E dopo aver recuperato l'episodio precedente, la conseguenza naturale era tornare a questo titolo già iniziato e poi interrotto. E James Bond sia!
Film 1167: "Spectre" (2015) di Sam Mendes
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: "Spectre" non è "Skyfall", ma ammetto che questa seconda visione mi ha fatto rivalutare in positivo la seconda pellicola di Mendes legata all'universo dell'agente segreto più famoso del mondo.
Non che ne avessi un cattivo ricordo, ma sicuramente il confronto con il riuscitissimo predecessore offuscava leggermente questo seguito, pur riuscito, meno carico di sconvolgenti rivelazioni e colpi di scena veramente ben architettati. Ce ne sono anche qui, ovviamente, ma la morte di M (Judi Dench) non si batte.
In questa nuova ottica riveduta, comunque, "Spectre" è un ottimo film d'azione, con una fotografia pazzesca, emozionanti scene adrenaliniche e una dose di Bond girls riveduta e aggiustata rispetto ai due precedenti episodi, che non hanno visto grandi fortune per le donne dei film di 007 dopo la terra bruciata fatta nel cuore dell'agente da Vesper Lynd (Eva Green). La Bellucci - che in italiano si doppia uno schifo, ma ammetto che in inglese non risulta così impostata nella modalità soap opera - si fa salvare da James e tra un amplesso e l'altro gli da pure qualche consiglio, mentre la Seydoux pare proprio andare a colmare quel vuoto lasciato nel suo cuore dal precedente amore, quindi da quel fronte tutto abbastanza bene. Per quanto riguarda i cattivi, qui abbondanti, l'inquietante Waltz fa il suo ingresso nella saga pubblicizzato quale antagonista, ma non mancheranno sorprese anche da quel punto di vista.
Tutto sommato, quindi, "Spectre" mantiene la promessa di un degno successore al difficilmente eguagliabile capitolo precedente e, come quest'ultimo, riesce addirittura nell'impresa di bissare l'Oscar per la Miglior canzone originale ("Writing's On The Wall" di Sam Smith). L'incasso nuovamente astronomico, la solida performance di Craig, il ricchissimo cast internazionale, le svolte della trama che - in questa rinnovata saga - ci regalano un percorso narrativo seriale aperto e l'ottima realizzazione tecnica raggiunta assicurano un risultato finale particolarmente felice a questo "Bond 24", sufficiente a farci sperare che la saga prosegua l'ottima rotta intrapresa.
Film 468 - Casino Royale
Film 1745 - Casino Royale
Film 471 - Quantum of Solace
Film 483 - Skyfall
Film 618 - Skyfall
Film 1165 - Skyfall
Film 1738 - Skyfall
Film 1044 - Spectre
Film 1167 - Spectre
Film 2055 - No Time to Die
Cast: Daniel Craig, Christoph Waltz, Léa Seydoux, Ben Whishaw, Naomie Harris, Dave Bautista, Andrew Scott, Monica Bellucci, Ralph Fiennes, Rory Kinnear, Jesper Christensen.
Box Office: $880.7 milioni
Consigli: Collegato ai precedenti, ma perfettamente fruibile anche in solitaria, "Spectre" è un ottimo titolo adrenalinico oltre che un buon episodio dell'imperitura saga legata all'agente 007. Inferiore al precedente, ma perfettamente godibile, interessante, ben girato, con certi elementi glam e qualche battuta simpatica. Godibilissimo.
Parola chiave: Marco Sciarra.
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#HollywoodCiak
Bengi
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lunedì 27 giugno 2016
Film 1167 - Spectre
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lunedì 29 febbraio 2016
Oscars 2016: What a surprise!
Non avevo pensato di pubblicare un altro post sugli Oscar, ma la cosa si rende necessaria.
