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domenica 7 luglio 2024

Film 2292 - Top Gun: Maverick

Intro: Il nuovo acquisto del proiettore mi ha stimolato la voglia di rivedere alcuni film che funzionano meglio se visti sul grande schermo. O, come in questo caso, su una grande parete.

Film 2292: "Top Gun: Maverick" (2022) di Joseph Kosinski
Visto: dal proiettore
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: già la visione al cinema mi aveva particolarmente convinto un paio di anni fa e mi era rimasta la voglia di rivedere prima o poi questa pellicola. L'arrivo del nuovo proiettore mi è sembrata una scusa perfetta. E, devo dire, sono rimasto molto soddisfatto.
"Top Gun: Maverick" è un ottimo sequel che omaggia il primo, iconico film degli anni '80 nella giusta maniera, pur riuscendo a portare avanti il racconto senza cadere nella trappola del costante rimando al titolo originale. Il protagonista è ovviamente lo stesso e i legami con la prima storia ci sono, ma la sceneggiatura fa un ottimo lavoro nel mantenere rilevanti solo quegli elementi che beneficiano la sceneggiatura di questo secondo episodio.
Non fosse già questo sufficiente, "Top Gun: Maverick" è un fantastico film d'azione che regala scene mozzafiato e costruisce sapientemente e con attenzione la suspense e la tensione attorno al focus centrale del racconto (la missione), il che contribuisce a un risultato finale soddisfacente sotto ogni punto di vista. Il montaggio serrato, gli effetti speciali e le scene mozzafiato fanno il resto.
In un momento in cui il mondo del cinema stava ancora soffrendo a causa del covid e i suoi strascichi, Cruise, il regista Joseph Kosinski e la Paramount hanno preso la decisione giusta e aspettato a portare il film al cinema, invece che regalarlo immediatamente allo streaming: "Top Gun: Maverick" è stato un fenomeno culturale, ha incassato oltre un miliardo di dollari al botteghino globale e rinvigorito la carriera di Cruise. Il che può sembrare assodato oggi, ma non lo era certo qualche anno fa. Una scommessa vinta sotto tutti i punti di vista (e la canzone di Gaga, pur non potendo eguagliare l'iconicità di "Take My Breath Away" dei Berlin, fà comunque la sua figura).
Film 2110 - Top Gun: Maverick
Film 2292 - Top Gun: Maverick
Cast: Tom Cruise, Miles Teller, Jennifer Connelly, Jon Hamm, Glen Powell, Ed Harris, Val Kilmer, Lewis Pullman.
Box Office: $1.496 miliardi
Vale o non vale: Uno dei titoli migliori della stagione 2022. Per chi apprezza i film d'azione, un titolo imperdibile.
Premi: Nominato a 6 Oscar per Miglior film, canzone originale per Lady Gaga, montaggio, sceneggiatura non originale, effetti speciali e sonoro, il vinto ha vinto in quest'ultima categoria. 4 nomination ai BAFTA (fotografia, montaggio, sonoro, effetti speciali) e candidato a 2 Golden Globe (Miglior film drammatico e canzone originale per "Hold My Hand" di Gaga). 1 nomination ai Grammy per Best Compilation Soundtrack for Visual Media. 1 vittoria agli MTV Movie & TV Awards per Miglior performance in un film (per Cruise) su 6 nomination (per film, eroe, duo e 2 candidature per la miglior canzone: "Hold My Hand" e "I Ain't Worried").
Parola chiave: 10.0g.
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

martedì 31 maggio 2022

Film 2110 - Top Gun: Maverick

Intro: Mercoledì finisco miracolosamente di lavorare in orario e decido di andarmene al cinema al volo (per una volta non troppo tardi). Guardo sul sito di Cineworld cosa c'è disponibile e, con mia grande sorpresa, scopro che è il giorno d'uscita di una delle pellicole che ero più curioso di recuperare. Non potevo chiedere di meglio.

Film 2110: "Top Gun: Maverick" (2022) di Joseph Kosinski
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: è innegabile, un po' di titubanza c'era. Non che fossi particolarmente fan del primo film - ma decisamente della magica canzone dei Berlin con cui Giorgio Moroder e Tom Whitlock vinsero l'Oscar nell'87 - ma si sa che è sempre un rischio andare a rimaneggiare i classici. E non c'è niente da fare, "Top Gun" è sicuramente un titolo rimasto nell'immaginario collettivo.
In aggiunta a questo aspetto, c'è anche da dire che Tom Cruise ultimamente vive di franchise, per cui a parte l'intramontabile "Mission: Impossible", un paio di episodi di "Jack Reacher" e una capatina fallimentare nel remake de "La mummia", non lo abbiamo visto fare molto altro. Anzi, non lo abbiamo proprio visto. Con un gap di 4 anni tra "Mission: Impossible - Fallout" e questa uscita (vuoi anche per il covid, ci mancherebbe), di Tom si erano un po' perse le tracce.
Quindi credo che in molti si siano approcciati a questo sequel di "Top Gun" con una certa diffidenza, che possiamo dire ormai svanita. "Top Gun: Maverick" è, infatti, già un successo commerciale e di critica e, francamente, a giusta ragione.
Va detto che il film parte un po' lento e non tanto perché, giustamente, deve ritrovare le fila di una narrazione abbandonata 36 anni fa. Più che altro nella prima parte la burocrazia militare la fa da padrone insieme a quel senso di sconfitta che deve pervadere lo spettatore rispetto al beniamino della storia, l'eroe che deve riconquistare quanto a perso per dimostrare al mondo (e all'amata) il suo valore. Capisco questa esigenza di contesto, anche se un'accelerata non avrebbe guastato.
Il tutto cambia quando, finalmente, si parte con l'addestramento. Prima gradualmente, poi nel terzo atto si fatica addirittura a prendere fiato. Scene acrobatiche, combattimenti e sparatorie in volo, percorsi impervi e una missione praticamente suicida che richiede non uno, ma bensì due miracoli (così li definiscono nel film) affinché possa essere portata a termine. C'è tanta roba in questo "Top Gun: Maverick" ed è sorprendente come siano stati in grado di filmarla e metterla insieme. Ora decisamente capisco perché per due anni Cruise ha sbandierato ai quattro venti che questo film non sarebbe mai uscito direttamente in streaming. Mossa intelligente.
Già, perché questa pellicola va necessariamente vista al cinema. Tra effetti speciali, piroette, inseguimenti, capovolgimenti, obiettivi da centrare al primo (e unico) colpo, non c'è dubbio che vivere questa nuova avventura di Pete 'Maverick' Mitchell sul grande schermo sia tutt'altra cosa.
Poco importa se certi personaggi abbiano una caratterizzazione bidimensionale o se la donna dell'eroe abbia come uniche due funzionalità quelle di essere riconquistata e di spronare il suo amato a dare il meglio di sé, di fatto il rombo dei motori di "Top Gun: Maverick" è talmente assordante - e la nostra felicità di vedere qualcosa di valore sul grande schermo che non coinvolga un supereroe tanto grande - che chiudiamo volentieri un occhio e ci godiamo appieno lo spettacolo. E che spettacolo.
Ps. Non tanto iconica quanto "Take My Breath Away", in ogni caso la canzone della scena finale, nonché quella portante della colonna sonora è "Hold My Hand" di Lady Gaga, che qui ha composto anche le musiche del film insieme a Hans Zimmer e Harold Faltermeyer.
Film 2110 - Top Gun: Maverick
Film 2292 - Top Gun: Maverick
Cast: Tom Cruise, Miles Teller, Jennifer Connelly, Jon Hamm, Glen Powell, Lewis Pullman, Ed Harris, Val Kilmer.
Box Office: $282 milioni (ad oggi)
Vale o non vale: Un po' a sorpresa "Top Gun: Maverick" sbanca e fa jackpot, piacendo a critica e pubblico e riportando Tom Cruise sulla cresta dell'onda dopo anni di star power un po' annebbiato. Da vedere? Assolutamente. E rigorosamente al cinema.
Premi: /
Parola chiave: Missione.
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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 1 luglio 2021

Film 2022 - Kiss Kiss Bang Bang

Intro: Filmetto casalingo in cucina scelto da Oisin, sicuro di optare per qualcosa che ci avrebbe fatto tutti divertire.

Film 2022
: "Kiss Kiss Bang Bang" (2005) di Shane Black
Visto: dall'iMac
Lingua: inglese
Compagnia: Oisin, Kate
In sintesi: senza volerlo con questo titolo ho recuperato il titolo mancante della filmografia da regista di Shane Black. Ora che li ho visti tutti e 4 ("Iron Man 3", "The Nice Guys", "The Predator") mi sento decisamente meglio.
Boiate a parte, "Kiss Kiss Bang Bang" sembrerebbe avere tutte le carte in regola per essere un film divertente ed estremamente politicamente scorretto - si fa pipì su un cadavere... per dire... - il problema per me è stato che di fatto non ho capito quasi una mazza dei dialoghi. Sì, a grandi linee ho compreso la storia e Oisin ogni tanto mi riassumeva passaggi che non avevo recepito - che anche lui poi non è che lo comprenda sempre alla perfezione col suo accento stretto e il tono di voce al decibel del bisbiglio - sta di fatto che questa pellicola mi è scivolata un po' addosso con indifferenza. Non è assolutamente colpa del film in sé, ma delle circostanze.
Detto questo Robert Downey Jr. e Michelle Monaghan funzionano bene insieme e Val Kilmer ha una parte interessante. Tutto il resto sullo sfondo fa molto rumore, ma non sono sicuro a giusta ragione.
Cast: Robert Downey Jr., Val Kilmer, Michelle Monaghan, Corbin Bernsen, Ariel Winter.
Box Office: $15.8 milioni
Vale o non vale: Un po' sulla scia del (successivo) "The Nice Guys", tra il divertente e lo sgangherato e con un Robert Downey Jr. che fa Robert Downey Jr. al suo meglio, "Kiss Kiss Bang Bang" è probabilmente una buona scelta di disponete di un buon impianto audio, sottotitoli, una versione in una lingua a voi familiare. Poi sistemati questi dettagli magari vi divertite anche...
Premi: /
Parola chiave: Underwear.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 13 novembre 2017

Film 1436 - The Snowman

Ho speso $21.5 per vedere questo film al cinema. Soldi buttati.

Film 1436: "The Snowman" (2017) di Tomas Alfredson
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Christian
Pensieri: "The Snowman" ovvero il film senza trama. O almeno potrebbe averla, peccato che la sceneggiatura si dimentichi un po' troppo spesso di spiegare allo spettatore che cosa stia succedendo o perché.
E' evidente che le intenzioni sono buone dato che la produzione è molto curata, le atmosfere suggestive e il cast è da grandi occasioni, peccato che si sprechi la ghiotta occasione in nome di una sorta di sottinteso che, però, è tale solo per gli autori o chi abbia letto il libro di Jo Nesbø da cui la pellicola è tratta, anche se non credo che la storia abbia un senso nemmeno per loro considerato che, da quello che ho potuto capire via Wikipedia, la trama del libro è completamente diversa.
La cosa davvero fastidiosa è che di tutti gli indizi fatti emergere, di tutte le piste seguite, di tutti gli elementi in ballo, niente finisce per combaciare e, anzi, la sensazione finale è che tutto il mix di personaggi e avvenimenti presentato sia solo la lunga scusa da sopportare per arrivare a un finale non solo banale, ma anche facilmente intuibile (io non sono una volpe, ma verso metà film c'ero già arrivato per semplice esclusione). Quindi sono tantissime le domande che non trovano risposta, delle quali le più eclatanti a mio avviso sono:
1) perché l'assassino ce l'ha con e prende di mira la famiglia del protagonista Harry Hole (Michael Fassbender)?;
2) a parte fotografare disgraziate nude, qual è nella vicenda il ruolo preciso di Arve Stop (J.K. Simmons)?;
3) che senso ha scomodare addirittura una sorella gemella di una delle vittime (Chloë Sevigny) se poi le si dà a malapena una battuta?;
4) perché mai uno che fa disinfestazioni dovrebbe avere libero accesso all'appartamento di un cliente senza che questo ne sia a conoscenza?;
5) perché siamo ad Oslo e girano tutti senza sciarpa e guanti in pieno inverno quando io, semplicemente ad ottobre, quando ero lì indossavo pure due paia di pantaloni e usava sempre il cappuccio della giacca per rimanere più caldo?;
6) perché non spiegare che Rafto (Val Kilmer), ex investigatore, era colui che aveva indagato sul serial killer del pupazzo di neve tanti anni prima e che quello di adesso è un mitomane?;
7) perché il nuovo marchingegno elettronico in dotazione alla polizia per accumulare le prove durante le indagini non fa nemmeno un back-up dei vecchi dati salvati? Dopo che Katrine Bratt (Rebecca Ferguson) fa praticamente 780 video di ogni cosa, all'assassino basta fare click su 'cancella dati' per svuotare completamente la memoria... Ma allora qual è l'utilità di quell'affare?;
8) all'inizio del racconto la madre del ragazzino, dopo essere stata scoperta a fare sesso con un vecchio poliziotto che l'ha pure appena menata, si suicida non prima di avergli promesso di rivelare a sua moglie che è il padre del giovane. Subito ero stato portato a pensare che la donna venisse regolarmente stuprata e che, dopo l'orrenda scoperta da parte del figlio, avesse trovato il coraggio di confrontare il suo aguzzino e finalmente respingerlo. Quando però il poliziotto se ne va la donna lo insegue disperata, tanto che poi finirà per suicidarsi nel lago. Ma qual è il senso di farci vedere questa introduzione dalle tinte bipolari?;
9) e perché la prescrizione delle pillole è l'elemento chiave della storia? Perché!?!?
Ora la smetto con la lista dei quesiti che poi rischio di sembrare La Repubblica e le sue 10 domande a berlusconi...
Dunque, per riassumere, "The Snowman" parte con in suo possesso tutti gli elementi per risultare un buon successo, dal bestseller internazionale al cast di grido, buttando tutto alle ortiche in nome di quella che potremmo definire una sorta di pigrizia, quasi che fosse banale spiegare al pubblico il senso della propria trama e del proprio prodotto. Perché ok, Harry Hole è strano e apatico, alcolizzato e bisognoso di superare i propri traumi, ma questo non significa che il prodotto che lo vede protagonista possa condividerne sembianze e atteggiamenti sciatti e autodistruttivi. Così facendo si ottiene solo un film banale e superficiale, un thriller caotico in cui l'unico elemento capace di aiutarti a mettere in ordine tutti gli elementi è soltanto Wikipedia.
Cast: Michael Fassbender, Rebecca Ferguson, Charlotte Gainsbourg, Jonas Karlsson, Val Kilmer, J. K. Simmons, Chloë Sevigny, Toby Jones, James D'Arcy, David Dencik, Genevieve O'Reilly.
Box Office: $34.5 milioni (ad oggi)
Consigli: Brutto e fatto male, ridicolo in alcuni passaggi e in generale con una serie di giganteschi buchi nella trama, questo thriller si rivela fin da subito privo di qualsivoglia appeal che vada oltre gli attori, l'ambientazione inusuale o il libro da cui cui è tratta la storia. Per cui, onestamente, lasciate perdere.
Parola chiave: Trauma infantile.

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Bengi

lunedì 5 giugno 2017

Film 1368 - Song to Song

Il percorso che mi ha portato a scegliere di vedere questa pellicola è stato lungo (a livello temporale). Tra le varie esercitazioni del master, alcune hanno previsto la redazione di una serie di elaborati relativi al film in questione, un lavoro non facile in quanto fino a poco tempo fa non era reperibile praticamente alcuna informazione utile a costruire un piano di comunicazione esaustivo, anche perché per quasi tutti si trattava delal prima esperienza a riguardo. Nel tempo le prime recensioni - non particolarmente entusiaste - sono uscite e, una volta consegnati tutti i materiali, sono rimasto con la curiosità di recuperare un titolo diventato particolarmente significativo, nonostante fosse plausibile aspettarsi un film non esattamente indimenticabile. Così qualche tempo fa, con la mia compagna di corso, abbiamo deciso di recarci al cinema (uno degli ultimi spettacoli del cinema Capitol) per recuperare il primo film su cui abbiamo redatto un piano editoriale.

Film 1368: "Song to Song" (2017) di Terrence Malick
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Alessandra
Pensieri: Questo era il mio primo Malick per intero (dopo un inconcludente tentativo di vedere "La sottile linea rossa" da ragazzo) e devo ammettere che è stato una gran delusione. Mi aspettavo grandezza, forse addirittura epicità e, invece, ho trovato il tutto particolarmente caotico e confuso, privo di una direzione. Ed è proprio questo il principale problema del film: che cosa ci vuole raccontare? A questa domanda non sono riuscito ancora a trovare risposta. La storia mi è parsa un susseguirsi casuale di situazioni slegate, un miscuglio di scene assemblate insieme e legate fra loro da un racconto fuori campo cui è affidato il compito di tirare le somme, tenere le fila di un discorso altrimenti disomogeneo, fatto di sensazioni personali (dei personaggi) difficile da trasmettere allo spettatore, passivamente costretto ad immaginarsi il mondo nella testa dei protagonisti solo attraverso soliloqui che invadono la narrazione dall'inizio alla fine.
Anche perché per il resto "Song to Song" si compone di sguardi nel vuoto, mani che si sfiorano, persone che si appoggiano alle pareti, piscine, case vuote e cucine asettiche, palchi di concerti (ma quali?), vetrate e camei di star del mondo della musica. Dopo due ore di visione, il film si riduce solo a questo.
La sceneggiatura a tratti è imbarazzante. Sono sicuro che la versione in lingua originale possa risultare meno banale, ma quella in italiano ha il grande svantaggio del confronto con il panorama nostrano costellato di fiction banali e recitazioni improvvisate. L'effeto qui - e la sensazione che personalmente ho avuto - è che certi passaggi somigliassero addirittura a situazioni e dialoghi di "The Lady", la webserie di Lory Del Santo. Il che la dice lunga.
Il cast, particolarmente ricco di star e talenti indiscussi, non riesce a salvare il risultato finale e, alla fine, della decima pellicola di Terrence Malick rimangono solo i bei volti noti dei quattro protagonisti e la confusione di una trama difficile da seguire. Peccato.
Cast: Ryan Gosling, Rooney Mara, Michael Fassbender, Natalie Portman, Cate Blanchett, Lykke Li, Val Kilmer, Bérénice Marlohe, Holly Hunter, Tom Sturridge; (cameo) Florence Welch, Patti Smith, Iggy Pop, The Black Lips, Alan Palomo, John Lydon, Flea, Spank Rock, Tegan Quin, Sara Quin, Anthony Kiedis, Chad Smith, Josh Klinghoffer, Erik Sprague and Big Freedia.
Box Office: $973,255
Consigli: In tutta onestà si tratta di un prodotto di non facilissima digestione. E' lungo, narrativamente difficile da seguire, ricco di sugggestioni e dialoghi inesistenti, soppiantati da flussi di coscienza interminabili. Sicuramente, dovessi saccheggiare la filmografia di Malick, non comincerei da questo titolo.
Parola chiave: Amore.

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