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lunedì 10 ottobre 2022

Film 2138 - Don't Worry Darling

Intro: Tornati in Italia che si fa? Ma andiamo al cinema, ovviamente, a recuperare il film più chiacchierato della stagione e di Venezia 2022.

Film 2138: "Don't Worry Darling" (2022) di Olivia Wilde
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Ciarán
In sintesi: il film non è perfetto, ma certamente non terribile. Forse il suo peggior difetto è quello di non portare con sé niente che non sia già stato fatto o mostrato prima, ma nel complesso il risultato finale è godibile.
Tecnicamente è un prodotto ben fatto, la fotografia di Matthew Libatique è impeccabile, la colonna sonora di John Powell assolutamente disturbante, bei costumi e location e la regia di Olivia Wilde, per quanto non particolarmente innovativa, serve la storia dignitosamente.
Ribadisco, per me l'unico vero difetto imputabile a "Don't Worry Darling" è che di fatto si serva di escamotage già visti e di una rivelazione finale che sa di meno eclatante del previsto. La storia si prende - giustamente - il suo tempo per stabilire le dinamiche incoerenti di un mondo perfetto solo in superficie e, fino a un certo punto, il racconto regge. Poeteva essere sforbiciato in alcune parti? Decisamente, ma quantomeno è coerente.
Poi con la virata rivelatoria del terzo atto, il tutto prende una piega un po' sciapa e ci troviamo di fronte a un epilogo meno forte rispetto alle premesse iniziali.
La realtà come una gabbia insopportabile da cui evadere, i ruoli sociali femminile e maschile, l'assoggettazione e l'abuso, il complesso di inferiorità, la riesumazione di valori datati, meccanismi psicologici di compensazione, tutti questi temi, insieme al finale fantascientifico (con intelligenza artificiale annessa), sono molto interessanti e favoriscono non pochi spunti di riflessione e discussione. Di fatto, però, questa pellicola manca di offrire nuove prospettive o addirittura una propria visione su tutti gli elementi tirati in ballo e finisce per liquidare tutte le implicazioni tirate in ballo dalla rivelazione finale in un rush finale che coglie lo spettatore di sorpresa, sì, ma non concede alla storia la possibilità di elaborare l'accaduto e trarne le necessarie conclusioni. E' chiaro che il giudizio di "Don't Worry Darling" rispetto alle azioni di suoi protagonisti (maschi) sia negativo, ma questo non è sufficiente. La storia dovrebbe prendere una posizione che non sia di banale evidenza e, con lei, chi scrive e dirige.
Poi mi rendo conto che si tratti di un film ad ampio consumo che puntasse il tutto sul richiamo di un cast stellare e particolarmente glam a cui aggiungere il doppio carico da novanta, ovvero Harry Styles al suo primo ruolo da protagonista, nonché Harry Styles che per la prima volta lavora con la sua compagna Olivia Wilde, qui nei tripli panni di regista, produttrice e attrice. Insomma, l'approfondimento di temi complessi e oggi molto rilevanti forse col tempo è sbiadito sullo sfondo.
Di fatto, comunque, rimane un film che si lascia seguire, perfettamente interpretato da una Florence Pugh sempre più in ascesa anche nel cinema mainstream. A lei l'onere dell'intera storia sulle spalle, che l'attrice inglese riesce sapientemente a condurre regalando un'interpretazione perfettamente calibrata tra note docili e più pacate, esplosioni di sensualità e incredulità, frustrazione e smarrimento. Per lei una grandissima prova d'attrice finalmente non più solamente relegata a ruoli secondari.
Decisamente meno efficace Harry Styles, a volte in evidente disparità recitativa rispetto al resto del cast e, in maggior misura, a Pugh che nelle scene di coppia (specialmente quelle emotivamente più cariche e coincitate) se lo divora. Chris Pine, invece, non delude nel ruolo del carismatico leader della "setta", ma non c'erano veramente dei dubbi a riguardo.
Insomma, "Don't Worry Darling" fa centro solo in parte, ma si perde nel finale. Sarebbe potuto essere un thriller più interessante e moderno e, invece, finisce per accantonare l'anima high-tech della storia in favore di un immaginario estetico troppo superficiale per costituire una solida base per la storia. Mettiamola così: il terzo atto sarebbe dovuto essere il secondo, cosicché nel finale si sarebbero potute esplorare meglio le implicazioni e conseguenze della rivelazione che la storia porta con sé. Peccato.
Cast: Florence Pugh, Harry Styles, Olivia Wilde, Gemma Chan, KiKi Layne, Nick Kroll, Douglas Smith, Sydney Chandler, Timothy Simons, Kate Berlant, Chris Pine.
Box Office: $69.3 milioni (ad oggi)
Vale o non vale: Esteticamente molto bello e curato, si perde nella sceneggiatura. Certi elementi della trama non tornano e non vengono spiegati, altri - specialmente nel finale - dovrebbero venire affrontati con più attenzione e dettaglio. Tutto sommato, però, il film si lascia guardare, specialmente grazie a una Florence Pugh in grandissima forma.
Premi:
Parola chiave: Plane crush.
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

sabato 7 dicembre 2019

Film 1687 - The House

Intro: Non sono un fan di Will Ferrell, ma amo Amy Poehler, quindi volevo assolutamente vedere questa commedia.
Film 1687: "The House" (2017) di Andrew Jay Cohen
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: me lo aspettavo più divertente? Sì. Mi ha divertito? Sì.
Diciamo che questo "The House" aveva del potenziale intrattenitivo evidente, sia per la storia sia per il cast, che però rimane per la maggior parte non sfruttato, preferendo un cammino più convenzionale, forse una comicità più basica di quanto non si sarebbe voluto. Poi a me personalmente Ferrell non piace, ma Amy Poehler è una grandissima comica e professionista e, devo ammettere, tra di loro la chimica è evidente. Però il film non decolla mai veramente del tutto e rimane bloccato in quella bolla di scemenze surreali che un tempo potevano anche essere abbastanza per sostenere un'intera operazione cinematografica, ma al giorno d'oggi non sono più sufficienti. Insomma, lo spunto è interessante, la realizzazione scade troppo spesso nel banale.
Cast: Will Ferrell, Amy Poehler, Jason Mantzoukas, Nick Kroll, Allison Tolman, Michaela Watkins, Jeremy Renner, Alexandra Daddario.
Box Office: $34.2 milioni
Vale o non vale: Cosa fa una coppia di genitori senza soldi sufficienti per pagare le rate del college alla figlia quando la borsa di studio vinta da quest'ultima viene destituita? Mettono insieme un piano alternativo che prevede il trasformare una proprietà privata in un casinò illegale. I presupposti per un divertimento spensierato ci sono tutti, ma il film non convince del tutto. E' una trovata simpatica, ma ci si ferma a questo.
Premi: /
Parola chiave: Accetta.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 29 aprile 2019

Film 1562 - Capitan Mutanda - Il film

Intro: Non so perché fossi interessato a vedere questo film, sta di fatto che avevo bisogno di un titolo facile facile e questo mi è sembrato il prodotto migliore.
Film 1562: "Capitan Mutanda - Il film" (2017) di David Soren
Visto: dal pc portatile
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
In sintesi: simpatico e piacevole, ma assolutamente per bambini, "Capitan Mutanda - Il film" è un colorato esperimento riuscito che mixa divertimento leggero e fumetti per un risultato finale perfetto per un momento che coinvolga tutta la famiglia.
Cast: Kevin Hart, Ed Helms, Nick Kroll, Thomas Middleditch, Jordan Peele, Kristen Schaal.
Box Office: $125.5 milioni
Vale o non vale: Amicizia, divertimento, una buona dose di gag e stramberie, il tutto per un film da totale disimpegno e adatto a un pubblico di giovanissimi. Si può vedere, ma non aspettatevi più di questo.
Premi: /
Parola chiave: Risate.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 28 febbraio 2017

Film 1319 - Loving

Oltre ad essermi affrettato a recuperare il maggior numero di film candidati agli Oscar, curiosamente e in maniera del tutto casuale ho visto tutti quelli relativi al tema della razza (non a caso quest'anno è stato anche ribattezzato #OscarSoBlack).

