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lunedì 4 marzo 2024

Film 2256 - Anyone But You

Intro: Passati i fasti del compleanno la sera prima, il 10 febbraio sono andato al cinema per recuperare un film facile facile che volevo vedere prima che uscisse dalla programmazione.

Film 2256: "Anyone But You" (2023) di Will Gluck
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Jayce
In sintesi: era da un po' di tempo che non usciva una commedia romantica intesa nel più classico senso del termine e, lo ammetto, ritrovare questo genere mi ha fatto piacere.
Poi "Anyone But You" non ridefinisce certo i canoni di questo tipo di prodotto e, tutto sommato, il risultato finale non è certo eclatante, eppure non posso dire di non aver seguito questa storiella con piacere.
Piacevole quanto basta, fedele alle aspettative e con due bei protagonisti che si mettono sufficientemente in gioco, questo film è esattamente ciò che ci si aspetta, overo un prodotto di facile consumo che aiuta a spegnere il cervello per un'oretta e mezza di spensieratezza e sogno. Nulla di più e non c'è niente di male.
Cast: Sydney Sweeney, Glen Powell, Alexandra Shipp, GaTa, Hadley Robinson, Michelle Hurd, Dermot Mulroney, Darren Barnet, Bryan Brown, Rachel Griffiths.
Box Office: $207.1 milioni
Vale o non vale: Commedia romantica che segue i canoni del genere e consegna allo spettatore esattamente quello che promette, un prodotto facile e divertente quanto basta per un momento di spensieratezza e cervello a sinapsi spente.
Premi: /
Parola chiave: Matrimonio.
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

domenica 23 maggio 2021

Film 2006 - Muriel's Wedding

Intro: Una commedia australiana degli anni '90 con protagonista Toni Collette?! Non potevo chiedere di meglio per una serata casalinga.

Film 2006
: "Muriel's Wedding" (1994) di P.J. Hogan
Visto: dall'iMac
Lingua: inglese
Compagnia: Salmon
In sintesi: assolutamente diverso da ciò che mi aspettavo, "Muriel's Wedding" è una pellicola simpatica che non riflette assolutamente i canoni contemporanei - o Hollywoodiani in generale - della commedia spensierata e, invece, predilige un percorso più personale che caratterizza il risultato finale in maniera totalmente personale. Mi ha fatto impazzire? No, ma sicuramente il film mi è rimasto impresso.
Toni Collette è una perfetta protagonista che incarna Muriel alla perfezione e la sua compagna di avventure Rachel Griffiths è una fantastica spalla che aggiunge carattere e un elemento pungente a tutta la storia. Storia che, diciamocelo, è una montagna russa di emozioni e situazioni al limite del paradossale che, però, nell'insieme funziona e fa divertire quanto basta. Non mancano, poi, i momenti drammatici che fanno riflettere.
Insomma, "Muriel's Wedding" è stato un piacevole diversivo dalla miriade di pellicole fotocopia prodotte ultimamente, un film con una personalità che, anche se non perfetto, non manca di lasciare il segno.
Cast: Toni Collette, Bill Hunter, Rachel Griffiths, Sophie Lee, Jeanie Drynan, Gennie Nevinson, Daniel Lapaine, Matt Day.
Box Office: $57.5 million
Vale o non vale: Simpatico e certamente originale, "Muriel's Wedding" è una commedia meno convenzionale di quanto ci si aspetterebbe che punta tutto su una protagonista impacciata e alla ricerca di se stessa e il messaggio politicamente (assolutamente) non corretto che la rivincita si misuri in termini di successo.
Premi: Candidato al Golden Globe per la Miglior attrice protagonista commedia o musical (Collette) e al BAFTA per la Miglior sceneggiatura originale.
Parola chiave: Blank check.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

domenica 12 maggio 2019

Film 1580 - Step Up

Intro: Secondo mia cugina dovevo guardarmi tutto il franchise, ma ho resistito solo per un film...
Film 1580: "Step Up" (2006) di Anne Fletcher
Visto: dal pc portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: mah, in tutta onestà ho trovato questa pellicola davvero poco interessante. Non che non sia un fan delle pellicole che mettono al centro della storia il ballo, il punto non è tanto quello, quanto proprio la mancanza di elementi narrativi validi e di intrattenimento. Poi, per carità, le mirabolanti esibizioni sono sicuramente d'effetto e belle da vedere, ma rimane il fatto che, oltre la superficie, questa pellicola non abbia molto da raccontare. Perlomeno a me.
Cast: Channing Tatum, Jenna Dewan, Mario, Drew Sidora, Damaine Radcliff, Alyson Stoner, De'Shawn Washington, Josh Henderson, Rachel Griffiths.
Box Office: $114.2 milioni
Vale o non vale: Amore e ballo ai tempi della scuola, per un mix che cerca di combinare "Save the Last Dance", "Honey" e "Saranno Famosi" veramente non molto riuscito. Per i fan del genere balli scatenati e amori adolescenziali (circa) proibiti.
Premi: /
Parola chiave: Presentazione.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

domenica 26 febbraio 2017

Film 1316 - Hacksaw Ridge

Oggi è il giorno degli Oscar e questo film è candidato a 6 statuette!

Film 1316: "Hacksaw Ridge" (2016) di Mel Gibson
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Ho visto per la prima volta la locandina di questo film ad ottobre, appesa all'interno di un cinema di Copenhagen. L'avevo guardata distrattamente, colpito dall'iimmagine di sofferenza che mi dava il soldato con in spalla il suo compagno. Qualche tempo dopo ho scoperto che il film stava andando bene al botteghino e che si trattava di una sorta di perdono da parte di Hollywood alla controversa figura di Mel Gibson che, per essere uno cui piace tanto parlare di Dio, non si presenta particolarmente tollerante. Al di là di questo, l'insieme di fattori, oltre che le buone critiche che ne parlavano bene, mi hanno convinto a vedere questa pellicola ancor prima che le nomination importanti cominciassero a fioccare. Ecco perché appena ho trovato "Hacksaw Ridge" in streaming ho voluto subito recuperarlo.
La prima cosa che mi è saltata all'occhio è che quest'anno Andrew Garfield sembra perseguitato da ruoli che richiedono una ferrea credenza nella religione cattolica. Anche qui come in "Silence", il suo personaggio Desmond Doss, militare realmente esistito, è un fervente credente che si appoggerà per tutta la storia alla preghiera e al Signore. Curiosa anche la coincidenza che lega i ruoli: entrambi vengono perseguitati per le loro convinzioni.

Garfield è molto bravo e credibile nella parte e sfodera un accento del sud tanto stretto che a volte è praticamente incomprensibile. Come lui anche Teresa Palmer, che certamente qui non sfigura e, anzi, dimostra di riuscire a vestire perfettamente i panni del personaggio femminile protagonista. E di rimanere impressa, per di più. Il ruolo di Vince Vaughn, invece, sembra ricalcato su quello del sergente di "Full Metal Jacket" che fu di R. Lee Ermey, specialmente nella scena in cui si presenta alle reclute nel dormitorio e, in seguito, quando le allena in preparazione alle attività militari. Non mancano grida, insulti e vessazioni.
Uscendo un attimo dalla categoria attoriale, la regia di Gibson è spietata, quasi morbosa. La guerra è alla nostra porta e, come i poveri soldati, ci troviamo a doverci confrontare con gli orrori, la violenza e le atrocità che porta con sé.  Il serrato montaggio, le scene tanto credibili, l'ansia generata da un nemico costantemente nascosto sono tutti elementi che contribuiscono a creare un'idea particolarmente suggestiva ed efficace della guerra anche per chi, come me, non l'hai fortunatamente mai dovuta vivere dal vivo. In contrapposizione a questo iperrealismo bellico, l'idillio amoroso tra Desmond e Dorothy sembra quasi un altro film, un'altra storia, come se non potessero coesistere allo stesso tempo due realtà tanto agli antipodi. Queste due apparentemente inconciliabili storie parallele si compongono in un film che mostra una storia straordinaria e ne eleva l'esempio pacifico oltre che la casistica peculiare ed irripetibile. Nonostante i presupposti da dramma strappalacrime, in realtà "Hacksaw Ridge" sfrutta in minima parte, rispetto a quanto avrebbe effettivamente potuto, le occasioni alla "supereroe" - o meglio eroe sovrumano -, optando per un taglio più sobrio (per esempio non ci sono musiche eroiche durante i combattimenti, ma solo i crudi rumori della battaglia) e andando a celebrare il suo protagonista soprattutto attraverso i titoli di coda, dedicandogli un momento fuori dalla ricostruzione in cui, attraverso filmati d'archivio, i suoi commilitoni e lo stesso Doss si raccontano alcuni degli episodi accaduti nella realtà e che sono raccontati nel film.
Dunque una storia potente raccontata, sì, con forza, ma senza esagerare nei toni. Un ottimo risultato finale - francamente migliore rispetto alle mie aspettative -, per una storia tanto pazzesca da sembrare di finzione, con scene di guerra da togliere il fiato per tutto ciò che riescono ad evocare.
Ps. 6 nomination agli Oscar 2017: Miglior film, regia, attore protagonista, montaggio, missaggio sonoro, montaggio sonoro.
Cast: Andrew Garfield, Sam Worthington, Luke Bracey, Teresa Palmer, Hugo Weaving, Rachel Griffiths, Vince Vaughn.
Box Office: $175 milioni
Consigli: Nonostante le non poche scene di guerra e le implicazioni che ne conseguono, questo non è un titolo che fa suoi i classici elementi della pellicola d'azione o di quella a sfondo storico (siamo durante la Seconda Guerra Mondiale), o meglio li utilizza, ma come strumenti di confronto per il proprio caso esemplare. Nella fattispecie si tratta di un militare, un ragazzo che per scelta personale decide di arruolarsi pur non avendo alcuna intenzione di impugnare alcuna pistola, figuriamoci sparare. Il paradosso è evidente a tutti, eppure la storia raccontata qui funziona sia perché è vera, sia perché, appunto, la pellicola sceglie quegli elementi di cui sopra solamente per far risaltare ancora di più il proprio grande protagonista. Un bel titolo, efficace e convincente, una regia priva di fronzoli, un bel cast e un risultato finale che non manca di colpire lo spettatore.
Parola chiave: Obiettore di coscienza.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 20 gennaio 2014

Film 656 - Saving Mr. Banks

Dalle premesse, dal trailer e considerato il cast, sembrava un film su cui puntare decisamente!

Film 656: "Saving Mr. Banks" (2013) di John Lee Hancock
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Luigi
Pensieri: La Walt Disney Pictures procude un film su una pellicola della Walt Disney Pictures in cui tra i protagonisti della vicenda c'è Walt Disney. Autoreferenziale?
Va detto che la storia è più che altro incentrata sulla zitella di ghiaccio P.L. Travers, autrice dell'acclamato "Mary Poppins" di cui il buon vecchio Walt vuole i diritti per produrre quel film che passerà alla storia come uno dei classici Disney più conosciuti ed amati. Un'impresa che Pamela gli renderà piuttosto complessa, considerato quanto lei odi praticamente tutto ciò che non sia inglese, distaccato e assolutamente secondo etichetta. Per non citare il fatto che il romanzo è molto più che solo ispirato alle vicende personali d'infanzia dell'autrice, vicende che l'hanno particolarmente segnata e portata ad essere la donna di ferro che è.
Questa faticosa (da sopportare) rigidità è magnificamente resa da una sempre grandissima Emma Thompson, una delle migliori e spesso sottovalutate attrici della sua generazione - non le riconoscono un premio dall'Emmy del 1998 come Guest Actress per "Ellen" -, in grado di calarsi perfettamente nel ruolo della Travers e seguirla durante la sua crescita personale, obbligata da un'esposizione ad un mondo a lei sconosciuto e da lei vissuto come totalmente ostile. Tra l'inizio e la fine del film, enormi progressi vengono fatti dal personaggio, in un percorso di formazione che è più una lezione generale di vita. Sarà, infatti, in grado di far pace con i fantasmi del suo passato, alleggerendo un carico emotivo che da sempre l'ha spinta ad allontare il prossimo mantenendo un distacco sancito da un rigoroso ricorso alla formalità.
Dall'altra parte il Walt Disney di Hanks è un sognatore pacioccone che parla di promese fatte 20 anni prima e suggerisce un modus operandi che non si svincola mai da un certo non prendersi troppo sul serio. I miei dubbi sulla sua figura precedevano la realizzazione di questa pellicola - e di recente sono stati sollevati anche da una nipote di Disney, che appoggia la tesi secondo la quale il cineasta fosse razzisa - e, di conseguenza, ho guardato con un certo sospetto la resa sullo schermo di questo personaggio. Non è colpa di Hanks, che fa il suo mestiere con onestà, ma è l'eccesso di buonismo, visione illuminata ed elegante perseveranza che mi lasciano un pelo scettico. L'idea del sognatore visionario a tutti i costi è rischiosa perché, oltre a lasciare certo delle perplessità in qualcuno, potrebbe anche rendere antipatico il personaggio a chi non crede in questa combinazione total-sugar del creatore di Topolino.
"Saving Mr. Banks", comunque, funziona soprattutto grazie alal sua attrice protagonista e ad una ricostruzione dettagliata della vita negli anni '60. Dal punto di vista tecnico, infatti, la pellicola è molto ben realizzata e, nonostante un'inevitabile anima patinata, il risultato finale presenta una buona resa d'immagine, anche ricercata.
Il crossover tra la vita della giovane Travers e quello del percorso che la porterà ad accettare di cedere i diritti della sua opera più personale è a volte noiosetto, più che altro perché per lungo tempo inspiegabilmente protratto senza un collegamento a spiegare la scelta di questo espediente. Spesso sembra che la scelta di un taglio tra le immagini tra gli studi di Los Angeles e la campagna australiana siano realizzati un po' a casaccio, senza che effettivamente il racconto richieda che la scena precedente richiami la seconda o viceversa. Solo nel finale si capisce il perché di tale scelta narrativa e si conclude di comporre un puzzle composto di numerosi persone che, dalla vita vera, sono tramutati dalla scrittrice in persoganni (il padre, la zia, lei e la sorella bambine) di "Mary Poppins", che le finirà per chiamare la sua famiglia.
Nonostante tutto questo parlare di "Mary Poppins", comunque, dopo la visione di questa pellicola non si sente una grande esigenza di rivedere il classico di cui narra la storia, anche se ne è il fulcro. La creazione del film di Walt Disney è travagliata, stancante e fastidiosamente puntigliosa a causa della sua autrice e, purtroppo, un po' della magia del film del '64 viene infranta da questo biopic. Il risultato finale è interessante, ma non sempre totalmente riuscito. Forse concentrarsi più su uno solo dei 3 snodi principali della trama (infanzia, rapporto con Disney, realizzazione della sceneggiatura) avrebbe reso "Saving Mr. Banks" più in grado di centrare il punto.
Ps. Una nomination ai Golden Globes per la Thompson, una nomination all'Oscar per la Miglior colonna sonora di Thomas Newman e un incasso mondiale che al momento è a quota $84,491,000 (35 per produrlo). In Italia esce il 20 febbraio.
Consigli: E' un film interessante principalmente perché tratta la storia della creatrice del romanzo "Mary Poppins", di Walt Disney e della genesi del film vincitore di 5 premi Oscar tratto dal libro dall'omonimo titolo. Questi sono i 3 punti principali e più rilevanti che il film tratta. Il resto fa da contorno ad una serie di dinamiche che condurranno Pamela "P. L." Travers a lasciarsi convincere a cedere i diritti alla Walt Disney Pictures per la realizzazione di un film seguendo l'approccio visionario di Walt e dei suoi attori. Per chi è un fan della casa cinematografica, del film originale o dei due protagonisti è certamente un titolo rilevantissimo. Per gli altri è sicuramente un prodotto interessante che racconta dei retroscena altrimenti inaccessibili ai più. Carino.
Parola chiave: Zia Ellie.

Trailer

Bengi