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mercoledì 22 settembre 2021

Film 1821 - Doctor Sleep

Intro: Continuiamo con il filone 'film ispirati ad un libro di Stephen King', questa volta comodamente seduti al cinema.

Film 1821: "Doctor Sleep" (2019) di Mike Flanagan
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Eric
In sintesi: a 39 anni di distanza dall'uscita del primo film, esce nelle sale il sequel di cui probabilmente nessuno aveva bisogno.
Premesso che 152 minuti di pellicola sono veramente troppi, il film ha di base grandi problemi di ritmo e la storia all'inizio fatica ad ingranare. Poi, per carità, una volta che il racconto entra nel vivo il tutto prende anche una piega soprannaturale interessante, ma ci vuole troppo, troppo tempo perché ci si arrivi. Senza contare che il racconto di per sé sia un filino complicato.
Non so se il problema stia nei secondi capitoli delle storie di King (vedi anche il secondo "It") o se qui sia proprio colpa della sceneggiatura o di un timing tutto sbagliato, di fatto questo "Doctor Sleep" sa un po' di inutile sequel che tenta di capitalizzare sulle spalle del ben più famoso primo capitolo che, va detto, in questo caso vive di un'aura particolare. "The Shining" ha, infatti, guadagnato nel tempo la nomea di film di culto sia par l'indimenticata performance di Jack Nicholson che per le numerose scene cult che caratterizzano la pellicola di Kubrick.
Qui, invece, siamo di fronte ad un titolo senza brio che, pur cavalcando l'onda nostalgica del primo film, non riesce a regalare allo spettatore niente di particolarmente significativo o degno di attenzione.
Insomma, questo sequel di "The Shining" poteva anche rimanere un sogno irrealizzato nel cassetto.
Film 1820 - The Shining
Film 1821 - Doctor Sleep
Cast: Ewan McGregor, Rebecca Ferguson, Kyliegh Curran, Cliff Curtis, Carl Lumbly, Zahn McClarnon, Bruce Greenwood, Jacob Tremblay, Henry Thomas.
Box Office: $72.3 milioni
Vale o non vale: Meno efficace del primo film, "Doctor Sleep" un po' addormenta, un po' fatica ad ingranare nonostante un buon cast (capitanato da Ewan McGregor e Rebecca Ferguson) e l'aggancio non da poco con "The Shining". Poi, per carità, si lascia guardare, ma ci sono horror decisamente più efficaci.
Premi: /
Parola chiave: Steam.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 10 giugno 2019

Film 1608 - I, Robot

Intro: Guilty pleasure...
Film 1608: "I, Robot" (2004) di Alex Proyas
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: in generale carino, anche se la storia rende solo in parte giustizia alle idee di Asimov, perdendosi, come al solito, nei megalomani meandri del "tutto esplode". Non è un male di per sé, scegliendo di vedere questa pellicola si scende a patti con questa consapevolezza fin dal principio, è solo un peccato sprecare i preamboli interessanti di una storia come questa lanciandosi in una rappresentazione alquanto banale di cosa potrebbe andare storto nel momento in cui i robot (o l'intelligenza artificiale in generale) finisse per guadagnare consapevolezza di sé e realizzasse che, dopo tutto, la razza umana non è così fondamentale. Se, in generale, il tema portante della storia non pare troppo originale di questi tempi, ricordatevi solo che l'idea di Asimov risale agli anni '50;
Will Smith è sempre un ottimo protagonista e, in titoli come questi, non manca di mettersi in gioco tra azione e sparatorie. In questo caso il nemico parrebbe essere la scienza e starà a lui, detective della polizia di Chicago del 2035, a dover cercare di capire cosa bolla in pentola.
Ps. Qui di seguito le Tre leggi della robotica elaborate da Asimov e che stanno alla base anche di questo film:
1. Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.
2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.
3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.
Cast: Will Smith, Bridget Moynahan, Bruce Greenwood, James Cromwell, Chi McBride, Alan Tudyk, Shia LaBeouf.
Box Office: $347.2 milioni
Vale o non vale: Intrigante lo spunto narrativo di partenza, meno riuscito il resto della storia, "I, Robot" rimane comunque un blockbuster piacevole che non sarà un capolavoro, ma è capace di intrattiene.
Premi: Candidato all'Oscar per i Migliori effetti speciali.
Parola chiave: Suicidio.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

martedì 30 aprile 2019

Film 1567 - The Post

Intro: E con questa pellicola siamo arrivati alla fine della nostra personale corsa agli Oscar. Non che si sia riusciti a coprire tutti i titoli in competizione per l'edizione 2018, ci mancherebbe, ma per quanto riguarda noi, questo è stato l'ultimo titolo guardato da me e mia cugina per metterci in pari con la situazione Academy Awards ormai agli sgoccioli (ricordo che stiamo sempre parlando di oltre un anno fa).
Film 1567: "The Post" (2017) di Steven Spielberg
Visto: dal pc portatile
Lingua: italiano
Compagnia: Fre
In sintesi: la sensazione è che si tratti di un grande film, il risultato finale lascia meno convinti. Non che "The Post" non sia in grado di mantenere le proprie promesse, il punto è che lo fa in termini meno entusiasmanti del previsto. Il racconto è lento, lentissimo e si fa un riferimento quasi disperato alle due performance di Streep e Hanks, mancando a volte di centrare il bersaglio: la storia vera che sta dietro questo film. Le incertezze di Kay Graham (Streep) costruiscono il personaggio, ma affaticano lo spettatore, che non vede l'ora di sapere che ne sarà di Times e Post rispetto all'ostruzionismo messo in pratica dalla Casa Bianca per insabbiare certi scandali (si comincia dalla Guerra in Vietnam); si arriverà alla resa dei conti, ma per farlo ci vorranno quasi due ore;
Hanks mi sembra che giochi troppo sicuro con la sua interpretazione, mentre Streep mixa insieme una serie di suoi ultimi personaggi (Thatcher, Child e quella stravaganza alla Foster Jenkins) che la rendono sì, riconoscibile, ma forse qui non memorabile. Speravo in qualcosa di più;
ultimamente, va detto, Spielberg non sta dando il meglio di sé. Con "The Post" ha finalmente risollevato il tiro, ma ammetto che la grandezza e l'epicità che mi aspettavo da questa pellicola non ha trovato totale riscontro durante la visione. Storia interessante, tecnicamente ben realizzato, nell'insieme riuscito, ma non indimenticabile.
Cast: Meryl Streep, Tom Hanks, Sarah Paulson, Bob Odenkirk, Tracy Letts, Bradley Whitford, Bruce Greenwood, Matthew Rhys, Alison Brie, Carrie Coon, David Cross, Zach Woods.
Box Office: $179.8 milioni
Vale o non vale: Spielberg, Streep ed Hanks insieme mi facevano talmente ben sperare che forse ho, come al solito, indugiato in troppe aspettative. Forse vale più la storia vera che il film, ma non si può certo dire che nel complesso non si tratti di un titolo di valore.
Premi: Candidato a 2 premi Oscar (Miglior film e attrice protagonista) e 6 Golden Globes (Miglior film, attrice e attore protagonisti, regia, sceneggiatura e colonna sonora).
Parola chiave: Pubblicare.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 10 aprile 2017

Film 1338 - Truth: Il prezzo della verità

Dove c'è Cate, ci sono anche io.

Film 1338: "Truth: Il prezzo della verità" (2015) di James Vanderbilt
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Pensavo che la realizzazione del servizio fosse il cuore di questa storia, ma non è così. La qual cosa è stata una sorpresa anche gradita, visto che ha sufficientemente ampliato il raggio d'azione della pellicola che, altrimenti, sarebbe stata semplicemente l'ennesimo caso di pellicole sul giornalismo d'inchiesta.
"Truth: Il prezzo della verità" è tratto da una storia vera che, di per sé, è piuttosto avvincente e si guarda con interesse. Forse certe parti si incastrano tra loro meno bene di altre, in ogni caso il risultato finale è abbastanza compatto e coerente, anche se manca quell'elemtno in più, un piglio trascinante che credo sarebbe stato in grado di fare la differenza, facendo emergere il film dai restanti titoli similari già esistenti. Da questo punto di vista è un po' un dispiacere: forse la produzione ha pensato bastesse un cast da urlo per portare a casa un risultato straordinario, ma non è così. Per fare la differenza forse serviva concentrarsi di più sul personaggio protagonista e meno sui dettagli dell'inchiesta, così da creare un'empatia e costruire meglio anche l'aspetto che riguarda l'ambito personale di una vicenda che, per lo spettatore comune, è il racconto di qualcosa di sconosciuto e inimmaginabile.
Per quanto riguarda gli attori, Cate Blanchett è come sempre in parte, anche se mi risulta difficile giudicare una somiglianza con la vera Mary Mapes. Il resto del cast è piuttosto eterogeneo e ben fornito di volti noti in ogni momento, ma non tutte le parti avrebbero richiesto un tale utilizzo di attori famosi (per esempio la parte di Elisabeth Moss). Redford ha sempre qualcosa che mi disturba, che non mi convince appieno, ma al di là di questo aspetto (personale) lui e la Blanchett sono un'ottima coppia da grande schermo, una certezza di qualità.
Da un punto di vista più tecnico, invece, devo dire che ho trovato troppo abusato l'effetto rallenty. Utilizzarlo così spesso spezza il ritmo e ne sminuisce il valore evocativo che, in ogni caso, è troppo retorico anche a causa di una colonna sonora costruita ad hoc per garantire una certa costruzione drammatica del film. In generale avrei preferito scegliessero meglio i momenti cui farne utilizzo, per conservarne la valenza e il sottotesto.
In ogni caso in questo "Truth" ho trovato una storia conforme alle mie aspettative, anche se avrei sperato di trovare un prodotto un minimo più incisivo. Il reportage - seppur di fiction - del reportage è uno sforzo da minimo sindacale, soprattutto se si pensa ai protagonisti galattici qui a disposizione. Sicuramente non un prodotto facile, sicuramente non mainstream. In ogni caso si lascia guardare, a tratti appassiona.
Cast: Cate Blanchett, Robert Redford, Topher Grace, Elisabeth Moss, Bruce Greenwood, Stacy Keach, Dennis Quaid, Dermot Mulroney, John Benjamin Hickey.
Box Office: $5.6 milioni
Consigli: Chi apprezza la Blanchett non si lascerà scappare l'ennesima ottima prova della propria beniamina, idem dicasi per chi favorisce Redford. L'episodio riportato qui dalla storia non lo conoscevo e il risultatofinale è un mix tra "Fahrenheit 9/11", "Il caso Spotlight" e "Tutti gli uomini del presidente", pur non sempre riuscendo a mantenere costante l'interesse dello spettatore. Incuriosisce capire come andrà a finire e come verrà gestito lo scandalo e come i media USA reagiscono a questo tipo di eventi, in ogni caso rimane sempre la sensazione che manchi qualcosa, che ci si fermi a una dimensione troppo generale, mancando l'approfondimento più centrato. Comunque si può tranquillamente vedere, meglio se consapevoli del tema politico-impegnato.
Parola chiave: Promemeoria.

Se ti interessa/ti è piaciuto

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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 1 marzo 2013

Film 513 - Flight

Un'altra pellicola candidata agli Oscar 2013. Questa volta ero stato incuriosito da un trailer piuttosto accattivante...


Film 513: "Flight" (2012) di Robert Zemeckis
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Non mi piace Denzel Washington, ma mi è piaciuto "Flight". Non avrei dato nomination all'Oscar, in effetti, ma devo ammettere che questa pellicola ha un suo appeal ed è piuttosto godibile.
La storia del pilota che, ubriaco e drogato, riesce a salvare dal disastro totale il volo 277 per Atlanta è certamente affascinante, più che altro perchè accende subito la curiosità di capire come diavolo ciò sia possibile, presentato nel film, giustificato e successivamente analizzato nella trama ("Flight" ha avuto anche la nomination per la sceneggitura originale).
Al di là del fatto che quello di Washington sia un personaggio disprezzabile fino alla fine (con sorpresa), Whip Whitaker è comunque ben sviluppato e articolato: vive una solitudine fatta di alcolici del minibar e strisce di cocaina tentando di colmare un vuoto che non vuole affrontare, procrastinando alla ricerca di una soluzione che però non arriva. Quest'ultima c'è, ma arriva solo nel finale.
Anche qui abbiamo il classico percorso di formazione con storia d'amore annessa, ma non ci si interessa a questo film tanto per la liaison tra Whip e Nicole (Kelly Reilly), ma appunto è il personaggio principale a tenere bene banco con una sorta di magnetismo del degrado umano trasposto bene da Washington sullo schermo. Si prova pena per lui, quasi lo scuseresti per aver volato fumato e sbronzo perchè, in fin dei conti, è l'unico riuscito a portare in salvo quasi tutti i suoi passeggeri quando un'altra decina di piloti (sobri) nei simulatori hanno di fatto fallito ogni tentativo di emularlo. Qundi Whip cos'è? Eroe o cattivo? O forse più un eroe moderno, fatto delle classiche luci ed ombre? Di fatto non credo si possa dire altro se non che Whip è una persona, fatta di tante contraddizzioni e che, bene o male, pagherà per le sue colpe. Quindi no, non è eroe, ma nemmeno il cattivo della situazione. A ognuno di noi il giudizio su questo controverso personaggio. Ma è difficile scegliere da che "parte" stare.
Molto ben realizzata, poi, la parte in volo. Gli effetti speciali incollano alla sedia e, personalmente, sono rimasto concentrantissimo a seguire tutta la scena dell'aereo che precipita senza battere ciglio: veramente adrenalinica!
Altro punto a favore è la parte finale del processo, con un (quasi definibile) cameo di Melissa Leo che sbuca a sorpresa nel ruolo-chiave della seconda parte del film, che riesce a carpire l'attenzione dello spettatore quasi al pari della scena dell'aereo che precipita. Fino all'ultimo attendi di sapere cosa Whip riuscirà a tirare fuori.
In generale, quindi, ho trovato "Flight" un prodotto piacevole, i cui principali grandi difetti sono la lunghezza (138 minuti), un uso smodato di parolacce un po' stancante e un ruolo interessante (quello di John Goodman) ma poco approfondito. Il resto ho trovato filasse abbastanza bene.
Insomma, inaspettatamente anche "Flight" mi è piaciuto, nonostante Denzel Washington.
Ps. Buon incasso al botteghino mondiale con $146,872,375 di incasso a fronte di una spesa di 31 milioni: Robert Zemeckis è tornato!
Consigli: CHi ha paura di volare è meglio che eviti.
La storia dell'eroe americano creata ad arte dai media per poi essere precipitosamente smontata dagli stessi è interessante e da un'idea abbastanza veritiera, a mio avviso, di quanto solitamente tendiamo a dare giudizi veloci e in sole due direzioni: o massimamente buona, o massimamente cattiva. In mezzo, come dimostra questa pellicola, ci sta un mondo (e le persone). Il film avrà i suoi difetti, ma da questo punto di vista ha uno spunto buono.
Parola chiave: Katerina Marquez.

Trailer

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