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venerdì 16 gennaio 2026

Film 2429 - Marty Supreme

Intro: I had really high expectations for this one, considering the stellar reviews, crazy marketing campaign, Oscar buzz and yeah, its protagonist.

Film 2429
: "Marty Supreme" (2025), Josh Safdie
Watched: At the movies
Language: English
Watched with: Niamh
Thoughts: I didn’t realize this movie shares its director with “Uncut Gems,” one of the most stressful movies I’ve ever watched. And “Marty Supreme” isn’t a walk in the park either.
I can’t really say that I loved it, to be honest, but I liked it enough for a number of reasons. It’s not my kind of movie: it’s so loud and fast-paced, and at times so intense and stressful, that I couldn’t fully enjoy it. This experience wasn’t as extreme as the “Uncut Gems” one, but it still affected (or tainted) my overall perception of the movie. That said, I did appreciate Timothée Chalamet’s performance — which I think could win him his first Oscar — and I love that Fran Drescher is finally back to acting. Overall, though, the standout performance for me was Odessa A’zion’s: she’s extremely talented, and her time in this movie proves it. I also appreciated the set pieces; I think the overall vibe and atmosphere were well built and convincingly recreated. Some really interesting music choices are included as well and, although not historically accurate, they really work.
Overall, I didn’t like it as much as I would have loved to, but I don’t regret committing to this two-and-a-half-hour movie.
P.S. The conceiving scene at the beginning reminded me of the movie “Look Who’s Talking”.
Cast: Timothée Chalamet, Gwyneth Paltrow, Odessa A'zion, Kevin O'Leary, Tyler Okonma, Abel Ferrara, Sandra Bernhard, Fred Hechinger, Fran Drescher.
Box Office: $79.5 million (so far)
Worth a watch?: If you’re a fan of Timothée, Josh Safdie’s filmmaking style, or the yearly award-season race in general, this movie is hard to miss. I was hoping for a more traditional biopic-style execution and less narrative craziness, but it’s as entertaining as it is stressful at times. It’s also a bit odd to see Timothée and Gwyneth Paltrow in sex scenes — but it is what it is.
Awards: Nominated for 3 Golden Globes for Best Motion Picture – Musical or Comedy and Best Screenplay, it won Best Actor in a Motion Picture – Musical or Comedy (Timothée Chalamet). 3 nominations at the upcoming 2026 Actor Awards: Outstanding Performance by a Cast in a Motion Picture, Outstanding Performance by a Male Actor in a Leading Role (Chalamet), Outstanding Performance by a Female Actor in a Supporting Role (Odessa A'zion).
Key word: Table tennis.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 6 dicembre 2024

Film 2326 - Gladiator II

Intro: Il sequel di cui non sapevo di avere bisogno? C'era un unico modo per scoprirlo...

Film 2326: "Gladiator II" (2024) di Ridley Scott
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Michael, Niamh, Debbi, Elias
In sintesi: considerato che gli ultimi film di Ridley Scott non mi hanno esttamente entusiasmato, ammetto che non nutrissi grandi speranze per il sequel di "Gladiator". Forse anche grazie alle mie basse aspettative, devo dire che tutto sommato il film mi è piaciuto.
No, "Gladiator II" non è all'altezza del suo predecessore, ma questo non significa che non riesca comunque a veicolare la giusta dose di spettacolo e intrattenimento. Ci sono tante cose di questa pellicola che non funzionano, ma quelle che invece sono fatte a dovere aiutano a mitigare un risultato finale che, di fatto, per me è stato positivo.
Partiamo da quello che non va: Lucius Verus Aurelius (Paul Mescal) è uno strano protagonista. È carismatico e sicuramente ben interpretato da Mescal, ma a mio avviso a livello narrativo certe cose non tornano. La storia non ci mostra praticamente mai quali siano le sue dosi di guerriero se non all'inizio del film: noi spettatori sappiamo quello di cui è capace, ma gli altri protagonisti no. Eppure, una volta nell'arena del Colosseo, tutti gli altri gladiatori si affidano alla guida di Lucius senza battere ciglio. L'ho trovato un po' semplicistico.
Un'altra cosa che mi ha confuso del protagonista è il suo iniziale rifiuto a riconoscersi quale figlio di Lucilla (Connie Nielsen): inizialmente dice di non essere il bambino che abbiamo visto nel primo film, poi però improvvisamente cambia idea e fa pace con la madre. Niente di tutto quello che porta a questo cambiamento di atteggiamento viene spiegato dalla storia e, improvvisamente, Lucius e Lucilla sono madre e figlio come un tempo.
Stessa cosa dicasi per l'iniziale voglia di vendetta di Lucius nei confronti del generale Acacius (Pedro Pascal): prima lo vuole morto, poi improvvisamente si alleano e combattono insieme.
Il secondo grande problema che ho avuto con questa storia sono i 3 anatagonisti, ovvero i due imperatori pazzi Geta (Joseph Quinn) e Caracalla (Fred Hechinger) e, più avanti nel racconto, Macrinus (Denzel Washington). I primi sono totalmente inutili in termini narrativi dato che aggiungono poco e niente agli avvenimenti racconti; inoltre non mi è piaciuta la recitazione eccessiva e sopra le righe per cui i due attori (e il regista, mi immagino) hanno optato. Per quanto riguarda Macrinus, certe scelte recitative di Washington mi hanno lasciato un po' perplesso, ci sono una marea di pose e gesti estremamente teatrali che mi hanno distratto dalle varie scene in cui è presente l'attore.
Detto questo - lo so che sembrano una marea di critiche, ma sono solo cose che ho notato durante la visione - rimane il fatto che "Gladiator II" offre una buona dose di intrattenimento spettacolare, anche grazie a tutta una serie di scene di combattimento che sicuramente non mancano di impressionare. Mi rimane ancora il dubbio di come abbiano fatto i romani nel 200 AC a portare degli squali vivi fino al Colosseo, ma a un certo punto bisogna abbracciare quella sospensione dell'incredulità che ci consente di gustare storie di finzione come questa.
Aggiungo che ho trovato Paul Mescal adatto alla parte, nonché un buon protagonista in generale e mi fa piacere vedere il suo talento riconosciuto a livello internazionale in un blockbuster come questo. È stato piacevole anche ritrovare Connie Nielsen, un'attrice dall'inequivocabile fascino che, però, fatica a trovare maggiore spazio in quello che è il cinema mainstream moderno.
Nota finale per Ridley Scott che, a 87 anni compiuti, non smette di appassionare gli spettatori grazie ai suoi titoli cinematografici.
Film 576 - Il gladiatore
Film 2363 - Gladiator
Film 2325 - Gladiator II
Cast: Paul Mescal, Pedro Pascal, Joseph Quinn, Fred Hechinger, Lior Raz, Derek Jacobi, Connie Nielsen, Denzel Washington.
Box Office: $327.3 milioni (ad oggi)
Vale o non vale: I fan dell'originale dovrebbero apprezzare. C'è meno coesione narrativa rispetto al primo film, ma il risultato finale è comunque godibile e gli effetti speciali aiutano a creare uno spettacolo cinematografico che intrattiene. Belli i costumi, ma la fotografia è un po' troppo "carica" (saturazione a gogo e spinta particolarmente marcata del nero, una caratteristica che ho riscontrato in altri lavori recenti di Scott, come "Prometheus", "Exodus: Gods and Kings", "Alien: Covenant", "All the Money in the World", "House of Gucci" e "Napoleon", tutti a firma del direttore della fotografia Dariusz Wolski).
Premi: /
Parola chiave: Mano che tocca la sabbia.
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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 21 giugno 2022

Film 2112 - Alex Strangelove

Intro: Di recente avevo salvato su Netflix qualche pellicola leggera da vedere in momenti in cui avessi avuto bisogno di qualcosa di spensierato. Due weekend fa mi sono lanciato su questo titolo.

Film 2112: "Alex Strangelove" (2018) di Craig Johnson
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: non che mi aspettassi grandi cose, però devo dire che questo "Alex Strangelove" non mi ha particolarmente convinto.
Per essere una pellicola incentrata sul coming out del suo protagonista, si passa un eternità di tempo a parlare della relazione di amicizia/amore/amicizia tra i due protagonisti Alex (Daniel Doheny) e Claire (Madeline Weinstein), relegando la questione omosessuale di fatto a sottotrama. Il che è un po' un peccato, anche perché avevo scelto di vedere il film più che altro per la sua tematica LGBT e non perché cercassi una storia di amicizia liceale. Anche perché se si fosse approfondito un po' di più questo nuovo aspetto della vita di Alex, si sarebbe evidato di dover relegare la parte più importante - e, se vogliamo, interessante - al finale con ballo di fine anno di rito.
Al di là di questo, poi, devo ammettere che ho trovato la storia un po' deludente anche a causa del protagonista, francamente piuttosto antipatico. Si fa fatica ad apprezzare il personaggio - e non è certo colpa di Doheny, quanto più per come è stato scritto Alex - e non si capisce come mai tutti siano apparentemente interessati a lui, perché sia costantemente al centro dell'attenzione. Alex è decisamente troppo popolare per come lo hanno caratterizzato nel film o troppo "sfigato" per essere così popolare. Mettetela come volete, di fatto i conti non tornano. Pure i suoi amici sono ossessionati dalle sue vicende sessuali o sentimentali, tanto da prendersi addirittura un pugno in faccia per Alex che, codardo, scappa lasciando l'amico - che lo ha difeso! - steso per terra. Mah.
Insomma, per quanto ci potrebbero essere certi elementi anche salvabili, "Alex Strangelove" non fa comunque abbastanza per elevarsi sopra la media.
Cast: Daniel Doheny, Antonio Marziale, Madeline Weinstein, Joanna Adler, William Ragsdale, Daniel Zolghadri, Nik Dodani, Fred Hechinger.
Box Office: /
Vale o non vale: Troppo debole come commedia, troppo poco focalizzato sulla questione LGBT, di fatto "Alex Strangelove" è poco quello che ci aspetterebbe e troppo qualcos'altro che, però, non ha sufficiente spinta per risultare originale. Si può vedere, per carità, ma non è certo niente di che.
Premi: /
Parola chiave: Sessualità.
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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 23 luglio 2021

Film 2035 - Fear Street: Part One - 1994

Intro: L'altro giorno su Skyper con Marco finiamo per caso a parlare di questa nuova saga horror di Netflix di cui non avevo mai sentito parlare. Lui me la consiglia, io non perdo tempo e recupero subito il primo episodio.

Film 2035: "Fear Street: Part One - 1994" (2021) di Leigh Janiak
Visto: dall'iMac
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: scopro oggi che questa trilogia evento di film dell'orrore targati Netflix si basa sulla serie di libri per ragazzi creata nientemeno che da R. L. Stine, mio personalissimo mito d'infazia in quanto ideatore del prolifico universo di "Piccoli Brividi" (o "Goosebumps" in inglese). Non mi sorprende che questo primo film mi abbia lasciato soddisfatto.
Nonostante la raccomandazione di Marco - che comunque aveva suggerito di non aspettarmi troppo - ammetto da parte mia ci fosse un po' di diffidenza, considerato che le pellicole del gigante dello streaming non sono solitamente di grande qualità, specialmente se horror. In realtà qui il prodotto finale funziona e, nonostante tutta la serie di cliché del genere che ti aspetti (e ritrovi), "Fear Street: Part One - 1994" riesce con successo a creare il mondo in cui ambientare la sua storia, tra luci al neon, colori estremamente brillanti, una colonna sonora ben pensata e una dose di splatter tollerabile.
Quello che più mi ha colpito, però, è la capacità della trama di rivendicare una certa dose di autonomia rispetto alla convenzione, caratterizzando i personaggi in maniera più originale del previsto (specialmente Simon/Fred Hechinger, arrapato e sopra le righe) e regalandoci un twist iniziale al sapore LGBT (che è sempre ben gradito). Poi, per carità, la recitazione è un po' quello che è, ma c'è anche da dire che da un prodotto come questo ci sono certi elementi per i quali le aspettative rispetto alla qualità sono effettivamente più basse...
Tutto sommato, in ogni caso, "Fear Street: 1994" è un godibile passatempo estivo che dà la giusta carica all'inizio della saga.
Film 2035 - Fear Street: Part One - 1994
Film 2037 - Fear Street: Part Two - 1978
Film 2039 - Fear Street: Part Three - 1666
Cast: Kiana Madeira, Olivia Scott Welch, Benjamin Flores Jr., Julia Rehwald, Fred Hechinger, Ashley Zukerman, Darrell Britt-Gibson, Maya Hawke, Jordana Spiro, Jordyn DiNatale.
Box Office: /
Vale o non vale: C'è la strega vendicativa, ci sono una valanga di serial killer tornati dal passato e ci sono anche tutti quei cliché narrativi cari ai generi horror e teen drama (penso a "Riverdale") che, combinati insieme fanno di questo primo "Fear Street" un prodotto sufficientemente fresco e godibile. Magari non per tutti - c'è comunque un bel po' di violenza - ma dovrebbe soddisfare i fan del genere.
Premi: /
Parola chiave: Blood.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi