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lunedì 10 aprile 2023

Film 2174 - The Banshees of Inisherin

Intro: Altro film in odore di Oscar, lo siamo andati a recuperare allo Stella, cinemone di lusso tra poltrone private, un menù da ristorante e una discreta scelta di vini da accompagnare alla visione.

Film 2174: "The Banshees of Inisherin" (2022) di Martin McDonagh
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Ciarán
In sintesi: sarò onesto: le altissime aspettative in tantem con la difficoltà a comprendere una buona parte dei dialoghi hanno certamente reso la visione di questo film più complessa di quanto mi aspettassi.
Il risultato finale non mi ha fatto gridare al capolavoro - specialmente se messo a confronto con quel gioiellino di pellicola che è "Three Billboards Outside Ebbing, Missouri", ovvero il precedente film di Martin McDonagh - e tutto sommato, anche se l'esperienza in generale è stata piacevole (ma quello lo collego più alla location), ammetto che ho davvero fatto fatica ad entrare nel mood di questo "The Banshees of Inisherin".
Gli amici irlandesi mi avevano avvisato che avrei faticato ad apprezzarne l'umorismo e l'approccio molto "Irish" e devo ammettere che così è stato. In ogni caso ho trovato le performance di Colin Farrell e Kerry Condon particolarmente ispirate e ogni loro interazione sul grande schermo un piacere da guardare. Brendan Gleeson e Barry Keoghan fanno altrettanto un egregio lavoro, ma il personaggio di Gleeson è antipatico e Keoghan, che di fatto rappresenta un tipo di humor che sono riuscito a cogliere, ha un ruolo che avrei preferito trovasse ancora più spazio rispetto a una storia che si concentra completamente sul problema dell'amicizia fra Pádraic e Colm (il che, dopo un po', stanca visto che non si riesce a capire il motivo per cui dall'oggi al domani uno dei due smetta di voler essere amico dell'altro e si ostini così tanto a volerlo rimuovere dalla sua vita) quando l'esplorazione del personaggio del sempliciotto Dominic (Keoghan) sarebbe stata molto più interessante.
Detto questo, "The Banshees of Inisherin" mi ha particolarmente interessato più da un punto di vista storico che narrativo, visto che la storia è ambientata durante la Guerra civile irlandese di inizio anni '20, un periodo storico del paese in cui vivo di cui francamente non sapevo nulla.
Rivedrei "The Banshees of Inisherin"? Dovesse succedere, sicuramente non inglese.
Mi sono pentito di averlo visto? Assolutamente no.
Mi è piaciuto? Meh.
Cast: Colin Farrell, Brendan Gleeson, Kerry Condon, Barry Keoghan, Gary Lydon.
Box Office: $48.9 milioni
Vale o non vale: Sicuramente non per tutti. Francamente ho faticato a coglierne alcuni aspetti e, viste le critiche entusiaste, mi aspettavo qualcosa di più leggero, meno criptico e più convenzionalmente divertente. Ottime performance degli attori e bella fotografia.
Premi: Candidato a 9 Oscar per Miglior film, regia, attore protagonista (Farrell), attore non protagonista (Gleeson e Keoghan), attrice non protagonista (Condon), sceneggiatura originale, montaggio e colonna sonora. Vincitore di 3 Golden Globe per Miglior film musical o commedia, attore protagonista (Farrell) e sceneggiatura su 8 nomination (per regia, attore non protagonista - Gleeson e Keoghan -, attrice non protagonista - Condon - e colonna sonora). 10 nomination ai BAFTA (tra cui Miglior film, regia, attore protagonista per Farrel, attore non protagonista per Gleeson, colonna sonora e montaggio) e 4 premi vinti: Miglior sceneggiatura originale, attore non protagonista (Keoghan), attrice non protagonista (Condon) e film britannico dell'anno. In concorso alla 79esima Mostra del cinema di Venezia, il film ha vinto la Coppa Volpi per il Miglior attore (Farrell) e la Miglior sceneggiatura.
Parola chiave: Amicizia.
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#HollywoodCiak
Bengi

domenica 3 gennaio 2021

Film 1767 - Sahara

Intro: L'avevo visto al cinema con padre e mi pareva di ricordare mi fosse piaciuto. Siccome fu un gigantesco flop al botteghino, per non parlare delle pessime critiche, mi sembrava giunto il momento, a 15 anni di distanza, di dar a questa pellicola una seconda chance.
Film 1767: "Sahara" (2005) di Breck Eisner
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: chi l'avrebbe detto, nel 2005, che 2 dei protagonisti di questa pellicola fossero destinati a vincere un Oscar?! NESSUNO. Dai, forse Penélope era già più plausibile, ma Matthew McConaughey Miglior attore protagonista proprio non si riusciva a concepire neanche nelle più sfrenate fantasie da trip metanfetaminico. Per non parlare del fatto che questa storia racconta (anche) di un'epidemia...
Sconvolgenti avvenimenti futuri a parte, "Sahara" è un film d'avventura con budget da colossal ($160 milioni di dollari) che mixa l'ambientazione desertica de "La mummia", ci incastra dentro una sorta di caccia al tesoro alla "Il mistero dei Templari", cerca quel brivido alla 007 e rilancia con il fascino - qui francamente un po' troppo abbrustolito - di Matthew McConaughey e i suoi addominali, il tutto per un risultato finale noioso e poco elettrizzante. Sono rimasto francamente sorpreso dall'incapacità di questo prodotto commerciale di risultare di buon (o quantomeno decente) intrattenimento.
Insomma, tutto considerato, da questo "Sahara" mi aspettavo (e ricordavo) molto di più.
Cast: Matthew McConaughey, Steve Zahn, Penélope Cruz, Lambert Wilson, Glynn Turman, Delroy Lindo, William H. Macy, Rainn Wilson, Lennie James.
Box Office: $119.2 milioni
Vale o non vale: Non è certo il film più brutto della storia, ma se consideriamo che si tratta di una pellicola commerciale il cui unico intento è quello di intrattenere e divertire, "Sahara" è un clamoroso buco nell'acqua. Poi, per carità, si lascia guardare e dimenticare senza fatica, ma di certo non è di quei prodotti che ti lasciano soddisfatto.
Premi: /
Parola chiave: Carro armato.
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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 6 aprile 2020

Film 1866 - Alla mia piccola Sama

Intro: Tornato in Italia, tornato a casa, tornato al mio amato Cinema Galliera. Durante uno dei miei turni, la proposta era questa e ho deciso, un po' inconsapevolmente, di entrare in sala e vedermi la proiezione. E, ci tengo a dirlo, il cinema era al completo.
Film 1866: "Alla mia piccola Sama" (2019) di Waad Al-Kateab, Edward Watts
Visto: al cinema
Lingua: italiano, arabo
Compagnia: Mirco
In sintesi: no, non ero pronto per questo film, questa storia, queste scene. Dire che "For Sama" sia un pugno nello stomaco è dire poco, francamente, e non penso si possa essere davvero preparati alla potenza di quanto mostrato, tra bombardamenti, perdite, sacrifici, eroismo, sogni infranti, voglia di non mollare; tutto questo insieme crea un quadro leggermente spostato rispetto al piano politico di quanto ci si aspetterebbe, ma non per questo meno credibile o realistico. Al contrario.
La vita di Waad e Hamza è costantemente ripresa per raccontare a chi la battaglia di Aleppo o la guerra in Siria non le conosce o non riesce a immaginare come la vivano le persone, fornendo allo spettatore la prospettiva di chi non solo è costretto a fare i conti con lo scontro quotidiano, ma anche di chi dà una mano, chi è impegnato in prima linea, chi mette a repentaglio la propria vita non solo per un ideale, ma per il bene delle altre persone, per la speranza che un giorno Aleppo e tutto il resto del Paese possano vedere la fine del conflitto e riacquisire una normalità, una stabilità.
"Alla mia piccola Sama" è la versione italiana del film doppiata da una Jasmine Trinca efficace, ma a volte troppo "costruita". Non poche volte si riscontra nel doppiaggio italiano quasi una forzatura di toni, una drammatizzazione più da fiction che da documentario che, devo ammettere, a tratti mi ha infastidito. Ne capisco l'origine, ma penso falsi il tono con cui questo prodotto si presenta, altrimenti, a chi guarda. Non serve nemmeno confrontare la versione doppiata con quella originale, l'audio in sottofondo dà già da solo le prove necessarie per farsi un'idea di quanto, talvolta, si sia calcato un po' con l'emotività per quanto riguarda il prodotto in italiano.
In ogni caso questo non intacca la potenza alla base della pellicola, una forza vera e innegabile che rimane con lo spettatore anche a visione terminata. Se ne esce spezzati, emotivamente provati da un viaggio che, pur sapendo sarebbe stato complesso, non ci si poteva aspettare sarebbe stato così impegnativo e logorante. Sfido chiunque a non trattenere il fiato, terrorizzato, nella scena del parto in ospedale.
Insomma, un film che non posso definire bellissimo solo perché mette in scena senza filtri una marea di atrocità e di dolore - anche se controbilanciato da una positività e una voglia di andare avanti, di vivere -, ma sicuramente un film che centra assolutamente il suo obiettivo e lascia con non poche questioni su cui riflettere. In un momento come questo, separati dagli affetti, incerti sul futuro, le nostre granitiche certezze minate alla base, "For Sama" è una pellicola che ci ricorda che per milioni di persone questa non è un'eventualità remota che sfortunatamente si è verificata, ma la quotidianità. Consapevoli di ciò che abbiamo e a cui abbiamo - momentaneamente - dovuto rinunciare, mi sembra sensato dare una chance alla storia di 
Waad e ascoltare cosa abbia da dire. Noi altri, poi, torneremo alla nostra routine quotidiane quando la guerra, invece, non cesserà di esistere durante o dopo il coronavirus. 
Cast: Waad Al-Kateab, Hamza Al-Kateab, Sama Al-Kateab. 
Box Office: $1.3 milioni
Vale o non vale: Da vedere. Da vedere e da ascoltare attentamente, ma preparati "al peggio", perché "For Sama" non risparmia nulla a chi guarda, sbatte in faccia l'orrore, la violenza, il dolore e la morte al pari delle gioie, delle soddisfazioni, della felicità. Del resto, per alcuni, la vita è questa ed è giusto che il mondo se ne renda conto il più possibile senza filtri. Scegliete di vedere questo film, non ve ne pentirete, anche se ne uscirete inevitabilmente distrutti.
Premi: Candidato all'Oscar per il Miglior documentario; vincitore del BAFTA per il Miglior documentario su 4 nomination (Miglior debutto, film britannico dell'anno, film straniero). Vincitore de L'Œil d'or al Festival di Cannes 2019.
Parola chiave: Resistenza.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 10 giugno 2019

Film 1610 - The Beguiled

Intro: Molto, molto interessato a recuperare questa pellicola, l'abbiamo guardata non appena lo streaming è stato disponibile.
Film 1610: "The Beguiled" (2017) di Sofia Coppola
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: per quanto mi riguarda la Coppola non ne azzecca una dai tempi di "Lost in Translation" e anche questa pellicola ricade nel gruppo di quelle per le quali avevo grandi aspettative che si sono rivelate infondate. "The Beguiled" (incanto, in italiano, connesso all'ingannare qualcuno) è un progetto potenzialmente interessante il cui charme svanisce ben presto. La storia è lentissima, alcuni personaggi antipatici, le atmosfere pesanti; manca decisamente di ritmo. Peccato, perché con un cast così cool - e certamente dotato - e la sceneggiatura/regia di una che viene osannata dalla critica per produrre ogni volta piccoli capolavori, il risultato è assolutamente inferiore alle potenzialità. Esteticamente bello (basti solo pensare alla locandina), ma piatto a livello di contenuti.
Cast: Colin Farrell, Nicole Kidman, Kirsten Dunst, Elle Fanning, Angourie Rice, Oona Laurence.
Box Office: $27.4 milioni
Vale o non vale: Dal romanzo "A Painted Devil" di Thomas P. Cullinan, l'ultima fatica di Sofia Coppola che richiama a sé Kirsten Dunst ed Elle Fanning e porta nuovamente insieme sullo schermo Kidman e Farrell dopo il faticoso "The Killing of a Sacred Deer" di Yorgos Lanthimos dello stesso anno. Il risultato finale è pesante e poco scorrevole e manca di un certo mordente che accenda nello spettatore la voglia di procedere con la visione. Esteticamente molto curato, ma ci fermiamo lì.
Premi: In concorso a Cannes 2017, il film ha vinto il premio per la miglior regia.
Parola chiave: Gamba.

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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 18 aprile 2019

Film 1554 - Gone with the Wind

Intro: Era da una vita che volevo rivedere questo film, mancava solo il momento perfetto. E dovevo convincere mia cugina...
Film 1554: "Gone with the Wind" (1939) di Victor Fleming
Visto: dal pc portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: Film 671 - Via col vento
Cast: Clark Gable, Vivien Leigh, Leslie Howard, Olivia de Havilland, Hattie McDaniel, Leslie Howard, Ann Rutherford.
Box Office: $390 milioni
Vale o non vale: Capolavoro, stupendo, epico, meraviglioso. Uno dei film più grandi di sempre, immortale. Da vedere assolutamente.
Premi: Vincitore di 8 premi Oscar (Miglior film, regia, sceneggiatura non originale, attrice protagonista, attrice non protagonista, fotografia, montaggio, scenografia).
Parola chiave: Tara.

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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 16 gennaio 2015

Film 859 - Lincoln

Filmografia natalizia atto secondo.

Film 859: "Lincoln" (2012) di Steven Spielberg
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Ho comprato il dvd di questo film poco prima delle feste sia perché era in offerta (così ho preso anche quello di "Blue Jasmine", sia mai che non ho la filmografia completa di Cate Blanchett), sia perché avevo voglia di rivederlo. Il primo assaggio di "Lincoln", infatti, era stato al cinema in Lussemburgo, visione chiaramente in inglese, ma soprattutto senza sottotitoli, motivo per il quale non ero riuscito ad afferrare proprio tutte tutte le battute (soprattutto quelle relativamente alle leggi e al codice giuridico). Una seconda visione in italiano mi sembrava più alla mia portata, soprattutto considerate le fatiche delle feste.
Nonostante non si può certo dire che sia un film leggero per tutte le occasioni, ho rivisto volentieri l'ultima fatica registica di Spielberg, misto drammatico-biografico che tocca delicate questione come schiavitù, Guerra Civile americana e omicidio del presidente Lincoln. Il buon cast di attori Daniel Day-Lewis, Sally Field, David Strathairn, Joseph Gordon-Levitt, James Spader, Hal Holbrook, Tommy Lee Jones, John Hawkes, Lee Pace, Gloria Reuben, l'interessante e ben realizzata storia e una certa curiosità relativamente al sistema giuridico in generale mi hanno ben disposto nei confronti di questo titolo che, all'epoca, mi era piaciuto ma fatto un po' innervosire per lo scippato Oscar a Hugh Jackman (per "Les Misérables") e il mancato riconoscimento a Tommy Lee Jones. E' evidente che l'interpretazione di Daniel Day-Lewis sia una di quelle che sarà ricordata nel contesto del cinema mainstream anche se, ripeto, avrei preferito vedere Jackman finalmente celebrato per il suo buon lavoro.
Comunque la sensazione che mi ha lasciato questa pellicola mi ha ricordato quella che quando ero piccolo mi rimaneva di certi film(oni) che ciclicamente rivedvi - in tv, in videocassetta - e che, anche se straconosciuti, per qualche motivo guardavi sempre volentieri. Non c'è bisogno che siano titoli 'preferiti', semplicemente sono film che, per un motivo o per un altro, ti rimango impressi, ti danno questa sensazione di sicurezza: li vedi e non ci sarà delusione, perché anche se il tempo passa continueranno a piacerti. Ora, non so se effettivamente anche per "Lincoln" sarà così, ma, ripeto, la sensazione, l'impressione è stata quella. O forse è solo che Steven Spielberg è ancora in grado di fare la sua magia...
Ps. 2 Oscar: Miglior attore protagonista e Migliori scenografie su 12 nomination.
Film 506 - Lincoln
Box Office: $275.3 milioni
Consigli: 150 minuti di pellicola sotirco-biografica su vita, morte e miracoli del Presidente Lincoln non sono, mi rendo conto, cosa per tutti. Se ci aggiungiamo che, oltre al ritratto (minuzioso) del 16esimo presidente degli Stati Uniti, in mezzo ci sono una Guerra Civile (sudisti vs nordisti) e la questione dell'abolizione della schiavitù, diciamo che le cose non si fanno più semplici. Day-Lewis e Lee Jones sono i due per i quali davvero vale la pena dare una chance a questo prodotto cinematografico, per non parlare del fatto che la direzione di Spielberg è, in questo caso, riuscita e sensata ("War Horse" è stato uno scivolone imbarazzante). Io consiglio "Lincoln" anche solo per farsi un'idea storica o non dimenticare che la questione dell'uguaglianza è un tema ancora oggi molto attuale.
Parola chiave: Confederati.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 18 febbraio 2014

Film 671 - Via col vento

Seratina all'insegna del cinema classico in compagnia del film forse più famoso di tutti i i tempi.

Film 671: "Via col vento" (1939) di Victor Fleming (George Cukor, Sam Wood)
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: Dite ciò che volete, pensate quello che vi pare, la mia personalissima verità è che "Via col vento" è un ca-po-la-vo-ro e sempre rimarrà tale. Bellissimo, lunghissimo, epicissimo, straziantissimo, curatissimo e tutto ciò che finisce in -issimo. Ergo uno dei colossal cult della storia del cinema mondiale.
Le vicende di Rossella O'Hara e del suo percorso di formazione verso la maturità sono uno step che chiunque ami la settima arte non può esimersi dall'affrontare, perché è semplicemente una delle pietre miliari della cultura popolare dei nostri tempi, prodotto che, a 75 anni dalla sua apparizione, è ancora in grado di suscitare emozioni ed interesse.
Il duo Vivien Leigh-Clark Gable è diventato simbolo dell'amore tormentato e tortuoso, mortificato dall'attrazione per un altro e diviso dalla Guerra Civile americana, qui così dettagliatamente rappresentata. Il sud perderà e con lui i sudisti, costretti a far la fame sulle macerie di quella che una volta era il fiore della loro società. Il cuore di Rossella, incapace di battere che per l'insipido Ashley, sarà indurito dalla perdita di tutto, a partire dall'innocenza. Testarda e vizia lo rimarrà.
Il quadro che Margaret Mitchell incornicia nel suo primo ed unico romanzo pubblicato in vita è così riportato sullo schermo disponendo di una durata impensabile per un film oggi, ovvero 238 minuti di puro evento cinematografico: le tre fasi principali della vita di Rossella (agio sociale nella prima parte, perdita di tutto a causa della guerra nella seconda e lotta per riconquistare dignità e soldi nella terza) sono minuziosamente narrate dalla sceneggiatura, che non risparmia un dettaglio che sia uno allo spettatore. Chi ama i colossal in costume non potrà che apprezzare.
Affetto nostalgico e cultura popolare a parte, comunque, "Gone with the Wind" va ricordato anche per numerosi altri aspetti che coinvolgono l'innovazione tecnologica e primati. Innanzitutto la ricostruzione di set, costumi, accongiature; poi l'uso degli effetti speciali (le scene dell'incendio della città di Atlanta sono impressionati e all'avanguardia); da non sottovalutare, l'uso del colore (che ha fruttato a William Cameron Menzies un premio speciale da parte degli Academy Awards per il suo contributo).
Il film si è aggiudicato 8 Oscar tra cui Miglior film, regia e sceneggiatura e ha conquistato anche la statuetta per la Miglior attrice non protagonista Hattie McDaniel, prima afroamiericana a vincere il premio. Quest'ultima batterà la sua compagna di set Olivia de Havilland (Tokyo, 1° luglio 1913), unica attrice di questo film ad essere oggi ancora in vita.
I costi di produzione furono i più alti mai sostenuti a quel tempo - successivamente battuti da "Ben-Hur" - con un budget totale di 3.85 milioni di dollari spesi. Con l'incasso aggiustato tenendo conto dell'inflazione, "Via col vento" è la pellicola che ha incassato di più in tutta la storia del cinema, portandosi a casa qualcosa come 3,301,400,000 di dollari.
Insomma, se una storia d'amore tormentata, un fato altalenante, una gerra civile, una produzione colossale, un cast indimenticabile, un susseguirsi infinito di scene oggi cult, l'incasso cinematografico più alto di tutti i tempi, 8 Oscar e forse il titolo più famoso del cinema non riescono a convincervi, davvero non vi meritate di vedere "Via col vento". Che è, lo ribadisco ancora per l'ultima volta, un capolavoro assoluto. Da vedere e rivedere.
Film 1554 - Gone with the Wind
Box Office: $390 milioni
Consigli: E' uno dei titoli imperdibili che bisogna assolutamente aver visto almeno una volta nella vita. Inoltre è veramente un piacere vedere recitare Vivien Leigh, attrice dotata di un'immensa capacità e profondità (vedere "Un tram che si chiama Desiderio" per credere). Rappresenta quello che una volta era considerato un evento cinematografico ed è in grado di mantere questo status alla perfezione anche oggi. Fantastico.
Parola chiave: "Francamente me ne infischio".

Trailer

#HollywoodCiak
Bengi