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domenica 31 gennaio 2021

Film 1794 - Men in Black: International

Intro: Non che sia mai veramente stato un fan di questa saga, ma la nuova coppia di protagonisti e l'intrigante nuova premessa "internazionale" mi ha convinto a dare una chance a questa pellicola.
Film 1794: "Men in Black: International" (2019) di F. Gary Gray
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: onestamente l'ho trovato un po' spreco di cast e soldi ($94–110 milioni solo per produrlo) e un po' spreco del mio tempo.
Nonostante "MIB: International" non sia tremendo, mi pare un'occasione mancata specialmente considerato che si trattasse di un titolo destinato a rilanciare un franchise di successo con un piglio più contemporaneo.
La verità è che questo spin-off si è rinnovato solo dal punto di vista degli attori protagonisti (Chris Hemsworth e Tessa Thompson, già visti insieme nei franchise di Thor e Avengers) e degli effetti speciali, perché per il resto è tutto un riciclo di vecchio cliché sia legati al titolo originale che al mondo dello sci-fi generale. Senza contare che la storia in sé non è davvero niente di entusiasmante. Peccato.
Cast: Chris Hemsworth, Tessa Thompson, Rebecca Ferguson, Kumail Nanjiani, Rafe Spall, Laurent Bourgeois, Larry Bourgeois, Kayvan Novak, Emma Thompson, Liam Neeson.
Box Office: $253.9 milioni
Vale o non vale: Non ero fan di questo franchise e non lo sono diventato dopo aver visto questo film. La verità è che per quanto questo titolo non abbia veramente molto da dire, si tratta di un esempio mediocre di cinema maistream americano pompato per le masse che funziona solo nei circoscritti limiti dell'intrattenimento fine a se stesso. Nel senso che poi, una volta esauriti gli effetti speciali, di questo "Men in Black: International" ci si dimentica nel giro di un...

Premi: /
Parola chiave: Neuralized.
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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 30 ottobre 2019

Film 1668 - Jurassic World: Fallen Kingdom

Intro: La selezione delle compagnie aeree mi lascia sempre piuttosto soddisfatto, specialmente quando è da un po' che non riesco ad andare al cinema a vedere quello che voglio...
Film 1668: "Jurassic World: Fallen Kingdom" (2018) di J.A. Bayona
Visto: dalla tv dell'aereo
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: mah, mah, mah, onestamente una gran delusione. Dopo l'esperimento riuscito di rimettere sul mercato - pardon, riportare al cinema - il franchise di "Jurassic Park" col precedente "Jurassic World", mi aspettavo da questo sequel qualcosa di pazzesco e degno di nota. In realtà il risultato finale è piuttosto caotico e chiassoso, ma di non grande intrattenimento: c'è talmente tanta carne al fuoco che, finita la visione, si fatica a ricordare tutti gli eventi accaduti, a distinguere le varie esplosioni, ad uscire indenni da intrecci della trama tanto intricati da risultare incasinati.
Peccato, perché "Fallen Kingdom" aveva sulla carta tutto il potenziale per risultare l'ennesimo blockbuster che combina divertimento, avventura ed azione in maniera piacevole e spensierata. Quello che ne risulta, invece, è un secondo capitolo che manca dell'effetto nostalgia che connetteva il precedente agli originali e di quella leggerezza misto brivido da carneficina primordiale che, in teoria, sarebbe alla base del franchise. Vedremo se con "Jurassic World 3" e il ritorno dei veterani Laura Dern, Jeff Goldblum e Sam Neill i toni della saga ritroveranno vigore...
Film 953 - Jurassic Park
Film 955 - Il mondo perduto - Jurassic Park
Film 957 - Jurassic Park III
Film 961 - Jurassic World
Film 965 - Jurassic World
Film 1079 - Jurassic World
Film 1361 - Jurassic World
Film 1668 - Jurassic World: Fallen Kingdom
Film 2115 - Jurassic World Dominion
Film 2430 - Jurassic World: Rebirth
Cast: Chris Pratt, Bryce Dallas Howard, Rafe Spall, Toby Jones, Ted Levine, BD Wong, Jeff Goldblum, James Cromwell, Geraldine Chaplin.
Box Office: $1.308 miliardi
Vale o non vale: I fan di "Jurassic Park" e il "Jurassic World" non possono certo perdersi questo sequel che continua la storia di Owen e Claire e di tutta quella serie di dinosauri esistiti e ibridi che li circonda. Isla Nublar è a rischio vulcano e il dilemma sta tutto nel salvare o meno gli animali preistorici presenti sull'isola. Se siete curiosi di sapere come possa evolvere la storia, non perdetevi questo sequel; per tutti gli altri... ci sono titoli del franchise sicuramente più riusciti, anche se questo "Jurassic World" si lascia certamente guardare (e dimenticare).
Premi: Candidato al Razzie per il Peggior attore non protagonista (Justice Smith).
Parola chiave: Eruzione.

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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 2 gennaio 2015

Film 845 - What If

Proviamo con qualche titolo che sembra alternativo.

Film 845: "What If" (2013) di Michael Dowse
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Luigi
Pensieri: Commedia romantica al sapore indie che propone come quasi unica attrattiva quella di vedere Harry Potter alle prese con le circostanze amorose di una qualunque storia romantica un po' tormentata.
Daniel Radcliffe, infatti, è qui insieme a Zoe Kazan protagonista di una love story che parrebbe pronta a sbocciare ma viene subito troncata per un motivo piuttosto semplice: lei è fidanzata. I due decidono di rimanere amici, ma l'attrazione è evidente come la complicità che c'è tra i due e poi c'è il sentimento vero che ancora non si è palesato, ecc ecc.
Diciamo, quindi, che a meno che non vi interessi vedere Radcliffe in panni moderni o che vi piacciano storie d'amore con giovani protagonisti per niente patinati o glam - ma che non sono più verosimili, dato che ormai le coppie nerd-nevrotiche al cinema sono diventate cult quanto quelle più abusate (vedi belli e intelligenti o giovani milionari ereditieri modelli) - questo film di per sé non avrà nulla da aggiungere a ciò che avete già visto altre migliaia di volte. Non che sia brutto o mal fatto, semplicemente è un titolo come ce ne sono tantissimi altri e, personalmente, non pagherei il prezzo del biglietto per vederlo.
Ps. Tratto da "Toothpaste and Cigars" di T. J. Dawe e Michael Rinaldi.
Box Office: $7,847,000
Consigli: "Wallace, who is burned out from a string of failed relationships, forms an instant bond with Chantry, who lives with her longtime boyfriend. Together, they puzzle out what it means if your best friend is also the love of your life." (IMDb)
Se questo è ciò che state cercando o solitamente vi piace, il film non può deludervi. C'è la giusta dose di tormento amoroso, passione, momenti di imbarazzo generale, una rivalità amorosa e un amico tendenzialmente pazzo (Adam Driver che, dopo "Girls" non sembra riuscire troppo ad uscire dal personaggio). Per il resto "What If" è una pellicola senza scossoni, un po' indie, ma che ricade nel classico stereotipo della storia d'amore hollywoodiana con lui che è disposto a fare il giro del mondo per dire a lei che la ama. Insomma, né bene né male. O vi piace il genere, o lasciate perdere.
Parola chiave: Tetto.

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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 5 aprile 2013

Film 525 - Vita di Pi

Terzo appuntamento cinematografico con Leoo malato a casa. Torniamo a concentrarci sugli Oscar!


Film 525: "Vita di Pi" (2012) di Ang Lee
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Leoo
Pensieri: Visivamente è veramente bello, curato, affascinante, coinvolgente e dettagliatissimo. Funziona grazie a colori vividi, un sonoro che rende giustizia a qualunque cosa sia mostrata sullo schermo. Il tutto genera un mix che è veramente un'esperienza da provare.
Il viaggio di Pi Patel/Suraj Sharma è un percorso di crescita che diventa di vita dal momento in cui la nave su cui sta viaggiando affonda e una parte della sua famiglia con lei. Rimarrà, infatti, solo sulla scialuppa di salvataggio (che sarà la sua nuova casa) assieme a nientemeno che una iena, un orango, una zebra e una tigre del Bengala. Cosa c'entra la famiglia? Si capirà solo nel finale.
Il racconto è certamente avventuroso e affascinante, con il doppio risvolto di magia e mistero affiancato alla ricerca di risposte razionali per collocare in qualcosa di conosciuto le esperienze che Pi (Piscine Molitor Patel) racconta di aver vissuto, ma che nel concreto non si capisce come possano essersi verificate. 

La convivenza forzata di Pi e della tigre è certamente il cardine del racconto, che mette al centro della vicenda lo scontrarsi del protagonista con sé stesso, sperduto in mezzo a chissà quale oceano, a dover fare i conti con la solitudine, le nuove necessità legate alla sua condizione e un percorso di formazione che scopriremo nel finale essere stato un lavoro sul proprio io davvero sconvolgente.
Da questo punto di vista "Life of Pi" mi ha soddisfatto, mi è piaciuto e ha saputo dare le risposte che cercavo durante la visione della pellicola. Questo, combinato alla preziosa ricerca estetica e all'occhio sensibile di Ang Lee (che qui vince il suo secondo Oscar alla regia dopo "I segreti di Brokeback Mountain"), mi sono sembrati i veri punti di forza del prodotto.
Guardando, però, oltre l'estetica e la riuscita della trama (tratta dal libro omonimo di Yann Martel), non posso dire di esserne rimasto affascinato. "Vita di Pi" è, sì, un bel film, ma probabilmente mi è stato rovinato dai numerosi elogi della critica. Non perchè non mi sia piaciuto o sia brutto o non si meriti i riconoscimenti e i complimenti che ha ricevuto, ma perchè tutto ciò ha creato in me un'elevata aspettativa, quasi la certezza di una folgorazione istantanea e magica che, invece, non è avvenuta. Non c'è stato pieno coinvolgimento, non sento la voglia di rivedere questo prodotto.
Precisazione personale a parte, ribadisco che il film ha pregi innegabili. 127 minuti di pellicola quasi mai pesanti; tantissime scene a due dove solo un personaggio è dotato di parola che, eppure, funzionano benissimo; colori vividi e scene spettacolari; il carisma semplice e puro del protagonista Suraj Sharma che regge un'intera pellicola sulle sue spalle nonostante sia al suo esordio come attore.
Scene top sicuramente quelle della balena, dei pesci volanti e, neanche a dirlo, il momento di addio tra Pi e la tigre. Resa impetuosa e inarrestabile la tempesta che travolge la nave giapponese su cui Pi sta viaggiando con la famiglia.
Insomma, oggettivamente non gli manca niente, me ne rendo conto. Eppure non me ne sono innamorato.
Ps. 120 milioni di dollari per produrlo e un incasso mondiale di $604,384,111. Ange Lee vince anche questa scommessa. Mitico.
Consigli: 4 premi Oscar (regia, fotografia, colonna sonora ed effetti speciali), 1 Golden Globe e un incasso stratosferico (aiutato anche dal 3D): "Vita di Pi" è sicuramente un esperimento artistico di Ang Lee di grande effetto, merito delle capacità del regista di rendere i suoi film sempre visivamente molto potenti, associando le immagini ad una storia che valga la pena di essere raccontata. E' una pellicola che non lascerà delusi. Magari non se ne rimane profondamente innamorati, ma è una full immersion in mondi lontani, avventure fantastiche e colori carichi di vita. Sicuramente si trova un proprio personale motivo perchè la visione ne sia valsa la pena.
Parola chiave: Richard Parker.

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Bengi

sabato 10 dicembre 2011

Film 341 - Anonymous

Un bel film in costume mi piace sempre. Se è bello, appunto.


Film 341: "Anonymous" (2011) di Roland Emmerich
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Marco, Serena
Pensieri: Parrebbe andare tutto bene fino a un certo punto in questo film. Roland Emmerich, con mia non poca sorpresa, dirige una pellicola completamente fuori dal suo standard (suoi i catastrofici "2012", "Independence Day", "Godzilla", "The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo", "Stargate", ma anche "Il patriota" e il noiosissimo "10000 A.C.") e si avventura nel film storico riveduto e scorretto. La tesi è la seguente: non è stato William Shakespeare a scrivere le opere che portano il suo nome, ma il Conte di Oxford che, essendo nobile, non poteva abbassarsi alla pubblicazione di opere scritte e recanti la sua firma. Ingaggerà uno sciocco attoruncolo - Shakespeare, appunto - che, spacciandosi per autore, coprirà il conte ma intascherà anche la sua gloria.
Non fosse che della tesi di complotto non mi interesso in questa sede e lascio pure che ciò che sostiene la pellicola possa eventualmente avere un senso, mi vorrei soffermare su certi aspetti, invece, che mi hanno infastidito.
Innanzitutto Vanessa Redgrave, che sulla carta pareva un Regina Elisabetta I di grande impatto, risulta invece una sciocca marionetta in mano ai suoi consiglieri. I complotti di corte hanno sempre un fascino, ma ciò che mi ha sempre colpito della figura di questa monarca era il carattere deciso e autoritario. Qui, invece, è più infantile di una bambina, più insicura che mani nel compiere qualsivoglia azione. E, permettetemi di rovinare parte della trama, è anche un bel po' zoccola. La interpreta in età giovanile la più sconosciuta Joely Richardson ("Nip/Tuck", "Il patriota", "La carica dei 101 - questa volta la magia è vera"), casualmente reale figlia di Vanessa Redgrave nella realtà. La somiglianza, però, non c'è.
Altro momento veramente poco piacevole, per non dire di cattivo gusto, il punto - chiave per la trama? - in cui viene rivelato l'incesto. E' un po' disgustoso, a mio avviso, oltre che una scelta per la storia poco felice e a mio avviso non per forza necessario.
Tutto questo va incorniciato in un ambito quasi per niente riuscito per una pellicola ad alte pretese (con addirittura un inizio a teatro con Derek Jacobi a introdurre un prologo e ad alzare di molto le mire stilistiche della sceneggiatura, con forse qualche pretesa di serietà di troppo), con una produzione ad alto budget e dettagli tecnici piuttosto curati, soprattutto deducibile dai bei costumi.
Il contorno, però, è scarno e la trama non decolla mai, anzi regala più di uno sbadiglio. Il rammarico per la triste condizione del Conte di Oxford/Rhys Ifans ("Harry Potter e i doni della morte: Parte I", "Notting Hill") non arriva mai allo spettatore, forse anche per via dello scetticismo che regna attorno alla tesi proposta da questo "Anonymous". Un protagonista, poi, così di poco richiamo e un resto del cast piuttosto sconosciuto ai più, ha decretato un insuccesso decisamente evidente di questa pellicola: $14,158,978 di incasso, meno della metà di quelli spesi per produrlo.
Ps. Il cast inglese è composto da ben 3 attori che hanno partecipato alla saga di Harry Potter: il protagonista Rhys Ifans (Xenophilius Lovegood), David Thewlis (Prof. Lupin) e Jamie Campbell Bower (Grindelwald).
Consigli: Non esattamente un film brillante, ma per chi ama le storie di epoca elisabettiana con sontuosi costumi e una buona ricostruzione scenica, questo è sicuramente un prodotto di valore. Se, invece, si guarda alla trama, meglio essere preparati. E clementi...
Parola chiave: Incesto.

Trailer
#HollywoodCiak
Ric