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lunedì 10 luglio 2017

Film 1384 - Tom of Finland

Con l'ingresso esercenti per il Biografilm Festival di quest'anno, ho avuto la fortuna di avere accesso a molte anteprime e pellicole che ero curioso di vedere o recuperare. I prossimi post si rifatto tutti alle visione di questi titoli... da festival!

Film 1384: "Tom of Finland" (2017) di Dome Karukoski
Visto: al cinema
Lingua: finlandese, inglese
Compagnia: Alessandra, Edo, Alessia, Ale, Matteo
Pensieri: La storia è interessante e tratta la vita di una persona della quale, disegni a parte, non conoscevo nulla. Mai mi sarei (ingenuamente) immaginato una tale difficoltà nell'emergere artistico di Tom (vero nome Touko Valio Laaksonen), soprattutto considerando la provenienza nordica (nella mia testa Europa del nord = progresso). Un percorso sofferto affiancato dagli eventi drammatici della guerra e degli ancora inesistenti diritti LGBT, una combinazione di elementi che andrà a influenzare tempistiche e modi di emersione del fenomeno. Il quale, va detto, nel giusto contesto (USA), non tarderà a riscontrare un successo fulmineo e particolarmente gratificante per il nostro protagonista.
Mi fa sentire bene pensare che al giorno d'oggi si possa così serenamente parlare di una storia del genere e che, ancora di più, la mia città ne ospiti l'anteprima nazionale. La comunità omosessuale ha le sue diverse testimonianze sparse per tutto il mondo ed è sempre interessante - spesso istruttivo - scoprire come certi avvenimenti o fenomeni siano venuti a verificarsi. In questo caso specifico, di Tom of Finland conoscevo solamente i disegni omoerotici, inconfondibili per stile e soggetti. E' stato bello approfondire la storia, anche se forse il film temporeggia un po' troppo su percorsi narrativi secondari. In ogni caso un risultato finale che funziona, con un forte e credibile protagonista e una storia tanto d'impatto da risultare di per sé intrigante. Bella la fotografia e la colonna sonora, recitazione in generale convincente. Ho trovato sorprendente la facilità con cui gli attori passino dal finlandese all'inglese con accento e lessico piuttosto credibili. Fosse stata una produzione italiana il risultato non sarebbe stato altrettanto riuscito.
Cast: Pekka Strang, Lauri Tilkanen, Jessica Grabowsky, Taisto Oksanen, Seumas Sargent, Jakob Oftebro, Niklas Hogner.
Box Office: €3.8 milioni
Consigli: La Finlandia porta al cinema uno dei suoi personaggi LGBT più famosi (il più famoso?) e ne tira fuori un biopic che, nonostante una certa dose di glam, ritrae piuttosto seriamente il contesto e la strada che ha portato Tom a diventare un famoso e apprezzato disegnatore.
Un titolo non per tutti, eppure una storia che andrebbe ascoltata, al di là del giudizio artistico che si possa avere, anche solo per ricordarci che dove siamo arrivati ora è una conquista cui non devono mancare di seguirne molte altre ancora.
Parola chiave: Disegni.

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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 28 ottobre 2016

Film 1230 - Bella di giorno

Qualche settimana fa mi era venuta voglia di recuperare almeno un film con Catherine Deneuve, in particolare quello della sua performance candidata all'Oscar. Lo streaming di "Indochine", però, non era disponibile, per cui mi sono lanciato su questo titolo che da tantissimo tempo volevo recuperare!

