Secondo film "da viaggio" e ultimo tra quelli visti nella prima parte della mia traversata. Ho fatto a malapena in tempo a finirlo che sono atterrato a Dubai.
Film 1416: "King Arthur: Il potere della spada" (2017) di Guy Ritchie
Visto: dalla tv dell'aereo
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: All'inizio ero molto interessato a vedere questo film al cinema, sembrava esattamente il tipo di prodotto di facile intrattenimento che mi piace vedere. Il flop del primo weekend al botteghino e le pessime critiche mi hanno fatto desistere dall'idea di spenderci dei soldi, così ho pensato fosse più sensato attendere che lo streaming mi proponesse questo riadattamento moderno di Re Artù in maniera totalmente gratuita. Non ho perso tempo, quindi, quando ho scoperto che il catalogo Emirates aveva a disposizione l'ultimo film di Guy Ritchie, regista che fino ad ora ho sempre abbastanza apprezzato, a parte per "Swept Away". E questa pellicola.
Togliamoci subito il pensiero: ma che è? Di che stiamo parlando? Cos'è questo mix di cappa e spada + magia + influenze alla "Trono di Spade"?! Ma soprattutto perché la storia non ha ritmo? Tutto c'è, a parte un piglio avventuriero, quel brio che porta avanti le trame di questo tipo di prodotti. S^ per carità le scene d'azione ci sono, eppure la sensazione è di una mancanza di dinamismo, una lentezza che diventa presto pesantezza a mio avviso resa più acuta dalla presenza del personaggio di Jude Law, Vortigern, che è di una noia colossale e, a livello tecnico, da un abuso del rallenty nel montaggio, un escamotage per enfatizzare un'epicità che manca totalmente al racconto. Peccato, perché visto il cast, le premesse e il budget da 175 milioni di dollari (già!), il potenziale per tirare fuori un blockbuster quantomeno decente c'erano tutte. E invece si perde tempo a raccontare la detronizzazione di un tiranno di cui non interessa a nessuno e l'ascesa del solito tutto-muscoli-e-sani-principi che ci mette davvero troppo a prendere coscienza del proprio inevitabile destino. Francamente 2 ore di pellicola sono troppe, molta della promessa si poteva evitare e, soprattutto, le streghe del mare sono totalmente prive di senso e fuori contesto. Come il cameo di David Beckham.
Cast: Charlie Hunnam, Astrid Bergès-Frisbey, Djimon Hounsou, Aidan Gillen, Jude Law, Eric Bana, Poppy Delevingne, David Beckham.
Box Office: $148.7 milioni
Consigli: Niente di insostenibile, eppure un vero spreco di cast e regia oltre che di soldi. Si poteva costruire una storia più interessante e dei personaggi meno scontati, evitando la confusione narrativa che, invece, regna in questo "King Arthur: Il potere della spada" molto più che il futuro sovrano Artù. Peccato.
Parola chiave: Excalibur.
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Bengi
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domenica 1 ottobre 2017
Film 1416 - King Arthur: Il potere della spada
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martedì 11 luglio 2017
Film 1385 - The Lost City of Z
Secondo appuntamento con il Biografilm Festival 2017, prima volta al cinema alle 9.30 di mattina. That's devotion!
Film 1385: "The Lost City of Z" (2016) di James Gray
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Alessandra
Pensieri: Ero molto motivato a recuperare questa pellicola, incuriosito dal cast abbastanza eterogeneo e dai vari red carpet che sembravano suggerire un'atmosfera abbastanza glam, per quanto sinossi e poster suggerissero altro. E in effetti di altro si tratta.
L'aura glam di questo "The Lost City of Z" sta tutta nei suoi bei protagonisti e nella produzione della Plan B Entertainment di Brad Pitt, per il resto siamo abbastanza fuori dai canoni patinati, per quanto la bella fotografia e la colonna sonora particolarmente coinvolgente rendano il risultato finale piacevole.
Ma la vera sorpresa di questo film è Sienna Miller, capace di rubare la scena ogni volta che venga inquadrata. Matura, in parte, brava, un'ottima prova per un'attrice che fino ad ora avevo sempre considerato più di facciata che di contenuto. Da questo punto di vista anche Pattinson è stato una piacevole (ri)scoperta dopo un periodo di assenza dalle produzioni importanti abbastanza significativo. Che fine avesse fatto non lo so, di sicuro qui lascia il segno. Il protagonista Hunnam, che pure è bravo, rimane però bloccato nelle ossessioni del proprio (vero) personaggio e alla lunga tende a ripetersi. Ho apprezzato di più il percorso fatto dagli altri due attori.
In generale, comunque, il film è molto intrigante, anche se forse in alcune parti troppo lungo. Di sicuro è particolarmente dettagliato e verosimile e l'ambientazione selvaggia della giungla ricorda spesso quella scoperta dell'America che tutti conosciamo. I fatti raccontati sono meno noti, ma certo non meno appassionanti (o crudi). Sarà un viaggio alla scoperta dell'"ignoto" anche per lo spettatore, con il corpo seduto in sala, ma la mente immersa in pensieri e sensazioni da vero esploratore.
Cast: Charlie Hunnam, Robert Pattinson, Sienna Miller, Tom Holland, Angus Macfadyen, Ian McDiarmid, Franco Nero.
Box Office: $17.1 milioni
Consigli: Ossessionato dal bisogno di esplorare, scoprire e in generale di una vita avventurosa, il colonnello Percival Fawcett guiderà numerose spedizioni in Sud America alla ricerca di Z, la città perduta cui il titolo fa riferimento. Questo, a grandi linee, il tema portante di un biopic molto ben realizzato, anche se particolarmente lungo (quasi 2 ore e mezza). Tecnicamente impeccabile, ben recitato, in generale credibile, mi ha spesso ricordato l'ultimo Scorsese di "Silence", per quanto qui il ritmo tenga e l'avventura non manchi. Certo non un film facile, richiede interesse e tempo da dedicargli, eppure non ci si pente della scelta.
Parola chiave: Amazzonia.
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Film 1385: "The Lost City of Z" (2016) di James Gray
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Alessandra
Pensieri: Ero molto motivato a recuperare questa pellicola, incuriosito dal cast abbastanza eterogeneo e dai vari red carpet che sembravano suggerire un'atmosfera abbastanza glam, per quanto sinossi e poster suggerissero altro. E in effetti di altro si tratta.
L'aura glam di questo "The Lost City of Z" sta tutta nei suoi bei protagonisti e nella produzione della Plan B Entertainment di Brad Pitt, per il resto siamo abbastanza fuori dai canoni patinati, per quanto la bella fotografia e la colonna sonora particolarmente coinvolgente rendano il risultato finale piacevole.
Ma la vera sorpresa di questo film è Sienna Miller, capace di rubare la scena ogni volta che venga inquadrata. Matura, in parte, brava, un'ottima prova per un'attrice che fino ad ora avevo sempre considerato più di facciata che di contenuto. Da questo punto di vista anche Pattinson è stato una piacevole (ri)scoperta dopo un periodo di assenza dalle produzioni importanti abbastanza significativo. Che fine avesse fatto non lo so, di sicuro qui lascia il segno. Il protagonista Hunnam, che pure è bravo, rimane però bloccato nelle ossessioni del proprio (vero) personaggio e alla lunga tende a ripetersi. Ho apprezzato di più il percorso fatto dagli altri due attori.
In generale, comunque, il film è molto intrigante, anche se forse in alcune parti troppo lungo. Di sicuro è particolarmente dettagliato e verosimile e l'ambientazione selvaggia della giungla ricorda spesso quella scoperta dell'America che tutti conosciamo. I fatti raccontati sono meno noti, ma certo non meno appassionanti (o crudi). Sarà un viaggio alla scoperta dell'"ignoto" anche per lo spettatore, con il corpo seduto in sala, ma la mente immersa in pensieri e sensazioni da vero esploratore.
Cast: Charlie Hunnam, Robert Pattinson, Sienna Miller, Tom Holland, Angus Macfadyen, Ian McDiarmid, Franco Nero.
Box Office: $17.1 milioni
Consigli: Ossessionato dal bisogno di esplorare, scoprire e in generale di una vita avventurosa, il colonnello Percival Fawcett guiderà numerose spedizioni in Sud America alla ricerca di Z, la città perduta cui il titolo fa riferimento. Questo, a grandi linee, il tema portante di un biopic molto ben realizzato, anche se particolarmente lungo (quasi 2 ore e mezza). Tecnicamente impeccabile, ben recitato, in generale credibile, mi ha spesso ricordato l'ultimo Scorsese di "Silence", per quanto qui il ritmo tenga e l'avventura non manchi. Certo non un film facile, richiede interesse e tempo da dedicargli, eppure non ci si pente della scelta.
Parola chiave: Amazzonia.
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lunedì 30 novembre 2015
Film 1040 - Crimson Peak
Cinemino prima della discoteca!
Film 1040: "Crimson Peak" (2015) di Guillermo del Toro
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Andrea
Pensieri: Aspettarsi un capolavoro da ogni pellicola che si sceglie di vedere è sciocco e anche superfluo, per cui il nostro approccio all'ultima fatica di Guillermo del Toro è stato molto onesto: ci aspettavamo una mezza scemata ed eravamo assolutamente alla ricerca di quello. Per cui non siamo incappati in alcuna delusione.
"Crimson Peak" ha, innanzitutto, un buon cast (Mia Wasikowska, Jessica Chastain, Tom Hiddleston), dei costumi estremamente curati e un'atmosfera perfetta per la storia: gotica e molto decadente, dà una sensazione quasi viscosa. L'impatto visivo, oltre che essere essenziale, è quindi ben strutturato. Già da solo questo aspetto fa metà del lavoro. In aiuto all'atmosfera vengono gli effetti speciali che sono, sì, palesemente finti, ma non per questo meno affascinanti. L'orrore portato al disgusto di ogni fantasma che viene presentato, infatti, è kitsch, eppure funzionale a rendere il racconto ancora più suggestivo e a tratti macabro. Quest'ultimo aspetto in particolare finirà per risultare preponderante nella parte finale della pellicola, che scenderà sempre più nello scabroso e contorto, regalando allo spettatore una storia ancora più torbida del previsto.
Tutti questi elementi insieme, ai miei occhi hanno portato "Crimson Peak" dall'essere un banale intrattenimento preserale a un interessante esperimento cinematografico, sufficientemente creativo da risultare piacevole. E anche se parliamo, appunto, di una mezza scemata, non per questo l'ho trovata meno piacevole.
Il viso da eterna bambina della Wasikowska le dà la giusta dose di innocenza e candore e l'ambientazione ottocentesca le sta veramente a pennello; la malizia negli occhi dei fratelli Sharpe fa subito capire che qualche sporco segreto è dietro l'angolo, per non parlare del trucco e parrucco della Chastain che la fa apparire più vecchia di vent'anni, oltre che più brutta e inquietante (forse un po' troppo). Dunque ci sono tutti i presupposti per una storia estremamente dark, a tratti dell'orrore, condita con le giuste dosi di mistero e pulp. Io ho apprezzato. Poi mi rendo conto che parliamo di un titolo non esattamente "forte" quanto ci si sarebbe aspettati, forse troppo concentrato nella prima parte a mascherare una trama in fin dei conti deducibilissima e, in generale, meno realistico di quanto siamo abituati (vedi effetti speciali di cui sopra). L'elemento fiabesco permea tutta la storia e ne influenza toni e rappresentazione, per cui quell'anima horror e splatter che un po' il trailer promette finisce per andare a quel paese e ci riporta, invece, a quella mezza delusione che è stato "La madre", con il quale questo film ha anche in comune la presenza delle falene. Le somiglianze, comunque, ci sono anche con "Non avere paura del buio", dei 3 titoli sicuramente il più debole per quanto riguarda le recenti produzioni di del Toro a tinte dark.
In generale, comunque, "Crimson Peak" non è una brutta pellicola e riesce nell'intento di intrattenere in maniera più che soddisfacente il suo pubblico di massa, raccontando una storia macabra e scabrosa che pianta le sue radici nelle viscere di una terra melmastra e oleosa, sporca e sanguinolenta quanto le persone che la abitano in superficie. Non siamo, come si diceva, in presenza di un capolavoro, né un'impresa visionaria - come vorrebbe suggerire il poster italiano del film -, eppure il risultato finale non è male e personalmente sono rimasto colpito in positivo da questa storia.
Cast: Mia Wasikowska, Jessica Chastain, Tom Hiddleston, Charlie Hunnam, Jim Beaver, Burn Gorman, Jonathan Hyde.
Box Office: $74 milioni
Consigli: Niente di innovativo, ma sufficientemente intrigante a livello visivo da risultare una buona scelta cinematografica nel panorama delle pellicole recentemente uscite. "Crimson Peak" è, di fatto, un non-horror, un film che ha tutti gli elementi per esserlo, ma che gioca diversamente le sue carte, preferendo la suggestione e l'atmosfera giusta alla violenza fine a se stessa. Poi sì, il finale è maledettamente crudo, e c'è una scena di sesso incestuoso particolarmente esplicita, però non si può dire che la pellicola abbia come fine ultimo quello di spaventare. Direi più che altro di intrigare e creare un mondo a sé nelle particolarità che questa produzione propone. In quest'ottica scegliere il film di del Toro non lascerà delusi; se, invece, si cerca un titolo di spavento e orrore forse siamo un pochino lontani.
Parola chiave: Veleno.
