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domenica 15 ottobre 2023

Film 2206 - Oppenheimer

Intro: Potevo forse mancare di partecipare al fenomeno culturale dell'anno? Assolutamente no! E così, dopo aver visto "Barbie" il giorno dell'uscita (prima o poi arriverà anche quella recensione, giuro!), la settimana dopo sono andato subito a recuperare il suo "rivale" di grande schermo.

Film 2206: "Oppenheimer" (2023) di Christopher Nolan
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Kate
In sintesi: non che non mi sia piaciuto, per carità, ma non posso dire che questo sia il mio film di Nolan preferito.
Ora che l'isteria di massa da Barbenheimer è calata - non del tutto esaurita, però, si sta già parlando di Oscar per entrambe le pellicole - e che i mesi sono passati, credo di aver sufficientemente digerito questo "Oppenheimer", ma devo dire che subito dopo la visione a luglio non sapevo veramente che pensare. Ribadisco, in generale il film mi è piaciuto, ma non mi sono nemmeno strappato i capelli dalla gioia. Ho letto critiche estasiate, gli amici unanimi nel definirlo un capolavoro, il mondo impazzito per questo biopic. Io, invece, a un certo punto mi sono persino addormentato (per un secondo... Non è stata una grande idea andare allo spettacolo delle 19 dopo una giornata di lavoro per recuperare un titolo di 3 ore).
Penso che per me sia stato difficile seguire in inglese tutte le spiegazioni tecniche relative alla costruzione della bomba, per non parlare della valanga di personaggi praticamente tutti maschi di cui non riuscivo a memorizzare nemmeno un nome (a parte Einstein, ma vabbé). Quindi, a un certo punto, ammetto che il mio cervello ha mollato un po' il colpo e inserito il pilota automatico, cercando di seguire il comprensibile e lasciando a margine quegli aspetti di cui faticavo a cogliere il senso. Come ho già detto nella recensione precedente, poi, mi sono un po' stufato di questi film che durano una serata intera a prescindere e, anche qui, penso che qualcosina la si sarebbe potuta sforbiciare, specialmente all'inizio. Lungi da me insegnare ai maestri del cinema come fare il proprio lavoro, però questo trend del "lungo a tutti i costi" in questo periodo mi sta decisamente mettendo alla prova. vviamente non è una banale questione di pellicola lunga = difficoltà di seguire fino alla fine, eppure mentalmente e fisicamente mi rendo conto che le nuove tempistiche cinematografiche mi stanno un po' alterando la percezione dell'esperienza al cinema.
In ogni caso, per tornare al soggetto di oggi, "Oppenheimer" è un prodotto magistralmente realizzato, impeccabile in ogni dettaglio e, forse, il titolo giusto per regalare a Nolan il tanto meritato Oscar alla regia (dopo 5 nomination, di cui scandalosamente solo 2 per la Miglior regia): ribadisco, non il suo film che preferisco, ma sicuramente un riconoscimento che, è innegabile, anche solo dopo il colossale successo di questa pellicola deve essere finalmente conferito. Posso già immaginare la valanga di nomination, specialmente tecniche, che il film riuscirà a farsi riconosere - effetti speciali e colonna sonora, costumi, scenografie, trucco e sonoro - insieme a un'altra candidatura che secondo me è a questo punto imprescindibile, ovvero quella come Miglior attore protagonista per Cillian Murphy. E, lo sussurro solamente, a mio avviso c'è grande probabilità che l'attore irlandese finalmente lo vinca. (Ma lasciamolo un sussurro per adesso.)
Insomma, decisamente un'esperienza cinematografica e assolutamente un fenomeno culturale insieme al quel "Barbie" di Greta Gerwig, un duo inarrestabile che ha letteralmente preso d'assalto l'estate 2023 e, non c'è bisogno di dirlo, il botteghino (le due pellicole insieme hanno incassato oltre due miliardi e trecento milioni di dollari). Poi "Oppenheimer" è stato sicuramente meno "quello che mi aspettavo" e più un biopic intriso di tecnicismi che mi hanno un po' disorientato, però non sono assolutamente pentito di averlo visto. E poi Cillian Murphy è semplicemente straordinario.
Cast: Cillian Murphy, Emily Blunt, Matt Damon, Robert Downey Jr., Florence Pugh, Josh Hartnett, Casey Affleck, Rami Malek, Tony Goldwyn, James D'Arcy, Matthias Schweighöfer, Alex Wolff, Michael Angarano, Matthew Modine, Dane DeHaan, Jack Quaid, Gustaf Skarsgård, James Remar, Gary Oldman, Kenneth Branagh.
Box Office: $942 milioni
Vale o non vale: Nonostante sia stato un dei due film della stagione estiva 2023, direi che questo sia il più "complesso" da digerire per lo spettatore casuale. "Barbie" è facilmente il prodotto più mainstream, colorato e musicale, mentre qui siamo di fronte al racconto dettagliatissimo - e di 3 ore - della storia vera di J. Robert Oppenheimer, il fisico teorico che sta dietro la creazione della bomba atomica. Insomma, non un titolo per tutti.
Chi ama Nolan non mancherà di trovare la sua nuova fatica cinematografica entusiasmante per un motivo o per un altro - il film è tecnicamente perfetto - e sicuramente siamo di fronte a uno dei migliori titoli di quest'anno, uno che certamente farà furore alle varie cerimonie di premiazione che si dovrebbero apprestare a partire a breve (scioperi permettendo). Come ho già detto, non il prodotto per tutti i palati, ma insime a "Barbie" assolutamente uno dei fenomeni culturali - forse addirittura IL fenomeno culturale - più impattanti dell'ultimo periodo. Vedere l'hashtag #Barbenheimer per credere.
Premi: /
Parola chiave: Clearance.
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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 23 maggio 2019

Film 1590 - Manchester by the Sea

Intro: E, all'improvviso, un altro film direttamente dalla lista degli Oscar 2017. Ero rimasto indietro...
Film 1590: "Manchester by the Sea" (2016) di Kenneth Lonergan
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: bellissimo, difficilissimo, pesantissimo film, "Manchester by the Sea" era esattamente quel tipo di prodotto a cui mi avvicinavo con diffidenza, per poi posticipare la visione di continuo. E' inutile girarci intorno, qui la visione richiede un investimento emozionale non da poco, per cui meglio essere preparati fin dall'inizio. Per coloro i quali il gioco vale la candela, la pellicola di Lonergan sarà una vera e propria sorpresa sia a livello narrativo che di emozioni. Non mancano, infatti, i motivi per piangere e disperarsi, ma allo stesso tempo la storia fornirà prova del fatto che sia possibile risorgere da qualsiasi sciagura nel momento in cui si riesce a trovare la propria pace. E il modo in cui questa storia è raccontata è semplice e diretto, il che rende il risultato finale ancora più vero ed intenso. Grandissimo cast con Affleck e Williams (per quanto presente pochissimo) perfetti per il ruolo.
Cast: Casey Affleck, Michelle Williams, Kyle Chandler, Gretchen Mol, Lucas Hedges, Tate Donovan, Matthew Broderick, Stephen Henderson.
Box Office: $79 milioni
Vale o non vale: Emotivamente impegnativo e al contempo gratificante, "Manchester by the Sea" richiede allo spettatore di investire nella propria storia e dramma riuscendo, però, a restituire il racconto profondamente umano di una disgrazia che cambierà le vite di tutti i coinvolti. Davvero bello.
Premi: Candidato a 6 Oscar tra cui Miglior film e regia, ha vinto per Miglior attore protagonista (Affleck) e sceneggiatura originale. Nominato a 5 Golden Globes ha vinto quello per Miglior attore drammatico; ai BAFTA 2017 su 6 nomination ha vinto per Miglior attore e sceneggiatura originale. Candidato ai David di Donatello come Miglior film straniero.
Parola chiave: Funerale.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 29 aprile 2019

Film 1565 - Out of the Furnace

Intro: 5 anni fa ero incazzato come una iena con la distribuzione italiana di questo film che aveva totalmente sbagliato il poster riportando ben 3 errori nella locandina (Italian mistakes: Neighbors & Out of the Furnace), imprecisione piuttosto grossolana che a mio avviso evidenziava un'incompetenza infinita. Detto ciò, mai avrei pensato di recuperare questo film, ma ogni tanto devo cedere anche ai gusti altrui.
Film 1565: "Out of the Furnace" (2013) di Scott Cooper
Visto: dal pc portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: non ho visto "Crazy Heart", il film che ha lanciato la carriera di Scott Cooper, quindi non conosco particolarmente il suo lavoro; posso dire, però, che le locandine dei due film mi sembrano identiche (lo so, mi sono fissato con ste locandine...);
grandissimo cast a cui va il merito principale della riuscita del film che, altrimenti, sarebbe risultato bene o male alla stregua di un qualunque film d'azione/vendetta che solitamente vedono protagonisti Bruce Willis, Keanu Reeves o Jason Statham. Poi, per carità, "Out of the Furnace" non è male, ma sicuramente si prende troppo sul serio. I toni drammatici sono al limite della sopportazione e l'altissima dose di tensione di cui questo titolo è impregnato non trova soddisfazione in una conclusione che, per quanto liberatoria, non si discosta dalle aspettative dello spettatore;
mi permetto di correggere qui le baggianate del poster italiano una volta per tutte.

Alla data di uscita del film nel 2013:
Woody Harrelson era stato candidato a 2 Oscar, senza vincerne nessuno (diversamente da come suggerito dal poster);
Christian Bale aveva vinto 1 solo Oscar e non 2 come riportato (la confusione sul numero di premi associati all'attore deriva sicuramente dal fatto che in Italia il film è uscito nel 2014, anno in cui Bale ha ottenuto la sua seconda nomination, pur senza vincere);
Sam Shepard ha ottenuto 1 nomination all'Oscar;
relativamente a Willem Dafoe e Casey Affleck, invece, hanno riportato il vero.
Comunque, che incapaci...
Cast: Christian Bale, Woody Harrelson, Casey Affleck, Forest Whitaker, Willem Dafoe, Zoë Saldana, Sam Shepard.
Box Office: $15.7 milioni
Vale o non vale: Sinceramente il film non mi ha entusiasmato. Non è brutto, per carità, ma non è nemmeno riuscito a catturare il mio interesse. Lento ed eccessivamente teso.
Premi: /
Parola chiave: Cellulare.

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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 25 gennaio 2017

Oscars 2017: nomination e vincitori



89th Academy Awards


Best Picture
Arrival (Produced by Shawn Levy, Dan Levine, Aaron Ryder and David Linde)
Fences (Produced by Scott Rudin, Denzel Washington and Todd Black)
Hacksaw Ridge (Produced by Bill Mechanic and David Permut)
Hell or High Water (Produced by Carla Hacken and Julie Yorn)
Hidden Figures (Produced by Donna Gigliotti, Peter Chernin, Jenno Topping, Pharrell Williams and Theodore Melfi)
La La Land (Produced by Fred Berger, Jordan Horowitz and Marc Platt)
Lion (Produced by Emile Sherman, Iain Canning and Angie Fielder)
Manchester by the Sea (Produced by Matt Damon, Kimberly Steward, Chris Moore, Lauren Beck and Kevin J. Walsh)
Moonlight (Produced by Adele Romanski, Dede Gardner and Jeremy Kleiner)

Best Director
Denis Villeneuve (Arrival)
Mel Gibson (Hacksaw Ridge)
Damien Chazelle (La La Land)
Kenneth Lonergan (Manchester by the Sea)
Barry Jenkins (Moonlight)


Best Actor
Casey Affleck (Manchester by the Sea)
Andrew Garfield (Hacksaw Ridge)
Ryan Gosling (La La Land)
Viggo Mortensen (Captain Fantastic)
Denzel Washington (Fences)

Best Actress
Isabelle Huppert (Elle)
Ruth Negga (Loving)
Natalie Portman (Jackie)
Emma Stone (La La Land)
Meryl Streep (Florence Foster Jenkins)

Best Supporting Actor
Mahershala Ali (Moonlight)
Jeff Bridges (Hell or High Water)
Lucas Hedges (Manchester by the Sea)
Dev Patel (Lion)
Michael Shannon (Nocturnal Animals)

Best Supporting Actress
Viola Davis (Fences)
Naomie Harris (Moonlight)
Nicole Kidman (Lion)
Octavia Spencer (Hidden Figures)
Michelle Williams (Manchester by the Sea)

Best Adapted Screenplay
Arrival (Eric Heisserer)
Fences (August Wilson)
Hidden Figures (Allison Schroeder, Theodore Melfi)
Lion (Luke Davies)
Moonlight (Barry Jenkins; Story by Tarell Alvin McCraney)

Best Original Screenplay
Hell or High Water (Taylor Sheridan)
La La Land (Damien Chazelle)
The Lobster (Yorgos Lanthimos, Efthymis Filippou)
Manchester by the Sea (Kenneth Lonergan)
20th Century Women (Mike Mills)

Best Animated Feature
Kubo and the Two Strings (Travis Knight and Arianne Sutner)
Moana (John Musker, Ron Clements and Osnat Shurer)
My Life as a Zucchini (Claude Barras and Max Karli)
The Red Turtle (Michael Dudok de Wit and Toshio Suzuki)
Zootopia (Byron Howard, Rich Moore and Clark Spencer)

Best Documentary Feature
Fire at Sea (Gianfranco Rosi and Donatella Palermo)
I Am Not Your Negro (Raoul Peck, Remi Grellety and Hebert Peck)
Life, Animated (Roger Ross Williams and Julie Goldman)
O.J.: Made in America (Ezra Edelman and Caroline Waterlow)
13th (Ava DuVernay, Spencer Averick and Howard Barish)

Best Foreign Language Film
Land of Mine (Denmark)
A Man Called Ove (Sweden)
The Salesman (Iran)
Tanna (Australia)
Toni Erdmann (Germany)

Best Cinematography
Arrival (Bradford Young)
La La Land (Linus Sandgren)
Lion (Greig Fraser)
Moonlight (James Laxton)
Silence (Rodrigo Prieto)

Best Film Editing
Arrival (Joe Walker)
Hacksaw Ridge (John Gilbert)
Hell or High Water (Jake Roberts)
La La Land (Tom Cross)
Moonlight (Joi McMillon, Nat Sanders)

Best Costume Design
Allied (Joanna Johnston)
Fantastic Beasts and Where to Find Them (Colleen Atwood)
Florence Foster Jenkins (Consolata Boyle)
Jackie (Madeline Fontaine)
La La Land (Mary Zophres)

Best Makeup and Hairstyling
A Man Called Ove (Eva von Bahr and Love Larson)
Star Trek Beyond (Joel Harlow and Richard Alonzo)
Suicide Squad (Alessandro Bertolazzi, Giorgio Gregorini and Christopher Nelson)

Best Original Score
Jackie (Mica Levi)
La La Land (Justin Hurwitz)
Lion (Dustin O'Halloran and Hauschka)
Moonlight (Nicholas Britell)
Passengers (Thomas Newman)

Best Original Song
"Audition (The Fools Who Dream)," from La La Land (Music by Justin Hurwitz, lyrics by Benj Pasek and Justin Paul)
"Can’t Stop the Feeling," from Trolls (Music and lyrics by Justin Timberlake, Max Martin and Karl Johan Schuster)
"City of Stars," from La La Land (Music by Justin Hurwitz, lyrics by Benj Pasek and Justin Paul)
"The Empty Chair," from Jim: The James Foley Story (Music and lyrics by J. Ralph and Sting)
"How Far I'll Go," from Moana (Music and lyrics by Lin-Manuel Miranda)

Best Production Design
Arrival (Production design: Patrice Vermette; Set decoration: Paul Hotte)
Fantastic Beasts and Where to Find Them (Production design: Stuart Craig; Set decoration: Anna Pinnock)
Hail, Caesar! (Production design: Jess Gonchor; Set decoration: Nancy Haigh)
La La Land (Production design: David Wasco; Set decoration: Sandy Reynolds-Wasco)
Passengers (Production design: Guy Hendrix Dyas; Set decoration: Gene Serdena)

Best Sound Editing
Arrival (Sylvain Bellemare)
Deepwater Horizon (Wylie Stateman and Renée Tondelli)
Hacksaw Ridge (Robert Mackenzie and Andy Wright)
La La Land (Ai-Ling Lee and Mildred Iatrou Morgan)
Sully (Alan Robert Murray and Bub Asman)

