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sabato 9 novembre 2024

Film 2318 - The Crucible

Intro: Tra una decina di giorni sarò a Salem, in Massachusetts, per cui quando Michael ha suggerito di vedere questo film mi è sembrata una scelta molto appropriata.

Film 2318: "The Crucible" (1996) di Nicholas Hytner
Visto: dal computer
Lingua: inglese
Compagnia: Michael
In sintesi: non il film che mi aspettavo, comunque un titolo sufficientemente interessante.
Ho trovato la prima parte un po' lenta e faticosa da seguire, ma quando finalmente la storia ingrana e i processi contro le streghe cominciano, "The Crucible" rivela finalmente il suo lato più intrigante. Ci vuole un po' per arrivarci, il che spezza il ritmo della narrazione, anche se alla fine ne vale la pena. Forse avrei preferito un prodotto un po' più "dinamico" (le 2 ore di durata si sentono).
Molto interessante l'aspetto sociale della vicenda, con il gruppo di ragazze - guidate da una spiritata Winona Ryder - che mette a ferro e fuoco la città di Salem, il tutto per cercare di distogliere l'attenzione dal proprio "crimine" (aver ballato nella foresta e lanciato qualche incantesimo d'amore) all'epoca giudicato segno di inequivocabile stregoneria. Per coprire le proprie tracce il gruppo punterà il dito contro altre donne del villaggio, fino ad arrivare alla moglie di Daniel Day-Lewis che sarà inevitabilmente messa a processo. Ed è qui che la storia prende vita.
Appunto, ci vuole un bel po' per arrivare al fulcro della vicenda, ma quando finalmente ci si arriva, il racconto si rianima anche grazie a due performance particolarmente riuscite, quelle di Paul Scofield e Joan Allen.
A tratti mi ha ricordato "La lettera scarlatta", anche se questo film presenta un tono decisamente più serio. Scritto da Arthur Miller sulla base della sua opera teatrale omonima.
Cast: Daniel Day-Lewis, Winona Ryder, Paul Scofield, Joan Allen, Bruce Davison, Rob Campbell, Jeffrey Jones, Peter Vaughan, Frances Conroy.
Box Office: $7.3 milioni
Vale o non vale: Gigantesco flop commericale (solo produrre questa pellicola è costato 25 milioni di dollari), "The Crucible" non è sicuramente un film per tutti, ma nondimeno un prodotto con alcune evidenti qualità. Anche se racconta dei processi per stregoneria tenuti a Salem durante il '600, decisamente non il classico titolo di Halloween.
Premi: Candidato a 2 premi Oscar per Miglior attrice non protagonista (Joan Allen) e sceneggiatura non originale. 1 nomination ai BAFTA per Miglior sceneggiatura non originale e 1 vittoria per Paul Scofield come miglior attore non protagonista. 2 candidature ai Golden Globes per Miglior attrice non protagonista (Allen) e attore non protagonista (Scofield). in concorso a Berlino 1997.
Parola chiave: Trial.
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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 30 luglio 2024

Film 2302 - The Craft

Intro: Weekend casalingo (tanto pioveva, sai che novità) all'insegna di non uno, non due, ma bensì tre film. Eccoci al terzo e ultimo titolo.

Film 2302: "The Craft" (1996) di Andrew Fleming
Visto: dalla tv
Lingua: inglese
Compagnia: Michael
In sintesi: avevo sempre sentito parlare di questo film, ma non c'era mai stata l'occasione giusta di recuperarlo. Essendo nel catalogo di Amazon Prime, abbiamo deciso di recuperarlo domenica per pranzo.
Onestamente non sapevo cosa aspettarmi, immaginavo "The Craft" potesse essere una sorta di incrocio tra "Practical Magic", "Sabrina the Teenage Witch" e "Clueless" e, in effetti, tutto sommato delle somiglianze ci sono anche. In realtà, però, il film è molto più cupo e anche se qualche momento più prettamente da commedia c'è, in generale il tono è sempre piuttosto serioso e a tinte horror, che non mi aspettavo. Il risultato finale, però, ammetto che non mi abbai convinto.
Innanzitutto, ho trovato l'interpretazione di Fairuza Balk abbastanza irritante. Sopra le righe, esagerata e sempre incazzata, la sua Nancy è la leader di un gruppo di giovani streghe per cui si fatica davvero a provare ogni sorta di simpatia, anche una volta scoperte le difficile dinamiche familiari che giustificano il suo animo ribelle. Per carenza di un'altra espressione, l'ho trovata antipatica.
Il resto del gruppo è così così: Bonnie (Neve Campbell) cambia completamente personalità tra la prima e la seconda parte del film, Rochelle (Rachel True) potrebbe non esserci che è uguale, mentre la protagonista Sarah (Robin Tunney) è lessa come pochi o, per meglio dire, manca di carisma. Senza contare che, inseme, il gruppo presenta una vena di cattiveria (anche tra le stesse ragazze) fine a se stessa che alla lunga infastidisce, proprio perché per la maggior parte del tempo ingiustificata.
Insomma, anche se certo non mi aspettavo un capolavoro, mi ero immaginato un prodotto diverso, una pellicola dalle atmosfere più leggere e i toni certamente più spensierati e divertiti. Non che l'elemento dark sia il problema naturalmente, ma considerato quanto si prende sul serio la storia, il risultato davvero non è granché.
Cast: Fairuza Balk, Robin Tunney, Neve Campbell, Rachel True, Skeet Ulrich, Christine Taylor, Breckin Meyer, Brenda Strong.
Box Office: $55.6 milioni
Vale o non vale: "The Craft" ha la nomea di film di cult, ma non credo che tutti lo descriverebbero in questo modo. E' un po' datato su alcune tematiche, ha un vibe molto vintage (che personalmente apprezzo molto), ma manca di quel tono spassoso che forse l'avrebbe reso più digeribile. Si lascia vedere, ma sicuramente non un titolo da recuperare a tutti i costi.
Premi: Vincitore dell'MTV Movie + TV Awards per Best Fight (For the two witches knife fight between Fairuza Balk and Robin Tunney).
Parola chiave: Manon.
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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 18 ottobre 2022

Film 2140 - Hocus Pocus 2

Intro: Non che ci fosse davvero bisogno di un sequel, ma la Disney è sicuramente stata in grado di creare la giusta dose di attenzione rispetto a questo progetto che, appena uscito, non ho mancato id recuperare all'istante.

Film 2140: "Hocus Pocus 2" (2022) di Anne Fletcher
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Ciarán
In sintesi: se il film è stato reso disponibile sulla piattaforma Disney+ il 30 settembre, io e Ciarán ce lo siamo visti esattamente un giorno dopo perché, diciamocelo, visto il magnifico trio, questo era decisamente il titolo "gay" della stagione. Bette Midler, Sarah Jessica Parker e Kathy Najimy tornano ad interpretare le sorelle Sanderson e, bisogna concederglielo, sono davvero in formissima (oltre che un trio davvero affiatato). Non fosse per loro, ovviamente, un prodotto come "Hocus Pocus 2" meriterebbe ben poca attenzione.
In effetti, va detto, il film non è davvero niente di che e anche se tenta di aggiornare il proprio racconto adattandolo all'audience contemporanea, il confronto con l'originale è decisamente inferiore. Godibile, per carità, ma "Hocus Pocus" non si batte.
Quindi, per quanto davvero non ci fosse bisogno di un secondo appuntamento a Salem, l'effetto nostalgia sicuramente la fa da padrone e ci riporta - a chi nel '93 aveva già la capacità di intendere e di volere - a quelle atmosfere da film Disney anni '90 che è davvero impossibile replicare o ricreare oggi. Il che non è necessariamente un male, anche se fa un po' effetto pensare che siano passati 29 anni dall'uscita del primo iconico capitolo. Il tempo vola, come le sorelle Sanderson sulle loro scope. A una prossima avventura?
Film 1435 - Hocus Pocus
Film 2140 - Hocus Pocus 2
Cast: Bette Midler, Sarah Jessica Parker, Kathy Najimy, Sam Richardson, Doug Jones, Whitney Peak, Belissa Escobedo, Tony Hale, Hannah Waddingham.
Box Office: /
Vale o non vale: I fan dell'originale apprezzeranno questo ritorno a Salem in grande stile, sopratutto grazie alle magnifiche Midler, Parker e Najimy che, anche in questa seconda occasione, riescono a rendere iconico il trio di streghe. Il film, diciamocelo pure, funziona solo grazie a loro. Il resto è contorno e ce ne frega il giusto. Ma è poi così che doveva essere, per cui non ci stupiamo di niente e ringraziamo Disney che ci ha concesso il bis.
Per chi non avesse apprezzato il primo capitolo - o chi fosse alla ricerca di un film di Halloween ben più spaventoso - decisamente meglio cercare altrove.
Premi: /
Parola chiave: Candela.
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#HollywoodCiak
Bengi

