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domenica 16 marzo 2025

Film 2353 - The Thin Red Line

Intro: Ages ago when I was still a teenager, I tried to watch this movie. I heard great things about it and I wanted to know what all the fuzz was about. 20 minutes in and I stopped. I remember thinking it started so slow, I felt I wasn't sure I could finish it. Decades have passed and, for watherver reason, a few weeks ago I remembered about this movie, remembered how I gave up when I tried to watch it the first time, and felt now it was the right time to give it a go.

Film 2353
: "The Thin Red Line" (1998), Terrence Malick
Watched on: My computer
Language: English
Watched with: No one
Thoughts: I wont' lie, it took all the patience I had in me to finish this movie. Not becuase it's bad - the very opposite - but it's so long (171 min) I wasn't sure I had it in me after a while.
That said, "The Thin Red Line" is extremely well made, I think you can tell that Malick is really interested in nature, a lot of the shots are actually just forest. It really does help you immerse yoursefl in the story, although including all these shots really encreases the runtime of the movie. Once you're at peace with that, you can really focus on the story.
There are a billion characters (and famous actors) in this movie, to the point that sometimes it's overwhelming. I was curious to see how the story would have handled so many storylines, but to be fair most of these famous actors that you read the name of on the poster are just there for a scene or two (George Clooney and John Travolta, for example), so that explains how they managed to secure so many famous names. It's still impressive how many famouse faces from that decade you recognize while watching the movie.
Overall, I really enjoyed "The Thin Red Line". In a way, it's more "poetic" than "Saving Private Ryan", although still very much grounded into reality, it has a way of telling its story differently, often stopping to focus on nature, a detail, a face. I liked this approach, in a way it gives you a moment to take all in, process the cruelty you just witnessed, the horrors of war. Funny enough, the two movies share similar topics and themes, they both faced against each other at the 1999 Oscars ceremony and they both lost Best Picture (still a massive scandal to this day) to "Shakespeare in Love".
Cast: Sean Penn, Adrien Brody, Jim Caviezel, Ben Chaplin, George Clooney, John Cusack, Woody Harrelson, Elias Koteas, Nick Nolte, John C. Reilly, Jared Leto, Tim Blake Nelson, Thomas Jane, Miranda Otto, John Travolta.
Box Office: $98.1 million
Worth a watch?: A tough watch, I won't lie. Definitely not a movie for all occasions or everybody, it handles a heavy topic (depicting a a fictionalized version of the Battle of Mount Austen, which was part of the Guadalcanal Campaign in the Pacific Theater of the Second World War) and it takes its time to do it. I really liked it, but I'm not sure I'd watch it again.
Awards: Nominated for 7 Oscars for Best Picture, Director, Adapted Screenplay, Cinematography, Editing, Original Dramatic Score, and Sound. Nominated for Best Foreign Film at the César Awards. The movie won the Golden Bear at the Berlin International Film Festival.
Key word: Bunker.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 29 luglio 2019

Film 1635 - Mystic River

Intro: Una vita che volevo recuperarlo dopo averlo visto solo una volta al cinema.
Film 1635: "Mystic River" (2003) di Clint Eastwood
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: questo è un bel film, cazzo! Finalmente, dopo gli ultimi orrori visti in successione, una pellicola ben fatta, che ha senso e qualcosa da raccontare. Giustizia privata, dolore, violenza, abusi, un viaggio umano sconvolgente e disturbante, il tutto supportato da una grande sceneggiatura, un regista che sa fare il suo mestiere e un cast pazzesco;
"Mystic River" esplora una serie di tematiche difficili e le propone allo spettatore senza fronzoli o giochetti, mettendo in scena sofferenza e violenza, un dramma potente e complesso che lascia non poche domande a cui trovare una personale risposta una volta finito il film: Jimmy ama la sua famiglia e vuole vendetta per la figlia uccisa, tanto che è pronto a fare qualsiasi cosa per ottenerla; Dave sembra solo una vittima e, invece, ha anche lui un segreto da nascondere e perfino sua moglie lo ritiene capace di uccidere; per non parlare della scena iniziale che racconta degli abusi subiti dallo stesso Dave, rapito e seviziato per giorni da due uomini quando era solo un ragazzino...
Insomma, questa pellicola di Eastwood non si risparmia e lancia non poche sfide a chi guarda, ponendo quesiti e proponendo soluzioni sotto forma di reato. Non c'è alcuna intenzione di presentare la giusta via da seguire, semplicemente la rappresentazione del dolore nelle sue più disparate forme e come questo condizioni la vita delle persone che ne sono colpite.
Cast: Sean Penn, Tim Robbins, Kevin Bacon, Laurence Fishburne, Marcia Gay Harden, Laura Linney, Emmy Rossum, Tom Guiry, Spencer Treat Clark, Robert Wahlberg, Connor Paolo.
Box Office: $156.8 milioni
Vale o non vale: Potentissimo, difficile e davvero bello, "Mystic River" è uno dei film di Clint Eastwood che preferisco. Non per ogni occasione, richiede concentrazione e, soprattutto, uno stato d'animo in grado di sopportare la grande pressione portata in vita dalla storia. Ma da vedere, assolutamente.
Premi: Candidato a 6 Oscar, tra cui Miglior film, regia e sceneggiatura, ha vinto per Miglior attore protagonista (Penn) e non protagonista (Robbins); entrambi hanno vinto anche il Golden Globe. Candidato a 4 BAFTA (sceneggiatura, attore protagonista e non protagonista, attrice non protagonista), vincitore per il Miglior film straniero ai César e candidato nella stessa categoria ai David di Donatello. Il film, in concorso a Cannes 2003, ha vinto il premio Golden Coach.
Parola chiave: Pistola.