Trailer
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Film 1040: "Crimson Peak" (2015) di Guillermo del Toro
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Andrea
Pensieri: Aspettarsi un capolavoro da ogni pellicola che si sceglie di vedere è sciocco e anche superfluo, per cui il nostro approccio all'ultima fatica di Guillermo del Toro è stato molto onesto: ci aspettavamo una mezza scemata ed eravamo assolutamente alla ricerca di quello. Per cui non siamo incappati in alcuna delusione.
"Crimson Peak" ha, innanzitutto, un buon cast (Mia Wasikowska, Jessica Chastain, Tom Hiddleston), dei costumi estremamente curati e un'atmosfera perfetta per la storia: gotica e molto decadente, dà una sensazione quasi viscosa. L'impatto visivo, oltre che essere essenziale, è quindi ben strutturato. Già da solo questo aspetto fa metà del lavoro. In aiuto all'atmosfera vengono gli effetti speciali che sono, sì, palesemente finti, ma non per questo meno affascinanti. L'orrore portato al disgusto di ogni fantasma che viene presentato, infatti, è kitsch, eppure funzionale a rendere il racconto ancora più suggestivo e a tratti macabro. Quest'ultimo aspetto in particolare finirà per risultare preponderante nella parte finale della pellicola, che scenderà sempre più nello scabroso e contorto, regalando allo spettatore una storia ancora più torbida del previsto.
Tutti questi elementi insieme, ai miei occhi hanno portato "Crimson Peak" dall'essere un banale intrattenimento preserale a un interessante esperimento cinematografico, sufficientemente creativo da risultare piacevole. E anche se parliamo, appunto, di una mezza scemata, non per questo l'ho trovata meno piacevole.
Il viso da eterna bambina della Wasikowska le dà la giusta dose di innocenza e candore e l'ambientazione ottocentesca le sta veramente a pennello; la malizia negli occhi dei fratelli Sharpe fa subito capire che qualche sporco segreto è dietro l'angolo, per non parlare del trucco e parrucco della Chastain che la fa apparire più vecchia di vent'anni, oltre che più brutta e inquietante (forse un po' troppo). Dunque ci sono tutti i presupposti per una storia estremamente dark, a tratti dell'orrore, condita con le giuste dosi di mistero e pulp. Io ho apprezzato. Poi mi rendo conto che parliamo di un titolo non esattamente "forte" quanto ci si sarebbe aspettati, forse troppo concentrato nella prima parte a mascherare una trama in fin dei conti deducibilissima e, in generale, meno realistico di quanto siamo abituati (vedi effetti speciali di cui sopra). L'elemento fiabesco permea tutta la storia e ne influenza toni e rappresentazione, per cui quell'anima horror e splatter che un po' il trailer promette finisce per andare a quel paese e ci riporta, invece, a quella mezza delusione che è stato "La madre", con il quale questo film ha anche in comune la presenza delle falene. Le somiglianze, comunque, ci sono anche con "Non avere paura del buio", dei 3 titoli sicuramente il più debole per quanto riguarda le recenti produzioni di del Toro a tinte dark.
In generale, comunque, "Crimson Peak" non è una brutta pellicola e riesce nell'intento di intrattenere in maniera più che soddisfacente il suo pubblico di massa, raccontando una storia macabra e scabrosa che pianta le sue radici nelle viscere di una terra melmastra e oleosa, sporca e sanguinolenta quanto le persone che la abitano in superficie. Non siamo, come si diceva, in presenza di un capolavoro, né un'impresa visionaria - come vorrebbe suggerire il poster italiano del film -, eppure il risultato finale non è male e personalmente sono rimasto colpito in positivo da questa storia.
Cast: Mia Wasikowska, Jessica Chastain, Tom Hiddleston, Charlie Hunnam, Jim Beaver, Burn Gorman, Jonathan Hyde.
Box Office: $74 milioni
Consigli: Niente di innovativo, ma sufficientemente intrigante a livello visivo da risultare una buona scelta cinematografica nel panorama delle pellicole recentemente uscite. "Crimson Peak" è, di fatto, un non-horror, un film che ha tutti gli elementi per esserlo, ma che gioca diversamente le sue carte, preferendo la suggestione e l'atmosfera giusta alla violenza fine a se stessa. Poi sì, il finale è maledettamente crudo, e c'è una scena di sesso incestuoso particolarmente esplicita, però non si può dire che la pellicola abbia come fine ultimo quello di spaventare. Direi più che altro di intrigare e creare un mondo a sé nelle particolarità che questa produzione propone. In quest'ottica scegliere il film di del Toro non lascerà delusi; se, invece, si cerca un titolo di spavento e orrore forse siamo un pochino lontani.
Parola chiave: Veleno.
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