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venerdì 21 giugno 2024

Film 2283 - Abigail

Intro: Forse vedere questo film in 4D non è stata l'idea migliore...

Film 2283: "Abigail" (2024) di Matt Bettinelli-Olpin, Tyler Gillett
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Niamh
In sintesi: "Abigail" quello che promette mantiene e niente di più. Non necessariamente un male, ci mancherebbe, semplicemente meglio non avere troppe aspettative.
Il film di per sé non è malaccio, è un horror che tutto sommato funziona e lascia soddisfatti se quello che si sta cercando è un disimpegno facile facile a tinte splatter. Per chi fosse alla ricerca di qualcosa di più, meglio cercare altrove.
Il cast è ben assortito: capitanato da Melissa Barrera (recentemente orafana della nuova saga di "Scream") che anche qui funziona bene come protagonista, il film presenta anche la penultima performance sul grande schermo del recentemente scomparso Angus Cloud ("Euphoria"), ora al cinema nella nuova pellicola di "Garfield" (a cui dà la voce a uno dei personaggi).
Piccola curiosità: in qualche scena iniziale del film, si riconosce Dublino e uno dei suoi ponti più iconici, il Samuel Beckett Bridge.
Cast: Melissa Barrera, Dan Stevens, Kathryn Newton, Will Catlett, Kevin Durand, Angus Cloud, Alisha Weir, Giancarlo Esposito, Matthew Goode.
Box Office: $42.1 milioni
Vale o non vale: Onestamente sconsiglio la visione in 4D, che distrae troppo dalla visione. Ogni volta che Abigail saltella qua e là (che sia per un passo di danza o un'arrampicata su qualche parete), le poltrone non smettono di agitarsi, per un effetto quasi comico che davvero rovina la visione. Per il resto la storia fa quello che ci si aspetta, consegnando un horror atipico che a tratti mi ha ricordato quel "The Haunting" con Liam Neeson e Catherine Zeta-Jones.
Premi: /
Parola chiave: Rapimento.
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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 22 maggio 2024

Film 2277 - Godzilla x Kong: The New Empire

Intro: Non vedevo l'ora di andarlo a vedere al cinema!

Film 2277: "Godzilla x Kong: The New Empire" (2024) di Adam Wingard
Visto: al cinemaa
Lingua: inglese
Compagnia: Niamh
In sintesi: forse ancora più che il film precedente, questo "Godzilla x Kong: The New Empire" è una frenesia inarrestabile di avvenimenti che si susseguono senza sosta uno dopo l'altro. E, per quanto mi sia goduto questa visione, devo dire che per certi versi il tutto è quasi... troppo.
Premesso che da un prodotto come questo mi aspetto solo che sano e disimpegnato intrattenimento - per cui, diciamocelo pure, la storia è quasi accessoria - e da questo punto di vista il film mantiene le promesse, di fatto però succedono talmente tante cose che non si ha mai il tempo di elaborare quanto appena visto, di prendere fiato per un secondo. E, se da un lato l'effetto montagna russa ha sicuramente centrato l'obiettivo, come contrappasso si ha una certa sensazione di stanchezza alla fine della visione (o almeno io mi sono sentito così).
Ciò detto, "Godzilla x Kong: The New Empire" è esattamente quello che ci si aspetta, se non di più: un tour de force di combattimenti e distruzione di qualunque cosa, elementi non-sense della mitologia dei due iconici personaggi, nonché la (vaga) continuazione delle trame precedenti che qui, grazie al cielo, lasciano finalmente indietro certi fili narrativi ormai privi di interesse (quello del personaggio di Millie Bobby Brown, per esempio, che già dalla pellicola precedente non aveva più senso di esserci). Inoltre, la storia ci regala anche una sorta di hommage a "Il pianeta delle scimmie" che, in questo contesto, tutto sommato non stona.
Insomma, "Godzilla x Kong: The New Empire" non sarà certo un capolavoro, ma per quello che è sicuramente funziona e non lascia delusi.
Film 724 - Godzilla
Film 726 - Godzilla
Film 912 - Godzilla
Film 1413 - Godzilla
Film 1780 - Godzilla: King of the Monsters
Film 2000 - Godzilla vs. Kong
Film 2268 - Godzilla vs. Kong
Film 2277 - Godzilla x Kong: The New Empire
Cast: Rebecca Hall, Brian Tyree Henry, Dan Stevens, Kaylee Hottle, Alex Ferns, Fala Chen, Rachel House, Chika Ikogwe.
Box Office: $563.8 milioni (ad oggi)
Vale o non vale: Azione allo stato puro. Gli effetti speciali non sono i miei preferiti (specialmente per i primati), ma non si va certo a vedere un film come questo alla ricerca di un senso di realismo e veridicità. Sarebbe meglio recuperare anche le pellicole precedenti, ma non è necessario: Godzilla e Kong comunicano a sberle e pugni nei capitoli precedenti come qui. Anzi, qui se le danno ancora più forte.
Premi: /
Parola chiave: Mothra.
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#HollywoodCiak
Bengi

sabato 15 agosto 2020

Film 1907 - Eurovision Song Contest: The Story of Fire Saga

Intro: Proprio nell'anno in cui l'Eurovision Song Contest viene cancellato per l'emergenza sanitaria globale, esce il film di Netflix a lui dedicato. Una coincidenza sfortunata nonché una magra consolazione per i fan del famosissimo evento made in EU.
Film 1907: "Eurovision Song Contest: The Story of Fire Saga" (2020) di David Dobkin
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: ci ho messo un po' per capire se questo film mi fosse piaciuto o no, più che altro perché, da grande fan dell'Eurovision, ho faticato a decidere quanto ci fosse di omaggio rispetto alla manifestazione e quanto di americanata superficiale. Perché sì, l'Eurovision sarà anche una baracconata da un certo punto di vista, ma vive di una filosofia che oggi più che mai va rispettata e coltivata.
Dunque, dicevo, ci ho messo un po' a capire quanto di questo "Eurovision Song Contest: The Story of Fire Saga" fosse un omaggio bonaccione e quanto, invece, un'interpretazione dello show troppo semplicistica, per giungere alla conclusione che, forse, una pellicola sulla manifestazione europea più avvolgente e coinvolgente di sempre meritasse un occhio e una prospettiva più europei. E non perché non sia apprezzabile che anche gli americani si affaccino alla manifestazione - sicuramente gli organizzatori ci avranno visto una grande opportunità pubblicitaria quando Netflix ha abbracciato il progetto -, anche se credo che nel complesso il film manchi di comprendere la bizzarria che la competizione canora è in grado di generare e celebrare in maniera così naturale. Nel senso che sì, Lars Erickssong (Will Ferrell) e Sigrit Ericksdóttir (Rachel McAdams) sono ampiamente inquadrati come strambi outsiders per tutta la storia, ma di fatto sono più goffamente rincoglioniti che consapevolmente fuori dalle righe. Ed è qui che, secondo me, la pellicola ha propriamente il suo limite: l'Eurovision ha visto esibirsi drag queen barbute e non, anziane nonnine, performer sui trampoli, provocanti contadine sessualmente ammiccanti ed Emma Marrone, il tutto per un mix talmente eterogeneo di esibizioni memorabili (per innumerevoli ragioni) che riassumere la bizzarria dei due protagonisti attraverso outfit sgargianti e colossali figure di merda non rende giustizia all'idea che sta dietro a un progetto come quello che fa qui da sfondo alla storia.
Insomma, "Eurovision Song Contest: The Story of Fire Saga" fa del suo meglio per dare degna visibilità alla manifestazione (di cui l'Italia è uno dei Paesi fondatori*, nonché ispiratore grazie al Festival di Sanremo) e da un certo punto di vista il film riesce nel suo intento, celebrando vincitori e concorrenti passati (manca in toto il nostro Paese), mettendo la Russia alla berlina e riuscendo a veicolare quell'idea di inclusione, partecipazione ed orgoglio nazionale che caratterizzano l'evento; non riesce, però, a riflettere in maniera più efficace l'anima odierna del progetto, il cui pregio principale è quello di abbracciare ogni cultura e minoranza, riuscendo a promuovere con invidiabile leggerezza lo spirito della diversità inteso come affermazione e celebrazione di ogni identità quale necessario tassello di un gigantesco puzzle europeo (e non) che funziona proprio perché così eterogeneamente composto.
*Gli altri Paesi sono: Belgio, Olanda, Lussemburgo, Germania, Svizzera, Francia.
Cast: Will Ferrell, Rachel McAdams, Dan Stevens, Melissanthi Mahut, Mikael Persbrandt, Ólafur Darri Ólafsson, Graham Norton, Demi Lovato, Pierce Brosnan, Jamie Demetriou, Natasia Demetriou; (cameo) Loreen, Conchita Wurst, Netta, Salvador Sobral, Jamala.
Box Office: /
Vale o non vale: Tempi un po' troppo lunghi e bizzarrie un po' superficiali vengono compensati dalle buone intenzioni e una francamente inaspettata piacevole colonna sonora, il tutto per un risultato finale che certamente non rende giustizia all'anima della manifestazione, ma ha quantomeno il pregio di A) far conoscere l'Eurovision Song Contest anche al di fuori dei suoi più naturali confini e B) di regalarci una simbolica edizione proprio nell'anno in cui si è stati costretti a cancellare qualsiasi evento globale.
Premi: /
Parola chiave: Elfi.

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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 19 luglio 2019

Film 1629 - Beauty and the Beast

Intro: Lo avevo visto al cinema in italiano e mi chiedevo come potesse essere vederlo in lingua originale, considerate anche le tante canzoni presenti.
Film 1629: "Beauty and the Beast" (2017) di Bill Condon
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: questo "Beauty and the Beast" si inserisce in un momento storico in cui la Disney parrebbe non aver più niente da dire. Dopo "Alice in Wonderland" 1&2, "Maleficent", "Cinderella", "The Jungle Book", "Dumbo", "Aladdin", l'appena uscito "The Lion King" e i prossimi "Maleficent: Mistress of Evil", "Lady and the Tramp", "Mulan", "Cruella" e il già chiacchieratissimo "The Little Mermaid", non si può fare a meno di chiedersi se questo momento di copia-incolla tenderà prima o poi a finire o se ci dovremo subire proprio tutte le trasposizioni in live action dei classici del catalogo della casa di Topolino & soci. Per quanto mi riguarda, nonostante certi buoni risultati ottenuti con alcune delle pellicole, il gioco non vale la candela; il che non si può certo dire per quanto riguarda la Disney, impegnata a battere cassa come mai prima d'ora grazie ad incassi record veicolati dalle varie 'operazioni nostalgia' (senza contare quanto sia fruttifera la collaborazione con Marvel e Pixar).
Ciò detto, "Beauty and the Beast" cartoon rimane imbattibile e irraggiungibile e per quanto la scelta di Emma Watson come Belle sia più che mai azzeccata, questo recentissimo adattamento non produce nel suo risultato finale la stessa, magica tendenza al capolavoro vista (e vissuta) con la pellicola del '91. Gli elementi ci sono tutti, il cast è pazzesco, i costumi e le scenografie sfarzosi, gli effetti speciali in gran spolvero e il budget monster da grandi-aspettative-ergo-grandi-risultati, ma, mi spiace, non è la stessa cosa. E poi una mia riflessione personale: nessuno può sostituire Angela Lansbury, nemmeno Emma Thompson, mi spiace.
Film 231 - La bella e la bestia
Film 1332 - La bella e la bestia
Film 1629 - Beauty and the Beast
Cast: Emma Watson, Dan Stevens, Luke Evans, Kevin Kline, Josh Gad, Ewan McGregor, Stanley Tucci, Audra McDonald, Gugu Mbatha-Raw, Ian McKellen, Emma Thompson.
Box Office: $1.264 miliardi
Vale o non vale: Il cartone animato è imbattibile, ma sono sicuro che i fan della Disney apprezzeranno lo stesso.
Premi: Candidato a 2 Oscar e 2 BAFTA per i Migliori costumi e scenografie.
Parola chiave: Petali.

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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 30 marzo 2017

Film 1332 - La bella e la bestia

Beh, beh, beh, mica si poteva perdere, no? Peccato l'infelice scelta della prima domenica sera d'uscita del film, tra una sala piena, una folla di bambini irrequieti e un manipolo di genitori incapaci di gestirli. Probabilmente in un contesto più neutro mi sarei goduto maggiormente la visione.

Film 1332: "La bella e la bestia" (2017) di Bill Condon
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Poe, Erika, Chiara, Giulia
Pensieri: Francamente pensavo molto peggio, ma il cartone animato è imbattibile.
Emma Watson sembra nata per interpretare il ruolo di Belle per fisionimia, finezza, espressività e una certa "aura sociale" che ha conseguito nel tempo (impegnata, studiosa, intelligente e propositiva) e sicuramente lei non delude le aspettative. E' perfetta per la parte e lo sa, il che non guasta. Dan Stevens l'ho visto un po' spaesato. Da "Downton Abbey" al giga carrozzone Disney il passo non è scontato. La sua bestia non entusiasma quando ritorna nuovamente umana e certamente non fa furore nelle prime scene pre-trasformazione; in ogni caso non mi sembra nemmeno che abbia troppo il physique du rôle per interpretare il principe e anche se, è vero, l'aspetto fisico non è l'unico parametro, sicuramente in un prodotto-fotocopia come questo l'essere didascalici ha un valore. Il discorso, in particolare, acquista una maggior validità quando si parla delle canzoni. Per quanto mi riguarda è questa la vera nota dolente.
"Beauty and the Beast" ha alcune delle musiche più belle tra i vari titoli disneiani, forse le migliori in assoluto, per cui mi riesce davvero difficile accettare le modifiche che la distribuzione italiana ha deciso di effettuare ai testi di capolavori come "Stia con noi", "La canzone di Gaston", "La bella e la bestia", riadattandoli al nuovo contesto live-action. Premesso che non so se il discorso valga anche per la versione anglosassone, rimane il fatto che certe cose dovrebbero essere e restare intoccabili. Il qual concetto ultimamente pare risultare estraneo alla Disney che, per far cassa - non che ne abbiano bisogno - riesuma i vari successi cartoon per ri-portarli sul grande schermo con gli attori in carne ed ossa. Nulla di male, del resto il pubblico del primo "La bella e la bestia" oggi è ampiamente in età da figli, il che non solo lo riavvicina alla storia, ma lo spinge a trascinarsi dietro anche i vari ed eventuali pargoli, ampliando ulteriormente il bacino d'utenza Disney, già di per sé sconfinato. Il business è business, è inutile stupirsi.
Volendo tralasciare, quindi, l'aspetto commerciale per ritornare al film, ribadisco che "La bella e la bestia" 2017 funziona nonostante tutto. Sicuramente il "Cenerentola" di un paio di anni fa è più riuscito, ma la nostalgia canaglia, la parte tecnica e l'atmosfera che la produzione riesce ad evocare sono tutti elementi capaci di regalare a questa pellicola un risultato finale sufficiente. Ecco, non mi spingerei oltre. Nel senso che, nel complesso, la tecnica supera una sostanza altrimenti un po' povera ed interviene a colmare delle lacune altrimenti decisamente evidenti. La storia (che già conosciamo) è leggermente rielaborata e non si capisce perché - già funzionava, non c'era bisogno di cambiare certe scelte narrative - e in ogni caso non tratta nulla che non si sia già ampiamente visto al cinema. Qui è l'estetica a fare la differenza. Effetti speciali, fotografia, costumi e scenografie sono quegli elementi spettacolari che lanciano "La bella e la bestia" direttamente nell'olimpo dei blockbuster (l'incasso lo attesa ulteriormente), per un riscontro finale che è davvero mozzafiato. Qui sì che il lavoro di riadattamento rispetto al film d'animazione è sensato e perfettamente riuscito!
Dunque, per tirare un po' le somme, si può dire che sicuramente l'operazione commerciale della Disney è riuscita. "Beauty and the Beast" è il caso cinematografico di questo primo trimestre del 2017, un fenome che secondo me non faticherà a toccare quota 1 miliardo di dollari di incasso (ha incassato 500 milioni in 9 giorni...) e revitalizzare ulteriormente due tipi di fenomeni: quello legato a questa storia specifica e, più esteso, quello che vede i live-action di vecchi cartoni animati come l'affare del momento. Che poi la pellicola sia di fatto un così così salvato in corner dalla perfezione tecnica rispetto ad un racconto un po' floscio di una storia più che nota, è un'altra storia. Ah, e non dimentichiamoci il cast: non ho mai visto una locandina così fitta di nomi importanti. Il che certamente conferisce ulteriore prestigio a tutta la produzione, andando ancora di più a veicolare il messaggio del doppio fenomeno di cui sopra.
Insomma, siamo davvero di fronte ad un'arma invincibile, lanciata sul mercato per fare strage. Ci riesce eccome, anche se da spettatore (quasi) originale del primo "La bella e la bestia" posso dire che questa versione 2.0 non vale nemmeno la metà del suo intramontabile ed innarrivabile predecessore.
Film 231 - La bella e la bestia
Film 1332 - La bella e la bestia
Film 1629 - Beauty and the Beast
Cast: Emma Watson, Dan Stevens, Luke Evans, Kevin Kline, Josh Gad, Ewan McGregor, Stanley Tucci, Audra McDonald, Gugu Mbatha-Raw, Ian McKellen, Emma Thompson.
Box Office: $720.2 milioni (ad oggi)
Consigli: Chiunque ami la favole Disney, abbia amato il cartone animato e le sue canzoni, gradisca i musical è il benvenuto. Un tripudio di effetti speciali, un gran lavoro sull'estetica e una protagonista femminile indipendente quanto basta per risultare modern(in)a per una storia che si sa già come finisce, ma è pur sempre piacevole da seguire. Niente mi convincerà mai che sia all'altezza dell'originale, in ogni caso regala un paio d'ore di perfetto stile fiabesco. Se piace, è imperdibile.
Parola chiave: Rosa.

Se ti interessa/ti è piaciuto

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Bengi

lunedì 2 marzo 2015

Film 884 - Notte al museo: Il segreto del faraone

Alla ricerca di qualcosa di leggero per una serata senza pensieri.

Film 884: "Notte al museo: Il segreto del faraone" (2014) di Shawn Levy
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Non che sia mai stato particolarmente fan della saga, però si può dire che è uno di quei franchise buono per tutte le occasioni, in grado di soddisfare un po' tutti in termini di intrattenimento spensierato e privo di contenuti.
Anche questo terzo ed ultimo titolo si inserisce alla perfezione nel trend, riuscendo a strappare qualche sorriso e qualche sguardo di ammirazione grazie alle buone idee rese possibili dagli effetti speciali. Sarà, infatti, il British Museum questa volta a prendere vita, in un tripudio di nuovi personaggi tra il simpatico e il pericoloso. Non mancheranno, ovviamente, anche gli storici protagonisti che hanno reso così suggestiva questa saga, uno fra tutti il compianto Robin Williams, giunto con questa alla sua ultima apparizione sul grande schermo.
La nuova avventura londinese si renderà necessaria per salvare la Tavola di Ahkmenrah, artefice della magia che fa vivere i vari inquilini del museo, da Roosevelt alla testa dell'Isola di Pasqua, dalla scimmietta Dexter ad Ahkmenrah stesso. Sarà quest'ultimo a suggerire di riportare la Tavola al padre Merenkahre/Ben Kingsley che si trova esposto al British Museum, per cercare una soluzione e salvare la vita di coloro che dipendono dalla magia che sprigiona il cimelio egiziano.
Il capitolo conclusiovo, quindi, si trasferisce a Londra e cerca il buon motivo per far tornare al cinema il maggior numero di spettatori possibile a 5 anni dal secondo episodio e 8 dal primo, clamoroso successo. In quest'ottica sono inserite alcune nuove star come Dan Stevens/Lancillotto, ma soprattutto Rebel Wilson nel non facilissimo compito di far ridere evitando di superare il limite (siamo pur sempre in un film per famiglie). La boccata d'aria fresca che la frizzante aria londinese porta è sicuramente efficace e di fatto "Notte al museo: Il segreto del faraone" supera di gran lunga il risultato finale della seconda pellicola, pur rimanendo sempre incagliato nell'ottica dell'intrattenimento facile facile cui Ben Stiller è quasi sempre relegato.
In definitiva, quindi, un titolo di puro intrattenimento che non va oltre la sua natura giocosa e disimpegnata, regala qualche ora spensierata ed innocua e saluta una saga che, zitta zitta, è costata 387 milioni di dollari e ne ha incassati $1.31 miliardi. E poi dicono che la cultura non porta soldi... (battuttaccia, lo so)
Ps. Il film è dedicato sia a Robin Williams che a Mickey Rooney, scomparsi prima dell'uscita del film nelle sale.
Box Office: $342.8 milioni
Consigli: Cast d'eccezione per il - speriamo definitivo - saluto del franchsie. In questo "Night at the Museum: Secret of the Tomb" accorrono Ben Stiller, Robin Williams, Owen Wilson, Steve Coogan, Dan Stevens, Ben Kingsley, Ricky Gervais, Dan Stevens, Rebel Wilson, Rami Malek, Skyler Gisondo, Patrick Gallagher, Mizuo Peck, Dick Van Dyke, Mickey Rooney e perfino Hugh Jackman e Alice Eve direttamente dal palco dello spettacolo teatrale "Camelot".
Insomma, classica pellicola acchiappa star, tutte in gran spolvero per il capitolo conclusivo di questa trilogia che ha certamente saputo colpire l'immaginario del pubblico grazie alla trovata dell'idea cardine della storia, riproposta pellicola dopo pellicola. L'incasso è un po' calato e in America il film ha faticato a trovare il suo spazio, ma il pubblico fidelizzato ha comunque premiato questo lavoro con un più che cospicuo profitto. In definitiva un titolo accettabile nell'ottica della ricerca di qualche ora spensierata e, nel finale, perfino un po' malinconica. Di certo non un capolvoro, ma passabile.
Parola chiave: Luna.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 3 novembre 2014

Film 807 - A Walk Among the Tombstones

Luigi era molto, molto curioso di vederlo, così ne abbiamo subito approfittato non appena lo streaming ce l'ha permesso.

Film 807: "A Walk Among the Tombstones" (2014) di Scott Frank
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Luigi
Pensieri: Molto cupo, molto violento e assolutamente crudo, una pellicola che grazie al sempre granitico Liam Neeson funziona abbastanza e adempie al compito che le è richiesto, ma che risulta assolutamente identica ad una qualunque delle altre che l'ha preceduta. Neeson è infatti ormai avvezzo più a questo genere che a qualunque altro - motivo probabile per il quale è tanto credibile in questi panni - e bisogna dire che nulla gli si può obiettare se non una certa mancanza di fantasia nella scelta dei copioni. Sono vicini a questo filone titoli come "Io vi troverò", "Taken - La vendetta", "Non-Stop", "The Grey" o "Unknown - Senza identità".
Consigli sul variare i generi a parte, penso si possa ormai dire a voce alta che Neeson rappresenta sempre di più lo stereotipo dell'uomo tutto d'un pezzo, di principi saldi, dedito al martirio se la causa lo richiede, solitamente solo perché abbandonato dalla famiglia o perché la famiglia l'ha persa. Lui più di molti altri sembra oggi incarnare questo archetipo, classico personaggio all'esterno durissimo, ma dal cuore fondamentalmente tenero. Eppure mi sembrerebbe di poter pensare che il nostro attore potrebbe fare di più. Pace, per il momento ci teniamo questo guerriero silenzioso, questo paladino immerso nell'oscurità esterna e interiore, capace di sventare attentati aerei o giustiziare molto privatamente criminali pazzoidi che, come qui, seviziano, uccidono e fanno a pezzi donne e bambini. Violento, come dicevo all'inizio e a tratti anche difficile da guardare senza chiudere gli occhi. Se piace il genere funziona e forse, anche, entusiasma. Se devo dire ho trovato il tutto troppo, troppo cupo. Non perché la cosa in sé mi dia fastidio, ma perché mi pare sia semplicemente un pretesto per calcare la mano sui toni. Le cose orrende capitano anche di giorno, d'estate, alla luce del sole e non solamente con la pioggia, la nebbia, a novembre o quando cala la sera. La "tinta dark" è ormai un trademark un po' abusato che, se da un lato ha anche il suo fascino, dall'altro rischia di declassare il prodotto a 'la solita roba un po' dark, un po' thriller, un po' mistery'. Meno male, però, che c'è Liam.
Box Office: $44.4 milioni
Consigli: Questa pellicola è tratta dal romanzo "A Walk Among the Tombstones" del 1992 di Lawrence Block. Se, come la pellicola, il libro dovesse essere così cupo c'è da farsi già venire i brividi. Agghiacciante per le perversioni umane che sviscera e porta a galla, ben realizzato tecnicamente e con un Liam Neeson sempre più convincente in questo tipo di ruolo, "La preda perfetta" (il titolo italiano) funziona abbastanza a patto che siate preparati davvero al peggio. Non adatto a una serata relax o a una domenica pomeriggio scaccia pensieri.
Parola chiave: Rapimento.

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Bengi