domenica 1 novembre 2020

Film 1943 - The Witches

Intro: Uno dei pochissimi eventi cinematografici di questo 2020 (anche se di fatto dirottato subito sullo streaming), questa pellicola non potevo perdermela!
Film 1943: "The Witches" (2020) di Robert Zemeckis
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: è da un po' che lo dico e lo devo ribadire anche con questo film: le storie di Robert Zemeckis sembrano presentare sempre la messa in scena di un unico elemento narrativo che, raggiunto il culmine (solitamente con un climax poco soddisfacente), lascia la storia senza altro da dire. "The Witches" non si sottrae a questa casistica.
La spaventosa congrega di streghe a caccia di bambini è presentata in pompa magna, tra ranghi militari, vestiti bellissimi e strambe malformazioni ma, di fatto, marciano monotono verso un destino prevedibile che lascia lo spettatore con una marea di domande. Essendo così letali e temibili, perché invece di partecipare alla "convention" per un'interminabile parte di film non escono a racimolare i bambini sulla spiaggia? Perché li trasformano in animali invece di farli sparire o mangiarseli? Perché nessuno si meraviglia delle bizzarre cicatrici sul volto di Anne Hathaway? Perché la nonna Octavia Spencer (nonna?! Non c'era nessun'altra attrice sopra i 50 anni che potesse interpretare questa parte?) sa tutto sulle streghe, ma quando un'intera congrega si insedia nell'hotel dove si è rifugiata con il nipote non è in grado di individuarne nemmeno una? Perché la topolina Daisy, in realtà un'altra bambina trasformata, evita di parlare fin quando anche il protagonista non viene trasformato considerando che la nonna è una guaritrice perfettamente a conoscenza del mondo magico, ergo nessuno si stupirebbe di un topo parlante? Perché metà di questo film è la copia di "Ratatouille" e l'altra metà sembra "La morte ti fa bella"?!
Insomma, le domande non mancano e, come è facile intuire, le risposte non ci sono. E' ovvio che si tratta di una storia per bambini - da un racconto di Roald Dahl già adattato per il grande schermo nel 1990 e con Anjelica Huston come protagonista - per cui non ci si poteva aspettare sanguinosa violenza, eppure si sarebbe potuto fare molto di più a partire dall'atmosfera. In un mix di indecisione tra commedia non ben riuscita e qualche accenno di paura, merito del buon lavoro di Hathaway - il cui accento è però difficile da tollerare alla lunga - questa storia non riesce mai davvero ad andare oltre le belle scenografie e i bei costumi (di Joanna Johnston), il tutto per neanche due ore di banale intrattenimento per famiglie che ricorda tante cose già viste, ma si dimentica di concentrarsi su possibili nuovi elementi da mettere in gioco (e non solo gli effetti speciali!). E, diciamocelo, la delusione infinita che non è scoprire (spoiler!) che i tre topini non saranno trasformati di nuovo in bambini! Senza contare che sono tutti felici e contenti nella consapevolezza che al protagonista, nelle fattezze animali, rimangono pochissimi anni da vivere... Mah!
Cast: Anne Hathaway, Octavia Spencer, Stanley Tucci, Chris Rock, Jahzir Bruno, Kristin Chenoweth, Codie-Lei Eastick.
Box Office: $4.8 milioni (ad oggi)
Vale o non vale: La produzione contava probabilmente su un traino incentivato dal periodo pre-Halloween, però non si può proprio dire che questa sia una storia di terrore. La verità è che, in generale, non si capisce proprio che cosa ci voglia raccontare Zemeckis (in coppia con Guillermo del Toro alla sceneggiatura e produzione) e lo si capisce dalla mancanza di un target di riferimento ben definito: non è un film per bambini, non è un film per adulti. Forse è solo un gran pastrocchio. Poi, per carità, "The Witches" si lascia vedere e presenta un certo senso estetico piacevole, però nel complesso si poteva fare molto, molto di più.
Premi: /
Parola chiave: Pozione.
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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 19 agosto 2020

