie, amori e festeggiano le feste con i propri cari. Poi che si potesse fare di meglio è indubbio, ma se siete consapevoli di cosa stiate andando in contro recuperando questo film, potreste anche godervelo.
Premi: /
Parola chiave: Train station.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 23 gennaio 2017

Film 1286 - Source Code

In montagna ad inseguire i mercatini di Natale di Trento e Bolzano, per la prima serata ci siamo concessi un titolo proposto da Netflix.

Film 1286: "Source Code" (2011) di Duncan Jones
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: La storia di per sé è accattivante fino ad un certo punto (narrativo) e il film alla fine non è un cattivo intrattenimento, anche se l'impressione che ho avuto, come la prima volta che lo avevo visto, è che una volta sveltato il mistero che sta dietro alle ripetizioni all'infinito dello stesso momento, si perda un po' l'attrattiva generale. Volendo sorvolare su certi buchi narrativi.
Il risultato finale è comunque un prodotto insolitamente "pacato" per avere le sembianze del blockbuster e anche quando gli effetti speciali concorrono alla messa in scena della necessaria ricostruzione computerizzata, di fatto la sensazione di fondo è che siano altre le tematiche care alla storia (amore, vita dopo la morte, obbedienza cieca, confronto fra l'autorità e la propria coscienza umana). Questo fattore incide e fa sì che una pellicola che sarebbe potuta essere tutta testosterone e poco altro, giovi di un approccio più delicato e consegni allo spettatore sì, la dose d'azione e fantascienza che cercava, ma che si prenda anche il suo tempo per approfondire altro oltre ad esplosioni ed attentati.
Film 267 - Source Code

Cast: Jake Gyllenhaal, Michelle Monaghan, Vera Farmiga, Jeffrey Wright, Michael Arden, Russell Peters, Scott Bakula.
Box Office: $147.3 milioni
Consigli: Non un capolavoro, ma sicuramente un prodotto buono per passare una serata all'insegna del cervello in fase relax. Bei protagonisti (Gyllenhaal e Monaghan), storia curiosa ed happy ending metafisico che personalmente mi ha rovinato un po' il senso del tutto, ma la scelta del quale posso capire nel momento in cui si punta ad una platea globale.
Parola chiave: 8 minuti.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

martedì 23 agosto 2016

Film 1199 - Snowpiercer

Dopo averlo visto al cinema un paio di anni fa, ho comprato il dvd e attendevo da qualche tempo di farlo vedere a Poe...

Film 1199: "Snowpiercer" (2013) di Bong Joon-ho
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Esperimento cinematografico interessante che mixa una buona dose di aura hollywoodiana con canoni della narrazione meno mainstream e più marcatamente asiatici. L'azione, molto violenta, viene spesso intervallata da lunghi dialoghi o momenti di pathos amplificati da rallenty o preamboli ben architettati che creano un effetto di contrasto rispetto a scene di violenza molto dinamiche e momenti di "quiete" in cui spesso si assiste storditi alla messa in scena dell'ennesimo nuovo mondo.
Ogni carrozza è, infatti, un pianeta a sé stante di cui all'inizio conosciamo solo la morfologia della coda, ovvero dove alloggiano i più poveri. La scalata verso la testa, che è anche la dura salita verso il riscatto e l'emancipazione sociale, sarà un viaggio difficilissimo e crudele dove non mancheranno vittime e disastri. Il tutto per incontrare il misterioso Wilford, sorta di divinità all'interno di un treno della vita che percorre l'intero globo nel giro di un anno e non può mai fermarsi, in quanto la Terra è ghiacciata a seguito di una catastrofe e l'arrestarsi del treno comporterebbe l'estinzione del genere umano (ovvero chi è rimasto a bordo).
L'inquietante "Snowpiercer" di Bong Joon-ho è dunque un titolo particolare, caratterizzato da colori cupi ed effetti speciali che comunicano al contempo sia lo sforzo per la realizzazione di un prodotto extra-Hollywood che vuole dimostrare il suo potenziale commerciale, sia l'evidenza della finzione che un po' danneggia il realismo d'insieme. In ogni caso, per essere una produzione sudcoreana mi pare davvero che il risultato finale sia di grande impatto, oltre che particolarmente interessante per la storia che racconta (tratta da "Le Transperceneige", graphic novel post apocalittico dei francesi Jacques Lob e Jean-Marc Rochette) e le atmosfere che riesce ad evocare. Anche questa seconda visione, quindi, mi ha soddisfatto.
Film 681 - Snowpiercer
Cast: Chris Evans, Song Kang-ho, Tilda Swinton, Jamie Bell, Octavia Spencer, Ewen Bremner, Ko Asung, John Hurt, Ed Harris, Alison Pill.
Box Office: $86.8 milioni
Consigli: Intrigante, violentissimo, post apocalittico, con un grandissimo cast e una storia che non mancherà di sorprendere, "Snowpiercer" è un buon esempio di cinema contemporaneo a grande budget pur essendo esterno al circuito produttivo americano. Lo consciglio perché piaccia o meno, rimane comunque molto impresso.
Parola chiave: Locomotiva.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 14 marzo 2014

Film 681 - Snowpiercer

Una pellicola che ero curiosissimo di vedere sia per la storia, tratta dal fumetto "Le Transperceneige", che per il nutrito cast di star alle prese con una produzione sudcoreana.

Film 681: "Snowpiercer" (2013) di Joon-ho Bong
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi, Erika, Riccardo
Pensieri: Un treno come arca della salvezza, metafora sociale e spietato mietitore. Ecco che cos'è in soldoni lo "Snowpiercer" del titolo.
Neanche a dirlo, in coda i poveri e, man mano che si risale verso testa, i passeggeri diventano sempre più facoltosi, puliti, ben vestiti e ricchi. I poveri, al solito, alla base della piramide sociale che, su questo treno, è in realtà in linea prettamente verticale e teoricamente impossibile da risalire: tutte le rivolte condotte dal popolo nei confronti dei ricchi abitanti della prima classe sono state sedate con violentissima fermezza, tanto da averli indotti ad una muta schiavitù.
Per controvertire quest'ordine considerato naturale da chi sta più vicino alla locomotiva, ci vorrà un eroe tutto d'un pezzo (Chris Evans, già Torcia Umana e Capitan America) che, per la missione, sarà capace di sacrificare tutto ciò che ha, tranne quello in cui crede: tostissimo.
Protagonista a parte, trovo che questa sia una pellicola vincente per altri motivi, più legati ad un'analisi sociologica ben svolta rispetto al contesto che ritrae. L'angusto treno, che viaggia all'infinito su una rotaia della salvezza che percorre ininterrottamente il giro del ghiacciatissimo globo, è un ottimo spazio di confronto, dove le variabili del racconto si combinano a formare una trama mai scontata per quasi tutti i 126 minuti di pellicola. Certo, il finale è come spesso accade il punto più debole di tutto l'insieme, anche qui un po' troppo votato alla consacrazione aulica, piuttosto che all'approccio pratico o, come sarebbe stato preferibile (per rimanere fedeli allo stile fino a quel momento intrapreso e seguito) violento-spietato. Ciononostante trovo che il risultato finale sia apprezzabile, anche perché riprende spunti narrativi vicini ad Hollywood, ma li stravolge lasciando spesso spiazzati e questo mi ha veramente soddisfatto. Inoltre, da non sottovalutare assolutamente, il secondo tempo prende una piega adrenalinica che incolla letteralmente allo schermo.
Insomma, ho trovato "Snowpiercer" un interessante esperimento riuscito: tetro, violento, rivoluzionario, a tratti splatter e dall'idea di base molto intrigante. Ci fosse un seguito lo vedrei subito.
Ps. Moltissimi volti noti del cinema USA e non: i due premi Oscar Tilda Swinton e Octavia Spencer, Jamie Bell, Ed Harris, John Hurt e Alison Pill.
Film 1199 - Snowpiercer
Box Office: $67,400,000 (ad oggi)
Consigli: Un esperimento cinematografico interessante e dall'incipit certamente interessante. Parte lento, ma poi la storia ingrana e sarà in grado di sorprendere che non pochi colpi di scena. Vale la pena dargli una chance!
Parola chiave: Wilford.

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Bengi