Film 1319: "Loving" (2016) di Jeff Nichols
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Ho visto questa pellicola in due momenti abbastanza distanti uno dall'altro, eppure non ne ho un ricordo disomogeneo o frammentato, il che già di per sé è una buona cosa. "Loving" è un bel film, molto dolce nelle parti di coppia, delicatissimo, stranamente pacato nell'esporre gli abusi, lo sconforto, l'incertezza di una famiglia discriminata ed esiliata semplicemente perché composta da un uomo bianco e una donna di colore. Perché siamo a cavallo degli anni '50-'60 e la legge riteneva sbagliato che si mettessero al mondo bambini di etnia mista.
Assistere al racconto di questa storia, oggi, fa venire i brividi. Non tanto per azioni violente o bellicose, che qui a dire il vero non sono molte, ma soprattutto per l'impostazione mentale ben radicata all'interno del sistema legislativo e quindi umano e quotidiano che va addirittura oltre la libertà di pensiero o espressione e coinvolge qualcosa che oggi è, sì, garantito per legge, ma non ancora una conquista universale: la libertà di amare.
Il film sui coniugi Loving è ancora oggi un esempio utile a rinfrescare la mente in un mondo non sempre pronto ad accogliere le differenze. Ed è bello ricordarsi che ogni tanto anche nella vita vera il lieto fine arriva sul serio. Quello che mi è piaciuto qui è proprio il desiderio di ricordare, di dare voce ad una storia altrimenti non così scontatamente popolare. Perché Mildred e Richard sono esistiti davvero, hanno combattuto davvero e si sono fatti avanti per difendere il proprio matrimonio, la propria famiglia e il proprio amore. Per essere un film che tratta non marginalmente anche la parte prettamente giuridica, "Loving" mi è sembrato un film pieno d'amore, di quelli in cui non serve sbandierarlo perché il sentimento c'è e si vede. Non tutti sono in grado di raccontare questo tipo di storie senza scadere in retoriche facili o calcare la mano e in questo devo dire che Jeff Nichols è stato particolarmente abile ed efficace (diversamente dal suo precedente "Midnight Special").
Ruth Negga e Joel Edgerton sono una dolcissima coppia, affiatata, molto concreta. Ho veramente apprezzato la loro costruzione dei personaggi, si vede che c'è un lavoro dietro fatto di studio di mosse e accenti, sguardi e silenzi. Sono loro l'anima di questa pellicola e sono stati certamente la scelta più giusta per impersonare la coppia. Loro, insieme alla bella sceneggiatura (e storia, naturalmente) sono gli elementi portanti di "Loving", quegli aspetti che conferiscono al risultato finale del film quel senso di soddisfazione che alla fine ti rimane addosso.
Ps. Candidato a 2 Golden Globe per i migliori attori drammatici e a 1 Oscar per la Miglior attrice protagonista (Negga).
Cast: Joel Edgerton, Ruth Negga, Marton Csokas, Nick Kroll, Michael Shannon.
Box Office: $8.4 milioni
Consigli: Bel film, bella storia. Non è certamente un titolo da scegliere a cuor leggero sia per quanto riguarda l'argomento della trama, sia perché il ritmo non è certo dei più forsennati (il chemi par di capire sia una sorta di tratto distintivo degli ultimi film di Nichols). Però, se la disposizione d'animo è quella giusta e si cerca qualcosa di non scontato da guardare, "Loving" è sicuramente una buona scelta.
Parola chiave: Corte suprema.

Se ti interessa/ti è piaciuto

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#HollywoodCiak
Bengi