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venerdì 20 agosto 2021

Film 1811 - The Fourth Kind

Intro: Siamo appena arrivati a Santiago del Cile dopo quasi un giorno di viaggio in pullman da Cordoba. Il viaggio di gruppo è ufficialmente finito, Karen e Lucas sono rimasti in Argentina, Sere e Luca partiranno da Santiago verso il Perù, mentre io di lì a qualche giorno tornerò a Cordoba prima di trasferirmi ufficialmente a Ushuaia per qualche mese. E, in vista di tutti questi cambiamenti, che non ce la vuoi mettere un po' di guerriglia urbana?
Già perché nel giorno del nostro arrivo la città è a ferro e fuoco a seguito della rivolta della popolazione per l'aumento dei prezzi della metropolitana. Riusciamo in tempo ad arrivare alla nostra sistemazione in città - dopo un'incosciente camminata dalla stazione dei bus al nostro Airbnb - per poi, di fatto, rimanere intrappolati in casa.
Il giorno dopo Sere e Luca "scapperanno" in taxi verso l'aeroporto mentre io rimarrò, da solo, altre 24 ore di incertezza in Cile. Nel mentre carri armati, lacrimogeni, mezza città in fiamme, mia madre che si mette in contatto con la Farnesina, io che prenoto un volo per rientrare in Argentina a seguito della chiusura delle frontiere e un viaggio in taxi verso l'aeroporto con l'autista fan di Raffaella Carrà.

Film 1811: "The Fourth Kind" (2009) di Olatunde Osunsanmi
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Sere
In sintesi: caldamente raccomandato da Sere, ho infine ceduto alla visione di questa pellicola che, già anche solo per la presenza da protagonista di Milla Jovovich mi lasciava quantomeno perplesso. Inutile dire che il film sia una boiata pazzesca e terribile sotto molteplici apsetti. Recitazione e storia in primis.
Cast: Milla Jovovich, Will Patton, Elias Koteas, Corey Johnson, Hakeem Kae-Kazim, Enzo Cilenti.
Box Office: $47.7 milioni
Vale o non vale: Qualità scarsissima e risultato finale mediocre. Ci sono film sugli alieni ben più riusciti di questo.
Premi: /
Parola chiave: Gufo.

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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 10 luglio 2019

Film 1625 - Get Out

Intro: Horror e Academy Awards non vanno spesso a braccetto, per cui valeva la pena rivedere questo film a distanza di poco tempo dal suo trionfo agli Oscar 2018.
Film 1625: "Get Out" (2017) di Jordan Peele
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: devo ammettere che ho parzialmente rivalutato questa pellicola. Non che non l'avessi apprezzata la prima volta, ma da un certo punto di vista penso che, al solito, le alte aspettative create da critica e successo di pubblico mi avessero spinto ad immaginare qualcosa di pazzesco, indimenticabile, nonché particolarmente spaventoso. "Get Out" presenta sicuramente un tipo di inquietudine più legato all'idea centrale della storia che per ciò che mette in mostra sullo schermo. Poi sangue e violenza ci sono, ma l'ansia che ti rimane addosso a visione terminata è deriva più che altro dalla disturbante realtà che mette in scena il film. Ciò detto, non ho cambiato idea su una cosa: possono averlo candidato a tutti i premi del pianeta, per me la performance di Daniel Kaluuya non è al livello degli altri protagonisti.
Film 1378 - Scappa: Get Out
Film 1625 - Get Out
Film 2455 - Get Out
Cast: Daniel Kaluuya, Allison Williams, Bradley Whitford, Caleb Landry Jones, Stephen Root, Catherine Keener, Marcus Henderson, Betty Gabriel, LaKeith Stanfield, Lil Rel Howery.
Box Office: $255.4 milioni
Vale o non vale: Interessante lo spunto della trama, sicuramente tagliente la critica sociale messa in scena da Jordan Peele. Migliore sceneggiatura dell'anno agli Oscar 2018? Per me "Three Billboards Outside Ebbing, Missouri" rimane imbattibile. Detto questo, un film che ha il suo perché.
Premi: Candidato a 4 premi Oscar, tra cui Miglior film, regia e attore protagonista, ha vinto quello per la Miglior sceneggiatura originale; candidato a 2 Golden Globes per Miglior film drama e attore protagonista e 2 BAFTA per la Miglior sceneggiatura originale e il Miglior attore protagonista.
Parola chiave: Flash.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 29 aprile 2019

Film 1562 - Capitan Mutanda - Il film

Intro: Non so perché fossi interessato a vedere questo film, sta di fatto che avevo bisogno di un titolo facile facile e questo mi è sembrato il prodotto migliore.
Film 1562: "Capitan Mutanda - Il film" (2017) di David Soren
Visto: dal pc portatile
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
In sintesi: simpatico e piacevole, ma assolutamente per bambini, "Capitan Mutanda - Il film" è un colorato esperimento riuscito che mixa divertimento leggero e fumetti per un risultato finale perfetto per un momento che coinvolga tutta la famiglia.
Cast: Kevin Hart, Ed Helms, Nick Kroll, Thomas Middleditch, Jordan Peele, Kristen Schaal.
Box Office: $125.5 milioni
Vale o non vale: Amicizia, divertimento, una buona dose di gag e stramberie, il tutto per un film da totale disimpegno e adatto a un pubblico di giovanissimi. Si può vedere, ma non aspettatevi più di questo.
Premi: /
Parola chiave: Risate.

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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 23 giugno 2017

Film 1378 - Scappa: Get Out

Il team del Cinema Galliera in gita al cinema per vedere uno dei thriller più attesi della stagione!

Film 1378: "Scappa: Get Out" (2017) di Jordan Peele
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Alessandra, Marta, Mattia, Adriano, Anna, Matteo, Roberto
Pensieri: Un bel thriller, forte e inquietante con numerosi spunti ben costruiti e un colpo di scena finale ben architettato. Questo è "Get Out", pellicola che in America ha fatto letteralmente il botto: costata 4.5 milioni di dollari, solo nel primo weekend di uscita è riuscita ad incassarne $33.4 e finire prima al box-office!
Visto il grande successo di pubblico e critica, devo dire che da parte mia ci fossero non poche aspettative rispetto a questa vera e propria rivelazione del 2017. Soprattutto quando si parla di horror/thriller è difficile che ciò che ci si aspetta da un prodotto riesca effettivamente a soddisfarci, per cui devo dire che la sorpresa c'è stata eccome quando, a fine proiezione, mi sono ritrovato particolarmente soddisfatto della visione. Si tratta di un ottimo titolo, funzionale e ben scritto, capace di costruire un crescendo di pathos e ansia che culmina nel momento in cui la vera natura delle cose si rivelerà allo sfortunato protagonista.
Non sono pochi, infatti, i tasselli mancanti al quadro della famiglia Armitage e non si tarderà a capirlo. Molte stranezze coinvolgono i vari membri - a partire dallo stranissimo fratello Jeremy - per continuare con una coppia di domestici non esattamente in linea con la sanità mentale. Non bastassero già questi elementi, la trama non tarderà a farci capire che non si tratta di una situazione isolata in quanto tutta la comunità locale si dimostrerà non poco... fuori dal comune.
Senza voler svelare troppo, basti sapere che (come al solito) niente è davvero come sembra e fino all'ultimo non mancheranno le sorprese ed inaspettate virate narrative. Il tutto per un risultato finale all'altezza delle premesse e promesse di trailer e recensioni entusiaste.
Unici nei che personalmente ho riscontrato sono due aspetti legati a protagonista e trama. Per quanto riguarda il primo, devo ammettere che l'interpretazione di Daniel Kaluuya non mi ha sempre convinto al 100%; il secondo, invece, si collega al fatto che la sceneggiatura mi è sembrata alla lunga troppo ossessivamente concentrata sulla questione razziale, tanto da dover troppo spesso tirare fuori l'argomento, a volte in maniera un po' troppo forzata.
A parte questo ho trovato "Get Out" un ottimo esordio alla regia - ma non alla sceneggiatura - dell'attore Jordan Peele (creatore della serie per cui ha vinto un Emmy "Key and Peele"), un raro esempio di come si possa ancora aggiungere qualcosa al genere horror/thriller senza dover scopiazzare da altre pellicole o dover utilizzare come uniche armi a disposizione i rumori improvvisi o la violenza inaudita. Si può giocare con lo spettatore e riuscire ad impressionarlo anche senza a ricorrere a mezzucci ormai datati e, per farlo, basta scrivere e produrre sceneggiature di valore. "Basta" forse andava virgolettato... In ogni caso, un film riuscito.
Film 1378 - Scappa: Get Out
Film 1625 - Get Out
Film 2455 - Get Out
Cast: Daniel Kaluuya, Allison Williams, Bradley Whitford, Caleb Landry Jones, Stephen Root, LaKeith Stanfield, Catherine Keener, LilRel Howery.
Box Office: $251.3 milioni
Consigli: Sinceramente, se piace il genere questa è un'ottima scelta per una serata all'insegna di suspense e mistero. Ben architettato, con i ritmi giusti e una dose sempre maggiore di stranezze che portano l'atmosfera a farsi sempre più ambigua e indecifrabile, "Get Out" è uno di quei titoli da cui ti aspetti molto e che non ti delude. Vedere per credere.
Parola chiave: Imbottitura.

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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 3 aprile 2014

Film 690 - Oltre i confini del male: Insidious 2

Non vedevo l'ora di vedere questo film!

Film 690: "Oltre i confini del male - Insidious 2" (2013) di James Wan
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Seguito del primo - e già abbastanza spaventoso - "Insidious", questo secondo capitolo riprende la storia da dove l'avevamo lasciata e la prosegue con coerenza, mantenendo fedelmente lo stile del primo episodio. Per essere un sequel, infatti, la storia è ben orientata a proseguire da dove si era cominciato e non delude chi ha apprezzato il primo capitolo perché trama, personaggi e recitazione, oltre che resa tecnica, sono tutti non solo molto buoni, ma anche orientati e predisposti ad interagire con il precedente lavoro. Ottimo.
Seppure, come già per "Insidious", anche questo "Oltre i confini del male - Insidious 2" presenta il suo elemento di debolezza al momento dello smascheramento del mostro di turno, rimane comunque impossibile non notare lo sforzo di rendere l'atmosfera quanto più spaventosa e misteriosa possibile, lasciando indizi come briciole di pane disseminati fino all'epilogo di questo episodio. Tutto combacia e gli interrogativi sorti in precedenza vengo qui risolti lasciando anche abbastanza soddisfatti.
Già abituati al mondo dell'Altrove, questa volta, invece, si cambierà casa, finendo all'abitazione di nonna Lorraine/Barbara Hershey che sembra vivere nella versione horror della casa di "Streghe". Gli espedienti per creare pathos e tensione (come rumori, apparizioni, porte che si muovono, ombre) sono tutti sfruttati per creare un tipo di paura che deriva dall'angoscia piuttosto che da uno spavento per qualcosa di orrendo o, come va di moda oggi, splatter. Il che mi ha molto compiaciuto.
Trovo che la capacità di rendere l'atmosfera sempre più inquietante e pesante sia il vero pregio di questo prodotto, insieme alla capacità degli sceneggiatori di dividere a metà una storia scegliendo di trattarla in due film e riuscendo nell'intento di renderli entrambi capitoli distinti, eppure complementari. A fine visione questo da molta soddisfazione.
Il cast torna ad essere quello originale e, oltre alla Hershey, sono presenti Patrick Wilson emaciato dall'esperienza ultraterrena e Rose Byrne che è capace di prendere un bollitore in testa e risultare comunque una donna di classe. Chapeau.
Tra presenze inquietanti, case infestate, possessioni, vecchi ospedali, psicopatici serial killer e madri diseducative, questo "Insidious: Chapter 2" funziona a dovere e dimostra come sia possibile fare un buon seguito senza necessariamente che si perda la verve, l'innovazione o la qualità del film originale. Un buon horror moderno.
Film 626 - Insidious
Film 959 - Insidious
Film 690 - Oltre i confini del male: Insidious 2
Film 960 - Oltre i confini del male: Insidious 2
Film 2202 - Insidious: The Red Door
Film 956 - Insidious 3: L'inizio
Film 2157 - Insidious 3: L'inizio
Film 1619 - Insidious: The Last Key
Box Office: $160,444,011
Consigli: Chiaramente ha senso vedere il primo film e poi questo secondo episodio. La saga, che avrà a quanto pare un terzo capitolo (ma estraneo ai protagonisti delle prime due puntate cinematografiche), è molto ben costruita e, nell'ottica della ricerca di un buon prodotto di genere, funziona alla grande. Spaventa, lascia col fiato sospeso, è in grado di sorprendere e tiene incollati al video. Un buon horror, un buon cast e una buona storia.
Parola chiave: Parker Crane.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 26 novembre 2013

Film 620 - Va' e uccidi

Cineforum dell'incidentato capitolo VI: And the Oscar goes to... Angela Lansbury!

Film 620: "Va' e uccidi" (1962) di John Frankenheimer
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: L'unico vero buon motivo per cominciare a parlare di Oscar 2014 con tanto anticipo è dovuto alla scelta dell'Academy di consegnare l'Oscar alla carriera, finalmente, alla grandissima e sempiterna Angela Lansbury.
Famosa in ogni antro del globo per essersi accollata per oltre un decennio il ruolo di porta-jella ufficiale d'America con il personaggio di Jessica Fletcher, Angela in realtà oltre alla tv è stata ed è tutt'ora una delle attrici più versatili e attive della sua generazione. Chi non ha mai visto "Pomi d'ottone e manici di scopa", solo per fare un esempio?
Per celebrare, quindi, questo momento di giubilo in quel di Cabot Cove, io e Marco ci siamo presi la briga di rispolverare la grande carriera di Angela (3 nomination all'Oscar, 6 Golden Globes vinti e qualcosa come 18 nomination agli Emmy) e renderle omaggio con un dei suoi ruoli più significativi, giudicato, abbiamo poi scoperto, come uno dei personaggi più cattivi di sempre della storia del cinema.
"Va' e uccidi" (in originale "The Manchurian Candidate" proprio come quello del remake del 2004 con Meryl Streep) a parte avere un titolo italiano bruttissimo è davvero un bel film. Angela gioca in sordina per un po', dovendo lasciare spazio ai due protagonisti principali Frank Sinatra e Laurence Harvey, ma saprà catalizzare tutta l'attenzione su di sé grazie alla sua Eleanor Shaw Iselin che nasconde il segreto più grande da essere svelato. Il ritratto che riesce a farne l'attrice è davvero magistrale, insospettabile quasi fino alla fine.
L'idea generale della trama, poi, è davvero intrigante - gruppo di militari rapiti e, tramite il lavaggio del cervello, resi veri e propri robot assassini capaci inconsciamente di attivarsi tramite un input di cui sono all'oscuro -, anche se per una buona parte dell'inizio la pellicola è alquanto confusa. Ritengo che lo sia più che altro per lo spettatore moderno abituato a un diverso tipo di narrazione coadiuvata da un montaggio più serrato e, in generale, da un modo di rendere la recitazione differente e meno caricata. Una volta che si è capito com'è intavolato il tutto si riesce a seguire e, piano piano, a procedere con l'incasellare ogni pezzo del puzzle.
Il ruolo di Janet Leigh, addirittura pubblicizzata in locandina, è discreto e sinceramente abbastanza inutile, per non dire che è talmente breve che quasi ci si dimentica che ci sia. Non è colpa sua, ma risulta un po' insensato vederla accostata ai due protagonisti - che reggono la scena per tutti i 126 minuti pellicola - quando in realtà l'unico motivo per cui è presente è che era necessaria una presenza femminile fresca che accendesse l'interesse del pubblico e portasse a vedere una pellicola altrimenti a preponderanza maschile. Il ruolo di Angela non potrebbe nemmeno essere considerato a questo scopo, sia perché in parte avrebbe rovinato il fantastico finale, sia perché il personaggio non è certamente quello che incarna la bellona accondiscendente e fedele compagna. Anzi...
"Va' e uccidi" è stata una bella ed è interessante scoperta e ritengo sia un ottimo modo per rendere onore alla carriera di una grandissima attrice capace e versatile, che spesso viene erroneamente solo ricordata per un celebre ruolo recente, ma la cui carriera annovera certo ben più che un solo ottimo risultato.
Ps. Curiosità. Il film, che ha incassato $10,474,179 all'epoca, ne era costati 2.2 milioni solo di produzione, dei quali un milione di dollari andò a Frank Sinatra e 200 mila andarono Laurence Harvey!
Consigli: Ci mette un po' ad ingranare, ma quando la storia parte lo fa con il botto! C'è tensione, thriller, spionaggio e un finale davvero inaspettato! Angela Lansbury da Oscar.
Parola chiave: Regina di quadri.

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Bengi