Solitamente i pronostici sono più o meno azzeccati, per cui risulta inutile aggiungere altro rispetto ai commenti precedenti alla cerimonia, ma quest'anno 2 o 3 soprese di rilievo ci sono state, a partire dal premio per il Miglior film. Contro ogni pronostico, infatti, è stato "Spotlight" a vincere e non il super favorito "The Revenant" che, comunque, si è portato a casa 3 premi. Il film di Tom McCarthy, invece, si aggiudica solo due vittorie e sì, il 'solo' è voluto. E' dal 1953 con "Il più grande spettacolo del mondo", infatti, che una pellicola premiata come miglior film dell'anno riceve meno di 3 riconoscimenti: sembra strano ed è strano, eppure IL film dell'anno secondo l'Academy lo è in assoluto, ma non in tutti i suoi aspetti.
Da questo punto di vista è "Mad Max" a farla da padrone con ben 6 Oscar su 10 nomination, il che mi ha fatto perfino ben sperare per un istante: magari non avrebbe vinto per la regia, ma avrebbe trionfato come Miglior film o viceversa. E invece no, ogni tanto le sorprese ci sono anche agli spesso prevedibili Academy Awards.
Rimanendo sulle sorprese, credo che la successiva più eclatante sia la vittoria di Mark Rylance per "Bridge of Spies" contro il favorito Stallone. Non che l'attore non lo meriti, ma sicuramente l'idea dell'happy ending per Rocky Balboa dopo una tanto tribolata carriera cinematografica pareva quella cigliegina sulla torta che tanto piace agli americani. Così non è stato, si accontenterà del più scontato Golden Globe che, per non smentirsi, aveva optato per un'altra scelta facile nella categoria attoriale, quella della Miglior attrice non protagonista. L'Academy, invece, snobba la Winslet - che, hey, è una delle migliori attrici in circolazione, ma no, questo ruolo non era il suo migliore - e premia giustamente Alicia Vikander per una parte solo apparentemente facile. Ho sperato fin dall'inizio per la sua vittoria e vederla trionfare è stato un piacere.
L'ultimo vero momento inaspettato della serata è legato alla miglior canzone: Lady Gaga, dopo il Golden Globe di gennaio, si becca una candidatura agli Oscar con una canzone sugli abusi sessuali per un documentario sullo stesso tema. La vittoria sembrava scontata, pareva davvero il suo anno. La sua performance durante la serata è stata tutto tranne che sobria e, anzi, l'ho trovata esagerata e la canzone - che non avevo mai sentito - non mi è piaciuta per niente. Eppure la tematica impegnata e le indiscusse doti canore erano tutte a favore di Gaga. Invece, sopresa, a vincere è stato Sam Smith per la canzone portante di "Spectre", la seconda di fila della saga di James Bond a vincere nella categoria dopo "Skyfall" di Adele.
Smith, evidentemente scioccato per la vittoria, sul palco ha dedicato la vittoria alla comunità LGBT in quanto primo omosessuale dichiarato a vincere un Oscar (la polemica derivava da Ian McKellen che, dopo la questione della mancanza di diversità nelle categorie attoriali per il secondo anno di fila, ha fatto notare che anche la comunità omosessuale si è vista spesso non tenuta in considerazione dall'Academy).
Dunque una serata inaspettatamente e solo per certi versi imprevedibile, il che è sempre un bello spettacolo. Sono felice per molte delle scelte risultate da questi Oscar 2016, in primis per DiCaprio. Per i vincitori di tutte le categorie, il link di seguito:
Oscars 2016: nomination e vincitori
#HollywoodCiak
Bengi
Solitamente i pronostici sono più o meno azzeccati, per cui risulta inutile aggiungere altro rispetto ai commenti precedenti alla cerimonia, ma quest'anno 2 o 3 soprese di rilievo ci sono state, a partire dal premio per il Miglior film. Contro ogni pronostico, infatti, è stato "Spotlight" a vincere e non il super favorito "The Revenant" che, comunque, si è portato a casa 3 premi. Il film di Tom McCarthy, invece, si aggiudica solo due vittorie e sì, il 'solo' è voluto. E' dal 1953 con "Il più grande spettacolo del mondo", infatti, che una pellicola premiata come miglior film dell'anno riceve meno di 3 riconoscimenti: sembra strano ed è strano, eppure IL film dell'anno secondo l'Academy lo è in assoluto, ma non in tutti i suoi aspetti.
Da questo punto di vista è "Mad Max" a farla da padrone con ben 6 Oscar su 10 nomination, il che mi ha fatto perfino ben sperare per un istante: magari non avrebbe vinto per la regia, ma avrebbe trionfato come Miglior film o viceversa. E invece no, ogni tanto le sorprese ci sono anche agli spesso prevedibili Academy Awards.
Rimanendo sulle sorprese, credo che la successiva più eclatante sia la vittoria di Mark Rylance per "Bridge of Spies" contro il favorito Stallone. Non che l'attore non lo meriti, ma sicuramente l'idea dell'happy ending per Rocky Balboa dopo una tanto tribolata carriera cinematografica pareva quella cigliegina sulla torta che tanto piace agli americani. Così non è stato, si accontenterà del più scontato Golden Globe che, per non smentirsi, aveva optato per un'altra scelta facile nella categoria attoriale, quella della Miglior attrice non protagonista. L'Academy, invece, snobba la Winslet - che, hey, è una delle migliori attrici in circolazione, ma no, questo ruolo non era il suo migliore - e premia giustamente Alicia Vikander per una parte solo apparentemente facile. Ho sperato fin dall'inizio per la sua vittoria e vederla trionfare è stato un piacere. L'ultimo vero momento inaspettato della serata è legato alla miglior canzone: Lady Gaga, dopo il Golden Globe di gennaio, si becca una candidatura agli Oscar con una canzone sugli abusi sessuali per un documentario sullo stesso tema. La vittoria sembrava scontata, pareva davvero il suo anno. La sua performance durante la serata è stata tutto tranne che sobria e, anzi, l'ho trovata esagerata e la canzone - che non avevo mai sentito - non mi è piaciuta per niente. Eppure la tematica impegnata e le indiscusse doti canore erano tutte a favore di Gaga. Invece, sopresa, a vincere è stato Sam Smith per la canzone portante di "Spectre", la seconda di fila della saga di James Bond a vincere nella categoria dopo "Skyfall" di Adele.
Smith, evidentemente scioccato per la vittoria, sul palco ha dedicato la vittoria alla comunità LGBT in quanto primo omosessuale dichiarato a vincere un Oscar (la polemica derivava da Ian McKellen che, dopo la questione della mancanza di diversità nelle categorie attoriali per il secondo anno di fila, ha fatto notare che anche la comunità omosessuale si è vista spesso non tenuta in considerazione dall'Academy).
Dunque una serata inaspettatamente e solo per certi versi imprevedibile, il che è sempre un bello spettacolo. Sono felice per molte delle scelte risultate da questi Oscar 2016, in primis per DiCaprio. Per i vincitori di tutte le categorie, il link di seguito:
Oscars 2016: nomination e vincitori
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lunedì 7 dicembre 2015
Film 1044 - Spectre
Lo attendevo da mesi, curiosissimo e con una segreta paura: avrebbe rovinato tutto?
Film 1044: "Spectre" (2015) di Sam Mendes
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Ale, Matte, Pietro
Pensieri: Allora, allora, allora, che ne è stato di James Bond, dopo i fasti di "Skyfall"?
Sembra quasi una filastrocca, ma la domanda è seria perché dopo aver conquistato tanti traguardi importantissimi - due Oscar, oltre un miliardo di dollari d'incasso e critiche molto positive -, il franchise su 007 arriva a quel fatidico momento in cui l'apice lo ha raggiunto e ora deve saper fare se non meglio, quantomeno molto bene. A "Spectre" il difficilissimo compito di replicare un successo fino ad ora inusuale per la saga inglese.
E, infatti, il secondo film consecutivo diretto dal premio Oscar Sam Mendes fa egregiamente il suo lavoro, senza però toccare picchi di qualità visti in precedenza: è un buon film, tecnicamente inattaccabile, che ci conduce purtroppo oltre lo stupendo ma ormai passato "Skyfall" e verso un futuro Bond che sa tantissimo di passato. Funziona? Sicuramente sì, pur mancando di qualcosa.
Nello specifico a mancare è l'azione, sacrificata in favore di una trama complessa e rivelatrice che regala tantissimo agli appassionati del celebre personaggio di Ian Fleming, togliendo però a chi è in sala solo per il piacere di gustarsi un bel film adrenalinico, quella sensazione di avventura e missioni ai limiti della sopravvivenza che sono tanto comuni all'agente segreto. A ben vedere è forse un po' troppa la parte sottratta al pubblico di massa e troppo lenta quella relativa alle scoperte sul passato di James e della sua famiglia. Tant'è, non possiamo farci nulla, la crisi mistica del cinema commerciale ci regala sempre più spesso introspezioni al limite del cinema d'autore e anche se spesso la cosa funziona, aggiungendo spessore ai personaggi protagonisti, in questo caso specifico mi è parso leggermente fuori dai canoni della saga che, fino ad ora, ha preferito mantenere gli intriganti misteri del suo protagonista piuttosto che rivelarne al pubblico dettagli particolari.
Questo cambiamento legittimo, snatura leggermente - almeno per me è stato così - l'anima di James Bond rilanciata con Daniel Craig e fino a qui proposta. Probabilmente col tempo mi abituerò all'idea che "Spectre" (da pronunciare rigorosamente con la "e") sia, a livello narrativo, un titolo-ponte che ci trainerà verso altre, e a questo punto numerose, scoperte su 007. Non che non le volessi sapere, ci mancherebbe, semplicemente non mi aspettavo questo tipo di scelta. Forse, dopo tanti combattimenti, intrighi, e vittorie per il rotto della cuffia, si è preferito optare per un momento di (relativa) pausa favorendo l'approfondimento di un personaggio famosissimo, eppure quasi completamente sconosciuto.
A parte ciò, come si diceva prima, tecnicamente il film è veramente ben fatto: una fotografia stupenda, la regia di Mendes molto funzionale, effetti speciali da grande budget - il regista ha voluto che ogni scena fosse girata veramente, per cui si spiega facilmente l'investimento mastodontico che oscilla, e scusate se è poco, tra i 245 e i $300 milioni di dollari - e un cast delle grandi occasioni, capitanato dal nuovissimo supercattivo Christoph Waltz, che ormai pare solo riuscire a trovare parti da antagonista diabolico. Il risultato finale è quindi molto buono, oltre che molto affascinante dato che si passa da Città del Messico a Roma, da Città del Capo a Tangeri senza, ovviamente, dimenticare Londra. Le violente avventure dell'agente segreto spaziano geograficamente quanto tendono a non passare inosservate, tanto che nell'incipit di questa storia il nostro Bond riuscirà perfino a farsi sospendere dal nuovo M (Ralph Fiennes)... Ma non aggiungo altro, il piacere di scoprire la nuova avventura di Bond, James Bond preferisco lasciarlo intatto.
Dunque "Skyfall" vs "Spectre" non è una battaglia persa in partenza e, tutto sommato, non si può nemmeno dire che le due pellicole insieme non garantiscano reciprocamente il nuovo altissimo standard assicurato dalla saga di 007. La verità, è inutile nasconderlo, è che il primo supera il secondo, il quale comunque si difende degnamente e porta a casa un risultato che, fosse mancato il predecessore, sarebbe stato festeggiato con un entusiasmo assolutamente più marcato. Fare il miracolo era quasi impossibile - solo Adele può, ora lo sappiamo, e lei questa saga l'ha già benedetta 3 anni fa -, ma fare bene non era scontato, per cui va detto: "Spectre" è un ottimo film su James Bond, capitanato da un grande protagonista (Craig). Non sarà il miglior titolo di sempre della saga, ma certamente non ha nulla da invidiare a quanto mostrato fino ad ora.
Film 468 - Casino Royale
Film 1745 - Casino Royale
Film 471 - Quantum of Solace
Film 483 - Skyfall
Film 618 - Skyfall
Film 1165 - Skyfall
Film 1738 - Skyfall
Film 1044 - Spectre
Film 1167 - Spectre
Film 2055 - No Time to Die
Cast: Daniel Craig, Christoph Waltz, Léa Seydoux, Ben Whishaw, Dave Bautista, Naomie Harris, Monica Bellucci, Ralph Fiennes, Andrew Scott, Rory Kinnear, Judi Dench.
Box Office: $792 milioni (ad oggi)
Consigli: Cast al solito internazionale, con - ma che lo dico a fare? - la nostra Monica Bellucci al solito autodoppiata e pure terribilmente, una nuova fiamma dallo sguardo tossico ma ammaliante (Léa Seydoux), un nuovo nemico direttamente dal suo passato (Waltz): a Bond non si risparmia niente e Bond non si risparmia niente. Un buon film, da vedere certamente, una buona prova di longevità per l'agente segreto più famoso di sempre che, dopo il botto di 3 anni fa, riesce nuovamente ad accattivarsi il pubbico con uan performance cinematografica degna del suo ben conosciuto nome. Manca un po' di azione, ma lo si intuiva già dalla scelta della canzone di apertura (e relativo videoclip): "Writing's on the Wall" di Sam Smith è una ballad strappalacrime e pure un po' pallosa, ma rende giustizia a dei titoli di testa come sempre maledettamente sexy ed intriganti. L'operazione commerciale è riuscitissima, il passaggio di testimone dal 23esimo al 24esimo episodio effettuata e la replica del miracoloso successo non replicata, ma avvicinata. Di più non credo si potesse fare.
Parola chiave: "Nove Occhi".
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi
Film 1044: "Spectre" (2015) di Sam Mendes
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Ale, Matte, Pietro
Pensieri: Allora, allora, allora, che ne è stato di James Bond, dopo i fasti di "Skyfall"?
Sembra quasi una filastrocca, ma la domanda è seria perché dopo aver conquistato tanti traguardi importantissimi - due Oscar, oltre un miliardo di dollari d'incasso e critiche molto positive -, il franchise su 007 arriva a quel fatidico momento in cui l'apice lo ha raggiunto e ora deve saper fare se non meglio, quantomeno molto bene. A "Spectre" il difficilissimo compito di replicare un successo fino ad ora inusuale per la saga inglese.
E, infatti, il secondo film consecutivo diretto dal premio Oscar Sam Mendes fa egregiamente il suo lavoro, senza però toccare picchi di qualità visti in precedenza: è un buon film, tecnicamente inattaccabile, che ci conduce purtroppo oltre lo stupendo ma ormai passato "Skyfall" e verso un futuro Bond che sa tantissimo di passato. Funziona? Sicuramente sì, pur mancando di qualcosa.
Nello specifico a mancare è l'azione, sacrificata in favore di una trama complessa e rivelatrice che regala tantissimo agli appassionati del celebre personaggio di Ian Fleming, togliendo però a chi è in sala solo per il piacere di gustarsi un bel film adrenalinico, quella sensazione di avventura e missioni ai limiti della sopravvivenza che sono tanto comuni all'agente segreto. A ben vedere è forse un po' troppa la parte sottratta al pubblico di massa e troppo lenta quella relativa alle scoperte sul passato di James e della sua famiglia. Tant'è, non possiamo farci nulla, la crisi mistica del cinema commerciale ci regala sempre più spesso introspezioni al limite del cinema d'autore e anche se spesso la cosa funziona, aggiungendo spessore ai personaggi protagonisti, in questo caso specifico mi è parso leggermente fuori dai canoni della saga che, fino ad ora, ha preferito mantenere gli intriganti misteri del suo protagonista piuttosto che rivelarne al pubblico dettagli particolari.
Questo cambiamento legittimo, snatura leggermente - almeno per me è stato così - l'anima di James Bond rilanciata con Daniel Craig e fino a qui proposta. Probabilmente col tempo mi abituerò all'idea che "Spectre" (da pronunciare rigorosamente con la "e") sia, a livello narrativo, un titolo-ponte che ci trainerà verso altre, e a questo punto numerose, scoperte su 007. Non che non le volessi sapere, ci mancherebbe, semplicemente non mi aspettavo questo tipo di scelta. Forse, dopo tanti combattimenti, intrighi, e vittorie per il rotto della cuffia, si è preferito optare per un momento di (relativa) pausa favorendo l'approfondimento di un personaggio famosissimo, eppure quasi completamente sconosciuto.
A parte ciò, come si diceva prima, tecnicamente il film è veramente ben fatto: una fotografia stupenda, la regia di Mendes molto funzionale, effetti speciali da grande budget - il regista ha voluto che ogni scena fosse girata veramente, per cui si spiega facilmente l'investimento mastodontico che oscilla, e scusate se è poco, tra i 245 e i $300 milioni di dollari - e un cast delle grandi occasioni, capitanato dal nuovissimo supercattivo Christoph Waltz, che ormai pare solo riuscire a trovare parti da antagonista diabolico. Il risultato finale è quindi molto buono, oltre che molto affascinante dato che si passa da Città del Messico a Roma, da Città del Capo a Tangeri senza, ovviamente, dimenticare Londra. Le violente avventure dell'agente segreto spaziano geograficamente quanto tendono a non passare inosservate, tanto che nell'incipit di questa storia il nostro Bond riuscirà perfino a farsi sospendere dal nuovo M (Ralph Fiennes)... Ma non aggiungo altro, il piacere di scoprire la nuova avventura di Bond, James Bond preferisco lasciarlo intatto.
Dunque "Skyfall" vs "Spectre" non è una battaglia persa in partenza e, tutto sommato, non si può nemmeno dire che le due pellicole insieme non garantiscano reciprocamente il nuovo altissimo standard assicurato dalla saga di 007. La verità, è inutile nasconderlo, è che il primo supera il secondo, il quale comunque si difende degnamente e porta a casa un risultato che, fosse mancato il predecessore, sarebbe stato festeggiato con un entusiasmo assolutamente più marcato. Fare il miracolo era quasi impossibile - solo Adele può, ora lo sappiamo, e lei questa saga l'ha già benedetta 3 anni fa -, ma fare bene non era scontato, per cui va detto: "Spectre" è un ottimo film su James Bond, capitanato da un grande protagonista (Craig). Non sarà il miglior titolo di sempre della saga, ma certamente non ha nulla da invidiare a quanto mostrato fino ad ora.
Film 468 - Casino Royale
Film 1745 - Casino Royale
Film 471 - Quantum of Solace
Film 483 - Skyfall
Film 618 - Skyfall
Film 1165 - Skyfall
Film 1738 - Skyfall
Film 1044 - Spectre
Film 1167 - Spectre
Film 2055 - No Time to Die
Cast: Daniel Craig, Christoph Waltz, Léa Seydoux, Ben Whishaw, Dave Bautista, Naomie Harris, Monica Bellucci, Ralph Fiennes, Andrew Scott, Rory Kinnear, Judi Dench.
Box Office: $792 milioni (ad oggi)
Consigli: Cast al solito internazionale, con - ma che lo dico a fare? - la nostra Monica Bellucci al solito autodoppiata e pure terribilmente, una nuova fiamma dallo sguardo tossico ma ammaliante (Léa Seydoux), un nuovo nemico direttamente dal suo passato (Waltz): a Bond non si risparmia niente e Bond non si risparmia niente. Un buon film, da vedere certamente, una buona prova di longevità per l'agente segreto più famoso di sempre che, dopo il botto di 3 anni fa, riesce nuovamente ad accattivarsi il pubbico con uan performance cinematografica degna del suo ben conosciuto nome. Manca un po' di azione, ma lo si intuiva già dalla scelta della canzone di apertura (e relativo videoclip): "Writing's on the Wall" di Sam Smith è una ballad strappalacrime e pure un po' pallosa, ma rende giustizia a dei titoli di testa come sempre maledettamente sexy ed intriganti. L'operazione commerciale è riuscitissima, il passaggio di testimone dal 23esimo al 24esimo episodio effettuata e la replica del miracoloso successo non replicata, ma avvicinata. Di più non credo si potesse fare.
Parola chiave: "Nove Occhi".
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