Dopo "Midnight in Paris" torna Allen in trasferta. Questa volta in Italia.
Film 413: "To Rome with Love" (2012) di Woody Allen
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Erika
Pensieri: Vorrei cominciare dicendo che, visti i primi 10 minuti di film, mi sembrava di guardare un episodio de "I Cesaroni" diretto dai Vanzina. E io non ho mai visto un episodio de "I Cesaroni". Non si metteva bene.
"To Rome with Love", mi spiace dirlo, è un generico nonsense. Quattro storie che non si incrociano mai raccontano le vicende di amore, fama e genericamente vita di personaggi bidimensionali tanto macchiette quanto privi di ogni realisticità. O Roma ad Allen ispira follia e semplicità (di quella grezza), oppure c'è una mancanza di approfondimento. La critica di Verdone ("La sua Roma non mi fa ridere, anzi, mi fa piangere. E' un brutto film girato da qualcuno che non ha capito niente della città. Una pellicola da cartolina da tabaccai") è parzialmente azzeccata. Fermo restando che Allen non si tocca, pare vero che il regista non abbia colto appieno lo spirito della città, se non addirittura di un popolo.
Privo del romanticismo e della magia del precedente "Midnight in Paris", qui ci si trova di fronte a personaggi burini, una trama banale e noiosa, una mancanza di idee. L'uomo che diventa famoso per essere famoso (la critica è evidente, ma non è mascherata e risulta quindi fastidiosa e buttata lì tanto per), il cantante lirico capace di esibirsi solo quando è sotto la doccia (questa è la trovata che ho ritenuto più idiota e inutile), la prostituta scambiata per moglie a causa di un equivoco (però, che novità)... Insomma, non ci siamo. Non si ride, manca la verve e gli attori italiani sono imbarazzanti (Ornella Muti, Riccardo Scamarcio, Alessandra Mastronardi e sì, anche Benigni). Peccato per l'occasione sprecata, perchè il resto del cast era veramente da sogno (Penélope Cruz, Alec Baldwin, Judy Davis, Jesse Eisenberg, Ellen Page - non ce n'è uno che non abbia avuto almeno una nomination all'Oscar). E, soprattutto, perchè come al solito veniamo dipinti come sempliciotti creduloni e superficiali.
Consigli: Meglio ripassare la filmografia di Allen escludento questa poco felice parentesi.
Parola chiave: Roma.
Trailer
Ric
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venerdì 1 giugno 2012
Film 413 - To Rome with Love
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lunedì 16 maggio 2011
Film 256 - Silvio Forever
Un documentario dietro l'altro. Questa volta si parla di politica.

Film 256: "Silvio Forever" (2011) di Roberto Faenza, Filippo Macelloni
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: Biografia non autorizzata del nostro capo di governo, questo documentario mi ha deluso.
Con tutti gli elementi che c'erano a disposizione, il risultato mi è sembrato più da barzelletta che da denuncia culturale ed intellettuale.
Disarmanti, sì, l'egocentrismo, la spavalda sicurezza, il delirio di onnipotenza, i giri loschi, il vortice del sesso che coinvolgono Berlusconi nel tempo, ma impiattati a mo' di monologo autocelebrativo (la voce è di Neri Marcorè) finiscono per rendere il tutto meno efficace.
Visto e considerato che Berlusconi è già da solo macchietta ridicola, non c'era bisogno, a mio avviso, di calcare troppo la mano tra un passaggio e l'altro. I fatti si commenterebbero da soli, la voce fuori campo alla lunga stanca per il marcato accento e distrae. Lo spettatore potrebbe benissimo unire i pezzi del puzzle senza bisogno di un tutor che lo aiuti a vedere il quadro d'insieme (di per sé piuttosto evidente da intuire).
Ovviamente il tono è totalmente antiberlusconiano e politicamente fortemente schierato contro, rimangono comunque ben ancorate in mente le frasi, le figuracce, i deliri, le gag, le barzellette, i momenti imbarazzanti. L'intento era più che nobile, ma forse sarebbe stato meglio se a parlare fossero stati i fatti stessi.
Consigli: Un punto di vista in più sulla società odierna e chi la governa non può che far bene. Comunque da vedere.
Parola chiave: Berlusconi a tutto tondo.
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

Film 256: "Silvio Forever" (2011) di Roberto Faenza, Filippo Macelloni
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: Biografia non autorizzata del nostro capo di governo, questo documentario mi ha deluso.
Con tutti gli elementi che c'erano a disposizione, il risultato mi è sembrato più da barzelletta che da denuncia culturale ed intellettuale.
Disarmanti, sì, l'egocentrismo, la spavalda sicurezza, il delirio di onnipotenza, i giri loschi, il vortice del sesso che coinvolgono Berlusconi nel tempo, ma impiattati a mo' di monologo autocelebrativo (la voce è di Neri Marcorè) finiscono per rendere il tutto meno efficace.
Visto e considerato che Berlusconi è già da solo macchietta ridicola, non c'era bisogno, a mio avviso, di calcare troppo la mano tra un passaggio e l'altro. I fatti si commenterebbero da soli, la voce fuori campo alla lunga stanca per il marcato accento e distrae. Lo spettatore potrebbe benissimo unire i pezzi del puzzle senza bisogno di un tutor che lo aiuti a vedere il quadro d'insieme (di per sé piuttosto evidente da intuire).
Ovviamente il tono è totalmente antiberlusconiano e politicamente fortemente schierato contro, rimangono comunque ben ancorate in mente le frasi, le figuracce, i deliri, le gag, le barzellette, i momenti imbarazzanti. L'intento era più che nobile, ma forse sarebbe stato meglio se a parlare fossero stati i fatti stessi.
Consigli: Un punto di vista in più sulla società odierna e chi la governa non può che far bene. Comunque da vedere.
Parola chiave: Berlusconi a tutto tondo.
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#HollywoodCiak
Bengi
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