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venerdì 27 gennaio 2017

Film 1289 - Magnifica presenza

Netflix lo ha reso disponibile all'interno del suo catalogo e la curiosità di recuperare questo titolo ha preso il sopravvento.

Film 1289: "Magnifica presenza" (2012) di Ferzan Ozpetek
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: "Magnifica presenza" non è il primo film di Ozpetek che vedo, ma sicuramente è il suo più almodovariano. Si potrebbe già dire in partenza di Ozpetek che sia il regista italiano più simile al famoso spagnolo e certamente nel caso di questa pellicola non mancano le similitudini con Almodóvar: tematiche LGBT, un timido protagonista gay isolato dalla società che vive in un mondo tutto suo, fantasmi, atmosfere musicali ad hoc che connotano inconfutabilmente il prodotto finale.
I fantasmi sono il fulcro della vicenda, una compagnia teatrale appariscente quanto fuori dal tempo che il giovane Pietro (Elio Germano) scambia per inquilini abusivi del suo appena affittato appartamento. Dovendo necessariamente passare sopra all'assurda premessa - non dei fantasmi, ma del ragazzo ostinato a sfrattarli -, nell'insieme il film costituisce comunque un azzardo per il cinema nostrano che è giusto incoraggiare nonostante un risultato finale non all'altezza delle aspettative. L'ottimo cast risulta un po' sprecato per una storia che, di fatto, fatica a trovare quella spinta che ne giustifichi la realizzazione oltre la trovata commerciale della casa infestata all'interno di un prodotto, se vogliamo, d'autore. E il tono drammatico che si vorrebbe trovare nella scelta di legare la Compagnia Apollonio alla Seconda Guerra Mondiale oltre che, addirittura, alla Resistenza, francamente perde di credibilità nella scena finale del confronto con Livia Morosini (Anna Proclemer), anziana ed unica sopravvissuta dell'originale compagnia con la quale Pietro si scontrerà in un dialogo inutilmente volgare e aggressivo, surreale e comunque fuori luogo rispetto ai toni precedenti (senza contare che nel momento di massima rabbia la Signora assomiglia spaventosamente a Bilbo Baggins quando rivede l'Anello al collo di Frodo, il che rende tutto ancora più ridicolo).
Ultime due considerazioni finali. La prima è che Vittoria Puccini è palesemente stata ingaggiata solo per la (bellissima) scena alla Greta Garbo. Per il resto è l'unica di cui si può distintamente dire che stia recitando. La seconda è una questione più generale, legata a una tendenza di certe storie del cinema italiano che ho trovato anche qui. Perché, mi chiedo, si intraprendono mille percorsi narrativi che poi non si finiscono? Che fine fanno, per esempio, la storia d'amore con il vicino, il provino, il medico che pensa di averlo curato e pure sa che non è così? La sensazione è che si voglia a tutti i costi arricchire il racconto, aggiungerne parti che, nel momento in cui si è giunti allo snodo principale che si intendeva affrontare, vengono abbandonate senza fornirne adeguato sviluppo narrativo. Lo trovo frustrante, oltre che inutile. Allungare la broda non fa bene né al film, né a chi lo guarda.
Insomma, "Magnifica presenza" mi è sembrato un esperimento molto teatrale sia per l'alto numero di scene al chiuso, sia per una certa impostazione dei personaggi (uno su tutti la Badessa di Platinette). Il risultato finale non mi ha onestamente soddisfatto, anche se ho apprezzato l'idea al cuore della storia e il tentativo di svincolarsi dalle solite tematiche del cinema drammatico made in Italy. NC'è il potenziale, ma manca qualcosa che dia la spinta giusta.
Cast: Elio Germano, Margherita Buy, Vittoria Puccini, Beppe Fiorello, Andrea Bosca, Paola Minaccioni, Ambrogio Maestri, Anna Proclemer, Cem Yılmaz, Mauro Coruzzi, Massimiliano Gallo, Gianluca Gori, Loredana Cannata, Daniele Luchetti.
Box Office: € 3.180.000
Consigli: Dopo aver visto questo film ho sempre più la sensazione che ci sia un legame tra le opere di Ozpetek e il cibo. Magari anche questa osservazione può essere uno spunto per dicidersi a scegliere "Magnifica presenza" o un altro tra i titoli del regista turco, per verificarne una sorta di attendibilità. Al di là di questo, il film non è esattamente la scelta perfetta per una serata spensierata e allegra. Se il primo tempo riesce a consegnare qualche momento simpatico legato allo straniamento delle due compagini che si trovano all'improvviso a doversi sopravvivere, nella seconda parte i toni si fanno decisamente più seri e, in ogni caso, il drammatico destino della compagnia non potrà che appesantire i toni. In ogni caso, per quanto non abbia trovato esattamente quello che mi aspettassi di trovare, un titolo italiano al di fuori dei soliti canoni è comunque già di per sé un buon risultato.
Parola chiave: Soffiata.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

martedì 10 maggio 2016

Film 1135 - Nemiche per la Pelle

Metti una serata al cinema in cui non sai cosa vedere...
Film 1135: "Nemiche per la Pelle" (2016) di Luca Lucini
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno (1° tempo), Poe (2° tempo)
Pensieri: Il pretesto di partenza sarebbe anche divertente: due donne agli antipodi, entrambe legate allo stesso uomo, si ritrovano a doversi affrontare lun l'altra nel momento in cui questo viene a mancare. Non saranno solo le dispute sul testamento a creare tensione, ma anche la custodia congiunta del bambino che l'uomo ha avuto con un'amante straniera.
Al di là dell'atmosfera da barzalletta, però, il film non riesce ad ingranare e, anzi, gioca su un campo minato che fa spesso rima con assurdo: avvocati che suggeriscono di andare contro la legge, bambini tenuti in custodia da due sconosciute, assistenti sociali in incognito alla James Bond... Per non parlare della totale mancanza di comicità, qui rimpiazzata da una serie di battute imbarazzanti e una Gerini tanto caricata quanto fuori controllo.
Davvero tutto qui non funziona, forse nemmeno il duo Gerini-Buy, ma ammetto che più che altro la colpa sia dei loro personaggi antipatici e privi di umorismo, tanto opposti quanto caricature bidimensionali di tipologie umane che vanno a braccetto col cliché più standardizzato che si può pensare. E poi, immancancabile col pacchetto Gerini, la canzone finale è ovviamente del compagno Federico Zampaglione o dei suoi Tiromancino, non saprei distinguerli.
Insomma, un po' uno spreco di talenti ed occasione, perché la possibilità di rendere "Nemiche per la Pelle" qualcosa di simpatico sulla carta c'era. La totale mancanza di momenti comici genuini, la scelta di un universo parallelo assurdo e la caratterizzazione bidimensionale i ogni pesonaggi, però, compromettono un risultato finale che, in definitiva, non va oltre l'imbarazzo.
Cast: Margherita Buy, Claudia Gerini, Giampaolo Morelli, Paolo Calabresi, Gigio Morra, Lucia Ragni, Andrea Bosca, Shi Yang Shi, Jasper Cabal.
Box Office: € 728.926
Consigli: La Buy fa la nevrotica un po' indie e acculturata, la Gerini fa l'imprenditrice senza scrupoli e burina e nessuna delle due si discosta dal suo prototipo standard di personaggio. Se piacciono è ovvio che non dispiacerà nemmeno questa insipida nuova prova, ma rimane il fatto che il film non sia granché, né tanto meno divertente. C'è di peggio ovviamente, ma si poteva fare molto di più.
Parola chiave: Adozione.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 24 giugno 2013

David di Donatello 2013: i vincitori

Sinceramente non sapevo nemmeno che fossimo in ballo con i David, ogni anno mi sembra diventino una ricorrenza con sempre meno spinta mediatica.
Ciò detto, trionfo per Tornatore e il suo "La migliore offerta" che, a questo punto, finirà per venire utilizzato come pellicola di rappresentanza italiana agli Academy Awards 2014 rubando, nuovamente, la possibilità di avere Sorrentino. Non che io apprezzi in particolare uno dei due autori piuttosto che l'altro, ma semplicemente mi pare che i prodotti di Sorrentino siano di più ampio respiro e abbiano quel qualcosa che possa catturare l'attenzione dello spettatore non locale.
Ennesimo premio anche a Margherita Buy che, come giustamente mi facevano notare, non vince tanto perché assolutamente versatile - fa sempre lo stesso ruolo: fatto bene, ma è sempre quello - ma perchè di fatto non c'era alcuna concorrenza. Mastandrea, invece, vince ben due premi (attore protagonista e non protagonista) venendo di fatto proclamato l'Attore della stagione passata. Ma forse il 'fattore Buy' vale anche nel suo caso.
Per il resto ormai i David mi sembrano sempre di più l'autocelebrazione del niente o della nostra incapacità di vedere questa occasione come un momento per fare sincera autocritica, evitando l'imbarazzante tendenza solita ad arruffianarsi chiunque centri con il mondo del cinema italiano. Della serie: una nomination non la si nega a nessuno. E così pellicole come "Una famiglia perfetta" ricevono ben due nomination (una per Francesca Neri Migliore attrice non protagonista!) oppure il cognome Gassmann si ritrova con una nomination alla Miglior regia esordiente per "Razzabastarda" e perfino nella stessa categoria con Laura Morante... Anche Ambra è presente grazie a "Viva l'Italia". Insomma, ce n'è per tutti... E forse perchè non c'è proprio null'altro da segnalare.
Ma ecco tutte le categorie con i rispettivi vincitori.



Miglior film
"La migliore offerta"
prodotto da Isabella Cocuzza e Arturo Paglia per Paco Cinematografica
per la regia di Giuseppe Tornatore

Migliore regista
Giuseppe TORNATORE
"La migliore offerta"

Migliore regista esordiente
Leonardo DI COSTANZO
"L'intervallo"

Migliore sceneggiatura
Roberto ANDÓ, Angelo PASQUINI
"Viva la libertà"

Migliore produttore
Domenico PROCACCI
"Diaz"

Migliore attrice protagonista
Margherita BUY
"Viaggio sola"

Migliore attore protagonista
Valerio MASTANDREA
"Gli equilibristi"

Migliore attrice non protagonista
Maya SANSA
"Bella addormentata"

Migliore attore non protagonista
Valerio MASTANDREA
"Viva la libertà"

Migliore direttore della fotografia
Marco ONORATO
"Reality"

Migliore musicista
Ennio MORRICONE
"La migliore offerta"

Migliore canzone originale
"Tutti i santi giorni" musica e testi di Simone LENZI, Antonio BARDI, Giulio POMPONI, Valerio GRISELLI, Matteo PASTORELLI e Daniele CATALUCCI interpretata da VIRGINIANA MILLER
"Tutti i santi giorni"

Migliore scenografo
Maurizio SABATINI, Raffaella GIOVANNETTI
"La migliore offerta"

Migliore costumista
Maurizio MILLENOTTI
"La migliore offerta"

Migliore TRUCCATORE
Dalia COLLI
"Reality"

Migliore ACCONCIATORE
Daniela TARTARI
"Reality"

Migliore montatore
Benni ATRIA
"Diaz"

Miglior fonico di presa diretta
Remo UGOLINELLI, Alessandro PALMERINI
"Diaz"

Migliori effetti DIGITALI
STORYTELLER - Mario ZANOT
"Diaz"

Miglior film dell'Unione Europea
"Amour"
di Michael HANEKE (Teodora Film e Spazio Cinema)

Miglior film straniero
"Django Unchained" di Quentin TARANTINO (Warner Bros)

Miglior documentario di lungometraggio
"Anija (La nave)" di Roland Sejko

Miglior cortometraggio
"L'esecuzione" di Enrico Iannaccone

David Giovani
"La migliore offerta" di Giuseppe Tornatore

David alla Carriera
Vincenzo CERAMI

Bengi

martedì 4 giugno 2013

Film 557 - La scoperta dell'alba

Un po' malaticcio, ieri sera ero alla ricerca di qualcosa da guardare per la mia serata casalinga che non fosse il solito film-disimpegno. E ho scelto, insolitamente, una pellicola italiana...

Film 557: "La scoperta dell'alba" (2012) di Susanna Nicchiarelli
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia:
Pensieri: Dal libro omonimo scritto da Walter Veltroni, la regista-sceneggiatrice-attrice del precedente "Cosmonauta" trae questa pellicola che svolazza tra tematiche fantasy, dramma e denuncia. Terreni insolitamente mischiati per il cinema italiano. E forse in generale.
Trattando di Brigate Rosse, genitori scomparsi, persone giustiziate a colpi di pistola e viaggi nel tempo,"La scoperta dell'alba" si incammina per sentieri sinceramente inaspettati e, per quanto riguarda questo aspetto, è stata una piacevole sorpresa. Peccato, però, che il tutto sia guastato dalla solita tendenza del nostro cinema a rendere il tutto negli unici toni autodefiniti di qualità, ovvero quelli drammatici ed esasperati.
In quest'ottica Margherita Buy non ha rivali, essendo l'unica attrice italiana a recitare in maniera drammatica anche quando sorride, essendosi specializzata in ruoli da isterica single altoborghese con una tendenza al sussurrato o allo sguardo contrito. E non importa che debba ordinare un caffé al bar o staccare la spina ad un malato terminale, la sua recitazione sarà ugualmente sofferta.
Anche in questo caso, quindi, il respiro affannato e lo sguardo carico di speranze infrante finisce per farla da padrone, guastando un'atmosfera che, talvolta, avrebbe potuto regalare momenti meno pesanti. La colpa, per carità, non è solo dell'elemento Buy - per quanto in alcune scene sia evidentemente sottotono -, ma anche di una sceneggiatura che, pur di dare risposte alle non poche domande sollevate durante la visione, finisce per sottovalutare alcuni passaggi, finendo per trattarli in maniera sbrigativa o superficiale. Come si può, per esempio, pensare che due bambine negli anni '70 rispondano senza fare una piega ad una telefonata di loro stesse dal futuro? E com'è possibile che intervenendo sul passato, il personaggio della Buy non influenzi anche il suo presente? Già solo queste due domande, a mio avviso, rendono l'idea dell'incompletezza che intacca alcuni passaggi di questa pellicola.
In ogni caso, non posso dire che l'approccio della Nicchiarelli mi sia piaciuto, e per quanto riguarda la sceneggiatura e per la resa dei personaggi di contorno, macchiette veloci e fugaci, incapaci di donare alla cornice un benché minimo spessore narrativo. Giusto Sergio Rubini riesce nell'intento di risultare un po' incisivo. La colpa non è tanto degli attori, quanto proprio della mancanza di appeal nella sceneggiatura.
Divido, quindi, il mio parere su "La scoperta dell'alba" in due: lo spunto della storia ha decisamente il suo fascino (ma questo è merito del libro di Veltroni), ma, per come viene reso il tutto, si finisce per rovinare il risultato finale uniformandosi al solito prodotto del cinema italiano uguale a sé stesso quando si trattano argomenti drammatici: è incapace di elevarsi a qualcosa di nuovo o originale.
Ps. Bruttissimi costumi.
Pps. Lina Sastri un po' sacrificata in un ruolo a passeggio che sarebbe stato più interessante vederre approfondito.

Consigli: Non un esperimento malvagio, ma purtroppo sempre influenzato dalla nostra tradizionale idea di pellicola drammatica, dove i bisbigli si sprecano, la protagonista è una nevrotica intelligentona un po' solitaria e il tutto finisce per essere sempre troppo simile ad una qualsiasi fiction destinata al grande pubblico televisivo. Per chi ama la Buy è il film perfetto. Per gli altri, nel caso di necessità di svago, sicuramente è meglio direzionarsi su altri lidi.
Parola chiave: Telefono.

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Bengi

martedì 24 aprile 2012

Film 393 - Le fate ignoranti

Non che io ami particolarmente Ozpetek, come si sa, ma questa pellicola mi era stata caldamente consigliata da una persona molto importante e, oltre ad essere sempre stato curioso di vederla, non volevo perdere l'occasione di confrontarmi con una visione differente dalla mia delle opere del regista turco.


Film 393: "Le fate ignoranti" (2001) di Ferzan Ozpetek
Visto: dalla tv dell'aereo
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Compresso dalla fatica del volo e alla terza esperienza filmica di fila senza aver ancora dormito, nonché sempre più vicino a Tokyo, decido di approcciarmi a questo film italiano a tema gay che, a quanto pare, è uno dei pilastri della cinematografia omosessuale nostrana.
Come ho più volte esplicitato, non amo Ozpetek e nemmeno questo film è riuscito a farmi innamorare del suo lavoro. Ma, consapevole delle tempistiche, mi rendo conto che questa, 11 anni fa, è stata una pellicola decisamente importante per il panorama omosex, senza considerare la eco regalata a regista e protagonisti che, successivamente, andranno a comporre un team collaudato che viene prontamente riproposto ad ogni nuova produzione.
Ogni film del regista ha il merito di riportare all'attenzione della Penisola Italia la questione sempre attuale dell'omosessualità, spesso in una chiave di normalità che manca di approfondimento in tantissime altre pellicole. Meno 'macchiette' e più 'umani', i protagonisti delle sue storie riescono a passare attraverso lo schermo senza perdere in spessore o plausibilità. Eppure trovo comunque scorretto (e svantaggioso) riproporre a ripetizione una tipicità di elementi che, passato un certo numero di produzioni, non sono più tollerabili e, men che meno, innovativi. Poi, ripeto, capisco che probabilmente "Le fate ignoranti" (o "His Secret Life" nel titolo internazionale) è stato capostipite di un successivo proliferare di tematiche piuttosto identiche, ma, avendolo guardato dopo tanti altri 'assaggi' del lavoro di Ozpetek, non posso dire di non esserne stato infastidito lo stesso.
Basta pranzi attorno a tavolate rotonde; basta rivendicare la necessità di trovare negli amici l'unica vera famiglia di cui si ha bisogno; basta vivere del cliché dell'omosessuale traditore. Io, personalmente, preferirei che si puntasse su storie nuove, magari meno fotocopia l'una dell'altra. Ammetto che, in quest'ottica, potrebbe essere interessante visionare il nuovissimo "Magnifica presenza" nella speranza che, finalmente, ci si sia cimentati in qualcosa di diverso.
Per tornare, però, a questo particolare caso, devo dire che il film in sé non mi è dispiaciuto. Accorsi a recitare non mi piace, sembra sempre che sia sul set di una qualunque fiction in mezzo a centinaia di vetrine, ma la Buy è ottima nell'approfondire un personaggio che subisce contraccolpi emotivi di una portata talmente imponente da rischiare il collasso psicologico. Si è poi, con gli anni, specializzata in questo unico tipo di ruolo.
La trama, invece, a volte mi pare tocchi toni poco plausibili nella realtà. Chi di noi non sarebbe impazzito all'idea del proprio compagno che per anni vive una relazione parallela e per di più omosessuale? Non tanto perchè manchi un adeguato approfondimento psicologico dei personaggi, ma perchè, innanzitutto, bisognerebbe davvero avere il buon carattere di Antonia/Buy per permettersi di diventare amici dell'amante del marito, e poi dubito che ci sarebbero così poche scenate o piagnistei in uno scenario reale. Chiaramente i tempi filmici impongono una certa selezione, ma sono sicuro che con una cena in meno e una - verosimile - scenata in più il film non ne avrebbe perso.
Purtroppo guardare con occhio distaccato un mondo che si conosce da vicino non è facile per esprimere un parere che parta da considerazioni quanto più obiettive possibile. Diciamo che, allo stato delle cose, e per come sono umanamente 'conciato' al momento in cui scrivo, mi trovo costretto a dire che anche il solo trailer riesce a smuovermi emotivamente qualcosa. Ma, memore delle sensazioni provate in aereo, ribalto quanto appena detto con ricordi di non totale soddisfazione nei confronti di quanto ho visto. Chiaramente la verità (o ciò che più le si avvicina) sta nel mezzo e credo di poter affermare che "Le fate ignoranti" è piacevole intrattenimento con non pochi spunti su cui ragionare. Se anche solo una volta, guardando questo film, qualcuno dei non-di-parte è riuscito a riflettere e, perchè no, magari accostarsi con più attenzione alla "causa omosessuale", allora tutto questo lavoro si sarà rivelato utile e non solo piacevole divertissement.
Consigli: Un altro tassello per completare il puzzle delle opere di Ozpetek. Per chi lo ama questo è senz'altro una pietra miliare. Per chi non lo conosce rappresenta la sua classica filosofia. Anche se può non piacere - o comunque stufare - bisogna ammettere che è, ormai, parte integrante del nostro cinema contemporaneo.
Parola chiave: Quadro.

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Ric

giovedì 12 aprile 2012

David di Donatello 2012: le nomination

Facciamocene una ragione: i David di Donatello non saranno mai gli Oscar né ci andranno mai vicino.
A livello internazionale sono considerati quanto poteva esserlo il Telegatto e, per mancanza di una vera buona gestione della manifestazione - che la elevi a qualcosa di più esclusivo e mondano, oltre che rinomato - rimane sempre più simile ad un baraccone malgestito che a una cerimonia di premiazione. Ricordo perfettamente che, durante un'edizione di qualche anno fa (quando ancora interessava a qualcuno mandare in prima serata un evento del genere, magari per autocelebrarci almeno in qualcosa) condotta da Milly Carlucci, pioveva dentro lo studio... Stendiamo un velo pietoso.

Ormai dei David rimangono solo nomination, vincitori e vinti di ogni edizione e, anche questa, farà il suo corso nel giro di meno di un mese. Oggi annunciate le candidature, il 4 maggio la premiazione. E caviamoci anche sto dente.
Sorpresa delle sorprese, in nomination praticamente tutti i film italiani che hanno fatto capolino nelle sale nella stagione passata (ma anche piuttosto recente, a dire il vero, essendo presente anche l'ultimo film di Verdone uscito i primi di marzo). Come al solito c'è un generico calderone adibito a contenere la massa produttiva cinematografica nostrana anche perchè, diciamocelo, non si può contare su una produzione così massiccia di film in Italia, specialmente escludendo metà dei titoli filo-cinepanettone & co. E così non c'è da stupirsi che rimangano i titoli che vediamo elencati nelle nomination. Su tutti spiccano "Romanzo di una strage" di Marco Tullio Giordana (16 nomination), "Habemus Papam" di Moretti (15), "This Must Be the Place" di Paolo Sorrentino (14) e, con 8 candidature, "Cesare deve morire" dei fratelli Taviani e "Magnifica Presenza" di Ozpetek. Per il resto candidature sparse per "ACAB – All Cops Are Bastards", "Scialla! (Stai sereno)", "Benvenuti al Nord", "La kryptonite nella borsa", "Terraferma", "Io sono Li".
Per quanto riguarda i titoli stranieri, scontate le nomination a "The Artist", "Hugo Cabret" e, forse, "Quasi amici". Sorpresa per "Drive", "Le idi di marzo" e "Carnage", agli ultimi Oscar totalmente snobbato.
Infine ecco la lista delle categorie con i rispettivi candidati.

CANDIDATURE PREMI DAVID 2011-2012

Miglior film
CESARE DEVE MORIRE
HABEMUS PAPAM
ROMANZO DI UNA STRAGE
TERRAFERMA
THIS MUST BE THE PLACE

Miglior regista
Paolo TAVIANI, Vittorio TAVIANI – Cesare deve morire
Nanni MORETTI – Habemus Papam
Ferzan OZPETEK – Magnifica presenza
Marco Tullio GIORDANA – Romanzo di una strage
Emanuele CRIALESE - Terraferma
Paolo SORRENTINO – This Must Be the Place

Miglior regista esordiente
Stefano SOLLIMA – ACAB – All Cops Are Bastards
Alice ROHRWACHER – Corpo celeste
Andrea SEGRE – Io sono Li
Guido LOMBARDI – La-bas educazione criminale
Francesco BRUNI – Scialla! (Stai sereno)

Migliore sceneggiatura
Paolo TAVIANI, Vittorio TAVIANI, Fabio CAVALLI – Cesare deve morire
Nanni MORETTI, Francesco PICCOLO, Federica PONTREMOLI – Habemus Papam
Marco Tullio GIORDANA, Sandro PETRAGLIA, Stefano RULLI – Romanzo di una strage
Francesco BRUNI – Scialla! (Stai sereno)
Paolo SORRENTINO, Umberto CONTARELLO – This Must Be the Place

Miglior produttore
Grazia VOLPI per Kaos Cinematografica -Cesare deve morire
Nanni MORETTI per Sacher Film, Domenico PROCACCI per Fandango – Habemus Papam
Francesco BONSEMBIANTE per Jolefilm – Io sono Li
Riccardo TOZZI, Giovanni STABILINI,Marco CHIMENZ per Cattleya – Romanzo di una strage
Nicola GIULIANO, Andrea OCCHIPINTI, Francesca CIMA, Medusa Film - This Must Be the Place

Migliore attrice protagonista
Zhao TAO – Io sono Li
Valeria GOLINO – La kryptonite nella borsa
Claudia GERINI - Il mio domani
Micaela RAMAZZOTTI -Posti in piedi in paradiso
Donatella FINOCCHIARO – Terraferma

Migliore attore protagonista
Michel PICCOLI – Habemus Papam
Elio GERMANO – Magnifica presenza
Marco GIALLINI – Posti in piedi in paradiso
Valerio MASTANDREA – Romanzo di una strage
Fabrizio BENTIVOGLIO – Scialla! (Stai sereno)

Migliore attrice non protagonista
Anita CAPRIOLI – Corpo celeste
Margherita BUY – Habemus Papam
Cristiana CAPOTONDI – La kryptonite nella borsa
Michela CESCON - Romanzo di una strage
Barbora BOBULOVA – Scialla! (Stai sereno)

Migliore attore non protagonista
Marco GIALLINI – ACAB – All Cops Are Bastards
Renato SCARPA – Habemus Papam
Giuseppe BATTISTON – Io sono Li
Pierfrancesco FAVINO – Romanzo di una strage
Fabrizio GIFUNI – Romanzo di una strage

Migliore direttore della fotografia
PaoloCARNERA – ACAB – All Cops Are Bastards
Simone ZAMPAGNI – Cesare deve morire
Alessandro PESCI - Habemus Papam
Roberto FORZA – Romanzo di una strage
Luca BIGAZZI – This Must Be the Place

Miglior musicista
Umberto SCIPIONE – Benvenuti al Nord
Giuliano TAVIANI, Carmelo TRAVIA – Cesare deve morire
Franco PIERSANTI – Habemus Papam
Pasquale CATALANO - Magnifica presenza
David BYRNE – This Must Be the Place

Migliore canzone originale
SOMETIMES, musica di Umberto SCIPIONE,testi di Alessia SCIPIONE – Benvenuti al Nord
GITMEM DAHA,musica e interpretazione di Sezen AKSU,testi di Yildirim TURKER – Magnifica presenza
THERESE, musica di Gaetano CURRERI, Andrea FORNILI, testi di Angelica CARONIA, Gaetano CURRERI,Andrea FORNILI, interpretata da Angelica PONTI – Posti in piedi in paradiso
SCIALLA!, musica, testi ed interpretazione di Amir ISSAA & CAESAR PRODUCTIONS – Scialla! (Stai sereno)
IF IT FALLS, IT FALLS, musica di David BYRNE, testi di Will OLDHAM, interpretata da Michael BRUNNOCK – This Must Be the Place

Miglior scenografo
Paola BIZZARRI – Habemus Papam
Francesco FRIGERI - L’industriale
Andrea CRISANTI – Magnifica presenza
Giancarlo BASILI - Romanzo di una strage
Stefania CELLA – This Must Be the Place

Miglior costumista
Lina NERLI TAVIANI – Habemus Papam
Rossano MARCHI – La kryptonite nella borsa
Alessandro LAI – Magnifica presenza
Francesca Livia SARTORI – Romanzo di una strage
Karen PATCH -This Must Be the Place

Miglior truccatore
Manlio ROCCHETTI – ACAB – All Cops Are Bastards
Maurizio FAZZINI – La kryptonite nella borsa
Ermanno SPERA – Magnifica presenza
Enrico IACOPONI – Romanzo di una strage
Luisa ABEL – This Must Be the Place

Migliore acconciatore
Carlo BARUCCI – Habemus Papam
Mauro TAMAGNINI – La kryptonite nella borsa
Francesca DE SIMONE – Magnifica presenza
Ferdinando MEROLLA – Romanzo di una strage
Kim SANTANTONIO – This Must Be the Place

Migliore montatore
Patrizio MARONE – ACAB – All Cops Are Bastards
Roberto PERPIGNANI – Cesare deve morire
Esmeralda CALABRIA – Habemus Papam
Francesca CALVELLI – Romanzo di una strage
Cristiano TRAVAGLIOLI – This Must Be the Place

Miglior fonico di presa diretta
Gilberto MARTINELLI – ACAB – All Cops Are Bastards
Benito ALCHIMEDE, Brando MOSCA – Cesare deve morire
Alessandro ZANON – Habemus Papam
Fulgenzio CECCON - Romanzo di una strage
Ray CROSS, William SAROKIN – This Must Be the Place

Migliori effetti speciali visivi
PALANTIR DIGITAL MEDIA – L’arrivo di Wang
Mario ZANOT – STORYTELLER – Habemus Papam
Stefano MARINONI e Paola TRISOGLIO per VISUALOGIE - Romanzo di una strage
Stefano MARINONI e Paola TRISOGLIO perVISUALOGIE, Rodolfo MIGLIARI per CHROMATICA – This Must Be the Place
RAINBOW CGI – L’ultimo terrestre

Miglior film dell’Unione Europea
CARNAGE – Roman POLANSKI
MELANCHOLIA - Lars VON TRIER
MIRACOLO A LE HAVRE – Aki KAURISMAKI
QUASI AMICI – Olivier NAKACHE, Eric TOLEDANO
THE ARTIST – Michel HAZANAVICIUS

Miglior film straniero
DRIVE – Nicolas WINDING REFN
HUGO CABRET – Martin SCORSESE
LE IDI DI MARZO – George CLOONEY
THE TREE OF LIFE - Terrence MALICK
UNA SEPARAZIONE – Asghar FARHADI

Miglior documentario di lungometraggio
IL CASTELLO – Massimo D’Anolfi e Martina Parenti
LASCIANDO LA BAIA DEL RE - Claudia Cipriani
PASTA NERA – Alessandro Piva
POLVERE. IL GRANDE PROCESSO DELL’AMIANTO – Niccolò Bruna e Andrea Prandstraller
TAHRIR LIBERATION SQUARE – Stefano Savona
ZAVORRA – Vincenzo Mineo

Miglior cortometraggio
CE L’HAI UN MINUTO? – Alessandro Bardani e Luca Di Prospero
CUSUTU N’ CODDU – CUCITO ADDOSSO – Giovanni La Pàrola
DELL’AMMAZZARE IL MAIALE – Simone Massi
L’ESTATE CHE NON VIENE – Pasquale Marino
TIGER BOY – Gabriele Mainetti

Ric

sabato 30 aprile 2011

Film 247 - Matrimoni e altri disastri

Un film italiano ogni tanto non dovrebbe fare male alla salute. O no?


Film 247: "Matrimoni e altri disastri" (2010) di Nina Di Majo
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Che l'altro disastro del titolo sia effettivamente questa pellicola? No perchè, effettivamente, è piuttosto bruttina.
Con uno stuolo di attori solitamente piuttosto capaci (Buy, Volo, Inaudi e Berenson, quest'ultima frequenta molto il cinema italiano di recente) e una figura della comicità italiana più genuina (Littizzetto) non si doveva toppare così clamorosamente.
Un film senza brio, senza coinvolgimento, senza magia (per un film che parla di amore è abbastanza fondamentale), senza la malizia necessaria per giustificare un tradimento a un giorno dalle nozze, senza lo spirito sufficientemente anticonformista e ribelle per essere 'zitella' per scelta.
La Buy è bravissima, si sa, ma si sa altrettanto che la sua peculiarità è la nevrosi senza freni e, in un film come questo, è un po' il suo punto debole. Come può far sorridere una che, in mille situazioni imbarazzanti (da commedia) reagisce farfugliando come una 12enne incapace ancora di relazionarsi agli eventi? Stanca, ed è un peccato.
Per non parlare della relazione a tre della madre Lucrezia/Berenson di Nanà (ma che nome è?!)/Buy: imbarazzante. Un tema che sarebbe potuto essere la cigliegina sulla torta è, invece, trattato come se a viverlo fossero due adolescenti. Nanà che si chiude in bagno e non vuole parlare con nessuno, Lucrezia che dice di non saper scegliere. L'unico colpo di scena che vale (effettivamente non me l'aspettavo, ma scommetto che in molti potrebbero dire che fosse prevedibile stando un po' più 'svegli') è la verità sulla sorella Beatrice/Inaudi.
Alessandro/Volo ha un ruolo finto stronzo (in realtà - ma va?! - è solo incompreso per una vita di sfighe), ma è recitato talmente male che ogni tanto viene la pelle d'oca per l'inbarazzo. Idem, e mi spiace dirlo, per la parte di Benedetta/Littizzetto che, in un ruolo di non soli 5 minuti ("Maschi contro femmine"), fa sentire tutta la sua inesperienza. Un peccato, inoltre, che la costringano sempre in questi ruoli comici forzati. Magari c'è anche altro, ma con queste parti secondarie di spalla divertente difficilmente viene fuori.
Insomma non ci siamo.
Consigli: Eviterei di spendere troppe energie nell'attesa di vedere questo film. Non arriva nemmeno alla sufficienza. Si salva la bella cornice fiorentina.
Parola chiave: La vita è complicata.

Trailer

Ric

giovedì 4 marzo 2010

Film 85 - Genitori & figli. Agitare bene prima dell'uso

Il cinema con i biglietti gratis mi aveva già tradito con Muccino e il suo orrendo film. Avendone avuti ancora, temevo seriamente per cosa mi sarei dovuto subire questa volta. C'è mancato poco che li buttassi via (davano "Scusa ma ti voglio sposare")...


Film 85: "Genitori & figli. Agitare bene prima dell'uso" (2010) di Giovanni Veronesi
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Licia, Mimma
Pensieri: Ma partiamo pure dal titolo: OSCENO. Cosa vorrebbe significare? La conflittualità vista e rivista tra generazioni opposte nel momento di maggior ribellione dell'essere umano? Se il tentativo era provare con un titolo nuovo per evitare che si sgamasse subito la totale assenza di altre novità in questa pellicola, la prova si potrebbe quasi dire riuscita. Ovviamente se tralasciamo la totale mancanza di senso.
Poi analizziamo il target. Ho pensato: Margherita Buy, Silvio Orlando, Michele Placido, Luciana Littizzetto, Elena Sofia Ricci... Non può essere un film per bambini. Sbagliato, perchè al cinema ti ritrovi una locandina allucinante per quanto è brutta - vedi sopra - con in bella vista un iPhone che richiama subito l'occhio del giovane-tecnologico (ossia tutti i giovani, ormai). E, peggio di tutto il resto, la pubblicità in radio che inizia così: 'Vuoi divorziare dai tuoi genitori?'. Ora io mi domando: ma che cazzo di messaggio è? Cioè, per carità, pure io non li sopportavo i miei nel luuuuuuuuuuunghissimo periodo tra i 14 e i 18anni, però non è che non li volessi più vedere. Ma sarà un messaggio da passare a uno di 15 anni che non capisce niente con tutto il pus che c'ha nel cervello?? Secondo me è un'orrenda trovata di marketing.
Comunque, a parte questo, il film è SICURAMENTE per adolescenti. Non c'è alcuna pretesa di analisi psicologica, ma solo il punto di vista di una ragazzina con l'ormone a mille che vuole perdere la verginità a tutti i costi e, quando ci riesce, cade nel cliché del 'oh mio dio magari sono incinta'. Altro messaggio molto positivo per le neomamme 16enni.
Altra cosa sicura del film è che si può perdere. No, non parlo della trama, ma del film stesso! Non c'è bisogno di regalare 8 euro a Veronesi, piuttosto investiteli - lo dico così, a scatola chiusa perchè ancora non l'ho visto - in "Alice in Wonderland"! Non si ride quasi, è molto volgare e non aggiunge niente al bagaglio culturale di nessuno.
Ps. Cameo di Gianna Nannini.
Pps. Piera Degli Esposti è la nonna più trans che io abbia mai visto!
Consigli: E' in questi casi che un bel blockbuster fa la differenza! Se proprio devi guardare una scemata, almeno che intrattenga...
Parola chiave: Banalità?



Ric