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domenica 14 febbraio 2021

Film 1953 - His House

Intro: Inaugurazione del Penthouse Cineclub, il club cinematografico di quelli del quinto piano della palazzina 18 c/o il DCU Sports Complex.
Film 1953: "His House" (2020) di Remi Weekes
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese, dinka
Compagnia: Bizzy, Kate, Jack
In sintesi: come sempre quando si cerca una pellicola che possa andare bene genericamente a tutti, si opta per un horror. Per non scadere proprio nel banale o scadente, abbiamo scelto questo titolo Netflix, apparentemente piccolo gioiello del genere, nonché produzione very British che mette al centro della sua storia il racconto di due immigrati in cerca di asilo e la chance di un nuovo inizio in terra straniera. Che insomma, per un horror non è proprio un tema tradizionale.
Anche se non posso dire che "His House" sia il capolavoro imprescindibile che ero stato indotto a credere, devo ammettere che il background insolito della storia mi abbiamo molto intrigato e che, in effetti, il colpo di scena finale (spoiler: legato alla figlia) si presenta come ben architettato e assestato. In generale, però, non si può dire che questo sia un prodotto horror nel senso più generico del termine, per quanto certi momenti classici da spavento cercano di venir architettati. La sensazione che ho avuto, però, è che riflettesero più i malesseri interiori dei protagonisti, che una presenza demoniaca nel senso più tradizionale del termine.
In ogni caso il film funziona, presenta due protagonisti perfetti per la parte e si eleva grazie ad una serie di scene esteticamente e visivamente potentissime.
Cast: Wunmi Mosaku, Sope Dirisu, Matt Smith, Javier Botet.
Box Office: /
Vale o non vale: Non il classico horror, ma una scelta alternativa alle più generiche boiate che lascia molti spunti su cui riflettere e rinvigorisce il genere di una nuova prospettiva più impegnata e uno spiccato senso estetico. Vale una chance.
Premi: /
Parola chiave: Bambola.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 8 settembre 2020

Film 1918 - For the Boys

Intro: Pellicola che avevo sempre voluto recuperare, ne ho approfittato un tranquillo pomeriggio di agosto bolognese.
Film 1918: "For the Boys" (1991) di Mark Rydell
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Andrea
In sintesi: trovo che il talento di Bette Midler avrebbe dovuto attirare molti più consensi in termini di premi, per cui sono sempre stato interessato a recuperare la carriera dell'attrice, qui alla sua seconda e per ora ultima nomination all'Oscar. Non posso dire che "For the Boys" mi sia piaciuto, è un film troppo lungo (2 ore e 18 minuti) e si perde per troppo tempo in dettagli che appesantiscono la storia nel suo insieme, ma è innegabile che si tratti di un prodotto perfetto per mettere in mostra le doti artistiche della diva, qui in versione 'intrattenimento per le truppe'.
Schiacciato tra tre flashback temporali ai tempi della guerra - Seconda guerra mondiale, guerra di Corea e guerra del Vietnam - e contornato da un presente che è l'escamotage per raccontare le gesta della protagonista Dixie Leonard, "For the Boys" fatica ad ingranare a causa di ritmi eccessivamente lenti e, mi permetto di dire, una storia a cui si fatica troppo spesso ad appassionarsi. Il tutto per un risultato finale che, anche se storicamente attento a fornire il più possibile un quadro veritiero alla storia - che è di fatto un finto biopic -, ingrana solamente verso la fine del racconto, affaticando la visione. Non un titolo malvagio, ma sicuramente mi aspettavo qualcosa di più dinamico e spassoso.
Cast: Bette Midler, James Caan, George Segal, Patrick O'Neal, Christopher Rydell, Arye Gross.
Box Office: $23.2 milioni
Vale o non vale: Non è né un film di guerra, né un patinato prodotto hollywoodiano, per cui chiunque sia alla ricerca di questi tipi di pellicola è meglio che guardi altrove. I fans della Midler apprezzeranno sicuramente, qui unica vera protagonista di tutta la vicenda. Un titolo da recuperare solo se veramente motivati.
Premi: Candidato all'Oscar per la Miglior attrice protagonista (Midler). 1 vittoria ai Golden Globes (Miglior attrice protagonista) su 2 nomination (Miglior colonna sonora).
Parola chiave: Truppe.

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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 27 maggio 2020

Film 1710 - Vertigo

Intro: Ogni tanto (ri)vedere un classico hitchcockiano ci sta. Cioè, ne ho proprio bisogno.
Film 1710: "Vertigo" (1958) di Alfred Hitchcock
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: avevo già visto "Vertigo" - o "La donna che visse due volte" in italiano" - in precedenza, ma non riuscivo a ricordare bene la trama, della quale avevo un ricordo abbastanza confuso. Rivederlo mi ha fatto non solo estremamente piacere, ma anche chiarito un paio di punti bui che faticavo a mettere assieme.
Questo bellissimo film di Hitchcock non è il mio preferito, ma lo trovo comunque magnificamente realizzato e recitato, oltre che particolarmente intrigante a livello di trama e colpi di scena con, tra l'altro, un finale da cardiopalma davvero stupendo. Kim Novak affascinante e magnetica, Stewart fa la sua classica parte da film di Hitchcock, "Vertigo" è un classicone intramontabile.
Film 1094 - La donna che visse due volte
Film 1710 - Vertigo
Cast: James Stewart, Kim Novak, Barbara Bel Geddes, Tom Helmore, Henry Jones.
Box Office: $7.3 milioni
Vale o non vale: Non si può non averlo mai visto, a maggior ragione se si fosse appassionati alla filmografia del maestro dell'horror. Qui più che paura si parla di thriller e colpi di scena, amore e mistero, il tutto per un risultato finale magnifico che scatena anche un po' di effetto nostalgia. Da vedere.
Premi: Candidato all'Oscar per Miglior sonoro e scenografia (bianco e nero).
Parola chiave: Chiesa.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 17 giugno 2019

Film 1615 - The Butterfly Effect

Intro: Scelto da cuggi.
Film 1615: "The Butterfly Effect" (2004) di Eric Bress, J. Mackye Gruber
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: credo di aver visto questa pellicola la prima volta al cinema e ricordo non rimasi particolarmente impressionato. Però, va detto, non avevo memoria di cosa parlasse effettivamente il film; rivisto a 14 anni dalla sua uscita, "The Butterfly Effect" non è nulla di che, di nuovo. La storia potrebbe anche essere intrigante - un ragazzo che non riesce a ricordare tutto il suo passato ha il potere di viaggiare indietro nel tempo grazie al suo cervello così da cercare di correggere quegli eventi che si sono rivelati disastrosi -, il punto è che la realizzazione in generale è sciatta e troppo mirata ad un pubblico teenager senza troppe pretese. Per essere un prodotto del 2004, "The Butterfly Effect" ricorda tantissimo pellicole anni '90 come "So cosa hai fatto" o "Urban Legend" e non si può dire che la cosa sia un complimento. C'è anche da mettere in conto che scegliere come protagonisti principali Ashton Kutcher ed Amy Smart non fa esattamente pensare ad una particolare ricerca artistica per il prodotto finale, per cui in generale penso si possa dire che da questo titolo non ci si possa aspettare più di quanto non possa oggettivamente offrire.
Cast: Ashton Kutcher, Melora Walters, Amy Smart, Elden Henson, William Lee Scott, Eric Stoltz, Cameron Bright, Ethan Suplee, Logan Lerman, John Patrick Amedori.
Box Office: $96.1 milioni
Vale o non vale: Ci sarebbero anche risvolti interessanti, senza contare che la sceneggiatura tocca anche qualche tema importante e meno banale di quanto ci si potrebbe aspettare. Detto ciò, "The Butterfly Effect" rimane comunque una pellicola insufficiente dal punto di vista del risultato finale. Si può vedere, per carità, ma non aspettatevi scintille.
Premi: /
Parola chiave: Vuoti di memoria.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 20 ottobre 2014

Film 796 - Premonition

In un momento di riscoperta della carriera di Sandra Bullock, ho recuperato questo film...

Film 796: "Premonition" (2007) di Mennan Yapo
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Ma perché Amber Valletta fa sempre l'amante? Dopo l'inutile come back dell'anno scorso in "Revenge", scopro che anche qui la poveretta è costretta ad interpretare la rovina lenzuola matrimoniali altrui, per di più in una pellicola dalla totale mancanza di rilevanza.

Proprio come dice il titolo di questo film, anche io ho avuto una premonizione prima di guardarlo, ovvero che sarebbe stata una grande cagata. Neanche a dirlo, ho previsto giusto, anche se ho dovuto ridimensionare il mio pessimismo: è solo una cagata.
Sandra Bullock deve ringraziare la sua buona stella se è ancora un'attrice affermata e si è pure portata a casa un Oscar, perché se uno decidesse di approcciarsi alla sua filmografia partendo da questo titolo - o dal troppo tristemente simile "La casa sul lago del tempo" - non potrebbe far altro che pensare che l'attrice scelga solo copioni scritti da adolescenti depressi e privi di una coscienza cinematografica capaci di realizzare una sceneggiatura credibile quanto le labbra di Valeria Marini.
Al di là del fatto che si tratti di un prodotto fantasy misto drama, rimane il fatto che sia un po' nonsense, temporalmente intricato e, sicuramente, in almeno un passaggio, sbagliato (la bambina si taglia la faccia coi vetri della finestra, ma nel flashback iniziale, quando il fatto dovrebbe già essere accaduto, ha la faccia normale). Quindi non rimane che chiedersi il perché di tanto 'sbattimento' narrativo, quando il risultato sia così mediocre. Gli innumerevoli flashback che potrebbero per alcuni essere motivo di interesse in quanto trama "complessissima", in realtà ingarbugliano solamente la comprensione di una storia che pare non trovare alcuna spiegazione fino a quando, a 20 minuti dalla fine, il tutto viene banalmente liquidato tramite una trovata che affonda le radici in qualche banalità finto cristiana. No, non ci siamo. Questo modesto sforzo non basta a giustificare 96 minuti di pellicola tutti "Oh mio dio cosa sta succedendo?", "Non me lo riesco a spiegare", "Non posso accettarlo", e via discorrendo. Tra l'altro la trovata fedifraga di cui parlavo all'inizio è totalmente inutile, un pretesto incolore per dare del pepe ad una storia che, altrimenti, non va mai oltre un lento sbadiglio. Solo nel finale, quando il camion s'incarica di riportare in vita "Final Destination", ci si riprende un attimo dal torpore (ma di per sé la scena è imbarazzante epr com'è scritta). Sandra, abbandona per sempre queste scelte cinematografiche pro bonifico e orientati su qualcosa di meno scontato. Grazie da uno che - nonostante tutto - ti apprezza.
Box Office: $84,146,832
Consigli: Pellicola banale e priva di brio che tenta di giustificare la sua esistenza attraverso un espediente paranormale che in realtà è una scemata pseudo cristiana che di fatto spiega senza spiegare. Se vi basta come scusa per abbandonarvi sul divano in compagnia di una Sandra Bullock ancora senza Oscar, allora il gioco è fatto. Se, invece, preferite qualcosa di un attimo più elaborato, pensato o anche solo scritto meglio... Beh, lasciate perdere "Premonition".
Parola chiave: Settimana.

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Bengi