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lunedì 29 aprile 2019

Film 1563 - American Pie

Intro: Giusto perché non guardiamo già abbastanza saghe, abbiamo deciso di cominciarne un'altra...
Film 1563: "American Pie" (1999) di Paul Weitz, Chris Weitz
Visto: dal pc portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: prima che diventasse un fenomeno pop, "American Pie" era una pellicola per teenagers ormonati che strizzava l'occhio sia ai nerd che a quelli più cool, fornendo all'occorrenza topless e imbarazzanti ipotesi di risposta a scottanti domande quali: com'è perdere la verginità?
Vent'anni fa il picco di scabrosità si toccava con prodotti come questo, famosi per miscelare situazioni surreali (torta di mele) e stuzzicare ampiamente l'appetito del maschio etero in cerca di scene di nudo (anche se nel quarto film sarà, a sorpresa, il pubblico femminile a venire solleticato). Oggi "American Pie" è un franchise di culto, ma che di scabroso non ha praticamente più nulla.
Film 130 - American Pie
Film 1563 - American Pie
Film 1564 - American Pie 2
Film 1566 - American Wedding
Film 434 - American Pie: Ancora insieme
Film 1617 - American Reunion
Cast: Jason Biggs, Chris Klein, Natasha Lyonne, Thomas Ian Nicholas, Eddie Kaye Thomas, Seann William Scott, Alyson Hannigan, Tara Reid, Mena Suvari, Eugene Levy, Jennifer Coolidge, Shannon Elizabeth, Chris Owen.
Box Office: $235.5 milioni
Vale o non vale: Chi è della mia generazione non può non averlo visto almeno una volta. E dove all'epoca farlo era considerato fico e anche un po' scabroso, oggi risulta solo un'azione vagamente nostalgica. I tempi cambiano, ma questo film ha saputo rendersi difficile da dimenticare. Sta a voi decidere se per i motivi giusti...
Premi: /
Parola chiave: Patto.

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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 10 dicembre 2015

Film 1046 - Easy Girl

Primo film con Poe, la scelta spettava a lui. E poi io non ero in grado di decidere, con la mente tutta concentrata al sempre più vicino esame di Diritto...

Film 1046: "Easy Girl" (2010) di Will Gluck
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Uno tra i miei personalissimi cult, "Easy A" è una commedia teen di una genialata pazzesca che incorona ufficialmente Emma Stone a principessa del grande schermo. E' con questa pellicola che riceve la sua prima nomination ai Golden Globe del 2011 cui seguirà, 4 anni dopo, quella per "Birdman", poi tramutata in nomination all'Oscar. La ragazza ha 27 anni appena fatti, mi aspetto grandi cose da lei.
Al di là della mia adorazione, comunque, penso sia innegabile quantomeno convenire che "Easy Girl" sia un titolo simpatico e divertente, fresco e giovane. Le nuove leve di cinema e tv ci sono (Penn Badgley, Amanda Bynes, Dan Byrd, Cam Gigandet) e non mancano i nomi importanti (Thomas Haden Church, Patricia Clarkson, Lisa Kudrow, Malcolm McDowell, Stanley Tucci) a completare un cast non solo molto ricco, ma ben assortito. Lo spunto per la storia è molto particolare e accattivante (cosa succede se, mentendo, una ragazza diventa la più popolare della scuola in quanto a prestazioni sessuali?), soprattutto perché ancorato alla famosissima lettera scarlatta dell'omonimo libro di Hawthorne. Insomma, ci sono tutti gli elementi per dichiarare senza paure che "Easy Girl" è una commedia che ha i suoi buoni momenti, una personalità spiccata (soprattutto grazie a un'ancora ruspante Stone) e riesce nell'intento di divertire genuinamente. Promosso.
Film 190 - Easy A
Film 241 - Easy A
Film 530 - Easy Girl
Film 1046 - Easy Girl
Film 1557 - Easy Girl
Film 1994 - Easy A
Cast: Emma Stone, Penn Badgley, Amanda Bynes, Dan Byrd, Thomas Haden Church, Patricia Clarkson, Cam Gigandet, Lisa Kudrow, Malcolm McDowell, Aly Michalka, Stanley Tucci.
Box Office: $75 milioni
Consigli: Carino, simpatico, non banale, un'ottima scelta per una serata spensierata e divertente. Ogni tanto lo riguardo e anche se so praticamente le battute a memoria, rimango sempre soddisfatto della scelta. La Stone è fantastica qui, davvero a proprio agio in un ruolo che mette in risalto la sua vena comica e una spontaneità molto naturale. Da recuperare.
Parola chiave: Bugie.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 29 settembre 2014

Film 777 - Io vengo ogni giorno

Tempo di leggerezza!

Film 777: "Io vengo ogni giorno" (2014) di Dan Beers
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Ah, i riassunti di IMDB sono sempre così perfetti: "A high school senior has to re-live losing his virginity over and over again until he gets it right".
A malapena una riga per descrivere 93 minuti di pellicola e in maniera così efficace, poi! Già perché in questo film davvero non succede niente di più che non sia descritto in quelle poche parole e, se ci si accontenta, ci scappa pure qualche sorriso.
Un'ennesima pellicola su nerd & losers che non ci sanno fare con le ragazze e vivono situazioni imbarazzanti con i genitori davvero non serviva, soprattutto se è a secco di idee come questa, però se piace il genere di sicuro "Io vengo ogni giorno" non sarà un prodotto malvagio. Non tanto perché bello, ma perché innocuo e spensierato, giusto per un momento privo di pensieri.
L'orrendo titolo italiano calca male il doppio senso di quello originale ("Premature") e finisce per attirare l'attenzione del pubblico solamente con il non certo velato messaggio sessuale. Nella trama l'allusione sessuale c'è eccome, per carità, ma scoprire così palesemente le carte solo per trarne un vantaggio di visibilità così superficiale non so se sia mai un effettivo beneficio. Al di là di questo, comunque, la pellicola è un esempietto facile facile su come agli americani piaccia parlare di sesso e perdita della verginità mettendola in toni comici. Giocare sull'impaccio del protagonista, sulle sue paure ed insicurezze è di certo un approccio privo di originalità, anche se qui il physique du rôle di John Karna salva il risultato finale graziando la pellicola con una striminzita sufficienza. Credo che il vero problema, in ogni caso, rimanga la totale assenza di originalità e di tempi comici come si deve.
Box Office: € 301.197 (in Italia)
Consigli: Qualcosa per un serata tranquilla all'insegna del cervello spentissimo e per nulla vigile. La faccia da scemo del protagonista è anche simpatica, la storia che lo costringe a rivivere la stessa giornata di orgasmo in orgasmo anche divertente, ma a parte questo poco altro. Diciamo che, nell'ottica della distribuzione nostrana, l'uscita estiva all'insegna del divertimento e del disimpegno tonale aveva senso. L'incasso è stato comunque piuttosto insignificante, ma del resto non si poteva pretendere granché.
Parola chiave: Orgasmo.

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Bengi

martedì 31 dicembre 2013

Film 645 - Gli amanti passeggeri

Qualcosa di leggero per digerire pranzi, cene e spirito natalizio. Bulimia portami via.

Film 645: "Gli amanti passeggeri" (2013) di Pedro Almodóvar
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: "Gli amanti passeggeri" è commedia surreale al suo estremo e gioca sempre nel territorio del politicamente scorretto. Se la si accetta per la sua anima 'nera' (o rossa), è un piacevole passatempo sboccato e frivolissimo.
Nonostante si tocchi spesso la tematica sessuale anche spinta, una volta che si è deciso di stare al gioco, quest'ultima fatica di Almodóvar è capace di far sorridere in maniera maliziosa, anche se a volte tocca - letteralmente - il limite del consentito, con sensitive che fanno previsioni toccando peni, rapporti sessuali in aereo dopo che tutti sono stati drogati, balletti al limite dell'omosessualità consentita.
"L'aereo più pazzo del mondo" tramutato in quello più gay in assoluto, tra un'infinità di cliché e luoghi comuni, situazioni comiche e situazioni erotiche, per un mix finale che - se piace il genere - è capace di divertire con una leggerezza frizzante e un po' goliardica.
Certo non sarà gradito ai più tradizionalisti, forse non tanto perché il tema centrale sia il sesso, ma più che altro perché la tematica omosessuale è trattata tanto esplicitamente e volutamente esagerata. Il pubblico medio immagino non sia particolarmente avvezzo a certi tipi di discorsi, nonostante nella realtà certi atteggiamenti disinibiti (qui caricati all'eccesso) siano certamente comuni.
Globalmente "Los amantes pasajeros" è simpaticamente volgare e totalmente disinibito, sboccato e leggero, ma comunque devo ammettere che, per come me ne avevano parlato, mi ha sinceramente divertito. Non me lo aspettavo ed è stata una piacevole sorpresa.
Ps. Discreto successo internazionale ($11,649,332) e camei di Penélope Cruz, Antonio Banderas, Paz Vega.
Consigli: Non certo un capolavoro, ha comunque i suoi momenti divertenti. Bisogna mettersi da subito l'animo in pace e accettare che sesso, omosessualità, verginità e droga sono gli elementi principali che caratterizzano questa commedia e riescono ad oscurare gli altri avvenimenti che caratterizzano la storia (tra cui un atterraggio di fortuna!).
Collegato per assurdo e ampientato ad alta quota, "Gli amanti passeggeri" è un esempio di come anche gli europei possano fare una pellicola sciocca e divertente esportabile globalmente.
Parola chiave: Aereo.

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Bengi

domenica 28 aprile 2013

Film 540 - The Sessions - Gli incontri

Ancora qualche pellicola arretrata dalla cerimonia degli Oscar...

Film 540: "The Sessions - Gli incontri" (2012) di Ben Lewin
Visto: dal portatile
Lingua: italiano
Compagnia: Leoo
Pensieri: Per quanto questo film abbia il suo perchè e rappresenti una storia sia interessante che umanamente coinvolgente, non posso onestamente dire che mi abbia però catturato. L'ho visto volentieri ed ero comunque incuriosito dal poco di trama che conoscevo. Va aggiunto che Helen Hunt ha avuto un gran coraggio ad abbracciare questo progetto cinematografico. Al di là del personaggio che doveva interpretare (una certamente disinibita terapista sessuale), le numerosissime scene di nudo integrale non devono essere state così semplici da recitare. Va aggiunto alla considerazione, poi, che per anni la Hunt è stata sulla breccia della scena americana vincendo praticamente ogni tipo di riconoscimento (4 Emmy per la serie tv "Innamorati pazzi", 4 Golden Globes e 1 Oscar, solo per citare i più importanti) e passando buona parte della sua vita rappresentata come esempio di bravura senza eccessi e bellezza. Un ruolo come quello di Cheryl in "The Sessions" non deve essere stato facile da abbracciare considerando ciò che ha alle spalle. Una scelta che mi è sembrata onesta (c'è comunque un po' troppo nudo secondo me) e che la Hunt ha saputo portare sullo schermo con professionalità e buona resa del personaggio. Sono più titubante, invece, sulla scelta di darle la nomination agli Academy Awards come Miglior attrice non protagonista.
Credibile e maledettamente impressionante John Hawkes che, senza gridare o esagerare, ricrea il personaggio di Mark - basato sulla vera persona di Mark O'Brien, poeta - in maniera davvero convincente. Costretto all'immobilità e a passare la maggior parte delle sue giornate in un polmone d'acciaio a causa di complicazioni dopo aver contratto la poliomelite da bambino, Mark vorrà sperimentare i piaceri del sesso liberandosi dalle sue inibizioni causate e dalla sua condizione fisica e dalla religione. In tutto questo Padre Brendan/William H. Macy lo aiuterà facendogli da confessore, consigliere e amico, instaurando con Mark un rapporto basato sul dialogo aperto e franco influenzato, chiaramente, anche dagli aspetti religiosi. Il che è un connubio interessante se si pensa all'argomento sessuale discusso all'interno di una chiesa.
E, appunto, interessante mi sembra l'aggettivo più adatto a questa pellicola che, più che essere poeticamente illuminante, toccante o scioccante, pone al centro della storia una serie di tematiche scottanti come malattia, disabilità, pari opportunità, sessualità e credo religioso per analizzarle in un contesto quantomeno singolare. Il risultato è, quindi, quasi uno studio antropologico ispirato dalla realtà dei fatti.
L'impronta da film indipendente regala alla storia una certa libertà di azione e l'esplorazione umana è permessa ad alti livelli e certamente gli interrogativi morali sollevati sono trattati con cura e la giusta introspezione del caso. La sceneggiatura è ben scritta, anche se devo dire che mi ha abbastanza sorpreso vedere come negli anni '80 tutta la faccenda fosse trattata con così tanta disinvoltura.
Insomma, un prodotto cinematografico che vive di ottime interpretazioni e una storia che sa tenere desta l'attenzione del pubblico. Non è un capolavoro, ma aiuta a cogliere qualche sfumatura in più di un mondo che in molti sicuramente non conosciamo.
Ps. Doppia candidatura ai Golden Globes per entrambi i protagonisti della pellicola (anche se solo la Hunt porterà a casa anche quella per l'Oscar) e un incasso di $9,113,716 (1 milione per produrlo).
Consigli: Non è certo la pellicola migliore per uno svago a cervello spento. L'argomento non è dei più distesi ed è meglio arrivare un attimo predisposti alla visione. Buone le interpretazioni e storia capace di aprire un varco su una serie di tematiche (sesso, religione, malattia) legandole insieme con eleganza, intelligenza e un pizzico di malizia. A tratti anche divertente.
Parola chiave: Sesso.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 9 aprile 2013

Film 530 - Easy Girl

Rivedere questo film mi piace sempre. Mi mette di buon umore.


Film 530: "Easy Girl" (2010) di Will Gluck
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco (Mi)
Pensieri: E siamo alla visione numero 3. Questa volta mi ha colpito in maniera più incisiva il riferimento ai film cult anni '80 (ora che mi sono fatto un po' le ossa anche io, posso apprezzare!), alle pellicole generazionali e romantiche che influenzano il finale di questo "Easy Girl".
Emma Stone è sempre una forza nel ruolo sexy in ascesa di Olive, abbastanza normale per risultare quel tanto insignificante che basta per rendere più eclatante la trasformazione 'dirty' della ragazza, spinta a diventare la sgualdrina del suo liceo a causa di pettegolezzi che ha messo in giro lei stessa. Un circolo vizioso di bugie e finti aneddoti sessuali che Olive racconterà, prima, per nascondere le sue inesperienze con i ragazzi, poi per aiutare tutti i nerd e gli emarginati che potranno conquistare un po' di "rispetto sociale" per aver finalmente fatto qualcosa con una bella ragazza. Peccato che, per la ragazza in questione, si comprometta irrimediabilmente la reputazione. L'amore, che sembra tardare ad arrivare, riuscirà chiaramente a salvare la protagonista che, per fare piazza pulita di tutti i pettegolezzi, finirà per tenere un video-diario on line che raccoglierà migliai di curiosi ed ex... clienti!
Questo "Easy A" riesce a rimanere una pellicola spiritosa e divertente nonostante sia la terza volta che la guardo. Trovo alcune gag davvero geniali, come l'idea di base che dà vita al film (la A. sta per la lettera rossa appuntata al petto dell'adultera del libro "La lettera scarlatta") e gli attori decisamente adatti ai loro ruoli. La Stone porta sulle spalle tutta la pellicola in maniera fantastica e risulta sempre convincente nella parte. Al suo fianco ci sono Amanda Bynes, Thomas Haden Church, Patricia Clarkson, Cam Gigandet, Lisa Kudrow, Malcolm McDowell, Stanley Tucci e Penn Badgley.
Ps. Realizzato con 8 milioni di dollari, ne ha incassati $74,952,305 in tutto il mondo. Ed Emma Stone si è pure guadagnata una nomination ai Golden Globes.
Film 190 - Easy A
Film 241 - Easy A
Film 530 - Easy Girl
Film 1046 - Easy Girl
Film 1557 - Easy Girl
Film 1994 - Easy A
Consigli: Commedia spensierata con qualche idea originale, per una serata senza impegno ma comunque divertente. Uno dei migliori film della Stone.
Parola chiave: Reputazione.


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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 9 gennaio 2013

Film 497 - 40 anni vergine

Per una tranquilla serata all'insegna del disimpegno. Era tra le proposte silly che avevamo concordato con Licia.


Film 497: "40 anni vergine" (2005) di Judd Apatow
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Licia
Pensieri: Devo dire sinceramente che sono rimasto abbastanza deluso da questo prodotto cinematografico che sembra proporre qualcosa che in realtà non c'è. Ve lo dico subito: "40 anni vergine" è un film d'amore.
Sì, avete capito bene. Seppure il trailer e l'inizio della pellicola sembrerebbero suggerire un approccio goliardico della (disgraziata) storia del represso e frustrato verginello Andy/Steve Carell (questo ruolo gli ha lanciato la carriera), in realtà la direzione presa nel secondo tempo è smielata e poco divertente. Si predica perfino la monogamia, dato che il protagonista prima è vergine, poi si aspetta di sposarsi e da lì, chiaramente, si sottintende la fedeltà matrimoniale.
Ora, per carità, non è che mi aspettassi alti contenuti o un kolossal mozzafiato, però se nemmeno su un titolo di matrice fondamentalmente stupida mi posso più fidare... non so più cosa aspettarmi. E dire che la "factory" di Apatow solitamente garantisce un minimo di originalità.
In ogni caso c'è da aggiungere che, se non tutti apprezzeranno i contenuti della pellicola, altri non troveranno divertante, probabilmente, il tipo di comicità di Carell, figlia di una mimica facciale che la fa da padrone a sfavore di battute a effetto più immediato. E, per quanto l'attore sia bravo, ogni tanto stanca (ma c'è da dire che eravamo agli albori di una carriera mondiale di comico che è poi riuscito a trasformare in una da attore multigenere).
Insomma, in definitiva non posso definire più che carina questa pellicola, sottolineando quanto le mie aspettative più scanzonate e superficiali siano state disattese. Catherine Keener, comunque, veramente una bella donna (all'epoca 45enne)!
Ps. Buon box office mondiale: $177,378,645 (la spesa era 26 milioni).
Consigli: Riuscito solo in parte. Non è il film che ci si aspetta e questo potrebbe deludere chi ha aspettative più da commedia (anche degli equivoci e non solo delle volgarità). Di fatto si guarda senza problemi, ma una volta può bastare. Comunque meglio in compagnia.
Parola chiave: .

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Ric

martedì 27 marzo 2012

Film 373 - Finalmente Maggiorenni

Una bella stronzata per passarsi il tempo.


Film 373: "Finalmente Maggiorenni" (2011) di Ben Palmer
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Fenomenale boiata che porta sul grande schermo una serie tv inglese e sbanca - localmente - il botteghino.
Trama easy (amiconi sfigati che per il viaggio di maturità fanno vacanza di gruppo sperando in sesso, alcol e divertimento infinito) e svolgimento facile facile, nonché marcatamente volgare. Questo film, però, ha il grande pregio di non dimenticarsi mai quale prodotto vuole diventare e, quindi, non pretende mai di essere ciò che non è.
Visto in quest'ottica e consci di ciò che si sta per vedere - aggiungo io: svariate scene di nudo maschile - posso tranquillamente dire che questa pellicola è tanto innoqua quanto godibile.
Film 373 - Finalmente Maggiorenni
Film 864 - The Inbetweeners 2
Consigli: Niente più che una sciocchezza un po' volgare, ma per perdere un po' di tempo, magari in compagnia, è un ottimo antidoto.
Parola chiave: Sesso.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 30 novembre 2010

Film 190 - Easy A

Visto il trailer per caso su IMDb non ho potuto fare a meno di notare quanto sembrasse divertente questo film...


Film 190: "Easy A" (2010) di Will Gluck
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: AhAhAh! Questo film è davvero spassoso! Commedia teen-americana con una protagonista molto dotata dalla voce roca fantastica. Una rossa tutto pepe capace di reggere l'intera durata del film risultando sempre simpatica e in linea con il suo ruolo. Mica male per una di appena 22 anni!
Will Gluck - regista del prossimo "Friends with Benefits" che vede, oltre ai già presenti in questo film Emma Stone e Patricia Clarkson, niente popodimeno che Justin Timberlake, Woody Harrelson, Richard Jenkins, Jenna Elfman e Mila Kunis! - propone un'energetica pellicola come non se ne vedevano da un bel po', carica di cinismo e battutine taglienti che potrebbero ricordare un "Mean Girls" più colorato e luminoso.
Benissimo anche i comprimari, in particolare lode alla carismatica e stralunata famiglia di Olive/Emma Stone composta dal duo scoppiettante Patricia Clarkson+Stanley Tucci che sullo schermo scopriamo fare scintille. Affiatati e spontanei, mai l'impressione che una battuta venga recitata. E' un piacere guardarli!
Tra gli altri famosi troviamo: Lisa Kudrow (vincitrice dell'Emme nel '98 per "Friends"), Malcolm McDowell ("Arancia meccanica", "Evilenko", "The Company"), Thomas Haden Church ("Spider-Man 3", "Sideways - In viaggio con Jack") e Amanda Bynes ("Hairspray - Grasso è bello").
Insomma, un mix di elementi davvero ben amalgamati. Davvero azzeccata la questione della 'A' del titolo; sicuramente a molti torneranno in mente i riferimenti al libro e all'orrendo film con Demi Moore a cui si fa riferimento più volte. Geniale!
Film 190 - Easy A
Film 241 - Easy A
Film 530 - Easy Girl
Film 1046 - Easy Girl
Film 1557 - Easy Girl
Film 1994 - Easy A
Consigli: Date una possibilità a questo film, anche se in Italia pare uscirà (solo) per il 4 di marzo, guardatelo e divertitevi! Fino ad allora le versioni sottotitolate si sprecano: non fatevelo scappare!
Parola chiave: Verginità.



#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 26 agosto 2010

Film 130 - American Pie

Della serie: ottima compagnia mentre pranzo davanti al pc.

Film 130: "American Pie" (1999) di Paul Weitz
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Mah, come dire, c'è di meglio. Ma - per banalizzare - c'è sempre sicuramente di peggio.
Dei tre 'American Pie' sicuramente è il più famoso, ma non necessariamente il più riuscito. Divertente per alcune trovate che hanno decisamente fatto presa sul pubblico (vedi torta di mele) è uno dei film capostipite di quella serie comico-demenziale che l'America adora produrre per guadagnarci un sacco di soldi.
Incredibilmente, mi ero perso il primo, ma non gli altri episodi di questa serie (tralasciando ovviamente tutto ciò che viene dopo il terzo capitolo). Ma, forse perchè ormai abituato al tipo di comicità, forse perchè gli altri due ormai avevano tolto la magia del 'nuovo', ammetto di non aver trovato particolarmente interessante questo numero 1 che, tra l'altro, ha lanciato la carriera di molti attori all'epoca 'teen' (vedi tra gli altri Jason Biggs, la Alyson Hannigan di "Buffy" e, ora, "How I Met Your Mother", Tara Reid, Seann William Scott e Mena Suvari che, quell'anno, aveva un altro 'american' film di decisamente altro spessore al cinema: "American Beauty").
Spassoso, senza pretese, assolutamente volgare e sboccato, con anche scena di nudo-acchiappa-adolescenti annessa, è un ottimo antidoto alla noia, nonché un'ottima distrazione in tempo di insofferenza da filmone-accendi-cervello. Come dicevo all'inizio, c'è di peggio. Ma anche di infinitamente meglio (perfino nelle commedie sbroccate americane!).
Film 130 - American Pie
Film 1563 - American Pie
Film 1564 - American Pie 2
Film 1566 - American Wedding
Film 434 - American Pie: Ancora insieme
Film 1617 - American Reunion
Consigli: Per chi ama il genere o per chi ha amato anche gli altri capitoli.
Parola chiave: Verginità.



#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 4 marzo 2010

Film 85 - Genitori & figli. Agitare bene prima dell'uso

Il cinema con i biglietti gratis mi aveva già tradito con Muccino e il suo orrendo film. Avendone avuti ancora, temevo seriamente per cosa mi sarei dovuto subire questa volta. C'è mancato poco che li buttassi via (davano "Scusa ma ti voglio sposare")...


Film 85: "Genitori & figli. Agitare bene prima dell'uso" (2010) di Giovanni Veronesi
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Licia, Mimma
Pensieri: Ma partiamo pure dal titolo: OSCENO. Cosa vorrebbe significare? La conflittualità vista e rivista tra generazioni opposte nel momento di maggior ribellione dell'essere umano? Se il tentativo era provare con un titolo nuovo per evitare che si sgamasse subito la totale assenza di altre novità in questa pellicola, la prova si potrebbe quasi dire riuscita. Ovviamente se tralasciamo la totale mancanza di senso.
Poi analizziamo il target. Ho pensato: Margherita Buy, Silvio Orlando, Michele Placido, Luciana Littizzetto, Elena Sofia Ricci... Non può essere un film per bambini. Sbagliato, perchè al cinema ti ritrovi una locandina allucinante per quanto è brutta - vedi sopra - con in bella vista un iPhone che richiama subito l'occhio del giovane-tecnologico (ossia tutti i giovani, ormai). E, peggio di tutto il resto, la pubblicità in radio che inizia così: 'Vuoi divorziare dai tuoi genitori?'. Ora io mi domando: ma che cazzo di messaggio è? Cioè, per carità, pure io non li sopportavo i miei nel luuuuuuuuuuunghissimo periodo tra i 14 e i 18anni, però non è che non li volessi più vedere. Ma sarà un messaggio da passare a uno di 15 anni che non capisce niente con tutto il pus che c'ha nel cervello?? Secondo me è un'orrenda trovata di marketing.
Comunque, a parte questo, il film è SICURAMENTE per adolescenti. Non c'è alcuna pretesa di analisi psicologica, ma solo il punto di vista di una ragazzina con l'ormone a mille che vuole perdere la verginità a tutti i costi e, quando ci riesce, cade nel cliché del 'oh mio dio magari sono incinta'. Altro messaggio molto positivo per le neomamme 16enni.
Altra cosa sicura del film è che si può perdere. No, non parlo della trama, ma del film stesso! Non c'è bisogno di regalare 8 euro a Veronesi, piuttosto investiteli - lo dico così, a scatola chiusa perchè ancora non l'ho visto - in "Alice in Wonderland"! Non si ride quasi, è molto volgare e non aggiunge niente al bagaglio culturale di nessuno.
Ps. Cameo di Gianna Nannini.
Pps. Piera Degli Esposti è la nonna più trans che io abbia mai visto!
Consigli: E' in questi casi che un bel blockbuster fa la differenza! Se proprio devi guardare una scemata, almeno che intrattenga...
Parola chiave: Banalità?



Ric