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venerdì 24 aprile 2026

Film 2451 - Angels & Demons

Intro: Last Fuerteventura movie before we came back to our everyday life in Dublin. Another Netflix pick.

Film 2451
: "Angels & Demons" (2009), Ron Howard
Watched: From the laptop
Language: English
Watched with: Niamh
Thoughts: This was always my favourite of the three movies inspired by Dan Brown's book, but now that I've seen it again... I don't know anymore. I mean, I still find it entertaining and I LOVE Hans Zimmer's soundtrack, but overall, "Angels & Demons" isn't as great as I remember it to be. To be honest, after rewatching the first one right before watching this one, I have to admit some details of the two plots kinda merged together, and I couldn't tell the two movies apart anymore. The Church is still involved, Silas (Paul Bettany) and the Camerlengo (Ewan McGregor) almost feel like the same character, and because of the nature of the two stories (a race against time, the amount of plot twists and clues), there really are similarities between "The Da Vinci Code" and this film. Plus, the plot involving the Camerlengo is so absurd that it's hard to keep a straight face.
Anyway, for what it is, "Angels & Demons" is still an enjoyable, crazy (helicopter) ride.
Film 2448 - The Da Vinci Code
Film 81 - Angeli e demoni
Film 1287 - Angeli e demoni
Film 2451 - Angels & Demons
Film 1237 - Inferno
Cast: Tom Hanks, Ewan McGregor, Ayelet Zurer, Stellan Skarsgård, Pierfrancesco Favino, Nikolaj Lie Kaas, Armin Mueller-Stahl.
Box Office: $485.9 million
Worth a watch?: If you like Dan Brown's books and/or enjoyed the previous film, this one is still a decent enough watch—something that cannot be said about the third, awful movie of this trilogy.
Awards: /
Key word: Tongue.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

martedì 22 aprile 2025

David di Donatello 2025: nominees and winners

70th David di Donatello

Miglior Film
Berlinguer - La grande ambizione di Andrea Segre
Il tempo che ci vuole di Francesca Comencini
L’arte della gioia di Valeria Golino
Parthenope di Paolo Sorrentino
Vermiglio di Maura Delpero

Miglior Attore
Elio Germano - Berlinguer - La grande ambizione
Francesco Gheghi - Familia
Fabrizio Gifuni - Il tempo che ci vuole
Silvio Orlando - Parthenope
Tommaso Ragno - Vermiglio

Migliore Attrice
Barbara Ronchi - Familia
Romana Maggiora Vergano - Il tempo che ci vuole
Tecla Insolia - L’arte della gioia
Celeste Dalla Porta - Parthenope
Martina Scrinzi - Vermiglio

Miglior Regia 
Andrea Segre - Berlinguer - La grande ambizione
Francesca Comencini - Il tempo che ci vuole
Valeria Golino - L’arte della gioia
Paolo Sorrentino - Parthenope
Maura Delpero - Vermiglio

Miglior Esordio alla Regia
Ciao bambino - Edgardo Pistone
Gloria! - Margherita Vicario
I bambini di Gaza - Loris Lai
Io e il Secco - Gianluca Santoni
Zamora - Neri Marcorè

Miglior Sceneggiatura Originale
Berlinguer - La grande ambizione - Andrea Segre, Marco Pettenello
El Paraiso - Enrico Maria Artale
Gloria! - Margherita Vicario, Anita Rivaroli
Il tempo che ci vuole - Francesca Comencini
Parthenope - Paolo Sorrentino
Vermiglio - Maura Delpero

Miglior Sceneggiatura Non Originale
Campo di battaglia - Gianni Amelio, Alberto Taraglio
Familia - Francesco Costabile, Vittorio Moroni, Adriano Chiarelli
Il ragazzo dai pantaloni rosa - Roberto Proia
L’arte della gioia - Valeria Golino, Francesca Marciano, Valia Santella, Luca Infascelli, Stefano Sardo
Napoli - New York - Gabriele Salavtores

Miglior Attrice Non Protagonista
Geppi Cucciari - Diamanti
Tecla Insolia - Familia
Valeria Bruni Tedeschi - L’arte della gioia
Jasmine Trinca - L’arte della gioia
Luisa Ranieri - Parthenope

Miglior Attore Non Protagonista
Roberto Citran - Berlinguer - La grande ambizione
Francesco Di Leva - Familia
Guido Caprino - L’arte della gioia
Pierfrancesco Favino - Napoli - New York
Peppe Lanzetta - Parthenope

Miglior Documentario
Duse – The Greatest - Sonia Bergamasco
Il cassetto segreto - Costanza Quatriglio
L’occhio della gallina - Antonietta De Lillo
Lirica Ucraina - Francesca Mannocchi
Prima della fine - Gli ultimi giorni di Berlinguer - Samuele Rossi

Miglior Film Internazionale
Anora - Sean Baker (Universal Pictures International Italy)
Conclave - Edward Berger (Eagle Pictures)
Giurato Numero 2 - Clint Eastwood (Warner Bros. Pictures)
La zona d'interesse - Jonathan Glazer (I Wonder Pictures)
Perfect Days - Wim Wenders (Lucky Red)

Miglior Produzione
Berlinguer. La grande ambizione
Ciao bambino
Gloria!
Vermiglio
Vittoria

Miglior Autore della Fotografia
Luan Amelio Ujkaj - Campo di battaglia
Matteo Cocco - Dostoevskij
Daniele Ciprì - Hey Joe
Fabio Cianchetti - L’arte della gioia
Daria D'Antonio - Parthenope
Mikhail Krichman - Vermiglio

Miglior Compositore
IoSonoUnCane - Berlinguer - La grande ambizione
Thom Yorke - Confidenza
Margherita Vicario, Davide Pavanello - Gloria!
Colapesce - Iddu
Nicola Piovani - Il treno dei bambini

Migliore Canzone Originale
Confidenza “Knife Edge” - Musica, testi e interpretazione di Thom Yorke
Diamanti “Travia” - Musica di Giuliano Taviani, Carmelo Travia, Testi di Giorgia Todrani, interpretata da Giorgia
Familia “Atoms” - Musica e testi di Valerio Vigliar, interpretata da Greta Zuccoli
Gloria! “Aria!” - Musica e testi di Margherita Vicario, Davide Pavanello, Edwyn Clark Roberts, Andrea Bonomo, Gianluigi Fazio, interpretata da Margherita Vicario
Iddu “La malvagità” - Musica, testi e interpretazione di Colapesce

Miglior Scenografia
Berlinguer - La grande ambizione - Scenografia Alessandro Vannucci, Arredamento Laura Casalini
L’arte della gioia - Scenografia Luca Merlini, Arredamento Giulietta Rimoldi
Le déluge - Gli ultimi giorni di Maria Antonietta - Scenografia Tonino Zera, Arredamento Maria Grazia Schirripa, Carlotta Desmann
Parthenope - Scenografia Carmine Guarino, Arredamento Iole Autero
Vermiglio - Scenografia Pirra, Vito Giuseppe Zito, Arredamento Sara Pergher

Migliori Costumi
Mary Montalto - Gloria!
Maria Rita Barbera - L’arte della gioia
Massimo Cantini Parrini - Le déluge - Gli ultimi giorni di Maria Antonietta
Carlo Poggioli - Parthenope
Andrea Cavalletto - Vermiglio

Miglior Trucco 
Berlinguer - La grande ambizione - Sara Morlando, Rossella Sicignano, prostetico-special makeup Leonardo Cruciano, Viola Moneta
L’arte della gioia - Maurizio Fazzini
Le déluge - Gli ultimi giorni di Maria Antonietta - Alessandra Vita, prostetico-special makeup Valentina Visintin
Parthenope - Paola Gattabrusi, prostetico-special makeup Lorenzo Tamburini
Vermiglio - Frédérique Foglia

Miglior Acconciatura
Desiree Corridoni - Berlinguer. La grande ambizione
Marta Iacoponi, Carla Indoni - Gloria!
Aldo Signoretti, Domingo Santoro - Le déluge - Gli ultimi giorni di Maria Antonietta
Marco Perna - Parthenope
Tiziana Argiolas - Vermiglio

Miglior Montaggio
Jacopo Quadri - Berlinguer. La grande ambizione
Walter Fasano - Dostoevskij
Giogiò Franchini - L’arte della gioia
Cristiano Travaglioli - Parthenope
Luca Mattei - Vermiglio

Miglior Suono
Berlinguer. La grande ambizione - Presa diretta Alessandro Palmerini, Montaggio del suono Marc Bastien, Creazione suoni Vincent Grégorio, Mix Franco Piscopo
Campo di battaglia - Presa diretta Emanuele Cicconi, Montaggio del suono Alessandro Feletti, Creazione suoni Alessandro Giacco, Mix Marco Falloni
Gloria! - Presa diretta Xavier Lavorel, Montaggio del suono Daniela Bassani, Creazione suoni François Wolf, Mix Maxence Ciekawy
Parthenope - Presa diretta Emanuele Cecere, Montaggio del suono Silvia Moraes, Creazione suoni Mirko Perri, Mix Michele Mazzucco
Vermiglio - Presa diretta Dana Farzanehpour, Montaggio del suono Hervé Guyader, Creazione suoni Hervé Guyader, Mix Emmanuel De Boissieu

Migliori Effetti visivi
Berlinguer. La grande ambizione - Supervisore Tristan Lilien, Producer Michel Denis
L’arte della gioia - Supervisore Francesco Niolu, Producer Rodolfo Migliari
Limonov - Supervisore Fabio Tomassetti, Producer Daniele Tomassetti
Napoli - New York - Supervisore Victor Perez
Parthenope - Supervisore Rodolfo Migliari, Producer Lena Di Gennaro

Miglior Casting
Stefania De Santis - Berlinguer. La grande ambizione
Anna Pennella - Familia
Massimo Appolloni - Gloria!
Francesco Vedovati, Anna Maria Sambucco, Massimo Appolloni - L’arte della gioia
Stefania Rodà, Maurilio Mangano - Vermiglio

Miglior Cortometraggio 
Domenica sera - Matteo Tortone
La confessione - Nicola Sorcinelli
La ragazza di Praga - Andree Lucini
Majoneze - Giulia Grandinetti
The eggregores’ theory - Andrea Gatopoulos

David Giovani
Berlinguer. La grande ambizione - Andrea Segre
Familia - Francesco Costabile
Il ragazzo dai pantaloni rosa - Margherita Ferri
Il tempo che ci vuole - Francesca Comencini
Napoli - New York - Gabriele Salvatores

David dello Spettatore
Diamanti di Ferzan Ozpetek

#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 21 giugno 2017

Film 1376 - Rush

I miei genitori, che lo avevano visto al cinema al tempo, mi dissero che gli era piaciuto. Io ero un po' titubante, sia visto l'argomento che per una generica diffidenza immotivata. Poi ho trovato lo streaming online e, alla fine, mi sono convinto.

Film 1376: "Rush" (2013) di Ron Howard
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Considerata la regia di Ron Howard e le due nomination ai Golden Globe ero rimasto con la curiosità di recuperare questo film sulla Formula 1, nonostante sia uno sport che non mi trova particolarmente affascinato.
Certamente la magia del cinema è perfetta per catturare e rimandare precisamente il bello della corsa con le macchine, tra rombi di motori, velocità spericolate e quel brivido delle acrobazie più pericolose ed entusiasmanti che, nella routine della quotidianità, in una gara si verificherebbero certamente in minor quantità. Senza contare che l'occhio di Howard si avventura ben oltre l'interno della pista, regalando allo spettatore il brivido dell'azione dall'interno e, ancora meglio, dalla prospettiva del pilota. Da questo punto di vista il film riesce a far appassionare alle gare anche i profani, stimolando adrenalina e scatenando un certo senso dell'avventura. "Rush" risulta così un vincente esperimento riuscito, una scommessa che funziona al pari di quelle che i due protagonisti fanno con se stessi. Ma non è solo questo, perché parte di un risultato così appassionante è dovuto al fatto che si tratti di una storia vera: è il racconto dei percorsi personali di due grandi piloti le cui vite sono un interessantissimo argomento da sviscerare.
Il cast internazionale regge bene e le numerose location in giro per il globo contribuiscono all'idea della grande produzione hollywoodiana, pur con un "limitato" budget da 38 milioni di dollari. I due protagonisti Chris Hemsworth (James Hunt) e Daniel Brühl (Niki Lauda) sono decisamente in parte e funzionano bene, con il secondo favorito da un ruolo decisamente più eccentrico che rimane impresso; Pierfrancesco Favino si dimostra ancora una volta uno dei pochissimi italiani capaci di lavorare anche all'estero.
Insomma, risultato finale superiore alle aspettative, ben girato e appassionante, particolarmente interessante per la storia che racconta (ben narrata dal veterano Peter Morgan) e di efficace intrattenimento non solo sportivo.
Ps. Due candidature ai Golden Globe per Miglior film drammatico e attore non protagonista (Brühl) e 4 nomination ai BAFTA (Miglior film britannico, attore non protagonista, montaggio e sonoro).
Cast: Chris Hemsworth, Daniel Brühl, Olivia Wilde, Alexandra Maria Lara, Pierfrancesco Favino, Natalie Dormer.
Box Office: $98.2 milioni
Consigli: Un prodotto ben fatto e raccontato bene, bilanciato nel dosare le scene d'azione (= sportive) con i momenti legati alle vicende private dei due piloti. Un prodotto interessante e, personalmente, una sorpresa in positivo. Gli si può dare una chance.
Parola chiave: Circuito del Fuji.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 23 gennaio 2017

Film 1287 - Angeli e demoni

Seconda ed ultima serata in Trentino: cena sul letto con pizza e film!

Film 1287: "Angeli e demoni" (2009) di Ron Howard
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Avevo ricordi più positivi rispetto a quello che è, di fatto, un film mediocre. Il che mi ha portato a pensare, in tutta onestà, che l'intera trilogia tratta dai romanzi a cardiopalma di Dan Brown sia in realtà una gran delusione. "Inferno" è stato un fregatura e il mio tentativo di qualche anno fa di rivedere per la seconda volta "Il codice da Vinci" è rimasto senza seguito, il che, insieme al ripensamento che ho avuto in parte anche su questo titolo, mi ha fatto giungere alla conclusione di cui sopra.
Qualcuno penserà che io abbia scoperto l'acqua calda, ma ammetto che per me sia stata un po' una delusione. Sia perché di "Angeli e demoni" ho sempre avuto un buon ricordo, sia perché consideravo l'intrattenimento facile facile di questa trilogia una sorta di dato di fatto. La verità è che si tratta di pellicola perfette - e nemmeno tutte e 3 - per una prima visione, nel senso che già alla seconda hanno esaurito il loro appeal. Il fatto di conoscerne gli snodi narrativi, gli indizi, i colpi di scena, mina ampiamente il gusto della visione, sottraendo il piacere della scoperta che necessariamente appartiene soltanto alla prima irripetibile occasione. Il che di per sé non è un problema - chi non ha rivisto mille volte lo stesso film? -, solo che qui rovina tutto, dato che questi prodotti basano la loro intera storia sulla sequenza di sorprese in serbo per lo spettatore e sulla spettacolarità della rivelazione. Il Papa avvelenato, la figlia di Gesù, il doppio gioco sono tutti elementi narrativi che vedi una volta e ricordi, andando a compromettere l'unico vero pilastro su cui tutti e tre i capitoli si basano: la sconcertante verità cui solo Robert Langdon saprà arrivare.
Venuta a mancare quella, né questo né gli altri film hanno granché da regalare.
Film 2448 - The Da Vinci Code
Film 81 - Angeli e demoni
Film 1287 - Angeli e demoni
Film 2451 - Angels & Demons
Film 1237 - Inferno

Cast: Tom Hanks, Ewan McGregor, Ayelet Zurer, Stellan Skarsgård, Pierfrancesco Favino, Nikolaj Lie Kaas, Armin Mueller-Stahl.
Box Office: $485.9 milioni
Consigli: Il mio preferito della trilogia e forse il più interessante. Scienza e religione, intrighi, conclave, Illuminati, marchiature a fuoco e una serie di improbabili omicidi, il tutto per l'elezione del Papa più movimentata del mondo. Il secondo episodio con protagonista Robert Langdon è piuttosto indipendente rispetto agli altri titoli della trilogia e, quindi, non richiede alcun pregresso e si lascia guardare senza problemi. Frenetico, per certi versi elettrizzante (grazie ad una perfetta colonna sonora di Hans Zimmer), volontariamente esagerato e dal cast un po' random anche se intrigante, "Angels & Demons" lascia soddisfatti la prima volta, anche se non mancherà di deludervi la seconda.
Parola chiave: Antimateria.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 9 dicembre 2013

Film 630 - World War Z

Cineforum dell'incidentato capitolo XVI - capitolo finale: una bella epidemia mondiale ti fa capire che a due settimane dall'incidente in effetti stai meglio.

Film 630: "World War Z" (2013) di Marc Forster
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Pellicola fatta di grandi numeri ($190 milioni di budget), grandi location (il mondo), grandi catastrofi (un'epidemia di un virus che rende le persone zombie) e un solo grande nome in tutto il cast (Brad Pitt).
"World War Z" è un film caotico e rumorosissimo, incasinato e con la tendenza a focalizzarsi su qualsiasi cosa venga o verrà distrutta. Gli effetti speciali in questo sono necessariamente fondamentali e, infatti, non riescono a non farla da padrone. Anche se, va detto, il risultato finale non è per nulla male. 

Lungo quanto basta per sembrare eterno (divertimento, se piace il genere), questo film ha quella rara capacità di sembrare sempre impossibile a concludersi. Cambiano gli scenari, i Paesi, gli alleati coprotagonisti di Brad e, sempre, tu spettatore non puoi fare a meno di chiederti quando cavolo sarà trovata la cura per il maledetto virus. Eppure il film dura 116 normalissimi minuti.
La scena top e al contempo più assurda, che riesce a fermare il cuore a chi guarda è certo quella sull'aereo dove il povero Brad-salva-il-mondo e la sua nuova amica col moncherino si ritrovano ad alta quota a dover fronteggiare l'ennesimo attacco zombie - ogni persona morsa da uno zombie diventa zombie a sua volta - che, causa location, sembrerebbe impossibile da fronteggiare. Sembrerebbe. Già, perché Brad farà "atterrare" l'aereo. E se prima avevate paura di volare...
In ogni caso si può dire che "World War Z" è sorprendente da un punto di vista visivo, ha un certo ritmo e un buon montaggio serrato. La presenza di Brad Pitt non è esattamente necessaria, ma certo il nostro sempiterno eroe riesce ancora a reggere benissimo un intero film rimaneggiato al computer sulle sue solidissime spalle di ex Benjamin Button.
Il risultato globale è la realizzazione di uno scenario apocalittico mondiale, classico esempio di come il cinema possa permettersi di estremizzare un evento - nemmeno tanto plausibile - e portarlo ad un livello tanto grave da coinvolgere l'intero pianeta, riuscendo comunque ad affrontare il tutto dal punto di vista di un uomo che si tramuta in eroe e granitica certezza per la sua famiglia. Niente di quello che si vede in questo film presenta delle originalità - forse solo l'antidoto al virus -, però bisogna dire che questo prodotto commercialissimo funziona bene, intrattiene benissimo e, per di più, se piace il genere non faticherà a diventare uno dei titoli preferiti.
Ps. Le location sparse per il mondo hanno reso necessario selezionare attori da un po' tutto il Globo. Tra i tanti volti sinceramente sconosciuti (anche se qualche americano c'è: David Morse e Matthew Fox, redivivo dopo "Lost"), qualcuno si riesce ad individuare: il tedesco Moritz Bleibtreu ("Lola corre", "The Experiment - Cercasi cavie umane") e, a sorpresissimissimissima, Pierfrancesco Favino (che ormai colleziona titoli anglofoni come i francobolli: "Una notte al museo", "Angeli e demoni", "Rush").
Pps. $540,007,876 di incasso mondiale e probabilmente qualche nomination tecnica agli Oscar per il sonoro e/o gli effetti speciali.
Consigli: E' un blockbuster dalle tine post-apocalittiche. Un virus, che sembrerebbe non aver alcun punto debole, decima buona parte della popolazione mondiale trasformandola in zombie.Come farà Brad a salvare la sua famiglia e il resto del mondo?
Se piace il genere - anche un po' horror/splatter - è un buon tipo di intrattenimento: leggero, velocissimo, facile da comprendere e, che non guasta, molto meglio dell'altro film 'all star' sui virus che infettano il mondo aka "Contagion".
Parola chiave: Malattia.

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Bengi

mercoledì 9 maggio 2012

David di Donatello 2012: i vincitori

A pochissimo dall'annuncio delle nomination, ecco la lista di vincitori dei David di Donatello 2012.
Premi distribuiti abbastanza equamente e un vincitore su tutti: "Cesare deve morire".


Miglior film
"Cesare deve morire"

Migliore regista
Paolo TAVIANI, Vittorio TAVIANI
"Cesare deve morire"

Migliore regista esordiente
Francesco BRUNI
"Scialla! (Stai sereno)"

Migliore sceneggiatura
Paolo SORRENTINO, Umberto CONTARELLO
"This Must Be the Place"

Migliore produttore
Grazia VOLPI per "Cesare deve morire"

Migliore attrice protagonista
Zhao TAO
"Io sono Li"

Migliore attore protagonista
Michel PICCOLI
"Habemus Papam"

Migliore attrice non protagonista
Michela CESCON
"Romanzo di una strage"

Migliore attore non protagonista
Pierfrancesco FAVINO
"Romanzo di una strage"

Migliore direttore della fotografia
Luca BIGAZZI
"This Must Be the Place"

Migliore musicista
David BYRNE
"This Must Be the Place"

Migliore canzone originale
"IF IT FALLS, IT FALLS" musica di David BYRNE, testi di Will OLDHAM, interpretata da Michael BRUNNOCK
"This Must Be the Place"

Migliore scenografo
Paola BIZZARRI
"Habemus Papam"

Migliore costumista
Lina NERLI TAVIANI
"Habemus Papam"

Migliore TRUCCATORE
Luisa ABEL
"This Must Be the Place"

Migliore ACCONCIATORE
Kim SANTANTONIO
"This Must Be the Place"

Migliore montatore
Roberto PERPIGNANI
"Cesare deve morire"

Miglior fonico di presa diretta
Benito ALCHIMEDE, Brando MOSCA
"Cesare deve morire"

Migliori effetti speciali visivi
Stefano MARINONI e Paola TRISOGLIO per VISUALOGIE
"Romanzo di una strage"

Miglior film dell'Unione Europea
"Quasi amici"
di Olivier NAKACHE, Eric TOLEDANO (Medusa Film)

Miglior film straniero
"Una separazione"
di Asghar FARHADI (Sacher Distribuzione)

Miglior documentario di lungometraggio
"TAHRIR LIBERATION SQUARE"
di Stefano Savona

Miglior cortometraggio
"DELL'AMMAZZARE IL MAIALE"
di Simone Massi

DAVID GIOVANI
"Scialla! (Stai sereno)"
di Francesco BRUNI

Bengi

giovedì 25 febbraio 2010

Film 81 - Angeli e demoni

Dopo aver visto questa pellicola al cinema a maggio, ho scoperto di recente che i miei non erano riusciti ad andarlo a vedere. Così, come regalo di natale ho comprato loro il dvd (quello del primo film glielo avevo già comprato) e poi, una volta che lo hanno visto, me lo sono fatto prestare.


Film 81: "Angeli e demoni" (2009) di Ron Howard
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Ale
Pensieri: Al cinema mi era sembrato migliore del primo episodio, però effettivamente ora come ora non ne sono più tanto convinto... Sarà che il cinema propone un'esperienza visiva ovviamente migliore e più appagante, comunque certi passaggi un po' lenti li ho accusati (ma è anche vero che ero super stanco). Diciamo che c'è sicuramente un aspetto di questo film che più di tutti ho adorato: la colonna sonora!
Hans Zimmer è un mago nello scrivere e condurre la musica, in questo caso particolare ho trovato la sua produzione davvero ben riuscita! Ho perfino salvato sull'ipod la prima traccia del cd della colonna sonora (per chi fosse interessato è "I60 BPM"). Meno male che di certi blockbuster americani c'è almeno qualcosina da salvare, perchè altrimenti ci sarebbe da strapparsi i capelli al cinema...
Comunque, per tornare a questo sacro e profano versione 2000, posso dire che effettivamente il mistero è meno intrigante. Ale mi aveva (e si era) gasato un casino nella prima parte girata al CERN di Ginevra con l'acceleratore di particelle e quant'altro, però mi ha fatto notare le numerose informazioni errate riferite durante il film (ma per questa considerazioni lascio a lui il piacere di deliberare). Diciamo che, volendo sorvolare sulle quisquiglie da cervelloni, rimangono un po' di dubbi sulla natura del film. Io capisco che con gli oltre 700milioni di $ incassati con "Il codice Da Vinci" un sequel era quasi d'obbligo - tanto il libro c'era già - però farlo un po' alla buona non ha senso... Tom Hanks non ha più lo smalto di un tempo e recita come vezzo da accompagnare alla sua ormai fortunata carriera da produttore. Ron Howard dirige senza aggiungere niente di particolare al mondo della cinematografia. La storia già fa acqua sulle questioni scientifiche. Tutti gli attori sembrano incazzati con l'universo. E poi: alle 8 di sera c'è il sole che neanche a mezzogiorno, documenti dal CERN possono arrivare a Roma in un'ora - evidentemente non con poste italiane - e Pierfrancesco Favino recita meglio che in "Baciami ancora". Insomma, di roba strana ce n'è in abbondanza!
Tutto sommato, comunque, è un intrattenimento piacevole per chi ama non pretendere troppo. Quando lo abbiamo visto, lunedì, eravamo entrambi stanchi e decisi a spegnere il cervello. Missione assolutamente compiuta! Ps. Ma Dan Brown ce l'ha un po' con la Chiesa, eh?

Film 2448 - The Da Vinci Code
Film 81 - Angeli e demoni
Film 1287 - Angeli e demoni
Film 2451 - Angels & Demons
Film 1237 - Inferno
Consigli: Da guardare di seguito a "Il Codice Da Vinci" per comprendere bene il personaggio un po' saccente del prof. Robert Langdon.
Parola chiave: Illuminati.



#HollywoodCiak
Bengi

sabato 5 dicembre 2009

Film 27 - Le cronache di Narnia: Il principe Caspian

Ieri avevo iniziato a vedere il film tv di Sky "Moana", ma dopo un quarto d'ora circa il pc si è ribellato e il browser riavviato da solo, quindi ciao ciao streaming. Allora ho deciso di finire di guardare un film che avevo cominciato quest'estate senza mai decidermi a terminarne la visione...


Film 27: "Le cronache di Narnia: Il principe Caspian" (2008) di Andrew Adamson
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: No no no. Brutto. Noioso. Non mi è proprio piaciuto. Un caos di effetti speciali e nullità. Questo film è solo la brutta copia di tanti altri, ma senza la capacità di crearsi una sua "voce". Come tutta la saga, del resto. Non ci sono battaglie epiche, non ci sono personaggi veramente eroici, non c'è pathos, non c'è atmosfera. Ci sono solo quattro ragazzini relativamente capaci di recitare (l'unica brava è la più piccola) più alcuni nuovi personaggi (Castellitto e Favino?!), tantissime comparse di flora e fauna e il principe del titolo. Caspian è talmente inutile che anche se non ci fosse stato non me ne sarei reso conto. Ben Barnes, l'attore che lo interpreta, è veramente incapace a recitare e ad esprimere decentemente un'emozione che sia una.
Quello che è veramente sprecato in questa pellicola è il potenziale. Poteva essere una grandissima produzione, diventare "Il Signore degli Anelli" o l'"Harry Potter" della Disney e, invece, hanno realizzato il tutto basandosi unicamente sull'effetto speciale. Ricordo che anche il primo capitolo non mi era piaciuto, ma qui proprio non ci siamo. E' tutto una brutta copia del già visto, del banale. La natura che si ribella all'uomo? "Le due torri". Il fiume che, tramite la magia, si risveglia e affonda i nemici? "La compagnia dell'anello". I centauri? Qualsiasi "Harry Potter". Il duello all'ultimo sangue tra l'eroe e il suo rivale con tanto di maschere e spade? Cito solo "Il gladiatore", ma ce ne sarebbero tanti altri. Le aquile giganti che combattono in battaglia? "Il ritorno del re". Le frecce lanciate verso l'alto come un unico corpo nero che colpisce il nemico a chilometri di distanza? "King Arthur" o "300". Ma insomma, dov'è la novità, in questo film? Lo so che è tratto da un libro, scritto da un amico di Tolkien e che la Rowling è venuta molto dopo. Però questo non vuol dire che non si possa proporre la stessa roba con metodologie diverse, con un qualche accorgimento per evitare di sembrare la copia del cinema fantasy o storico.
Tra l'altro il regista Andrew Adamson non è uno sprovveduto, prima della saga di Narnia è stato regista di "Shrek" e "Shrek 2", film che mescolano storie di tradizione fiabesca con l'innovazione di un racconto non convenzionale. Qui, invece, l'effetto Shrek manca decisamente.
Nota positiva il fatto che in una produzione così ampiamente pubblicizzata ci siano anche due attori italiani. Favino, poi, sta cominciando a inserirsi lentamente in produzioni hollywoodiane a grande budget, ottimo modo per farsi conoscere all'estero. Incrociamo le dita! Nota positiva (2) il ritorno anche in questo capitolo, seppure molto relativamente, di Tilda Swinton. Nel 2005 l'attrice ha ottenuto un grande riscontro di fama, con una pubblicità veramente enorme per sé stessa. La Swinton è una vera attrice, già affermata professionalmente da anni, ma prima non trovava mai un grande successo a livello di pubblico. Non so nemmeno se a lei interessasse, a dire il vero. Comunque, grazie al successo de "Le cronache di Narnia: il leone, la strega e l'armadio", all'Oscar nel 2007 per "Michael Clayton", la collaborazione coi Coen in "Burn After Reading" e la parte nel film "Il curioso caso di Benjamin Button", l'attrice si è fatta conoscere e apprezzare (finalmente) a livello mondiale. Altro attore scoperto da Narnia è James McAvoy, visto recentemente in "Wanted - Scegli il tuo destino", "L'ultimo re di Scozia" ed "Espiazione".
Consigli: Questo film ha senso solo come seguito al precedente. E' meglio vederlo in successione al primo.
Parola chiave: Lucy: "Chissà chi viveva qui", Susan: "Io credo noi..."




Ric