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venerdì 27 ottobre 2023

Film 2212 - A Haunting in Venice

Intro: Non andavo al cinema a Dublino da 2 mesi ormai, il che per me è veramente strano. Per tornare finalmente in sala ho scelto una pellicola che non vedevo l'ora di vedere: entro nella mia renaissance cinematografica!

Film 2212: "A Haunting in Venice" (2023) di Kenneth Branagh
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Niamh
In sintesi: la trilogia di Branagh su Hercule Poirot vira vigorosamente verso l'horror e regala il film di Halloween che a settembre decisamente non mi aspettavo!
Nonostante un'evidente squilibrio tra primo e secondo tempo, col primo decisamente più spinto verso i classici archetipi del cinema dell'orrore e il secondo più conforme al genere murder mystery - e, in generale, quella che è la conclusione che ci si aspetta da un prodotto di questa trilogia - "A Haunting in Venice" è assolutamente una boccata d'aria fresca dopo il deludente "Death on the Nile" uscito poco più di un anno fa (a me sembra una vita fa, a dire il vero, ma era solo il febbraio 2022).
Più ispirato, cupo e intrigante, questo film tratto dal romanzo "Hallowe'en Party" di Agatha Christie funziona quasi sempre a meraviglia, rovinandosi un pochino solo verso il finale. Del resto era inevitabile: i protagonisti sono pochi e tutti rinchiusi dentro lo stesso edificio, 2 muoiono e uno è Poirot... Diciamo che dopo avere sospettato prima di uno e poi dell'altro, alla fine ci sia arriva un po' per esclusione a chi potrebbe essere l'assassino. Ciononostante, la risoluzione del crimine lascia comunque soddisfatti.
Ottimo il cast principale, che annovera nomi particolarmente noti Kenneth Branagh (come al solito anche regista), Tina Fey, Jamie Dornan e Kelly Reilly insime a un cast internazionale che include la freschissima di premio Oscar Michelle Yeoh, Riccardo Scamarcio e Camille Cottin. In questo caso, oltre a solleticare l'interesse del pubblico con nomi di richiamo importanti, questa volta si è scelto un gruppo attoriale capace e dotato e, bisogna dirlo, il risultato finale ne giova assai. Non che il cast della seconda pellicola fosse meno impressionate (a livello di "namedropping" è sicuramente "Death on the Nile" a farla da padrone), solo che non tutti in quel caso si sono dimostrati all'altezza della parte.
Insomma, questo "A Haunting in Venice" è stato veramente una piacevole sorpresa che ha inaspettatamente stimolato il mio appetito per tutte quelle pellicole horror e thriller che il mese di ottobre richiede (e mi sono concesso!).
Film 1451 - Murder on the Orient Express
Film 2093 - Death on the Nile
Film 2212 - A Haunting in Venice
Cast: Kyle Allen, Kenneth Branagh, Camille Cottin, Jamie Dornan, Tina Fey, Jude Hill, Ali Khan, Emma Laird, Kelly Reilly, Riccardo Scamarcio, Michelle Yeoh.
Box Office: $116,318,485 (ad oggi)
Vale o non vale: Non tanto riuscito quanto il primo, ma un grandissimo balzo in avanti rispetto al secondo, "A Haunting in Venice" è un buonissimo whodunit che regala un'altra grande performance di Branagh e riporta al cinema l'opera dell'insuperabile Agatha Christie. Perfetto per questa stagione!
Premi: /
Parola chiave: Honey.
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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 24 ottobre 2022

Film 2141 - See How They Run

Intro: Avevo dato a Ciarán la possibilità di scegliere tra 3 possibili pellicole da vedere e, all'ultimo minuto, ha deciso di optare per questa. Onestamente non era tra le mie priorità, ma non mi sottraggo mai alla possibilità di un buon whodunit.

Film 2141: "See How They Run" (2022) di Tom George
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Ciarán
In sintesi: non avevo altissime aspettative rispetto a questo progetto cinematografico, per cui ammetto di essere rimasto piacevolmente sorpreso dal tono del film, dalle ottime interpretazione, i tempi comici (di mio gusto) e un risultato finale d'insieme ironico quanto basta, talvolta pungente, e tutto sommato godevole.
Poi, che sia un capolavoro non si può certo dire (Ciarán l'ha detestato), però ho apprezzato le atmosfere surreali e il circo di assurdi personaggi che condiscono la storia - tutti interpretati da attori di un certo livello - capitanati dall'inaspettatamente dinamico duo formato da Sam Rockwell e Saoirse Ronan. Divertente.
Cast: Sam Rockwell, Saoirse Ronan, Adrien Brody, Ruth Wilson, Reece Shearsmith, Harris Dickinson, David Oyelowo, Shirley Henderson, Sian Clifford, Pippa Bennett-Warner.
Box Office: $20.1 milioni (ad oggi)
Vale o non vale: L'ho trovato molto piacevole e dal ritmo sufficientemente serrato, nonché magnificamente trainato dalla coppia Rockwell - Ronan che insieme fa scintille. Meno riuscito del carismatico "Knives Out", "See How They Run" riesce comunque a consegnare allo spettatore un prodotto finale di qualità. Non per tutti, ma gli amanti del genere whodunit in salsa comedy dovrebbero apprezzare.
Premi: /
Parola chiave: Storia vera.
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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 9 marzo 2022

Film 2093 - Death on the Nile

Intro: Finalmente a regime con gli stipendi del nuovo lavoro, ho deciso di farmi un regalo, ovvero abbonarmi per un anno a una catena di cinema di qui. E questo è stato il primo film che sono stato a vedere (e che aspettavo da tempo!).

Film 2093: "Death on the Nile" (2022) di Kenneth Branagh
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: rispetto al precedente (e sicuramente più riuscito) "Murder on the Orient Express", questo sequel in chiave reboot del classicone di Agatha Christie ha tre fondamentali problemi: una storia sia fin troppo conosciuta, un'estetica talmente computerizzata da risultare evidentemente posticcia e un'attrice protagonista che non sa recitare.
In particolare, rispetto all'ultimo punto ammetto di essere rimasto piuttosto sorpreso, non perché fossi particolarmente convinto che Gal Gadot fosse una grande attrice, ma per il fatto che non mi fossi mai accorto del contrario. Poi, per carità, non è che per rivestire i panni di Wonder Woman siano richieste chissà quali doti recitative, però, ecco, vederla qui nei panni della protagonista, senza armature o scene d'azione a farle da "scudo", è impossibile non notare quanto Gadot sia una spanna sotto praticamente a chiunque altro in questa pellicola. Al contrario, invece, sono rimasto particolarmente colpito dalla trasformazione camaleontica di Russell Brand - a me noto principalmente per essere stato il marito di Katy Perry... - che qui si distingue davvero nel ruolo del dottor Linus Windlesham. Ma torniamo agli altri due punti a sfavore di questo film.
Sebbene il fatto che si trattasse di un racconto visto e rivisto non abbia particolarmente danneggiato il primo remake di Branagh, a mio avviso in questo secondo caso la trappola ha mietuto la sua vittima. Forse perché personalmente sono più devoto all'"Assasinio sul Nilo" con Angela Lansbury che all'"Assassinio sull'Orient Express" di Sidney Lumet (comunque magnifico), di fatto mi è parso che la trama qui ci abbia rimesso di più rispetto al precedente film del 2017, nel senso che le scioccanti rivelazioni lo sono state meno in quanto sapevo cosa aspettarmi (anche se ci sono molte varianti qui rispetto alla pellicola del '78).
Infine, quello che per me è stato il problema più grande: l'estetica del film. Per essere un prodotto contemporaneo che intende regalare allo spettatore la fantasia di ritrovare i suoi beniamini in sfarzosi abiti anni '30, "Death on the Nile" fa anche il suo dovere. Lo sfarzo è ovunque, scenografia, trucco e costumi fanno un ottimo lavoro, non fosse che poi tutto si guasta a causa di quel senso di posticcio che sta dietro a praticamente ogni scena in esterna. Il green la fa da padrone e appiattisce a plasticoso standard hollywoodiano il look del film, che finisce per risentirne in termini di veridicità su tutta la linea. Senza contare, poi, che il resto degli effetti speciali non sono proprio un granché. Insomma, un po' un peccato.
Tutto sommato, comunque, questo secondo titolo di Branagh dedicato a Hercule Poirot non è male, specialmente quando si è finalmente sulla barca. Detto questo, c'è un'eccessiva dose di dettagli superfli in questa storia - a partire da un inizio senza musica e in bianco e nero che confonde non poco lo spettatore, fino a passare agli innumerevoli momenti musicali - che, fossero stati ridotti, probabilmente avrebbero aiutato a far scorrere la narrazione con più brio. Questo... e il rimpiazzare Gal Gadot.
Film 1451 - Murder on the Orient Express
Film 2093 - Death on the Nile
Film 2212 - A Haunting in Venice
Cast: Tom Bateman, Annette Bening, Kenneth Branagh, Russell Brand, Ali Fazal, Dawn French, Gal Gadot, Armie Hammer, Rose Leslie, Emma Mackey, Sophie Okonedo, Jennifer Saunders, Letitia Wright.
Box Office: $115.7 milioni (ad oggi)
Vale o non vale: Meno riuscito del precedente, c'è comunque qualche momento interessante che riscatta tutta l'operazione, primo fra tutti quello in cui finalmente Poirot risolve il caso. Il cast è da grandi occasioni e Branagh - lanciatissimo quest'anno - regala un'altra interpretazione sopra le righe ma efficace, il tutto per un risultato finale che, pur non da capolavoro, si lascia in ogni caso guardare.
Premi: /
Parola chiave: Honeymoon.
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#HollywoodCiak
Bengi

sabato 15 agosto 2020

Film 1906 - Witness for the Prosecution

Intro: Non ricordo avessi mai sentito parlare di questo film, ma ci sono capitato per caso, un po' documentandomi sulla carriera della Dietrich, un po' girovagando su IMDb alla ricerca di classici da recuperare.
Film 1906: "Witness for the Prosecution" (1957) di Billy Wilder
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: decisamente un bel film, "Witness for the Prosecution" presenta un grande cast in cui, nonostante Tyrone Power e Charles Laughton abbiano la parte dei protagonisti, è Marlene Dietrich a rubare la scena ogni volta che viene inquadrata. Ho ancora poca coscienza rispetto alla sua carriera, ma da quello che ho visto fino ad ora mi pare si possa ben dire che non le manchi lo star power capace di oscurare chiunque le stia attorno. Magnetica e meravigliosamente misteriosa (con quello sguardo al contempo gelido e caldissimo), tramite la sua Christine questa storia vive non pochi scossoni, registrando magnifici colpi di scena uno dietro l'altro, fino al finale con sorpresa che, anche se al giorno d'oggi sa di già visto, arriva totalmente inaspettato. Per me, almeno, è stato così.
Ps. Tutte le volte che penso che Tyrone Power è il papà di Romina Power...
Cast: Tyrone Power, Marlene Dietrich, Charles Laughton, Elsa Lanchester, John Williams, Henry Daniell, Ian Wolfe, Torin Thatcher, Norma Varden, Una O'Connor, Ruta Lee.
Box Office: $9 milioni
Vale o non vale: Gli amanti dei titoli hollywoodiani apprezzeranno tantissimo, senza contare che la storia è tratta dall'omonimo racconto breve e opera teatrale di Agatha Christie. Tra omicidi, un processo, false testimonianze e molteplici colpi di scena, "Witness for the Prosecution" ha tutte le carte in regola del grande classico senza tempo.
Premi: Candidato a 6 premi Oscar per Miglior film, regia, attore protagonista (Laughton), attrice non protagonista (Lanchester), montaggio e sonoro. La Lanchester ha vinto il Golden Globe come attrice non protagonista mentre il film ha ricevuto altre 4 nomination (Miglior film drammatico, regia, attrice protagonista Dietrich e attore protagonista Laughton). Laughton ha anche ricevuto una nomination ai BAFTA per il Miglior attore straniero e ha vinto il David di Donatello per la stessa categoria.
Parola chiave: Lettere.

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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 7 dicembre 2017

Film 1451 - Murder on the Orient Express

E, finalmente, uno dei film che attendevo di più di questo fine 2017!

Film 1451: "Murder on the Orient Express" (2017) di Kenneth Branagh
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Francy
Pensieri: Aspettative molto alte combinate a critiche non particolarmente esaltanti mi avevano reso titubante nei confronti di una delle pellicole che attendevo con più impazienza questa stagione. Branagh è un maestro e riesce sempre con successo e gran classe a portare a termine i suoi progetti e di regista e di attore, ragion per cui ero ancora di più interessato a recuperare questo titolo. Senza contare che si tratta dell’adattamento moderno dell’omonimo classico anni ’70, un film insieme ad “Assassinio sul Nilo” trovo semplicemente irresistibile. Come si sa è difficile bissare un cult – specialmente di un racconto tanto noto come quello di Agatha Christie qui – e la sfida di solito viene persa.
Nel caso specifico dell’”Orient Express” classe 2017, il risultato finale è molto buono, anche se la parte più attesa della storia, ovvero il finale con risoluzione del caso, è meno carica di suspense di quella del suo predecessore. In una sorta di ultima cena su rotaia, Poirot (lo stesso Branagh) espone la sua teoria come giuntoci sul momento, con rabbia, e lascia lo spettatore “esperto” con la brutta sensazione che Sidney Lumet nel suo film abbia trovato una maniera più efficace di raccontare l’inaspettata conclusione.
A parte questo aspetto, l’unico che personalmente mi ha lasciato dubbioso, ho trovato la pellicola particolarmente ben fatta, esteticamente curatissima e davvero bella, recitata con consapevolezza da un cast tanto variegato quanto maledettamente intrigante. Del resto parte del fascino di questo riadattamento sta proprio qui. Tra i tanti spiccano una Michelle Pfeifer in formissima e ancora tremendamente sexy, Johnny Depp finalmente in un ruolo sensato, la nuova pupilla di “Star Wars” Daisy Ridley che dimostra di saperci fare e, ovviamente, Branagh, qui mattatore per tutti i 114 minuti di durata, capace di andare oltre i baffoni strambamente lunghi e l’inflessione francese del suo protagonista (che però è Belga, sia chiaro), regalandogli quello spessore che lo porta oltre la macchietta bidimensionale e lo rende umano nonostante le apparenze robotiche.
Tecnicamente il film è fatto veramente bene: costumi e scenografie sono sontuosi e sfarzosi, in grado di compiacere l’occhio dello spettatore; la fotografia è stupenda, mentre la regia di Branagh è attenta a non farci soffrire di claustrofobia regalando spesso momenti di respiro con riprese del treno dall’esterno e non pochi avvenimenti chiave svolti all’aperto. Come la scena finale, appunto. Quest’ultimo aspetto aiuta certamente a regalare dinamismo al prodotto finale – qualità che manca al classico del ’74 – evitando che la sensazione sia quella di venire schiacciati tra una parete e l’altra delle varie carrozze viaggiatori.
“Murdere on the Orient Express” è, in definitiva, un buon prodotto dal fascino retrò capace di catalizzare l’interesse del pubblico moderno, il che già di per sé è un pregio; è un film realizzato con grazia e occhio per i dettagli, pur non riuscendo del tutto a scrollarsi di dosso la pesante eredità del suo predecessore. In ogni caso si tratta certamente di una scommessa vinta – non bastasse l’incasso a confermarlo, va segnalata la nuova avventura che aspetta al cinema l’ispettore nel prossimo futuro, nientemeno che la stessa che lo aspetta alla fine di questa storia – che conferma per l’ennesima volta la presenza di un pubblico interessato a questo tipo di prodotti che, quando sono ben fatti, non tarda a presentarsi al cinema.
Film 1451 - Murder on the Orient Express
Film 2093 - Death on the Nile
Film 2212 - A Haunting in Venice
Cast: Kenneth Branagh, Penélope Cruz, Willem Dafoe, Judi Dench, Johnny Depp, Josh Gad, Derek Jacobi, Leslie Odom Jr., Michelle Pfeiffer, Daisy Ridley, Tom Bateman, Olivia Colman, Lucy Boynton, Sergei Polunin.
Box Office: $352.8 milioni
Consigli: Gli amanti della Christie e dei suoi romanzi, chi in precedenza aveva già apprezzato la storia e/o il titolo di Lumet dovrebbe andare a colpo sicuro con questo nuovo adattamento firmato Branagh, capace artista in grado di lanciarsi in progetti controcorrente e ogni volta diversi riuscendo a portare a casa risultati qualitativamente molto alti sia tecnicamente che qualitativamente. Il cast è ricchissimo e dei più glam, l’ambientazione affascinantissima, per non parlare del caso da risolvere, apparentemente doverosamente impossibile. Ci sarebbero aspetti migliorabili, in ogni caso un bel titolo.
Parola chiave: Pugnalate.

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Bengi

martedì 15 marzo 2016

Film 1102 - Assassinio sul Nilo

Tornato Marco dal Giappone per qualche settimana, ci siamo recati all'ormai consueto appuntamento a casa di Andrea per le chiacchiere di rito del trio, un film e una pizza. La scelta cinematografica è caduta su questo magnifico classico, ennesimo titolo derivato dal mio acquisto di massa in rete.
Film 1102: "Assassinio sul Nilo" (1978) di John Guillermin
Visto: dalla tv di Andrea
Lingua: italiano
Compagnia: Andrea, Marco
Pensieri: Non tutti apprezzerebbero questo tipo di cinema, ormai datato sia per gli anni in cui è stato prodotto, sia per i toni e i temi. Noi, di certo, non facciamo parte del gruppo.
Devoti come siamo alla carriera della Sig.ra Lansbury, appassionati di un certo tipo di cinema classico e attirati dai grandi nomi del cast, il nostro approccio è stato ben più che positivo nei confronti di quello che potremmo ormai definire un cult personale. Tra l'altro visto per la prima volta insieme ormai 6 anni fa.
Il giudizio è rinnovatamente positivo e anche se certe caricature nella recitazione oggi risultano inefficaci ed eccessive, il risultato finale è buono e maledettamente affascinante. E certamente gli attori fanno metà del lavoro - ah, Sig.ra Lansbury, quanto sei brava! - a rendere indimenticabile la trasposizione cinematografica dell'intrigante mistero scritto da Agatha Christie nel romanzo omonimo.
Insomma, "Death on the Nile" è un intramontabile classico di classe e stile, da vedere e rivedere.
Ps. Vincitore dell'Oscar per i Migliori costumi.
Film 192 - Assassinio sul Nilo
Cast: Peter Ustinov, Simon MacCorkindale, Lois Chiles, Mia Farrow, Bette Davis, George Kennedy, Maggie Smith, Angela Lansbury, Olivia Hussey, David Niven, Jon Finch, Jack Warden, Jane Birkin, I. S. Johar.
Box Office: $14,560,084 milioni (solo USA)
Consigli: Gli amanti degli intrighi e dei misteri, delle cornici esotiche e dei film corali o ancora delle pellicole tratte da romanzi saranno più che soddisfatti di questo titolo, bello da seguire e da vedere.
Parola chiave: Amore.

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Bengi

lunedì 6 dicembre 2010

Film 192 - Assassinio sul Nilo

Spostata la cena del lunedì al martedì per necessità 'sportive', abbiamo continuato il nostro cinema casalingo supportato da cena con insalata con questo film, classico del genere giallo...


Film 192: "Assassinio sul Nilo" (1978) di John Guillermin
Visto: dalla tv del Puffo
Lingua: italiano
Compagnia: Andrea Puffo, Andrea, Diego, Marco
Pensieri: Va detto, per ragion di cronaca, che l'aspetto principale che ci ha condotto a questa pellicola è stata la presenza della fantastica Angela Lansbury ("La signora in giallo", Pomi d'ottone e manici di scopa", "Il mistero della signora scomparsa").
Per quanto mi riguarda questo è il secondo film con protagonista il Poirot di Agatha Christie. Questa volta ad impersonarlo è Peter Ustinov (che avevo già visto in "Topkapi"), meno capace, secondo me, di Albert Finney di rendere il personaggio vero e credibile. La sensazione è quella della macchietta che agisce in funzione del suo essere strambo, senza una caratterizzazione del personaggio che tenda, perlomeno, all'umano. Il tutto è un po' bidimensionale.
Non si può dire lo stesso di grandissimi comprimari che accompagnano questa avventura dell'investigatore belga. C'è (una molto anziana e difficilmente riconoscibile) Bette Davis ("Eva contro Eva", "Che fine ha fatto Baby Jane?"); Mia Farrow ("Il grande Gatsby", "Rosemary's Baby"), anche qui in un ruolo insopportabile; George Kennedy (visto nella saga della pallottola spuntata con Nielsen), premio Oscar per "Nick mano fredda"; la grandissima e bravissima Maggie Smith ("Hook - capitan Uncino", "Harry Potter e il principe mezzosangue", "La famiglia omicidi"), due volte premio Oscar; Jack Warden ("Oltre il giardino", "La piccola peste"); e David Niven ("James Bond 007 - Casino Royale", "La pantera rosa", "Invito a cena con delitto") premio Oscar per "Tavole separate".
Questo classico di genere, con un cast da far impallidire le produzioni odierne, porta bene i suoi 32 anni di età. I 140 minuti di pellicola scorrono via tranquilli, nell'attesa di capire finalmente chi abbia commesso l'omicidio (ma, diciamocelo, non era poi così difficile da capire chi e perchè l'ha fatto, no?). Il personaggio, su tutti, più divertente è proprio quello di Mrs. Salome Otterbourne/Angela Lansbury, che con la sua verve e spigliatezza sessuale, regala gli unici toni comici di questo film. La Lansbury, grandissima attrice anche teatrale, sopporta la parte con tale capacità e convinzione da far accettare - perfino a noi appassionati di Jessica Fletcher - un ruolo così fuori dai suoi soliti canoni.
Insomma, la pellicola è piacevole e regala quel disimpegno (di classe) che raramente si trova ancora nelle produzioni chiassose ed esorbitanti cui siamo abituati. Ogni tanto è bello godersi un film non 'gridato'.
Ps. Oscar (il secondo) nel 1979 ad Anthony Powell per i migliori costumi.
Film 1102 - Assassinio sul Nilo
Consigli: Cercare di capire chi è l'assassino vi rovinerà il piacere di seguire il corso della storia. Forse, per chi vuole distrarsi, è meglio lasciarsi semplicemente condurre dagli eventi.
Parola chiave: Soldi.




Ric

domenica 7 novembre 2010

Film 172 - Assassinio sull'Orient Express

Un classico della cinematografia e della letteratura che non potevo evitare di vedere ancora a lungo!

Film 172: "Assassinio sull'Orient Express" (1974) di Sidney Lumet
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Questo affascinante film vede il contendersi la scena di moltissime star del cinema che conta. Tra i 12 sospettati del sig. Poirot/Albert Finney ("Big fish - Le storie di una vita incredibile", "Erin Brockovich - Forte come la verità") ci sono, tra gli altri, Sean Connery, Lauren Bacall (Oscar alla carriera 2010), Jacqueline Bisset ("Effetto notte", "Sotto il vulcano" e recentemente vista nel tv show "Nip/Tuck"), Vanessa Redgrave ("Blow-Up", "Casa Howard", "Un amore senza tempo"), Anthony Perkins (il Norman Bates di "Psyco") e Ingrid Bergman, che per il suo ruolo in questo film vinse il suo terzo Oscar e fece discutere per il suo ringraziamento molto particolare (criticò in maniera molto elegante l'Academy per aver premiato il film "Effetto notte" l'anno prima nell'edizione del '74 come miglior film straniero, riservandosi poi di rinominarlo nel '75 per miglior sceneggiatura, regia e Valentina Cortese attrice non protagonista. A favore di quest'ultima la critica della Bergman che, tra le righe, fece capire che la mossa riparatrice dell'Academy per aver ingiustamente ignorato il film nelle altre categorie l'anno prima non era passata inosservata).
Oltre al magnifico cast, una storia intrigante della regina del giallo Agatha Christie che questa volta colloca l'omicidio addirittura sul magnifico 'Orient Express', treno di lusso che collegava Parigi Gare de l'Est a Istanbul. Inutile dire che il limitato campo d'azione riduce i possibili sospetti e rende (non troppo, ma quanto meno un po' più) difficile a Poirot la soluzione del caso. Quest'ultima, per niente scontata, lascerà qualcuno forse con un po' d'amaro in bocca. Ma, nel complesso, ammetto di averla molto gradita.
E' un bel film di classe, piacevole e interessante per le deduzioni logiche del nostro (anti)eroe che, tra un indizio e una testimonianza svela i misteri di ben due casi con un colpo solo! La classe non è acqua...
Film 1213 - Assassinio sull'Orient Express
Film 1451 - Murder on the Orient Express
Consigli: Inutile sforzarsi di mettere insieme i pezzi! Lasciate fare a Poirot e vedrete che il viaggio sarà molto più divertente...
Parola chiave: Daisy Armstrong.

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