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venerdì 30 giugno 2023

Film 2192 - Les trois mousquetaires: D'Artagnan

Intro: La mia collega francese voleva andare a vedere questo film al cinema a tutti i costi, così abbiamo deciso di andare (più o meno tutti) insieme a vederlo. Persino all'IMAX. E nonostante avevvi ancora gli incubi dopo aver visto quell'orrore di "I tre moschettieri" di Paul W. S. Anderson.

Film 2192: "Les trois mousquetaires: D'Artagnan" (2023) di Martin Bourboulon
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Petra, Rebecca, Aurore
In sintesi: sono andato a vedere questo film con veramente poche aspettative, un po' perché i film francesi solitamente non mi conquistano granché, un po' perché la storia è divisa in due parti e - lo ammetto - un po' anche perché non avevo granché voglia di passare 2 ore a leggere sottotitoli dopo una giornata di lavoro attaccato allo schermo di un computer. Con queste premesse, chiaramente, la visione di "Les trois mousquetaires: D'Artagnan" non paritva bene.
In realtà devo proprio dire che mi sono ricreduto in fretta. Il film ha un buon ritmo, gli attori bravi e nonostante qualche momento sopra alle righe - che ci sta, questo è più un prodotto cinematografico che spinge su azione e avventura che una ricostruzione fedele del romanzo di Dumas - e tutto sommato il risultato finale è di piacevole intrattenimento. Diciamo che, anche se non sono mai stato un fan dei tre moschettieri, questo prodotto riesce a combiare bene gli elementi moderni richiesti dall'esperienza cinematografica "action" insieme a quelli più storici richiesti dalla storia originale da cui è tratto. Poi mi rendo conto che non sia un titolo propriamente per tutti (per questo, credo, si sia tentato l'approccio più marcatamente moderno delle scene d'azione), però il risultato finale funziona e intrattiene a dovere.
Cast: François Civil, Vincent Cassel, Romain Duris, Pio Marmaï, Eva Green, Lyna Khoudri, Louis Garrel, Vicky Krieps, Thibault Vinçon.
Box Office: $30.4 milioni
Vale o non vale: Un'ottima alternativa alla strabordante dominazione americana dei titoli cinematografici a disposizione, "Les trois mousquetaires: D'Artagnan" non sarà stato tra le priorità cinematografiche da recuperare di molti, eppure è un ottimo
divertissement per una serata piacevole e all'insegna del disimpegno.
Premi: /
Parola chiave: Collana.
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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 1 novembre 2021

Film 2051 - Old

Intro: Salutata l'Italia e ritornato al freddo dublinese, decido che il primo film da vedere in casa nuova sarà un titolo che non ero riuscito a recuperare al cinema. Tra l'altro, come meglio salutare ottobre e, naturalmente, Halloween, se non cominciando novembre con una recensione horror?

Film 2051: "Old" (2021) di M. Night Shyamalan
Visto: dal portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: come spesso accade con le produzioni di M. Night Shyamalan, l'idea di partenza è ottima, lo svolgimento mediocre e il finale deludente. "Old" non si sottrae a questa asserzione. Mi spiego meglio.
L'ultimo titolo della filmografia del famosissimo regista de "Il sesto senso" parte con una premessa a dir poco intrigante: cosa succederebbe se un gruppo di persone di diversa età si trovasse prigioniero di una spiaggia paradisiaca dove, come per magia, lo scorrere del tempo fosse inspiegabilmente accelerato?
Prova a raccontarcelo Shyamalan, fallendo, però, nel mantenere le aspettative. Lo sviluppo dei vari personaggi è insufficiente, il mistero dietro le cause del diverso scorrimento temporale malamente svelato, finendo, ivevitabilmente, per scadere in un finale poco soddisfacente che, tra l'altro, manca totalmente di ritmo. Per capirci (spoiler), come è possibile che i protagonisti decodifichino in maniera così precisa e immediata che siano proprio le rocce a causare il precoce invecchiamento sulla spiaggia, quando nessuno di loro è uno scienziato o abbia un qualsivoglia background scentifico? (a parte il chirurgo, che non è comunque colui che giungerà alla conclusione); perché alcuni personaggi invecchiano più velocemente di altri? (in particolare i due genitori - Gael García Bernal e Vicky Krieps - che cominciano a mostrare veri segni di invecchiamento solo verso il finale); perché, una volta svelato il mistero che sta dietro alla spiaggia e il perché il gruppo di persone sia stato mandato lì, nessuno fa niente per nascondere il progetto criminale e, invece, c'è una generale (e lentissima) sensazione di inerzia fin quando non si presentano le autorità? (voglio dire, tenterai di nascondere o distruggere le prove del tuo esperimento invece di darti direttamente per sconfitto?).
Insomma, sono numerosi gli elementi di questo film che non quadrano ed è un vero peccato perché sulla carta "Old" sarebbe potuto essere un ottimo thriller a tinte horror in cui suggestioni e claustrofobia avrebbero potuto farla da padrone. Invece, contrariamente alla caratteritica principale della storia, ovvero la mancanza di tempo, questa pellicola pare non aver alcuna fretta di raccontarsi, sprecando una quantità enorme di minuti sull'ora e 48 totale di durata, per inquadrature e personaggi statici. E, alla fine, sembra tutto essere stato una gran perdita... di tempo.
Cast: Gael García Bernal, Vicky Krieps, Rufus Sewell, Alex Wolff, Thomasin McKenzie, Abbey Lee, Nikki Amuka-Bird, Ken Leung, Eliza Scanlen, Aaron Pierre, Embeth Davidtz, Emun Elliott, Francesca Eastwood.
Box Office: $90.1 milioni
Vale o non vale: Premessa intrigante che manca di idee innovative per lo svolgimento, un vero peccato considerato il potenziale del prodotto. Shyamalan continua la sua scalata verso il ritrovato successo - questo film è costato 18 milioni di dollari ed ha esordito primo al box-office americano - anche se non riesce più a ricreare il magico scalpore dei titoli (titolo?) del passato.
Premi: /
Parola chiave: Rocks.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 24 agosto 2021

Film 1814 - Phantom Thread

Intro: Finita la parentesi soleggiata di Mendoza, torno in pullman verso Cordoba e decido di recuperare una pellicola che mi aveva intrigato anni prima, ma non ero riuscito a recuperare.

Film 1814: "Phantom Thread" (2017) di Paul Thomas Anderson
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: dopo "Magnolia" e "The Master" recupero un altro titolo della filmografia dell'eclettico Paul Thomas Anderson, la seconda in collaborazione con il grandissimo Daniel Day-Lewis, qui nei panni dello stilista (un po' dnnato) Reynolds Woodcock.
Il film di per sé non mi ha rapito, ma per tanti versi "Phantom Thread" ha fascino da vendere. Molteplici gli aspetti che colpiscono immediatamente lo spettatore, tra cui sicuramente i costumi, le musiche, la regia e, inevitabilmente, la magnetica interpretazione di Day-Lewis. La trama, complessa ed emotivamente carica, non mancherà di stupire lo spettatore con una serie di passaggi che personalmente ho trovato inaspettati. E potenzialmente velenosi...
Cast: Daniel Day-Lewis, Lesley Manville, Vicky Krieps, Gina McKee.
Box Office: $47.8 milioni
Vale o non vale: Daniel Day-Lewis e Paul Thomas Anderson sono una certezza di qualità del cinema contemporaneo, per cui gli appassionati dovrebbero gradire. Non un film per tutti o per una serata spensierata, ma sicuramente un ottimo titolo drammatico dal grandissimo impatto visivo.
Premi: Candidato a 6 Oscar (Miglior film, regia, attore protagonista Day-Lewis, attrice non protagonista Manville, colonna sonora), ha per i Migliori costumi. Vittoria nella stessa categoria anche ai BAFTA (su 4 nomination totali, le altre per attore protagonista, attrice non protagonista e colonna sonora) e 2 candidature ai Golden Globes per Day-Lewis e la colonna sonora. Candidato al David di Donatello come Miglior film straniero.
Parola chiave: Funghi.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 20 gennaio 2015

Film 863 - La spia

Sufficientemente incuriositi per decidere di vederlo, lo abbiamo recuperato.

Film 863: "La spia" (2014) di Anton Corbijn
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: "A Most Wanted Man" è uno di quei thriller tesi e lenti, in cui ti sembra non accada nulla fino alla fine in cui, poi, si decide tutta la storia. Fedele a questa formula, anche l'ultimo film con Philip Seymour Hoffman presenta questa peculiarità che lo caratterizza appieno.
Non che mi aspettassi una trama ricca di bombardamenti, sparatorie o inseguimenti, ma va detto che per la maggior parte del tempo qui si sta a guardare qualcuno che guarda qualcosa, ascolta o pensa e, diciamocelo pure, non è roba per tutti. Tra l'altro la trama parte in una direzione e finisce da un'altra parte, confondendo i meno attenti.
Tutto sommato non si può certo dire che questo prodotto non sia ben fatto e, in verità, se si ha la pazienza di scoprire come andrà a finire si rimane anche sorpresi in positivo. Semplicemente bisogna pazientare.
La freddezza delle immagini e dei luoghi - le location si trovano ad Amburgo, Germania - non aiuta il coinvolgimento dello spettatore all'interno della storia e, per quanto mi riguarda, mi ha lasciato un po' perplesso (come per "Il quinto potere"), probabilmente perché assuefatto da sfondi urbani americani o inglesi. Forse li ho collegati inconsciamente a pellicole come "Le vite degli altri" di cui ho ricordi freddi e solitari. Chissà.
In ogni caso questa produzione britannica tratta dal romanzo omonimo di John le Carré - dopo gli altri successi cinematografici "The Constant Gardener - La cospirazione", "La talpa" - è sufficientemente buono per essere visto, sufficientemente indipendente e al contempo sufficientemente mainstream per piacere ad una buona fetta di pubblico e, anche se non il caso più eclatante, è comunque un titolo che porta con onore il non facile compito di ultima pellicola di un attore che ha saputo regalare non poche buone interpretazioni.
Box Office: $31.6 milioni
Consigli: Cast importante (Philip Seymour Hoffman, Rachel McAdams, Willem Dafoe, Robin Wright, Grigoriy Dobrygin, Homayoun Ershadi, Nina Hoss, Daniel Brühl) per un thriller tratto dal romanzo di John le Carré che, visto con la giusta predisposizione d'animo, può valere la visione soprattutto nel finale. Seymour Hoffman guida bene il gioco e dimostra, ancora una volta, di essere un ottimo protagonista, anche decentrato dall'occhio vigile di Hollywood. Va visto se si ama il genere, l'autore del romanzo da cui è tratto o se si gradiscono le buone produzioni britanniche che strizzano l'occhio all'America pur rimanendo marcatamente europee. Eviterei, invece, di lasciare che trailer e locandina del film influenzino l'intenzione di seguire questa storia semplicemente per il fatto che sia l'ultima pellicola dell'attore newyorkese scomparso a febbraio. Se si vuole onorarlo simbolicamente attraverso le sue interpretazioni, meglio scegliere altri lidi ("Il dubbio", "Magnolia", "I Love Radio Rock" anche "Truman Capote - A sangue freddo" per quanto non mi sia piaciuto).
Parola chiave: Banca.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi