Era letteralmente una vita che volevo rivederlo, considerato che dopo la prima visione in sala non ho più ripetuto l'esperienza... E come al solido ci pensa Netflix.
Film 1434: "Pocahontas" (1995) di Mike Gabriel, Eric Goldberg
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Da bambino, dopo averlo visto al cinema, ci sono rimasto così male tanto non mi era piaciuto che ho deciso di non volerlo più vedere, che non ero interessato ad investirci altro tempo. E così è stato fino a quando, non so bene per quale motivo, è maturato in me il desiderio di rivedere "Pocahontas" e capire se, in effetti, ricordassi bene o, invece, mi stessi semplicemente attaccando ai ricordi (e ai capricci) di un ragazzino di 8 anni.
Questa pellicola ha dei disegni bellissimi, dei colori così spettacolari da incantare lo spettatore. Disney riesce nella magia dell'atmosfera, capace come molte altre volte di consegnare al suo pubblico un prodotto ad alto impatto visivo. L'espressività dei personaggi è straordinaria, così come la resa di tanti dettagli (le ombre, i capelli nel vento, il mare in tempesta) che contribuiscono a un risultato finale tecnicamente perfetto.
D'altro canto la storia è quella che è. Sicuramente un tema diverso dal solito, questo film è costretto ad abbracciare una maturità conseguente al racconto di fatti realmente accaduti da cui proviene - seppur ampiamente rimaneggiati - per cui è indubbio ci sia stato un cambio di rotta rispetto ai prodotti precedenti, anche se mi sento in parte di giustificarlo. Meno fiaba e più storia per adulti, questa pellicola paga lo scotto di una serie di passaggi forzati che impongono allo spettatore elementi più seri e complessi che, forse, fino ad allora il pubblico della Disney non era abituato. Ciò non toglie che una certa mancanza di verve interna al racconto sia innegabile, per un risultato finale più insipido (e breve) del previsto.
Comunque non ho trovato questa seconda visione così tremenda o insostenibile come ricordavo, anche se rimango dell'idea che, tra i vari capolavori Disney susseguitisi nel tempo, questo titolo non sia a tutti gli effetti in grado di reggere il confronto. Esteticamente magnifico, ma non speciale.
Ps. 2 Oscar su 2 nomination per la Miglior colonna sonora e la Miglior canzone originale ("Colors of the Wind", "I colori del vento" in italiano), quest'ultima ha vinto anche il Golden Globe e il Grammy.
Cast: Irene Bedard, Judy Kuhn, Mel Gibson, David Ogden Stiers, John Kassir, Russell Means, Christian Bale, Linda Hunt, Danny Mann, Billy Connolly, Joe Baker, Frank Welker, Michelle St. John, James Apaumut Fall, Gordon Tootoosis.
Box Office: $346.1 milioni
Consigli: 33esimo classico Disney, "Pocahontas" ebbe il difficile compito di traghettare la casa di Topolino oltre il colossale successo de "Il re leone" uscito esattamente un anno prima. Nonostante un risultato decisamente inferiore, va detto che il film non è così male come potrebbe sembrare ad una prima visione, soprattutto se paragonato a certi prodotti animati oggi in distribuzione. Disegni e colori sono stupendi, per non parlare di certe canzoni indimenticabili e una serie di personaggi spalla piacevolmente simpatici, il tutto per una striminzita ora e venti di incontro fra culture, persone e mondi totalmente diversi. Disney è stata coraggiosa a portare al cinema una storia così complessa, pur necessariamente dovendola riscrivere per il proprio pubblico. Tutto sommato un risultato sufficientemente appagante.
Parola chiave: Bussola.
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Bengi
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mercoledì 8 novembre 2017
Film 1434 - Pocahontas
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giovedì 26 ottobre 2017
Film 1426 - Kon-Tiki
Di nuovo in ostello, di nuovo mi affido a Netflix per trovare compagnia durante una serata qualsiasi in quel di Adelaide.
Film 1426: "Kon-Tiki" (2012) di Joachim Rønning, Espen Sandberg
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Produzione interessante, un film sulla storica impresa che portò Thor Heyerdahl a partire dal Perù per arrivare in Polinesia tramite uno speciale tipo di imbarcazione (tanto simile ad un'enorme zattera) perfettamente somigliante a quella che plausibilmente fu usata in epoca precolombiana dalle antiche popolazioni del Sud America per attraversare il pacifico. Lo scopo era quello di dimostrare alla comunità scientifica dell'epoca - siamo negli anni '40 - che la teorica di Heyerdahl non solo fosse plausibile, ma anche concretamente praticabile. A tale scopo lo scienziato, insieme ad un equipaggio di altri quattro avventurieri, si imbarcò per 101 giorni di viaggio decidendo di dare credito alla teoria, mettendo a repentaglio la propria vita, nell'incertezza del successo della spedizione: a parte qualche modernità, infatti, i cinque intrapresero il viaggio rispettando le condizioni della traversata originale. Dei veri e propri esploratori.
"Kon-Tiki" racconta una storia di grande coraggio, una vera e propria avventura moderna che celebra la scoperta e il credere nelle proprie idee, oltre che la sfrontataggine di un certo tipo di genialità. Heyerdahl diventa un eroe, quasi un profeta, ma finché l'impresa non sarà compiuta sembrerà principalmente un pazzo visionario, al pari di chi decide di seguirlo ciecamente. Il tempo e la dedizione al progetto dimostreranno che l'audacia di certe convinzioni richiederà anche una buona dose di follia.
L'impresa raccontata qui è particolarmente interessante e coinvolgente e mette lo spettatore in condizione di immedesimarsi e diventare, di fatto, un altro membro dell'equipaggio. Non mancano i momenti drammatici dovuti alle condizioni estreme della missione, ma ogni sacrificio richiesto sarà ricompensato dalla grandezza della scoperta derivata dal successo dell'impresa. La pellicola è ben realizzata, presenta una bella fotografia ed effetti speciali piuttosto realistici; tutti i protagonisti sono in parte e credibili.
Insomma il risultato finale è molto buono, anche se un po' più patinato di quanto mi sarei aspettato da un prodotto su una storia del genere. In ogni caso una produzione europea che non ha niente da invidiare alle più commerciali americane, anzi è spesso di livello superiore. Una bella sorpresa.
Ps. Candidato all'Oscar e al Golden Globe come Miglior film straniero, ha perso contro "Amour" di Michael Haneke.
Cast: Pål Sverre Hagen, Anders Baasmo Christiansen, Tobias Santelmann, Gustaf Skarsgård, Odd-Magnus Williamson, Jakob Oftebro, Agnes Kittelsen.
Box Office: $22.8 milioni
Consigli: Sinceramente l'ho trovato un prodotto ben fatto e dalla storia particolarmente intrigante. Ero molto catturato dall'idea di dare alla storia che già mi aveva rapito durante il mio viaggio ad Oslo - sono stato al Kon-Tiki Museum di Bygdøy dove, tra l'altro, è conservato l'Oscar originale del 1952 al Miglior documentario per la pellicola omonima di Olle Nordemar - una consistenza più reale, per cui dal mio punto di vista recuperare questa pellicola aveva ancora più senso. Non è esattamente un titolo da ogni occasione, per quanto di fiction rimane un prodotto che racconta un fatto realmente accaduto e, probabilmente, ci deve essere l'interesse a saperne di più. In ogni caso, a mio avviso, "Kon-Tiki" è da recuperare.
Parola chiave: Oceano.
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Bengi
Film 1426: "Kon-Tiki" (2012) di Joachim Rønning, Espen Sandberg
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Produzione interessante, un film sulla storica impresa che portò Thor Heyerdahl a partire dal Perù per arrivare in Polinesia tramite uno speciale tipo di imbarcazione (tanto simile ad un'enorme zattera) perfettamente somigliante a quella che plausibilmente fu usata in epoca precolombiana dalle antiche popolazioni del Sud America per attraversare il pacifico. Lo scopo era quello di dimostrare alla comunità scientifica dell'epoca - siamo negli anni '40 - che la teorica di Heyerdahl non solo fosse plausibile, ma anche concretamente praticabile. A tale scopo lo scienziato, insieme ad un equipaggio di altri quattro avventurieri, si imbarcò per 101 giorni di viaggio decidendo di dare credito alla teoria, mettendo a repentaglio la propria vita, nell'incertezza del successo della spedizione: a parte qualche modernità, infatti, i cinque intrapresero il viaggio rispettando le condizioni della traversata originale. Dei veri e propri esploratori.
"Kon-Tiki" racconta una storia di grande coraggio, una vera e propria avventura moderna che celebra la scoperta e il credere nelle proprie idee, oltre che la sfrontataggine di un certo tipo di genialità. Heyerdahl diventa un eroe, quasi un profeta, ma finché l'impresa non sarà compiuta sembrerà principalmente un pazzo visionario, al pari di chi decide di seguirlo ciecamente. Il tempo e la dedizione al progetto dimostreranno che l'audacia di certe convinzioni richiederà anche una buona dose di follia.
L'impresa raccontata qui è particolarmente interessante e coinvolgente e mette lo spettatore in condizione di immedesimarsi e diventare, di fatto, un altro membro dell'equipaggio. Non mancano i momenti drammatici dovuti alle condizioni estreme della missione, ma ogni sacrificio richiesto sarà ricompensato dalla grandezza della scoperta derivata dal successo dell'impresa. La pellicola è ben realizzata, presenta una bella fotografia ed effetti speciali piuttosto realistici; tutti i protagonisti sono in parte e credibili.
Insomma il risultato finale è molto buono, anche se un po' più patinato di quanto mi sarei aspettato da un prodotto su una storia del genere. In ogni caso una produzione europea che non ha niente da invidiare alle più commerciali americane, anzi è spesso di livello superiore. Una bella sorpresa.
Ps. Candidato all'Oscar e al Golden Globe come Miglior film straniero, ha perso contro "Amour" di Michael Haneke.
Cast: Pål Sverre Hagen, Anders Baasmo Christiansen, Tobias Santelmann, Gustaf Skarsgård, Odd-Magnus Williamson, Jakob Oftebro, Agnes Kittelsen.
Box Office: $22.8 milioni
Consigli: Sinceramente l'ho trovato un prodotto ben fatto e dalla storia particolarmente intrigante. Ero molto catturato dall'idea di dare alla storia che già mi aveva rapito durante il mio viaggio ad Oslo - sono stato al Kon-Tiki Museum di Bygdøy dove, tra l'altro, è conservato l'Oscar originale del 1952 al Miglior documentario per la pellicola omonima di Olle Nordemar - una consistenza più reale, per cui dal mio punto di vista recuperare questa pellicola aveva ancora più senso. Non è esattamente un titolo da ogni occasione, per quanto di fiction rimane un prodotto che racconta un fatto realmente accaduto e, probabilmente, ci deve essere l'interesse a saperne di più. In ogni caso, a mio avviso, "Kon-Tiki" è da recuperare.
Parola chiave: Oceano.
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martedì 11 luglio 2017
Film 1385 - The Lost City of Z
Secondo appuntamento con il Biografilm Festival 2017, prima volta al cinema alle 9.30 di mattina. That's devotion!
Film 1385: "The Lost City of Z" (2016) di James Gray
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Alessandra
Pensieri: Ero molto motivato a recuperare questa pellicola, incuriosito dal cast abbastanza eterogeneo e dai vari red carpet che sembravano suggerire un'atmosfera abbastanza glam, per quanto sinossi e poster suggerissero altro. E in effetti di altro si tratta.
L'aura glam di questo "The Lost City of Z" sta tutta nei suoi bei protagonisti e nella produzione della Plan B Entertainment di Brad Pitt, per il resto siamo abbastanza fuori dai canoni patinati, per quanto la bella fotografia e la colonna sonora particolarmente coinvolgente rendano il risultato finale piacevole.
Ma la vera sorpresa di questo film è Sienna Miller, capace di rubare la scena ogni volta che venga inquadrata. Matura, in parte, brava, un'ottima prova per un'attrice che fino ad ora avevo sempre considerato più di facciata che di contenuto. Da questo punto di vista anche Pattinson è stato una piacevole (ri)scoperta dopo un periodo di assenza dalle produzioni importanti abbastanza significativo. Che fine avesse fatto non lo so, di sicuro qui lascia il segno. Il protagonista Hunnam, che pure è bravo, rimane però bloccato nelle ossessioni del proprio (vero) personaggio e alla lunga tende a ripetersi. Ho apprezzato di più il percorso fatto dagli altri due attori.
In generale, comunque, il film è molto intrigante, anche se forse in alcune parti troppo lungo. Di sicuro è particolarmente dettagliato e verosimile e l'ambientazione selvaggia della giungla ricorda spesso quella scoperta dell'America che tutti conosciamo. I fatti raccontati sono meno noti, ma certo non meno appassionanti (o crudi). Sarà un viaggio alla scoperta dell'"ignoto" anche per lo spettatore, con il corpo seduto in sala, ma la mente immersa in pensieri e sensazioni da vero esploratore.
Cast: Charlie Hunnam, Robert Pattinson, Sienna Miller, Tom Holland, Angus Macfadyen, Ian McDiarmid, Franco Nero.
Box Office: $17.1 milioni
Consigli: Ossessionato dal bisogno di esplorare, scoprire e in generale di una vita avventurosa, il colonnello Percival Fawcett guiderà numerose spedizioni in Sud America alla ricerca di Z, la città perduta cui il titolo fa riferimento. Questo, a grandi linee, il tema portante di un biopic molto ben realizzato, anche se particolarmente lungo (quasi 2 ore e mezza). Tecnicamente impeccabile, ben recitato, in generale credibile, mi ha spesso ricordato l'ultimo Scorsese di "Silence", per quanto qui il ritmo tenga e l'avventura non manchi. Certo non un film facile, richiede interesse e tempo da dedicargli, eppure non ci si pente della scelta.
Parola chiave: Amazzonia.
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Film 1385: "The Lost City of Z" (2016) di James Gray
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Alessandra
Pensieri: Ero molto motivato a recuperare questa pellicola, incuriosito dal cast abbastanza eterogeneo e dai vari red carpet che sembravano suggerire un'atmosfera abbastanza glam, per quanto sinossi e poster suggerissero altro. E in effetti di altro si tratta.
L'aura glam di questo "The Lost City of Z" sta tutta nei suoi bei protagonisti e nella produzione della Plan B Entertainment di Brad Pitt, per il resto siamo abbastanza fuori dai canoni patinati, per quanto la bella fotografia e la colonna sonora particolarmente coinvolgente rendano il risultato finale piacevole.
Ma la vera sorpresa di questo film è Sienna Miller, capace di rubare la scena ogni volta che venga inquadrata. Matura, in parte, brava, un'ottima prova per un'attrice che fino ad ora avevo sempre considerato più di facciata che di contenuto. Da questo punto di vista anche Pattinson è stato una piacevole (ri)scoperta dopo un periodo di assenza dalle produzioni importanti abbastanza significativo. Che fine avesse fatto non lo so, di sicuro qui lascia il segno. Il protagonista Hunnam, che pure è bravo, rimane però bloccato nelle ossessioni del proprio (vero) personaggio e alla lunga tende a ripetersi. Ho apprezzato di più il percorso fatto dagli altri due attori.
In generale, comunque, il film è molto intrigante, anche se forse in alcune parti troppo lungo. Di sicuro è particolarmente dettagliato e verosimile e l'ambientazione selvaggia della giungla ricorda spesso quella scoperta dell'America che tutti conosciamo. I fatti raccontati sono meno noti, ma certo non meno appassionanti (o crudi). Sarà un viaggio alla scoperta dell'"ignoto" anche per lo spettatore, con il corpo seduto in sala, ma la mente immersa in pensieri e sensazioni da vero esploratore.
Cast: Charlie Hunnam, Robert Pattinson, Sienna Miller, Tom Holland, Angus Macfadyen, Ian McDiarmid, Franco Nero.
Box Office: $17.1 milioni
Consigli: Ossessionato dal bisogno di esplorare, scoprire e in generale di una vita avventurosa, il colonnello Percival Fawcett guiderà numerose spedizioni in Sud America alla ricerca di Z, la città perduta cui il titolo fa riferimento. Questo, a grandi linee, il tema portante di un biopic molto ben realizzato, anche se particolarmente lungo (quasi 2 ore e mezza). Tecnicamente impeccabile, ben recitato, in generale credibile, mi ha spesso ricordato l'ultimo Scorsese di "Silence", per quanto qui il ritmo tenga e l'avventura non manchi. Certo non un film facile, richiede interesse e tempo da dedicargli, eppure non ci si pente della scelta.
Parola chiave: Amazzonia.
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lunedì 2 febbraio 2015
Film 869 - Paddington
Primi di gennaio e ancora gli strascichi del Natale...
Film 869: "Paddington" (2014) di Paul King
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Ottimo esempio di cinema per famiglie, divertente e ben realizzato, con una storia avventurosa e un protagonista ricreato al computer maledettamente adorabile.
Attorniati da una miriade di bambini allo spettacolo pomeridiano della domenica, anche due adulti a cui piace il cinema possono rimanere piacevolmente soddisfatti da un titolo leggermente fuori target, eppure così azzeccato. Probabilmente per la buona predisposizione d'animo data dalle feste o in generale perché è sempre bello andare al cinema e lasciarsi coccolare da una favola, quando è bella.
Quella di "Paddington" in particolare riesce ad essere dolce e avventurosa, scortando gli spettatori per 95 minuti tra giungla, il profondo Perù, la Londra frenetica del quotidiano, il Museo di Storia Naturale e una serie di piccoli e grandi disastri che l'orsetto protagonista saprà scatenare. Quest'ultimo in particolare, calamita per disavventure domestiche, è il perfetto esempio di come non solo gli USA siano in grado di proporre al pubblico mondiale un protagonista animato completamente in digitale rendendolo assolutamente credibile (nonché un piacere da guardare, considerato quanto è ben fatto). Avevo sentito in un'intervista sul film che la vera sfida per la StudioCanal che ha prodotto il film era proprio riuscire a competere con gli effetti speciali cui gli americani ci hanno abituato, riuscendo non solo ad eguagliarli, ma a superarli con l'intento di ricreare e personalizzare l'universo immaginato da Michael Bond nelle sue storie per l'infanzia. Devo dire che, visto il risultato finale, l'operazione è stata un successo.
Oltre alla piacevole storia da seguire - che vede l'orsetto Paddington emigrare dalla sua terra natale verso Londra, alla ricerca dell'esploratore che decenni prima si era imbattuto nei suoi due zii - va aggiunto il piacere di scoprire, scena dopo scena, il ricchissimo cast di protagonisti che va a colorare questa storia: Hugh Bonneville, Sally Hawkins, Julie Walters, Jim Broadbent, Peter Capaldi, e perfino Nicole Kidman con il suo caschetto più glam; per quanto riguarda le voci (originali), invece, "Paddington" è stato doppiato dal nuovo Q di 007 Ben Whishaw e gli zii Pastuzo e Lucy rispettivamente dai due ex potteriani Michael Gambon e Imelda Staunton. Insomma, bella favola sul valore della famiglia e dell'amicizia con cenni avventurosi e anche pericolosi (la pazza imbalsamatrice direttrice del Museo di Storia Naturale), un ottimo e variegato cast, un protagonista delizioso e un risultato finale assolutamente in linea con le aspettative. Forse il film delle feste 2014.
Ps. Candidato ai BAFTA 2015 per il Miglior film inglese e Migliore sceneggiatura non originale.
Box Office: $196.5 milioni
Consigli: Carinissimo titolo per tutta la famiglia, questo "Paddington" è il film perfetto da guardarsi placidamente adagiati sul divano. Relax assoluto per un'avventura originale e simpatica che lascerà lo spettatore con un infantile sorriso di soddisfazione al termine della visione. Se si è in cerca di dolcezza e un protagonista adorabile, l'orsetto Paddington è certamente il compagno ideale di un pomeriggio senza pensieri.
Parola chiave: Cappello.
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#HollywoodCiak
Bengi
Film 869: "Paddington" (2014) di Paul King
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Ottimo esempio di cinema per famiglie, divertente e ben realizzato, con una storia avventurosa e un protagonista ricreato al computer maledettamente adorabile.
Attorniati da una miriade di bambini allo spettacolo pomeridiano della domenica, anche due adulti a cui piace il cinema possono rimanere piacevolmente soddisfatti da un titolo leggermente fuori target, eppure così azzeccato. Probabilmente per la buona predisposizione d'animo data dalle feste o in generale perché è sempre bello andare al cinema e lasciarsi coccolare da una favola, quando è bella.
Quella di "Paddington" in particolare riesce ad essere dolce e avventurosa, scortando gli spettatori per 95 minuti tra giungla, il profondo Perù, la Londra frenetica del quotidiano, il Museo di Storia Naturale e una serie di piccoli e grandi disastri che l'orsetto protagonista saprà scatenare. Quest'ultimo in particolare, calamita per disavventure domestiche, è il perfetto esempio di come non solo gli USA siano in grado di proporre al pubblico mondiale un protagonista animato completamente in digitale rendendolo assolutamente credibile (nonché un piacere da guardare, considerato quanto è ben fatto). Avevo sentito in un'intervista sul film che la vera sfida per la StudioCanal che ha prodotto il film era proprio riuscire a competere con gli effetti speciali cui gli americani ci hanno abituato, riuscendo non solo ad eguagliarli, ma a superarli con l'intento di ricreare e personalizzare l'universo immaginato da Michael Bond nelle sue storie per l'infanzia. Devo dire che, visto il risultato finale, l'operazione è stata un successo.
Oltre alla piacevole storia da seguire - che vede l'orsetto Paddington emigrare dalla sua terra natale verso Londra, alla ricerca dell'esploratore che decenni prima si era imbattuto nei suoi due zii - va aggiunto il piacere di scoprire, scena dopo scena, il ricchissimo cast di protagonisti che va a colorare questa storia: Hugh Bonneville, Sally Hawkins, Julie Walters, Jim Broadbent, Peter Capaldi, e perfino Nicole Kidman con il suo caschetto più glam; per quanto riguarda le voci (originali), invece, "Paddington" è stato doppiato dal nuovo Q di 007 Ben Whishaw e gli zii Pastuzo e Lucy rispettivamente dai due ex potteriani Michael Gambon e Imelda Staunton. Insomma, bella favola sul valore della famiglia e dell'amicizia con cenni avventurosi e anche pericolosi (la pazza imbalsamatrice direttrice del Museo di Storia Naturale), un ottimo e variegato cast, un protagonista delizioso e un risultato finale assolutamente in linea con le aspettative. Forse il film delle feste 2014.
Ps. Candidato ai BAFTA 2015 per il Miglior film inglese e Migliore sceneggiatura non originale.
Box Office: $196.5 milioni
Consigli: Carinissimo titolo per tutta la famiglia, questo "Paddington" è il film perfetto da guardarsi placidamente adagiati sul divano. Relax assoluto per un'avventura originale e simpatica che lascerà lo spettatore con un infantile sorriso di soddisfazione al termine della visione. Se si è in cerca di dolcezza e un protagonista adorabile, l'orsetto Paddington è certamente il compagno ideale di un pomeriggio senza pensieri.
Parola chiave: Cappello.
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lunedì 27 ottobre 2014
Film 801 - Up
Quasi 800 recensioni fa avevo visto questo film per la prima volta, rimanendo soddisfatto della visione e ricevendo in regalo, pochi mesi dopo, il dvd. Da allora non c'è più stata occasione di ripetere la visione...
Film 801: "Up" (2009) di Pete Docter, Bob Peterson
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: "Up", ovvero un botteghino stellare, 2 Oscar vinti e un plebiscito di apprezzamenti ed essere ancora uno dei film di punta dell'universo Pixar (e Disney). C'è stato un vero e proprio momento d'oro dell'animazione per le due case produttrici che, un titolo dopo l'altro, riuscivano a fare incetta di consensi di critica e pubblico, grandi incassi e premi Oscar ("Ratatouille", "WALL-E", "Toy Story 3" fino a "Brave" circa) e certamente questa pellicola è una delle più iconiche e di successo. Chi, infatti, ancora oggi non ha presente la stupenda scena della casa che si alza in volo grazie all'ausilio di non si sa quanti palloncini ad elio dai colori dell'arcobaleno? Fin da subito "Up" è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante tra i cult dell'animazione contemporanea.