Film 1909 - Suspiria

Intro: A Pasqua con Erika abbiamo visto l'originale proprio per preparaci alla visione di questo remake. Che, diciamocelo, è più che altro un omaggio.
Film 1909: "Suspiria" (2018) di Luca Guadagnino
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: Erika
In sintesi: onestamente non capisco che percorso stia facendo guadagnino e cosa voglia raccontare. "Io sono l'amore" è stato un colpo di fulmine, "Call Me by Your Name" una storia che ho imparato ad apprezzare e capire, mentre questo "Suspiria" mi ha disorientato.
Avendo visto poco prima l'originale di Dario Argento, la mia aspettativa si basava sul fatto che la storia qui avrebbe ricalcato quella del 1977, ma mi sbagliavo: la pellicola di Guadagnino parte dal presupposto di Argento e Nicolodi (scuola di ballo e congrega di streghe) per poi prendere tutt'altra direzione e arrampicarsi per scene splatter, danze erotiche e una divisione in capitoli di una pesantezza che non mi aspettavo. Insomma, la storia prende in prestito alcuni elementi per poi decidere di dirigersi altrove. Il che di per sé non sarebbe assolutamente un problema, non fosse che si decidere di mettere in scena un remake quando, a mio avviso, sarebbe bastato dirigere semplicemente un nuovo film.
"Suspiria" di Guadagnino non mi ha fatto impazzire, lo devo ammettere, nonostante un'evidente appeal stilistica che pervade tutta la produzione e che ho trovato in linea con il progetto: i colori, le atmosfere, le musiche, le scenografie si sposano alla perfezione con la storia ambientata nella Berlino del '77 (durante il cosiddetto Autunno tedesco) e i costumi della scena del ballo finale forniscono un ottimo contrasto con tutto ciò che la scuola Markos Tanz ha rappresentato fino a quel momento. La sensualità della danza e l'occhio invadente della telecamera, insieme a un montaggio ben realizzato, sono un aiuto prezioso a contrastare quei momenti più soporiferi che di quando in quando prendono il sopravvento durante le 2 ore e mezza abbondati di durata.
Per il resto "Suspiria" rimane incastrato tra le varie anime che sembra voler a tutti i costi ricoprire, un po' remake, un po' horror, un po' thriller, un po' film impegnato, un po' pellicola sulla danza d'avanguardia, un po' spettacolo per gli occhi (dico solo che Tilda Swinton qui interpreta 3 ruoli e vi sfido a riconoscerli tutti!). Avessero intrapreso qualche percorso in meno, forse il risultato finale sarebbe stato più riuscito e meno pesante. O tutta un'altra storia.
Cast: Dakota Johnson, Tilda Swinton, Mia Goth, Angela Winkler, Ingrid Caven, Elena Fokina, Sylvie Testud, Renée Soutendijk, Christine LeBoutte, Fabrizia Sacchi, Małgosia Bela, Jessica Harper, Chloë Grace Moretz.
Box Office: $7.7 milioni
Vale o non vale: Nonostante il disastroso esito al botteghino (il film è costato 20 milioni di dollari solo per realizzarlo), bisogna dire a favore di questa pellicola che il risultato finale, se si considerano aspetti più tecnici come make-up, effetti speciali e costumi, è piuttosto ragguardevole. Sicuramente Guadagnino ha una sua estetica precisa che prende forma di volta in volta differentemente in ogni suo progetto - un aspetto che trovo molto interessante - e anche qui ogni immagine è ben studiata, ogni inquadratura pensata come parte di un insieme.
Detto ciò, rimane il fatto che "Suspiria" sia troppo lungo, spesso troppo lento e a tratti difficile da decifrare. Sicuramente non una scelta per ogni occasione, certamente non un titolo dell'orrore convenzionale. Quindi, choose wisely.
Premi: Candidato al Grammy per Best Song Written for Visual Media ("Suspirium" di Thom Yorke). Candidato a 6 David di Donatello per Miglior scenografo, truccatore, acconciatore, effetti speciali, canzone e musicista (Thom Yorke). In concorso a Venezia 75 per il Leone d'Oro, ha vinto il Premio Soundtrack Stars per la Miglior canzone originale e il premio La Pellicola d'Oro per gli effetti speciali.
Parola chiave: Voto.

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Bengi

giovedì 9 novembre 2017

Film 1435 - Hocus Pocus

Si avvicinava Halloween e, soprattutto, era una vita che volevo vedere di nuovo questo film. In effetti ci avevo provato qualche anno fa ad un'ora improbabile, per cui mi ero semplicemente addormentato a metà storia. poi, come al solito, Netflix...

Film 1435: "Hocus Pocus" (1993) di Kenny Ortega
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: In questo tipo di film con incantesimi e streghe non c'è niente da fare, i genitori non servono mai a una mazza. Non so bene perché questo sia stato uno dei primi pensieri balenatomi in testa ripensando alla visione di questo supercult di Halloween che da così tanto tempo aspettavo di rivedere. Ovviamente da ragazzino avevo già visto il film, ma ogni tanto è piacevole rinfrescarsi la memoria soprattutto perché, come al solito, non mi ricordavo praticamente nulla.
"Hocus Pocus" è ancora bloccato a una comicità e messa in scena da inizio anni '90 e più che nasconderlo ne fa un vanto, forse motivo per cui all'epoca non fu un gran successo di critica e pubblico; col passare del tempo, però, è riuscito a riscattarsi grazie all'humor un po' kitsch e una banda di cattive idiote e ridicole quanto basta ad essere amorevolmente più simpatiche dei personaggi buoni - tranne Thora Birch che è un amore in ogni scena -, tanto che vorresti riuscissero a tramutare l'incantesimo per una notte, nella agogna, irreversibile promessa di un futuro senza tempo o invecchiamento. Insomma, si tifa per loro. E invece no, le streghe vengono sconfitte e la moderna Salem torna alla sua normalità.
Poco male, si sa fin dall'inizio quale sarà il percorso obbligato di questa storia, tanto che è naturalmente il viaggio ciò che ci porta a dare valore alla scelta di vedere questa pellicola.
Come in una profetica e molto più bianca versione delle Destiny's Child, il trio delle sorelle Sanderson è capitanato da una Bette Midler in formissima e scatenata tra incantesimi, voli a cavallo di scope, numeri musicali da vera lead singer e acconciature a dir poco originali. Per non allontanarci dal parallelismo musicale, Sarah Jessica Parker e Kathy Najimy sono due perfette coriste che, con molte battute in meno e un'attitudine al rimbambimento cerebrale molto più spiccata, fanno da ottime spalle alla vera ed unica protagonista del film. Ma va bene così, insieme le tre attrici funzionano alla grande e sono il motore di una trama altrimenti troppo banale e sciatta per raggiungere un risultato anche solo vagamente sufficiente. Senza di loro "Hocus Pocus" non sarebbe stato lo stesso.
Dunque una pellicola facile facile, ma non per questo spiacevole; anzi, non manca l'intrattenimento oltre che una certa dose di meraviglia rispetto ad effetti speciali che ho trovato sorprendentemente (e inaspettatamente) riusciti. Un piccolo classico per tutta la famiglia che, a 24anni di distanza riesce ancora ad intrattenere piacevolmente.
Film 1435 - Hocus Pocus
Film 2140 - Hocus Pocus 2
Cast: Bette Midler, Sarah Jessica Parker, Kathy Najimy, Omri Katz, Thora Birch, Vinessa Shaw, Doug Jones.
Box Office: $39.5 milioni
Consigli: Da vedere almeno una volta nella vita, non tanto perché sia un capolavoro, quanto perché nel tempo è riuscito a mantenersi un prodotto simpaticamente nostalgico, oltre che riuscire a presentare tre protagoniste francamente indimenticabili. La storia di per sé non è nulla di che, ma nell'insieme "Hocus Pocus" è il titolo perfetto per riunire tutta la famiglia, meglio se ad Halloween...
Parola chiave: Candela.

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Bengi

martedì 24 ottobre 2017

Film 1425 - Practical Magic

Cambiamo registro, almeno un po'. Perché se anche si tratta di un titolo principalmente romantico, qualche elemento horror rimane. E comunque grazie Netflix che da quando sono in Australia riesce a provvedere alle mie necessità di continui e sempre nuovi contenuti. Santo subito.

Film 1425: "Practical Magic" (1998) di Griffin Dunne
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Lo devo dire? Me lo ricordavo più bello. Sarà che l'ho visto da ragazzino e forse neanche così attentamente, di fatto legavo "Practical Magic" ad un'esperienza più positiva che solo parzialmente si è riconfermata. Mi piacciono le protagoniste e il fascino semplice del racconto su streghe e pozioni per il grande pubblico, ma una volta andati oltre questi aspetti rimane un filmetto un po' privo di brio e carisma con una storia potenzialmente intrigante giocata, però, solo sul confronto tra le due sorelle Bullock e Kidman che alla lunga perde di appeal. Anche l'altro tema centrale, l'amore, finisce per ricadere nei generi cliché del principe azzurro nonostante tutte le premesse della storia vorrebbero suggerire un background più non convenzionale e libero da precedenti canoni. Si sa, ci mancherebbe, che questo tipo di pellicola è presente sul mercato per vendere, quindi non mi aspettavo certo un prodotto fuori dal comune o addirittura un piccolo gioiello cinematografico, ma non per questo la delusione legata fondamentalmente alla mancanza di personalità della storia è stata meno cocente.
Detto questo, "Practical Magic" rimane un film di facile intrattenimento con lieto fine - e non poche morti per essere una commedia romantica - che preso per quello che è può avere una certa dose di fascino e le quattro protagoniste Bullock, Kidman, Wiest e Channing sono particolarmente azzeccate e aiutano non poco a personalizzare e caratterizzare una trama altrimenti difficile da distinguere dalle tante altre simili già raccontate.
Cast: Sandra Bullock, Nicole Kidman, Dianne Wiest, Stockard Channing, Aidan Quinn, Goran Visnjic, Evan Rachel Wood, Margo Martindale, Chloe Webb, Camilla Belle.
Box Office: $68,097,643
Consigli: Tratto dall'omonimo romanzo di Alice Hoffman, il film fu un cocente flop al botteghino mondiale (75 milioni di dollari per produrlo). Al di là di questo, si tratta di un prodotto innocuo -forse solo inusualmente un po' troppo incentrato sulla morte - buono per una serata in cui non si richiedano sforzi mentali. Ha alcuni buoni momenti e presenta un buon cast tutto al femminile veramente azzeccato.
Parola chiave: Maledizione.

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Bengi

mercoledì 2 dicembre 2015

Film 1041 - The Last Witch Hunter - L'ultimo cacciatore di streghe

Cinema pre-discoteca e tutto molto improvvisato e divertente!

Film 1041: "The Last Witch Hunter - L'ultimo cacciatore di streghe" (2015) di Breck Eisner
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Leo
Pensieri: Questa pellicola mi incuriosiva per una serie di elementi, il principale dei quali era capire quanto boiata potesse essere. Francamente sono rimasto sorpreso in positivo perché, pur essendo una scemenza, riesce ad intrattenere egregiamente lo spettatore. Per cui, non avendo grosse pretese e cercando precisamente una distrazione da fine settimana, "The Last Witch Hunter - L'ultimo cacciatore di streghe" è stata una perfetta scelta.
Temporalmente si spazia nei secoli dei secoli, a livello di temi cardine si chiamano in ballo perfino le streghe e, neanche a dirlo, il protagonista è tutto d'un pezzo, forzutissimo, dall'animo nobile e... gli hanno sterminato la famiglia. Ora io non so bene perché questi uomini granitici dal bicipite facile per essere tali debbano sopportare la grande prova dell'uccisione parentale, rimane il fatto che solitamente per essere senza macchia e senza paura sta piaga ti tocca. Sarà che rende più desiderosi di vendetta e quindi motivati?
In ogni caso questa storia racconta dell'immortale Kaulder (Vin Diesel) che, maledetto da una strega in fin di vita, ai giorni nostri risulta al servizio dell'"Ascia e la Croce", un ordine sacro che si occupa del controllo delle streghe a cui ora è stata concessa la possibilità di autogovernarsi. Aiutato nei secoli dalla figura del "Dolan", un prete che lo assiste nella caccia (qui prima Michael Caine, poi rimpiazzato da Elijah Wood che lo succede), il nostro eroe che non invecchia mai si troverà a dover affrontare nuove (o vecchie?) minacce che potrebbero portare, nemmeno a dirlo, alla fine del mondo.
Insomma, pur essendo evidente che non stiamo parlando di un capolavori né di alcunché di originale, ho comunque trovato "The Last Witch Hunter" soddisfacente e divertente, per nulla noioso. Gli effetti speciali aiutano abbastanza a rendere il tutto gradevole e ben fatto, Diesel ci mette physique du rôle e faccia da schiaffi e - a me particolarmente gradito - ci sono Wood e l'ex ragazza dei bruti de "Il Trono di Spade" Rose Leslie. Dunque un buon mix di cast, storia sciocchina e spensierata e risultato finale non male.
Cast: Vin Diesel, Elijah Wood, Rose Leslie, Julie Engelbrecht, Michael Caine, Ólafur Darri Ólafsson, Lotte Verbeek.
Box Office: $105.3 milioni
Consigli: Titolo senza pretese, è una buona scelta per una sera spensierata di relax e intrattenimento puro. Azione ed effetti speciali aiutano una trama non certo innovativa a raccontare una storia che si guarda volentieri e senza rimorsi. Certo, una volta finito il film lo si dimentica come niente, ma almeno si passano un paio d'ore senza pensieri e, non è poco, non ci si pente della scelta.
Parola chiave: Cuore.

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Bengi

martedì 25 marzo 2014

Film 686 - Hansel & Gretel - Cacciatori di streghe

Me l'ero perso quando è uscito e, in questi giorni frenetici e con poco tempo a disposizione questo film mi è sembrato un ottimo compromesso.

Film 686: "Hansel & Gretel - Cacciatori di streghe" (2013) di Tommy Wirkola
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Cercavo un degno compagno di pranzo, privo di drammi, complicazioni e temi importanti e l'ho trovato. Botte, magia, streghe, splatter, parolacce e sparatorie come se piovessero, ovvero "Hansel & Gretel: Witch Hunters": una tamarrata che, se non si cercava altro, è un prodotto assolutamente fedele alle aspettative ludico-ricreative.
Bene Jeremy Renner nel ruolo di Hansel, meno bene e più insolita nei panni aderenti di paladina della caccia alle streghe Gemma Arterton che è una Gretel un po' inespressiva e troppo patinata. Benissimo - ma non che mi aspettassi il contrario - Famke Janssen nei panni dell'arrabbiatissima strega Muriel, una che se ti deve uccidere non ci sta a pensare su troppo tempo (e ho apprezzato).
Nel complesso, quindi, questo nuovo piglio fantasy-horror (a cui è giunta abbondate dose di azione) che ha coinvolto i fratelli Hansel e Gretel mi ha soddisfatto e, anzi, devo dire che mi ha anche sorpreso per quanto riguarda certe immagini sanguinolente e un nudo quasi integrale, oltre che un linguaggio spesso volgare utilizzato senza chiedere troppo scusa.
Chiaramente approfondimenti o veridicità storiche non sono in alcun modo aspetti curati dalla trama, che si concentra solo nel rendere quanto più truce possibile le morti delle streghe o i combattimenti che prendono luogo come niente durante tutta la durata del film. Nell'insieme è chiaramente una boiata senza capo né coda, bisogna dirlo, ma se si cerca puro divertimento spegni-cervello è certamente un titolo funzionalissimo allo scopo. Niente di più.
Box Office: $225,703,475
Consigli: Nonostante i critici lo abbiano ampiamente criticato, il risultato al botteghino mondiale ha convinto i produttori a mettere in cantiere un sequel per il prossimo futuro (ancora non si sa nulla). Per chi ama il cinema disimpegnato, di faciel e veloce consumo, pieno di effetti speciali e morti cruente, questa è certamente una pellicola da non perdere!
Parola chiave: Luna di Sangue.

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Bengi