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venerdì 13 agosto 2021

Film 1808 - Snatch

Intro: Secondo film del tour argentino-cileno, questa volta siamo (secondo il geotag del mio telefono) a Esquel, nella provincia argentina del Chubut. E' il 29 settembre 2019. Ricordo perfettamente quell'occasione, ricordo l'appartamento (più che altro casa su due piani!) che prendemmo in affitto, la serata a base di vino "Benjamin" e io e Luca che ci sfidiamo a fare la verticale contro il muro.
Potessi tornare in Argentina sarei già lì.

Film 1808: "Snatch" (2000) di Guy Ritchie
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Karen, Lucas, Sere, Luca
In sintesi: diciamoci pure la verità: se ho capito la metà dei dialoghi di questo film è già molto. Tra l'accento Irish-Traveller di Brad Pitt e il resto dei protagonisti con accento British è francamente un miracolo che all'epoca sia riuscito a capire qualcosa. Poi, per carità, la storia si segue comunque, ma probabilmente rivisto oggi la pellicola cult di Guy Ritchie ex Ciccone avrebbe un altro sapore.
Che poi, se c'è qualcosa per cui è famoso Ritchie - che oggi dirige pellicole Disney come "Aladdin" - è proprio quello stile dinamico della sua regia, praticamente una coreografia continua che acquista di valore grazie a un montaggio che ne esalta la visione finale d'insieme. E se c'è qualcosa per cui rimane impresso questo "Snatch" (a parte gli addominali di Brad Pitt) è decisamente il suo grande impatto visivo.
Cast: Benicio del Toro, Dennis Farina, Vinnie Jones, Brad Pitt, Rade Šerbedžija, Jason Statham, Ewen Bremner.
Box Office: $83.6 milioni
Vale o non vale: Divertemte, veloce, molto sopra le righe, insomma un distillato degli elementi che caratterizzano la filmografia di Ritchie. Gli appassionati apprezzeranno.
Premi: /
Parola chiave: Diamante.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 4 maggio 2021

Film 1990 - Love and Monsters

Intro: Qualche tempo fa guardavo un video su YouTube rispetto alla costruzione narrativa di alcune pellicole uscite nell'ultimo periodo e si citava questo titolo di cui, onestamente, non avevo mai sentito parlare prima. Ovviamente mi è subito venuta voglia di recuperarlo!
Film 1990: "Love and Monsters" (2020) di Michael Matthews
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: in una sorta di mix divertente e divertito di alcune altre pellicole - penso a "Zombieland", "10 Cloverfield Lane", "Bird Box" e "A Quiet Place" con un pizzico di post apocalittico alla "Hunger Games"/"Divergent"/"The Maze Runner" - "Love and Monsters" racconta la storia di un giovane amore bloccato sul nascere dalla caduta sulla terra di un asteroide che casusa una mutazione genetica negli animali a sangue freddo tramutandoli in mostri giganti e deformi.
Joel (Dylan O'Brien), che da quando vivere in superficie è diventato pericoloso si è trasferito sottoterra con un gruppo di altri sopravvissuti, è considerato da tutti un fifone con zero possibilità di sopravvivenza dovesse uscire all'aperto, motivo per cui causerà stupore generale la sua decisione di lasciare il rifugio sotterraneo e mettersi alla ricerca della sua (ex?) fidanzata che vive presso un altro nascondiglio a parecchi chilometri di distanza. Senza vere e proprie abilità di combattimento, sprovvisto di mezzi di comunicazione durante il viaggio e completamente solo, Joel deciderà comunque di partire con la speranza di riunirsi all'amata e, possibilmente, di non lasciarci la pelle nel mentre. Inutile dire che ci sarà molto altro da considerare, specialmente una volta raggiunta la meta.
Insomma, premessa simpatica e protagonista perfetto per un film di piacevole disimpegno e interessante appeal estetico che, nonsotante un budget relativamente limitato per una produzione hollywoodiana ($30 milioni), riesce però a sviluppare un proprio immaginario che passa soprattutto per la realizzazione dei mostri, ma anche per quegli aspetti meno prominenti ma pur sempre fondamentali come il sottofondo post apocalittico e un certo progresso tecnologico che, insieme, vanno a definire il mondo di questa storia in maniera davvero efficace.
Poi, per carità, non si tratta di un capolavoro, ma come per tanti altri titoli usciti in questo periodo di pandemia, "Love and Monsters" rappresenta una boccata d'aria fresca in un panorama altrimenti quasi desolante.
Cast: Dylan O'Brien, Jessica Henwick, Dan Ewing, Ariana Greenblatt, Michael Rooker.
Box Office: $1.1 milioni
Vale o non vale: Non so se in un mondo parallelo senza Covid e con una normale programmazione cinematografica questa pellicola avrebbe comunque attirato l'interesse dell'Academy (francamente sono rimasto stupito dalla nomination per gli effetti speciali), in ogni caso "Love and Monsters" regala un'oretta e mezza di simpatica distrazione e colpisce lo spettatore per uno spiccato senso estetico che ne eleva il risultato finale. Sicuramente un'ottima opzione per una serata di spensieratezza e un po' di divertimento.
Premi: Candidato all'Oscar per i Migliori effetti speciali.
Parola chiave: Occhi.

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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 21 agosto 2019

Film 1656 - Lady and the Tramp

Intro: Non lo rivedevo da un'eternità!
Film 1656: "Lady and the Tramp" (1955) di Clyde Geronimi, Wilfred Jackson, Hamilton Luske
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: i classici Disney un po' datati, pur avendoli visti tutti, fatico spesso a ricordarli e mi ha fatto piacere ritrovare un cult come "Lilli e il vagabondo" per, praticamente, riscoprirlo. Inutile dire che si tratti di un altro piccolo capolavoro d'animazione, nonché un prodotto per tutta la famiglia senza tempo. Bello, di classe e molto tenero.
Cast: Peggy Lee, Barbara Luddy, Larry Roberts, Verna Felton, Bill Thompson, Dallas McKennon, Bill Baucom.
Box Office: $187 milioni
Vale o non vale: Come sappiamo, la Disney quest'anno non si risparmi e tra i vari remake in live-action che ha in produzione, il prossimo in ordine temporale è proprio quello di "Lady and the Tramp", in uscita in America il 12 novembre su Disney+. In previsione di questo (ennesimo) rifacimento, può valere la pena riscoprire il cartone originale, complice anche quell'effetto nostalgia che spesso è quel valore aggiunto che non guasta.
Premi: Candidato al BAFTA per il Miglior film d'animazione e vincitore del David di Donatello per la Migliore Produzione Straniera.
Parola chiave: Ratto.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 6 agosto 2019

Film 1641 - The Other Woman

Intro: Lo trovo sempre divertente.
Film 1641: "The Other Woman" (2014) di Nick Cassavetes
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: Film 742 - Tutte contro lui
Film 907 - Tutte contro lui
Film 1641 - The Other Woman
Cast: Cameron Diaz, Leslie Mann, Kate Upton, Nikolaj Coster-Waldau, Nicki Minaj, Taylor Kinney, Don Johnson.
Box Office: $196.7 milioni
Vale o non vale: Sufficientemente stupido da risultare innocuo con un trio di comprimarie affiatate e una Leslie Mann davvero in forma. Non certo un capolavoro, ma perfetto per un momento di disimpegno.
Premi: Peggior attrice ai Razzie 2015 per Cameron Diaz (ex aequo per "Sex Tape")
Parola chiave: Bahamas.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 29 luglio 2019

Film 1634 - Bullet Head

Intro: Dovrei cominciare a mettere in discussione le scelte cinematografiche di mia cugina...?
Film 1634: "Bullet Head" (2017) di Paul Solet
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: le carriere di Adrien Brody, Antonio Banderas e John Malkovich sono finite molto in basso se sono disposti ad accettare che questa pellicola appaia nel loro curriculum. Inutile dire che "Bullet Head" è una gran cagata, ecco perché non serve aggiungere altro.
Cast: Adrien Brody, Antonio Banderas, John Malkovich, Rory Culkin, Ori Pfeffer, Alexandra Dinu.
Box Office: /
Vale o non vale: Anche la pubblicità del Mulino Bianco con Banderas è più interessante di questo film.
Premi: /
Parola chiave: Pianoforte.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 8 luglio 2019

Film 1624 - Don't Breathe

Intro: Ricordavo che mi era un sacco piaciuto e non vedevo l'ora di rivederlo.
Film 1624: "Don't Breathe" (2016) di Fede Alvarez
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: in un mix di atmosfere horror e thriller, "Don't Breathe" - in italiano insensatamente "Man in the dark" - riesce bene nel suo intento di spaventare lo spettatore grazie ad una perfetta costruzione della suspense, soprattutto nella parte iniziale. Le motivazioni alla base del folle piano di Norman (Lang) fanno un po' ridere, ma l'assurdità della cosa non compromette il buon risultato finale. Il film funziona bene.
Film 1222 - Man in the dark
Film 1624 - Don't Breathe
Cast: Jane Levy, Dylan Minnette, Daniel Zovatto, Stephen Lang.
Box Office: $157.1 milioni
Vale o non vale: Buon ritmo, spaventi a sufficienza e un protagonista cieco di una tenacia e incazzatura incredibili, il tutto per una pellicola che, nel suo genere, ha molto da raccontare. Non c'è niente di soprannaturale - semmai surreale -, eppure pensare di essere uno dei protagonisti fa paura. E non poco.
Premi: /
Parola chiave: Soldi.

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Bengi

giovedì 4 aprile 2019

Film 1541 - 101 Dalmatians

Intro: Cercavamo il cartone animato, ma non siamo riusciti a scaricarlo e ci siamo buttati sulla versione in carne ed ossa...
Film 1541: "101 Dalmatians" (1996) di Stephen Herek
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: a tratti simpatico, ma nulla più. Glenn Close perfetta per la parte, una Crudelia De Mon (Cruella de Vil in inglese) davvero pazzesca e in linea con l'originale cartoon, anche se le cose positive del film si fermano praticamente a questo. La storia è la stessa, solo trasportata nel presente e quello che funziona per il film d'animazione, qui riesce meno in termini di intrattenimento fiabesco e magico: padroni e cani si capiscono e sono amici, interagiscono come per miracolo; i cattivi sono più che altro clown che portano momenti pseudo comici al racconto; il finale è, ovviamente, una profusione di happy ending;
"101 Dalmatians" fa ancora parte di quel momento in cui remake, sequel, spin-off e live-action risultavano essere prodotti di serie B rispetto al titolo originale, quindi non c'è da stupirsi se questa pellicola non funziona e risulta più che altro un tentativo - riuscito, direi - di guadagnare bene al botteghino. Fortunatamente le cose col tempo sono cambiate;
solo a me Miranda Priestly e questa versione di Crudelia De Mon sembrano vagamente collegate?
Cast: Glenn Close, Jeff Daniels, Joely Richardson, Joan Plowright, Hugh Laurie, Mark Williams.
Box Office: $320.7 milioni
Vale o non vale: Decisamente meglio scegliere l'originale. Se poi si è grandi fan del cartoon, questo esperimento con attori in carne ed ossa (e adorabili cuccioli di dalmata) non nuoce di certo. Ma non aspettatevi grandi cose.
Premi: Candidato al Golden Globe per la Miglior attrice protagonista e a 1 BAFTA per il Miglior trucco.
Parola chiave: Pelliccia.

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Bengi

giovedì 26 aprile 2018

Film 1490 - The Mountain Between Us

Intro: Un film su un disastro aereo con Kate Winslet, ovvero la promessa di un disaster movie di qualità. Io ero già sicuro lo avrei amato.
Film 1490: "The Mountain Between Us" (2017) di Hany Abu-Assad
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: “The Mountain Between Us” è tutto ciò che non promette. Non è un disaster movie, non è un thriller, non è un bel film. Ad essere onesti è un brutto, brutto film scritto male e tratto da un romanzo che ha una storia tanto assurda e banale allo stesso tempo da far venire la pelle d’oca. Siamo ridotti a portare questo sullo schermo?;
dal momento in cui Kate ed Idris Elba si incontrano possiamo già scommettere su loro amore pronto a sbocciare. Dal momento in cui precipitano sappiamo già che sopravviveranno. Dal momento in cui la storia si tramuta in una pellicola romantica capiamo che la storia sta per diventare una cagata. Tutte e tre le “profezie” si avverano immancabilmente; serviva far precipitare un aereo per far innamorare due sconosciuti? Serviva fargli rischiare la morte per assideramento per renderli consapevoli della necessità di una scossa nella loro vita? Non credo e, se questo è il risultato, penso si potesse proprio evitare di buttare giù la sceneggiatura. Nel 2018 come si fa a prendere sul serio questa storia? Che, inoltre, manca di romanticismo e, anzi, risulta più spesso ridicola che sentimentale.
Cast: Idris Elba, Kate Winslet, Beau Bridges, Dermot Mulroney.
Box Office: $62.8 milioni
Vale o non vale: assolutamente perdibile. Brutto, con delle battute tremende e un cast totalmente sprecato. Peccato, davvero.
Premi: /
Parola chiave: Cane.

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Bengi

lunedì 8 maggio 2017

Film 1352 - Lui è tornato

Cenetta di famiglia a casa mia con cugina. Indecisi su cosa guardare, abbiamo optato per questo titolo, curiosi di capire come potesse mai gestire l'ingombrante passato del proprio protagonista.

Film 1352: "Lui è tornato" (2015) di David Wnendt
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: Francy
Pensieri: Un esperimento cinematografico non da poco basato sulla provocatoria idea alla base del romanzo di Timur Vermes, ovvero cosa succederebbe se Adolf Hitler riapparisse vivo e vegeto ai giorni nostri.
L'inquietante quanto intrigante presupposto della storia riesce a dar vita ad una pellicola che è un mix sorprendente di emozioni e sensazioni, una montagna russa che spazia da perplessità a genialità, sbigottimento e divertimento, per un'esperienza nel complesso ambigua, nel senso che è capace di suscitare ilarità ma pur sempre attraverso una satira e un umorismo che fanno leva su questioni estremamente delicate.
Tra l'altro è paradossale che un paese in grado di partorire un prodotto così evidentemente ironico e dissacrante nei confronti della propria stessa storia, sia al contempo popolato da realtà così fortemente orientate e schierate proprio a favore delle ideologie qui messe alla berlina.
Ed è inoltre non poco scioccante realizzare quanto le argomentazioni offerte dal personaggio hitleriano siano spesso non prive di raziocinio. Il senso di colpa, la memoria storica e il buon senso non tardano a farsi sentire, eppure quello che viene detto dall'infausto dittatore non è privo di un'analisi di base che funzionerebbe anche, non fosse per quell'inclinazione all'estremismo e al fanatismo di cui tutti siamo a conoscenza. E' poi questo, insieme all'attaccamento dei media per tutto ciò che faccia notizia, che riporta in auge Hitler nel racconto. Per quanto riguarda il "comparto umano", direi che l'ignoranza mischiata a una certa dose di menefreghismo e follia siano i fautori della grande presa sul pubblico di una figura storica legata a così tanti orrori e che per questo motivo mai dovrebbe avere occasione di tornare in auge agli occhi del pubblico. Qui, naturalmente, si tratta di far passare proprio quel peggio di un messaggio che gioca sulla provocazione per far riflettere lo spettatore e/o il lettore. E ciò accade ancora di più nel momento in cui ci si accorge che la pellicola contiene al suo interno scene girate dal vivo e senza un copione in cui Oliver Masucci (che, va detto, è molto bravo) e l'ingombrante personaggio che interpreta sono liberi di interagire con le persone in contesti non di fiction. Le reazioni vere dei passanti sono ancora più disturbanti che tutto il film nel suo complesso.
Detto questo, "Lui è tornato" è un prodotto cinematografico furbetto che, nonostante tutto, funziona e porta a casa un degno risultato. La storia era pericolosa e si sarebbe potuto sbagliare in tanti modi, eppure nel complesso convince dall'inizio alla fine.
Cast: Oliver Masucci, Fabian Busch, Katja Riemann, Christoph Maria Herbst, Franziska Wulf, Michael Kessler.
Box Office: $25.5 milioni
Consigli: Non è una commedia nel senso più spensierato del termine. E' una pellicola certamente ricolma di satira, dissacrante nel mostrare uno scenario alternativo plausibile perché supportato da episodi reali (le scene non di fiction girate tra la gente) e allo stesso tempo capace di farti rabbrividire. Per chi è in grado di coglierne la tagliente ironia, la storia è geniale oltre che maledettamente provocatoria. Per gli altri forse è meglio votarsi a pellicole meno impegnative.
Parola chiave: Cane.

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Bengi

giovedì 6 ottobre 2016

Film 1222 - Man in the dark

Ero veramente curioso di vedere questo film, estremamente motivato dal fatto che si è trattato di un clamoroso successo in America sia di pubblico (2 settimane all'apice del box-office) che di critica.

Film 1222: "Man in the dark" (2016) di Fede Alvarez
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Andre, Poe
Pensieri: Già che il titolo lo lasci in inglese, tanto vale confermare quello originale, soprattutto perché "Don't Breathe" non era poi così difficile da comprendere. Non più di "Man in the dark", comunque.
Dato che alle pazze titolazioni italiane siamo ampiamente abituati, inutile insistere su un aspetto in fin dei conti relativamente rilevante. La realtà è che, titolo o non titolo, questo film è davvero un ottimo prodotto di paura. Suspense e paura, per la precisione. Costruito magistralmente su un crescendo di tensione e claustrofobia, "Man in the dark" è un prodotto in grado di suscitare le giuste reazioni nel pubblico, producendo esattamente ciò che ci si aspetta da questo tipo di pellicola: ansia e salti sulla sedia. La tensione comincia quasi subito, dal momento in cui i tre ladruncoli protagonisti si introduco in casa del veterano cieco e tentano di portargli via i 300.000$ che credono essere in suo possesso da qualche parte nella casa. Il piano si rivela fin da subito fallimentare, in quanto l'uomo non tarderà a dimostrarsi ben più che preparato a ricevere i giovani "visitatori" che credono di riuscire a sopraffare il proprietario di casa tramite i soliti trucchetti che mettono in pratica. Inutile dire quanto degeneri in fretta la situazione.
Al di là dell'ottimo lavoro narrativo che riesce a mettere insieme, nel tempo, tutti gli elementi giusti che assommati contribuiscono a determinare l'atmosfera horror misto thriller, il film di Alvarez ha anche il pregio di non esaurirsi nella sua trama principale o comunque nell'unico scopo di spaventare chi guarda. Così non sarà la reazione inaspettatamente violente la sola sorpresa dell'uomo invalido...
Dunque un prodotto commerciale ben confezionato e pensato con attenzione per ricalcare gli snodi conosciuti del genere, pur con l'attenzione di proporli in modo originale e funzionale al racconto (e non viceversa). C'è qualche incongruenza*, ma nel complesso un ottimo e godibilissimo risultato finale.
*Il fatto che la mancanza di un senso acuisca gli altri è una caratteristica che qui si sfrutta a intermittenza e, se analizzata nel concreto, concorre a indebolire leggermente la storia. Nel senso che, dal momento che l'uomo cieco non "fiuta" all'inizio l'odore dei ragazzi affianco a lui, fa poi un po' ridere che si accorga della loro presenza nella casa per il semplice odore delle scarpe presenti in una stanza...
Film 1222 - Man in the dark
Film 1624 - Don't Breathe
Cast: Jane Levy, Dylan Minnette, Daniel Zovatto, Stephen Lang.
Box Office: $129.3 milioni
Consigli: Spaventoso e splatter quanto basta, sufficientemente violento e inquietante, classico esempio di storia da cui è meglio lasciarsi guidare che tentare di decodificarla dall'inzio alla fine. Sia perché si tratta di un racconto costruito su un crescendo di ansia, paura, disorientamento e claustrofobia, sia perché non sono pochi gli assi nella manica che la narrazione saprà sfoderare (alcuni un po' involontariamente ridicoli, ma ci si può passare sopra). Nel complesso non un film per tutti, ma per chi apprezza una piacevolissima sorpresa.
Parola chiave: Cassaforte.

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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 18 febbraio 2015

Film 880 - John Wick

Critiche positive parlavano di una rinascita di carriera. Incassi non stratosferici, ma buoni lasciavano ben sperare. Il trailer, poi, aveva già solleticato la curiosità necessaria. Non mancava che recuperarlo...

Film 880: "John Wick" (2008) di Chad Stahelski, David Leitch (uncredited)
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Definirlo adrenalinico è riduttivo. "John Wick" è un film carico, che spinge sull'acceleratore fin da subito, regalando la possibilità al suo protagonista John Wick/Keanu Reeves due cog***ni così. Ed è un bene, perché è proprio quello che volevamo da questa pellicola!
Potremmo definirlo quasi un one man show, con il Sig. Wick al centro di un tripudio di sparatorie, scazzottate, inseguimenti, randellate e chi più ne ha più ne metta. Tutti i poveretti che avranno l'ardire di mettersi sulla sua strada soccomberano, riducendo di fatto la storia ad una narrazione in solitaria delle gesta del protagonista, nonostante sullo sfondo i comprimari non manchino di avere un nome proprio (tra i più famosi Michael Nyqvist, Alfie Allen, Willem Dafoe, Adrianne Palicki, John Leguizamo, Ian McShane e Bridget Moynahan solo nei flashback).
Devo dire che questo ritorno duro e crudissimo di Reeves al cinema mi è piaciuto assai. La sua calma apparente, il suo viso gentile dai bei lineamenti sono un toccasana per un genere cinematografico come quello dell'action con l'eroe che uccide a mani nude metà della popolazione mondiale in nome di un solo granitico principio (qui l'uccisione della cagnolina regalatagli dalla moglie morta). Gli ormai stantii Schwarzenegger, Stallone, Seagal, Van Damme, anche Statham, sono tutti capaci di prodursi sempre nella stessa cosa, sempre nella stessa espressione, sempre nel solito cliché, mentre l'approccio di questo "John Wick" e del suo - spesso sottovalutato - interprete sono una ventata fresca per chi apprezza il genere. Francamente io ho trovato piacevole anche "47 Ronin", ma poi son gusti.
In ogni caso ben tornato Keanu Reeves - appena visto sul tappeto rosso del Sundance con l'ultima fatica horror di Eli Roth, "Knock Knock" - nella speranza che questo titolo, come già hanno sentenziato i Razzie Awards 2015, sia un buon segno per una rinascita della sua carriera.
Ps. Una delle prime cose che ti colpisce del film è sicuramente che tra i produttori c'è nientemeno che Eva Longoria.
Box Office: $78.7 milioni
Consigli: Non certo una pellicola per tutti, "John Wick" è un action thriller che della violenza fa il suo cavallo di battaglia. Vendetta, vendetta e ancora vendetta a suon di proiettili e obiettivi umani fino a raggiungere colui che ha risvegliato la bestia ormai quietata, lo sfortunato figlio scemo di papà interpretato da Alfie Allen (fratello della cantante Lily, nonché Theon Greyjoy de "Il trono di spade"). Chi ama il generico spaccatutto-spaccotutto sarà molto felice di constatare che all'età di 50 anni tondi Keanu Reeves sia ancora in grado non solo di sembrare giovane e atletico, ma soprattutto di fare un c*lo così a tutti. E' davvero un piacere per gli occhi e ti gasa da morire. Certo, fa un po' effetto pensare alla carneficina che propina questa pellicola, ma hey, se lo volete guardare sapete esattamente a cosa andate incontro! E allora, in quest'ottica, "John Wick" è da vedere.
Parola chiave: Cane.

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Bengi

venerdì 31 ottobre 2014

Film 806 - Mr. Peabody e Sherman

Un po' curioso di vederlo l'ho recuperato e... imposto a Luigi!

Film 806: "Mr. Peabody e Sherman" (2014) di Rob Minkoff
Visto: dal portatile di Luigi
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: La cosa strana di questo film è che né Mr. Peabody né Sherman sono particolarmente simpatici, eppure tutto sommato la storia è divertente. Meno di quanto mi aspettassi, ma ha qualche buon momento.
Sicuramente un pregio sta nel fatto di spaziare tra epoche e civiltà differenti nel passato, andando a pescare territori esotici o passaggi storici fondamentali (dagli egizi alla Rivoluzione Francese passando per Leonardo da Vinci). Insomma, davvero un ampio respiro per un cartoon d'animazione che rispolvera una vecchia serie televisiva anni '60.
Dall'altra parte, invece, credo che il troppo tirato in ballo dalla storia abbia leggermente sfavorito questo titolo. Troppi cenni storici sia banali che colti, troppe a volte incomprensibili spiegazioni scientifiche per i viaggi nel tempo e - anche se apprezzabili - troppa importanza alla questione cane che adotta bambino. Non perché non sia importante (se ampliando un attimo la visione, la applicassimo per esempio ai gay che adottano figli) ma perché aumenta ulteriormente il carico di informazioni che la storia solleva, tutti elementi che il target di questa pellicola, ovvero i bambini, alla lunga potrebbero faticare a sopportare. Ecco, per sintetizzare direi che la trama è davvero troppo articolata e forse un pelino mal organizzata nel complesso, fatto che si avverte man mano che procede la visione del film. Ed è maggiormente strano se si pensa che la pellicola dura solo 92 minuti!
Insomma, direi che tutto sommato "Mr. Peabody & Sherman" sia un titolo carino, certamente adatto a tutti, anche se tutto sommato non fa centro. Si vede volentieri, si sorride e ci si gode qualche buon momento per tutta la famiglia, ma nulla di più.
Box Office: $272.9 milioni
Consigli: Apprezzabile poiché capace di portare al cinema molti elementi di storia antica e combinarli in modo simpatico e giocosamente istruttivo, oltre al fatto che suggerisce un messaggio di tolleranza per le diversità altrui. E' un film per tutti, ma non un capolavoro né un (ormai) classico prodotto Disney-Pixar. La differenza si sente e si vede, il che non è né male né bene, solo un elemento da tenere presente prima della visione. I bambini sicuramente apprezzeranno questo coloratissimo e certamente spassoso viaggio di "Mr. Peabody e Sherman"; anche gli adulti, ma forse con meno entusiasmo.
Parola chiave: Tornindietro.

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Bengi