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mercoledì 22 maggio 2024

Film 2277 - Godzilla x Kong: The New Empire

Intro: Non vedevo l'ora di andarlo a vedere al cinema!

Film 2277: "Godzilla x Kong: The New Empire" (2024) di Adam Wingard
Visto: al cinemaa
Lingua: inglese
Compagnia: Niamh
In sintesi: forse ancora più che il film precedente, questo "Godzilla x Kong: The New Empire" è una frenesia inarrestabile di avvenimenti che si susseguono senza sosta uno dopo l'altro. E, per quanto mi sia goduto questa visione, devo dire che per certi versi il tutto è quasi... troppo.
Premesso che da un prodotto come questo mi aspetto solo che sano e disimpegnato intrattenimento - per cui, diciamocelo pure, la storia è quasi accessoria - e da questo punto di vista il film mantiene le promesse, di fatto però succedono talmente tante cose che non si ha mai il tempo di elaborare quanto appena visto, di prendere fiato per un secondo. E, se da un lato l'effetto montagna russa ha sicuramente centrato l'obiettivo, come contrappasso si ha una certa sensazione di stanchezza alla fine della visione (o almeno io mi sono sentito così).
Ciò detto, "Godzilla x Kong: The New Empire" è esattamente quello che ci si aspetta, se non di più: un tour de force di combattimenti e distruzione di qualunque cosa, elementi non-sense della mitologia dei due iconici personaggi, nonché la (vaga) continuazione delle trame precedenti che qui, grazie al cielo, lasciano finalmente indietro certi fili narrativi ormai privi di interesse (quello del personaggio di Millie Bobby Brown, per esempio, che già dalla pellicola precedente non aveva più senso di esserci). Inoltre, la storia ci regala anche una sorta di hommage a "Il pianeta delle scimmie" che, in questo contesto, tutto sommato non stona.
Insomma, "Godzilla x Kong: The New Empire" non sarà certo un capolavoro, ma per quello che è sicuramente funziona e non lascia delusi.
Film 724 - Godzilla
Film 726 - Godzilla
Film 912 - Godzilla
Film 1413 - Godzilla
Film 1780 - Godzilla: King of the Monsters
Film 2000 - Godzilla vs. Kong
Film 2268 - Godzilla vs. Kong
Film 2277 - Godzilla x Kong: The New Empire
Cast: Rebecca Hall, Brian Tyree Henry, Dan Stevens, Kaylee Hottle, Alex Ferns, Fala Chen, Rachel House, Chika Ikogwe.
Box Office: $563.8 milioni (ad oggi)
Vale o non vale: Azione allo stato puro. Gli effetti speciali non sono i miei preferiti (specialmente per i primati), ma non si va certo a vedere un film come questo alla ricerca di un senso di realismo e veridicità. Sarebbe meglio recuperare anche le pellicole precedenti, ma non è necessario: Godzilla e Kong comunicano a sberle e pugni nei capitoli precedenti come qui. Anzi, qui se le danno ancora più forte.
Premi: /
Parola chiave: Mothra.
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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 30 aprile 2024

Film 2268 - Godzilla vs. Kong

Intro: Era già da tempo che mi andava di rivederlo. Quando ho scoperto (per caso) che stava per uscire un nuovo capitolo di questa saga, non ho perso tempo.

Film 2268: "Godzilla vs. Kong" (2021) di Adam Wingard
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: il primo film continua sempre a piacermi di più, però questo scontro tra titani è certamente un'avventura divertente, un giro di giostra che non manca di lasciare soddisfatti.
Più "giocoso" e "rilassato" dei precedenti episodi, "Godzilla vs. Kong" sposta il focus sul mega primate (che qui diventa protagonista) e sposta la narrazione su nuovi personaggi e la costruzione di un universo che, da qui in poi, abbandona i toni più realistici e seri - soprattutto del primo "Godzilla" - e si concede una storia più leggera e, soprattutto, principalmente concentrata sui combattimenti, specialmente tra Kong e Godzilla.
Spettacolare in termini di scene d'azione ed effetti speciali, il film di Adam Wingard è sicuramente una buona aggiunta al franchise, se non addirittura un rilancio dopo il clamoroso flop del secondo "Godzilla: King of the Monsters".
Film 724 - Godzilla
Film 726 - Godzilla
Film 912 - Godzilla
Film 1413 - Godzilla
Film 1780 - Godzilla: King of the Monsters
Film 2000 - Godzilla vs. Kong
Film 2268 - Godzilla vs. Kong
Film 2277 - Godzilla x Kong: The New Empire
Cast: Alexander Skarsgård, Millie Bobby Brown, Rebecca Hall, Brian Tyree Henry, Shun Oguri, Eiza González, Julian Dennison, Lance Reddick, Kyle Chandler, Demián Bichir.
Box Office: $470.1 milioni
Vale o non vale: Chi apprezza questo tipo di pellicole gioirà grazie al poderoso spettacolo offerto da "Godzilla vs. Kong". Perfetto per una serata a cervello spento, dove l'unica preoccupazione è quanti grattacieli riusciranno a distruggere i due mostri mentre si duellano.
Premi: /
Parola chiave: Home.
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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 6 settembre 2022

Film 2131 - Vicky Cristina Barcelona

Intro: Non avevo alcuna intenzione di rivederlo, lo ammetto, ma Ciarán ci teneva e tutto sommato questo film comunque mi piace. Quindi perché no?

Film 2131: "Vicky Cristina Barcelona" (2008) di Woody Allenn
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Ciarán
In sintesi: questa è la mia terza visione di "Vicky Cristina Barcelona" e anche se continuo a pensare che già due fossero sufficienti, non posso dire di non aver apprezzato la visione. Poi ammetto che vederlo per la prima volta in inglese ha sicuramente offerto una prospettiva diversa rispetto alle varie interpretazioni.
Forse quella che mi ha colpito di più in assoluto è stata quella di Scarlett Johansson, che le altre volte ho sempre trascurato rispetto a quella ben più di impatto di Penélope. In realtà, tolta la carica sexy con cui cercano sempre di connotare l'interpretazione della Johansson con il doppiaggio italiano, rimane una performance molto più ispirata e sensuale, piuttosto che necessariamente provocante o erotica. Il tutto a vantaggio della storia.
Poi, certo, è impossibile negare il magnetismo dell'interpretazione della Cruz, che qui ricorda in parte un approccio nostrano al cinema (e la sua visceralità). Il tutto per un ritratto inatteso concesso sotto le mani di un regista, Woody Allen, solitamente più mentale che esplicito con la telecamera.
Insomma, "Vicky Cristina Barcelona" tutto sommato è stato ancora in grado di sorprendermi e appassionarmi, nonché instillarmi una certa nostalgia per la capitala catalana. La fotografia a toni seppia, però, è assolutamente un incubo da sopportare.
Film 1182 - Vicky Cristina Barcelona
Film 2131 - Vicky Cristina Barcelona
Cast: Javier Bardem, Patricia Clarkson, Penélope Cruz, Kevin Dunn, Rebecca Hall, Scarlett Johansson, Chris Messina, Pablo Schreiber.
Box Office: $96.4 milioni
Vale o non vale: A mio avviso rimane uno dei migliori di Allen degli ultimi anni e sicuramente da recuperare per tutti i fan della Cruz che per questo ruolo ha vinto l'Oscar (anche se onestamente per me avrebbe dovuto vincerlo per "Volver"). Non la considererei troppo una commedia ad essere onesti (come i Golden Globe tenterebbero di suggerire), ma ci sono certamente degli aspetti ironici a trainare certi meccanismi della storia. Comunque un film che vale per il grande cast e interpretazioni, oltre che una certa atmosfera rilassata e passionale che pervade tutta la storia.
Premi: Vincitore dell'Oscar e del BAFTA per la Miglior attrie non protagonista Penélope Cruz. 3 nomination ai Golden Globe per Miglior attore protagonista (Bardem), attrice protagonista (Hall) e attrice non protagonista (Cruz) e una vittorie per Miglior film, musical o comemdia.
Parola chiave: Weekend.
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#HollywoodCiak
Bengi

domenica 16 maggio 2021

Film 2000 - Godzilla vs. Kong

Intro: Lo aspettavo da mesi. Era la promessa del blockbuster che mi meritavo dopo mesi di pandemia, film tremendi, studio intenso e affaticamento da solitudine. Non potevo essere più pronto per un prodotto come questo e non potevo avere aspettative (di divertimento e intrattenimento) più elevate.
Ho capito che sarebbe andato tutto a buon fine nel momento in cui l'università mi ha concesso in prestito per l'estate un iMac da 27 pollici. Non sarà come tornare al cinema, ma ci andiamo molto vicino.

Ps. Questa è la recensione numero 2000! A quasi 12 anni dalla prima, rimango felicemente colpito da quanto questo blog sia diventato una parte fondamentale della mia vita e quanto la passione per il cinema sia rimasta una costante che, nel tempo, non è mai venuta a mancare.

Film 2000
: "Godzilla vs. Kong" (2021) di Adam Wingard
Visto: dall'iMac
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: "Godzilla vs. Kong" è tutto quello che mi aspettavo e anche molto di più. E' intrattenimento puro, divertimento facile facile ed effetti speciali al loro massimo potenziale. "Godzilla vs. Kong" è il film che volevo e di cui avevo disperatamente bisogno dopo mesi e mesi e mesi di totale astinenza cinematografica da veri e propri blockbuster scaccia pensieri che non aspirano a diventare nuovi profeti del cinema d'intrattenimento con annesso messaggio edificante e/o una pianificazione interstellare di futuri episodi dalle trame intricatissime ma maledettamente soddisfacenti (una volta che finalmente si arriva al finale).
No, "Godzilla vs. Kong" è un film talmente consapevole di quello che sta proponendo al proprio pubblico che non perde tempo a prenderlo in giro: Godzilla appare nel giro di 15 minuti (nel precedente "Godzilla" di Gareth Edwards si doveva aspettare più di un'ora), non ha alcun interesse a caricare di significati edificanti la storia tutta (come ha maldestramente tentato di fare il "Godzilla: King of the Monsters" di Michael Dougherty) e condisce il tutto con la dose minima sindacale di trame e sottotrame e personaggi che sì, ci sono, ma potrebbero anche non esserci perché tanto lo sappiamo tutti che se stiamo guardando questa pellicola non è per la caratterizzazione dei protagonisti o per l'avvincente narrazione, ma perché vogliamo vedere Kong e Godzilla darsele di santa ragione.
E sì, per una volta Hollywood ha ascoltato forte e chiaro: Kong e Godzilla si menano di brutto. Per davvero. E lo fanno nella maniera più epica possibile.
Insomma, "Godzilla vs. Kong" è il film di cui avevo bisogno e una promessa mantenuta. Non è un capolavoro e non aspira ad esserlo, vuole essere un veicolo di spensierata distrazione e fa assolutamente centro. Se mai c'è stato un momento migliore per questa pellicola per uscire nei cinema (e non), non poteva che essere ora.
Film 724 - Godzilla
Film 726 - Godzilla
Film 912 - Godzilla
Film 1413 - Godzilla
Film 1780 - Godzilla: King of the Monsters
Film 2000 - Godzilla vs. Kong
Film 2268 - Godzilla vs. Kong
Film 2277 - Godzilla x Kong: The New Empire
Cast: Alexander Skarsgård, Millie Bobby Brown, Rebecca Hall, Brian Tyree Henry, Shun Oguri, Eiza González, Julian Dennison, Lance Reddick, Kyle Chandler, Demián Bichir.
Box Office: $452.4 milioni (ad oggi)
Vale o non vale: Vi mancano le pellicole dai budget mostruosi e le trame inesistenti? Cercate disperatamente un film che basi tutto il suo potenziale sugli effetti speciali? Vi siete sempre chiesti come sarebbe lo scontro cinematografico tra King Kong e Godzilla se avessero 200 milioni di dollari da spenderci per realizzarlo? Bene, avete trovato il titolo perfetto ed imperdibile che fa per voi. Consiglio lo schermo più grande che avete in casa e la cosa più simile al Dolby Surround che avete a disposizione. poi premete play, spegnete il cervello e buon divertimento. Non rimarrete delusi.
Premi: /
Parola chiave: Mechagodzilla.

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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 24 marzo 2017

Film 1329 - Regali da uno sconosciuto - The Gift

Scelto una sera tra la programmazione di Sky Go perché desideravo recuperarlo, ma mi ero sempre scordato.

Film 1329: "Regali da uno sconosciuto - The Gift" (2015) di Joel Edgerton
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Pensavo fosse un horror, ma non lo è. E' un buon thriller con un'inaspettata dose di suspense ben architettata.
Diversamente da quanto pubblicizzato nel trailer, però, non si tratta certo di un capolavoro intramontabile. E' un buon titolo di genere, certamente un esordio a regia+sceneggiatura di un Joel Edgerton sempre più interessante, un film che punta sugli elementi giusti e riesce a portare a casa un risultato finale veramente ben riuscito rispetto al solito. Detto ciò, a mio avviso questo "The Gift" fa semplicemente il suo dovere, intrattenendo e spaventando quanto basta.
Sicuramente il merito va a un buon trio di attori - da Jason Bateman non mi sarei aspettato credibilità nei toni troppo drammatici -, affiatati e capaci e a una regia in grado di architettare non pochi momenti da spavento di soprassalto e inquietanti rivelazioni (e supposizioni). Insomma, "Regali da uno sconosciuto" funziona e non fa pentire di averlo scelto.
Cast: Jason Bateman, Rebecca Hall, Joel Edgerton, Allison Tolman, Tim Griffin, Busy Philipps.
Box Office: $59 milioni
Consigli: Intrigante e quasi sempre all'altezza, "The Gift" è un buon thriller con non pochi momenti di suspense e situazioni sufficientemente strane da far sentire il disagio trai protagonisti. Un titolo per chi cerca un po' di atmosfera inquietante senza rinunciare a un po' di glam (la Hall ha un fascino innato) e a una certa dose di minimalismo, sia estetico che stilistico.
Parola chiave: Svenimento.

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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 3 agosto 2016

Film 1182 - Vicky Cristina Barcelona

Non me lo ricordavo quasi più e volevo rinfrescarmi la memoria...

Film 1182: "Vicky Cristina Barcelona" (2008) di Woody Allen
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Preso dal raptus everything-but-the-italian, ho deciso di vedere in inglese questo film per poter apprezzare meglio l'interpretazione della mia amata Penélope Cruz che grazie a "Vicky Cristina Barcelona" è diventata la prima attrice spagnola a vincere un Oscar. Inoltre la scelta è stata agevolata dal fatto che metà del cast fosse spagnolo, per cui mi pareva plausibile pensare che l'accento non sarebbe stato così difficile da decifrare rispetto ad anglofoni di nascita. In parte la scelta è stata giusta (in parte no, perché vederlo mentre facevo tapis roulant non ha aiutato a causa del rumore creato dall'attrezzo).
In ogni caso rivedere questo titolo di Allen era tra le cose da fare già da un po', incalzato tra l'altro dal recente acquisto del dvd. Un po' non ricordavo bene la trama, un po' era la nostalgia da Penélope, per cui era solo questione di come+dove+quando.
Diciamo che ho leggermente ridimensionato il mio apprezzamento rispetto a "Vicky Cristina Barcelona" per una serie di motivi. Quando uscì al cinema la situazione era diversa e Allen aveva deciso da un po' di abbandonare New York alla ricerca di nuovi scenari per le sue storie, oltre che sperimentare nuovi attori tra cui all'epoca spiccava sicuramente Scarlett Johansson. Dopo il clamoroso successo di "Match Point", il regista ha cominciato a sperimentare un "nuovo modo" di raccontare i suoi film e questo "Vicky Cristina Barcelona" si inserisce perfettamente nell'onda di entusiasmante rinnovo che, però, oggi va necessariamente un po' rivisto. In un'ottica più generale, infatti, va detto che oggi i film di Allen sono un po' tutti uguali (carini, ma non particolarmente incisivi). Più che altro sembrano fatti con lo stampino: colori pastello, atmosfere garbate, equivoci amorosi, grandi promesse e forse risultati non così soddisfacenti. Con questo non voglio dire che questa pellicola mi abbia deluso, assolutamente; semplicemente ho rivisto il mio largo consenso nei suoi confronti ri-aggiustandolo su una più matura visione d'insieme. "VCB" è, infatti, un titolo interessante, sicuramente ben recitato e dalle atmosfere calde e dai toni sexy, ma non si tratta di un capolavoro. Certamente un buon Allen contemporaneo - molto più incisivo dei suoi più recenti sforzi - che dimostra ancora una volta una lucidità e una curiosità per il mondo che sono veramente invidiabili.
Per il resto si tratta di un prodotto carino e ben confezionato, evidentemente un ottimo trampolino da Oscar per la Cruz, una bella vetrina per Barcellona e una scusa ben architettata per esplorare una serie di piacevolezze piccanti che nell'insieme non dispiacciono lo spettatore. In definitiva, dunque, piacevole e con buoni momenti che rendono interessante la storia, di cui il più rappresentativo è sicuramente il triangolo amoroso tra marito, fidanzata ed ex moglie.
Ps. Oscar per la Miglior attrice non protagonista.
Film 1182 - Vicky Cristina Barcelona
Film 2131 - Vicky Cristina Barcelona
Cast: Javier Bardem, Penélope Cruz, Scarlett Johansson, Rebecca Hall, Patricia Clarkson, Kevin Dunn, Chris Messina, Pablo Schreiber, Carrie Preston.
Box Office: $96,409,300
Consigli: L'Allen contemporaneo è anche questo: lesbismo, triangoli amorosi, ex mogli pazze di gelosia e dialoghi in spagnolo. Può piacere o no, sicuramente il regista e sceneggiatore è riuscito nel tempo a rinnovarsi e consolidare uno stile personale che è diventato ad oggi un marchio di fabbrica (che passa, per esempio, anche solo tramite una serie di elementi onnipresenti: musiche d'epoca, titoli di testa e di coda formattati sempre nello stesso modo, attori ingaggiati da una pellicola all'altra). Per chi piace e apprezza credo che "Vicky Cristina Barcelona" possa essere uno dei titoli più riusciti. Per gli altri questo prodotto può essere una piacevole distrazione estiva, un po' piccante, che ragiona sui sentimenti, la natura umana e le scelte personali. Godibile.
Parola chiave: María Elena.

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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 14 maggio 2014

Film 713 - Transcendence

Molto, molto interessato a questa pellicola sia per il cast che per la storia apparentemente intrigantissima.

Film 713: "Transcendence" (2014) di Wally Pfister
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Al momento ritengo sia il flop più clamoroso di questo 2014. 

100 milioni di dollari di budget, un cast stellare, premesse invitantissime e, comunque, un protagonista capace di solito di sbancare i botteghini perfino con il quarto, ennesimo capitolo de "Pirati dei Caraibi". Ma qui niente magia.
Premessa: la trama. Già di per sé la storia, che non è facile facile subito, finisce per accartocciarsi spesso su se stessa lasciando lo spettatore un po' perplesso. L'incipit - che propongo da Wiki - è questo: "Il dottor Will Caster, il più importante ricercatore nel campo dell'intelligenza artificiale che lavora per creare una macchina che combini l'intelligenza collettiva di tutto quello che è conosciuto con l'intera gamma delle emozioni umane, viene assassinato da terroristi anti-tecnologici. La moglie Evelyn ne carica il cervello in un computer, in modo che Will possa in qualche modo rivivere, comunicare e portare avanti le sue ricerche grazie alla connessione alla rete internet, con cui può raggiungere ogni computer della Terra."
Svolgimento: sulla carta sembrerebbe tutto una figata pazzesca. La resa, invece, è molto meno emozionante. Sì, mi sono addormentato al cinema, lo ammetto. 5 minutini al massimo, ma considerando che sono feroce assimilatore delle peggio commedie o dei peggio film in circolazione, direi che la cosa è alquanto esplicativa. 

Questo "Transcendence" non solo spesso non è chiarissimo, né intuitivo, ma è proprio noioso. Per troppo tempo non succede nulla, ovvero ciò che poteva essere riassunto in pochissimi minuti è, invece, protratto per buona parte della storia. Evelyn ha perso Will e si rifugia nel nuovo mondo che lui letteralmente costruisce per lei ora che è eterea presenza cibernetica. E questo è cristallino. Quello che non si capisce è perché la trama ce lo racconti per mezzora. A dire il vero, un'altra cosa che non si capisce è perché lei ci metta così tanto a realizzare che il nuovo pc-Will finirà col controllarla, sorvegliarla e segregarla essendo lampante conseguenza che una personalità intelligentissima, con a disposizione la rete web tutta e praticamente risorse illiminate, finirà per voler assoggettare chiunque al suo volere. Ci sono arrivato io, ci può arrivare anche Evelyn che è una scienziata accreditata. Insomma, le discrepanze su larga scala non mancano.
Manca, invece, un aspetto che avrei voluto trovare in questa storia fantascientifica, ovvero le possibili implicazioni sociali di una scoperta di tale portata. Nel film si sviluppa solamente l'aspetto legato all'uomo/coscenza che sfrutta le nuove potenzialità del suo upload nella rete solo come veicolo per rimanere assieme alla moglie che ama e vuole consolare e poi proteggere. Le innovazioni che gli sposini mettono in atto - e che la trama tratta in maniera marginale - sarebbero molto più interessanti di tutta la faida tra pc-Will e anti-tecnologici. E questa è un'occasione sprecata.
Diciamo che, un po' sulla falsariga di "Her", anche questo esperimento cinematografico finisce per sconfinare nell'ipotesi - nemmeno troppo remota - di un computer con la coscienza ma, dove il primo riesce a contestualizzare e rendere verosimili personaggi, trama e conclusione, qui ci si concentra e sull'amore tra la coppia, e sulla questione della mortalità e immortalità umana e, ancora (questo sì che sarebbe davvero interessante!), sull'etica della scienza. Una mole macrotematica di questo genere sfugge al controllo dello sceneggiatore e finisce in un marasma di spunti (e noia) che fallisce nel centrare il suo obiettivo.
Conclusione: scienza, etica e futuro sarebbero temi interessantissimi sui quali modellare una trama. Qui, purtroppo, si sprecano soldi e cast per un risultato francamente insoddisfacente, molto concentrato sulla resa in immagini (molti effetti speciali) e sul clamore che, di base, suscita l'incipit della trama (upload di un cervello umano alias coscienza su un computer). Deludente.
Box Office: $65,100,529
Consigli: In grado di generare notevoli aspettative, questo blockbuster di fantascienza finisce, però, per concentrarsi sui soliti temi: amore, tradimento della fiducia, guerra testosteronica tra chi la pensa diversamente. Si poteva fare molto di più a livello di sceneggiatura e il disastroso flop al botteghino ne è certamente un riflesso inequivocabile. Ed è un peccato considerando che il cast è notevole: Johnny Depp, Rebecca Hall, Paul Bettany, Kate Mara, Cillian Murphy, Morgan Freeman.
Parola chiave: Trascendenza.

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Bengi

giovedì 27 febbraio 2014

Film 676 - Iron Man 3

Gli Oscar sono sempre più vicini e cerco di mettermi in pari con i film che mi mancano da vedere delle varie categorie in gara.

Film 676: "Iron Man 3" (2013) di Shane Black
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Passata la crisi di mezza età, che doveva sottintendere un periodo di profonda maturazione del personaggio, e successivamente agli eventi intercorsi durante "The Avengers", anche Tony Stark ha assunto un atteggiamento più adulto e adesso ama la sua Pepper Potts e ci convive. Nonostante l'idillio amoroso, Tony è ancora profondamente scosso dagli avvenimenti di New York (leggi Avengers) e si ritrova, come un qualunque comune mortale, a dover affrontare sé stesso, gli attacchi di panico e la presa di coscienza dell'esistenza degli alieni.
Premesso che, a mio avviso, uno che salva ripetutamente la terra e si è inventato tute metalliche che gli permettono di volare e sparare, per non menzionare il fatto che è in vita grazie a delle radiazioni provenienti da schegge incastrate nel suo petto, non dovrebbe di fatto sentire troppo opprimente la minaccia aliena, rimane il fatto che questo "Iron Man 3" è effettivamente molto più riuscito del precedente. Sia perché ha un ritmo più incalzante, sia perché la storia è più interessante. Al trio ormai consolidato Robert Downey Jr.-Gwyneth Paltrow-Don Cheadle si aggiungono qui Guy Pearce nei panni del cattivo, il prezzemolino Ben Kingsley e Rebecca Hall.
Il risultato finale è un film che è puro blockbuster, finanziato da un budget di 200 milioni di dollari che permettono di usufruire di un apparato di effetti speciali che è qualcosa di sbalorditivo. La scena della distruzione del nido d'amore Stark è qualcosa di impressionante.
Gli intenti intrattenitivi vengono, quindi, ampiamente adempiuti e, anzi, sorprendentemente la saga si conclude con un epilogo che non mi aspettavo. Conferisce un senso di chiusura alla storia abbastanza efficace. Rimane il fatto che, per quanto mi riguarda, tra i vari personaggi Marvel Iron Man non riesce particolarmente a prendermi e ho seguito con una certa indifferenza le sue avventure.
Ps. Come gli altri due film del franchise - e anche "The Avengers" - il film è candidato agli Oscar 2014 nella categoria Migliori effetti speciali. Il favorito della categoria, però, è "Gravity". - The Avengers
Film 411 - The Avengers
Film 808 - The Avengers
Film 1568 - The Avengers
Film 930 - Avengers: Age of Ultron
Film 932 - Avengers: Age of Ultron
Film 1177 - Avengers: Age of Ultron
Film 1571 - Avengers: Age of Ultron
Film 1613 - Avengers: Infinity War
Film 1757 - Avengers: Endgame
- Captain America
Film 695 - Captain America - Il primo vendicatore
Film 1660 - Captain America: The First Avenger
Film 814 - Captain America: The Winter Soldier
Film 1156 - Captain America: Civil War
Film 1395 - Captain America: Civil War
- Thor
Film 268 - Thor
Film 1191 - Thor
Film 1659 - Thor
Film 631 - Thor: The Dark World
Film 1193 - Thor: The Dark World
Film 1447 - Thor: Ragnarok
- Iron Man
Film 543 - Iron Man 2
Film 676 - Iron Man 3
- Ant-Man
Film 1004 - Ant-Man
Film 1195 - Ant-Man
- Doctor Strange
Film 1250 - Doctor Strange
Film 1433 - Doctor Strange
- Spider-Man
Film 1394 - Spider-Man: Homecoming
Film 1653 - Spider-Man: Homecoming
Film 467 - The Amazing Spider-Man
Film 718 - The Amazing Spider-Man 2: Il potere di Electro
- Black Panther
Film 1612 - Black Panther
Box Office: $1,215,439,994
Consigli: E' certamente un ottimo esempio di pellicola commerciale che punta tutto su un buon intrattenimento fatto di azione, avventura, effetti speciali e una storia che oscilla sempre tra il divertente e il divertito. Robert Downey Jr. è un maestro nell'interpretare questo tipo di personaggi e bisogna ammettere che è un piacere guardarlo in azione. Azione che, questa volta, coinvolgerà anche la priva di qualsivoglia elasticità Gwyneth Paltrow.
Parola chiave: Mandarino.

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Bengi

mercoledì 13 giugno 2012

Film 415 - 1921 - Il mistero di Rookford

Trailer interessante e commenti positivi. In più c'è Rebecca Hall.


Film 415: "1921 - Il mistero di Rookford" (2011) di Nick Murphy
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: Certamente ben studiato per rendere il tutto più oscuro possibile, "The Awakening" non è né horror né thriller e, anzi, si gioca il suo fascino con le atmosfere. Una scuola gigantesca in mezzo ad un tetro bosco in cui pare si nasconda un fantasma. Una proprietà infestata in un luogo dove i bambini non si sentono più al sicuro. Serve qualcuno che risolva il mistero, una persona che sappia guardare, traendo il vero da fatti che parrebbero ingannevoli o mistificati.
Florence Cathcart/Rebecca Hall ("Frost/Nixon - Il duello", "The Town", "Vicky Cristina Barcelona", "The Prestige") sembra la perfetta candidata: crede solo in ciò che vede (e non nel mistico) ed è adeguatamente equipaggiata per stanare le 'presenze'. Chiaro che non sarà tutto così semplice.
Tra le ferite della guerra - della carne e della mente del prof. Robert Mallory/Dominic West ("John Carter", "Johnny English - La rinascita", "300", "Mona Lisa Smile") - e un passato dimenticato che riaffiora inesorabilmente, questo mistero di Rookford è capace di tenersi stretto l'interesse dello spettatore per quasi tutto il film. Perde nel finale, che inevitabilmente sa di già visto. Tutto sommato, comunque, il risultato globale è piacevole e abbastanza coerente. La Hall, che ormai seguo da un po', è sempre piuttosto brava e West comincia a farsi strada nel cinema che conta. Entrabi qui si giocano la carta del nudo, tra l'altro.
Silenziosa co-protagonista è Imelda Staunton ("Shakespeare in Love", "Motel Woodstock" e nominata all'Oscar per "Il segreto di Vera Drake"), famosissima per il ruolo di Dolores Umbridge nella saga potteriana, qui - come sempre - capace di dare spessore a personaggi anche di secondo piano.
Un buon cast e una storia che tiene, insomma, per una pellicola che fa il suo dovere.
Consigli: Si perde un po' nel finale, ma l'atmosfera che riesce a creare affascina e inquieta. Come un sogno ad occhi aperti, in certi passaggi regala buona dose di oppressione psicologica e suspance. Godibile.
Parola chiave: Passato.

Trailer

Ric

venerdì 27 aprile 2012

Film 397 - Frost/Nixon - Il duello

Un film che mi era molto piaciuto e avevo voglia di rivedere.


Film 397: "Frost/Nixon - Il duello" (2008) di Ron Howard
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Non sono particolarmente fan di Ron Howard, ma credo che questa pellicola sia un suo buon prodotto capace di raccontare in maniera attenta e puntuale la vicenda che sta dietro l'intervista avvenuta veramente all'ex presidente americano Nixon (Frank Langella) da parte del presentatore britannico David Frost (Michael Sheen). Intervista che, sulla carta, pareva sicuramente un campo minato e, in effetti, si rivelerà quasi controproducente all'inizio. Quasi.
In un crescendo di patos, grazie all'efficace incalzare di Frost - che, all'inizio, rimane soggiogato dalla figura presidenziale - si riuscirà finalmente ad ottenere da Nixon quell'ammissione di intenti che fino ad allora era riuscito a fuggire.
Meticolosa la ricostruzione dei fatti, ma non mi aspettavo niente di diverso essendo la sceneggiatura del Sig. Peter Morgan, già sceneggiatore della pellicola "La regina" (alias "The Queen"), qui alla sua seconda nomination all'Oscar. Vengono descritti particolarmente bene, a mio avviso, tutte quelle manie e fobie che caratterizzano l'ex presidente, da quelle fisiche come il sudore che gioca brutti scherzi davanti alle telecamere, a quegli ambigui comportamenti che all'inizio sembrano mettere in ginocchio anche Frost. E' appassionante, poi, vedere come ha ben costruito il suo personaggio Langella (qui alla sua prima nomination per l'Academy Award), davvero un ottimo lavoro.
Mi è meno comprensibile l'episodio della chiamata nottura che Nixon fa a Frost, ma, prendendo per buono che sia avvenuta anche nella realtà, immagino che possa essere una specie di apertura da parte del presidente nei confronti del suo interlocutore, quasi un flusso inconsapevole della sua coscienza (Nixon il giorno dopo dice di non ricordare nulla, nemmeno di aver chiamato il presentatore, ma che fosse un po' brillo si capisce già durante il dialogo tra i due) che sfonda quel muro eretto ai tempi del Watergate e che solo con l'ultimo episodio dell'intervista si riuscirà finalmente ad abbattere. Parafrasando: se lo fa il presidente, allora non è illegale perchè lui è al di sopra del giusto o dello sbagliato.
Shoccante, chiaramente, sarà quest'ammissione e spazzerà via in un solo colpo tutto il lavoro fino a quel momento fatto dall'ex presidente per tentare una riabilitazione del suo nome.
Ho davvero apprezzato questo 'duello', per riprendere il titolo, tra due personaggi che, paradossalmente, non hanno alcunché in comune. Interessante, anche, il lavoro di preparazione all'intervista con i tre aiutanti di Frost James Reston, Jr. (Sam Rockwell), Bob Zelnick (Oliver Platt) e John Birt (Matthew Macfadyen).
Tra gli altri attori che compaiono ci sono Rebecca Hall ("Vicky Cristina Barcelona", "The Town") e Kevin Bacon ("X-Men: L' inizio", "Footloose").
Ps. In totale 5 nomination all'Oscar (tra cui film e regia), ma solo $27,426,335 di incasso mondiale (25milioni solo per produrlo).
Consigli: Bel film dalla trama interessante. Esiste anche il dramma teatrale (che porta lo stesso titolo) scritto dallo stesso Morgan che qui cura la sceneggiatura. E' ottimo, per chi fosse interessato, a completare il quadro della vicenda Watergate.
Parola chiave: Scuse.

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Ric

lunedì 28 marzo 2011

Film 237 - The Town

Altro giro altro regalo. A febbre ormai domata, un film che desideravo vedere già da un po'.


Film 237: "The Town" (2010) di Ben Affleck
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Sforzandomi per ritrovare lo slancio dopo un periodo di lunga e faticosa magra 'creativa', eccomi che ritorno, dopo giorni di attesa, su questo "The Town" che ho visto ormai più di tre settimane fa. Tra la primavera ormai sbocciata e una personale apatia, non è stato facile ritrovare la voglia per buttare giù il mio (sempre personalissimo) pensiero su questa pellicola. Cominciamo.
Ben Affleck torna alla regia dopo il successo di critica del precedente "Gone Baby Gone" (una nomination agli Oscar per Amy Ryan come attrice non protagonista), ma, questa volta, prende parte in prima persona al suo progetto. Lo rivediamo, così, nei panni di attore che aveva dismesso da un po' (ultima parte che si ricorda in "State of Play" e nemmeno tanto memorabile).
Il risultato complessivo di questo film è buono. L'insieme tiene, gli attori sono tutti molto capaci e credibili nel proprio ruolo. Particolarmente impressi rimangono Jeremy Renner (con quella faccia un po' cagnesca) e la delicatezza di Rebecca Hall ("Vicky Cristina Barcelona") che, nel film, è vittima e chiave della storia. Interessante poi lo spunto rapina-malavita-tentativo di uscirne, sviluppato in maniera neanche troppo banale nonostante le innumerevoli variazioni sul tema.
La regia è funzionale alla narrazione aiutata da un buon montaggio che tiene bene la suspance nei vari episodi delle rapine. Il mix finale è più che positivo.
Nel periodo pre-Oscar di quest'anno, tra l'altro, si era molto parlato di questa pellicola come una delle favorite alle categorie principali. Nella realtà, le cose sono andate un po' peggio: un'unica nomination di Renner (la seconda in due anni dopo quella per "The Hurt Locker") come attore protagonista. Il vincitore è poi stato Christian Bale per "The Fighter".
Curiosità. Alcuni degli attori del cast vengono dal mondo della tv: Jon Hamm ("Mad Men") e Blake Lively ("Gossip Girl").
E' il penultimo film dell'attore Pete Postlethwaite - conosciuto ai più per cult come "Nel nome del padre", "I soliti sospetti" e di recente visto in "Inception" - morto il 2 gennaio di quest'anno.
Cameo per il premio Oscar Chris Cooper, qui padre galeotto di Affleck/Doug MacRay.
Consigli: Un film interessante, specialmente nella prima parte, con una bella scena di rapina in banca. Perde un po' nel finale con una certa retorica da film di genere che richiede il sacrificio degli antieroi. Tutto sommato, comunque, da vedere (con attenzione).
Parola chiave: Krista Coughlin.

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Ric

lunedì 25 ottobre 2010

Film 158 - The Prestige

Nolan e le magie. Dopo l'appuntamento al cinema con la sua ultima, colossale, fatica ci era venuta voglia di approfondire il lavoro di un narratore così complesso.


Film 158: "The Prestige" (2006) di Christopher Nolan
Visto: dalla tv del Puffo
Lingua: italiano
Compagnia: Marco, Andrea, Diego, Andrea Puffo, Marco C.
Pensieri: Il gioco di prestigio che compie Nolan è quello di costruire una storia potenzialmente ridicola e finire col renderla geniale. Ci sono elementi rischiosi che si combinano tra di loro, quali storia, scienza e fictoion e che, forse, nelle mani di un altro avrebbero finito per cozzare insieme rovinando il finale.
Meno male il nostro regista è abile e si districa bene tra illusioni e giochi della mente, distorsioni e prestigi.
Ovviamente a suo favore l'ottimo cast che presta viso e gesta alla sceneggiatura dello stesso regista (e del fratello Jonathan Nolan). Volti (stra)noti del grande schermo quali Hugh Jackman ("X-Men le origini - Wolverine", "Australia"), Christian Bale (il Batman degli ultimi due capitoli di Nolan), il due volte premio Oscar Michael Caine (anche in "Incepion"), una Scarlett Johansson stranamente dosata e sobria, fuori dal ruolo di diva che le hanno costruito addosso e semplice 'pedina' al servizio della storia (e non viceversa), Rebecca Hall ("Vicky Cristina Barcelona", "Dorian Gray" e adesso in "The Town" di Ben Affleck), Andy Serkis (il Gollum de "Il signore degli anelli") e -addirittura - David Bowie nei panni di Nikola Tesla, fisico realmente esistito.
Con questi numeri a suo favore non stupisce che "The Prestige" sia una pellicola così ben riuscita, capace di narrare con garbo e semplicità le storie di due illusionisti e della loro rivalità(c'entra l'amore) incastrando, tra giochetti di magia e illusioni un 'gioco di prestigio' narrativo capace di sorprendere in un finale ricco di colpi di scena!
Non c'è un vincitore e non c'è un vinto, ma solo il risultato di una guerra senza esclusione di colpi tra due uomini che sentono di dover dimostrare all'altro (e al mondo) di avere più ragione e talento dell'antagonista. Toccare con mano fin dove può spingersi il desiderio di vendetta e quanto, a volte, si rischi di dimenticare il motivo di tanto odio, accecati dalla necessità di di vedersi 'vincitori'.
Bello e inquietante, lascia un retrogusto amaro in bocca. Ma centra in pieno l'obiettivo.
Consigli: Non bisogna confondere questa pellicola con "The Illusionist", film dello stesso anno con protagonisti Edward Norton e Jessica Biel. Trama completamente differente, risultato leggermente inferiore. Ma si può certamente giocare al confronto.
Parola chiave: Fuga subacquea.




Ric