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martedì 8 settembre 2020

Film 1918 - For the Boys

Intro: Pellicola che avevo sempre voluto recuperare, ne ho approfittato un tranquillo pomeriggio di agosto bolognese.
Film 1918: "For the Boys" (1991) di Mark Rydell
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Andrea
In sintesi: trovo che il talento di Bette Midler avrebbe dovuto attirare molti più consensi in termini di premi, per cui sono sempre stato interessato a recuperare la carriera dell'attrice, qui alla sua seconda e per ora ultima nomination all'Oscar. Non posso dire che "For the Boys" mi sia piaciuto, è un film troppo lungo (2 ore e 18 minuti) e si perde per troppo tempo in dettagli che appesantiscono la storia nel suo insieme, ma è innegabile che si tratti di un prodotto perfetto per mettere in mostra le doti artistiche della diva, qui in versione 'intrattenimento per le truppe'.
Schiacciato tra tre flashback temporali ai tempi della guerra - Seconda guerra mondiale, guerra di Corea e guerra del Vietnam - e contornato da un presente che è l'escamotage per raccontare le gesta della protagonista Dixie Leonard, "For the Boys" fatica ad ingranare a causa di ritmi eccessivamente lenti e, mi permetto di dire, una storia a cui si fatica troppo spesso ad appassionarsi. Il tutto per un risultato finale che, anche se storicamente attento a fornire il più possibile un quadro veritiero alla storia - che è di fatto un finto biopic -, ingrana solamente verso la fine del racconto, affaticando la visione. Non un titolo malvagio, ma sicuramente mi aspettavo qualcosa di più dinamico e spassoso.
Cast: Bette Midler, James Caan, George Segal, Patrick O'Neal, Christopher Rydell, Arye Gross.
Box Office: $23.2 milioni
Vale o non vale: Non è né un film di guerra, né un patinato prodotto hollywoodiano, per cui chiunque sia alla ricerca di questi tipi di pellicola è meglio che guardi altrove. I fans della Midler apprezzeranno sicuramente, qui unica vera protagonista di tutta la vicenda. Un titolo da recuperare solo se veramente motivati.
Premi: Candidato all'Oscar per la Miglior attrice protagonista (Midler). 1 vittoria ai Golden Globes (Miglior attrice protagonista) su 2 nomination (Miglior colonna sonora).
Parola chiave: Truppe.

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#HollywoodCiak
Bengi

domenica 9 giugno 2019

Film 1604 - Kong: Skull Island

Intro: Mi andava di rivederlo e, una mattina, ho trovato il momento perfetto per farlo.
Film 1604: "Kong: Skull Island" (2017) di Jordan Vogt-Roberts
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: Film 1330 - Kong: Skull Island
Film 1604 - Kong: Skull Island
Cast: Tom Hiddleston, Samuel L. Jackson, John Goodman, Brie Larson, Jing Tian, Toby Kebbell, John Ortiz, Corey Hawkins, Jason Mitchell, Shea Whigham, Thomas Mann, Terry Notary, John C. Reilly.
Box Office: $566.7 milioni
Vale o non vale: Magari non perfetto, ma riesce a intrattenere a dovere. Un misto tra il precedente "King Kong" di Peter Jackson e il più recente "Godzilla" di Gareth Edwards, questo rinnovato Kong picchia duro e si difende a sufficienza da risultare guardabile. Forse qualche parte si poteva sforbiciare un po'.
Premi: Candidato all'Oscar per i Migliori effetti speciali.
Parola chiave: Isola del Teschio.

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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 7 luglio 2017

Film 1382 - Un mercoledì da leoni

Pellicola scelta per l'arrivederci di stagione del Cinema Galliera, l'evento si è svolto secondo il dicktat dell'apericinema, ovvero prima un abbondante aperitivo e a seguire la visione del film. Una bellissima serata in cui, udite udite, mi sono perfino cimentato nella preparazione dei cocktail (leggi spritz).

Film 1382: "Un mercoledì da leoni" (1978) di John Milius
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Patty, Danilo, Francesca, Claudia, Giulia
Pensieri: Avevo già visto questo film tantissimi anni fa in vhs (gasp!) a casa della mia amica Claudia e no, non mi ricordavo una mazza. O meglio, la sensazione che mi ero portato dietro in questi anni era di un prodotto che non mi si confacesse troppo.
Anni e anni (e anni) dopo, rivedere "Un mercoledì da leoni" è stata una piacevole riscoperta. A essere onesti la prima parte del film è un po' lenta e funziona peggio del secondo tempo, ma credo che in parte la cosa sia dovuta alla distanza temporale che separa questo prodotto dai nostri giorni; il che rende più faticoso all'inizio adattarsi a dinamiche, dialoghi e in generale le caratteristiche della storia, ma una volta che se ne comprendono i meccanismi, tutto funziona.
Come dicevo, il secondo tempo riesce a tenere alto l'interesse degli spettatori, catturato dalle scene mozzafiato in mare, tra altissime onde ed acrobazie sulla tavola davvero impressionanti. La regia, da questo punto di vista, è particolarmente funzionale quando si tratta delle scene in acqua. Tenendo presente che si tratta di un prodotto degli anni '70 che non usa effetti speciali né può contare sulle migliorie tecnologiche oggi disponibili, stupisce e colpisce la capacità di rendere in maniera così poetica e reale, concreta la passione per il surf. Della serie: ci si appassiona anche se non si è fan dello sport.



Cast: Jan-Michael Vincent, William Katt, Gary Busey, Lee Purcell, Darrell Fetty.
Box Office: $4.5 milioni
Consigli: E' una dichiarazione d'amore al surf. Non si tratta, quindi, di un titolo per chiunque, anche solo per la fatica che si deve fare all'inizio per decifrare il "linguaggio" fatto di altre tempistiche, battute, modi di proporre le storie. Detto questo, la recitazione non è sempre all'altezza, ma la colonna sonora è pazzesca e le scene in acqua strepitose. In mezzo la vita dei tre protagonisti (l'unio oggi ancora famoso è Busey), il Vietnam, la disillusione, la ricerca di se stessi. Non è un film perfetto, ma una sua poetica apprezzabile.
Parola chiave: Surf.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 2 gennaio 2017

Film 1269 - Full Metal Jacket

Mi sembrava stupido avere il dvd da tanti anni e non aver mai visto questo film. Così, appena gli ennesimi problemi di rete mi hanno colpito, ho deciso di optare per una scelta meno convenzionale del solito, buttandomi su uno dei pilastri della cinematografia mondiale.

Film 1269: "Full Metal Jacket" (1987) di Stanley Kubrick
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Francamente avevo un po' paura che questa pellicola potesse non piacermi, sia perché la tematica non è esattamente di quelle a me più vicine, sia perché quando si osanna tanto qualcosa tendo ad avere aspettative altissime, ma ci ho messo poco a ricredermi: "Full Metal Jacket" è un film che mi ha sorpreso e molto piaciuto. Non so dire esattamente cosa mi aspettassi di vedere, forse qualcosa di più "istituzionale", ma di sicuro niente di quello che ho visto.
Un inizio dissacrante e crudele, snervante grazie ad un sergente istruttore Hartman che è una piaga urlante capace di mettere in ginocchio anche la volontà dello spettatore e R. Lee Ermey è veramente molto bravo nella sua interpretazione. Si ritrova poi subito un giovanissimo e fragile Vincent D'Onofrio che farà una fine molto triste, incapace di sopportare una tensione fortissima e un superiore castrante che, di fatto, lo tramuterà, sì, nell'arma da guerra che sperava, ma una di quelle che finiscono per rivoltartisi contro.
Lo sfondo di tutta la vicenda, comunque, è il Vietnam e l'intervento americano sul posto. I giovani militari sono tanti, ognuno con la propria personalità, speranze, visioni del mondo e, in tutto questo marasma umano, c'è spazio anche per l'ironia di un "Joker" pacifista, la violenza dell'azione bellica e certe tristezze umane conseguenti ad una situazione e un momento storico di forte pressione.
Kubrick è capace di districarsi in maniera egregia tra realismo e ironia spietati, evitando quella dose eccessiva di sentimentalismi che trasformano i protagonisti in eroi, riuscendo così a darne un ritratto umano e sfaccettato, sicuramente molto più efficace dell'idea classica dell'eroe di guerra da pellicola incentrata su azioni belliche. Insomma, meno tutti d'un pezzo e più veri, se così si può dire. Ho apprezzato questo aspetto della pellicola al pari della sua anima grottesca e di certi passaggi spietati (ah, quando si scopre chi è il cecchino...), il tutto per un risultato finale che, nonostante la tematica difficile, riesce a non risultare pesante e, anzi, molto spesso è magneticamente brillante, dissacrante e anche inquietante. Sarà che non me lo aspettavo per nulla così, di fatto "Full Metal Jacket" mi è - inaspettatamente, se posso dirlo - piaciuto.
Ps. Una candidatura all'Oscar per la Miglior sceneggiatura e a R. Lee Ermey la nomination come Miglior attore non protagonista ai Golden Globes.
Cast: Matthew Modine, Adam Baldwin, Vincent D'Onofrio, R. Lee Ermey, Dorian Harewood, Arliss Howard, Kevyn Major Howard, Ed O'Ross.
Box Office: $46,357,676 (solo America)
Consigli: Non una scelta per ogni occasione. Si tratta, per quanto cult, di un film difficile, violento e forte per tematiche e certi aspetti della trama, per cui certamente non si può considerare una pellicola da vedere in un qualsiasi momento. Buona disposizione d'animo, pronti a un maltrattamento verbale ed emotivo fin dai primi minuti, consapevoli che, anche dove ci sia satira, la guerra è pur sempre la guerra. E non risparmia nessuno.
Parola chiave: Simbolo della pace.

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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 26 febbraio 2010

Film 82 - Forrest Gump

Martedì sera avevo voglia di un bel film, magari un classico...


Film 82: "Forrest Gump" (1994) di Robert Zemeckis
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Chi non ha mai visto "Forrest Gump" merita l'esilio. E' uno di quei film che non puoi non aver visto. Non del tipo "Titanic", che ti sfasci l'anima mentre subisci le 3 ore, ma più della tipologia film-piacevole-americano-classico-e-bello. Non è certo IL capolavoro, ma sicuramente ha costituito un caso nel suo genere ai tempi. Per svariati motivi. Il primo e più evidente è l'enorme successo di pubblico ($673,800,000) e critica per un finto biopic sulla vita di un ragazzo dalle scarse abilità mentali. E poi per il clamoroso successo che, dopo questo film, Tom Hanks ha ottenuto: è stato, infatti, uno dei pochissimi attori nella storia degli Oscar a vincere per due anni consecutivi la statuetta come miglior attore protagonista (l'anno precedente aveva vinto per "Philadelphia"). Oltre a lui, poi, il film ha vinto altri 5 Oscar (miglior film, regia, sceneggiatura, montaggio ed effetti speciali).
Perchè mi piace tanto questo film? Ale mi ha detto - facendomi pensare - che per certi versi questa pellicola è una sorta di auto celebrazione americana. Non posso dire che non sia vero, però secondo me il trucco che la rende divertente è la chiave in cui è stata resa. Non c'è un auto compiacimento fine a sé stesso nella storia, ma quasi una goliardica serie di casualità divertenti ed assurde che, messe assieme, formano la storia del Gump tardone. Lo chiamano scemo e lo insultano, ma, tra le altre cose, è miliardario grazie alla pesca dei gamberi, ha inventato il logo dello smile, è uno degli investitori della Aplle, ha combattuto in Vietnam ricevendo una medaglia al valore, è campione di ping-pong, è stato alla Casa Bianca due volte, ecc... Insomma, senza che lo sceneggiatore abbia sbandierato volgarmente i primati di Forrest, è riuscito ad inserire qualcosa di reale in una storia completamente inventata. In questo vedo la bellezza del film, perchè nonostante io sappia quanto siano assurde certe cose, non posso fare a meno di pensare che siano idee geniali!
Di altrettanto interessante c'è il cast, costituito da non pochi attori stra-famosi: Sally Field in primis, l'attrice due volte premio Oscar adesso in tv con lo show "Brothers & Sisters"; Robin Wright Penn, l'adorabile moglie dello Sean del cognome, in questa pellicola giovane e davvero bellissima; Gary Sinise, volto oggi conosciuto per lo show "CSI: NY".
Insomma, un film bello e divertente, ricco di motivi veramente validi per essere visto. Cosa aspettate?!
Consigli: Se siete tristi guardatelo e vi sentirete sollevati. Mette davvero di buon umore!
Parola chiave: Corri Forrest, CORRI!



Ric