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venerdì 21 giugno 2024

Film 2283 - Abigail

Intro: Forse vedere questo film in 4D non è stata l'idea migliore...

Film 2283: "Abigail" (2024) di Matt Bettinelli-Olpin, Tyler Gillett
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Niamh
In sintesi: "Abigail" quello che promette mantiene e niente di più. Non necessariamente un male, ci mancherebbe, semplicemente meglio non avere troppe aspettative.
Il film di per sé non è malaccio, è un horror che tutto sommato funziona e lascia soddisfatti se quello che si sta cercando è un disimpegno facile facile a tinte splatter. Per chi fosse alla ricerca di qualcosa di più, meglio cercare altrove.
Il cast è ben assortito: capitanato da Melissa Barrera (recentemente orafana della nuova saga di "Scream") che anche qui funziona bene come protagonista, il film presenta anche la penultima performance sul grande schermo del recentemente scomparso Angus Cloud ("Euphoria"), ora al cinema nella nuova pellicola di "Garfield" (a cui dà la voce a uno dei personaggi).
Piccola curiosità: in qualche scena iniziale del film, si riconosce Dublino e uno dei suoi ponti più iconici, il Samuel Beckett Bridge.
Cast: Melissa Barrera, Dan Stevens, Kathryn Newton, Will Catlett, Kevin Durand, Angus Cloud, Alisha Weir, Giancarlo Esposito, Matthew Goode.
Box Office: $42.1 milioni
Vale o non vale: Onestamente sconsiglio la visione in 4D, che distrae troppo dalla visione. Ogni volta che Abigail saltella qua e là (che sia per un passo di danza o un'arrampicata su qualche parete), le poltrone non smettono di agitarsi, per un effetto quasi comico che davvero rovina la visione. Per il resto la storia fa quello che ci si aspetta, consegnando un horror atipico che a tratti mi ha ricordato quel "The Haunting" con Liam Neeson e Catherine Zeta-Jones.
Premi: /
Parola chiave: Rapimento.
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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 25 maggio 2021

Film 2008 - Erin Brockovich

Intro: La giornata era difficile e avevo bisogno di una distrazione che sapevo efficace al 100%.

Film 2008
: "Erin Brockovich" (2000) di Steven Soderbergh
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: pur non essendo un capolavoro senza tempo, "Erin Brockovich" ha comunque conquistato negli anni il suo spazio tra i titoli che si ricordano della storia moderna del cinema. Sarà che la storia con happy ending funziona, sarà che Julia Roberts qui è perfetta e indimenticabile, di fatto il film di Soderbergh è uno di quelli di cui ti ricordi facilmente l'esistenza e che non è mai faticoso da riguardare. Senza contare che, essendo tratto da una storia vera, il racconto rimane ancora più impresso. Davvero una bella pellicola.
Film 414 - Erin Brockovich - Forte come la verità
Film 2008 - Erin Brockovich
Cast: Julia Roberts, Albert Finney, Aaron Eckhart, Marg Helgenberger, Tracey Walter, Peter Coyote, Cherry Jones, Conchata Ferrell, Michael Harney.
Box Office: $256.3 million
Vale o non vale: L'argomento è serio (e vero), eppure "Erin Brockovich" non è un film pesante o complesso da seguire. C'è una leggerezza nella protagonista che aiuta lo spettatore a seguire la trama con interesse e genuino coinvolgimento. Una leggerezza che, però, non è assolutamente superficialità. Al contrario, il film riesce a veicolare alla perfezione il suo messaggio, senza mai confondere lo spettatore nonostante la terminologia legale o quella media. Un ottimo risultato per una pellicola che, intelligentemente, ruota tutta attorno al potere magnetico della sua eroina. Senza contare che quella qui è certamente una delle interpretazioni di Julia Roberts più iconiche.
Premi: Candidato a 5 Oscar per Miglior film, regia, sceneggiatura originale e attore non protagonista (Finney), ha vinto quello per la Miglior attrice protagonista (Roberts). 4 nomination ai Golden Globes (film, regia, attore non protaginsta) ha vinto per la Miglior attrice drammatica. Julia Roberts ha vinto anche il BAFTA per la Miglior attrice, mentre il film è stato candidato in altre 5 categorie (film, regia, attore non protagonista, sceneggiatura originale e montaggio).
Parola chiave: Documenti.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 6 agosto 2019

