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lunedì 23 dicembre 2024

Film 2333 - Gone Girl

Intro: A few months ago I picked a new book to read after I finished Melanie C's authobiography back in the summer and I decided to take a break from ready for a month or two.
Once I felt going back to reading again, I finally decided to give this book a chance after I've been re-watching the movie it inspired so many times over the years. And while reading in Malta, I started to feel the urge to go back to the movie once again... And here we are again.

Film 2333
: "Gone Girl" (2014), David Fincher
Watched on: My computer
Language: English
Watched with: No one
Briefly: I think it's fair to say that I really, really like this movie. I think it's great cinema and that Rosamund Pike gave the performance of a lifetime (that should have gotten rewarded a bit more).
I'm not reading the book yet, tho i felt the urge to go back to what for me was the source material: David Fincher's (crazingly underrrated) adaptation of Gillian Flynn's book.
Now that I have better insight on the story and, especially, on the character of Amy Elliott Dunne (Pike), I have to admit that my feelings towards her have schifted a bit: yes, she's crazy, manipulative, disturbing, yet there was always something there that fascinated me (still there, tbf). Some sort of respect for the guts she has, let's say
This time, tho, it was different. Knowing what she was doing willingly to her husband Nick (Affleck), reading the words coming straight from the character's mind... it was different. I felt disgusted by her and, to a certain degree (case yeah, she's a fictional character at the end of the day and this is just a well told story after all) I hated her.
And I think this says even more how great Rosamund Pike is in this movie. It's like she was born to play this part: she's unsetteling and mysterious, cold and manipulative and... it's impossible not to love her!
And I'll add this: I think Ben Affleck does a realy good job in portraying his character, readying the book gave me a better understanding of Nick and how he behaves and faces certain stressful situation adn I think Affleck should have gotten more praise for his performance.
Anyway, overall great movie, always compelling, beautifully shot and great sound track.
Film 853 - L'amore bugiardo - Gone Girl
Film 1020 - L'amore bugiardo - Gone Girl
Film 1544 - L'amore bugiardo - Gone Girl
Film 1739 - Gone Girl
Film 2156 - Gone Girl
Film 2331 - Gone Girl
Cast: Ben Affleck, Rosamund Pike, Neil Patrick Harris, Tyler Perry, Carrie Coon, Kim Dickens, Patrick Fugit, Missi Pyle, Emily Ratajkowski, Sela Ward.
Box Office: $370.9 milion
Worth a watch? Not Fincher's best movie, but definitely a great one. It's a gripping thriller wonderfully written adn acted marvellously. If you hadn't watched it yet... what are you waiting for?
Awards: 1 Oscars nomination for Best Actress (Pike). 4 Golden Globes nomination for Best director, Best Actress in a Motion Picture – Drama (Pike), Best Screenplay and Best Score. At BAFTA, the movie was nominated for Best Actress in a Leading Role (Pike) and Best Adapted Screenplay. 1 Grammy Awards nomination for Best Score Soundtrack for Visual Media. 4 nominations at the MTV Movie + TV Awards: Movie of the Year, Breakthrough Performance (Pike), Best Scared-As-S**t Performance (Pike), Best Villain (Pike)
Key word: Diary.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 12 gennaio 2023

Film 2156 - Gone Girl

Intro: Uno dei miei film preferiti... che Ciarán non aveva mai visto!

Film 2156: "Gone Girl" (2014) di David Fincher
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Ciarán
In sintesi: c'è stato un momento qualche anno fa in cui i film di Hollywood riuscivano spesso a sorprendermi in positivo, tra idee originali o produzioni mozzafiato, il tutto per un risultato finale (globale) che valeva la pena di essere seguito con interesse e visto con piacere. Sicuramente "Gone Girl" si inserisce in questa momento d'oro della Hollywood contemporanea, oggi certamente in declino. Tra i film che ho visto quest'anno, infatti, pochissime eccezioni sono state in grado di sorprendermi o appassionarmi in maniera genuina, il tutto per un risultato generale che, per citare RuPaul, riassumerei con un "meh". Un gran peccato.
A dire il vero già tra un 2020 praticamente rimandato e un 2021 non esattamente allettante a livello cinematografico, la sensazione che le proposte cinematografiche americane stiano un po' perdendo di smalto ce la portiamo dietro da un po'. Sicuramente la televisione USA sta vivendo un momento ispirato e creativo, il che non fa che rendere ancora più evidente il divario qualitativo tra i due media.
In ogni caso, nostalgia di bei tempi andati a parte (ma sono sicuro che la Hollywood del cinema risorgerà), questo film di David Fincher è sempre, maledettamente coinvolgente e stupefacente, appassionante dall'inizio alla fine. Rosamund Pike meritava l'Oscar e la sceneggiatura di Gillian Flynn qualche nomination in più. Un gioiellino del thriller.
Film 853 - L'amore bugiardo - Gone Girl
Film 1020 - L'amore bugiardo - Gone Girl
Film 1544 - L'amore bugiardo - Gone Girl
Film 1739 - Gone Girl
Film 2156 - Gone Girl
Film 2331 - Gone Girl
Cast: Ben Affleck, Rosamund Pike, Neil Patrick Harris, Tyler Perry, Carrie Coon, Kim Dickens, Patrick Fugit, Missi Pyle, Emily Ratajkowski, Sela Ward.
Box Office: $369.3 milioni
Vale o non vale: Ben scritto, dalla trama geniale, recitato perfettamente, "Gone Girl" è un film appassionante e dalla storia incredibile, con tutta una serie di sorprese e colpi di scena che tengono lo spettatore incollato alla sedia. Niente è quello che sembra ed è un piacere scoprire i vari misteri che si celano dietro questa perversa storia d'amore.
Premi: Candidato all'Oscar per Miglior attrice protagonista (Pike). 4 nomination ai Golden Globe per Attrice protagonista, regia, sceneggiatura e colonna sonora; 2 nomination ai BAFTA per Miglior attrice e Miglior sceneggiatura non originale. Nomination ai Grammy per Best Score Soundtrack for Visual Media
Parola chiave: Anniversario.
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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 11 maggio 2022

Film 2107 - The Unbearable Weight of Massive Talent

Intro: Non sono particolarmente fan di Nicolas Cgae, ma il trailer di questo film mi aveva particolarmente incuriosito. Così sono corso al cinema appena ho potuto.

Film 2107: "The Unbearable Weight of Massive Talent" (2022) di Tom Gormican
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Ciarán
In sintesi: carino, piacevole e assolutamente diverso da come me lo aspettavo (come non mi aspettavo di trovarci la Mastronardi, a dire il vero...).
Geniale nel senso che coinvolge un attore un tempo di serie A di Hollywood e ne mette intelligentemente alla berlina aspetti di una carriera adesso certamente in declino (da anni) con, al tempo stesso, la complicità dello stesso attore.
Nicolas Cage qui è una forza della natura - finalmente coinvolto in un progetto che ne mette in risalto il talento e loda una filmografia di fatto di tutto rispetto -, felice di mettersi in gioco ed evidentemente in perfetta sintonia con il compagno di avventure Pedro Pascal, che ritroviamo in una chiave comica per lui inedita. Il duo è onestamente perfetto e vale da solo il prezzo del biglietto.
Per il resto "The Unbearable Weight of Massive Talent" è un'ottima commedia a tinte action che intrattiene piacevolmente, diverte e fa anche ridere di quando in quando. Sicuramente uno dei film più interessanti usciti fino ad ora quest'anno.
Cast: Nicolas Cage, Pedro Pascal, Sharon Horgan, Tiffany Haddish, Ike Barinholtz, Paco León, Alessandra Mastronardi, Jacob Scipio, Demi Moore, Neil Patrick Harris.
Box Office: $21.8 milioni (ad oggi)
Vale o non vale: Duo di protagonisti affiatato, cast delle grandi occasioni e risultato finale divertente e spensierato, "The Unbearable Weight of Massive Talent" è certamente una delle sorprese di questo 2022 fino ad ora non particolarmente indimenticabile. Nick Cage in gran spolvero. Da vedere.
Premi: /
Parola chiave: Rapimento.
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 27 gennaio 2022

Film 2080 - The Matrix Resurrections

Intro: Il Natale è passato, io, Karen & Lucas ci siamo trasferiti da casa di zia al mio appartamento e ci stiamo "godendo" qualche giorno di confinamento a casa dopo il mio contatto con una persona positiva al Covid. Nell'attesa di scoprire se siamo positivi o meno in vista del Capodanno, recuperiamo il film che tenta di riportare in auge una saga cominciata 23 anni fa...

Film 2080: "The Matrix Resurrections" (2021) di Lana Wachowski
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Karen, Lucas
In sintesi: francamente non sentivo per nulla la necessità di riaffacciarmi al mondo di "The Matrix", specialmente considerati i due terribili sequel che hanno distrutto l'eredità del primo, straordinario film. Detto questo, vista l'enorme pubblicità ovunque e il fatto che a) fossimo obbligati in casa e b) il grande schermo non offrisse nulla di nuovo particolarmente interessante ("Spider-Man 3" a parte), siamo ricaduti nell'inevitabile: "The Matrix Resurrections".
Credo che quantomeno il titolo sia azzeccato, perché di resurrezione di fatto si tratta. Il franchise, nonostante la qualità non esattamente costante, si è ritagliato uno spazio nel mondo del cinema pop (e non solo) e il tutto andava bene così. C'era bisogno di scomodare nuovamente Neo, Trinity, Morpheus e compagnia bella? Era necessario veicolare nuovamente la stessa storia, semplicemente questa volta svecchiata da nuove meraviglie digitali? Aveva senso riportare in vita personaggi qui interpretati da altri attori? Per me, lo dico onestamente, no.
Per quanto Lana Wachowski abbia provato a dare al tutto una nuova chiave di lettura rianalizzando e riproponendo elementi e aspetti della vecchia storia e per quanto si sia sforzata di creare quell'"effetto wow" derivato da una sorta di meta-storia a scatole cinesi, bisogna ammettere che il tutto non funziona. Ed è difficile scrollarsi di dosso l'idea che "The Matrix 4" non sia altro che un modo per far su qualche soldo facile (così non è stato).
La "nuova", intricatissima storia che ci viene raccontata qui vuole Neo (Keanu Reeves) ora programmatore di giochi e creatore di Matrix, in realtà videogioco di sua invenzione/costruzione. L'idea iniziale è che adesso Neo si troverebbe in difficoltà nel distinguere tra reale e gioco. C'è quindi tutta il preambolo/disputa su cosa sia vero e cosa sia immaginazione, suggestione o ricordo, una messa in scena francamente stantia consideriamo che sappiamo tutti dal primo secondo che il focus della storia sia ribadire che Matrix sia realtà e che al di fuori della sua trappola informatica esista il mondo vero e proprio in cui vive chi lotta e si ribella alle macchine. Sì, la storia è, appunto, sempre la stessa.
La differenza, questa volta, è che gli unici due protagonisti rimasti - Reeves e Carrie-Anne Moss -abbiano oggi 50 anni suonati e le scene di combattimento non le reggano proprio come 20 anni fa. Per non parlare del fatto che - immagino per necessità e non per scelta - siano stati rimpiazzati tutti gli altri personaggi principali con nuovi attori. E i problemi legati a questo aspetto per la saga di "Matrix" sono due: il fatto che il film abbia avuto sin dal principio 4 personaggi chiave principali (5 se consideriamo l'Oracolo), ovvero Neo, Trinity, Morpheus e l'agente Smith e che questi personaggi siano diventati nel tempo tutti iconici a modo loro. Il fatto che in "The Matrix Resurrections" metà di questo valore iconico venga rimpiazzato (con altri attori) e diluito dall'inserimento di una miriade di altri personaggi accessori di cui non frega niente a nessuno... non aiuta.
Per non parlare del fatto che la storia sia di una lentezza inenarrabile, per di più considerato che siamo di fronte ad un prodotto figlio di una saga che ha ridefinito il concetto di scena d'azione. Come già detto prima, i due protagonisti non hanno certo l'elasticità di un tempo - e nessuno glielo rinfaccia, ci mancherebbe! - però è innegabile che tutto il rallenty e gli effetti speciali del mondo non potranno mai compensare per quanto ci eravamo abituati a vedere nei precedenti 3 film.
Insomma, diciamo che "The Matrix Resurrections" ha resuscitato il mondo delle Wachowski solo in termini di idea e concetto, perché nella pratica questo film è tanto distante dal primo capitolo che, non fosse perché sappiamo che la mente che ha concepito questo progetto è la stessa dell'originale, sembrerebbero prodotti portati alla luce da team creativi diversi.
Ps. In realtà, di ritorno dalle pellicole originali ci sono anche Lambert Wilson (ah.) e Jada Pinkett Smith nei panni di Niobe. La verità è che per quanto non ricordassi assolutamente nulla sul suo personaggio, la cosa che mi ha colpito di più qui è quanto terribile sia il make-up per invecchiarla. Alle Wachowski piace giocare con l'aspetto e le età dei propri attori (vedi "Cloud Atlas" o "Jupiter Ascending"), ma qui proprio non ci siamo.
Pps. Per nessun motivo, in un cameo di tipo 10 secondi appare Christina Ricci a cui è data una battuta e che no nrivedremo più per il resto del film. Boh.
Film 1463 - The Matrix
Film 1464 - The Matrix Revolutions
Film 2080 - The Matrix Resurrections
Cast: Keanu Reeves, Carrie-Anne Moss, Yahya Abdul-Mateen II, Jessica Henwick, Jonathan Groff, Neil Patrick Harris, Priyanka Chopra Jonas, Lambert Wilson, Christina Ricci, Jada Pinkett Smith.
Box Office: $148,597,454 (ad oggi)
Vale o non vale: L'aspetto patinato/glam e artificiale derivato dal green-screen ed effetti speciali che niente c'entrano con l'originale distaccano questo quarto episodio dall'estetica dei precedenti, rovinando l'esperienza e rendendo disomogeneo il tutto. In più dubito che chi non abbia visto i film precedenti riuscirebbe a seguire questa storia (per non parlare del fatto che, non aveste mai visto la saga di "Matrix" prima, questa pellicola non è certo quella con cui cominciare la visione!). Di fatto "The Matrix Resurrections" è più un film a servizio dei fans hardcore del franchise, perché questa pellicola non ha davvero molto altro da dire agli altri spettatori. Peccato.
Premi: Candidato ai BAFTA per i Migliori effetti speciali.
Parola chiave: Real.
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Bengi

sabato 6 febbraio 2021

Film 1798 - The Next Best Thing

Intro: Nel 2000 avevo 13 anni ed ero andato al cinema a vedere questo film, trovandolo carino. Ricordo fossi rimasto sorpreso nel vederlo così universalmente deriso e criticato, per cui una sera, mentro ero ancora ad Auckland due anni fa, ho deciso di rivederlo. Sicuro che avrei gradito.

Film 1798: "The Next Best Thing" (2000) di John Schlesinger
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: ventuno anni fa questo film poteva anche essere considerato progressista: portare sul grande schermo la storia della profonda amicizia tra due persone - una delle quali omosessuale - che si trasforma per caso nel racconto di una nuova forma di genitorialità era sicuramente un tentativo coraggioso e inusuale considerato il background mainsteam di questa operazione commerciale.
Purtroppo, però, la sceneggiatura fallisce nel connettere questa storia ad un livello emotivo anche solo basico, preferendo tentare un approccio comico che non sempre funziona (Madonna non mi sembra una credibile nei panni di una che si prende poco sul serio) per poi mandare tutto in vacca nella seconda parte del film, preferendo una linea più tradizionale e conforme agli stereotipi dell'epoca. Ovvero, per capirsi: la famiglia è formata solo da un uomo e una donna eterosessuali che devono amarsi a tutti i costi.
"The Next Best Thing" tradisce le sue premesse iniziali - un po' come ha fatto "Sex and the City" nel tempo - promettendo al suo pubblico una storia che vada oltre il classico stereotipo del "maschio + femmina = ok", ma finendo per rinforzare quello stesso concetto che intendeva screditare. La famiglia composta da Madonna e Rupert Everett funziona solo fino a quando è funzionale per il racconto, per poi venire cestinata nel momento in cui il personaggio di Madonna deve necessariamente trovare il vero amore. Ed è qui che per me si esaurisce l'interesse: per quanto la qualità generale dell'operazione non fosse granché, fino a questo momento almeno la storia raccontava qualcosa di inusuale a un potenziale pubblico generalista che da una qulunque romcom si poteva aspettare la classica e trita idea di un amore accettabile solo nei termini hollywoodiani canonici (ovvero quello che è considerato "ok", vedi sopra), ribaltando gli elementi tradizionali per presentare in termini accettabili l'idea che una coppia di amici single e felici delle loro vite potessero scegliere di allevare un bambino insieme. Abbie (Madonna), capendo di non aver bisogno di un uomo nella sua vita, poteva tranquillamente trovare la felicità in se stessa - visto che tra l'altro viene rappresentata come un personaggio spirituale -, nella sua famiglia e nel suo lavoro, mentre Robert (Everett) poteva dimostrarsi all'altezza di un incarico che la società tendeva (e ancora oggi tende) a non volergli riconoscere come idoneo, ovvero quella della figura paterna perfettamente adeguata per la responsabilità genitoriale. E, invece, "The Next Best Thing" sceglie di barattare la possibilità di veicolare un messaggio positivo e progressista come questo in nome di tutta quella serie di cliché che il genere della commedia romantica, l'industria cinematografica commerciale e il perbenismo bigotto parevano all'epoca richiedere a gran voce.
Sì, lo so, probabilmente ho riposto troppe speranze e speso malamente le mie energie rispetto ad un prodotto nato e concepito unicamente in quell'ottica commerciale che avrebbe voluto vederlo prosperare in termini di incasso e smercio di CD (perché non ci dimentichiamo della cover di "American Pie" appositamente realizzata da Madonna per la colonna sonora del film, onestamente l'unico elemento di valore di tutta questa débâcle cinematografica). Insomma, probabilmente "The Next Best Thing" sarà la pellicola che vedrete dopo questo film.
Cast: Rupert Everett, Madonna, Benjamin Bratt, Michael Vartan, Josef Sommer, Lynn Redgrave, Neil Patrick Harris.
Box Office: $24.3 milioni
Vale o non vale: Nonostante una certa intenzionalità positiva (tematiche LGBTQI e female empowerment), questo film baratta in fretta i suoi buoni propositi in nome dei diktat hollywoodiani dell'epoca, fallendo platealmente anche nel tentativo di darsi un appeal più commerciale.
Premi: Candidato a 5 Razzie Awards nel 2001 (tra cui Peggior film, regia e sceneggiatura) il film ha vinto per la Peggior attrice Madonna. La cantante ha ottenuto un'ulteriore nomination nel 2010 anche grazie a questo film (e "Die Another Day" & "Swept Away") per la Peggiore attrice del decennio, perdendo contro Paris Hilton.
Parola chiave: Custodia.
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Bengi

giovedì 2 luglio 2020

Film 1739 - Gone Girl

Intro: Riuniti a casa nostra per il party di saluto di parte del nostro gruppetto di amici alla volta dell'Italia, con quelli rimasti abbiamo pensato bene di distrarci regalandoci un film per distrarci.
Film 1739: "Gone Girl" (2014) di David Fincher
Visto: dalla tv di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Karen, Martina, Toby
In sintesi: inutile dire che amo questo film, lo trovo geniale e sorprendente, non importa quante volte lo riveda. Rosamund Pike è la ciliegina sulla torta e sono ancora sconvolto dal fatto che non si sia portata a casa l'Oscar.
Film 853 - L'amore bugiardo - Gone Girl
Film 1020 - L'amore bugiardo - Gone Girl
Film 1544 - L'amore bugiardo - Gone Girl
Film 1739 - Gone Girl
Film 2156 - Gone Girl
Film 2331 - Gone Girl
Cast: Ben Affleck, Rosamund Pike, Neil Patrick Harris, Tyler Perry, Carrie Coon, Kim Dickens, Patrick Fugit, Missi Pyle, Emily Ratajkowski, Sela Ward.
Box Office: $369.3 milioni
Vale o non vale: Ho già spiegato ampiamente il perché io adori questo film, quindi mi limiterò a sottolineare - per la millesima volta - che "Gone Girl" va visto. Punto.
Premi: Candidato all'Oscar per la Miglior attrice protagonista (Pike), a 4 Golden Globes (film, attrice, sceneggiatura non originale e colonna sonora) e 2 BAFTA (attrice e sceneggiatura). Candidato al Grammy per Best Score Soundtrack for Visual Media.
Parola chiave: Matrimonio.

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Bengi

giovedì 4 aprile 2019

Film 1544 - L'amore bugiardo - Gone Girl

Intro: E' sempre un buon momento per rivedere questo titolo, almeno per me.
Film 1544: "L'amore bugiardo - Gone Girl" (2014) di David Fincher
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: Fre
In sintesi: sempre un ottimo esempio di cinema che funziona, un thriller pazzesco che sembra non smettere mai di intrigare (e lasciarmi soddisfatto). Non importa quante volte abbia già visto "Gone Girl", ogni volta trovo gli incastri della trama, la genialità della critica ai media e alla nostra morbosa curiosità e la magnifica interpretazione di Rosamund Pike un vero toccasana! Tra l'altro ho rivisto questo film per la quarta volta giusto 5 giorni fa...
Film 853 - L'amore bugiardo - Gone Girl
Film 1020 - L'amore bugiardo - Gone Girl
Film 1544 - L'amore bugiardo - Gone Girl
Film 1739 - Gone Girl
Film 2156 - Gone Girl
Film 2331 - Gone Girl
Cast: Ben Affleck, Rosamund Pike, Neil Patrick Harris, Tyler Perry, Carrie Coon, Kim Dickens, Patrick Fugit, Emily Ratajkowski, Missi Pyle, Sela Ward, Boyd Holbrook.
Box Office: $369.3 milioni
Vale o non vale: Regia del grandissimo David Fincher, Ben Affleck perfetto imbambolato, Rosamund Pike pazza da legare, per un risultato finale imperdibile! Uno delle mie pellicole preferite in assoluto, tratta dal romanzo di Gillian Flynn (qui anche autrice della sceneggiatura).
Premi: Candidato all'Oscar per la Miglior attrice protagonista (Pike), a 4 Golden Globes (che vergognosamente non lo hanno candidato a Miglior film) per Miglior regia, attrice protagonista, sceneggiatura e colonna sonora e 2 nomination ai BAFTA (attrice, sceneggiatura).
Parola chiave: Indizi.

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Bengi

giovedì 22 ottobre 2015

Film 1020 - L'amore bugiardo - Gone Girl

Erano mesi che aspettavo di trovare il dvd di questa pellicola ad un prezzo ragionevole... Arrivata l'occasione, non ho perso tempo: comprato e guardato la stessa sera!

Film 1020: "L'amore bugiardo - Gone Girl" (2014) di David Fincher
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Pur sapendo, pur ricordando, l'ho trovato nuovamente stupendo.
Un thriller dalla fotografia nitida e una storia mozzafiato, un film bello da vedere e rivedere, specialmente grazie ad un'indomabile Amy Dunne che qui è interpretata da una fantastica - e ingiustamente snobbata dall'Oscar - Rosamund Pike. E' sua la maggior parte del merito, va detto, perché porta in scena un personaggio complesso e difficile, odioso ma che non puoi fare a meno di ammirare per la dedizione, qualcuno di magnetico e letale. A lei i complimenti subito.
L'altro grandissimo merito va alla sceneggiatura, della stessa autrice del libro da cui questo film è tratto, ovvero Gillian Flynn. Niente nomination all'Oscar per lei che eppure meritava tanto. Tutti i ribaltamenti da colpi di scena, i salti temporali da flashback, la descrizione delle varie anime di Amy e di quel poveretto di suo marito, l'idea geniale che sta alla base di tutta la storia, la per niente velata critica ai media e alla loro doppiezza... Ce n'è per tutti i gusti e non solo il mix finale funziona, ma lascia veramente soddisfatti.
Infine non si può non citare David Fincher, un regista che riesce sempre a lasciare il suo segno su ciò che realizza, personalizzando in maniera delicata ma riconoscibile. A mio avviso uno dei migliori registi americani in circolazione ultimamente.
Citazioni di merito fatte, non si può non parlare del povero strapazzatissimo Ben Affleck, che qui fa non solo il suo dovere, ma anche la sua porca figura. Ormai ritenuto più un bravo regista che un bravo attore - quest'ultima casistica non è mai stata particolarmente rilevata da nessuno -, qui non sfigura e, anzi, in "Gone Girl" appare piuttosto in forma e in parte.
In generale, quindi, non posso che ribadire con piacere quanto questo film mi sia piaciuto, una vera sopresa tra i vari titoli USA più o meno commerciali usciti nella stagione scorsa che è divenuto già un mio personale cult.
Film 853 - L'amore bugiardo - Gone Girl
Film 1020 - L'amore bugiardo - Gone Girl
Film 1544 - L'amore bugiardo - Gone Girl
Film 1739 - Gone Girl
Film 2156 - Gone Girl
Film 2331 - Gone Girl
Cast: Ben Affleck, Rosamund Pike, Neil Patrick Harris, Tyler Perry, Carrie Coon, Kim Dickens, Patrick Fugit, Missi Pyle, Emily Ratajkowski, Sela Ward.
Box Office: $368.1 milioni
Consigli: Lo consiglio vivamente, è un bel film. Molto appassionante, ben scritto e regitato, vive di una trama sempre sorprendente e mai scontata, seguendo la vicenda matrimoniale di due coniugi alla deriva, nel tentativo di comprendere se davvero lui abbia ucciso lei... Insomma, un thriller emozionante, ricco di colpi di scena e davvero ben realizzato. Da non perdere.
Parola chiave: Diario.

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Bengi

lunedì 23 febbraio 2015

Oscar 2015: And the winners are...

Ce l'abbiamo fatta, finalmente!
Anche il 22 febbraio è ormai alle spalle e chi doveva vincere ha vinto. I migliori sono stati decretati - come del resto i peggiori (vedi qui) - e la stagione delle premiazioni relative al 2014 si può dire definitivamente chiusa. Con un po' di sollievo.
Tra tutti i red carpet, le interviste, i dietro le quinte esclusivi, i party, i pranzi, le colazioni, le cene e i gala non ci si stava proprio più dietro e la sovraesposizione mediatica globale stava cominciando a stancare anche i più tenaci.
Con gli Oscar di questa notte si sono confermate le numerose voci che volevano "Birdman" vero vincitore di questa edizione, oltre che i pronostici relativamente ai quattro attori che avrebbero vinto, praticamente sempre gli stessi da che la corsa ai premi è cominciata. E così sia, che Patricia Arquette abbia il suo Oscar contro ogni umana previsione possibile e nella speranza che la vittoria le dia indietro una carriera che sia degna di questo nome dopo il prolungato momento appannato. Speriamo che qualcuno sia rimasto colpito dal suo discorso di ringraziamento a tinte femministe e che si ricordino che anche donne meno canonicamente hollywoodiane come la Arquette possono raccogliere l'attenzione e il gusto di pubblico e critica. Insomma, non esiste solo Meryl Streep (ma meno male che comunque esiste).
Signora di "Boyhood" a parte, il vero piacere di questa serata è stato seguire le tre vittorie di J.K. Simmons per quel gioiellino di "Whiplash" e vedere finalmente riconosciuti i grandi talenti di Alexandre Desplat (Miglior colonna sonora) e Julianne Moore (il suo film ancora non l'ho visto, quindi attendo di capire se fosse veramente tutto meritato o se fosse più che altro arrivato il suo momento, diciamo). Anche la vittoria (annunciata) della Canonero per "The Grand Budapest Hotel" è stato un bel momento, anche se lei mi rimane antipatica e questo guasta un po' le cose. Sorprese gradite le numerose vittorie del film di Wes Anderson (4 in totale), ma meglio ancora è stato vedere riconosciuto l'Oscar per il Miglior montaggio a "Whiplash" e all'ottimo lavoro di Tom Cross.

 Altri momenti inaspettati sono stati la vittoria di Alejandro González Iñárritu come Miglior regista, che scippa di fatto la statuetta al favorito Richard Linklater (a cui era andato il Golden Globe); il riconoscimento come Miglior film d'animazione per "Big Hero 6" che francamente trovo un po' eccessivo; la felice scelta dell'Academy di non lasciare a bocca asciutta "The Imitation Game" (Miglior sceneggiatura non originale + un discorso strappalacrime dello sceneggiatore che, confessa sul palco, a 16 anni aveva tentato il suicidio poiché si sentiva diverso e quindi incompreso); la ritrovata buona stella di Lady Gaga che si spoglia di tutte le scemenze massmediatiche e punta tutto (o quasi, considerato quegli orrendi guanti) sulla qualità di una performance ineccepibile e di grande impatto; e quello sketch - per noi italiani così Gianni Morandi - in cui Neil Patrick Harris, conduttore della serata, ha riproposto una delle scene che certo rimane più impressa di "Birdman", andando a presentare sul palco solo in mutande.
Questo episodio doppiamente d'impatto rimarrà assolutamente il ricordo più indelebile della conduzione di Harris - esattamente come la selfie all-star lo è stata per la conduzione di Ellen l'anno scorso - eppure la cifra stilistica pare inevitabilmente diversa. Lungi da me essere bacchettone - queste trovate acchiappa ascolti e chiacchiericcio post evento le capisco e le contemplo senza falsi pudori - ammetto, però, che da uno come Neil Patrick Harris, che masticava show prima ancora di aver sperimentato la pubertà, mi aspettavo qualcosina di più. Di più non rispetto all'episodio adamitico, ma proprio a livello di contenuti e conduzione.
Il numero di apertura - tra canzoni, balli e citazioni cinematografiche a gogo - pareva promettere bene, anzi molto bene, solo che durante il resto della serata (francamente troppo lunga), i tempi troppo stretti, la necessità di dover far ridere a tutti i costi e tutto lo spazio dedicato a troppe personalità hanno inciso su un risultato finale meno brillante di quanto mi sarei aspettato. E' stato bravo - ma hey, battere l'assetto catatonico di James Franco sarebbe veramente una sfida per chiunque -, eppure si poteva fare di più, anche se gli concedo due cose: la prima è che seguire la conduzione dopo uno show così chiacchierato e riuscito come quello di Ellen era veramente difficile, la seconda è che la mia maledetta sfortuna mi ha costretto a vedere l'evento doppiato in italiano (cosa che non accade probabilmente dalla terza liceo), il che mi ha ampiamente sfavorito su tempi comici ed effetto delle battute, considerando l'ampia inadeguatezza dei due interpreti.
Chiusa la parentesi dello show, prima di passare alle vittorie, ci terrei solo a una veloce postilla: solitamente c'è sempre qualcuno capace di rimanere impresso per la scelta dell'abito, la classe, qualcosa. Quest'anno sono rimasto particolarmente insoddisfatto da questo punto di vista e a parte una sufficienza generale, nessuno ha veramente colpito. Da un lato sono contento di non rivedere per un po' le tremende scelte pre-maman di Keira Knightley, ma in generale mi pare si sia un po' sprecata l'occasione.
E ora l'ultimo punto da considerare, la ciliegina sulla torta: chi ha vinto VS chi ci si aspettava vincesse.
Dopo il toto votazioni innescato qualche giorno fa ho seguito in silenzio le varie opinioni pervenute, aspettando con ansia di sapere se e cosa sarebbe stato confermato. Ecco, quindi, qui sotto i vincitori effettivi di tutte le categorie (in giallo) ed evidenziati in verde tutti coloro che erano stati ritenuti i possibili vincitori. Chiaramente le scommesse non erano su tutte le categorie, ma solo le principali, ovvero le prime 10 (escludendo le 2 categorie sulle sceneggiature): dove manca la sottolineatura verde è perché vincitore effettivo e votazione coincidevano. Buona lettura!
Ps. Gli Oscar fatti di Lego sono qualcosa di fantastico!

Best Motion Picture of the Year
Birdman (2014): Alejandro González Iñárritu, John Lesher, James W. Skotchdopole
Boyhood (2014/I): Richard Linklater, Cathleen Sutherland

Best Performance by an Actor in a Leading Role
Benedict Cumberbatch for The Imitation Game (2014)
Eddie Redmayne for The Theory of Everything (2014)

Best Performance by an Actress in a Leading Role
Julianne Moore for Still Alice (2014)

Best Performance by an Actor in a Supporting Role
Edward Norton for Birdman (2014)
J.K. Simmons for Whiplash (2014)

Best Performance by an Actress in a Supporting Role
Patricia Arquette for Boyhood (2014/I)

Best Achievement in Directing
Alejandro González Iñárritu for Birdman (2014)
Wes Anderson for The Grand Budapest Hotel (2014)

Best Writing, Screenplay Written Directly for the Screen
Birdman (2014): Alejandro González Iñárritu, Nicolás Giacobone, Alexander Dinelaris, Armando Bo

Best Writing, Screenplay Based on Material Previously Produced or Published
The Imitation Game (2014): Graham Moore

Best Animated Feature Film of the Year
Big Hero 6 (2014)

Best Foreign Language Film of the Year
Ida (2013): Pawel Pawlikowski

Leviafan (2014): Andrey Zvyagintsev

Best Achievement in Cinematography
Birdman (2014): Emmanuel Lubezki

Best Achievement in Editing
Whiplash (2014): Tom Cross

Best Achievement in Production Design
The Grand Budapest Hotel (2014): Adam Stockhausen, Anna Pinnock

Best Achievement in Costume Design
The Grand Budapest Hotel (2014): Milena Canonero

Best Achievement in Makeup and Hairstyling
The Grand Budapest Hotel (2014): Frances Hannon, Mark Coulier

Best Achievement in Music Written for Motion Pictures, Original Score
The Grand Budapest Hotel (2014): Alexandre Desplat

Best Achievement in Music Written for Motion Pictures, Original Song
Selma (2014): Common, John Legend (Glory)

Best Achievement in Sound Mixing
Whiplash (2014): Craig Mann, Ben Wilkins, Thomas Curley

Best Achievement in Sound Editing
American Sniper (2014): Alan Robert Murray, Bub Asman

Best Achievement in Visual Effects
Interstellar (2014): Paul J. Franklin, Andrew Lockley, Ian Hunter, Scott R. Fisher

Best Documentary, Feature
Citizenfour (2014): Laura Poitras, Mathilde Bonnefoy, Dirk Wilutzky

Best Documentary, Short Subject
Crisis Hotline: Veterans Press 1 (2013): Ellen Goosenberg Kent, Dana Perry

Best Short Film, Animated
Feast (2014): Patrick Osborne and Kristina Reed

Best Short Film, Live Action
The Phone Call (2013): Mat Kirkby, James Lucas

#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 15 gennaio 2015

Oscars 2015: le nomination

Dopo l'annuncio delle candidature da parte di Cheryl Boone Isaacs, J. J. Abrams, Alfonso Cuarón e Chris Pine, francamente, per un attimo sono rimasto di sasso.
Troppo ben abituato alla generale scopiazzatura tra un evento di questo genere e l'altro, avevo dato per scontato che cinquine dei Golden Globes e relativi vincitori sarebbero stati più o meno identici anche agli Oscar. Errore, grande errore.
Se, da un lato, la cosa mi ha sinceramente scioccato, devo dire che dall'altro apprezzo la scelta più indipendente, ovvero il piglio più genuino che gli Oscar dimostrano quantomeno nelle cinquine, evitando scivoloni un po' imbarazzanti determinati da un eccesso di categorie (quest'anno, i più evidenti ai Golden Globes erano nella categoria Attrice protagonista Musical o Commedia, con le candidature di Quvenzhané Wallis per "Annie" e Helen Mirren per "Amore, cucina e curry").
Tutto sommato quindi, superata l'iniziale diffidenza, devo dire che in generale posso capire le scelte. Meno nella categoria Miglior canzone originale, ma da questo punto di vista gli Academy Awards sono sempre stati meno commerciali dei Golden Globes. Forse, però, a Lana Del Rey una chance potevano darla.
In generale, comunque, qualche previsione confermata c'è stata: "Birdman" si porta a casa 9 candidature, "Boyhood" 6, "The Imitation Game" 8, "Theory of Everything" e "Foxcatcher" 5, "The Grand Budapest Hotel" 9. Le vere soprese sono state le solo due candidature di "Selma" (film e canzone), le 4 di "Mr. Turner" (vincitore a Cannes per Timothy Spall Miglior attore), 5 per "Interstellar" (tutte tecniche); le vere sorprese, però, sono soprattutto le 6 di "American Sniper" (0 ai Golden Globes) e le 5 di "Whiplash" (1 nomination con vittoria ai Golden Globes) entrambi candidati anche a Miglior film), ma anche le 3 di "Unbroken". Nelle categorie attoriali va detto che c'è stato un po' di rimpasto, qualche grande sopresa e decisamente molti nomi totalmente nuovi. Per quanto riguarda le sorprese, quelle in negativo sono l'assenza di Amy Adams per "Big Eyes" (vincitrice del Golden Globe), David Oyelowo per "Selma" (ma il fattore razzismo era già stato ampiamente celebrato l'anno scorso con le vittorie di "12 anni schiavo"), Jennifer Aniston per "Cake" (data per certa) e soprattutto Jake Gyllenhaal per "Nightcrawler" che certamente meritava una candidatura. In positivo, si aggiudicano - veramente a sorpresa - una candidatura Bradley Cooper per "American Sniper" (alla sua terza nomination in 3 anni), Marion Cotillard per "Deux jours, une nuit" (a spese della Adams) e per "Wild" Laura Dern (che non si aggiudicava una nomination dal 1992 e soprattutto il cui padre ha avuto una nomination l'anno scorso per "Nebraska").
Per quanto riguarda i volti nuovi degli Academy Awards, gli attori che hanno ricevuto oggi la loro prima nomination sono 4 su 5 per il Miglior attore protagonista (Michael Keaton, Benedict Cumberbatch, Eddie Redmayne e Steve Carell), Felicity Jones e Rosamund Pike per la Miglior attrice protagonista e per quanto riguarda i non protagonisti J.K. Simmons tra gli uomini, Patricia Arquette ed Emma Stone tra le donne. Un po' ridondanti, francamente, la settima candidatura di Robert Duvall per "The Judge" e la **esima di Meryl Streep per "Into the Woods" (per la precisione Meryl è a quota 19 candidature - record di sempre - di cui l'ultima l'anno scorso e 3 premi vinti).
Piacevoli sorprese sono state certamente il meritato riconoscimento (finalmente!) a Wes Anderson alla regia e la doppia candidatura nella categoria Miglior colonna sonora per il bravissimo Alexandre Desplat, arrivato a 8 candidature e 0 vittorie (anche se neppure questo sembrerebbe essere l'anno buono se si guarda ai Golden Globes).
In fine, una particolare menzione per i redivivi o, in questo particolare caso, i redidivi, star dimenticate che hanno ribaltato la loro situazione di stella in ombra grazie a una grande stagione quest'anno culminata proprio con la nomination di oggi: la già citata Laura Dern (ultima nomination 1992), Michael Keaton (mai avuta una candidatura in 30 anni di carriera), Patricia Arquette (0 nomination in quasi 30 anni di carriera), Edward Norton (che non vede una nomination dal '99), Alejandro González Iñárritu (che a parte 2 candidature nel 2007 non si è visto riconoscere nient'altro) e soprattutto Julianne Moore che dopo un exploit di 4 nomination, di cui ben 2 nel 2003, è stata da lì in poi ignorata.
Insomma, l'Academy quest'anno è riuscita a ribadire la propria supremazia in fatto di premi cinematografici ribaltando certe sicurezze che parevano garantite da altri contesti e promettendo un'edizione certamente interessante. Chi porterà a casa più statuette, quale sarà il miglior film dell'anno, ce la farà Richard Linklater a trionfare alla regia (fatti fuori Fincher e Nolan dalla cinquina della regia...)?
Le risposte definitive domenica 22 febbraio quando Neil Patrick Harris presenterà l'ottantasettesima edizione degli Oscar! Nel frattempo, naturalmente, tutte le categorie e i candidati di quest'anno. And the Oscar goes to...

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The 87th Academy Awards ceremony, presented by the Academy of Motion Picture Arts and Sciences (AMPAS), is scheduled to take place on February 22, 2015, at the Dolby Theatre in Hollywood, Los Angeles. The Academy gave Academy Honorary Awards to Jean-Claude Carrière, Hayao Miyazaki and Maureen O’Hara and a Jean Hersholt Humanitarian Award to Harry Belafonte in November 2014.
Actor Neil Patrick Harris is scheduled to host the ceremony for the first time.
The nominees for the 87th Academy Awards were announced today at the Samuel Goldwyn Theater in Beverly Hills, California, by Cheryl Boone Isaacs, president of the Academy, directors J. J. Abrams and Alfonso Cuarón, and actor Chris Pine.

The 87th Annual Academy Awards

Best Motion Picture of the Year
Nominees:
American Sniper (2014): Clint Eastwood, Robert Lorenz, Andrew Lazar, Bradley Cooper, Peter Morgan
Birdman (2014): Alejandro González Iñárritu, John Lesher, James W. Skotchdopole
Boyhood (2014/I): Richard Linklater, Cathleen Sutherland
The Imitation Game (2014): Nora Grossman, Ido Ostrowsky, Teddy Schwarzman
The Grand Budapest Hotel (2014): Wes Anderson, Scott Rudin, Steven M. Rales, Jeremy Dawson
Selma (2014): Christian Colson, Oprah Winfrey, Dede Gardner, Jeremy Kleiner
The Theory of Everything (2014): Tim Bevan, Eric Fellner, Lisa Bruce, Anthony McCarten
Whiplash (2014): Jason Blum, Helen Estabrook, David Lancaster

Best Performance by an Actor in a Leading Role
Nominees:
Steve Carell for Foxcatcher (2014)
Benedict Cumberbatch for The Imitation Game (2014)
Bradley Cooper for American Sniper (2014)
Michael Keaton for Birdman (2014)
Eddie Redmayne for The Theory of Everything (2014)

Best Performance by an Actress in a Leading Role
Nominees:
Marion Cotillard for Two Days, One Night (2014)
Felicity Jones for The Theory of Everything (2014)
Rosamund Pike for Gone Girl (2014)
Julianne Moore for Still Alice (2014)
Reese Witherspoon for Wild (2014)

Best Performance by an Actor in a Supporting Role
Nominees:
Robert Duvall for The Judge (2014)
Ethan Hawke for Boyhood (2014/I)
Edward Norton for Birdman (2014)
Mark Ruffalo for Foxcatcher (2014)
J.K. Simmons for Whiplash (2014)

Best Performance by an Actress in a Supporting Role
Nominees:
Patricia Arquette for Boyhood (2014/I)
Laura Dern for Wild (2014)
Keira Knightley for The Imitation Game (2014)
Emma Stone for Birdman (2014)
Meryl Streep for Into the Woods (2014)

Best Achievement in Directing
Nominees:
Richard Linklater for Boyhood (2014/I)
Alejandro González Iñárritu for Birdman (2014)
Bennett Miller for Foxcatcher (2014)
Wes Anderson for The Grand Budapest Hotel (2014)
Morten Tyldum for The Imitation Game (2014)

Best Writing, Screenplay Written Directly for the Screen
Nominees:
Boyhood (2014/I): Richard Linklater
Birdman (2014): Alejandro González Iñárritu, Nicolás Giacobone, Alexander Dinelaris, Armando Bo
Foxcatcher (2014): E. Max Frye, Dan Futterman
The Grand Budapest Hotel (2014): Wes Anderson, Hugo Guinness
Nightcrawler (2014): Dan Gilroy

Best Writing, Screenplay Based on Material Previously Produced or Published
Nominees:
American Sniper (2014): Jason Hall
Inherent Vice (2014): Paul Thomas Anderson
The Imitation Game (2014): Graham Moore
The Theory of Everything (2014): Anthony McCarten
Whiplash (2014): Damien Chazelle

Best Animated Feature Film of the Year
Nominees:
Boxtrolls (2014)
Big Hero 6 (2014)
How to Train Your Dragon 2 (2014)
Song of the Sea (2014)
The Tale of the Princess Kaguya (2013)

Best Foreign Language Film of the Year
Nominees:
Mandariinid (2013): Zaza Urushadze
Ida (2013): Pawel Pawlikowski
Leviafan (2014): Andrey Zvyagintsev
Relatos salvajes (2014): Damián Szifrón
Timbuktu (2014): Abderrahmane Sissako

Best Achievement in Cinematography
Nominees:
Birdman (2014): Emmanuel Lubezki
The Grand Budapest Hotel (2014): Robert D. Yeoman
Mr. Turner (2014): Dick Pope
Unbroken (2014/I): Roger Deakins
Ida (2013): Lukasz Zal, Ryszard Lenczewski

Best Achievement in Editing
Nominees:
Boyhood (2014/I): Sandra Adair
The Imitation Game (2014): William Goldenberg
The Grand Budapest Hotel (2014): Barney Pilling
Whiplash (2014): Tom Cross
American Sniper (2014): Joel Cox, Gary Roach

Best Achievement in Production Design
Nominees:
The Grand Budapest Hotel (2014): Adam Stockhausen, Anna Pinnock
The Imitation Game (2014): Maria Djurkovic, Tatiana Macdonald
Interstellar (2014): Nathan Crowley, Gary Fettis
Into the Woods (2014): Dennis Gassner, Anna Pinnock
Mr. Turner (2014): Suzie Davies, Charlotte Watts

Best Achievement in Costume Design
Nominees:
The Grand Budapest Hotel (2014): Milena Canonero
Inherent Vice (2014): Mark Bridges
Into the Woods (2014): Colleen Atwood
Maleficent (2014): Anna B. Sheppard, Jane Clive
Mr. Turner (2014): Jacqueline Durran

Best Achievement in Makeup and Hairstyling
Nominees:
Foxcatcher (2014): Bill Corso, Dennis Liddiard
The Grand Budapest Hotel (2014): Frances Hannon, Mark Coulier
Guardians of the Galaxy (2014): Elizabeth Yianni-Georgiou, David White

Best Achievement in Music Written for Motion Pictures, Original Score
Nominees:
The Imitation Game (2014): Alexandre Desplat
The Grand Budapest Hotel (2014): Alexandre Desplat
Interstellar (2014): Hans Zimmer
The Theory of Everything (2014): Jóhann Jóhannsson
Mr. Turner (2014): Gary Yershon

Best Achievement in Music Written for Motion Pictures, Original Song
Nominees:
Selma (2014): Common, John Legend (Glory)
Begin Again (2013/II): Gregg Alexander, Danielle Brisebois (Lost Stars)
The Lego Movie (2014): Jo Li, Andy Samberg, Jorma Taccone, Akiva Schaffer (Everything is Awesome)
Beyond the Lights (2014): Diane Warren (Grateful)
Glen Campbell: I'll Be Me (2014): Glen Campbell, Julian Raymond

Best Achievement in Sound Mixing
Nominees:
American Sniper (2014): John T. Reitz, Gregg Rudloff, Walt Martin
Birdman (2014): Jon Taylor, Frank A. Montaño, Thomas Varga
Interstellar (2014): Gary Rizzo, Gregg Landaker, Mark Weingarten
Unbroken (2014/I): Jon Taylor, Frank A. Montaño, David Lee
Whiplash (2014): Craig Mann, Ben Wilkins, Thomas Curley

Best Achievement in Sound Editing
Nominees:
American Sniper (2014): Alan Robert Murray, Bub Asman
Birdman (2014): Aaron Glascock, Martín Hernández
The Hobbit: The Battle of the Five Armies (2014): Brent Burge, Jason Canovas
Interstellar (2014): Richard King
Unbroken (2014/I): Becky Sullivan, Andrew DeCristofaro

Best Achievement in Visual Effects
Nominees:
Captain America: The Winter Soldier (2014): Dan Deleeuw, Russell Earl, Bryan Grill, Daniel Sudick
Dawn of the Planet of the Apes (2014): Joe Letteri, Dan Lemmon, Daniel Barrett, Erik Winquist
Guardians of the Galaxy (2014): Stephane Ceretti, Nicolas Aithadi, Jonathan Fawkner, Paul Corbould
Interstellar (2014): Paul J. Franklin, Andrew Lockley, Ian Hunter, Scott R. Fisher
X-Men: Days of Future Past (2014): Richard Stammers, Lou Pecora, Tim Crosbie, Cameron Waldbauer

Best Documentary, Feature
Nominees:
Citizenfour (2014): Laura Poitras, Mathilde Bonnefoy, Dirk Wilutzky
Alla ricerca di Vivian Maier (2013): John Maloof, Charlie Siskel
Last Days in Vietnam (2014): Rory Kennedy, Keven McAlester
Il sale della terra (2014): Wim Wenders, Juliano Ribeiro Salgado, David Rosier
Virunga (2014): Orlando von Einsiedel, Joanna Natasegara

Best Documentary, Short Subject
Nominees:
Crisis Hotline: Veterans Press 1 (2013): Ellen Goosenberg Kent, Dana Perry
Joanna (2013/I): Aneta Kopacz
Nasza klatwa (2013): Tomasz Sliwinski, Maciej Slesicki
La parka (2013/I): Gabriel Serra
White Earth (2014): Christian Jensen

Best Short Film, Animated
Nominees:
The Bigger Picture (2014/I): Daisy Jacobs
The Dam Keeper (2014): Robert Kondo
Feast (2014): Patrick Osborne and Kristina Reed
Me and My Moulton (2014): Torill Kove
A Single Life (2014): Joris Oprins

Best Short Film, Live Action
Nominees:
Aya (2012/I): Oded Binnun, Mihal Brezis
Boogaloo and Graham (2014): Michael Lennox, Ronan Blaney
La lampe au beurre de yak (2013): Wei Hu, Julien Féret
Parvaneh (2012): Talkhon Hamzavi, Stefan Eichenberger
The Phone Call (2013): Mat Kirkby, James Lucas

#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 9 gennaio 2015

Film 853 - L'amore bugiardo - Gone Girl

Uno dei titoli che aspettavo con più interesse e per il quale avevo non poche aspettative.

Film 853: "L'amore bugiardo - Gone Girl" (2014) di David Fincher
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Ho sempre avuto un debole per David Fincher, culminato in passione dopo "Il curioso caso di Benjamin Button". Anche per questo film ero piuttosto ben disposto, sia perché era un nuovo titolo del regista, sia perché le critiche suggerivano davvero un buon risultato (anche se poi troppe aspettative creano quasi sempre una discreta delusione).
In questo caso, invece, per quanto mi riguarda si è verificato il contrario: "Gone Girl" è un fiume in piena, un thriller brillante pieno di colpi di scena, di sottotrame che si ribaltano, si intrecciano e formano una storia avvincente e controversa di cui non si vuole perdere nemmeno un passaggio.
Chiaramente il merito non può che essere condiviso con Gillian Flynn, qui sceneggiatore, ma in partenza autore del romanzo (in Italia dal titolo "L'amore bugiardo") da cui questa pellicola è tratta. La sua storia, così ben articolata e architettata è un piacere da seguire, esempio di racconto da cui farsi volentieri trascinare e trasportare, capace di scatenare dibattiti, ipotesi e interpretazioni, capace di lasciare sorpreso e sconvolto lo spettatore che proprio quell'aspetto lì, quell'inaspettata svolta non se li aspettava.
Personalmente ho trovato "Gone Girl" davvero ben fatto, uno dei pochi titoli di questa stagione che mi ha veramente convinto e lasciato con il desiderio di rivederlo quanto prima. Ben Affleck conduce quasi in solitaria questa storia, protagonista suo malgrado della psicopatica moglie e del suo folle piano per farlo incolpare del suo omicidio. Quest'ultima fuori di testa è magistralmente interpretata da colei che mai avrei immaginato perfetta per il ruolo, ovvero Rosamund Pike (già candidata ai Golden Globe e che spero bisserà con la nomination all'Oscar). L'attrice inglese, dopo numerosi ruoli minori, qualche blockbuster e uno 007, finalmente riesce a conquistarsi il ruolo di protagonista in una produzione che conta, giocandosi un tutto per tutto che è fin da subito una scommessa vinta. Chiaramente il suo personaggio è qualcosa di magnificamente inquietante - e ciò agevola -, ma bisogna davvero riconoscerle di essere riuscita a tirare fuori una Amy Dunne coi fiocchi. Al povero marito Nick, quindi, non resterà che, perlomeno all'inizio, restare a guardare.
E allora il nostro ragazzone buono ma fedifrago, come farà a salvarsi da un'accusa di omicidio che si fa sempre più pressante, nonostante lui e noi sappiamo perfettamente che, atteggiamento da GGG (grande gigante gentile) a parte, è stato solamente incastrato? Ah, signori, il come non si può dire, ma di sicuro vale la pena di scoprirlo!
In tutto questo turbinio di emozioni, accuse, trame e trip mentali non da poco, si sviscererà bene in profondità la storia d'amore apparentemente perfetta dei due coniugi Dunne, esseri che parrebbero appartenersi come pochi sulla terra, affini e innamorati come solo il racconto personalissimo dal diario di Amy ci potrà raccontare. Lo stesso diario che finirà con l'essere la prova della distruzione da parte di Nick del tanto decantato perfetto idillio, manoscritto che consegnerà alla polizia tutti i dettagli necessari di una violenza domestica tra il fisico e lo psicologico. Il Detective Rhonda Boney (Kim Dickens) raccoglierà tutti gli indizi sapientemente posizionati da Amy, fino a quando anche lei comincerà a porsi delle domande con la sua testa.
In tutto questo bel casino, ci sono da aggiungere alcuni aspetti di contorno che rendono ancora più interessante la vicenda. Innanzitutto c'è la questione dei media e della costruzione del caso. Proprio come "Nightcrawler" mi aveva appena mostrato, il nuovo giornalismo d'assalto, figlio di un voyeurismo pubblico di cui è schiavo quotidiano, spinge le news a passare dalla natura prettamente informativa cui sarebbe lo scopo a un'appiccicosa morbosità la cui unica utilità è quella di richiamare l'attenzione del pubblico su chi quella news l'ha costruita. Per farla più semplice: "L'amore bugiardo - Gone Girl" descrive alla perfezione come i media (tv, giornali e, uscendo dalla fiction, il cinema) delineino le notizie, ci ricamino sopra, le screditino o ci diano peso, le ribaltino, le cestinino. Il gioco della costruzione del caso, della messa in scena pubblica, dell'opinione di ognuno come opinione che conta, della lapidazione a priori, dello sproloquio senza prove: tutto qui è presentato in maniera realistica, plausibile e drammatica. Nick è messo alla conga per colpa di un sorriso, è considerato troppo disinvolto per uno la cui moglie adorata è appena scomparsa. Eppure basta un'intervista, l'ammissione del peccato e la redenzione, ed ecco che l'opinione del pubblico sovrano si ribalta, si schiera all'opposto e in contrapposizione a tutto cil che prima era stato detto e fatto. Al giorno d'oggi questo è il quotidiano e bisogna solo pregare di non finire in mezzo a questo perverso meccanismo senza uscita.
In secondo luogo c'è l'approfondimento personale dei personaggi, che è davvero ben fatto. Amy è una ragazza evidentemente disturbata, una che deve aver sofferto per essere arrivata ad una tale concezione malata delle relazioni personali. Non credo sia un caso che la ragazza, nella storia, sia anche la "Amazing Amy" di un popolare libro per bambini scritto dai suoi genitori. La protagonista del libro è Amy, con la differenza che è migliore di lei. Più perfetta, astratta e, probabilmente, più amata. Questo non può non creare nella donna vera, imperfetta ma reale, qualche problematica.
Dall'altra parte la figura di Nick è altrettanto interessante. E' un ragazzo tranquillo, di certo meno intricato e calcolatore e pare genuino nei suoi sentimenti. Capiamo subito che è innocente, non c'è i sogno che la storia ce lo confermi. Eppure cos'è che, nella storia, la gente non vede e non capisce di lui? Come dicevo prima, Nick sorride, è gentile con chi gli dimostra affetto e lo aiuta e, fatale, ha già commesso l'errore di tradire la moglie con una soda ragazzina sempliciotta. E allora, mancando Amy e prove che suggeriscano il contrario, non rimane che interpretare quel sorriso come espressione di serenità e tranquillità, quasi sdrammatizzazione involontaria di una situazione pericolosa alla quale si è scampati. Da lì a ritenere interessate le attenzioni che riserva alle vicine gentili con lui, o stranamente inusuale che non conosca il tipo sanguigno della moglie o che amiche frequenti il passo è breve.
E allora, per terminare questo sproloquio, cosa posso dire di "Gone Girl"? Come si capisce, mi è davvero piaciuto, soprattutto perché mi ha sorpreso con i suoi molteplici risvolti, l'ottima caratterizzazione dei personaggi e la geniale architettura che struttura la trama e la sorregge alla perfezione. Questo film è solido e ben fatto, ha la regia di un maestro e la fortuna di avere un ottimo cast (anche Neil Patrick Harris, Tyler Perry e Sela Ward). Inoltre l'inizialmente solo curiosa collaborazione tra Fincher e Trent Reznor e Atticus Ross per quanto riguarda la colonna sonora è, invece, sempre di più uno dei valori aggiunti alle pellicole del regista.
Insomma, un bel film. Teso, adrenalinico e sorprendente.
Ps. 4 candidature ai Golden Globes 2015: Miglior attrice drammatica, regia, sceneggiatura e colonna sonora.
Film 853 - L'amore bugiardo - Gone Girl
Film 1020 - L'amore bugiardo - Gone Girl
Film 1544 - L'amore bugiardo - Gone Girl
Film 1739 - Gone Girl
Film 2156 - Gone Girl
Film 2331 - Gone Girl
Box Office: $362.3 milioni
Consigli: Incasso da blockbuster, Reese Witherspoon (a sopresa) alla produzione, una storia veramente ben pensata e scritta, la grande mano di Fincher e due protagonisti (Ben Affleck, Rosamund Pike) che in questo caso fanno davvero la differenza. "Gone Girl" è un thriller teso, pieno di indizi che conducono esattamente dove la storia finirà per cambiare prospettiva, è cruento e scioccante, ha un finale a sorpresa e una discreta dose di scene di nudo. Non è difficile capire, quindi, che non si tratta esattamente di un film per tutti. Agli altri, invece, dico: guardatelo, ne vale la pena.
Parola chiave: Apparenza.

Trailer
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Bengi

giovedì 23 ottobre 2014

Film 800 - Un milione di modi per morire nel West

Avevo visto il poster di questo film al cinema a New York e mi aveva subito incuriosito. Naturalmente in Italia è uscito con soli 5 mesi di ritardo...

Film 800: "Un milione di modi per morire nel West" (2014) di Seth MacFarlane
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Forse il vero problema di Seth MacFarlane è che si spinge molto oltre il confine del "decente" genericamente accettato, cosa che non sempre dà i suoi frutti. Con "Ted" il giochetto era riuscito, qui per qualche oscuro motivo, no. Eppure la formula di per sé non cambia.
Questa volta siamo nel selvaggio West, ma non quello di Sergio Leone o la versione rosa de "La signora del West": l'approccio satirico è concentrato proprio sulla caratteristica di inospitalità per l'individuo che rende l'ovest un luogo pericoloso, arretrato, rurale. MacFarlane, che è geniale nel ricreare parallelismi paradossali, riesce egregiamente nel sottolineare le differenze tra l'allora e oggi, giocando su assurdità e credenze della gente, oltre che la loro ingenua ignoranza, calcando la mano ed utilizzando un tipo di comicità molto scurrile e cruda che certamente non è figlia del tempo storico qui ritratto.
Funzionale a rendere ancora più evidente la differenza tra le due epoche proprio questo tipo di satira che, in maniera così forte, costringe lo spettatore a confrontarsi con temi e situazioni non esattamente digeribili da tutti. Ed è in questo, forse, che si potrebbe ricercare il motivo del parziale fallimento di "A Million Ways to Die in the West". Parziale perché, di fatto, l'incasso ha raddoppiato i costi di produzione (40 milioni di dollari), ma non è certo stato quel fenomeno inarrestabile che era stato "Ted" 2 anni fa.
Forse la satira del 'selvaggio west' non ha irresistibilmente attirato lo spettatore americano medio che, magari, nello scegliere cosa andare a vedere al cinema ha preferito "Maleficent" o "X-Men - Giorni di un futuro passato", titoli che hanno ostacolato non poco il film di MacFarlane nel suo weekend d'uscita. Ma, questioni tecniche o scelte di gusti a parte, direi che questa pellicola è, presa per il verso giusto, piuttosto divertente. Evitando finti sconvolgimenti o arrossamenti che nel 2014 fanno più sorridere che altro, si può dire che il lavoro fatto qui sia abbastanza buono e che la promessa de ltitolo sia mantenuta quasi letteralmente. Muore un sacco di gente durante i 116 minuti di durata e tutti nei modi più strambi o stupidi - il trailer dà già un ottimo assaggio di ciò che la trama mostrerà, ma anche le parole della canzone di "A Million Ways to Die" cantata da Alan Jackson e scritta dallo stesso MacFarlane rendono il tuo piuttosto esplicito (qui il videoclip versione lyric) - e molto del comico sta proprio in questi assurdi decessi per esempio per colpa di un toro o di un enorme parallelepipedo di ghiaccio...
Macabra comicità a parte, il cast è molto buono e, soprattutto, molto ricco: Charlize Theron, Amanda Seyfried, Neil Patrick Harris, Giovanni Ribisi, Sarah Silverman e Liam Neeson nella parte del cattivo (dal, si vedrà, sedere piuttosto in forma considerati i 62 anni d'età). La coppia più divertente è quella formata da Ribisi e la Silverman, promessi sposi in attesa di conoscersi biblicamente dopo il matrimonio, mentre lei di professione fa la prostituta presso il saloon della città e minuziosamente descrive al fidanzato i dettagli della sua professione. Entrambi gli attori sono davvero fantastici in questi ruoli. La Theron in questo ruolo da dura pistolera bella e impossibile è veramente magnetica.
Insomma, a me "Un milione di modi per morire nel West" è piaciuto, ha fatto divertire e anche lasciato un pelino esterrefatto per certe scene (qui come in "Ted"). Nel complesso è un lavoro omogeneo, certamente non convenzionale che si impegna moltissimo per ridicolizzare il mito del west per soli uomini veri, duri, coraggiosi. Un punto di vista insolito e, anche per questo, interessante oltre che divertente.
Ps. Numerosi camei: Ryan Reynolds, Patrick Stewart, Ewan McGregor, Christopher Lloyd nei panni di Doc Brown ("Ritorno al futuro") e Jamie Foxx in quelli di Django ("Django Unchained").
Box Office: $86 milioni
Consigli: Non certo per palati raffinati, però divertente se si accetta il compromesso di una comicità assolutamente scorretta. Molto volgare, crudo, eppure spassoso e con non poche trovate interessanti e intelligenti. Una satira abbastanza diversa dal solito per un prodotto commerciale e comico abbastanza inusuale. Il west come non si era mai visto (ovvero abbastanza ridicolo). Perfetto per divertirsi e in grado di accontentare un po' tutti (e far incazzare tutti gli altri). Ma MacFarlane è così, prendere o lasciare.
Parola chiave: Duello.

Trailer

Bengi

mercoledì 15 gennaio 2014

Film 652 - Piovono polpette 2 - La rivincita degli avanzi

Essendo diventato di recentissimo un grande fan di questo cartoon non vedevo l'ora di vedere il secondo capitolo della serie!

Film 652: "Piovono polpette 2 - La rivincita degli avanzi" (2013) di Cody Cameron, Kris Pearn
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Anche se lo avevo già visto, la vera folgorazione per "Piovono polpette" c'è stata quando l'ho guardato per la seconda volta, un po' per caso. Di conseguenza volerne vedere il seguito era assolutamente necessario!
In una sala con tutti i posti prenotati e piena di bambini delle più miste età, sono ritornato anche io ragazzino e mi sono goduto una favola su un mondo fantastico popolato da creature viventi fatte di cibo. E' stato un viaggio bellissimo!
Per una volta la semplicità lineare della trama è un valore aggiunto e, anzi, aiuta a concentrarsi sulle meravigliose idee legate alla ricostruzione di Swallow Falls, diventata mondo a sé, microcosmo popolato da migliaia di creature fantastiche e disparate: una specie di Jurassic Park con creature fatte da cheeseburger, fragole, banane, porri,... Insomma, come era prevedibile, anche in questo episodio numero 2 le idee e la fantasia non mancano.
Anche se effettivamente meno divertente rispetto al primo, resta comunque il fatto che "Cloudy with a Chance of Meatballs 2" è davvero una bella favola, coloratissima, allegra e che trasmette ideali positivi tra cui l'amicizia e il seguire i propri sogni. Non è sicuramente un capolavoro assoluto, ma ribadisco che ho apprezzato la semplicità che sta alla base della storia e che, grazie ad un'idea geniale, funziona alla grande.
Divertente, spassoso, spensierato e visivamente intrigante per le particolari scelte fatte nel disegno. Un buon esempio di capitolo numero 2.
Ps. Buon successo commerciale anche di questo episodio con $238,973,709 di incasso mondiale.
Pps. Il doppiaggio dell'antagonista di Flin, Chester V, in italiano è affidato all'irritantissima voce di Elio, scelta che non condivido affatto (considerato, poi, che il target della pellicola sono i bambini, non vedo perché questi dovrebbero essere interessati a sentire la voce del cantante o per quale motivo la cosa dovrebbe incentivarli ad andare al cinema).
Consigli: Quando si ha voglia di un buon cartoon formato famiglia questo è sicuramente un titolo cui affidarsi. E' una colorata favola mai volgare e che parte da un'idea centrale per nulla banale o scontata. Divertente.
Parola chiave: Live Corp.

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Bengi