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lunedì 24 ottobre 2022

Film 2141 - See How They Run

Intro: Avevo dato a Ciarán la possibilità di scegliere tra 3 possibili pellicole da vedere e, all'ultimo minuto, ha deciso di optare per questa. Onestamente non era tra le mie priorità, ma non mi sottraggo mai alla possibilità di un buon whodunit.

Film 2141: "See How They Run" (2022) di Tom George
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Ciarán
In sintesi: non avevo altissime aspettative rispetto a questo progetto cinematografico, per cui ammetto di essere rimasto piacevolmente sorpreso dal tono del film, dalle ottime interpretazione, i tempi comici (di mio gusto) e un risultato finale d'insieme ironico quanto basta, talvolta pungente, e tutto sommato godevole.
Poi, che sia un capolavoro non si può certo dire (Ciarán l'ha detestato), però ho apprezzato le atmosfere surreali e il circo di assurdi personaggi che condiscono la storia - tutti interpretati da attori di un certo livello - capitanati dall'inaspettatamente dinamico duo formato da Sam Rockwell e Saoirse Ronan. Divertente.
Cast: Sam Rockwell, Saoirse Ronan, Adrien Brody, Ruth Wilson, Reece Shearsmith, Harris Dickinson, David Oyelowo, Shirley Henderson, Sian Clifford, Pippa Bennett-Warner.
Box Office: $20.1 milioni (ad oggi)
Vale o non vale: L'ho trovato molto piacevole e dal ritmo sufficientemente serrato, nonché magnificamente trainato dalla coppia Rockwell - Ronan che insieme fa scintille. Meno riuscito del carismatico "Knives Out", "See How They Run" riesce comunque a consegnare allo spettatore un prodotto finale di qualità. Non per tutti, ma gli amanti del genere whodunit in salsa comedy dovrebbero apprezzare.
Premi: /
Parola chiave: Storia vera.
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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 17 aprile 2020

Film 1871 - Little Women

Intro: Ho aspettato mesi per vederlo, mi sono rifiutato di guardare una versione che non fosse quella in originale, essendo assolutamente elettrizzato all'idea di recuperare questo titolo (di cui praticamente chiunque aveva parlato benissimo, senza contare il grandioso successo al botteghino mondiale). Insomma, ero carico. E non a caso è stata la pellicola con cui abbiamo dato battesimo alla quarantena a casa della mia amica Claudia, con la quale ho scientemente deciso di condividere questo incarcerante capitolo dell'esistenza umana, all'epoca appena cominciato.
Film 1871: "Little Women" (2019) di Greta Gerwig
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Claudette
In sintesi: come sempre avevo gigantesche aspettative che si sono miseramente dovute scontrare con la realtà. La verità è che a questo punto forse sono io a non capire dove stia quella magia nei titoli di Greta Gerwig da cui tutti rimangono affascinati, comunque "Little Women" mi è sembrato un prodotto esteticamente bellissimo, molto glamour grazie a un cast stellare, recitato bene, ma di fatto niente di indimenticabile. Anzi, ad essere onesti l'ho trovato un po' difficile da seguire, con i vari flashback non dichiarati a rendere la trama ancora più oscura.
Rispetto a quest'ultima affermazione, una precisazione: non ho mai letto "Piccole donne", né visto una pellicola precedentemente realizzata che fosse tratta dal romanzo di Louisa May Alcott, per cui ero vergine rispetto all'argomento. E ho trovato questo film particolarmente contorto a livello temporale, con una narrazione ballerina che non ha aiutato a chiarirmi le idee.
Per cui sì, si tratta di un bel film in costume tecnicamente ineccepibile, però in generale non sono riuscito a farmi trascinare dalla storia delle quattro sorelle March, tanto simile per molti aspetti a quella delle quattro sorelle Bennet. Probabilmente avrei dovuto scegliere un altro prodotto che mi facesse da battesimo sulla questione - o magari leggere la stessa fonte di ispirazione... -, in ogni caso ho faticato a rimanere impressionato. Tra l'altro mi è mancato un po' di backup rispetto alla storia d'amore tra Jo (Ronan) e Laurie (Chalamet) che viene dichiarata dalla sceneggiatura stessa quale una potentissima e struggente love story dalle tempistiche sfortunate, ma di fatto è mostrata in maniera molto blanda rispetto ai sentimenti che vengono esplicitati dai due personaggi che, all'improvviso, si inalberano e discutono per quello che provano, ma di fatto fino ad allora la sensazione è che si tratti più di una fraterna amicizia che altro.
Per quanto riguarda il cast, Saoirse Ronan è sempre bravissima e sono rimasto davvero sorpreso dalla perfetta performance di Florence Pugh onestamente, anche se mi è parso che di quando in quando l'accento "american" di Emma Watson variasse o sparisse del tutto; Meryl Streep ormai pare faccia sempre un po' le stesse cose, per cui la sua presenza non mi ha particolarmente svoltato la visione. Sorpreso in positivo, invece, da Louis Garrel che infila una presenza hollywoodiana di tutto rispetto e ritorna sui radar del pubblico mainstream dopo una latitanza fin troppo prolungata.
Insomma, "Little Women" non è stato niente di quello che avrei voluto - amori struggenti scritti dal destino -, ma non si può assolutamente dire si tratti di un brutto film. Probabilmente gli amanti del romanzo, sapendo cosa aspettarsi, avranno gioito più di quanto non lo abbia fatto io.
Cast: Saoirse Ronan, Emma Watson, Florence Pugh, Eliza Scanlen, Laura Dern, Timothée Chalamet, Meryl Streep, Tracy Letts, Bob Odenkirk, James Norton, Louis Garrel, Chris Cooper.
Box Office: $206 milioni
Vale o non vale: Anche se non sono rimasto impressionato dall'ingresso nella mia vita della famiglia March, non si può dire che il lavoro fatto qui non sia degno di valore. C'è una fortissima impronta femminista che pervade tutta l'operazione, nonché un inno all'indipendenza che vale la pena di valorizzare. Ho trovato un filino snervante la querelle amorosa della protagonista e la conseguente risoluzione sentimentale, ma si tratta di miei gusti personali (altra epoca, altra storia). Onestamente non lo rivedrei, ma una chance gliela si può dare.
Premi: Candidato a 6 Oscar - Miglior film, attrice protagonista (Ronan) e non protagonista (Pugh), sceneggiatura non originale e colonna sonora, il film ha vinto per i Migliori costumi, categoria in cui ha trionfato anche ai BAFTA (su 5 nomination, le stesse degli Academy Awards tranne la menzione tra le migliori pellicole); 2 nomination ai Golden Globe (attrice protagonista e colonna sonora).
Parola chiave: Indipendenza.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 13 gennaio 2020

Film 1727 - Mary Queen of Scots

Intro: Sinceramente non vedevo l'ora di vederlo, sia perché la storia della famiglia reale britannica mi affascina tantissimo, sia perché le due grandi protagoniste presenti promettevano scintille.
Film 1727: "Mary Queen of Scots" (2018) di Josie Rourke
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: avevo grandissime aspettative per questa pellicola, tutte onestamente disattese. Non che non ci fossero le carte in regola per un potenzialmente interessante e ben realizzato prodotto cinematografico, ma la realtà è che questo "Mary Queen of Scots" non funziona a livello di trama e lascia lo spettatore poco interessato alla vicenda originale, anche considerate le svariate inesattezze storiche raccontate (Maria Stuarda ed Elisabetta I non si incontrarono mai).
Al di là di questo, comunque, mi è parso un prodotto poco ispirato, nonostante i bellissimi costumi e le due grandi attrici coinvolte. Insomma, si poteva fare di più (vedi "Elizabeth") e molto meglio. Peccato per l'occasione persa.
Cast: Saoirse Ronan, Margot Robbie, Jack Lowden, Joe Alwyn, David Tennant, Guy Pearce, Gemma Chan.
Box Office: $46.7 milioni
Vale o non vale: Nonostante le aspettative, il film non riesce a veicolare quella grandezza e magnificenza, nonché il mistero che si celano dietro a questa storia di potere e famiglia. Certamente non il miglior titolo sull'argomento, anche se visivamente questa pellicola ha il suo perché.
Premi: Candidato a 2 Oscar (Migliori costumi e make up) e 3 BAFTA (Miglior attrice non protagonista per Robbie, costumi e make up).
Parola chiave: Throne.

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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 5 ottobre 2018

Film 1517 - Lady Bird

Intro: I was so into this movie without even had a clue about it, but I loved the fact that this is an all-women project and the movie got ravishing reviews. Not to mention all the nominations that it got from the latest award season...
Film 1517: "Lady Bird" (2017), Greta Gerwig
Watched: my laptop
Language: English
Watched with: Fre
Briefly: I really have to say that I wasn't impressed by "Lady Bird". Greta Gerwig directorial debut can be fun sometimes and it is surely solid when it comes to the plot, but in the end I didn't enjoy it that much. Probably my expectations were too high for a movie that got so far with reviews and awards. And most of the time it's hard to match what you would like to see with what you're actually seeing;
I am definitely in love with Saoirse Ronan, she really can act! I think she deserves her Golden Globe as Best Actress even though an Oscar win would have been difficult to imagine, mostly because of the other performances nominated this year. Anyway I prefer her in "Brooklyn", where she is simply divine. A round of applause also to Laurie Metcalf, absolutely perfect in this role;
I find a little bit difficult to see where does Gerwig Best Director nomination comes from. Nolan in "Dunkirk" is amazing and was about time that Guillermo del Toro's talent got recognised, but "Lady Bird" directorial effort is not any different from other coming-of-age comedy-drama movies we see almost everyday;
I think this is a decent film that works mostly because of its great cast and a story that sounds really true even though it's fiction. It's easy to relate with Lady Bird McPherson, a senior student at a Catholic high school in Sacramento, that struggles to find herself in a world that she doesn't see as her own. She needs to find her way through school, parents expectations, friends, dreams and all that stuff teenagers must experience while they try to figure it out what they'd like to be in adult life. Apart from that, "Lady Bird" isn't that amazing, even though it has its moments.
Cast: Saoirse Ronan, Laurie Metcalf, Tracy Letts, Lucas Hedges, Timothée Chalamet, Beanie Feldstein, Stephen McKinley Henderson, Lois Smith.
Box Office: $78.5 million
Worth watching?: I was expecting something else or, probably, I was just expecting too much. Anyway I find "Lady Bird" a very normal film that deserve a chance, even though it's not that great as the critics want you to believe.
Awards: Nominated for 5 Oscars (Best Motion Picture of the Year, Best Performance by an Actress in a Leading Role, Best Performance by an Actress in a Supporting Role, Best Achievement in Directing, Best Original Screenplay), 4 Golden Globes (winning Best Motion Picture - Musical or Comedy and Best Actress) and 3 BAFTAs (Best Original Screenplay, Best Supporting Actress, Best Leading Actress).
Key word: College.

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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 9 febbraio 2018

Oscars 2018: nomination e vincitori

90th Academy Awards

Best Picture
Call Me by Your Name
Darkest Hour
Dunkirk
Get Out
Lady Bird
Phantom Thread
The Post
The Shape of Water
Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

Lead Actor
Timothée Chalamet, “Call Me by Your Name”
Daniel Day-Lewis, “Phantom Thread”
Daniel Kaluuya, “Get Out”
Gary Oldman, “Darkest Hour”
Denzel Washington, “Roman J. Israel, Esq.

Lead Actress
Sally Hawkins, “The Shape of Water”
Frances McDormand, “Three Billboards Outside Ebbing, Missouri”
Margot Robbie, “I, Tonya
Saoirse Ronan, “Lady Bird”
Meryl Streep, “The Post”

Supporting Actor
Willem Dafoe, “The Florida Project”
Woody Harrelson, “Three Billboards Outside Ebbing, Missouri”
Richard Jenkins, “The Shape of Water”
Christopher Plummer, “All the Money in the World”
Sam Rockwell, “Three Billboards Outside Ebbing, Missouri”

Supporting Actress
Mary J. Blige, “Mudbound”
Allison Janney, “I, Tonya”
Lesley Manville, “Phantom Thread”
Laurie Metcalf, “Lady Bird”
Octavia Spencer, “The Shape of Water”

Director
“Dunkirk,” Christopher Nolan
“Get Out,” Jordan Peele
“Lady Bird,” Greta Gerwig
“Phantom Thread,” Paul Thomas Anderson
“The Shape of Water,” Guillermo del Toro

Animated Feature
The Boss Baby,” Tom McGrath, Ramsey Ann Naito
“The Breadwinner,” Nora Twomey, Anthony Leo
“Coco,” Lee Unkrich, Darla K. Anderson
“Ferdinand,” Carlos Saldanha
“Loving Vincent,” Dorota Kobiela, Hugh Welchman, Sean Bobbitt, Ivan Mactaggart, Hugh Welchman

Animated Short
“Dear Basketball,” Glen Keane, Kobe Bryant
“Garden Party,” Victor Caire, Gabriel Grapperon
“Lou,” Dave Mullins, Dana Murray
“Negative Space,” Max Porter, Ru Kuwahata
“Revolting Rhymes,” Jakob Schuh, Jan Lachauer

Adapted Screenplay
“Call Me by Your Name,” James Ivory
The Disaster Artist,” Scott Neustadter & Michael H. Weber
Logan,” Scott Frank & James Mangold and Michael Green
Molly’s Game,” Aaron Sorkin
“Mudbound,” Virgil Williams and Dee Rees

Original Screenplay
The Big Sick,” Emily V. Gordon & Kumail Nanjiani
“Get Out,” Jordan Peele
“Lady Bird,” Greta Gerwig
“The Shape of Water,” Guillermo del Toro, Vanessa Taylor
“Three Billboards Outside Ebbing, Missouri,” Martin McDonagh

Cinematography
Blade Runner 2049,” Roger Deakins
“Darkest Hour,” Bruno Delbonnel
“Dunkirk,” Hoyte van Hoytema
“Mudbound,” Rachel Morrison
“The Shape of Water,” Dan Laustsen

Best Documentary Feature
“Abacus: Small Enough to Jail,” Steve James, Mark Mitten, Julie Goldman
“Faces Places,” JR, Agnès Varda, Rosalie Varda
“Icarus,” Bryan Fogel, Dan Cogan
“Last Men in Aleppo,” Feras Fayyad, Kareem Abeed, Soren Steen Jepersen
“Strong Island,” Yance Ford, Joslyn Barnes

Best Documentary Short Subject
“Edith+Eddie,” Laura Checkoway, Thomas Lee Wright
“Heaven is a Traffic Jam on the 405,” Frank Stiefel
“Heroin(e),” Elaine McMillion Sheldon, Kerrin Sheldon
“Knife Skills,” Thomas Lennon
“Traffic Stop,” Kate Davis, David Heilbroner

Best Live Action Short Film
“DeKalb Elementary,” Reed Van Dyk
“The Eleven O’Clock,” Derin Seale, Josh Lawson
“My Nephew Emmett,” Kevin Wilson, Jr.
“The Silent Child,” Chris Overton, Rachel Shenton
“Watu Wote/All of Us,” Katja Benrath, Tobias Rosen

Best Foreign Language Film
“A Fantastic Woman” (Chile)
“The Insult” (Lebanon)
“Loveless” (Russia)
“On Body and Soul (Hungary)
“The Square” (Sweden)

Film Editing
Baby Driver,” Jonathan Amos, Paul Machliss
“Dunkirk,” Lee Smith
“I, Tonya,” Tatiana S. Riegel
“The Shape of Water,” Sidney Wolinsky
“Three Billboards Outside Ebbing, Missouri,” Jon Gregory

Sound Editing 
“Baby Driver,” Julian Slater
“Blade Runner 2049,” Mark Mangini, Theo Green
“Dunkirk,” Alex Gibson, Richard King
“The Shape of Water,” Nathan Robitaille, Nelson Ferreira
Star Wars: The Last Jedi,” Ren Klyce, Matthew Wood

Sound Mixing
“Baby Driver,” Mary H. Ellis, Julian Slater, Tim Cavagin
“Blade Runner 2049,” Mac Ruth, Ron Bartlett, Doug Hephill
“Dunkirk,” Mark Weingarten, Gregg Landaker, Gary A. Rizzo
“The Shape of Water,” Glen Gauthier, Christian Cooke, Brad Zoern
“Star Wars: The Last Jedi,” Stuart Wilson, Ren Klyce, David Parker, Michael Semanick

Production Design
Beauty and the Beast,” Sarah Greenwood; Katie Spencer
“Blade Runner 2049,” Dennis Gassner, Alessandra Querzola
“Darkest Hour,” Sarah Greenwood, Katie Spencer
“Dunkirk,” Nathan Crowley, Gary Fettis
“The Shape of Water,” Paul D. Austerberry, Jeffrey A. Melvin, Shane Vieau

Original Score
“Dunkirk,” Hans Zimmer
“Phantom Thread,” Jonny Greenwood
“The Shape of Water,” Alexandre Desplat
“Star Wars: The Last Jedi,” John Williams
“Three Billboards Outside Ebbing, Missouri,” Carter Burwell

Original Song
“Mighty River” from “Mudbound,” Mary J. Blige
“Mystery of Love” from “Call Me by Your Name,” Sufjan Stevens
“Remember Me” from “Coco,” Kristen Anderson-Lopez, Robert Lopez
“Stand Up for Something” from “Marshall,” Diane Warren, Common
“This Is Me” from “The Greatest Showman,” Benj Pasek, Justin Paul

Makeup and Hair
“Darkest Hour,” Kazuhiro Tsuji, David Malinowski, Lucy Sibbick
Victoria & Abdul,” Daniel Phillips and Lou Sheppard
Wonder,” Arjen Tuiten

Costume Design
“Beauty and the Beast,” Jacqueline Durran
“Darkest Hour,” Jacqueline Durran
“Phantom Thread,” Mark Bridges
“The Shape of Water,” Luis Sequeira
“Victoria and Abdul,” Consolata Boyle

Visual Effects
“Blade Runner 2049,” John Nelson, Paul Lambert, Richard R. Hoover, Gerd Nefzer
Guardians of the Galaxy Vol. 2,” Christopher Townsend, Guy Williams, Jonathan Fawkner, Dan Sudick
Kong: Skull Island,” Stephen Rosenbaum, Jeff White, Scott Benza, Mike Meinardus
“Star Wars: The Last Jedi,” Ben Morris, Mike Mulholland, Chris Corbould, Neal Scanlan
“War for the Planet of the Apes,” Joe Letteri, Dan Lemmon, Daniel Barrett, Joel Whist

#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 15 dicembre 2017

SAG Awards 2018: nomination e vincitori

Olivia Munn and Niecy Nash revealed the nominees from the Pacific Design Center in West Hollywood. Presenters were joined by SAG-AFTRA president Gabrielle Carteris, SAG Awards committee chair JoBeth Williams, and SAG Awards committee member Elizabeth McLaughlin.
“Big Little Lies,” “Stranger Things,” and “GLOW” each scored four nods on the TV side, while “Three Billboards Outside Ebbing, Missouri” landed four nominations and “Lady Bird” received three for film.
Kristen Bell will host the SAG Awards on Jan. 21.

24th Screen Actors Guild Awards

Outstanding Performance by a Male Actor in a Leading Role:
Timothee Chalamet, “Call Me by Your Name
James Franco, “The Disaster Artist
Daniel Kaluuya, “Get Out
Gary Oldman, “Darkest Hour”
Denzel Washington, “Roman J. Israel, Esq.

Outstanding Performance by a Female Actor in a Leading Role:
Judi Dench, “Victoria & Abdul
Sally Hawkins, “The Shape of Water
Frances McDormand, “Three Billboards Outside Ebbing, Missouri
Margot Robbie, “I, Tonya
Saoirse Ronan, “Lady Bird

Outstanding Performance by a Male Actor in a Supporting Role:
Steve Carell, “Battle of the Sexes
Willem Dafoe, “The Florida Project”
Woody Harrelson,”Three Billboards Outside Ebbing, Missouri”
Richard Jenkins, “The Shape of Water”
Sam Rockwell, “Three Billboards Outside Ebbing, Missouri”

Outstanding Performance by a Female Actor in a Supporting Role:
Mary J. Blige, “Mudbound”
Hong Chau, “Downsizing”
Holly Hunter, “The Big Sick”
Allison Janney, “I, Tonya”
Laurie Metcalf, “Lady Bird”

Outstanding Performance by a Cast in a Motion Picture:
“The Big Sick”
“Get Out”
“Lady Bird”
“Mudbound”
“Three Billboards Outside Ebbing, Missouri”

Outstanding Performance by a Male Actor in a Television Movie or Miniseries:
Benedict Cumberbatch, “Sherlock”
Jeff Daniels, “Godless”
Robert De Niro, “The Wizard of Lies”
Geoffrey Rush, “Genius”
Alexander Skarsgard, “Big Little Lies”

Outstanding Performance by a Female Actor in a Television Movie or Miniseries:
Laura Dern, “Big Little Lies”
Nicole Kidman, “Big Little Lies”
Jessica Lange, “Feud: Bette & Joan”
Susan Sarandon, “Feud: Bette & Joan”
Reese Witherspoon, “Big Little Lies”

Outstanding Performance by a Male Actor in a Drama Series:
Jason Bateman, “Ozark”
Sterling K. Brown, “This Is Us”
Peter Dinklage, “Game of Thrones”
David Harbour, “Stranger Things”
Bob Odenkirk, “Better Call Saul”

Outstanding Performance by a Female Actor in a Drama Series:
Millie Bobby Brown, “Stranger Things”
Claire Foy, “The Crown”
Laura Linney, “Ozark”
Elisabeth Moss, “The Handmaid’s Tale”
Robin Wright, “House of Cards”

Outstanding Performance by a Male Actor in a Comedy Series:
Anthony Anderson, “Black-ish”
Aziz Ansari, “Master of None”
Larry David, “Curb Your Enthusiasm”
Sean Hayes, “Will & Grace”
William H. Macy, “Shameless”
Marc Maron, “GLOW”

Outstanding Performance by a Female Actor in a Comedy Series:
Uzo Aduba, “Orange Is the New Black”
Alison Brie, “GLOW”
Jane Fonda, “Grace and Frankie”
Julia Louis-Dreyfus, “Veep”
Lily Tomlin, “Grace and Frankie”

Outstanding Performance by an Ensemble in a Drama Series:
“The Crown”
“Game of Thrones”
“The Handmaid’s Tale”
“Stranger Things”
“This Is Us”

Outstanding Performance by an Ensemble in a Comedy Series:
“Black-ish”
“Curb Your Enthusiasm”
“GLOW”
“Orange is the New Black”
“Veep”

Outstanding Action Performance by a Stunt Ensemble in a Comedy or Drama Series:
“Game of Thrones”
“GLOW”
“Homeland”
“Stranger Things”
“The Walking Dead”

Outstanding Action Performance by a Stunt Ensemble in a Motion Picture:
Baby Driver
Dunkirk
“Logan”
“War For The Planet Of The Apes”
Wonder Woman

#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 3 febbraio 2016

Film 1089 - Brooklyn

Devo ammettere che ero già rimasto incuriosito da questo titolo qualche mese fa quando ne avevo visto la locandina fresca di uscita, catturato dallo stile retrò e dal titolo accattivante ma del tutto indecifrabile. La scelta di lasciare del tutto sconosciuta la trama è rimasta valida fino a sabato, quando ho finalmente deciso di recuperare il film.
Film 1089: "Brooklyn" (2015) di John Crowley
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Pellicola delicata, dolce, di grande sentimento, "Brooklyn" è stata un'altra delle piacevoli sorprese di questa stagione, un'altra ottima scelta da parte degli Academy Awards.
Cast giovanissimo, sceneggiatura di Nick Hornby dal romanzo di Colm Tóibín e una storia tratta dal passato che può far riferimento a una miriade di altre storie veramente accadute: cosa succede quando, partendo per cercar fortuna in un altro paese, ti proietti concretamente verso il tuo futuro, ma lasci tutti quelli che ami a casa?
Nel concreto, questa storia parla di Eilis, giovane irlandese che espatria in America, di preciso a Brooklyn, alla ricerca di una vita più fortunata. Nuovo lavoro presso un grande magazzino, all'inizio cominciare è dura: si fa sentire da subito la nostalgia di casa, nuovi amici non ce ne sono e la solitudine gioca brutti scherzi. La sua fortuna saranno il corso serale di contabilità e l'incontro con Tony, idraulico di origine italiana che le daranno, finalmente, un senso e uno scopo nella nuova vita che si è creata.
I problemi - che naturalmente sempre ci sono - arriveranno anche in America e costringeranno Eilis a fare ritorno in Irlanda dove, neanche a dirlo, conoscerà il perfetto ragazzo irlandese adatto a lei e che la farà vacillare: il matrimonio con Tony, sposato in segreto prima di partire, riuscirà a resistere dopo settimane di lontananza e la piacevole e confortante aria di casa?
Al di là della storia che non vive certo di originalità, mi hanno conquistato i toni pacati, educati e signorili di questa pellicola, esplicitati sullo schermo da una Saoirse Ronan che sfodera una classe e una grazia che non mi sarei aspettato. Non so se sia per l'abbigliamento o perché proprio la storia lo richiedesse, in ogni caso l'attrice ventunenne sembra più una giovane signora che la ragazzina che di fatto è e la cosa mi ha particolarmente coplito (in positivo). L'atmosfera generale priva di quell'aggressività tipica del cinema odierno - fatto di rumori assordanti, personaggi isterici, violenti o sopra le righe - mi ha permesso di seguire il film non solo in maniera piacevole, ma anche molto coinvolta. Chi sceglierà Eilis? Rimarrà in America o tornerà in Irlanda?
Questo "Brooklyn", uscito dal Sundance dell'anno scorso, è stato davvero una bella sorpresa, prodotto di altri tempi in grado di incantare e coinvolgere lo spettatore grazie a una narrazione efficace, un'ottima protagonista, una fotografia perfetta e dei costumi belli, non eccessivi e di grande classe (tutti aspetti he avrei considerato per le candidature all'Oscar). Insomma, uno dei recenti film che mi ha lasciato più soddisfatto.
Cast: Saoirse Ronan, Emory Cohen, Domhnall Gleeson, Jim Broadbent, Julie Walters, Fiona Glascott, Nora-Jane Noone, Jessica Paré.
Box Office: $40 milioni
Consigli: Insieme a "Spotlight" la pellicola in lizza per il Miglior film agli Oscar 2016 che preferisco, "Brooklyn" è un esempio di come si possa raccontare qualcosa di bello e interessante senza il bisogno di strafare. Esteticamente molto bello, emotivamente coinvolgente, scritto bene e recitato perfettamente dalla Ronan, un titolo che mi ha davvero colpito e lasciato un piacevolissimo ricordo. Per gli amanti degli anni '50, delle storie d'amore o delle ricostruzioni storiche un must-see.
Parola chiave: Miss Kelly.

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Bengi

giovedì 30 ottobre 2014

Film 805 - Hanna

Mi era sempre rimasta la curiosità di vedere questa pellicola. L'occasione grazie a Sky go.

Film 805: "Hanna" (2011) di Joe Wright
Visto: dal portatile di Luigi
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Un action thriller violento, crudo e super adrenalinico, volutamente sporco e freddo che rinnega qualsivoglia forma patinata alla ricerca di un plausibile realismo che lascia a tratti spiazzato lo spettatore.
L'ossigenata Hanna del titolo (Saoirse Ronan) è stata addestrata dal padre (Eric Bana) per tutta la sua vita in funzione di un'unica cosa: diventare un'assassina per uccidere l'agente CIA Marissa Wiegler/Cate Blanchett. Quest'ultima, si scoprirà con l'evolversi della storia, ha un conto in sospeso con il padre di Hanna che, sapendo delle doti speciali della figlia e conoscendo bene l'indole dell'agente, addestra la ragazzina al grido di un unico imperativo: o ti adatti o muori.
Un po' forte, non c'è che dire, eppure il risultato finale di questo film è positivo. Le ottime musiche dei Chemical Brothers aiutano a differenziare questo prodotto dai soliti action in circolazione, ma anche l'ottima mano di un regista come Wright - di solito visto in ben più pesanti panni quali "Orgoglio e pregiudizio", "Espiazione", "Anna Karenina" - aiuta non poco nell'intento di creare una realtà per questa pellicola che sia diversa da tutte le altre.
In poche parole, "Hanna" è qualcosa che non ci si aspetterebbe, sia nella forma che nella messa in scena, curioso e ben confezionato esperimento cinematografico che equilibra bene glie elementi necessariamente violenti (uccisioni, duelli, scazzottate, ecc) con un certo strano humor che finisce per funzionare quando Hanna si approccia alle normali esperienze di vita di una 15enne (il primo bacio, fare amicizia, uscire la sera, ecc).
Insomma, Wright a quanto pare riesce anche in territori solitamente a lui più lontani e l'ottima scelta di cast - due antagoniste in testa - rende questa caccia all'uomo tra affascinanti scenari di sfondo una forte ma interessante avventura capace di catturare chi guarda.
Box Office: $63,782,078
Consigli: Saoirse Ronan, Cate Blanchett, Eric Bana, Michelle Dockery, Olivia Williams, Tom Hollander + la regia di Joe Wright + la musica dei Chemical Brothers = "Hanna", thriller inusuale su quella che quasi potrebbe essere definita la figlia illegittima di Jason Bourne. La Ronan è molto credibile, Cate Blanchett - ma che lo dico a fare - è fantastica anche nei panni della cattiva. Se si cerca qualcosa che spinga subito il piede sull'acceleratore, questo film funziona bene.
Parola chiave: Vendetta.

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Bengi

giovedì 3 luglio 2014

Film 736 - Grand Budapest Hotel

Orso d'argento all'ultima Berlinale, Miglior film straniero ai David di Donatello e Nastro d'argento ai Migliori costumi: insomma, anche solo per queste premesse non potevo assolutamente perdermi questo film!

Film 736: "Grand Budapest Hotel" (2014) di Wes Anderson
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Tipicamente in stile Wes Anderson, ma questa volta meglio di "Moonrise Kingdom - Una fuga d'amore": più ritmato, divertente, intrigante e stravagante.
Il fascino decadente del Grand Budapest Hotel, il cast stellare, la trama così ben scritta, la solita cura maniacale per i dettagli, le inquadrature, la realizzazione che è una continua ricerca di stile. Veramente un bel film, che vive di tutti questi aspetti e finisce per essere un vero gioiellino.
Non riesco a fare a meno di chiedermi tutte le volte che vedo un film di Anderson come riesca a ricreare queste atmosfere pastello, a pensare a così tanti dettagli dando ad ognuno lo spazio che richiede, ad inventarsi storie da collocare in contesti così particolari, a caratterizzare così tanti personaggi. E' innegabile che, piacciano o meno i suoi film, sia un artista che persegue un suo progetto d'insieme.
Insomma, trovo che "The Grand Budapest Hotel" meriti davvero il successo ottenuto in quanto esempio di cinema ben fatto e con uno scopo, in grado di sopravvivere alla prima ondata di euforia da weekend d'uscita in sala, di crescere e guadagnare consensi e spettatori in quanto opera realizzata con stile, classe e spiccata 'personalità'. Oltre agli aspetti tecnici, naturalmente, buona parte dell'ottimo risultato finale è da accreditare anche agli ottimi attori coinvolti: Ralph Fiennes, F. Murray Abraham, Edward Norton, Mathieu Amalric, Saoirse Ronan, Adrien Brody, Willem Dafoe, Léa Seydoux, Jeff Goldblum, Jason Schwartzman, Jude Law, Tilda Swinton, Harvey Keitel, Tom Wilkinson, Bill Murray, Owen Wilson, Tony Revolori.
Insomma, davvero una bella pellicola, originale, visivamente intrigante e ben scritta. Da non perdere!
Box Office: $164,742,585
Consigli: Ogni pellicola di Anderson è un'immersione totale nel suo mondo particolarissimo, a tratti ingenuo a tratti crudissimo. Bello, ben recitato, decadente e per certi aspetti molto cool, raffinato e dall'ottimo ritmo. Ci si fa trascinare ben volentieri nella storia del Gran Budapest e del suo proprietario Zero Moustafa, finendo per vivere una bella avventura tra qualche mistero, scenari 'plastici', una colonna sonora del sempre perfetto Desplat, costumi di Milena Canonero e un'atmosfera che solo le storie del regista americano riescono ad avere.
Parola chiave: .

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Bengi

giovedì 18 aprile 2013

Film 535 - The Host

La 3 regalava questo ingresso e, sinceramente, ero proprio curioso di vedere cosa proponesse questa storia di cui avevo tanto sentito chiacchierare...


Film 535: "The Host" (2013) di Andrew Niccol
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: C'erano molte aspettative rispetto a questa pellicola, ufficialmente il post-Twilight della creatrice della saga Stephenie Meyer. Si cercava per lei, infatti, un nuovo tormentone milionario, una nuova scusa per mettere in cantiere altri 5trilioni di pellicole ispirate ai suoi libri. E "The Host" era il primo e sperimentale tentativo di fare il bis dopo il successo dei vampiri.
Questa volta la Meyer cambia macroargomento e dai canini affilati ma vegetariani, passiamo agli alieni invasori di corpi, ma con un anima. Il contorno, però, non cambia e rimane sempre la stessa precedente situazione amorosa del triangolo. Anche se formalmente Melanie/Saoirse Ronan è abitata dall'alieno Wanda, di fatto il corpo è uno solo, combattuto tra l'amore dei due belli della pellicola, il figlio di Jeremy Irons, Max (già visto nell'altro teen-horror "Cappuccetto rosso sangue"), e Jake Abel. Entrambi sono innamorati della/e protagonista/e, rispettivamente dell'umana Melanie e dell'aliena Wanda (al di fuori del corpo umano che ospita, ha l'aspetto di un neurone luminoso glitterato).
Di fatto, quindi, l'autrice della storia non sceglie di cambiare moltissimo le sue tematiche di interesse, ma le maschera solamente in altre forme per vedere se un fresh new start possa essere possibile. E diciamocelo, se questo è il risultato, la risposta è no.
L'infinita lentezza di questo film è già un grave difetto, ma evidentemente (ho visto solo il primo dei numerosi "Twilight", anche se ho in progetto di documentarmi) chi si dispone a vedere uno dei prodotti collaterali della Meyer scende a patti con questa mancanza volentieri, probabilmente ricercando una storia d'amore impossibile ed eterna, piuttosto che un buon ritmo e una buona sceneggiatura. Quindi va detto fin da subito che, oltre a non esserci originalità, non ci sono nemmeno grandi contenuti. L'approfondimento dei personaggi è al limite della sufficienza e anche se il duetto mentale tra la voce interiore di Melanie e quella di Wanda sembrerebbe legittimare un approfondimento psicologico necessariamente più maturo, serio e ricercato, in realtà la resa di questo aspetto è banalizzata e semplificata in maniera a tratti imbarazzante. Anche perchè, nonostante il dramma dell'essere 'spodestati' dal proprio corpo e la razza umana che viene soggiogata dall'alieno e la ribellione degli ultimi umani superstiti... Alla fine l'unica cosa su cui si concentra/no la/e protagonista/e sono i due ragazzi del cuore.
E, nel momento in cui tutta l'attenzione del film si sposta su questo argomento, capisci che "The Host" è un fallimento.
Mi rendo perfettamente conto che il pubblico cui mirasse il prodotto in questione fosse principalmente interessato alla love story, però io - da profano - ho trovato il tutto di una piatta banalità tanto sempliciotta che nemmeno sono riuscito a godermi l'insieme. Non c'è divertimento, non c'è malizia, né intrighi, la rivoluzione è trattata come cornice e le implicazioni mentali e sociali dell'essere abitati da un alieno non sono nemmeno prese in considerazione. Tutto ciò che viene proposto qui sono ambientazioni futuristiche e conseguenti gadget, relazioni stereotipate e una caccia all'uomo (o donna, in questo caso) all'acqua di rose. La storia, infatti, punta tutto sul nuovo triangolo Ronan-Irons-Abel, ma nessuno dei tre (forse giusto il secondo) ha l'appeal necessario a suscitare anche solo qualche interesse per il loro disagio amoroso. Saoirse Ronan si è scelta la non facile situazione di resuscitare le speranze della Meyer di una nuova Kristen Stewart dalle uova d'oro, senza però essere in grando di mantenere alcuna aspettativa, piatta e quasi annoiata in alcuni tratti, probabilmente a causa della stessa sceneggiatura...
Per farla breve, "The Host" poteva essere una pellicola carina visto i presupposti cool e patinati e la pubblicità collaterale grazie alla maternità della Meyer, eppure fallisce completamente il suo scopo, risultando noioso è per niente interessante. Giusto Diane Kruger regala un po' di movimento ad una trama che, altrimenti, è piatta e buonista.
Ps. 40 milioni di dollari per produrlo, ma insufficienti $45,420,419 di incasso mondiale.
Consigli: A questo punto suppongo sia meglio approfondire la questione "Twilight" perchè o Mrs. Meyer è una miracolata o davvero quella storia è migliore. Perchè se cercate qualcosa di banale, già visto, ma in salsa futuro allora "The Host" fa per voi; altrimenti lasciate stare.
Parola chiave: Viandante.

Trailer

Bengi

venerdì 5 marzo 2010

Film 86 - Amabili resti

Siccome volevamo continuare a tenerci aggiornati con i film degli Oscar, lunedì io e Ale abbiamo deciso di vedere "Precious", ma non aveva i sottotitoli. Idem per "Fantastic Mr. Fox", "Bright Star" e "Food Inc". Così abbiamo optato per l'unico già uscito in Italia, anche se non eravamo convinti al 100%...


Film 86: "Amabili resti" (2009) di Peter Jackson
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Ale
Pensieri: Il titolo attira, non c'è che dire. "Amabili resti"... ma di chi? E poi perchè sono amabili? A quest'ultima domanda non mi sono saputo dare una risposta. Sarà mica perchè sono di una ragazzina...? Cioè, boh, non mi è ben chiaro.
Più che altro perchè questa bambina non solo viene ferocemente uccisa, ma anche stuprata. Insomma, non esattamente qualcosa di amabile.
Questa nuova fatica di Peter Jackson non mi è piaciuta, lo devo dire. Ovvio che dopo kolossal come "King Kong", "Il Signore degli Anelli" e 3 Oscar portati a casa (più i due della moglie), avessi delle aspettative piuttosto elevate. Siccome era stato presentato come l'adattamento dell'anno (ma io dei libri da dove prendono i film non so quasi mai niente), aspettavo con ansia che finalmente dessero anche qui da noi la pellicola. Tra l'altro un grandissimo cast ne fa parte: Saoirse Ronan (dal nome impronunciabile), Rachel Weisz (bellissima), Mark Wahlberg (sotto molti aspetti inadatto, secondo me), Stanley Tucci (perfetto, come al solito) e Susan Sarandon (finalmente in un ruolo che mi è piaciuto!).
Nonostante le buone premesse ho trovato il film un po' piatto, se non a tratti noioso. Jackson dimostra sempre di avere un occhio speciale nei suoi film, lo si capisce dalle inquadrature particolari e dalle atmosfere che sa creare. Mi sono piaciute moltissimo le scene in cui particolari degli attori vengono proposti per esplicitare uno stato d'animo. E poi la scena del nascondiglio sotto la botola è quasi horror! Però a parte questo non c'è molto altro, se non l'interpretazione davvero imperdibile di Tucci, qui una specie di fratello del Bardem di "Non è un paese per vecchi".
Insomma, per i fan del libro potrebbe essere una buona occasione per mettere in immagini le idee nate dalla carta. Per tutti gli altri potrebbe risultare semplicemente come un film qualunque. Un po' un peccato, se si pensa a quanto poteva scaturire dalla mente di Jackson&signora e dal racconto su una ragazzina che viene uccisa e narra la sua storia dal suo mondo perfetto-quasi paradiso del dopo vita terrena. Forse la tematica un po' complessa non ha trovato il giusto spazio nella sceneggiatura, che privilegia al dramma familiare le dinamiche pseudo investigative del padre di casa/Perry Mason detto anche Mark Wahlberg e le manie perverse del serial killer (un po' morbosetti?). Ps. Senza apparente motivo, Saoirse Ronan/Susie, al supermercato, nel film legge "Seventeen" mentre nel trailer ha in mano "Vogue".
Consigli: Se volete vederlo, allora godetevi le magnifiche interpretazioni di Tucci e della strampalata nonna Sarandon! Fantastici!
Parola chiave: 6 dicembre 1973.



Ric