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lunedì 19 gennaio 2026

Film 2430 - Wake Up Dead Man

Intro: I had to start watching this movie three times before I could finish it — not because of a lack of intention, clearly, but because we chose to start watching it while in Dingle, Co. Kerry, during the New Year’s celebrations. And I don’t think it was a smart idea to give it a go after a long day of travelling, a long day of drinking, or in the company of friends (Niamh, Rachel, and Eimear) you’d just gone partying with.
So, when I got back home in the new year, I finally gave it a proper go (while on the new treadmill I bought so I don’t have to go for my weekly run in the rain).

Film 2430
: "Wake Up Dead Man" (2025), Rian Johnson
Watched: From my computer
Language: English
Watched with: No one
Thoughts: I'm still a big fan of the first "Knives Out" and, as fun as it is to have more than one movie in this series, neither of the sequels has lived up to the initial hype — this one especially. Or, to put it differently, after the second movie came out and revealed itself to be a bit of a 'meh', I think people weren’t too curious about the third outing of the franchise.
To be fair, "Wake Up Dead Man" is better than "Glass Onion", in my opinion. The killer is still quite obvious, but at least it isn’t revealed as blatantly by the plot as it is in the second film. I hoped the big reveal of who committed the murder would at least be the kind of plot twist these types of movies should deliver and, in the end, it was — so kudos for that.
Still, I have to admit that a) stories revolving around religion, cults, and/or faith don’t necessarily appeal to me, and b) I wish Benoit Blanc (Daniel Craig) had been more at the centre of the story, rather than feeling like a supporting character simply linking the Knives Out series together.
Overall, although quite intricate, the story is entertaining, the mystery is an actual mystery, and the cast is full of A-listers delivering solid performances. Josh O’Connor proves once again that he’s a great lead, although it feels strange seeing him play a priest opposite the original hot priest from "Fleabag" (Andrew Scott).
Film 1844 - Knives Out
Film 2010 - Knives Out
Film 2152 - Glass Onion: A Knives Out Mystery
Film 2429 - Wake Up Dead Man
Cast: Daniel Craig, Josh O'Connor, Glenn Close, Josh Brolin, Mila Kunis, Jeremy Renner, Kerry Washington, Andrew Scott, Cailee Spaeny, Daryl McCormack, Thomas Haden Church.
Box Office: $2.5 million
Worth a watch?: If you enjoyed the previous two movies in this franchise, this will be a nice addition and definitely one to watch. Overall, it’s better than the previous one, but not as surprising or entertaining as the original "Knives Out". Still, good fun.
Awards: /
Key word: Damascus.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 16 febbraio 2021

Film 1955 - The Prom

Intro: Prodotto pre-natalizio di punta del catalogo Netflix, onestamente non vedevo l'ora di vedere questo film, per cui appena ho avuto occasione l'ho recuperato! Con non poche speranze di vedere, finalmente, una buona nuova pellicola (anche se con Netflix bisogna sempre andarci con i piedi di piombo quando si tratta di film...).
Film 1955: "The Prom" (2020) di Ryan Murphy
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: tremendo. E la recensione potrebbe anche chiudersi qui.
La verità è che, nonostante non mi aspettassi certo un capolavoro, sono rimasto molto deluso da questa pellicola che, a parte saturare i colori a gogo e mettere in scena qualche numero musical, non mette in scena niente che non si sia già visto in "Glee" o prodotti simili, di sicuro niente che valesse la pena di riproporre in un film, almeno in questi termini.
In generale, infatti, "The Prom" è una luccicante promessa di talento e originalità totalmente mancata, un prodotto superficiale che non riesce ad andare oltre il minimo sindacale che il genere del musical porta con sé: ci sono le canzoni e i balletti a tempo di musica, ma manca tutto il resto, in primis il valore aggiunto (o la rilevanza, se vogliamo) di cui il progetto dovrebbe avvalersi per giustificare la trasposizione di questo titolo da Broadway a Hollywood. Ci sono una miriade di personaggi di cui ci si affatica ad appassionarsi, nessuna canzone particolarmente memorabile e una generale mancanza di "pericolo", nel senso che è evidente fin dall'inizio che la protagonista riuscirà nel suo intento - andare al ballo scolastico con la sua amata - per cui si fatica ad empatizzare e a comprendere la necessità di utilizzare del proprio tempo libero per seguire questa vicenda.
Mi sento di aggiungere, poi, che nonostante i grandi nomi "da acchiappo", "The Prom" non riesca a fare buon uso dello start power a sua disposizione: Meryl Streep fa Meryl Streep - nel senso che sembra più se stessa che interpreta una versione di mille suoi altri personaggi già visti -, Nicole Kidman ha un ruolo sciocco e banale, Andrew Rannells è la spalla gay, Keegan-Michael Key e Kerry Washington sono totalmente accessori, mentre James Corden interpreta la macchietta del gay tutta mossette e cliché (ma un attore gay disponibile non lo avevamo? Anche perché non è che James Corden sia questo attore di serie A...).
Insomma, nonostante i musical di solito si contraddistinguano per toni più leggeri e scanzonati, il vuoto (e francamente spesso noioso) circo messo in scena da questa pellicola non è sufficiente a salvare un prodotto che, sicuramente magnifico nella sua versione teatrale, qui fallisce di replicarne fasti e originalità. Forse Netflix dovrebbe smettere di dare carta bianca ai copia-incolla di Ryan Murphy e forse quest'ultimo dovrebbe cominciare a rallentare la sua produzione televisivo-cinematografica di massa.
Cast: Meryl Streep, James Corden, Nicole Kidman, Keegan-Michael Key, Andrew Rannells, Ariana DeBose, Kerry Washington, Jo Ellen Pellman, Tracey Ullman, Mary Kay Place.
Box Office: $187,430
Vale o non vale: Come al solito Hollywood (o almeno la stampa estera) arriva con anni di ritardo e conferisce alle produzioni di Ryan Murphy oggi un gran valore che, onestamente, mi pare non abbiano più come un tempo. Questo "The Prom" si aggiudica 2 nomination (assolutamente immeritate) ai Golden Globes di quest'anno, mentre altri titoli di Murphy ("Ratched", "Hollywood") finiscono per rubare il posto a prodotti ben più di valore. Sono anni che l'ideatore di "Glee" non è più all'altezza degli inizi e credo che dei prodotti più recenti si salvi onestamente solo "Pose".
"The Prom" non fa eccezione, banale e - non fosse per il cast di prim'ordine - prodotto più televisivo che cinematografico per mancanza di grandezza e ambizione, questo film finisce nella rappresentanza di quelle pellicole che, non avendo davvero niente da dire, si mantiene sulla superficie risultando a malapena accettabile, salvato solo da certi aspetti tecnici di valore (anche se da uno come Matthew Libatique, direttore della fotografia di pellicole come "Requiem for a Dream", "Everything Is Illuminated", Black Swan", "A Star Is Born" e "Birds of Prey", mi aspettavo molto, ma molto di meglio).
Spendete altrove il vostro tempo.
Premi: Candidato a 2 Golden Globes per Miglior film commedia o musical e Miglior attore protagonista (James Corden).
Parola chiave: Cause.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 10 giugno 2019

Film 1607 - Django Unchained

Intro: Guilty pleasure...
Film 1607: "Django Unchained" (2012) di Quentin Tarantino
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: Film 512 - Django Unchained
Film 1095 - Django Unchained
Film 1607 - Django Unchained
Cast: Jamie Foxx, Christoph Waltz, Leonardo DiCaprio, Kerry Washington, Samuel L. Jackson, Walton Goggins, Dennis Christopher, James Remar, Michael Parks, Don Johnson, Quentin Tarantino, Franco Nero, Amber Tamblyn, Bruce Dern, Jonah Hill.
Box Office: $425.4 milioni
Vale o non vale: Bellissimo, pazzesco, violentissimo, geniale, con una colonna sonora magnifica, un DiCaprio spaventosamente brutale, un cast stellare e, non bastasse tutto ciò, la sceneggiatura e regia di Tarantino. Imperdibile!
Premi: Candidato a 5 premi Oscar (tra cui Miglior film) ha vinto per la Miglior sceneggiatura e attore non protagonista (Waltz); stesse vittorie sia ai Golden Globe (su 5 nomination tra cui Miglior film) e ai BAFTA (su 5 candidature tra cui Miglior regia). Candidato come Miglior film straniero ai César e vincitore, nella stessa categoria, ai David di Donatello; 1 candidatura ai Grammy per Best Compilation Soundtrack for Visual Media.
Parola chiave: Mandingo.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 20 giugno 2016

Film 1163 - Confirmation

Mi sono avvicinato a questo prodotto più che altro per una serie di polemicheche hasollevato e di cui avevo letto in un articolo su The Hollywood Reporter (qui). Poi perché i film della HBO solitamente sono una garanzia.