Best Sound Mixing
Arrival (Bernard Gariepy Strobl and Claude La Haye)
Hacksaw Ridge (Kevin O’Connell, Andy Wright, Robert Mackenzie and Peter Grace)
La La Land (Andy Nelson, Ai-Ling Lee and Steve A. Morrow)
Rogue One: A Star Wars Story (David Parker, Christopher Scarabosio and Stuart Wilson)
13 Hours: The Secret Soldiers of Benghazi (Greg P. Russell, Gary Summers, Jeffrey J. Haboush and Mac Ruth)

Best Visual Effects
Deepwater Horizon (Craig Hammack, Jason Snell, Jason Billington and Burt Dalton)
Doctor Strange (Stephane Ceretti, Richard Bluff, Vincent Cirelli and Paul Corbould)
The Jungle Book (Robert Legato, Adam Valdez, Andrew R. Jones and Dan Lemmon)
Kubo and the Two Strings (Steve Emerson, Oliver Jones, Brian McLean and Brad Schiff)
Rogue One: A Star Wars Story (John Knoll, Mohen Leo, Hal Hickel and Neil Corbould)

Best Animated Short
Blind Vaysha (Theodore Ushev)
Borrowed Time (Andrew Coats and Lou Hamou-Lhadj)
Pear Cider and Cigarettes (Robert Valley and Cara Speller)
Pearl (Patrick Osborne)
Piper (Alan Barillaro and Marc Sondheimer)

Best Documentary Short
Extremis (Dan Krauss)
4.1 Miles (Daphne Matziaraki)
Joe’s Violin (Kahane Cooperman and Raphaela Neihausen)
Watani: My Homeland (Marcel Mettelsiefen and Stephen Ellis)
The White Helmets (Orlando von Einsiedel and Joanna Natasegara)

Best Live Action Short
Ennemis Interieurs (Selim Azzazi)
La Femme et le TGV (Timo von Gunten and Giacun Caduff)
Silent Nights (Aske Bang and Kim Magnusson)
Sing (Kristof Deak and Anna Udvardy)
Timecode (Juanjo Gimenez)

#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 27 novembre 2015

Film 1036 - Interstellar

Comprato il dvd e subito visto!

Film 1036: "Interstellar" (2014) di Christopher Nolan
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Rivederlo è stato un piacere. Da un po' avevo voglia di rivedere questo film di Nolan che al cinema mi era piaciuto tantissimo, pur avendomi spiazzato nel finale. Questa seconda visione mi ha lasciato con mille domande scientifiche - girate a chi di dovere - e una consapevolezza ormai sempre più matura in me: le storie non devono andare dove ti aspetti che vadano ma devo semplicemente raccontarti ciò che hanno da dire. Lo scontro tra aspettativa e realtà è sempre un gioco difficile di assestamenti e compromessi, per cui può vincere solo qualcosa che abbia davvero in sé la peculiarità e la forza di mostrare qualcosa di nuovo, inaspettato, bello.
Trovo che "Interstellar" sia un bel film per molti motivi, che vanno dall'ottima resa tecnica (colonna sonora, effetti speciali, fotografia) al sapiente lavoro di sceneggiatura aiutato da un ottimo cast che combina capacità e un glam patinato quanto basta. La storia è solita e tiene per quasi tutto il film, anche se forse avrei preferito un finale meno positivo (ah, le aspettative!); il risultato finale è di grandissimo impatto e riesce ad intrattenere uno spettatore rapito da immagini e immaginazione. Uno dei migliori film della passata stagione.
Ps. Nonostante l'incasso e le buone recensioni, il film non si è portato a casa quanti premi si sarebbe meritato. L'Oscar inevitabile agli effetti speciali è arrivato, ma è mancato il riconoscimento alla colonna sonora di Hans Zimmer (solo nominato) e alla sceneggiatura per Nolan (neanche la candidatura).
Film 834 - Interstellar
Cast: Matthew McConaughey, Anne Hathaway, Jessica Chastain, Bill Irwin, Ellen Burstyn, Michael Caine, David Oyelowo, John Lithgow, Mackenzie Foy, Wes Bentley, Casey Affleck, Topher Grace, Matt Damon.
Box Office: $675 milioni
Consigli: Una bella storia interessante e stimolante, riesce a provocare e lanciare interrogativi, spingendo lo spettatore a porsi domande e fare supposizioni. Ultimamente sono pochi i film che riescono a superare questo tipo di sfida, il che già di per sé è miracoloso. Inoltre, e non è da sottovalutare, l'avventura descritta da Nolan è un azzardo che prende il nome di scoperta, un tentativo alla cieca di esplorare l'ignoto e tentare di renderlo conosciuto. Al giorno d'oggi il brivido dell'avventuriero, dello scopritore di terre è già più un mito che un ricordo, un ruolo praticamente impossibile da rivestire se non, in casi come questo, grazie al cinema. Ecco, quindi, che il valore aggiunto di una storia come questa si palesa: diventiamo tutti esploratori e ci poniamo come limite solo quello che ci detta lo spazio. Se non basta questo a convincervi, il cast è pazzesco, regia e sceneggiatura sono di Nolan, colonna sonora ed effetti speciali da urlo, un viaggio nello spazio e un finale intricatissimo. Sono sicuro che valga almeno una visione.
Parola chiave: Tesseratto.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 2 settembre 2014

Italian mistakes: Neighbors & Out of the Furnace

Ormai lo sappiamo, in Italia la precisione - soprattutto quando si tratta di tradurre titoli di pellicole - lascia molto a desiderare.
Ultimo esempio in ordine cronologico è "Neighbors", che la Universal Pictures italiana rititola "Cattivi vicini", di cui però sbaglia a scrivere il titolo originale nei credits della locandina ufficiale.
Nella versione distribuita da noi del poster, infatti, si passa da "Neighbors" a "Bad Neighbours" che non è il titolo originale del film, bensì quello alternativo che la produzione ha utilizzato per alcuni mercati europei (come Regno Unito, Danimarca, Svezia).

Ma questo è niente in confronto al vero e proprio gioco all'errore che è riuscita ad istituire la Indie Pictures con la locandina del film "Il fuoco della vendetta - Out of the Furnace". Totalmente privo di riferimenti a qualsivoglia tipo di premio nella versione originale, il poster italiano è stato invece invaso da una pioggia di Oscar a caso: 2 statuette sono state conferite a Christian Bale che ha, sì, avuto due candidature, ma solo una si è di fatto tramutata in vittoria ("The Fighter"); Woody Harrelson, invece, sembrerebbe aver vinto addirittura due premi, quando in realtà è stato solamente nominato due volte ("Larry Flynt - Oltre lo scandalo", "Oltre le regole - The Messenger"), esattamente come il 'compagno di locandina' Willem Dafoe le cui credenziali, però, sono corrette. Infine viene totalmente ignorata la candidatura all'Oscar di Sam Shepard (per "Uomini veri") che, al pari di Casey Affleck, avrebbe avuto diritto a vedersela riconosciuta alla voce 'nominato'.
Insomma, un gran pasticcio che denota un maldestro lavoro di marketing pubblicitario eseguito con superficialità o inesperienza.

venerdì 29 giugno 2012

Film 422 - Tower Heist - Colpo ad alto livello

Marco aveva molte riserve su questa pellicola e si è dovuto ricredere.


Film 422: "Tower Heist - Colpo ad alto livello" (2011) di Brett Ratner
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: Più che un colpo ad alto livello potrebbe passare per il colpo dei disperati. Chi, infatti, ha recentemente sentito parlare di Eddie Murphy, Matthew Broderick o Téa Leoni? Pare che avessero tutti decisamente bisogno di un buon successo commerciale per tornare in carreggiata. "Tower Heist" sembrava, quindi, ghiotta occasione.
L'incasso al box office, bisogna dirlo, non è stato particolarmente elevato ($152.9 milioni), ma dal punto di vista della pellicola, posso assicurare che il film è piuttosto carino. Con la regia di Brett Ratner ("X-Men - Conflitto finale") e attori del calibro di Ben Stiller, Casey Affleck (nomination all'Oscar per "L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford"), Alan Alda (nomination all'Oscar per "The Aviator") e Gabourey Sidibe (nomination all'Oscar per "Precious") e una trama davvero divertente, devo dire che è stata un'ottima scelta estiva.
Il 'colpo' del sottotitolo italiano, poi, è sgangherato quanto i protagonisti che lo mettono in atto e non mancano di colpi di scena e una certa adrenalina ad alta quota alla Mission Impossible. Molte gag e una clamorosa rivincita assicurano a questo prodotto un perfetto appeal blockbuster che, lo ammetto, non ero sicuro avrei trovato. Invece il tutto mi ha lasciato piuttosto soddisfatto e, da aggiungere (non è poco) perfino Marco si è ricreduto.
Chiaro, niente di trascendentale, ma per una serata di disimpegno tra amici è certamente una buona compagnia.
Consigli: Forse un po' sottovalutato, preso per quello che è (una commedia), è un film piacevole da guardare che non annoia e si vede più che volentieri. E, soprattutto, Eddie Murphy ha un ruolo abbastanza marginale.
Parola chiave: Auto.

Trailer

Ric

martedì 16 novembre 2010

Film 184 - Gone Baby Gone

Nuovo lunedì, nuova cena (con intrusa imprevista) e, ovviamente, nuovo film.


Film 184: "Gone Baby Gone" (2007) di Ben Affleck
Visto: dalla tv del Puffo
Lingua: italiano
Compagnia: Marco, Andrea, Andrea Puffo, Diego, Gianpaolo
Pensieri: Una bambina è stata rapita alla madre (Amy Ryan) incapace, distratta e ubriacona e la zia richiama l'attenzione dell'opinione pubblica per smuovere la situazione. Vengono chiamati anche gli investigatori privati Patrick Kenzie/Casey Affleck ("L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford", "Will Hunting - Genio ribelle") e Angie Gennaro/Michelle Monaghan ("Eagle Eye", "Mission: Impossible 3", "North Country - Storia di Josey") per tentare strade in cui la polizia riuscirebbe poco a districarsi. E così parte la discesa nei bassi fondi, incontrando i personaggi più disparati e disperati, accomunati tutti fondamentalmente da due cose: la pistola e la parolaccia facile.
In questo racconto di una storia decisamente non facile, Ben Affleck dimostra di sapersi destreggiare bene nella direzione della pellicola. Forse il fatto che, spesso, la critica lo voleva più analfabeta che creativo ha reso possibile il piccolo miracolo di elevare il nostro Ben ad autore quantomeno degno di affiancarsi alla schiera dei 'veri' registi. Probabilmente il discorso che vale sempre si adatta perfettamente anche qui: cosa ti aspetti da uno che per qualche tempo è stato famoso solo per essere il fidanzato di Jennifer Lopez? E se poi questo decide di fare un film, lo scrive e dirige ed il risultato alla fine è migliore di quanto ti aspettassi è perchè lui è stato effettivamente bravo o semplicemente il solo fatto che abbia messo insieme una serie di passaggi più complessi del normale lo ha reso, inconsciamente, degno di merito?
Ammetto di essermi posto la domanda più volte. Il mio parere è che Affleck personaggio sia stato a volte preso di mira ingiustamente, forse perchè agli albori affiancato a Matt Damon, per il quale il giudizio del grande pubblico e della critica è sempre stato più favorevole. Scrollarsi di dosso la fama di 'bambinone' grande e grosso non è facile, specie se peggiori fidanzandoti con una che ha più la reputazione di viziata che di cantante. Seguono premi per le peggiori interpretazioni ("Amore estremo - Tough Love") e anni di film davvero sbagliati (oltre al già citato sono da aggiungere "Daredevil" e "Jersey Girl") a decretare definitivamente l'affossamento del nostro eroe. Che si riprende dopo qualche anno a suon di famiglia, Coppa Volpi e regia.
Il risultato, in definitiva è buono, un'opera prima intensa, ma non banale, che evita lo scivolone del retorico o della lacrimuccia a tutti i costi. I fatti sono quelli che sono, né più né meno e non importa quanto siano terribili, devono essere raccontati. La verità è spaventosamente dura, l'accettazione e la scelta (come avremmo reagito noi fossimo stati al posto di Patrick Kenzie? Non si può fare a meno di chiederselo) qualcosa di assolutamente personale.
Insomma, un bel film, non facile, ma di grande effetto.
Ps. Nomination all'Oscar per Amy Ryan come miglior attrice non protagonista.
Consigli: Potrebbe essere utile confrontare questa pellicola con il romanzo da cui è tratta ("La casa buia" di Dennis Lehane) per verificare quanto la trasposizione di Affleck sia stata fedele.
Parola chiave: Remy Bressant.



Ric

sabato 12 dicembre 2009

Film 33 - Will Hunting - Genio ribelle

Giovedì per cena avevo voglia di un film veloce prima di andare a casa della mia amica Claudia per fare quattro chiacchiere. Quindi ne ho visto uno che avevo cominciato qualche anno fa, senza mai finirlo.


Film 33: "Will Hunting - Genio ribelle" (1997) di Gus Van Sant
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Cosa c'è di speciale in un film come questo? Niente, non fosse che l'hanno scritto a quattro mani Matt Damon e Ben Affleck, due giovanissimi attori che grazie alla sceneggiatura di questo film hanno vinto l'Oscar. Non fosse che all'epoca erano in molti ad avere dubbi sul fatto che Affleck sapesse effettivamente scrivere, questa cosa non avrebbe fatto tanto chiasso.
Il film non è brutto, per carità, si guarda piacevolmente. Ma poi ci si ferma lì. Non ho sentito la voglia di rivederlo, per esempio. La mia curiosità iniziale era capire il valore di quest'opera e verificare se effettivamente ci fosse qualcosa di sensazionale che valesse la pena premiare. Certo, scrivere una sceneggiatura non è per tutti, ma qui ci sono tantissimi riferimenti culturali alla 'Wikipedia', ma non effettivamente granché approfonditi. Io non ce l'avrei mai fatta a scrivere una pappardella di roba del genere, quindi lode al merito, però non credo che la definizione di capolavoro sia azzeccata.
E' la storia di questo ragazzo povero, ovviamente orfano e maltrattato, che in realtà è un Einstein al quadrato. Risolve l'irrisolvibile, pensa l'inpensabile e, soprattutto, definisce Minnie Driver come 'bellissima', cosa evidentemente impossibile. Va oltre ogni limite umano, insomma. Poi però è anche estremamente odioso, antipatico, indisponente. E' geniale e mestruato. Uff, ma dov'è la novità? Nessuno lo capisce, solo lo psicologo (anche lui, ovviamente, maltrattato da piccolo) Robin Williams ci riesce perchè è fuori dal comune, lui non vuole vincere premi, vuole vivere felice e in pace con sé stesso. A sì? Nuova anche questa...
Non si va molto oltre in questo film. Will riesce a ritornare sulla retta via, addirittura si becca un lavoro vero con straordinarie opportunità future, allo psicologo torna la voglia di vivere, Ben Affleck fa una sviolinata al suo amico Matt Damon che neanche Frodo&Sam ne "Il Signore degli Anelli" e Minnie Driver non migliora esteticamente.
Tutto sommato si vede volentieri, ma è più blockbuster di quanto i 10milioni di dollari di budget non vogliano far pensare. Non ho trovato una filosofia particolarmente illuminante, né nulla che mi abbia ispirato. L'esempio del genio è una realtà che si discosta totalmente dalla mia, quindi non mi sono sentito particolarmente coinvolto. E poi non riuscivo a smettere di chiedermi se avesse scritto la sceneggiatura solo Matt Damon e poi per amicizia ci avesse aggiunto anche il nome dell'amico, come vorrebbe un pettegolezzo... Ah, i 'rumors'! ps. Qualcosa come 9 nomination agli Oscar e 2 premi vinti. A Robin Williams l'hanno dato solo perchè lo meritava da anni, ovviamente non per questa pellicola, ma meglio di niente. E, infatti, quella è stata la sua ultima nomination (ma, insieme a lui tantissimi altri attori ricevono il loro Oscar per un'interpretazione in un film che non vale, solo perchè l'Academy era in debito con loro per interpretazioni valide e non premiate. Penso a Renée Zellweger, Nicole Kidman, Judi Dench, Whoopi Goldberg, ecc ecc). pps. Casey Affleck, fratello di Ben e quindi raccomandato per un ruolo in questo film, è assolutamente identico a Mika!
Consigli: Da vedere in compagnia e deridere la faccia da maialino di Matt Damon.
Parola chiave: Problema matematico




Ric