Film 1230: "Bella di giorno" (1967) di Luis Buñuel
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Non sapevo nulla di questa storia. Dal titolo potevo immaginarmi una prostituzione versione upper class, ma nulla di più e, sorpresa, mi sono innamorato del film! Bellissimo, erotico e rivoluzionario, inaspettatamente provocatorio ma mai volgare, sorprendente nel toccare temi scomodi rimanendo sempre all'interno di una classe e una delicatezza che francamente non mi aspettavo. Chiaro, sempre di vendere il proprio corpo si tratta (e non solo), però rispetto alla crudezza delle immagini cui oggi siamo ampiamente abituati, la quasi pudica versione di Buñuel mi ha davvero colpito. E la Deneuve è perfetta.
Molto più risucito di "Lolita" (volutamente presentato come scabroso e carico di tensione sessuale), mi pare che "Belle de jour" riesca ampiamente a sconvolgere il suo spettatore, rimanendo ancora ad una visione d'insieme che riflette lo stile e la classe della sua protagonista. Dunque fantasia sadomaso sì, ma con la classica aplomb francese. J'adore.
Personaggi bizzarri, case chiuse, abiti Yves St. Laurent ed erotiche avventure qui si fondono in un tutt'uno di desiderio e inammissibilità, pudore e ricerca del proprio e dell'altrui piacere. Insomma, una pellicola di una certa potenza non solo narrativa, ma anche visiva. Bello e indimenticabile.
Ps. Leone d'Oro al Festival del Cinema di Venezia.
Cast: Catherine Deneuve, Jean Sorel, Michel Piccoli, Geneviève Page, Pierre Clémenti, Françoise Fabian, Macha Méril, Maria Latour, Marguerite Muni, Francis Blanche.
Box Office: $20,246,403
Consigli: Tratto dall'omonimo romanzo di Joseph Kessel, questo film è sorprendentemente erotico senza mostrare, provocatorio per i tempi in cui è uscito e allo stesso tempo in grado di presentarsi con classe, evitando scivoloni volgari. E' la storia di una casalinga (f)rigida col marito che finisce per mettere in pratica le sue fantasie sadomaso e non in una casa di appuntamenti d'alto bordo, intrecciando relazioni con numerosi uomini e riuscendo pian piano a trovare una dimensione affettiva più umana col consorte.
Dunque di certo non un titolo per tutti - pur casto nella messa in scena! -, ma un bellissimo film di cui consiglio vivamente la visione. Un cult.
Parola chiave: Marcel.

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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 17 febbraio 2016

Film 1070 - Nell'intimità - Intimacy

In un weekend forzatamente casalingo per via di una febbre scoppiata all'improvviso, qualche tempo fa mi sono trovato con molto tempo libero e la voglia di farmi stupire dall'offerta Sky. E così ho sperimentato.
Film 1070: "Nell'intimità - Intimacy" (2001) di Patrice Chéreau
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Questo è un tipo di film che non guardo molto spesso, per cui mi sono lasciato convincere dalla scheda di presentazione di Sky Go. Ribadisco che avevo la febbre, per cui è stato tutto un po' strano, pellicola in primis.
Già, perché "Intimacy" è teoricamente un film erotico che racconta le avventure (anche sessuali) di due sconosciuti che il mercoledì pomeriggio di ogni settimana si ritrovano nell'appartamento di lui per fare sesso. Niente nomi, niente conversazioni, solo un rapporto fisico che non sfocia in altro. E fin qui ci sono ancora. Quello che poi afferro meno è il proseguo: a lui (Mark Rylance) scatta qualcosa, forse la ama, la cerca, la trova, insiste e continua perché vuole vederla. Lei (Kerry Fox) ha una famiglia, per cui il dubbio amletico sta nel tenersela o fare la classica follia. Ci ripenserà e rimarrà col brutto, ma buon marito (Timothy Spall) col quale ha anche un figlio e il nostro protagonista spiantato ed erratico finirà per ritornare al punto di partenza, con in meno l'appuntamento del mercoledì.
Cosa non ho afferrato, dunque? Diciamo un po' il senso generale di tutta l'operazione.
E' una storia sui sentimenti umani, sulle debolezze, sulla ricerca di qualcosa che non si sa cosa sia e, forse, anche sul caso e la casualità. Non amo particolarmente le storie che imbastiscono tutto un discorso, per poi tornare al punto di partenza, per cui sono rimasto leggermente scettico relativamente al risultato finale. Le scene di sesso, poi, molto esplicite, mancano però di quell'erotico e sensuale che ci si aspetterebbe. Per capirci, quello che ha il momento 'vaso di terracotta' di "Ghost" qui manca totalmente. L'esplicito si svolge nello squallore e proprio perché lo si riconduce fin da subito ad un'abitudine prestabilita e programmata in agenda, finisce per connotarsi in maniera rigida, formale, quasi obbligatoria, il che elimina radicalmente tutto l'elemento più piacevolmente coinvolgente e spontaneo che il sesso dovrebbe avere.
Dunque a parte aver visto molto da vicino le fattezze di Kerry Fox - per questo film vincitrice come Miglior attrice al Festival del Cinema di Berlino del 2001 - e Mark Rylance - candidato quest'anno all'Oscar per "Il ponte delle spie" -, non mi è rimasto molto di "Nell'intimità - Intimacy". Non so dire precisamente cosa mi aspettassi, forse qualcosa di più incisivo od oltraggioso.
Ps. Al Festival del Cinema di Berlino questa pellicola ha vinto anche per il Miglior film.
Cast: Mark Rylance, Kerry Fox, Alastair Galbraith, Susannah Harker, Timothy Spall, Marianne Faithfull, Fraser Ayres.
Box Office: $405,094
Consigli: Certamente si tratta di un titolo non per tutti, non per tutti i giorni. Le scene di sesso esplicito lo rendono inappropriato per molti contesti; la storia non esattamente scoppiettante predilige momenti pacati. Meglio vederlo con qualcuno con cui si sia in confidenza, anche per confrontarsi su ciò che si è visto così da imposare un dibattito. Io l'ho visto da solo e sono rimasto con non poche domande.
Parola chiave: Teatro.

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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 27 maggio 2015

Film 924 - The Boy Next Door

Lo aspettavo con ansia da quando ne avevo scoperto l'esistenza!

Film 924: "The Boy Next Door" (2015) di Rob Cohen
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Luigi
Pensieri: Ohi, il film è una gran boiata, ma si sapeva dal principio. Ecco perché, quindi, mi sono goduto al massimo "The Boy Next Door" con una Jennifer Lopez più in forma che mai, capace all'età di 43 anni (quando il film è stato girato) di concedersi un thriller erotico in cui è al centro dei desideri sessuali di un ragazzo che ha 18 anni meno di lei. E la cosa è credibile al di là del racconto.
Come quasi sempre nelle pellicole con protagonista "Jenny from the Block" la trama è un supplemento aggiuntivo che fa da cornice ad una serie di immagini in sequenza principalmente interessate a mostrare la bellezza della ghetto girl convertita a fashion icon e la sua capacità camaleontica (di indossare nuovi vestiti in ogni scena). Necessariamente qui ci sono meno abiti del solito e anche se viene meno l'appeal dell'icona di stile - ma nessun Metodo Stanislavskij si nasconde dietro l'imborghesimento di JLo per interpretare Claire -, l'approccio nude look con innesti sexy di lingerie ad hoc fa la sua porca figura. Letteralmente.
La nostra beniamina, tradita da un marito fedifrago dalle sembianze di un grosso grasso John Corbett (non greco), finirà per cedere alle lusinghe del giovanotto ripieno di muscoli e steroidi amico del figlio, concedendosi una notte di passione impossibile da dimenticare. Principalmente perché da quel momento il bel vicino (Ryan Guzman) comincerà a molestarla e minacciarla con l'intento di farle capire che sono fatti per stare insieme. Anche qui profusione a pioggia di cliché già visti, sentiti, immaginati, raccontati e/o vissuti, per cui sorvoliamo. Del resto che la trama fosse accessoria l'avevamo già detto. Quello che rimane di "The Boy Next Door", dunque, è un'insieme di situazioni che convolgono la nostra amata amica del Bronx che dovrà capire come cavarsi da questa a dir poco ambigua situazione, col rischio di gravi ripercusioni su di lei, suo figlio minorenne e sulla sua vita matrimoniale già a scatafascio. Quindi io mi chiedo come si possa non amare il livello di trash assoluto che questa pellicola raggiunge, il cui apice credo si concretizzi nell'impeto disperato della protagonista che, buttandosi sul suo pazzo innamorato, gli conficca l'EpiPen (autoiniettore di epinefrina) in un occhio in una scena che è di un truce spaventoso.
Insomma, io che coltivo con amore la passione per il cinema spazzatura ho veramente apprezzato questo ritorno in grande stile della capacissima JLo nel territorio per lei minatissimo del grande schermo: prevedo Razzies come stelle cadenti a San Lorenzo. Però mi sono divertito.
Ps. Ruolo minore della BFF per Kristin Chenoweth, una che di recitazione qualcosa ne capisce (1 Emmy, 1 Tony e pure 1 Grammy), ma che evidentemente ogni tanto pensa anche al vil denaro. Ma per apparire al fianco di JLo mi svenderei pure io.
Box Office: $50.2 milioni
Consigli: Francamente si tratta di un'operazione commerciale banale e fiacca, priva di validi motivi per esistere. Eppure, per il solo fatto di aver avuto il coraggio di affidare il ruolo princiaple a Jennifer Lopez, sentivo che dovessi dare a "The Boy Next Door" una chance. Ho fatto bene, me lo sono proprio gustato. E' perfetto per gli amanti del cinema becero e pure un po' sexy, per capirsi quel cinema che spoglia la bella attrice e le fa impersonare orgasmi davanti alla macchina da presa, ma poi per il resto della pellicola la veste con dolcevita e le fa interpretare pudiche professoresse liceali. Chiaro, bisogna essere ben disposti perché è evidente che si sta parlando di una cavolata bella e buona, ma se la si prende con lo spirito giusto si potrà passare una tranquilla ora e mezza spensierata e persino relativamente piccante. Altrimenti, se non apprezzate, meglio lasciar perdere.
Parola chiave: Stalking.

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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 29 aprile 2015

Film 909 - The Loft

In Italia non ha una data d'uscita, così appena è stato disponibile ho recuperato questo titolo in inglese.

Film 909: "The Loft" (2014) di Erik Van Looy
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Avevo visto le foto dalla première e mi era rimasta la curiosità relativamente a questo film che presenta un cast piuttosto interessante. I cinque protagonisti di "The Loft", infatti, sono tutti piuttosto famosi, chi per un motivo chi per un altro, e - scopro con la visione - sono accompagnati da dolci metà di fiction altrettanto conosciute: Karl Urban, James Marsden, Wentworth Miller, Eric Stonestreet e Matthias Schoenaerts sono i 5 furbetti che comprano il loft del titolo, per andarci a fare i loro porci comodi (letteralmente) all'insaputa delle mogli con un po' la chiunque (e tra le tante signore, le più conosciute sono Isabel Lucas, Rachael Taylor, Rhona Mitra e Margarita Levieva). Ecco, appena ho cominciato a seguire la storia mi sono subito lasciato conquistare dal ricco cast di dimenticati-da-Dio-alla-ribalta, per un prodotto che mi prometteva qualcosa di erotico/trash assolutamente imperdibile. E, da questo punto di vista, devo dire che tutta l'operazione ha funzionato.
Lasciando da parte l'imbarazzo di sentire Eric Stonestreet (il Cameron di "Modern Family") parlare di scopate, devo dire infatti che "The Loft" mi ha soddisfatto, giusto mix di thriller, colpi di scena, voyeurismo dei poveri e operazione commerciale di serie B: tutto esattamente conforme alle mie aspettative.
La storia ruota intorno a questo loft, camera dei segreti, alcova del piacere maschile dove i 5 signori detentori delle uniche cinque chiavi si rifugiano per incontri biblici con chi gli aggrada. L'inghippo si crea quando una bella bionda viene trovata nuda e morta nel letto all'interno dell'appartamento, mettendo in allarme i cinque che accorrono per capire cosa possa essere successo e come fare per tentare di uscirne. Inutile dire che non pochi misteri ed intrighi si celano dietro tutta la faccenda e non mancheranno le sorprese.
Insomma, per essere una produzione a basso budget (14 milioni di dollari) che racconta una storia che praticamente si svolge in un loft, il risultato finale è assolutamente migliore di quello che mai mi sarei aspettato. E' chiaro che parliamo di un titolo becero, una storia sporca di sesso e tradimenti, una visione assolutamente maschilista del sesso e della donna, dialoghi facili facili e temi portanti che sono sciocchezze, eppure se si sta cercando qualcosa di sexy e di intrattenimento, questo titolo ha le carte in regola per funzionare. Il che mi ha stupito.
Box Office: $7.9 milioni
Consigli: Thriller erotico con cast di star e starlette in grande spolvero, questo "The Loft" è una piccola chicca delle sciocchezze cinematografiche a tinte relativamente rosse. Curioso che con tutto il testosterone richiesto dalla trama, due attori su cinque siano gay (Miller e Stonestreet). A parte questo, che non c'entra nulla, la pellicola ha un suo perché all'interno dell'ottica del prodotto facile che può andare bene per una serata senza pretese e, ammettiamolo, con un po' di pepe.
Parola chiave: Chiave.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 29 gennaio 2013

Film 499 - Entrapment

Casualmente due film con Catherine Zeta-Jones uno di seguito all'altro. Sembrerebbe voglia confrontare il presente con il passato dell'attrice, ma è stato puramente casuale.


Film 499: "Entrapment" (1999) di Jon Amiel
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Penultima pellicola del 2012 che, da un po' di tempo, volevo rivedere. In effetti ricordavo che da piccolo, quando l'avevo vista con i miei al cinema, mi era abbastanza piaciuta; non ricordavo però quasi nulla se non il fatto che si parlasse di ladri e amore tra anziano e giovane ragazza di bella presenza.
In effetti la coppia Sean Connery - Catherine Zeta-Jones è un connubio piuttosto insolito e genericamente non apprezzo la grande divergenza di età trattata con troppa nonchalance. Superato questo mio personale gap, la macchina "Entrapment" funziona bene nell'ottica di ciò che è: un blockbuster d'azione misto thriller.
La trama del colpaccio milionario è sempre affascinante e credo che, 14 anni fa, il mix di love affair, gadget all'avanguardia e rischi ad alta quota sia stato funzionale a decretare il buon successo di questo prodotto ($212,404,396 al botteghino mondiale) che, però, oggi risulta un po' sorpassato. Dopo l'ottimo svecchiamento di Bond, Connery sembra piuttosto un attempato anziano giocatore occasionale di Bingo e la Zeta-Jones un'attrice in cerca di un ruolo con cui sbancare.
Detto ciò, ho gradito la visione del film che ho trovato piacevole e assolutamente d'intrattenimento. Tutto è come deve essere, in una prevedibilità rassicurante ma anche, quando chi guarda ne ha necessità, completamente funzionale. Cercavo quello che ho trovato e in effetti mi sono divertito. Non male.
Consigli: Non sarà mai considerato un capolavoro, né una perla rara di originalità, però il risultato finale di questa pellicola non delude se ciò che si cercava era uno spensierato passatempo non volgare e con una buona dose di romanticismo. E, nel mezzo, una molto erotica scena in tutina aderente e laser ti-uccido-all'istante che oggi è quasi casta, ma all'epoca fece non poco scalpore.
Parola chiave: Laser.

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Ric