Rivedere il film questa volta in dvd e non in un orrendo streaming mal saturato ha certamente aumentato il mio consenso e apprezzamento, riuscendo così a cogliere lo sfavillante lavoro di colori fatto per ricreare, appunto, i palloncini ma anche per mettere in scena i bellissimi paesaggi e la figura quasi mitologica del Beccaccino, qui oggetto del desiderio dei protagonisti insieme al viaggio in Venezuela verso le Cascate Paradiso.
Ciò detto, e ribadendo che "Up" mi è piaciuto e lo trovo un ottimo esempio di intrattenimento per famiglie, con un protagonista (il ragazzino) che è qualcosa di meraviglioso, rimane il fatto che, per quanto mi riguarda, il colpo di fulmine non è scattato. Paradossalmente - ho la fobia dei topi, ma forse per contrasto anche proprio per questo - "Ratatouille" mi ha conquistato molto di più. Chiaramente è un'accezione molto personale e il mio modo di pormi nei confronti di questa pellicola rimane, appunto, il mio.
Film 5 - Up
Film 801 - Up
Film 2003 - Up
Box Office: $731.3 milioni
Consigli: Direi che è un titolo adatto veramente ad ogni occasione. Perfetto per una serata dopo una faticosa giornata di lavoro come per una domenica pomeriggio spiaggiati sul divano. Diverte, intrattiene ed incanta grazie ad alcune trovate poetiche che lasciano lo spettatore affascinato. La voce originale del cattivo Charles Muntz è del premio Oscar Christopher Plummer.
Parola chiave: Amicizia.
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Bengi
Film 801: "Up" (2009) di Pete Docter, Bob Peterson
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: "Up", ovvero un botteghino stellare, 2 Oscar vinti e un plebiscito di apprezzamenti ed essere ancora uno dei film di punta dell'universo Pixar (e Disney). C'è stato un vero e proprio momento d'oro dell'animazione per le due case produttrici che, un titolo dopo l'altro, riuscivano a fare incetta di consensi di critica e pubblico, grandi incassi e premi Oscar ("Ratatouille", "WALL-E", "Toy Story 3" fino a "Brave" circa) e certamente questa pellicola è una delle più iconiche e di successo. Chi, infatti, ancora oggi non ha presente la stupenda scena della casa che si alza in volo grazie all'ausilio di non si sa quanti palloncini ad elio dai colori dell'arcobaleno? Fin da subito "Up" è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante tra i cult dell'animazione contemporanea.
Rivedere il film questa volta in dvd e non in un orrendo streaming mal saturato ha certamente aumentato il mio consenso e apprezzamento, riuscendo così a cogliere lo sfavillante lavoro di colori fatto per ricreare, appunto, i palloncini ma anche per mettere in scena i bellissimi paesaggi e la figura quasi mitologica del Beccaccino, qui oggetto del desiderio dei protagonisti insieme al viaggio in Venezuela verso le Cascate Paradiso.
Ciò detto, e ribadendo che "Up" mi è piaciuto e lo trovo un ottimo esempio di intrattenimento per famiglie, con un protagonista (il ragazzino) che è qualcosa di meraviglioso, rimane il fatto che, per quanto mi riguarda, il colpo di fulmine non è scattato. Paradossalmente - ho la fobia dei topi, ma forse per contrasto anche proprio per questo - "Ratatouille" mi ha conquistato molto di più. Chiaramente è un'accezione molto personale e il mio modo di pormi nei confronti di questa pellicola rimane, appunto, il mio.
Film 5 - Up
Film 801 - Up
Film 2003 - Up
Box Office: $731.3 milioni
Consigli: Direi che è un titolo adatto veramente ad ogni occasione. Perfetto per una serata dopo una faticosa giornata di lavoro come per una domenica pomeriggio spiaggiati sul divano. Diverte, intrattiene ed incanta grazie ad alcune trovate poetiche che lasciano lo spettatore affascinato. La voce originale del cattivo Charles Muntz è del premio Oscar Christopher Plummer.
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