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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 8 maggio 2019

Film 1577 - Gangster Squad

Intro: Ricordo che al momento dell'uscita in sala non fossi per nulla interessato a vedere questo film. Il sentimento non era cambiato nel tempo, ma la mia compagna di visione sembrava molto motivata.
Film 1577: "Gangster Squad" (2013) di Ruben Fleischer
Visto: dal pc portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: una traccia di storia vera per una pellicola che non fa centro. La "Gangster Squad" del titolo è effettivamente esistita, come del resto Mickey Cohen, ma nonostante i buoni propositi non credo che il risultato finale sia riuscito. In una sorta di mix tra "L.A. Confidential" e un action movie dove l'importante è sparare, questo film si produce in tantissimo rumore, chiama a sé un cast pazzesco, ma porta sullo schermo un prodotto insipido che sembra più pretenzioso che efficace;
cambia il film, ma non cambia il cast. Questo è il secondo di 3 film che Ryan Gosling ed Emma Stone hanno girato assieme (oltre a "Crazy, Stupid, Love" e "La La Land") e sicuramente quello meno di successo. Direi che al contempo è il ruolo più sexy interpretato dalla Stone ad oggi.
Cast: Josh Brolin, Ryan Gosling, Nick Nolte, Emma Stone, Anthony Mackie, Giovanni Ribisi, Robert Patrick, Michael Peña, Sean Penn, Robert Patrick, Mireille Enos, Frank Grillo.
Box Office: $105.2 milioni
Vale o non vale: Non terribile, ma più ambizioso che riuscito. Peccato.
Premi: /
Parola chiave: Microspia.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 2 agosto 2016

Film 1181 - The Angry Birds Movie

Lo streaming lo proponeva in inglese e la tentazione è stata troppo forte!

Film 1181: "The Angry Birds Movie" (2016) di Clay Kaytis, Fergal Reilly
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Poe
Pensieri: Oggi se ne vedono di tutti i colori per cui nessuno si stupisce di un film tratto da un applicazione ludica pensata per il cellulare. Una pellicola intera, insomma, che deriva da un unico giochino che, a quanto mi è dato capire, non ha esattamente uno scopo che vada oltre il colpire le "cose" (?) con gli uccelli e ciò nonostante è riuscito ad imporsi quale "the largest mobile app success the world has seen so far". Che si passasse allo spin-off cinematografico, insomma, era solo questione di tempo.
Questo film d'animazione non è poi così male come può sembrare durante il primo tempo. Di fatto la prima parte fatica ad ingranare ed andare oltre la rabbia perenne del rosso protagonista, per cui alla lunga si fatica non solo ad appassionarsi, ma anche a capire quale sia di fatto lo scopo di tutta l'operazione. La cosa migliora quando i maialini verdi finalmente fanno irruzione sull'isola di pennuti sempre sorridenti e sciocchini, il che porta finalmente scompiglio e un po' d'azione dopo un troppo lungo momento di stallo. Va detto che il secondo tempo riscatta la storia a sufficienza e rende il risultato finale meno negativo di quanto non potesse sembrare in partenza. Di fatto, ad essere onesti, "Angry Birds" non è malaccio - pur non essendo un capolavoro - e riesce comunque a regalare più di una risata. Rimane un prodotto fondamentalmente legato alle gag estemporanee (sicuramente divertenti), meno efficace nel costruire una storia con qualcosa di concreto da raccontare che vada oltre la costante rabbia del protagonista, la ricerca di uova dei maialini e la ricollocazione dell'eroe nella dimensione della realtà dopo la "caduta" dal piedistallo.
Insomma, davvero niente di nuovo o innovativo anche se in grado di divertire a sufficienza.
Cast: Jason Sudeikis, Josh Gad, Danny McBride, Maya Rudolph, Kate McKinnon, Sean Penn, Tony Hale, Keegan-Michael Key, Bill Hader, Peter Dinklage, Blake Shelton, Charli XCX, Tituss Burgess.
Box Office: $345.5 milioni
Consigli: Inizialmente non sembra centrare l'obiettivo, poi si riprende e regala poco più di un'ora e mezza di simpatico e velocissimo disimpegno. Forse non proprio per tutta la famiglia, "Angry Birds" è uno dei non moltissimi esempi di pellicole tratte da un videogioco che riesce a sfondare anche al cinema (nonostante una trama pressoché inesistente) pur necessitando, in caso di un eventuale sequel, di un aggiustamento dal punto di vista della trama che andrebbe ampiamente rimpolpata. In ogni caso direi così così: alla fine è simpatico, ma non aggiunge niente a quanto già visto finora.
Parola chiave: Mighty Eagle.

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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 20 dicembre 2013

Film 636 - The Interpreter

Una scelta un po' dettata dal caso: nessuno streaming funzionava e di pronto c'era questo...

Film 636: "The Interpreter" (2005) di Sydney Pollack
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: In tempi già sospetti di labbra al botox, Nicole Kidman girò questo film - uno degli ultimi di Sydney Pollack - in compagnia dello stropicciatissimo Sean Penn per raccontare la storia di un'interprete dell'ONU che rischia la vita per aver ascoltato inavvertitamente una conversazione per uccidere un esponente politico.
Nonostante il trailer e le premesse della storia parrebbero suggerire un buon prodotto commerciale a tinte thriller internazionali, questa seconda visione (come la prima al cinema) delude ampiamente le aspettative. Anche se ne avevo un ricordo più negativo rispetto a ciò che effettivamente è "The Interpreter", rimane il fatto che il risultato finale sia decisamente inferiore a ciò che ci si aspetterebbe da una produzione big budget come questa.
La fragilità del personaggio interpretato da Nicole alla lunga è un po' tediosa e stucchevole e rallenta notevolmente la storia che, già di per sé, manca ampiamente di appeal. Un thriller con poca, poca azione e tanta, tanta denuncia politica dovrebbe durare meno dei 128 minuti di questa pellicola e, possibilimente, giocarsi meglio le sue carte. Perché innanzitutto sia la Kidman che Penn non sono assolutamente essenziali per la storia, poi lo svolgimento dell'intreccio non è sempre chiarissimo e si perde in alcune difficoltà linguistico-culturali che, francamente, allo spettatore medio interessano poco.
Il fascino di questo prodotto sta tutto nella figura qui icona dell'interprete che lavora alle Nazioni Unite, luogo sacro di diritti e civiltà e voce mondiale dei popoli. Intrufolarsi nella quotidianità di un posto così affascinante è già di per sé un ottimo motivo per perdonare a "The Interpreter" di essere un prodotto mediocre e pretenzioso. Questo, infatti, è il primo film girato effettivamente all'ONU: mai prima di questo esempio era stato possibile effettuare riprese all'interno della sede di New York. Un'opportunità non appieno sfruttata a mio avviso, ma pur sempre l'occasione di visitare virtualmente uno dei simboli della modernità contemporanea.
Purtroppo, salvo questo, non rimane moltissimo altro della pellicola che valga al pena di elogiare. E' un prodotto che si lascia guardare e, per carità, non è malvagio, ma si rimane comunque delusi dal risultato finale nonostante ci si sarebbe aspettati qualcosa di migliore. Insomma, solo Kidman, Penn e Pollack all'epoca insieme avevano 4 Oscar! Eddai...
Ps. $162,944,923 di incasso mondiale e 80 milioni di dollari per produrlo.
Pps. Vedere Nicole Kidman che sfreccia per New York in sella a una Vespa è qualcosa che sa tantissimo di irreale.
Consigli: Questo e un paio di altri film ("La donna perfetta", "Birth - Io sono Sean") hanno segnato l'inizio del declino della carriera di Nicole Kidman, fino ad un paio di anni prima star incontrastata del cinema mondiale. Nonostante "The Interpreter" sia effettivamente meglio degli altri due, rimane comunque un prodotto sottotono e francamente a tratti noioso. Non ci si affeziona ai personaggi e la storia è troppo lunga. La realizzazione tecnica è di ottimo livello, ma non basta.
Parola chiave: Matobo.

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Bengi

domenica 27 novembre 2011

Film 333 - This Must Be the Place

Si parla da un bel po' di questa pellicola. Era impossibile ignorarla!


Film 333: "This Must Be the Place" (2011) di Paolo Sorrentino
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Claudia, Ramona
Pensieri: Ultimamente mi sono accorto che seguo con più attenzione progetti cinematografici italiani. Per quanto questa pellicola sia di ben più ampio respiro, rimane il fatto che la regia è del napoletano Paolo Sorrentino ("Le conseguenze dell'amore", "Il divo"), la sceneggiatura, oltre che del regista stesso, è di Umberto Contarello ("Questione di cuore", "Lascia perdere, Johnny!"), il montaggio di Cristiano Travaglioli ("Il divo", "Fascisti su Marte") e la fotografia di Luca Bigazzi (5 David di Donatello per la Miglior fotografia di film come "Pane e tulipani", "Le conseguenze dell'amore", "Romanzo criminale", "Il divo"). Insomma, non manca l'impronta nostrana.
Più simile ad una pellicola indipendente per taglio e storia - ma non certo per budget (€25,000,000) - "This Must Be the Place" è un film dalla trama non facile, raccontata però con una certa leggerezza infantile di fondo. Non vengono sminuiti gli avvenimenti, ma si segue il protagonista Cheyenne/Sean Penn, ex rock star in ritiro, probabilmente bruciato da anni di droghe e alcol (molto Ozzy Osbourne style), che procede nella sua vita seguendo ritmi tutti suoi.
Ragazzino per molti aspetti, necessita delle cure della moglie Jane/Frances McDormand che lo segue e lo ama quasi da non capacitarsene. I loro ritmi sono sincroni e si capisce fin da subito che affetto e stima sono incondizionati. Entrambi hanno bisogno dell'altro per andare avanti. Anche per questo sarà difficile intraprendere il cammino - da alcuni definito 'on the road' - per Cheyenne verso New York fino alla casa del padre morente che non vede da decenni. Rapportarsi con una realtà ormai estranea e dimenticata, ripercorrere il problema dell'accettazione in famiglia e riprendere in mano dopo tanto tempo il rapporto con il genitore - ma all'arrivo il padre sarà già morto - saranno solo gli spunti iniziali della storia.
La pellicola tratta essenzialmente il percorso di formazione del nostro strambo eroe, alla ricerca del nazista che per anni ha ossessionato la memoria del padre che desiderava ritrovarlo dopo gli anni passi nei campi di concentramento. L'atteggiamento leggero di Cheyenne aiuterà a portare avanti la storia senza la pesantezza che ci si potrebbe aspettare da tematiche così difficili. Non si parla di superficialità, chiaramente, ma di un atteggiamento verso la vita che riflette un approccio disilluso e calmo, basato sulla certezza delle cose concrete (amore, amicizia, musica) che ci aspettano una volta compiuta la 'missione'.
Simpatico ed antieroe quanto basta, Sean Penn riesce a non risultare ridicolo in abiti così sopra le righe e, anzi, fa tenerezza e piace proprio per la sua caparbietà e bontà di adulto regredito a bambino. Una prova difficile che l'attore, forse già formato dall'esperienza di "Mi chiamo Sam" di 10anni fa, supera facendo davvero la differenza per il film. Se, infatti, il campionario di attori-spalla non fa mancare niente (c’è anche David Byrne che interpreta sé stesso), è anche vero che senza l’attore due volte premio Oscar l’opera di Sorrentino non sarebbe mai risultata tanto interessante e piacevole da seguire, nonostante il ritmo non certo incalzante.
Appassionandosi a Cheyenne, alle sue stramberie, i suoi riti e i suoi demoni, si percorre insieme la strada fino al momento in cui, sul finire della storia, ci si accorgerà che il nostro protagonista è davvero cresciuto, tanto da non necessitare più della maschera che per anni ha dovuto indossare per affrontare una quotidianità che, senza alcol o droghe, non è poi tanto ‘rock’. Senza mai dimenticare, però, l’amore, gli amici e la (buona) musica.
Consigli: Quasi, biografia romanzata di un vero rockettaro, tra lavoro di introspezione e ricerca di demoni del passato (non per forza solo interiori), un piacevole film che si costruisce tutto sul fantastico lavoro di Sean Penn. Per chi ama l’America ‘da strada’ non può che essere un film da vedere.
Parola chiave: Mordecai Midler.

Trailer

Ric