Film 1163: "Confirmation" (2016) di Rick Famuyiwa
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno nel primo tempo, Poe e Giro nel secondo tempo
Pensieri: Questo prodotto si inserisce nella categoria dei made-for-television film che, oggi più che mai, vede fiorire un numero particolarmente elevato di prodotti di qualità. Conseguente ad una serie di cambiamenti sociali e ambientali - potenziamento e miglioramento tecnologico, mescolamento dei generi, evoluzione dell'audience, nuovi spazi per lo sviluppo di storie e approfondimenti, ... -, il fenomeno ha portato ad una serie di sperimentazioni tutte televisive in un mondo, fino a qualche decennio fa, di appannaggio cinematografico.
Il risultato sono prodotti particolarmente riusciti come "The Normal Heart", "Behind the Candelabra", "Bernard and Doris", "Grace of Monaco" (questo più che altro per gli aspetti tecnici), "The Life and Death of Peter Sellers", ecc, che niente hanno da invidiare alle produzioni cui ci ha abituato il grande schermo.
In questo senso anche "Confirmation" è perfettamente iscrivibile nel gruppo con, però, un'aggiunta che cavalca un'ulteriore tendenza di oggi: il ritratto di una personalità femminile. Dopo anni di macho protagonismo, siamo di fronte ad una svolta piuttosto evidente. Ora che anche le donne possono essere validi supereroi in grado di trainare un intero show ("Jessica Jones", "Supergirl", "Agent Carter") e le attrici richiedono - giustamente - di essere pagate quanto i loro colleghi maschi (tra le tante Patricia Arquette, Jennifer Lawrence, Robin Wright), i tempi sono sufficientemente maturi per trattare figure emblematiche della storia anche quando esse sono femminili. Sembrerebbe un discorso inutile, scontato o misogino, eppure a ben vedere non è così. Non serve andare molto indietro nel tempo, ci si può già fermare ai soli anni '90 e citare un unico nome che funga da esempio: Marcia Clark (procuratore distrettuale nel processo per omicidio a O.J. Simpson).
A ben vedere "Confirmation" presenta non pochi parallelismi con l'attuale "The People v. O. J. Simpson", prima stagione della serie televisiva "American Crime Story". Entrambi si concentrano su un fatto di cronaca realmente accaduto negli Stati Uniti - peraltro negli anni '90; entrambi si svolgono negli ambienti del potere e coinvolgono direttamente strumenti della giustizia nazionale; entrambi si caratterizzano per toni realistici e una valida ricostruzione dei fatti; e, inutile sottolinearlo, entrambi si concentrano su una figura femminile di forte impatto. Relativamente a quest'ultimo aspetto, qualche considerazione in più. 

Sia la Clark che Anita Hill (qui interpretata da una Kerry Washington piuttosto convincente e finalmente fuori dalla sovrabbondanza verbale di "Scandal") si trovano a fronteggiare un antagonista maschile, in entrambi i casi nero, più famoso di loro, familiare all'opinione pubblica e, di conseguenza, più apprezzato al momento in cui la macchina giudiziaria si mette in moto. Di fatto saranno entrambe sconfitte. 
Le due donne faticano a trovare le simpatie di un pubblico che non tarda a metterle in croce, facendo loro subire il calvario del processo mediatico a causa di una non conformità del loro aspetto o della loro personalità rispetto ai canoni tradizionali cui il pubblico dell'epoca è abituato. Non da ultimo, entrambi i personaggi sono costretti a fronteggiare un secondo processo, "invisibile", che si consuma parallelamente alla storia principale e riguarda prettamente il loro essere donna in termini di inferiorità. Non mancano infatti commenti pubblici sessisti, avvilenti, sottintese allusioni di inferiorità e debolezza, anche declinata nell'accezione sessuale o relativa alla sfera dell'attendibilità.
In questo quadro generale, "Confirmation" dipinge le fragilità, l'integrità e la determinazione di una donna che prende la parola per fornire elementi aggiuntivi relativamente a un candidato a diventare giudice della Corte Suprema, Clarence Thomas. Sua ex collega di lavoro, la Hill denuncerà il comportamento inappropriato di Thomas che, secondo la donna, l'ha molestata sessualmente in numerose occasioni, anche al di fuori del contesto lavorativo. Non mancheranno, ovviamente, i dubbi e le perplessità, principalmente legati a comportamenti più ambigui della Hill che la vedranno seguire il suo superiore quando questo cambierà mansione o accettare un passaggio in macchina in sua sola compagnia. Senza contare i dubbi suscitati da una denuncia così tardiva dei fatti, a 10 anni di distanza dagli accadimenti.
Come viene sottolineato durante il film, pare evidente che, dove la Hill accusa di molestie sessuali e Thomas le respinge categoricamente, uno dei due stia mentendo. Non mancheranno di fare la loro comparsa altre donne intenzionate a sottoporre le stesse accuse, ma queste non saranno ascoltate durante l'udienza pubblica per la conferma della nomina alla Corte Suprema, si vocifera per motivi di comodo. Inutile dire che parteggiare per la Washington - e dunque per estensione la Hill - risulti piuttosto facile e nonostante la strenua difesa personale dell'accusato, si fa veramente fatica a dargli credito. Esattamente come accade per O.J. Simpson. In ogni caso, a ognuno il suo pensiero.
Per arrivare a una conclusione dopo questo pensiero più lungo del solito, qualche veloce considerazione: il risultato finale è buono, chiaro, ben esposto. La cura evidente dell'immagine, dei costumi e delle scenografie conferisce all'operazione un valore che plausbilmente verrà riconosciuto ai prossimi Emmy Awards
quantomeno in forma di nomination (la vittoria è altra cosa). Il cast conta nomi davvero importanti, anche se ammetto non conoscessi Wendell Pierce (è l'accusato Thomas) e la presenza del premio Oscar Jennifer Hudson sembra più una trovata promozionale che una scelta qualitativa. In definitiva, comunque, un prodototto valido che sono contento di aver visto.
Cast: Kerry Washington, Wendell Pierce, Greg Kinnear, Jeffrey Wright, Eric Stonestreet, Bill Irwin, Zoe Lister-Jones, Grace Gummer, Treat Williams, Dylan Baker, Erika Christensen, Jennifer Hudson, Alison Wright.
Box Office: /
Consigli: Un film tv interessante, sufficientemente ricostruito e con una protagonista forte in grado di sostenere il peso di una storia vera, difficile, controversa. Non è, chiaramente, un prodotto facile adatto ad ogni occasione, ma chi può essere interessato dalla storia o dai temi trattati, può davvero valere la pena di dare una chance a questo titolo che non manca di interessare e coinvolgere lo spettatore. Solo in inglese (per ora).
Parola chiave: Candidatura.

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#HollywoodCiak
Bengi

domenica 6 marzo 2016

Film 1095 - Django Unchained

Altro dvd dalla mucchia dell'acquisto selvaggio, stesso weekend senza la rete.
Film 1095: "Django Unchained" (2012) di Quentin Tarantino
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Sarà almeno un mese che tento di finire "The Hateful Eight" e non ne ho mai voglia, ma di rivedere "Django" ero davvero impaziente.
E' bel film, ben fatto, divertente, di intrattenimento, agghiacciante e vero e proprio omaggio, se non dichiarazione d'amore, al genere western da parte di un Tarantino più ispirato che mai. Che, tra le altre cose, riesce a radunare non pochi cameo (quello di Franco Nero su tutti).
Francamente non ricordavo che il film fosse così splatter, ma la mancanza è mia. In ogni caso credo che la cosa sia dovuta più che altro al fatto che, al cinema, ero rimasto particolarmente colpito e coinvolto dalla performance di DiCaprio, magnetico, inquietante e bestiale nel ruolo di Calvin Candie. Quando si arrabbia davvero, scoperta la bugia dei due protagonisti, fa veramente paura. Ed è così bravo che è impossibile distrarsi, tanto è magnetico. Quantomeno una nomination all'Oscar gliela potevano dare.
L'Oscar, invece, lo ha vinto Christoph Waltz che, grazie a Tarantino e nel giro di soli 3 anni, si aggiudica il secondo riconoscimento da parte dell'Academy. Foxx che invece è protagonista, non se lo sono considerati in molti. Anche se, devo ammetterlo, il ruolo qui gli calza a pennello.
In ogni caso - e nonostante la lunghezza della pellicola (2h e 45 minuti) - il film scorre benissimo e funziona per tutto il tempo, grazie a una sceneggiatura ben scritta che si prende i suoi tempi e gioca con i personaggi prendendola sempre da lontano, ma trovando il modo per giustificare premesse così lunghe. Insomma, "Django Unchained" è un ottimo film.
Ps. Oscar a Waltz e alla sceneggiatura di Tarantino.
Film 512 - Django Unchained
Film 1095 - Django Unchained
Film 1607 - Django Unchained
Cast: Jamie Foxx, Christoph Waltz, Leonardo DiCaprio, Kerry Washington, Samuel L. Jackson, Don Johnson, Walton Goggins, James Remar, Dennis Christopher, James Russo, David Steen, Franco Nero.
Box Office: $425.4 milioni
Consigli: Gli amanti di Tarantino andranno in brodo di giuggiole per questo titolo, degno successore dell'altrettanto riuscitissimo "Bastardi senza gloria". Il cast di attori è azzeccatissimo, lo splatter e le sparatorie di certo non mancano, la storia è avvincente e ben scritta e la colonna sonora pazzesca. tarantino fa sempre il suo sporco lavoro con dedizione e attenzione e si vede davvero quanto il suo amore per il cinema e per il fare cinema sia genuino. E "Django", come dichiarazione, gli è venuto proprio bene. Da vedere.
Parola chiave: Tedesco.

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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 21 agosto 2014

Film 760 - I Fantastici 4 e Silver Surfer

Completiamo anche questa saga della Marvel.

Film 760: "I Fantastici 4 e Silver Surfer" (2007) di Tim Story
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Un sequel, si sa, è sempre d'obbligo. Così, dopo il primo "I Fantastici 4" si passa alla narrazione della loro seconda storia che non solo riprende tutti i personaggi del precedente film, ma aggiunge anche Silver Surfer. Abbiamo, quindi, un nuovo alieno con annessa minaccia della distruzione della Terra, ma anche il ritorno di Victor, risvegliato dal passaggio di Surfer. Un sacco di roba, per la squadra dei 4.
Leggero quanto il primo e nemmeno troppo migliorato a livello di tecniche di realizzazione degli effetti speciali, questo "Fantastic Four: Rise of the Silver Surfer" è ancora un classico esempio di blockbuster di "vecchia generazione", inteso a portare sullo schermo gli eroi dei fumetti basandosi su una rappresentazione stereotipata e bidimensionale dei personaggi e giocando moltissima parte della trama in avvenimenti catastrofico-distruttivi che richiedono non solo l'intervento salvifico dei supereroi, ma anche l'utilizzo massiccio di effetti speciali pompati di testosterone. Per farla breve: puro intrattenimento.
Divertente, spensierato e con buone spalle a regalare momenti comici - ma Ioan Gruffudd è di un insipido... -, però di fatto nulla di più. Lo spettatore probabilmente già cercava altro, ormai ben abituato a prodotti di più alto livello. Stupisce, infatti, che "Batman Begins" sia di due anni precedente a questo lavoro e "Il cavaliere oscuro" di solo un anno successivo: queste pellicole in contrnto ai "4" non sembrano nemmeno appartenere alla stessa decade.
Film 757 - I Fantastici 4
Film 760 - I Fantastici 4 e Silver Surfer
Film 1018 - Fantastic 4 - I fantastici quattro
Film 2395 - The Fantastic Four: First Steps
Box Office: $289,047,763
Consigli: Senza pretese e di puro intrattenimento. L'albinismo della Alba continua imperterrito e sempre più sfrontato, ma del resto un manichino d'argento cavalca una tavola da surfo in giro per lo spazio, quindi non ci si piò proprio stupire di nula (se non del calo spaventoso degli incassi rispetto al primo film). La formula è esattamente uguale a quella della pellicola precendete, anche se ora i 4 sono famosi supereroi, ergo una squadra più o meno coesa che ha accettato il proprio destino. Si può vedere serenamente anche non conoscendo il primo capitolo, ma chiaramente la visione d'insieme è consigliata. Sempre perché, l'anno prossimo, ci tocca il reboot ("The Fantastic Four").
Parola chiave: Galactus.

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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 13 agosto 2014

Film 757 - I Fantastici 4

"Vecchi" supereroi per vecchi DVD ritrovati per caso.

Film 757: "I Fantastici 4" (2005) di Tim Story
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Più che un film un videogioco, più che una trama una favoletta. Ma, del resto, 10 anni fa le pellicole sui supereroi erano un'altra cosa: pompatissimi, rumorosissimi, fieri di esibire effetti speciali sempre più all'avanguardia, concentrati su un target meno 'raffinato'. Col senno di poi questo "Fantastic Four", che pur intrattiene a dovere, risulta comunque un esperimento un po' insipido, un po' inconcludente.
Se, infatti, c'è moltissimo spazio al momento contaminazione + palesarsi dei poteri/imparare a gestirli + formazione di una squadra coesa, alla fine però il vero motivo che da senso al progetto, ovvero parlare dei Fantastici 4, rimane confinato solo al finale. Forse si poteva aggiungere qualche avventura in più, qualche cattivo minore da sconfiggere, qualche pretesto in più per ammirare il team coordinato e al lavoro. Probabilmente il progetto del secondo film era già previsto, motivo per il quale ci si è potuti concentrare molto sulla formazione del gruppo, sui risvolti psicologici che caratterizzano i 4 protagonisti e gli effetti che i loro straordinari poteri hanno sulla gente (attraverso i media). Va detto che, nonostante il tentativo di concentrarsi su questi temi anche interessanti, il risultato è comunque mediocre e molto superficiale, oltre che estremamente prevedibile. Se posso permettermi, trovo che l'epifania che Ben Grimm/la Cosa ottiene grazie alla sua trasformazione - andare oltre le apparenze, scegliere l'amore sincero della cieca Alicia/Kerry Washington invece che quello basato sull'aspetto esteriore della precedente promessa sposa - sia oltre che un tantino banale e scontata, anche piuttosto sovrasfruttata.
In ogni caso, come dicevo, l'intento intrattenitivo è assolto e raggiunto soprattutto grazie al Johnny Storm (dell'ormai supereroe a 360° Chris Evans) e i 106 minuti di pellicola sono assolutamente funzionali ad una produzione commerciale il cui intento sta principalmente nell'incasso facile. Non a caso il successivo "I Fantastici 4 e Silver Surfer" procederà esattamente nella stessa direzione, tra moltissimi effetti speciali e un replica fedelissima del modello presentato con questa prima pellicola. La vera sfida, a mio avviso, sta nel rilancio del franchise con "The Fantastic Four" che presenta già un elemento di novità significativo - La Torcia Umana è nero - e un cast molto più interessante del precedente: Kate Mara, Miles Teller, Jamie Bell, Michael B. Jordan e Toby Kebbell sostituiscono i qui presenti Ioan Gruffudd, Jessica Alba, Chris Evans, Michael Chiklis e Julian McMahon. L'uscita è per il 19 giugno 2015, ma curiosità c'è già ora!
Film 757 - I Fantastici 4
Film 760 - I Fantastici 4 e Silver Surfer
Film 1018 - Fantastic 4 - I fantastici quattro
Film 2395 - The Fantastic Four: First Steps
Box Office: $330,579,719
Consigli: Patinato e plasticoso (nel senso di finto, fittizio), "I Fantastici 4" è un esperimento cinematografico che riesce soprattutto nell'intento di intrattenere il pubblico con molta azione, qualche sorpresa da effetto speciale e veramente poco altro. Mancano una storia interessante e qualche approfondimento più realistico. Inoltre la scelta di Jessica Alba esteticamente non la capisco: se la scegli, ma poi le cambi in toto i connotati e non riesci a fare in modo ch la cosa non si noti... che senso ha? Comunque per una serata spensierata o anche semplicemente per confrontare - con 10 anni di distanza di mezzo - questo film e il suo futuro reboot, gli si può serenamente dare una chance.
Parola chiave: Nube.

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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 10 luglio 2014

Emmys 2014: nomination e vincitori

In un mondo di produzioni tv sempre più vicine a quelle cinematografiche per tematiche, realizzazioni, produzioni e cast, anche quest'anno il meglio del meglio della Tv USA non ha niente da invidiare a quello del cinema, in un tripudio di candidature che - non a caso - vanno perfettamente a braccetto con gli Oscar, di quest'anno e precedenti.
Non sorprende, infatti, di trovare non pochi nomi candidati agli Academy Awards e, perfino, il vincitore Matthew McConaughey insieme Chiwetel Ejiofor e Julia Roberts. Tra gli altri nomi candidati nelle edizioni precedenti nomi del calibro di Kathy Bates, Maggie Smith, Jon Voight, Kristen Wiig, Helena Bonham Carter, Melissa McCarthy, Mark Ruffalo, Woody Harrelson, Kevin Spacey si sfideranno il 25 Agosto nelle innumerevoli categorie attoriali che caratterizzano gli Emmy Awards.
Le nomination, annunciate oggi da Mindy Kaling e Carson Daly, hanno visto trionfare moltissimi titoli tra i più seguiti in patria e all'estero tra cui 19 candidature per "Game Of Thrones", 18 per "Fargo", 17 ad "American Horror Story: Coven", 16 per l'ultima stagione di "Breaking Bad" e "The Normal Heart", 13 per "House Of Cards". Perfino gli Oscar e i Golden Globe Awards 2014 sono candidati con rispettivamente 8 e 2 nominations! Ma ecco tutte le candidature nelle categorie principali!

66th annual Primetime Emmy Awards
Outstanding Comedy Series
The Big Bang Theory
Louie
Modern Family
Orange is the New Black
Silicon Valley
Veep

Outstanding Drama Series
Breaking Bad
Downton Abbey
Game of Thrones
House of Cards
Mad Men
True Detective

Lead Actor in a Drama
Bryan Cranston, Breaking Bad
Jeff Daniels, The Newsroom
Jon Hamm, Mad Men
Woody Harrelson, True Detective
Matthew McConaughey, True Detective
Kevin Spacey, House of Cards

Lead Actress in a Drama
Lizzy Caplan, Masters of Sex
Claire Danes, Homeland
Michelle Dockery, Downton Abbey
Julianna Marguiles, The Good Wife
Kerry Washington, Scandal
Robin Wright, House of Cards

Supporting Actor in a Drama
Aaron Paul, Breaking Bad
Jim Carter, Downton Abbey
Peter Dinklage, Game of Thrones
Jon Voight, Ray Donovan
Mandy Patinkin, Homeland
Josh Charles, The Good Wife

Supporting Actress in a Drama
Anna Gunn, Breaking Bad
Maggie Smith, Downton Abbey
Joanne Froggatt, Downton Abbey
Lena Headey, Game of Thrones
Christine Baranski, The Good Wife
Christina Hendricks, Mad Men

Guest Actor in a Drama
Paul Giamatti, Downton Abbey
Dylan Baker, The Good Wife
Reg E. Cathey, House of Cards
Robert Morse, Mad Men
Beau Bridges, Masters of Sex
Joe Morton, Scandal

Guest Actress in a Drama
Margo Martindale, The Americans
Diana Rigg, Game of Thrones
Kate Mara, House of Cards
Allison Janney, Masters of Sex
Jane Fonda, The Newsroom
Kate Burton, Scandal

Lead Actor in a Comedy
Louis C.K. Louie
Don Cheadle, House of Lies
Ricky Gervais, Derek
Matt Leblanc, Episodes
William H. Macy, Shameless
Jim Parsons, The Big Bang Theory

Lead Actress in a Comedy
Lena Dunham, Girls
Edie Falco, Nurse Jackie
Julia Louis-Dreyfus, Veep
Melissa McCarthy, Mike & Molly
Amy Poehler, Parks & Recreation
Taylor Schilling, Orange is the New Black

Supporting Actor in a Comedy
Andre Braugher, Brooklyn Nine Nine
Adam Driver, Girls
Jesse Tyler Ferguson, Modern Family
Ty Burrell, Modern Family
Fred Armisen, Portlandia
Tony Hale, Veep

Supporting Actress in a Comedy
Mayim Bialik, The Big Bang Theory
Julie Bowen, Modern Family
Allison Janney, Mom
Kate Mulgrew, Orange is the New Black
Kate McKinnon, Saturday Night Live
Anna Chlumsky, Veep

Guest Actor in a Comedy
Bob Newhart, The Big Bang Theory
Nathan Lane, Modern Family
Steve Buscemi, Portlandia
Jimmy Fallon, Saturday Night Live
Louis C.K., Saturday Night Live
Gary Cole, Veep

Guest Actress in a Comedy
Natasha Lyonne, Orange is the New Black
Uzo Aduba, Orange is the New Black
Laverne Cox, Orange is the New Black
Tina Fey, Saturday Night Live
Melissa McCarthy, Saturday Night Live
Joan Cusack, Shameless

Lead Actor in a Miniseries or Movie
Benedict Cumberbatch, Sherlock: His Last Vow
Chiwetel Ejiofor, Dancing on the Edge
Idris Elba, Luther
Martin Freeman, Fargo
Mark Ruffalo, The Normal Heart
Billy Bob Thornton, Fargo

Lead Actress, Miniseries or Movie
Helena Bonham Carter, Burton & Taylor
Minnie Driver, Return to Zero
Jessica Lange, American Horror Story: Coven
Sarah Paulson, American Horror Story: Coven
Cicely Tyson, The Trip to Bountiful
Kristen Wiig, The Spoils of Babylon

Supporting Actor in a Miniseries or Movie
Colin Hanks, Fargo
Jim Parsons, The Normal Heart
Joe Mantello, The Normal Heart
Matt Bomer, The Normal Heart
Alfred Molina, The Normal Heart
Martin Freeman, Sherlock: His Last Vow

Supporting Actress in a Miniseries or Movie
Angela Bassett, American Horror Story: Coven
Kathy Bates, American Horror Story: Coven
Ellen Burstyn, Flowers in the Attic
Frances Conroy, American Horror Story: Coven
Julia Roberts, The Normal Heart
Allison Tolman, Fargo

Outstanding Variety Series
The Colbert Report
The Daily Show
Jimmy Kimmel Live
Real Time with Bill Maher
Saturday Night Live
The Tonight Show Starring Jimmy Fallon

Outstanding Reality Competition Program
The Amazing Race
Dancing with the Stars
Project Runway
So You Think You Can Dance
Top Chef
The Voice

Outstanding Miniseries
American Horror Story: Coven
Bonnie & Clyde
Fargo
Luther
Treme
The White Queen

Outstanding TV Movie
Killing Kennedy
Muhammad Ali’s Greatest Fight
The Normal Heart
Sherlock: His Last Vow
The Trip to Bountiful

Writing For A Drama Series
Moira Walley-Beckett, Breaking Bad
Vince Gilligan, Breaking Bad
David Benioff, Game of Thrones
D.B. Weiss, Game of Thrones
Beau Willimon, House of Cards
Nic Pizzolatto, True Detective

Directing For A Drama Series
Tim Van Patten, Boardwalk Empire
Vince Gilligan, Breaking Bad
David Evans, Downton Abbey
Neil Marshall, Game of Thrones
Carl Franklin, House of Cards
Cary Joji Fukunaga, True Detective

Writing For A Comedy Series
David Crane & Jeffrey Klarik, Episodes
Louis C.K., Louie
Alec Berg, Silicon Valley
Liz Friedman & Jenji Kohan, Orange is the New Black
Simon Blackwell, Tony Roche & Armando Iannucci, Veep

Directing For A Comedy Series
Iain B. MacDonald, Episodes
Louis C.K., Louie
Gail Mancuso, Modern Family
Jodie Foster, Orange is the New Black
Mike Judge, Silicon Valley

Writing For A Miniseries, Movie Or A Dramatic Special
Brad Falchuk, American Horror Story: Coven
Neil Cross, Luther
Noah Hawley, Fargo Larry Kramer, The Normal Heart
Steven Moffat, Sherlock: HIs Last Vow
David Simon & Eric Overmyer, Treme

Directing For A Miniseries, Movie Or A Dramatic Special
Alfonso Gomez-Rejon, American Horror Story: Coven
Adam Bernstein, Fargo
Colin Bucksey, Fargo
Stephen Frears, Muhammad Ali’s Greatest Fight
Ryan Murphy, The Normal Heart
Nick Hurran, Sherlock: His Last Vow

Outstanding Variety Special
AFI Life Achievement Award: A Tribute To Mel Brooks
The Beatles: The Night That Changed America
Best Of Late Night With Jimmy Fallon Primetime Special
Billy Crystal: 700 Sundays
The Kennedy Center Honors
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Bengi

giovedì 28 febbraio 2013

Film 512 - Django Unchained

Io non lo volevo neanche vedere, a dire il vero.


Film 512: "Django Unchained" (2012) di Quentin Tarantino
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Marco, Andrea
Pensieri: E allora com'è questo "Django Unchained"? Bello!
E chi se lo sarebbe aspettato che mi sarei davvero goduto con piacere l'ultima fatica di Tarantino? Io no di certo. In generale non sono un suo fan - nel senso che non lo osanno né lo critico -, trovo che Jamie Foxx come attore sia decisamente sopravvalutato e questo tanto lodato sodalizio-bis con Christoph Waltz non mi convinceva del tutto. Dov'era la fregatura?
Di fatto non c'è. O meglio, se la vogliamo cercare, l'unica che potrei citare è legata al fatto che la pellicola è lunghissima (165 minuti!) e ci sono almeno un paio di volte in cui sembrerebbe arrivare un finale, che però, in realtà non arriva. E alla lunga si accusa il colpo.
Ma, a parte questo, l'vventura di Django mi è piaciuta. Inaspettatamente.
Non amo i western, ma comunque questa è una rivisitazione per niente faticosa da sopportare, il ritmo tiene e certi momenti di tensione sono davvero resi benissimo. In particolare la performance di DiCaprio al momento della cena, quando ormai ha scoperto che lo stanno truffando, è qualcosa di pazzesco: per tutta la durata della scena si vive con l'ansia nell'attesa per ciò che inevitabilmente succederà. Leonardo DiCaprio è davvero un bravo attore e questo ruolo gli rende pienamente giustizia. Almeno la nomination all'Oscar gliela potevano dare (l'hanno data a De Niro per "Il lato positivo" che è quasi un insulto).
Altrettanto riuscito il personaggio di Christoph Waltz (che sarà non protagonista per l'Academy, ma recita per almeno due ore di film), divertente, letale e ben recitato. Aiuterà Django/Jamie Foxx nel suo cammino verso la vendetta diventandone quasi un amico. Waltz è a suo agio nei panni del dentista Dr. King Schultz, e si vede! Ritengo che l'Oscar se lo sia meritato.
L'insieme mixato di elementi che Tarantino tira fuori questa volta funziona piuttosto bene, riuscendo sia nell'omaggio sia nel ricreare qualcosa di proprio che abbia un valore e un'identità tanto originali da risultare interessanti da vedere. C'è tanta violenza, come al solito, momenti che tendono allo splatter, tanti cameo (Franco Nero, Don Johnson, Jonah Hill, Amber Tamblyn e Tarantino stesso), una scena di nudo di Foxx, un Samuel L. Jackson invecchiatissimo in un ruolo infimo e spregevole, musiche belle e usate con cura, scene architettate ad arte per impressionare, mettere ansia o lasciare lo spettatore nell'attesa di sapere cosa accadrà dopo... e tanto, tanto altro ancora.
Ora, ripeto, io non sono un particolare estimatore di Quentin Tarantino (di suo ho visto solo "Pulp Fiction", "Four Rooms", i due "Kill Bill" e "Bastardi senza gloria"), ma questo "Django Unchained" me lo sono proprio goduto. Piaciuto!
Film 512 - Django Unchained
Film 1095 - Django Unchained
Film 1607 - Django Unchained
Consigli: Una delle migliori pellicole che hanno concorso all'Oscar quest'anno! Due statuette vinte (Christoph Waltz e Quentin Tarantino, la seconda per entrambi) e un incasso al botteghino mondiale di $380,448,000. Tarantino è in forma più che mai e questa pellicola lo dimostra ampiamente. Da vedere.
Parola chiave: Broomhilda von Schaft .

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi