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mercoledì 8 maggio 2019

Film 1577 - Gangster Squad

Intro: Ricordo che al momento dell'uscita in sala non fossi per nulla interessato a vedere questo film. Il sentimento non era cambiato nel tempo, ma la mia compagna di visione sembrava molto motivata.
Film 1577: "Gangster Squad" (2013) di Ruben Fleischer
Visto: dal pc portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: una traccia di storia vera per una pellicola che non fa centro. La "Gangster Squad" del titolo è effettivamente esistita, come del resto Mickey Cohen, ma nonostante i buoni propositi non credo che il risultato finale sia riuscito. In una sorta di mix tra "L.A. Confidential" e un action movie dove l'importante è sparare, questo film si produce in tantissimo rumore, chiama a sé un cast pazzesco, ma porta sullo schermo un prodotto insipido che sembra più pretenzioso che efficace;
cambia il film, ma non cambia il cast. Questo è il secondo di 3 film che Ryan Gosling ed Emma Stone hanno girato assieme (oltre a "Crazy, Stupid, Love" e "La La Land") e sicuramente quello meno di successo. Direi che al contempo è il ruolo più sexy interpretato dalla Stone ad oggi.
Cast: Josh Brolin, Ryan Gosling, Nick Nolte, Emma Stone, Anthony Mackie, Giovanni Ribisi, Robert Patrick, Michael Peña, Sean Penn, Robert Patrick, Mireille Enos, Frank Grillo.
Box Office: $105.2 milioni
Vale o non vale: Non terribile, ma più ambizioso che riuscito. Peccato.
Premi: /
Parola chiave: Microspia.

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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 17 febbraio 2017

Film 1307 - Drive

Messo a disposizione tra le proposte di Sky Go, ho deciso che fosse giunto il momento di recuperare questa pellicola...

Film 1307: "Drive" (2011) di Nicolas Winding Refn
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Per molto tempo mi sono chiesto come potesse essere questo film che, qualche anno fa, era piovuto sul mondo del cinema come una sorta di rivelazione, un piccolo miracolo che aveva lanciato nell'olimpo non solo Ryan Gosling, che di fatto già c'era, ma soprattutto Nicolas Winding Refn e il suo modo di dirigere e concepire i suoi lavori. Vinto il premio per la miglior regia a Cannes, sembrava che il mondo fosse ai suoi piedi, in attesa della prossima mossa. In realtà, per quanto Refn mantenga una certa fama, nonché nomea di cineasta con un suo perché, i percorsi successivi non hanno confermato il successo trovato con questo "Drive" che, credo, rimanga il suo titolo più iconico e al momento rappresentativo. E a giusta ragione.
"Drive" è un prodotto esemplare sotto molteplici aspetti. La cura estetica che vi è dietro è lampante e passa attraverso molteplici elementi diversi: dalla giacca con lo scorpione alle macchine sempre lucenti, dagli appartamenti con carta da parati pastello a - naturalmente - una fotografia pazzesca. In questo senso penso che la cura maniacale per l'immagine sia deducibile anche da quel colore rosa-fuxia dei titoli di testa, un contrasto forte per una pellicola che tocca argomenti cupi come l'omicidio, la violenza e la vendetta. In questo senso, un certo dualismo bipolare non manca in almeno altri due contesti. Quello quello artistico, che alterna scene d'azione mozzafiato ad una trama dal ritmo altrimenti precario e quasi statico, e quello umano del protagonista, pacato e premuroso vicino di casa che sa trasformarsi in vendicatore cui non può sfuggire alcun obiettivo. A renderlo efficace e riuscito è un Gosling perfetto, plastico in ogni posa, micidiale alla guida come con i pugni, sempre e comunque sexy. Da solo fa praticamente metà film.
Dal punto di vista della storia, per quanto presenti elementi già visti, il risultato finale li combina comunque in modo personale. "Drive" è un titolo magnetico e intrigante, brutale in alcune parti - che mi hanno ricordato "The Neon Demon" e mi hanno fatto pensare che Refn citasse un po' troppo se stesso nel brutto film con Elle Fanning - , in ogni caso un viaggio molto dark nel posto del passeggero delle auto guidate dal silenzioso protagonista, vendicatore notturno che non risparmierà nessuno per l'amore della vicina in pericolo (Carey Mulligan). Difficilmente si distoglie lo sguardo durante la visione, tanto che nel finale, mentre Gosling rimane immobile nel sedile della macchina dopo il confronto con Bernie Rose (Albert Brooks), lo spettatore trattiene il fiato e resta fermo e teso esattamente come il protagonista, ipnotizzato e in attesa di sapere cosa gli sia, di fatto, successo.
Per quanto riguarda Refn, regia davvero bella, esteticamente attentissima a consegnare immagini curate nei minimi dettagli, tanto che spesso più che scene di un film sembrano quadri. A rendere il tutto ancora più coinvolgente, una colonna sonora che utilizza canzoni in grado di creare un magico effetto affascinante che rimane nella testa dello spettatore (penso, per esempio, a "Nightcall" di Kavinsky featuring Lovefoxxx) e crea un effetto spesso simili ad un lungo video clip.
In generale, quindi, un titolo che fa centro e rimane impresso, intenso, adrenalinico e violento, una pellicola visivamente potente e un protagonista già icona. Meritava qualche riconoscimento in più.
Ps. Una candidatura all'Oscar per il Miglior montaggio sonoro e una ai Golden Globes per il Miglior attore non protagonista (Albert Brooks).
Cast: Ryan Gosling, Carey Mulligan, Bryan Cranston, Christina Hendricks, Ron Perlman, Oscar Isaac, Albert Brooks.
Box Office: $78.1 milioni
Consigli: Un mix di lentezza e sfrenata velocità, violenza e romantica galanteria, chiaro e scuro. Forse una pellicola fatta anche sui contrasti oltre che su una storia di mafia, rapine e un amore impossibile. E' un bel film, una scelta non per ogni occasione, ma sicuramente perfetta per chi sia alla ricerca di qualcosa di un po' più ricercato della classica pellicola d'azione fatta di esplosioni, inseguimenti ed omicidi. Qui c'è una bella ricerca estetica, un grande cast e una colonna sonora pazzesca.
Parola chiave: 1 milione di dollari.

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#HollywoodCiak
Bengi

domenica 5 febbraio 2017

Film 1296 - Il cliente

Netflix propone e io mi lascio subito convincere. Anche perché non rivedevo questo film da un sacco di tempo...

Film 1296: "Il cliente" (1994) di Joel Schumacher
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano, inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Ricordavo bene la scena del finale in cui il ragazzo e l'avvocatessa trovano il cadavere in mezzo alla tenuta*, ma del resto il vuoto più totale. Meglio, è stato bello dare di nuovo una chance a questa pellicola, tra l'altro alternando momenti doppiati in italiano all'inglese dell'originale (praticamente tutto il finale) che, di fatto, mi ha fatto scoprire la pellicola e Susan Sarandon da un nuovo punto di vista.
Come dicevo, non ricordavo praticamente nulla della storia, quindi mi sono un po' sorpreso nel ritrovarmi di fronte 1) al suicidio/omicidio Jerome Clifford all'inizio del racconto e 2) l'arroganza sfrontata di Mark (Brad Renfro), bulletto cresciuto troppo in fretta con una madre spiantata e un fratellino impressionabile a carico.
Al di là di questo, rivedere "The Client" mi ha fatto piacere, per quanto avessi un ricordo più positivo di quello che forse è il risultato finale. Molto del merito va allo "scontro fra titani" Susan Sarandon e Tommy Lee Jones che sono un piacere da seguire, due grandissimi protagonisti che riescono, da soli, a fare tutto il film. Poi, certo, anche il materiale di John Grisham contribuisce non poco a rendere interessante questo legal thriller dalle atmosfere tipiche della Louisiana ricolmo di quegli elementi tipici cari allo scrittore americano. Poi sì, il film non è un capolavoro, anche se per quanto mi riguarda rimane una sorta di titolo nostalgico di gioventù.
Ps. Candidato al premio Oscar per la Miglior attrice protagonista (Sarandon, che però vincerà l'anno dopo per "Dead Man Walking - Condannato a morte").
* La scena mi ha ricordato quella simile in "Notte folle a Manhattan", anche se le atmosfere comiche del film con Steve Carell e Tina Fey non c'entrano granché con questa pellicola...
Cast: Susan Sarandon, Tommy Lee Jones, Brad Renfro, Mary-Louise Parker, Anthony LaPaglia, Anthony Edwards, Ossie Davis, William H. Macy.
Box Office: $117,615,211 milioni
Consigli: Per chi gradisce questo genere di titoli "Il cliente" è probabilmente un classico e certamente una delle migliori pellicole tratte dai libri di Grisham. Forse non un film perfetto, ma un buon thriller che gioca bene le sue carte, bilanciando momenti di tensione alla simpatica dolcezza del rapporto tra Reggie e Mark. Per chi non lo avesse mai visto è un titolo da recuperare.
Parola chiave: Mafia.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 7 settembre 2015

Film 988 - Il giurato

Fagocitando film prima della Sicilia: episodio 4 - Maledetto Sky Go ingannatore.

Film 988: "Il giurato" (1996) di Brian Gibson
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Un film su un giurato poteva equivalere solo a una storia su una giuria, un processo e chissà quale crimine commesso. Considerato che il genere di pellicola ambientata in tribunale mi piace molto, mi sono buttato a capofitto su "Il giurato", rimanendo profondamente deluso da tutta l'operazione.
Non è colpa, per una volta, di Demi Moore che in realtà fa quello che può per dare credibilità al suo personaggio (il giurato del titolo), il problema sta proprio nell'insieme: "The Juror" fa un po' schifo...
Innanzitutto il personaggio di Alec Baldwin, il 'Maestro': ma che, sul serio? E' talmente balordo e pieno di sé, invincibile e ossessionantemente avanti a tutti che è una macchietta ridicola, un bamboccio, un predatore sessuale da prima elementare... Io non l'ho trovato spaventoso, ma imbarazzante. Non so se nel romanzo da cui è tratto questo film il personaggio fosse descritto negli stessi termini, di sicuro qui risulta il peggiore in scena. Sempre.
E poi il processo... Dov'è? Il titolo è una fregatura, le mie supposizioni iniziali si sbriciolano nel giro di poche scene, dal momento che le parti in aula si risolvono nel giro del primo tempo - dopo un preambolo da latte alle ginocchia - e avremo perfino occasione di volare fino Guatemala per un finale col botto in puro stile anni '90: ovvero dove niente ha ormai più senso, ma l'importante è che si finisca. E in questo caso specifico, per me lo era particolarmente.
Davvero un brutto esempio di cinema, uno spreco di tempo e (forse) qualche talento, per un risultato finale banale, noioso e di cui francamente non frega a nessuno. Il flop al botteghino è più che meritato, al pari del Razzie vinto (che più che alla Moore io avrei dato a film e sceneggiatura).
Ps. Cast interessante e sprecato: Demi Moore, Alec Baldwin, Joseph Gordon-Levitt, Anne Heche, James Gandolfini, Michael Constantine, Michael Rispoli, Matthew Cowles, Lindsay Crouse.
Box Office: $22,754,725
Consigli: Tratto dall'omonimo romanzo di George Dawes Green, una pellicola tediosa, banale ed incapace di caratterizzare in maniera sensata i suoi personaggi, in particolari modo il cattivo della situazione. Un titolo da evitare.
Parola chiave: Non colpevole.

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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 27 agosto 2015

Film 979 - Slevin - Patto criminale

Settimana prima della partenza per la Sicilia, ho massimizzato il mio sforzo di corsa cercando di obbligarmi sul tapis roulant per tutta la durata di una pellicola: questa è stata la mia prima scelta.

Film 979: "Slevin - Patto criminale" (2006) di Paul McGuigan
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: 9 anni fa lo andai a vedere al cinema e mi lascio un'ottima impressione, ma ormai non ricordavo più, se non a grandi linee, quale fosse la storia di questo "Lucky Number Slevin".
La seconda visione è stata più che altro una prima, nel senso che a parte qualcosina - ma proprio una - non ricordavo una mazza, per cui rivederlo ha avuto senso e mi è (nuovamente) piaciuto. "Slevin" è un bel film, fatto bene, lascia subito lo spettatore incuriosito di sapere cosa diavolo stia succedendo e, soprattutto, come farà il protagonista (Josh Hartnett) ad arrivare alla fine della storia. La trama è a dir poco intricata, piena di colpi di scena, soppresse, violenza, pugni pugni pungi e un finalone bomba che mi ha lasciato ampiamente soddisfatto, proprio come la prima volta al cinema. Il che gioca ampiamente a favore della pellicola di McGuigan.
Insomma, "Slevin - Patto criminale" è un thriller intrigante e, anche se non perfetto, a mio avviso avrebbe meritato più attenzione rispetto a quanto ne abbia ricevuta. La storia è buona, dinamica, non annoia e diverte, il cast è fantastico - e già nove anni fa avevamo la sovraesposizione cinematografica di Ben Kingsley e Morgan Freeman -, lo stile retrò molto accattivante e il risultato finale assolutamente godibile. Un buon lavoro.
Ps. Il cast: Josh Hartnett, Bruce Willis, Morgan Freeman, Ben Kingsley, Lucy Liu, Stanley Tucci, Danny Aiello, Corey Stoll, Robert Forster.
Box Office: $56.3 milioni
Consigli: Un buon diversivo per una serata in cui non si sappia cosa guardare, è un film di qualche anno fa di cui non so in quanti si ricordino effettivamente. Varrebbe la pena riprenderlo, è divertente, ben scritto e con un gruppo di attori in gran forma (Lucy Liu forse nel suo ruolo più frizzante, perfino di "Charlie's Angeles"). La storia è piena di colpi di scena e non lascia delusi.
Parola chiave: Corse dei cavalli.

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#HollywoodCiak
Bengi