Film 1641 - The Other Woman

Intro: Lo trovo sempre divertente.
Film 1641: "The Other Woman" (2014) di Nick Cassavetes
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: Film 742 - Tutte contro lui
Film 907 - Tutte contro lui
Film 1641 - The Other Woman
Cast: Cameron Diaz, Leslie Mann, Kate Upton, Nikolaj Coster-Waldau, Nicki Minaj, Taylor Kinney, Don Johnson.
Box Office: $196.7 milioni
Vale o non vale: Sufficientemente stupido da risultare innocuo con un trio di comprimarie affiatate e una Leslie Mann davvero in forma. Non certo un capolavoro, ma perfetto per un momento di disimpegno.
Premi: Peggior attrice ai Razzie 2015 per Cameron Diaz (ex aequo per "Sex Tape")
Parola chiave: Bahamas.

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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 25 settembre 2015

Film 1001 - Affare fatto

A casa in malattia: film 11. Siamo giunti alla fine!

Film 1001: "Affare fatto" (2015) di Ken Scott
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Ultimo titolo della mia collezione "Salvate il malato Bengi", la scelta è ricaduta su una classica commedia stupida, così per arrivare a fine serata senza pensieri.
"Unfinished Business" ha un cast pazzesco che spreca per una serie di banalità anche volgarotte, ma di certo al cosa non mi ha colto alla sprovvista. Mi aspettavo tutto quello che ho visto (perfino il lato B di Dave Franco), per cui niente ha potuto scalfire la mia ultima, tranquilla visione casalinga.
La trama è semplice: Dan, che si dimette dalla sua vecchia compagnia, ne comincia una propria insieme a due matti e, a fatica, nel giro di un anno riescono ad ottenere la loro grande occasione. Credendo di dover solo ottenere la fimra del contratto che consentirebbe loro di svoltare, scopriranno invece che il vecchio capo di Dan è pronto a mettergli i bastoni fra le ruote.
Come si capisce, la storia non ha nulla di originale e anche se le avventure folli che ci sono in mezzo hanno qualche momento divertente, il risultato finale non è così spassoso come sarebbe dovuto essere per giustificare tanta volgarità e banalità. Diciamo che salvo il terzetto improbabile (Vince Vaughn, Dave Franco, Tom Wilkinson) e poco altro. Insomma, niente di che.
Cast: Vince Vaughn, Dave Franco, Tom Wilkinson, Sienna Miller, Nick Frost, James Marsden, June Diane Raphael.
Box Office: $13.6 milioni
Consigli: Boiatona che ha qualche momento divertente e che principalmente si posiziona nell'intrattenimento a cervello spento che mira ad essere successone commerciale grazie a divertimenti fino all'eccesso, politicamente scorretto, sesso e protagonisti improbabili insieme ma che in realtà funzionano. La formula - a livelo di incasso - non ha funzionato, ma non si può dire che sia un titolo peggiore di altri che, invece, sono stati clamorosi successi commerciali. Forse la stella di Vince Vaughn si è spenta, ma non è colpa sua: probabilmente non avrebbe mai dovuto accendersi.
Parola chiave: Viaggio d'affari.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 6 gennaio 2015

Film 849 - Take Me Home Tonight

Ero sempre rimasto con la curiosità di vederlo...

Film 849: "Take Me Home Tonight" (2011) di Michael Dowse
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Non ho mai particolarmente amato Topher Grace come attore, come creatore di storie per il cinema, dopo aver visto questa pellicola, nemmeno.
"Take Me Home Tonight" nasce, appunto, da un'idea di Grace che, sulla carta e soprattutto grazie al trailer, sembrerebbe una figata, ma di fatto è un piatto tentativo di servire al pubblico un'esperienza teoricamente da ricordare e in pratica piuttosto dimenticabile.
Dove la tagline originale promette la "Best. Night. Ever." a sottolineare e sponsorizzare una notte di divertimenti pazzi e goliardici, il risultato finale è invece privo di quella lucida follia che dirige le vicende di altre pellicole simili o comunque incentrate su party che degenerano all'inverosimile (vedi, per esempio, "Project X - Una festa che spacca"). Ed è un peccato perché gli elementi a favore di un buon risultato ci sarebbero stati tutti: il protagonista nerd in cerca di riscatto + il suo amico pazzoide che sniffa coca e combina solo guai + la sorella del primo (Anna Faris) che gli vuole un mondo di bene e ama le feste + la solita trafigga del liceo da riconquistare in quanto cotta segreta + il supermegaparty dell'anno che segnerà per sempre il destino di tutti i suoi partecipanti.
Di fatto, invece, questa festa non riesce mai a decollare per lo spettatore, che segue un po' annoiato gli sviluppi di una vicenda priva di mordente e francamente dal poco ritmo. Non ci si appassiona allo sventurato cucciolino Matt, come non ci si diverte con il suo amico sessuomane e strafatto Barry... Insomma, non ci siamo!
Box Office: $6,923,891
Consigli: Anna Faris è una che di commedie se ne intende (4 su 5 episodi di "Scary Movie", "La conigliera di casa", "Sex List" e adesso in tv con "Mom"), eppure qui non ci ha visto lungo. Lei si salva, come Grace e la bellissima Teresa Palmer, ma il resto - anni 80 a parte - si può sinceramente evitare.
Parola chiave: Futuro.

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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 31 gennaio 2014

Film 662 - Captain Phillips - Attacco in mare aperto

Per introdurre questo film, un passaggio della bella canzone di Milva dal titolo "Marinero":
«I just want to feel the spray
Upon my face, the ocean air
Marinero»


Film 662: "Captain Phillips - Attacco in mare aperto" (2013) di Paul Greengrass
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Tratto dalla storia vera del capitano Richard Phillips e raccontata in "A Captain's Duty: Somali Pirates, Navy SEALS, and Dangerous Days at Sea", questo film, devo dirlo, è veramente una bomba. E non me lo aspettavo minimamente!
L'interesse si accende quasi subito quando i maledetti pirati somali si interessano alla nave del nostro futuro eroe e lui, solo a governare, comincia il contrattacco con i soli mezzi a sua disposizione: velocità, idranti e la trasmissione di un messaggio di emergenza all'US Maritime Emergency Line. I pirati, naturalmente, riescono a salire a bordo della grande portacontainer "Maersk Alabama" e, da quel momento, comincia l'adrenalina.
Quella che la trama ci racconterà, infatti, è la dinamica di un dirottamento (il primo della storia navale statunitense) e il successivo sequestro del capitano, in un crescendo di situazioni limite in cui "dialogare" prevede sempre l'utilizzo di qualche arma da fuoco. Unico collante tra la vita e la morte dell'equipaggio è proprio Phillips, che metterà a rischio la sua incolumità riuscendo prima a contenere i pirati trattando e consegnando i $30,000 in dotazione alla nave, poi finendo sulla scialuppa di salvataggio che i quattro intendono usare per ritornare nel loro Paese da dove chiedere il riscatto per il capitano. Sarà un viaggio pericoloso ed agitatissimo.
Veri risponsabili della riuscita di questo "Captain Phillips" sono certamente gli ottimi Tom Hanks e Barkhad Abdi nei panni del capo dei pirati somali (per lui, alla prima esperienza recitativa, doppia nomination ai Golden Globes e agli Oscar) e il regista Paul Greengrass che, oltre ad avere il taglio di capelli meno azzeccato del mondo, è anche in grado di gestire una sceneggiatura che prevede solo mare aperto, una scialuppa microscopica e una nave cargo gigante con grandissima maestria, senza mai far "soffrire" lo spettatore la necessità di qualche scenario in più.
Ottimo risultato, quindi, questo "Captain Phillips - Attacco in mare aperto", capace di far trattenere il respiro grazie ad un finale ad altissima tensione e ad un Tom Hanks che non apprezzavo così da un sacco di tempo. Le 6 nomination agli Academy Awards che il film si è guadagnato sono del tutto meritate e, anche se prima ero alquanto scettico riguardo questa pellicola in generale e il suo interprete in particolare, mi sono ampiamente ricreduto.
Ps. 55 milioni di dollari per produrlo ed un box office mondiale ad oggi a quota $215,346,525.
Consigli: Io purtroppo l'ho visto a più riprese, ma mi ha comunque conquistato. Quindi, chiaramente, meglio vederlo dall'inizio alla fine senza grandi pause, in modo da poter godere appieno del climax narrativo. Hanks è in formissima e l'esordiente Barkhad Abdi è un pirata lucido e spietato. Un ottimo esempio di film che trae da fatti reali una storia al cardiopalma che vale la pena di vedere.
Parola chiave: Riscatto.

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Bengi

lunedì 2 dicembre 2013

Film 625 - 17 again - Ritorno al liceo

Cineforum dell'incidentato capitolo XI: film in streaming gratuito grazie un concorso. Potevo rifiutare?

Film 625: "17 again - Ritorno al liceo" (2009) di Burr Steers
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: Commediola discreta sulle seconde possibilità, ovvero quando un ex attore di successo ormai fallito finisce in una pellicola per teenagers dove il suo personaggio da giovane viene interpretato da una delle giovani superstar più sulla cresta dell'onda. Per non far nomi, Matthew Perry VS Zac Efron.
L'idea alla base di "17 Again" non ha nulla di originale e, anzi, ricalca una tipologia di trama già affrontata ad Hollywood, ovvero il ritorno al passato mixato al passato che ritorna ed è ambientato nel presente. Nel caso specifico di questa pellicola, il Mike adulto si trasforma in quello adolescente che torna dal passato ad influenzare (in positivo, ovvio) il presente. Quindi dove sta la novità? Non c'è di fatto, ma la pellicola ha i suoi momenti e bisogna ammettere che Zac Efron è capace di reggere sulle sue spalle i 102 minuti di durata.
E' tutto puramente a scopo di lucro, ma non può certo nuocere nessuno un prodotto commerciale come questo all'insegna dei buoni sentimenti, del vero amore (per la donna della vita e la famiglia) e della seconda chance che fa tanto riscatto e comprensione dei propri errori.
Insomma, se si prende "17 again - Ritorno al liceo" per quello che è, ovvero la solita commedia americana destinata al pubblico giovane + le fans ormonate dell'idolo (all'epoca) adolescente Zac Efron, si può facilmente assimilare, digerire e dimenticare senza che alcunché di spiacevole capiti a chi guarda. Se, invece, si prende tutto un po' di petto - ovvero con uno spirito critico anche solo vicino al minimo sindacale - questo film è una gran cavolata.
Ps. 40 milioni di dollari per produrlo e $136,267,476 di incasso al botteghino mondiale.
Consigli: Si guarda in maniera spensierata, lo si dimentica senza controindicazioni. Niente più che una commediola facile facile senza alcuna pretesa.
Parola chiave: Seconda possibilità.

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Bengi

lunedì 26 agosto 2013

Film 573 - Ben-Hur

Non avendolo MAI visto dovevo assolutamente recuperare!


Film 573: "Ben-Hur" (1959) di William Wyler
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: Probabilmente è il titolo cinematografico più famoso di tutti i tempi da oltre 50anni (poi però è arrivato "Titanic"...), con alcune delle scene cult della storia cinematografica moderna (le bighe dicono niente?).
"Ben-Hur", diciamocelo, è fuori dagli standard contemporanei per un'infinità di motivi - numero musicale di apertura, tempi di narrazione giurassici (212min di pellicola), storia di Gesù incastonata alla trama modello favoletta-rassicurante, ecc - e va necessariamente preso per quello che è o, meglio, per ciò che è stato. L'occhio dello spettatore moderno, quindi, dovrà avere la capacità di abituarsi serenamente ad un mix di fattori come quelli già elencati che, ai giorni nostri, sarebbe letale per una pellicola messa in produzione coi fini di accaparrarsi un buon botteghino. Ciò detto, il film di William Wyler è certamente un capolavoro del suo genere - di quelli, per dire, che mia nonna ha sempre amato, perfetto specchio dei suoi tempi - e affronta tutte le tematiche giuste per essere un faro di etica morale edificante.
La silenziosa ascesa di Giuda Ben-Hur dopo la messa in schiavitù (vicinissima a quella di Jean Valjean vista nell'ultimo "Les Misérables"), il messaggio cristiano, il riscatto e l'amore fedele, sono tutti baluardi, fari in una nebbia umana da dissipare con lo stesso coraggio e la stessa fermezza dimostrati dal protagonista del film. Da questo punto di vista "Ben-Hur" dev'essere stato un prodotto molto apprezzato dai moral(issim)i organi di censura dell'epoca. Ai giorni nostri diciamo che, però, il tutto risulta un po' trito.
In particolare mi sento di dire che la storia personale di Gesù che si intreccia alle vicende del protagonista interpretato da Charlton Heston mi ha infastidito in quanto inaspettata. Nonostante il numero musicale d'apertura sembri inizialmente fuori contesto (è sui famosi indici della Creazione di Adamo di Michelangelo), non appena la trama prende un attimo corpo palesa l'iconica scelta. Gesù, per tutta la durata della pellicola si incontrerà in non più di tre-quattro passaggi, mai inquadrato in volto; la sua presenza, comunque, 'santifica' il prodotto finale e fa contenti tutti (i cattolici). Io ne avrei fatto volentieri a meno.
A parte questo, comunque, non ci si può esimere dal visionare almeno una volta nella vita questo film, senza la necessità di amarlo in quanto acclamato, ma per capire come e perché possa aver influenzato la storia del cinema e in maniera collaterale la cultura popolare più o meno recente.
Personalmente ho trovato davvero emozionante la scena delle quadrighe (tra l'altro Sergio Leone, anche se non accreditato, fu uno dei responsabili della troupe della seconda unità che ne curò la realizzazione), con un montaggio serratissimo e delle inquadrature davvero d'avanguardia, al pari di scene d'azione che potremmo vedere tranquillamente ai giorni nostri.
Insomma, questo film merita di essere visto almeno una volta nella vita: che si apprezzino i peplum di sfondo religioso, che si voglia ammirare la cura delle scenografie e dei costumi, che ci si voglia chiedere come diavolo sia stato possibile realizzare un kolossal di tale portata o fare il gioco delle differenze tra la recitazione di oggi e quella di un tempo; l'importante è farsi una personalissima idea riguardo a questo prodotto commerciale capace di insinuarsi nell'immaginario cinematografico di intere generazioni di spettatori.
Io l'ho trovato grandioso e maledettamente lungo, spettacolare e kitsch, autocelebrativo e dalla morale facile, ma comunque passaggio imprescindibile della storia cinematografica americana e certamente titolo rappresentativo di un genere che per anni ha spopolato (io, al momento, su questa linea ho visto solo "Cleopatra"; ci sarebbero da recuperare "Quo Vadis", "Sansone e Dalila", "I dieci comandamenti", ...) che sono pezzi di storia del cinema mondiale.
Ps. Prima pellicola a vincere 11 premi Oscar, manterrà il suo record imbattuto fino all'arrivo di "Titanic" e, qualche anno dopo "Il signore degli anelli - Il ritorno del re".
Consigli: L'unica cosa che posso dire è che bisogna assolutamente vederlo!
Parola chiave: Peste.

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Bengi

domenica 7 ottobre 2012

Film 459 - Il club delle prime mogli

Rivederlo è sempre un piacere, specialmente se in dvd su tv HD a schermo piatto...

Film 459: "Il club delle prime mogli" (1996) di Hugh Wilson
Visto: dalla tv di Bea
Lingua: italiano
Compagnia: Ale, Bea, Fra, Nora, Matteo, Alice, Sara
Pensieri: L'ultima volta che ho visto questa pellicola mi sembrava una vita fa, invece sono passati solo pochi mesi (era aprile). Un mondo di cose in mezzo che mi ha fatto sembrare un lasso di tempo tanto breve eterno quanto una vita intera.
Cambiata la compagnia - questa volta con tanti amici ritrovati - non cambia, però, la mia passione per questa pellicola ironica e divertente su tre magnifiche donne ex prime mogli di mariti ingrati e furbacchioni. Colonne portanti di questo "The First Wives Club" sono il trio Goldie Hawn, Bette Midler e Diane Keaton, una più diversa dell'altra eppure mix esplosivo di ilarità, fascino e comicità.
Certe chicche non solo rimangono cult, ma sono difficilissime da produrre di questi tempi, a quanto pare. Sempre bellissimo.
Ps. Nel cast anche Maggie Smith, Sarah Jessica Parker, Marcia Gay Harden e i camei di Heather Locklear e Ivana Trump.
Film 377 - Il club delle prime mogli
Film 459 - Il club delle prime mogli
Film 1789 - The First Wives Club
Film 2087 - The First Wives Club
Consigli: Sempre divertente e godibile, una commedia con una trama e non stupida, ma che si prende il lusso di scherzare su un tema che, sicuramente, per molte è decisamente... fastidioso!
Parola chiave: Suicidio.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi