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giovedì 19 febbraio 2026

Film 2413 - Downton Abbey: The Grand Finale

Intro: After Corfu, I spent 2 weeks between Barcelona and Bologna. Before leaving again, though, I went to the movies to watch the end of this saga.

Film 2413
: "Downton Abbey: The Grand Finale" (2025), Simon Curtis
Watched: At the movies
Language: English
Watched with: Niamh
Thoughts: I was a bit scared, I'll be honest. I liked the first movie, but the second one, although well made and not bad, wasn't as good as I had hoped. So I was a bit nervous about this one, considering the original TV show ended 10 years ago (and I'm not sure how many people were actually waiting for a third "Downton Abbey" movie).
Contrary to my expectations, "Downton Abbey: The Grand Finale" is actually much better than I anticipated. You definitely feel the absence of Maggie Smith, but the movie does a great job of honoring her and her character. And for the rest, it's exactly how it should be: a longer episode of "Downton Abbey," but make it a movie and, on top of that, make it the last installment of the whole franchise.
It's sad to think that it's really time to say goodbye, but "Downton Abbey: The Grand Finale" is an endearing final chapter and a great way to say farewell.
Film 1829 - Downton Abbey
Film 2106 - Downton Abbey: A New Era
Film 2413 - Downton Abbey: The Grand Finale
Cast: Hugh Bonneville, Jim Carter, Michelle Dockery, Paul Giamatti, Elizabeth McGovern, Penelope Wilton, Laura Carmichael, Brendan Coyle, Joanne Froggatt, Allen Leech, Michael Fox, Robert James-Collier, Phyllis Logan, Sophie McShera, Lesley Nicol, Dominic West, Kevin Doyle, Raquel Cassidy, Harry Hadden-Paton, Joely Richardson, Alessandro Nivola.
Box Office: $103.1 million
Worth a watch?: If you're not a fan, there's no real point in watching it, to be honest. But for those who love the Crawleys and appreciate the work of Julian Fellowes, this is definitely a movie to watch.
Awards: /
Key word: Divorce.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 5 maggio 2022

Film 2106 - Downton Abbey: A New Era

Intro: Lunedì scorso qui in Irlanda era festa, per cui dopo una giornata a poltrire, ho deciso di farmi un regalo e andare (finalmente di nuovo) al cinema per vedere questa pellicola che attendevo da mesi!

Film 2106: "Downton Abbey: A New Era" (2022) di Simon Curtis
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: devo dire che avessi un po' di timore rispetto a questo sequel di una delle serie degli ultimi anni che ho amato di più. Fortunatamente, in parte, non ce n'era motivo.
Questo secondo "Downton Abbey" cinematografico funziona abbastanza bene, anche se a tratti è troppo ricco di avvenimenti. Si fatica a tenere il passo (o a riprendere fiato). Dall'inizio alla fine è un nonstop di accadimenti, tra ville e viaggi in Francia, film muti e l'avvento del sonoro, nuovi e vecchi amori, malattie misteriose, matrimoni, funerali, eredità, riparazioni al tetto e chi più ne ha più ne metta.
Ammetto che l'inizio della pellicola sia un po' affrettato, ma una volta superato il primo atto e la messa in moto di tutti i meccanismi narrativi per tutto il collettivo di personaggi, la storia ritrova il suo solito ritmo e le cose riprendono a funzionare. Non c'è da sorprendersi, comunque, considerato che negli anni la complessità narrativo di questa saga è andata solo ad aumentare, specialmente per l'inclusione di trame secondarie che coinvolgono personaggi minori. Poco male, in ogni caso, si ama "Downton" anche per il meraviglioso cast.
La sensazione che ho avuto con questa pellicola è che (finalmente) la storia parrebbe essere giunta al termine. Praticamente siamo arrivati al punto in cui chiunque nella storia ha trovato la sua strada o il suo posto, tra happy ending più o meno evidenti per tutti, per cui da un lato spero che non si senta il bisogno di tirare in ballo un terzo capitolo che andrebbe solo a smuovere un finale che, in fin dei conti, va già bene così. "Downton Abbey: A New Era" sarebbe un buonissimo addio. Ps. Curiosamente, è un periodo in cui mi ritrovo costantemente riportato al ricordo di questa serie: al momento sto guardando contemporaneamente "The Gilded Age", ideato e scritto da Julian Fellowes (il creatore di "Downton Abbey" e sceneggiatore di questo film) e "Anatomy of a Scandal" con protagonista Michelle Dockery, nientemeno che la nostra Lady Mary.
Film 1829 - Downton Abbey
Film 2106 - Downton Abbey: A New Era
Film 2413 - Downton Abbey: The Grand Finale
Cast: Hugh Bonneville, Elizabeth McGovern, Maggie Smith, Michelle Dockery, Laura Carmichael, Jim Carter, Phyllis Logan, Penelope Wilton, Allen Leech, Joanne Froggatt, Robert James-Collier, Hugh Dancy, Imelda Staunton, Dominic West, Sophie McShera, Raquel Cassidy, Paul Copley, Jonathan Coy, Brendan Coyle, Tuppence Middleton, Lesley Nicol, Jonathan Zaccaï, Kevin Doyle, Michael Fox, Laura Haddock.
Box Office: $70.9 milioni (ad oggi)
Vale o non vale: Un prodotto principalmente per i fan, "Downton Abbey: A New Era" risulterebbe incomprensibile a chiunque non abbia idea di cosa sia successo prima (e anche io ho faticato a ricordare certi sviluppi precedenti). L'atmosfera è quella di sempre, i personaggi quelli che si amano e la storia porta avanti quanto basta il racconto fino a condurlo ad una conclusione che sa di finale anche per questa saga. Ciao "Downton"? Fosse così, questo sequel non lascia l'amaro in bocca.
Premi: /
Parola chiave: Film.
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 27 settembre 2021

Film 1829 - Downton Abbey

Intro: L'ho recuperato non appena ho potuto, praticamente forzato Eric a vederlo insieme anche se lui non aveva mai visto la serie prima.

Film 1829: "Downton Abbey" (2019) di Michael Engler
Visto: dalla tv di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Eric
In sintesi: onestamente mi sarei aspettato per questo episodio cinematografico della serie creata da Julian Fellowes (lo stesso di "Gosford Park", per cui ha vinto l'Oscar per la Miglior sceneggiatura originale) un'accoglienza più calorosa da parte dell'Academy, non tanto nelle categorie attoriali, quanto per quelle tecniche. E' innegabile che costumi, set e acconciature siano di altissimo livello, per cui mi sarei aspettato quantomeno delle candidature che, però, non si sono verificate.
Al di là del mio disappunto, comunque, bisogna dire che il "Downton Abbey" pellicola funziona e non solo è in grado di capitalizzare su quell'effeto nostalgia comune ad ogni progetto esportato da un medium ad un altro, ma riesce anche a non disattendere le attese.
In tutta onestà credo che questo sia principalmente dovuto al fatto che, diversamente da altri prodotti inizialmente concepiti per la televisione, "Downton Abbey" presentasse già in origine un "aspetto" più cinematografico, con singoli episodi della durata media di un'ora. Se penso a serie tv perfette a cui sono corrisposti adattamenti cinematografici tutt'altro che entusiasmanti - penso a "Sex & the City" per dirne una - non posso fare a meno di ricollegare almeno in parte l'insoddisfacente risultato finale alla difficoltà di esportare un format di 20-30 minuti per tentare di spalmarlo su un paio d'ore di film. Qui, chiaramente il problema non si è verificato perché ad essere onesti ogni episodio di "Downton" sembrava già un piccolo film di per sé.
Scavalcato il grande ostacolo della trasposizione tv-cinema - e con alla sceneggiatura sempre il grande Fellowes che non molla, giustamente, la sua creatura - il resto della magia è venuta naturalmente: il cast è lo stesso a cui si sono aggiunti un paio di nomi che contanto (Imelda Staunton, Matthew Goode), i toni e le atmosfere sono gli stessi, le musiche di John Lunn sono le stesse e via dicendo.
Insomma, non voglio dire che fosse un successo annunciato - anzi, a dire il vero io da mega fan della serie avevo un po' timore - però va ammesso che fin da subito "Downton Abbey" avesse le carte in regola per risultare un piccolo successo. E così è stato.
Film 1829 - Downton Abbey
Film 2106 - Downton Abbey: A New Era
Film 2413 - Downton Abbey: The Grand Finale
Cast: Hugh Bonneville, Jim Carter, Michelle Dockery, Elizabeth McGovern, Maggie Smith, Imelda Staunton, Penelope Wilton, Laura Carmichael, Brendan Coyle, Joanne Froggatt, Matthew Goode, Robert James-Collierm Allen Leech, Phyllis Logan, Sophie McShera, Lesley Nicol, Kevin Doyle, Michael C. Fox, Geraldine James.
Box Office: $194.3 milioni
Vale o non vale: Per tutti i fan della serie è assolutamente una pellicola imperdibile! A maggior ragione perché il sequel, "Downton Abbey: A New Era", è in uscita il 18 marzo 2022.
Premi: /
Parola chiave: Visita reale.

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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 19 dicembre 2019

Film 1701 - The Wife

Intro: La stagione dei premi è alle porte, la maggior parte delle manifestazioni che contano hanno reso pubbliche le nomination per il loro meglio del meglio e, con gli Oscar pronti a fare lo stesso i primi di gennaio, devo veramente mettermi in pari, quantomeno rispetto a quei prodotti che hanno già ricevuto menzioni importanti. Incomincio comunque con la stagione passata, giusto per fare capire quanto io sia ancora indietro (qualcosa come 152 film a oggi...).
Film 1701: "The Wife" (2017) di Björn L. Runge
Visto: dalla tv dell'aereo
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: il film nel complesso non è un capolavoro, ma Glenn Close è fenomenale. La storia intrigante della brava moglie che sostiene il marito nel suo viaggio a Stoccolma verso la premiazione del Nobel, segreti annessi, è propulsore di un racconto che parte piano e, sicuramente, si prende il suo tempo per delineare tutti i dettagli, rivelando un colpo di scena forse meno sorprendente di quanto non si sarebbe voluto, ma comunque d'effetto. Chi c'è, infatti, dietro al successo letterario di Joe Castleman (Jonathan Pryce)?
"The Wife" è un buon prodotto di classe che, pur non sconvolgendo lo spettatore, riesce a rimanere impresso e per la buona esecuzione e per il ritratto della coppia protagonista, tra successi letterari, tradimenti, compromessi e quel piccolo, gigantesco segreto rinchiuso tra le pareti di un matrimonio che comincia a scricchiolare. Il risultato finale è buono, non fosse anche solo per l'ennesima, gigantesca prova d'attrice dell'intramontabile Close. Che sì, questa volta meritava l'Oscar più di chiunque altro.
Cast: Glenn Close, Jonathan Pryce, Christian Slater, Max Irons, Annie Starke, Harry Lloyd, Elizabeth McGovern.
Box Office: $18.4 milioni
Vale o non vale: Non certo un prodotto dinamico, questo film tratto dal romanzo di Meg Wolitzer vive principalmente delle ottime interpretazioni dei suoi protagonisti e di quel sorprendente segreto di cui non tarderemo a venire a conoscenza.
Non una pellicola per tutte le occasioni, ma sicuramente un film interessante e ben fatto.
Premi: Candidato all'Oscar, Golden Globe e BAFTA per la Miglior attrice, Close ha vinto il secondo, ma perso contro Olivia Colman alle altre due premiazioni.
Parola chiave: Talento.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 25 novembre 2015

Film 1035 - Woman in Gold

Ero rimasto incuriosito dalla locandina, poi dal trailer e in generale dalla strana composizione del cast molto, molto eterogeneo...

Film 1035: "Woman in Gold" (2015) di Simon Curtis
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano, tedesco
Compagnia: nessuno
Pensieri: Anche se ultimamente Helen Mirren nei film fa più o meno sempre la stessa parte della donna anziana, autoritaria e pure un po' snob, devo dire che "Woman in Gold" mi è piaciuto. E' una pellicola pacata ed educata, basata su una storia vera ed intrigante, un misfatto storico che prende il via dalle atrocità della guerra e del nazismo, una vera e propria avventura che non mancherà di lasciare il proprio segno nella storia.
Con queste premesse, un cast coi fiocchi, una solida base storica e una narrazione fluida e senza intoppi, il film di Curtis procede pacatamente, ma senza tedio verso un epilogo scontato, anche se non per questo meno appagante. Di cosa si parla, dunque? Un efficace riassunto da Wiki: «Il film è basato sulla storia vera della defunta Maria Altmann, una sopravvissuta all'Olocausto, che, insieme al giovane avvocato E. Randol Schönberg, ha combattuto il governo austriaco per quasi un decennio per recuperare l'iconico quadro di Gustav Klimt Ritratto di Adele Bloch-Bauer I appartenuto a sua zia, che era stato confiscato dai nazisti a Vienna poco prima della seconda guerra mondiale.»
Un vero e proprio salto nel passato, quindi, a ripercorrere le violenze e gli abusi della Seconda Guerra Mondiale, seguendo il percorso di un quadro che, rubato, dopo decenni è esposto presso l'Österreichische Galerie Belvedere (Galleria Austriaca del Belvedere) del quale diventa simbolo e fiore all'occhiello. La rivalsa sull'opera della Altmann non sarà presa bene da Vienna e dal governo austriaco che tenterà in tutti i modi di ostacolare la donna fino a quando, costretti a farlo, si troverà a fronteggiare un appello presso la Corte Suprema degli Stati Uniti. E da quel momento molte cose cominceranno a cambiare.
Nel mezzo di una vicenda giudiziaria avvincente, la storia di due persone diversissime (Mirren e Reynolds) che si incontreranno e conosceranno, dedicandosi a una battaglia apparentemente impossibile da vincere, eppure evidentemente giusta. La strana coppia sullo schermo funziona, soprattutto grazie alla pacatezza che contraddistingue entrambi i personaggi, capaci di incassare i colpi con grande signorilità e, ancora più importante, non arrendersi di fronte alle avversità o a punti di vista differenti.
Insomma, pur non toccando vette da capolavoro, "Woman in Gold" mi è sembrato un film onesto, capace di comunicare emotivamente con il pubblico facendolo affezionare a una vicenda forse non così conosciuta a chi non frequenti il mondo dell'arte. Il risultato finale è buono, la fotografia bella, la storia ben raccontata nonostante i numerosi flashback - per me tutti in tedesco e senza sottotitoli, il che non ha aiutato - e il cast molto internazionale funziona (nonostante la presenza di Katie Holmes, qui assolutamente marginale).
Cast: Helen Mirren, Ryan Reynolds, Daniel Brühl, Katie Holmes, Tatiana Maslany, Max Irons, Charles Dance, Elizabeth McGovern, Jonathan Pryce, Antje Traue, Frances Fisher, Moritz Bleibtreu.
Box Office: $59.5 milioni
Consigli: Film piacevole, ben confezionato e con due ottimi protagonisti, "Woman in Gold" si muove tra arte e storia, toccando perfino temi giudiziari, per cui chi amasse trovare questi elementi nelle trame dei film qui è assolutamente servito. Io ho trovato il risultato finale ben riuscito, capace di raccontare una storia certamente non semplice pur non evitando gli snodi complessi. E' evidente chi siano i buoni e chi i cattivi, ma una semplificazione per un pubblico commerciale era, ritengo, inevitabile, quindi il fatto che la dose di semplicità sia limitata mi pare deponga a favore della sceneggiatura. La Mirren è nel suo territorio nel ritrarre una donna dal carattere forte e dalla personalità raffinata e fuori dal tempo, per cui è solo che un piacere guardarla. Per tutti questi motivi - e sicuramente per molti altri ancora -, direi che una chance a questo titolo si possa dare. Mal che vada si è scoperto qualcosa in più relativamente a una vicenda storica che ha coinvolto il mondo nel nostro recente passato. Il Che, forse, è già sufficiente.
Parola chiave: Ritratto di Adele Bloch-Bauer I.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 2 dicembre 2010

Film 191 - Scontro tra titani

Ero rimasto con la curiosità di vedere questo film, ma mi ero dimenticato della sua esistenza. Per caso mi è tornato alla mente e non ho perso tempo, questa volta!


Film 191: "Scontro tra titani" (2010) di Louis Leterrier
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Stefano
Pensieri: Approfittando della nuova postazione pc che mi sono ritagliato in casa (divano, cuscini, nuovo portatile - il primo - e musica di sottofondo) ricostruisco il ricordo di questa produzione americana davvero, concedetemelo, 'sborona'.
Si sa, io mi trovo a mio agio con le classiche 'americanate' che mi regalano quella spensieratezza (e quell'effetto dolby surround che fa tremare i muri) che tanto mi piace. Per carità, sono più che conscio del valore artistico di queste opere, ma non per questo ritengo che non meritino la classica 'possibilità'. Questa pellicola, in particolare, sbaglia in alcuni punti, ma per quanto riguarda l'intrattenimento non lascia delusi i suoi spettatori.
Come al solito, se le aspettative non sono quelle da film premio Oscar, allora non si potrà rimproverare che la semplice bonarietà con cui la sceneggiatura è stata scritta: prevedibile e un po' ridicola in certi punti. Gli attori, poveri loro, non hanno potuto molto dove la penna ha fallito, ma tutto sommato, chiudendo un occhio, il film si regge tranquillamente, tra una battaglia, un meeting tra gli dèi e un qualche scorpione gigante che spunta dal deserto.
Eroe di turno è Sam Worthington, famoso grazie ad "Avatar", non proprio conosciuto per l'ineccepibile mimica facciale. Muscoli e capacità di reggere un ruolo d'azione con convinzione, si confronta con alcuni personaggi del grande schermo piuttosto conosciuti. In primis Liam Neeson ("Star wars: Episodio I - La minaccia fantasma", "Io vi troverò") e Ralph Fiennes ("Il paziente inglese", "The Reader", "Harry Potter e i doni della morte: Parte I") che si trovano sullo stesso set a 17 anni dal famosissimo "Schindler's list - La lista di Schindler"; per quanto riguarda la parte femminile troviamo la bond girl Gemma Arterton ("Quantum of Solace", "RocknRolla", "Prince of Persia: Le sabbie del tempo") e Natalia Vodianova, famosissima modella internazionale, nominata da Forbes come la settima modella più pagata al mondo (è stata il suo volto per Louis Vuitton, Marc Jacobs, Calvin Klein), qui irriconoscibile nel ruolo di Medusa.
Insomma, il prodotto finale di per sé è godibile, innocuo intrattenimento per chi ama il genere adrenalinico-misto-peplum che, dopo "300", pare sia tornato di gran moda. Nulla più che sano divertimento.
Consigli: E' il classico di film da vedere in gruppo per ridere delle esagerazioni che propone. Gli dèi sono vestiti alla Lady Gaga, forniscono ottimi spunti di cui sparlare!
Parola chiave: Kraken.




Ric