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martedì 12 novembre 2024

Film 2320 - Late Night with the Devil

Intro: E siamo finalmente arrivati alla notte di Halloween, che ho passato a guardare film con la mia coninquilina comodamente sul divano.

Film 2320: "Late Night with the Devil" (2023) di Colin Cairnes, Cameron Cairnes
Visto: dal proiettore
Lingua: inglese
Compagnia: Sarah
In sintesi: ho trovato questo film per caso. Non ne avevo mai sentito parlare prima, non sapevo chi vi recitasse e di cosa parlasse la trama. Mi sono bastati titolo e poster per essere immediatamente intrigato.
"Late Night with the Devil" è un esperimento interessante. Il primo atto del racconto è tutta esposizione pure a cui, tra l'altro, bisogna prestare grande attenzione perché alcuni dettagli rilevanti per la storia sono rivelati già qui. Poi si procede con il set-up del film stesso: show televisivo con presentatore famoso ma in declino, gli ospiti, le interviste, il pubblico che interagisce. Ci sono persino i break commerciali in cui viene dato uno scorcio del dietro le quinte, nonché certi altri elementi narrativi importanti. Poi, ovviamente, il tutto si complica quando due degli ospiti - una ragazzina posseduta e la dottoress che l'ha in cura - si prestano alla richiesta di presentatore e pubblico in sala e si mettono in contatto con il demone che vive nel corpo della ragazza.
Come dicevo, "Late Night with the Devil" è un titolo interessante perché risulta più quasi come un esperimento che come un film vero e proprio. Per la maggior parte del tempo segue le regole del programma televisivo più che della pellicola cinematografica. Al contempo, contrariamente alle regole televisive, anche durante le pause per la pubblicità, la narrazione continua indisturbata in quanto noi del pubblico (del film, non della trasmissione) possiamo assistere al dietro le quinte del fuori onda.
In generale il film mi è piaciuto e l'ho trovato una boccata d'aria fresca rispetto alla solita tipologia di pellicola horror a cui siamo abituati. Forse l'unico aspetto un filo traballante sono gli effetti speciali, non sempre all'altezza. David Dastmalchian è un'ottimo protagonista.
Cast: David Dastmalchian, Laura Gordon, Ian Bliss, Fayssal Bazzi, Ingrid Torelli, Rhys Auteri, Georgina Haig, Josh Quong Tart, Michael Ironside.
Box Office: $15.5 milioni
Vale o non vale: Nella forma in cui è presentata, questa è certamente una delle pellicole horror meno conforme ai canoni classici che io abbia mai visto. A me, personalmente, è piaciuta, ma mi rendo conto che per chi fosse alla ricerca di qualcosa di più "tradizionale", questo approccio potrebbe risultare frustrante.
Premi: /
Parola chiave: Camp.
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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 26 ottobre 2022

Film 2142 - The Eyes of Tammy Faye

Intro: Quest'anno per niente ispirato dalla "corsa" agli Oscar, recupero con estremo ritardo uno dei film che, a sorpresa, l'ha fatta da padrone ai 94esimi Academy Awards.

Film 2142: "The Eyes of Tammy Faye" (2021) di Michael Showalter
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Ciarán
In sintesi: e il cast di "The Help" ce l'ha fatta! Anche Jessica Chastain vince il suo Oscar e porta a 5 le attrici del film che sono state riconosciute dall'Academy dall'uscita nelle sale della pellicola di Tate Taylor a partire dal 2011 con le interpretazioni di Octavia Spencer (Miglior attrice non protagonista per "The Help", 2012), Emma Stone e Viola Davis che hanno vinto durante la stessa edizione (rispettivamente Miglior attrice per "La La Land" e Miglior attrice non protagonista per "Fences", 2016) e Allison Janney (Miglior attrice non protagonista per "I, Tonya", 2017). Rimane fuori solamente Bryce Dallas Howard che, per il momento, non pare avere imminenti probabilità di vittoria. Ma torniamo alla storia dei telepredicatori Tammy Faye e Jim Bakker.
Non sapevo esattamente cosa aspettarmi da questa pellicola, perché avevo letto critiche abbastanza divise. Da un lato l'interpretazione della Chastain lodata senza se e senza ma, dall'altro incertezza rispetto all'opera in generale, giudicata debole e non all'altezza della sua protagonista. La verità è che, sì, "The Eyes of Tammy Faye" non è perfetto, ma nemmeno così problematico come mi era parso di intendere. E' il classico biopic che vive sulle spalle di una sola interpretazione che porta a casa la vittoria, pur condividendo il merito assieme a una costellazione di comprimari che satellitano attorno al focus della storia. Che qui è quella di Tammy Faye Bakker.
Dalle povere origini e la scoperta della fede, passando per il matrimonio con Jim Bakker - che è ancora vivo, tra l'altro - fino al successo televisivo come predicatrice religiosa, questa pellicola ci racconta le molte peripezie della vita di Tammy Faye. Qui dipinta come dolce e naïf, innocente e colpevole allo stesso tempo, il film non si allontana mai dalla narrazione che vuole la sua eroina quale voce indipendente tra una marea religiosa al limite del fanatico. Insomma, Tammy è sì una conservatrice, ma in un certo senso una riformista, una voce accogliente che, grazie a quella ingenuità di cui sopra e l'amore di chi la guarda da casa, riesce ad esporre il suo pubblico a tematiche controverse (AIDS, omosessualità, ma anche vicende personali come tradimento e relazioni extraconiugali) e impensabili non solo per l'epoca, ma anche per l'audience. Il tutto in parallelo con un'attività criminale che porterà l'incarcerazione di Jim (Garfield) per frode, nonché un'altra serie di scandali sulla e riguardo la famosa coppia. Insomma, ce n'è davvero per tutti i gusti.
Non a caso il film si basa sull'omonimo documentario del 2000 di Fenton Bailey e Randy Barbato, ovvero i fondatori nientemeno che di World of Wonder Productions, la compagnia che produce "RuPaul's Drag Race". La sensazione, infatti, è che la vita per tanti versi straordinaria di questa donna, beneficierebbe di una lente più veritiera e meno di finzione, anche se la coppia Chastain - Garfield fa un ottimo lavoro e risulta particolarmente affiatata.
In tutta onestà la visione di "The Eyes of Tammy Faye" mi ha sorpreso in positivo, affascinato dalle vicende della sua protagonista e certamente rapito dal suo delicato carisma interposto alla chiassosa persona televisiva. Toccante, poi, il momento in cui Tammy intervista in diretta un malato di AIDS in un momento storico in cui l'apparente cura per il "cancro gay" sembrava essere l'isolamento delle vittime ed evitare ogni contatto fisico.
Insomma, forse la sceneggiatura sarebbe potuta andare un po' più in profondità rispetto al contesto esterno alla coppia e le implicazioni di certe azioni e accadimenti del tempo, ma è indubbio che "The Eyes of Tammy Faye" rimanga un prodotto nel suo genere interessante che offre una piattaforma a un personaggio francamente sconosciuto a molti.
Cast: Jessica Chastain, Andrew Garfield, Cherry Jones, Vincent D'Onofrio, Mark Wystrach, Sam Jaeger.
Box Office: $2.7 milioni
Vale o non vale: Non per tutti, ma di valore per certi elementi come le interpretazioni e l'interessante personaggio al centro della storia, "The Eyes of Tammy Faye" riesce a mettere in scena con maestria l'universo colorato e kitsch di Tammy Faye Bakker, anche se dalla storia si fatica a capire quanta dell'ingenuità raccontata qui si possa considerare attendibile. Forse anche questo è parte del fascino misterioso della telepredicatrice americana, le cui luci e ombre non smettono di rincorrersi per tutta la durata del racconto.
Premi: 2 nomination all'Oscar e 2 vittorie per Miglior attrice protagonista (Chastain) e Miglior trucco. BAFTA per il trucco e nomination ai Golden Globe per la Migliore attrice protagnosita drammatica.
Parola chiave: Lord.
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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 28 settembre 2022

Film 2133 - The Ugly Truth

Intro: Alla ricerca di un filmetto facile facile da affrontare durante la cena, ci siamo rivolti a colei che per un istante è stata la regina delle romcom, Katherine Heigl.

Film 2133: "The Ugly Truth" (2009) di Robert Luketic
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Ciarán
In sintesi: non che sentissi il bisogno di rivedere questo film, comunque una terza visione non mi ha ucciso.
Il precedente "27 Dresses" è vagamente migliore, anche se questo "The Ugly Truth" ha qualche momento divertente che lo rimane anche oggi (leggi, la scena del vibratore).
Poi, per carità, di certo questa pellicola non passerà alla storia per alcun merito particolare, ma per una serata casalinga tranquilla e spensierata fa sicuramente il suo dovere.
Film 24 - La dura verità
Film 832 - La dura verità
Film 2133 - The Ugly Truth
Cast: Katherine Heigl, Gerard Butler, Eric Winter, John Michael Higgins, Nick Searcy, Kevin Connolly, Yvette Nicole Brown, Cheryl Hines.
Box Office: $205.3 milioni (ad oggi)
Vale o non vale: Sciocco e volgare, uguale a qualsiasi altro prodotto romantico che Hollywood ha prodotto nell'ultimo decennio, anche se passabile per qualche momento divertente e una Katherine Heigl ancora in formissima. E' un peccato che la sua stella si sia offuscata.
Premi: /
Parola chiave: Show.
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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 10 giugno 2019

Film 1609 - Morning Glory

Intro: Mi andava di rivedere qualcosa di leggero e mi sono ricordato di questa pellicola.
Film 1609: "Morning Glory" (2010) di Alex Proyas
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: Film 232 - Il buongiorno del mattino
Film 1609 - Morning Glory
Cast: Rachel McAdams, Harrison Ford, Diane Keaton, Patrick Wilson, Jeff Goldblum, Ty Burrell, 50 Cent, Bob Schieffer.
Box Office: $60 milioni
Vale o non vale: Il film è simpatico, ma niente di più. Buono per un momento spensierato e senza pretese e/o una vaga infarinatura sul mondo dell'informazione all'americana.
Premi: /
Parola chiave: Frittata.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 10 aprile 2017

Film 1338 - Truth: Il prezzo della verità

Dove c'è Cate, ci sono anche io.

Film 1338: "Truth: Il prezzo della verità" (2015) di James Vanderbilt
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Pensavo che la realizzazione del servizio fosse il cuore di questa storia, ma non è così. La qual cosa è stata una sorpresa anche gradita, visto che ha sufficientemente ampliato il raggio d'azione della pellicola che, altrimenti, sarebbe stata semplicemente l'ennesimo caso di pellicole sul giornalismo d'inchiesta.
"Truth: Il prezzo della verità" è tratto da una storia vera che, di per sé, è piuttosto avvincente e si guarda con interesse. Forse certe parti si incastrano tra loro meno bene di altre, in ogni caso il risultato finale è abbastanza compatto e coerente, anche se manca quell'elemtno in più, un piglio trascinante che credo sarebbe stato in grado di fare la differenza, facendo emergere il film dai restanti titoli similari già esistenti. Da questo punto di vista è un po' un dispiacere: forse la produzione ha pensato bastesse un cast da urlo per portare a casa un risultato straordinario, ma non è così. Per fare la differenza forse serviva concentrarsi di più sul personaggio protagonista e meno sui dettagli dell'inchiesta, così da creare un'empatia e costruire meglio anche l'aspetto che riguarda l'ambito personale di una vicenda che, per lo spettatore comune, è il racconto di qualcosa di sconosciuto e inimmaginabile.
Per quanto riguarda gli attori, Cate Blanchett è come sempre in parte, anche se mi risulta difficile giudicare una somiglianza con la vera Mary Mapes. Il resto del cast è piuttosto eterogeneo e ben fornito di volti noti in ogni momento, ma non tutte le parti avrebbero richiesto un tale utilizzo di attori famosi (per esempio la parte di Elisabeth Moss). Redford ha sempre qualcosa che mi disturba, che non mi convince appieno, ma al di là di questo aspetto (personale) lui e la Blanchett sono un'ottima coppia da grande schermo, una certezza di qualità.
Da un punto di vista più tecnico, invece, devo dire che ho trovato troppo abusato l'effetto rallenty. Utilizzarlo così spesso spezza il ritmo e ne sminuisce il valore evocativo che, in ogni caso, è troppo retorico anche a causa di una colonna sonora costruita ad hoc per garantire una certa costruzione drammatica del film. In generale avrei preferito scegliessero meglio i momenti cui farne utilizzo, per conservarne la valenza e il sottotesto.
In ogni caso in questo "Truth" ho trovato una storia conforme alle mie aspettative, anche se avrei sperato di trovare un prodotto un minimo più incisivo. Il reportage - seppur di fiction - del reportage è uno sforzo da minimo sindacale, soprattutto se si pensa ai protagonisti galattici qui a disposizione. Sicuramente non un prodotto facile, sicuramente non mainstream. In ogni caso si lascia guardare, a tratti appassiona.
Cast: Cate Blanchett, Robert Redford, Topher Grace, Elisabeth Moss, Bruce Greenwood, Stacy Keach, Dennis Quaid, Dermot Mulroney, John Benjamin Hickey.
Box Office: $5.6 milioni
Consigli: Chi apprezza la Blanchett non si lascerà scappare l'ennesima ottima prova della propria beniamina, idem dicasi per chi favorisce Redford. L'episodio riportato qui dalla storia non lo conoscevo e il risultatofinale è un mix tra "Fahrenheit 9/11", "Il caso Spotlight" e "Tutti gli uomini del presidente", pur non sempre riuscendo a mantenere costante l'interesse dello spettatore. Incuriosisce capire come andrà a finire e come verrà gestito lo scandalo e come i media USA reagiscono a questo tipo di eventi, in ogni caso rimane sempre la sensazione che manchi qualcosa, che ci si fermi a una dimensione troppo generale, mancando l'approfondimento più centrato. Comunque si può tranquillamente vedere, meglio se consapevoli del tema politico-impegnato.
Parola chiave: Promemeoria.

Se ti interessa/ti è piaciuto

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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 18 marzo 2011

Film 232 - Il buongiorno del mattino

Primo film da influenzato. Primo film di una lunga serie di attività casalinghe forzate...


Film 232: "Il buongiorno del mattino" (2010) di Roger Michell
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Sorpresina piacevole piacevole da 'coma' febbrile, questo "Morning Glory" di Roger Michell (unico film davvero famoso: "Notting Hill") mi è decisamente molto piaciuto!
Rachel McAdams sempre all'altezza di ogni ruolo, in questa commedia sul mondo della tv se la cava veramente bene. Interessante l'approfondimento - non sempre molto trattato - della figura professionale del produttore televisivo e del mondo della tv americana in generale. La rappresentazione proposta dal film non è banalmente superficiale come ci si potrebbe aspettare da un film di largo consumo, ma, al contrario, presenta spunti interessanti: il gossip come trainante principale per ottenere ascolti; l'abbassamento della cultura in generale nel mondo della tv; la non sempre facile convivenza tra giornalismo e informazione generalista. Nonostante di primo acchito qualcuno di questi temi possa sembrare già sentito (o visto), assicuro che il modo di trattare le tematiche in questo film è piuttosto originale. Niente retorica su quanto sia triste che la gente in tv segua solo stupidaggini, ma un'abbastanza lucida presa di coscienza della cosa in sé.
I contorni della trama, tipicamente da commedia, ovviamente non hanno nulla di nuovo (lei vive per il lavoro, sbaglia tutto con gli uomini, incontra quello giusto, il lavoro prende una buona piega), ma il tutto è condito in maniera piacevole e pulita.
Bene Harrison Ford, davvero burbero e scortese, perfetto nel suo ruolo. Diane Keaton quasi da cameo, intercambiabile con qualsiasi altra attrice coetanea e meno capace. Più che altro il suo buon nome (ormai sciupato da scelte cinematografiche infelici quali "La neve nel cuore" sempre con la McAdams, "Mamma ho perso il lavoro", "Perché te lo dice mamma") era buono da inserire nel poster per attirare fan nostalgici. Non recita male, per carità, ma una che ha lavorato con Coppola e Allen in questo ruolo è veramente sprecata... Bene Patrick Wilson ("The A-Team", "Angels in America"), bisteccone americano di turno perfetto per il ruolo. Cameo di Jeff Goldblum ("La mosca", "Jurassic Park").
Insomma, un film scaccia pensieri (o nel mio caso febbre) davvero carino che non mi aspettavo avrei tanto apprezzato.
Film 232 - Il buongiorno del mattino
Film 1609 - Morning Glory
Consigli: Da non perdere davvero. Per una piacevole serata da soli o in compagnia è decisamente una scelta azzeccata. Sorpresa!
Parola chiave: Lavoro.

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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 7 ottobre 2010

Film 146 - Oltre il giardino

Quarto appuntamento con l'insalata+film del lunedì sera: si ritorna al cinema impegnato!


Film 146: "Oltre il giardino" (1979) di Hal Ashby
Visto: dalla tv del Puffo
Lingua: italiano
Compagnia: Marco, Andrea Puffo, Enrico
Pensieri: Una storia curiosa, un film poetico, un attore bravissimo. Elementi che si combinano insieme per questo film, con protagonisti Peter Sellers e Shirley MacLaine, che racconta un pezzo di vita di un giardiniere analfabeta e della sua scalata verso la fama di 'guru' delle masse, in una maniera davvero inaspettata per lui. In tutto questo il grande protagonista è sicuramente il medium tv, capace di far risuonare in ogni casa la spicciola filosofia di Chance che, non possedendo alcuna cultura - e presentando anche un certo ritardo mentale - parla solamente dell'unica cosa che conosce: il giardinaggio. Per chi scambia i suoi discorsi per grandi metafore sulla vita e i suoi meccanismi, Chance risulta la geniale guida da seguire in tempi in cui la frenesia e l'arte del complicarsi la vita hanno compromesso la serenità di molti.
Il mondo è fiero di aver scoperto Chance Giardiniere; quest'ultimo non sa di essere stato trovato. La sua semplicità, il suo candore lo portano a giostrarsi nelle situazioni più disparate con una disarmante ingenuità, creduta dagli altri come costruita in anni di esperienze vissute. Il mondo vede in lui quello che vuole vedere, costruisce per lui un passato ipotetico, crede nelle sue grandi doti. La realtà è che Chance non era mai uscito dalla casa in cui era nato, prima che il suo padrone morisse.
C'è un sott'inteso di presa in giro, una satira sulla natura umana e perfino una profetica critica ai miti usa-e-getta tanto in voga ai giorni nostri. E' un film falsamente leggero e non va, decisamente, sottovalutato.
Due nomination all'Oscar dell'80: migliori attori Peter Sellers (qui alla sua penultima interpretazione prima della morte l'anno seguente) e Melvyn Douglas. Quest'ultimo vince.
Consigli: La tv e i suoi mostri: generazione di un mito a sua insaputa. Interessante!
Parola chiave: Televisione.




Ric

mercoledì 2 dicembre 2009

Film 24 - La dura verità

Vorrei fare una premessa. Oggi si è laureata una delle mie più care amiche, quindi è più l'alcol che scorre in me che il sangue. Mi congratulo ancora con lei, ma adesso torniamo all'argomento principale: il film di ieri.
Dopo aver visto il trailer al cinema, ero rimasto super incuriosito da questa commedia americana. Non vedevo l'ora che uscisse in Italia per poterla vedere!


Film 24: "La dura verità" (2009) di Robert Luketic
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: E' inutile che io specifichi quanto le commedie americane mi piacciano, si era già capito. Quindi, di conseguenza, nessuno si stupirà se dico di aver apprezzato anche questa. Per molti fattori.
Innanzitutto un film che mi comincia sulle note di "Hot N cold" di Katy Perry ha già guadagnato punti in partenza. E poi io ADORO Katherine Heigl, nuova vera regina del genere romantico di oggi. Addio Julia Roberts (vedi "Mona Lisa smile"), benvenuta Katherine! Chi si ostina a cercare un'erede perfetta per questo genere filmico spreca fatica invano. Questa ragazza ha azzeccato tre film uno dietro l'altro e si è imposta quale perfetta incarnazione dell'attrice della porta accanto. Tutto è cominciato con il tv show "Roswell", poi "Grey's Anatomy" e, parallelamente a questo, il primo film importante, "Molto incinta", che in America ha spopolato. Poi è seguito "27 volte in bianco" e, infine, questo film. Se pensate che tre pellicole siano troppo poche per sputar sentenze, vi consiglio di documentarvi su questa ragazza, vincitrice tra l'altro dell'Emmy Award come miglior attrice non protagonista in una serie tv drammatica. I presupposti, a mio avviso, ci sono tutti.
Tornando al film, un altro elemento che mi è piaciuto è l'idea della volgarità. So che può sembrare strano, ma effettivamente certe gag sono davvero divertenti! In primis quella degli slip vibranti, una scena in cui la Heigl da il meglio di sé nell'interpretare un orgasmo al ristorante. Cosa ricorda? Ma, ovviamente, il famosissimo orgasmo da fast food di Meg Ryan in "Harry ti presento Sally"! E questo è un po' il passaggio di testimone, la prova superata, la testimonianza che questa nuova biondina non ci farà sentire la mancanza di chi l'ha preceduta (Meg Ryan negli anni '80-'90, Julia Roberts nei '90)!
In aggiunta, i tempi sono molto azzeccati e il ritmo non si disperde. Come è consuetudine, ormai, in questo genere, la seconda parte è un po' meno divertente per lasciar spazio all'evoluzione-complicazione-soluzione della storia d'amore tra i protagonisti, ma non cala il ritmo. Del resto alla regia c'è uno che di commedia ci vive. Robert Luketic (che un po' suona come Robert Zemeckis, ma non cadiamo in confusione!) è anche il regista di "La rivincita delle bionde", "Quel mostro di suocera ", "Appuntamento da sogno!" e quel "21" che non c'entra niente coi grammi, ma solo con le carte da poker. Insomma, uno che si sta creando un curriculum perfetto per continuare bene a navigare queste acque.
Quindi io consiglio senza indugi questo film a chi ha voglia di un po' di leggerezza e spensieratezza, a chi ha bisogno di ricordarsi che la vita è anche cazzeggiare e godersi un po' di frivolo divertimento.
Unica pecca, più che altro peccato: Gerard Butler si è rovinato. Io dico che sarebbe meglio non inquadrarlo in primo piano, perchè dimostra il doppio dei suoi anni. Mai come in questo film l'ho visto ingrassato e invecchiato, una pallido ricordo di quel Leonida che con "300" aveva destabilizzato le certezze ormonali di una buona parte della popolazione mondiale. La pancetta da birra in sostituzione all'addominale spacca-bottoni-della-camicia; le guanciotte da criceto che si è abbuffato al posto del viso asciutto dell'eroe spartano. Se poi gli mettono come rivale in amore uno come Eric Winter, non c'è davvero competizione!
Film 24 - La dura verità
Film 832 - La dura verità
Film 2133 - The Ugly Truth
Consigli: Segnatevi le perle di saggezza di Gerard Butler/Mike Chadway, potrebbero tornare utili in caso necessitaste di conquistare!
Parola chiave: Mutandine vibranti.



#HollywoodCiak
Bengi