Visualizzazione post con etichetta Toni Servillo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Toni Servillo. Mostra tutti i post

venerdì 31 marzo 2023

David di Donatello 2023: nomination e vincitori

David di Donatello 2023 

Miglior Film
Esterno Notte
Il Signore delle Formiche
La Stranezza
Le Otto Montagne
Nostalgia

Miglior Regia
Marco Bellocchio (Esterno Notte)
Gianni Amelio (Il Signore delle Formiche)
Roberto Andò (La Stranezza)
Felix Van Groeningen & Charlotte Vandermeersh (Le Otto Montagne)
Mario Martone (Nostalgia)

Miglior esordio alla regia
Carolina Cavalli (Amanda)
Jasmine Trinca (Marcel!)
Niccolò Falsetti (Margini)
Giulia Louise Steigerwalt (Settembre)
Vincenzo Pirrotta (Spaccaossa)

Miglior sceneggiatura originale
Astolfo (Gianni Di Gregorio, Marco Pettenello)
Chiara (Susanna Nicchiarelli)
Esterno Notte (Marco Bellocchio, Stefano Bises, Ludovica Rampoldi, Davide Serino)
Il Signore delle Formiche (Gianni Amelio, Edoardo Petti, Federico Fava)
L’Immensità (Emanuele Crialese, Francesca Manieri, Vittorio Moroni)
La Stranezza (Roberto Andò, Ugo Chiti, Massimo Gaudioso)

Miglior sceneggiatura non originale
Bentu (Salvatore Mereu)
Brado (Massimo Gaudioso, Kim Rossi Stuart)
Il Colibrì (Francesca Archibugi, Laura Paolucci, Francesco Piccolo)
Le Otto Montagne (Felix Van Groeningen, Charlotte Vandermeersh)
Nostalgia (Mario Martone, Ippolita Di Majo)

Miglior attrice protagonista
Amanda – Benedetta Porcaroli
Esterno notte – Margherita Buy
L’immensità – Penélope Cruz
Settembre – Barbara Ronchi
Siccità – Claudia Pandolfi

Miglior attore protagonista
Esterno notte - Fabrizio Gifuni
Il signore delle formiche - Luigi Lo Cascio
La stranezza - Ficarra e Picone
Le otto montagne - Alessandro Borghi
Le otto montagne - Luca Marinelli

Migliore attrice non protagonista
Amanda - Giovanna Mezzogiorno
Esterno notte - Daniela Marra
La stranezza - Giulia Andò
Nostalgia - Aurora Quattrocchi
Siccità - Emanuela Fanelli

Miglior attore non protagonista
Esterno notte - Fausto Russo Alesi
Esterno notte - Toni Servillo
Il signore delle formiche - Elio Germano
Le otto montagne - Filippo Timi
Nostalgia - Francesco Di Leva

Miglior produttore
Esterno Notte (Lorenzo Mieli, Simone Gattoni)
La Stranezza (Angelo Barbagallo, Attilio De Razza)
Le Otto Montagne (Wildside, Rufus, Menuetto, Pyramide Productions, Vision Distribution, Elastic, Canal+, Ciné+, Sky)
Nostalgia (Medusa Film, Maria Carolina Terzi, Luciano e Carlo Stella, Roberto Sessa, Angelo Laudisa)
Princess (Carla Altieri, Roberto De Paolis, Nicola Giuliano, Francesca Cima, Carlotta Calori, Viola Prestieri, Rai Cinema)

Miglior fotografia
Esterno notte - Francesco Di giacomo
I racconti della domenica, La storia di un uomo perbene - Giovanni Mammolotti
La stranezza- Maurizio Calvesi
Le otto montagne - Ruben Impens
Nostalgia - Paolo Carnera

Miglior compositore
Esterno notte - Fabio Massimo Capogrosso
Il pataffio - Stefano Bollani
La stranezza - Michele Braga, Emanuele Bossi
Le otto montagne - Daniel Norgren
Siccità - Franco Piersanti

Miglior canzone originale
Se mi vuoi - Diodato (Diabolik - Ginko all'attacco!)
Caro amore lontanissimo - Marco Mengoni (Il colibrì)
Culi culagni - Stefano Bollani (Il pataffio)
Margini - Niccolò Falsetti (La palude)
Proiettili - Joan Thiele, Elisa Toffoli, Emanuele Triglia, Elodie (Ti mangio il cuore)

Miglior scenografia
Giada Calabria, Loredana Raffi – La stranezza
Andrea Castorina, Marco Martucci, Laura Casalini – Esterno notte
Marta Maffucci, Carolina Ferrara – Il signore delle formiche
Massimiliano Nocente, Marcella Galeone – Le otto montagne
Tonino Zera, Maria Grazia Schirippa, Marco Bagnoli – L’ombra di Caravaggio

Migliori costumi
Maria Rita Barbera – La stranezza
Daria Calvelli – Esterno notte
Massimo Cantini Parrini – Chiara
Valentina Monticelli – Il signore delle formiche
Carlo Poggioli – L’ombra di Caravaggio

Miglior trucco
Paola Gattabrusi, Lorenzo Tamburini – Il colibrì
Enrico Iacoponi – Esterno notte
Federico Laurenti, Lorenzo Tamburini – Dante
Luigi Rocchetti – L’ombra di Caravaggio
Esmé Sciaroni – Il signore delle formiche

Miglior acconciatura
Desiree Corridoni – L’ombra di Caravaggio
Alberta Giuliani – Esterno notte
Samantha Mura – Il signore delle formiche
Rudy Sifari – La stranezza
Daniela Tartari – L’immensità

Miglior montaggio
Esmeralda Calabria – La stranezza
Francesca Calvelli con la collaborazione di Claudio Misantoni – Esterno notte
Nico Leunen – Le otto montagne
Simona Paggi – Il signore delle formiche
Jacopo Quadri – Nostalgia

Miglior suono
Gaetano Carito, Lilio Rosato, Nadia Paone – Esterno notte
Emanuele Cecere, Silvia Moraes, Giancarlo Rutigliano – Nostalgia
Emanuele Cicconi, Mimmo Granata, Alberto Bernardi – Il signore delle formiche
Carlo Missidenti, Marta Billingsley, Gianni Pallotto – La stranezza
Alessandro Palmerini, Alessandro Feletti, Marco Falloni – Le otto montagne

Migliori effetti visivi
Alessio Bertotti – Dampyr
Massimo Cipollina – Esterno notte
Marco Geracitano – Siccità
Rodolfo Migliari – Le otto montagne
Simone Silvestri, Vito Picchienna – Diabolik – Ginko all’attacco!

Miglior documentario
Il cerchio di Sophie Chiarello
In viaggio di Gianfranco Rosi
Kill Me If You Can di Alex Infascelli
La timidezza delle chiome di Valentina Bertani
Svegliami a mezzanotte di Francesco Patierno

Miglior film internazionale
Bones and All
Elvis
Licorice Pizza
The Fabelmans
Triangle of Sadness

David Giovani
Corro da te
Il colibrì
L’ombra di Caravaggio
La stranezza
Le otto montagne

#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 6 aprile 2022

David di Donatello 2022: nomination e vincitori

La premiazione della 67ª edizione dei David di Donatello si svolgerà il 3 maggio 2022.

David di Donatello 2022

Miglior film
Ariaferma
È stata la mano di Dio
Ennio
Freaks Out
Qui rido io

Miglior regista
Leonardo Di Costanzo (Ariaferma)
Gabriele Mainetti (Freaks Out)
Mario Martone (Qui rido io)
Paolo Sorrentino (È stata la mano di Dio)
Giuseppe Tornatore (Ennio)

Miglior attore protagonista
Elio Germano (America Latina)
Silvio Orlando (Ariaferma)
Franz Rogowski (Freaks Out)
Filippo Scotti (È stata la mano di Dio)
Toni Servillo (Qui rido io)

Miglior attrice protagonista
Aurora Giovinazzo (Freaks Out)
Miriam Leone (Diabolik)
Maria Nazionale (Qui rido io)
Rosa Palasciano (Giulia)
Swamy Rotolo (A Chiara)

Miglior attore non protagonista
Pietro Castellitto (Freaks Out)
Fabrizio Ferracane (Ariaferma)
Valerio Mastandrea (Diabolik)
Eduardo Scarpetta (Qui rido io)
Toni Servillo (È stata la mano di Dio)

Miglior attrice non protagonista
Susy Del Giudice (I fratelli De Filippo)
Cristiana Dell’Anna (Qui rido io)
Luisa Ranieri (È stata la mano di Dio)
Teresa Saponangelo (È stata la mano di Dio)
Vanessa Scalera (L’Arminuta)

Miglior sceneggiatura originale
A Chiara – Jonas Carpignano
Ariaferma
È stata la mano di Dio
Freaks Out
Qui rido io

Miglior sceneggiatura non originale
L’Arminuta
Diabolik
Una femmina
La scuola cattolica
La terra dei figli
Tre piani

Miglior esordio alla regia
Francesco Costabile (Una femmina)
Gianluca Jodice (Il cattivo poeta)
Maura Delpero (Maternal)
Laura Samani (Piccolo corpo)
Alessio Rigo de Righi, Matteo Zoppis (Re Granchio)

Miglior produttore
A Chiara
Ariaferma
È stata la mano di Dio
Freaks Out
Qui rido io

Miglior fotografia
America Latina – Paolo Carnera
Ariaferma – Luca Bigazzi
È stata la mano di Dio – Daria D’Antonio
Freaks Out – Michele D’Attanasio

Qui rido io – Renato Berta

Miglior compositore
A Chiara – Dan Romer, Benh Zeitlin
America Latina – Verdena
Ariaferma – Pasquale Scialò
Diabolik – Pivio e Aldo De Scalzi
I fratelli De Filippo – Nicola Piovani
Freaks Out – Michele Braga, Gabriele Mainetti

Miglior canzone originale
Diabolik – “La profondità degli abissi” (Manuel Agnelli)
I fratelli De Filippo – "Faccio ‘a polka" (Nicola Piovani, Dodo Gagliardi)
L’Arminuta – "Just You" (Giuliano Taviani, Carmelo Travia)
Marilyn ha gli occhi neri – “Nei tuoi occhi” (Francesca Michielin)
Piccolo corpo – "Piccolo corpo" (Laura Samani)

Miglior scenografia
Ariaferma – Luca Servino
Diabolik – Noemi Marchica
È stata la mano di Dio – Carmine Guarino
Freaks Out – Massimiliano Sturiale
Qui rido io

Migliori costumi
Diabolik
È stata la mano di Dio
Freaks Out
I fratelli De Filippo
Qui rido io

Miglior trucco
Diabolik
È stata la mano di Dio
I fratelli De Filippo
Freaks Out
Qui rido io

Miglior acconciatura
7 donne e un mistero
A Chiara
Diabolik
I fratelli De Filippo
Freaks Out

Miglior montaggio
A Chiara
Ariaferma
È stata la mano di Dio
Ennio
Qui rido io

Miglior suono
Ariaferma
È stata la mano di Dio
Ennio
Freaks Out
Qui rido io

Migliori effetti visivi
A Classic Horror Story
Diabolik
È stata la mano di Dio
Freaks Out
La terra dei figli

Miglior documentario – Premio Cecilia Mangini
Atlantide
Ennio
Futura
Marx può aspettare
Onde radicali

Miglior film internazionale
Belfast
Don’t Look Up
Drive My Car
Dune
Il potere del cane

Miglior cortometraggio (già assegnato)
Maestrale – Nico Bonomolo

David Giovani
Come un gatto in tangenziale – Ritorno a Coccia di Morto
Diabolik
È stata la mano di Dio
Ennio
Freaks Out

#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 16 febbraio 2022

Film 2086 - È stata la mano di Dio

Intro: Tornato in Irlanda, rivedo Ciarán e ci dedichiamo a recuperare alcune delle pellicole che avevamo lasciato indietro. E la prima è italiana.

Film 2086: "È stata la mano di Dio" (2021) di Paolo Sorrentino
Visto: dal computer di Ciarán
Lingua: italiano
Compagnia: Ciarán
In sintesi: Sorrentino fa di nuovo la sua magia e affascina tutti, forse l'unico regista contemporaneo italiano in grado di suscitare ancora un interesse a livello globale. Sarà che la piattaforma di Netflix in questo caso ha molto aiutato a creare quell'hype che serviva a una pellicola come questa, sarà che questo "È stata la mano di Dio" ha un certo qual cosa che ricorda "La grande bellezza" - beh, ovviamente l'ideatore e regista è lo stesso - di fatto questo film riesce nuovamente a catturare per atmosfere e suggestioni, anche se in questo caso la trama è meno simbolica e molto più accessibile.
Sicuramente una pellicola molto personale, la storia racconta la gioventù di Sorrentino e lo fa in maniera delicata e intrigante, portando in primo piano, come ci si aspettava, personaggi a volte al limite della caritatura, eppure impregnati di una certa iconicità (penso alla zia Patrizia, Luisa Ranieri, ma anche la baronessa Focale o la parente incazzata col mondo).
Un film interessante e confezionato benissimo, praticamente una lettera d'amore a Napoli, Maradona e ai ricordi della gioventù anche laddove abbia fatto male.
Cast: Filippo Scotti, Toni Servillo, Teresa Saponangelo, Marlon Joubert, Luisa Ranieri, Renato Carpentieri, Massimiliano Gallo, Betti Pedrazzi, Biagio Manna, Ciro Capano, Enzo Decaro, Sofya Gershevich, Roberto Oliveri, Lino Musella, Cristiana Dell'Anna, Monica Nappo.
Box Office: $157,180
Vale o non vale: Piaccia o non piaccia, Sorrentino è sicuramente il regista italiano del momento a livello internazionale. Anche solo per questo valrebbe la pena quantomeno di farsi un'idea del perché. Poi "È stata la mano di Dio" è un buon film, cavalca con sentimento una marea di ricordi, regala non pochi passaggi iconici e ci permette di scoprire un po' di più chi sia il regista Sorrentino.
Premi: Candidato all'Oscar per il Miglior film straniero e ai BAFTA per film straniero e casting; una nomination ai Golden Globes per il miglior film straniero. In concorso a Venezia 2021, ha vinto il Leone d'argento - Gran premio della giuria.
Parola chiave: Maradona.
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 8 marzo 2017

David di Donatello 2017: nomination e vincitori

Non è molto professionale dirlo, ma ammetto che quest'anno il mio interesse per i David di Donatello rasenta minimi storici, motivo per cui ho preso sotto gamba un po' tutta la manifestazione. Le nomination per l'edizione 2017 sono state annunciate il 21 febbraio scorso - a neanche una settimana dagli Oscar - con i premi che verrano consegnati il 27 marzo prossimo a Roma.
L'evento, prodotto e trasmesso da Sky, sarà presentato da Alessandro Cattelan e verrà trasmesso in diretta su Sky Cinema, Sky Uno, Sky TG24, Sky Arte e in chiaro su TV8.
Ecco le cinquine!
 David di Donatello 2017

MIGLIOR FILM
Fai bei sogni
Fiore
Indivisibili
La pazza gioia
Veloce come il vento

MIGLIOR REGIA
Marco Bellocchio, per Fai bei sogni
Claudio Giovannesi, per Fiore
Edoardo De Angelis, per Indivisibili
Paolo Virzì, per La pazza gioia
Matteo Rovere, per Veloce come il vento

MIGLIORE REGISTA ESORDIENTE
Michele Vannucci, per Il più grande sogno
Marco Danieli, per La ragazza del mondo
Marco Segato, per La pelle dell’orso
Fabio Guaglione, Fabio Resinaro, per Mine
Lorenzo Corvino, per WAX: We are the X

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Claudio Giovannesi, Filippo Gravino, Antonella Lattanzi, per Fiore
Michele Astori, Pierfrancesco Diliberto, Marco Martani, per In guerra per amore
Nicola Guaglianono, Barbara Petronio, Edoardo De Angelis, per Indivisibili
Francesca Archibugi, Paolo Virzì, per La pazza gioia
Roberto Andò, Angelo Pasquini, per Le confessioni
Filippo Gravino, Francesca Manieri, Matteo Rovere, per Veloce come il vento

MIGLIORE SCENEGGIATURA ADATTATA
Fiorella Infascelli, Antonio Leotti, per Era d’estate
Edoardo Albinati, Marco Bellocchio, Valia Santella, per Fai bei sogni
Gianfranco Cabiddu, Ugo Chiti, Salvatore De Mola, per La stoffa dei sogni
Francesco Patierno, per Naples ’44
Francesca Marciano, Valia Santella, Stefano Mordini, per Pericle il nero
Massimo Gaudioso, per Un paese quasi perfetto

MIGLIOR PRODUTTORE
Cristiano Bortone, Bart Van Langendonck, Peter Bouckaert, Gong Ming Cai, Natacha Devillers, per Caffè
Pupkin Production e IBC Movie con Rai Cinema, per Fiore
Attilio De Razza, Pierpaolo Verga, per Indivisibili
Marco Belardi per Lotus Production (una società di Leone Film Group) – in collaborazione con Rai Cinema, per La pazza gioia
Angelo Barbagallo per Bibi Film con Rai Cinema, per Le confessioni
Domenico Procacci con Rai Cinema, per Veloce come il vento

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Daphne Scoccia, per Fiore
Angela e Marianna Fontana, per Indivisibili
Valeria Bruni Tedeschi, per La pazza gioia
Micaela Ramazzotti, per La pazza gioia
Matilda De Angelis, per Veloce come il vento


MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Valerio Mastandrea, per Fai bei sogni
Michele Riondino, per La ragazza del mondo
Sergio Rubini, per La stoffa dei sogni
Toni Servillo, per Le confessioni
Stefano Accorsi, per Veloce come il vento

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Antonia Truppo, per Indivisibili
Valentina Carnelutti, per La pazza gioia
Valeria Golino, per La vita possibile
Michela Cescon, per Piuma
Roberta Mattei, per Veloce come il vento

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Valerio Mastandrea, per Fiore
Massimiliano Rossi, per Indivisibili
Ennio Fantastichini, per La stoffa dei sogni
Pierfrancesco Favino, per Le confessioni
Roberto De Franesco, per Le ultime cose

MIGLIOR AUTORE DELLA FOTOGRAFIA
Daniele Ciprì, per Fai bei sogni
Ferran Paredes Rubio, per Indivisibili
Vladan Radovic, per La pazza gioia
Maurizio Calvesi, per Le confessioni
Michele D’Attanasio, per Veloce come il vento

MIGLIORE MUSICISTA
Carlo Crivelli, per Fai bei sogni
Enzo Avitabile, per Indivisibili
Carlo Virzì, per La pazza gioia
Franco Piersanti, per La stoffa dei sogni
Andrea Farri, per Veloce come il vento

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
“I CAN SEE THE STARS”, musica e testi di Fabrizio Campanelli, interpretata da Leonardo Cecchi, Eleonora Gaggero, Beatrice Vendramin, per Come diventare grandi nonostante i genitori
“ABBI PIETÀ DI NOI”, per Indivisibili, musica, testi di Enzo Avitabile, interpretata da Enzo Avitabile, Angela e Marianna Fontana, per Indivisibili
“L’ESTATE ADDOSSO”, musica di Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti, Christian Rrigano e Riccardo Onori, testi di Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti e Vasco Brondi, interpretata da Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti, per L’estate addosso
“PO POPPOROPPÒ”, musica e testi di Carlo Virzì, interpretata dai pazienti di Villa Biondi, per La pazza gioia
“SEVENTEEN”, musica di Andrea Farri, testi di Lara Martelli, interpretata da Matilda De Angelis, per Veloce come il vento

MIGLIORE SCENOGRAFO
Marcello Di Carlo, per In guerra per amore
Carmine Guarino, per Indivisibili
Marco Dentici, per Fai bei sogni
Tonino Zero, per La pazza gioia
Livia Borgognoni, per La stoffa dei sogni

MIGLIORE COSTUMISTA
Cristiana Ricceri, per In guerra per amore
Massimo Cantini Parrini, per Indivisibili
Catia Dottori, per La pazza gioia
Beatrice Giannini, Elisabetta Antico, per La stoffa dei sogni
Cristina Laparola, per Veloce come il vento

MIGLIOR TRUCCATORE 
Gino Tamagnini, per Fai bei sogni
Maurizio Fazzini, per In guerra per amore
Valentina Iannuccilli, per Indivisibili
Esmé Sciaroni, per La pazza gioia
Silvia Beltrani, per La stoffa dei sogni
Luca Mazzoccoli, per Veloce come il vento

MIGLIOR ACCONCIATORE
Mauro Tamagnini, per Fai bei sogni
Massimiliano Gelo, per In guerra per amore
Vincenzo Cormaci, per Indivisibili
Daniela Tartari, per La pazza gioia
Alessio Pompei, per Veloce come il vento

MIGLIORE MONTATORE
Consuelo Catucci, per 7 minuti
Chiara Griziotti, per Indivisibili
Cecilia Zanuso, per La pazza gioia
Alessio Doglione, per La stoffa dei sogni
Gianni Vezzosi, per Veloce come il vento

MIGLIOR SUONO
Presa diretta: Gaetano Carito – Microfonista: Pierpaolo Lorenzo – Montaggio: Lilio Rosato – Creazione suoni: New Digital Sound – Mix: Roberto Cappanelli, per Fai bei sogni
Presa diretta: Valentino GIANNÌ – Microfonista: Fabio Conca – Montaggio: Omar Abouzaid e Sandro Rossi – Creazione suoni: Lilio Rosato – Mix: Francesco Cucinelli, per Indivisibili
Presa diretta: Alessandro Bianchi – Microfonista: Luca Novelli – Montaggio: Daniela Bassani – Creazione suoni: Fabrizio Quadroli – Mix: Gianni Pallotto c/o SOUND DESIGN, per La pazza gioia
Presa diretta: Filippo Porcari – Microfonista: Federica Ripani – Montaggio: Claudio Spinelli – Creazione suoni: Marco Marinelli – Mix: Massimo Marinelli, per La stoffa dei sogni
Presa diretta: Angelo Bonanni – Microfonista: Diego De Santis – Montaggio e Creazione suoni: Mirko PERRI – Mix: Michele Mazzucco, per Veloce come il vento

MIGLIORI EFFETTI DIGITALI
Chromatica, per In guerra per amore
Makinarium, per Indivisibili
Mercurio Domina, Far Forward, Fast Forward, per Mine
Canecane, Inlusion, per Ustica
Artea Film & Rain Rebel Alliance International Network, per Veloce come il vento

MIGLIOR DOCUMENTARIO
60 – Ieri, oggi, domani, di Giorgio Treves
Acqua e zucchero: Carlo Di Palma, i colori della vita, di Fariborz Kamkari
Crazy for football, di Volfango De Biasi
Liberami, di Federica Di Giacomo
Magic Island, di Marco Amenta

MIGLIOR FILM DELL’UNIONE EUROPEA
Florence, di Stephen Frears
Io, Daniel Blake, di Ken Loach
Julieta, di Pedro Almodovar
Sing Street, di John Carney
Truman – Un vero amico è per sempre, di Cesc Gay

MIGLIOR FILM STRANIERO
Animali notturni, di Tom Ford
Captain Fantastic, di Matt Ross
Lion, di Garth Davis
Paterson, di Jim Jarmusch
Sully, di Clint Eastwood

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
A casa mia, di Mario Piredda
Ego, di Lorenza Indovina
Mostri, di Adriano Giotti
Simposio suino in re minore, di Francesco Filippini
Viola, Franca, di Marta Savina
(Il miglior cortometraggio Premio David di Donatello 2017 è: A CASA MIA di Mario Piredda)

DAVID GIOVANI
Michele Placido, per 7 minuti
Pierfrancesco Diliberto, per In guerra per amore
Gabriele Muccino, per L’estate addosso
Paolo Virzì, per La pazza gioia
Roan Johnson, per Piuma

venerdì 14 giugno 2013

Film 559 - La grande bellezza

La pellicola del momento, capace di far discutere e chiacchierare. Le opinioni che mi sono giunte andavano dall'adorazione al rifiuto totale, passando per una vaga incomprensione del risultato finale.
Nel mio piccolo, non potevo esimermi dal vedere questa nuova ennesima controversa opera del cinema italiano contemporaneo: troppe opinioni a riguardo per non farmene una mia. E poi mi avevano caldamente consigliato di vederlo...

Film 559: "La grande bellezza" (2013) di Paolo Sorrentino
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Ale
Pensieri: Il complesso susseguirsi di eventi narrato in questa storia è tale soprattutto per una messa in scena forzatamente non narrativa. Un pezzo dopo l'altro, si fatica a mettere insieme i momenti-sipario che caratterizzano l'insieme - specialmente all'inizio del film, quando ancora tutto è nuovo agli occhi dello spettatore, anche il modo di raccontare la storia - e ci si ritrova spesso storditi in una miriade di input in entrata che faticano ad avere una risposta d'uscita.
L'uscita, questa volta però dalla sala, è accompagnata da un momento di vuoto d'opinione e smarrimento in cui sono più le domande ronzanti in testa che le risposte. Il mio personale primo quesito è stato: chi è veramente Jep Gambardella? Un genio del male o un miserabile, schiacciato dalle sue stesse scelte di vita? Insomma... ci è o ci fa?
E poi ancora: qual è il significato rivestito da certi personaggi di contorno (per esempio il vicino di casa che si affaccia sempre al balcone, muto e una volta appare in compagnia di una donna e un altro soggetto - di evidenti differenti estrazioni sociali - che finiscono per baciarsi mentre il vicino resta impalato a fissare il vuoto come suo solito)? Cosa sottintendono i fenicotteri alla fine del film? Ramona, che nella sua ultima apparizione sembra essere morta ma poi si risveglia, è veramente viva come sembra o in realtà è una specie di momento onirico in cui Jep percepisce la sua presenza (lei vede il mare nel soffitto, lui non lo vede più... O siamo solo noi spettatori a non vederlo più?)?
Consapevole del copioso momento-spoiler (anche se mi sono francamente limitato), allargo il campo alla più generica domanda: ma "La grande bellezza" che film è?
Non ho risposta a questa domanda, nel senso che non si può prescindere dall'opinione personale e quindi ho solo la mia visione di quest'ultima fatica di Sorrentino: ho apprezzato la pellicola, ma ammetto che la messa in scena è spiazzante. Certamente diverso da tutto il cinema italiano contemporaneo (che ho visto), questo è più un prodotto figlio di altri tempi (molti passaggi mi hanno ricordato Fellini e Pasolini) ai cui meccanismi non siamo (più) abituati. Solitamente facilitati da intrecci lineari o banali favolette, la sfacciata irregolarità di questo racconto diventa, per il pubblico a cui piace, valore aggiunto e motivo di plauso per un estro creativo che al giorno d'oggi è più miraggio che realtà. D'altro canto, chi non apprezza, troverà il tutto molto fastidioso e quasi sfrontato.
La ricerca di una prospettiva che non sia la classica inquadratura è oggettivamente un pregio e l'impressione che ho avuto, nel complesso, è di un film in 'costante movimento'. Le numerose carrellate col dolly danno l'impressione di essere sempre a rincorrere qualcosa che sfugge, che siano i personaggi, che sia il senso intimo del film. La movimentata Roma delle feste che annaspa nella solitudine e nella frustrante incapacità di realizzarsi - troppo pigra o sfortunata - si ritrova poi a tenersi compagnia nelle serate tra amici, dove la falsa e ipocrita immagine di sé stessi viene denudata e derisa, ma mette bene in luce quanto di questi tempi la coerenza e la trasparenza siano più bei concetti che veri e propri doveri morali. E allora cosa resta? Cosa salva tutto (e tutti)? Per Jep è la ricerca, appunto, della grande bellezza. Proprio lui che ha speso la propria vita a diventare uomo mondano capace non solo di vivere 'la festa', ma anche di decretarne la distruzione e poco si direbbe intenzionato a ricercare una bellezza che vada oltre il fugace momento di una serata.
Il personaggio interpretato da Toni Servillo è magnetico protagonista e filtro di una serie di improbabili situazioni, dal rito del botox "da salotto" al tour notturno della Capitale grazie al misterioso uomo che custodisce tutte le chiavi che contano, dalla suora centenaria a cui è affidata una delle battute che rimane più impresse ("Sai perchè mangio solo radici? Perché le radici sono importanti"), all'Isabella Ferrari più vuota di sempre ("Che lavoro fai?", "Io sono ricca"), ma anche momenti di quotidiana umanità in cui il ricordo del primo grande amore inebria nostalgico la mente di Jep.
E' tutto un mosaico che se ami funziona e ammalia e fornisce un amaro spaccato della società contemporanea che non risparmia nessuno: il non accettare la propria età (la maggior parte delle persone presenti ai party ha certamente superato gli 'anta'), il vendere un'immagine falsa di sé stessi (la performer all'inizio del film), il tedio di una vita fatta di superficie, lo squallore che diventa il quotidiano (Ramona/Sabrina Ferilli che fa la spogliarellista nel locale del padre), l'egoismo sconfinato (i genitori che sfruttano la 'bambina artista' che sfoga tutta la sua rabbia e la frustrazione della sua condizione contro una tela), passando per una non certo leggera critica al mondo ecclesiastico (qui più interessato agli aspetti molto terreni piuttosto che alla fede e all'aiuto spirituale). Un insieme talvolta impietoso che mette tristezza, accompagnato però da una cornice bellissima che è Roma in un affascinante mood decadente (l'anziana aristocrazia che gioca a carte negli enormi palazzi vuoti fa sorridere, ma poi realizzi...).
Insomma, preso con il necessario spirito di penitenza "La grande bellezza" è un film che lascia innumerevoli spunti su cui riflettere ed è spesso capace di sprigionare un magnetismo anche dovuto a suoi certi passaggi indecifrabili. Carlo Verdone è un grande perdente e Sabrina Ferilli ha la giusta dose di coattagine locale che rappresenta con cognizione di causa. Servillo indossa la maschera del suo Jep come una seconda pelle e, fatta eccezione per il faticoso accento che solo ogni tanto sfoggia fastidiosamente, suscita una certa benevolenza, quasi affetto. Un po' come quello che ha per lui la sua domestica.
Poetico l'intro della pellicola, con coro femminile a tracciare quello che sarà il tema musicale della pellicola e che accompagna il primo momento significativo del film: il turista giapponese osserva il panorama e viene colto da un malore. Come Napoli, vedi Roma e poi muori.

Consigli: Dopo "This Must Be the Place" un'altra opera di grande richiamo per Sorrentino che, piaccia o no, è uno dei pochi italiani capaci di dare un'impronta alle sue storie. Questo "La grande bellezza" è certamente controverso e non facile e richiede costante attenzione per 142 minuti filati quasi mai semplici o distensivi. Interessante il ruolo della Ferilli che spezza un po' lo snobbismo generale; fantastica la scena in cui Jep smonta, uno dopo l'altro, i pilastri di moralità e senso civico dell'amica Stefania, autocelebrato baluardo di impegno sociale e famiglia. Dadina, la caporedattrice nana, è un personaggio bello e autoironico, mentre non mancano i cameo di volti più o meno noti: da Serena Grandi tiratrice di coca ad Antonello Venditti vicino di tavolo, passando per Giorgio Pasotti e perfino una biondissima Fanny Ardant.
Certamente da vedere, è il film italiano del 2013.
Ps. 5.267.312€ di incasso in Italia.
Parola chiave: L'apparato umano.

Trailer

Bengi

martedì 22 novembre 2011

Film 329 - Il gioiellino

Avevo letto che questo film era praticamente passato inosservato al cinema, nonostante il buon cast e la vicenda a cui si ispira sia decisamente nota in Italia. Volevo capire perchè.


Film 329: "Il gioiellino" (2011) di Andrea Molaioli
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Interessante rappresentazione (chissà quanto veritiera) ispirata alla vicenda Parlmalat che, qualche anno fa, ha sconvolto la realtà italiana.
Buona la capacità recitativa del cast ed effettivamente appropriata la scelta degli attori (anche se il modo di parlare della Felberbaum mi rimane antipatico. L’essere madrelingua inglese, comunque, le fa fare un figurone) per ruoli nella maggior parte di un’innata antipatia.
Ricordare, ripercorrere o venire a contatto per la prima volta con la vicenda ispirante lascia di stucco per l’ingenuità con cui viene gestita dai protagonisti (si parla ancora di falsisificare cancellando con il bianchetto o di fare copia-incolla con forbici e vera colla, il che nell’ottica di oggi rende tutto ancora più ridicolo, quasi giocoso). Incompetenza, mala gestione e problematiche sottovalutate, a braccetto con la strizzatina d’occhio tanto peculiarmente nostrana, conduce all’autogol che porterà al crollo di un impero che si pensava invincibile.
Sconvolgono i momenti prima degli arresti: tutti uniti nella distruzione della documentazione probante il rigonfio dei bilanci. Il disgusto è inevitabile.
Atmosfere cupe per un prodotto filmico di qualità che vale la pena di guardare, se non altro per farsi ulteriormente un’idea di ciò che è o potrebbe essere accaduto tra le mura del colosso di Collecchio.
In generale la pellicola offre un quadro chiaro della vicenda e, nell’insieme, rappresenta uno scandalo interessante da analizzare dal punto di vista psicologico e sociale. Le dinamiche interne sono trattate con intelligenza e ordine, tese a dare un’idea completa degli avvenimenti che hanno portato al famosissimo ‘crac’.
Consigli: Interessante e ben costruito. Bravo, come sempre, Toni Servillo. Da vedere.
Parola chiave: Valori.

Trailer

Ric

martedì 20 aprile 2010

Film 106 - La ragazza del lago

Ne avevo sentito parlare alcuni anni fa e mi ero perso il film al cinema. Finalmente, acquistato il dvd, mi sono deciso a vederlo.


Film 106: "La ragazza del lago" (2007) di Andrea Molaioli
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Comincia facendoci credere di essere talmente scontato che già abbiamo indovinato come andrà. Ma no, per carità, non è una fiction Rai, è un film e, per una volta, un film italiano che racconta una bella storia. Non un omicidio alla 'Carabinieri', ma un giallo da risolvere addentrandosi nei meandri di una comunità del Friuli.
Interessante esperimento del nostro cinema, "La ragazza del lago" propone un bravo Toni Servillo nella parte del Commissario Sanzio, uomo duro fuori, ma con sentimenti dentro. Una figlia difficile e una moglie dalla malattia degenerativa sapranno sciogliere il guscio creatosi durante i tanti anni di servizio. Sarà proprio Sanzio/Servillo per tutto il film l'unico grande protagonista, con interrogatori e deduzioni, ricerca di indizi e conclusioni che porteranno a rintracciare il colpevole dell'omicidio della bella Anna Nadal/Alessia Piovan.
Non brilla al 100% di originalità questa pellicola, ma sicuramente risulta ben realizzata, specialmente se si considera che rappresenta l'esordio del suo regista. Oltre a location suggestive (il lago ricorda un po' "Brokeback Mountain") e la buona sceneggiatura, anche il cast sembra essere azzeccato, Golino in primis. Nonostante la piccolissima parte quasi cameo, rimane impressa la sua interpretazione posata, quasi soffocata da un dolore che non si può nominare. Bravissima, davvero. Ovviamente lei e Servillo insieme fanno scintille.
Uniche pecche il dialetto di alcuni (ma caratterizza meglio i personaggi, solo che a volte non si capisce bene...) e la solita tendenza di molti attori italiani a recitare come nelle soap. Non mi associo ad un luogo comune, trovo solo che parlare ansimando non sia naturale né verosimile.
Sicuramente una buona prova di cinema made in Italy, giustamente premiato con 10 David di Donatello, il premio più inutile che c'è. Se poteva servire una prova a dimostrarlo, anche qui ci è servita su un piatto d'argento: due dei dieci premi sono andati a Molaioli, Migliore Regista Esordiente e Migliore Regista. Del resto, in una delle edizioni, pioveva sul palco dal soffitto...
Consigli: Raro esempio di cinema italiano che mi è piaciuto e che consiglio caldamente. Bellissime le musiche di Teho Teardo.
Parola chiave: Bambino.




Ric