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venerdì 13 settembre 2024

Film 2306 - Thanksgiving

Intro: Lo volevo vedere al cinema l'anno scorso, poi per un motivo o per un altro non ero riuscito e, col passare del tempo, mi sono dimenticato di questo film. L'altro giorno mi è tornato in mente e mi sono finalmente deciso a vederlo.

Film 2306: "Thanksgiving" (2023) di Eli Roth
Visto: dal computer
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: per quanto questo film sia decisamente più violento e gore, c'è qualcosa di "Thanksgiving" che mi ha ricordato "I Know What You Did Last Summer". Non so dire cosa di preciso, ma l'atmosfera di entrambi mi è sembrata simile.
A parte questo, comunque, non esattamente un capolavoro, ma godibile in ogni caso. La premessa è più assurda del solito e il collegamento tra il killer e il motivo delle sue azioni è un plot twist che arriva decisamente inaspettato - anche se dopo un po' si può immaginare chi ci sia sotto la maschera - in ogni caso il grande pregio di "Thanksgiving" è che promette e mantiene: sai cosa aspettarti e la storia, in questo senso, non delude.
Poi, non il mio horror preferito, ma va anche bene così.
Cast: Patrick Dempsey, Addison Rae, Milo Manheim, Jalen Thomas Brooks, Nell Verlaque, Rick Hoffman, Gina Gershon.
Box Office: $46.6 milioni
Vale o non vale: Per chi ama le pellicole slasher, sicuramente un prodotto che non delude. Anche i fan degli horror dovrebbero apprezzare, il film ha un buon ritmo e i vari omicidi si susseguono senza sosta, in maniere piuttosto creative, tra l'altro. Per tutti gli altri, secondo me un titolo evitabile.
Premi: /
Parola chiave: Black Friday.
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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 28 dicembre 2020

Film 1763 - With Honors

Intro: Non so come finito sulle tracce di questa pellicola, ma appena ne sono venuto a conoscenza ho voluto recuperarla!
Film 1763: "With Honors" (1994) di Alek Keshishian
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: film piacevole di cui non avevo mai sentito parlare prima, "With Honors" racconta fondamentalmente due storie allo spettatore moderno.
La prima è quella ovvia dell'amicizia compassionevole che nasce tra uno studente universitario e un barbone, quella sorta di feel-good-story che tenta di farci credere che il giovanotto viziato di Harvard è capace anche di commettere buone azioni quando ricattato da un senzatetto che tiene in ostaggio la sua tesi.
La seconda storia riguarda la tesi stessa, ovvero la fatica e l'incertezza connesse al medium cartaceo, effimero supporto di quella tecnologia antiquata che per secoli ha supportato il nostro sapere e ora risulta quasi più un nostalgico ricordo dei tempi che furono. O, per farla meno poetica: ma l'ansia di pensare che qualcuno possa letteralmente bruciare il lavoro di mesi di fatica e studio solo perché l'unica copia esistente della tua tesi è scritta su carta?! Per me, più che un comedy-drama generazionale questo "With Honors" è un thriller a tinte sadiche!
Sciocchezze a parte, premesso che la storia è un po' quello che è - realistica come un film di Tim Burton -, la pellicola riesce comunque a mettere a segno qualche punto importante, soprattutto grazie a una buona chimica tra i due protagonisti Pesci e Fraser e una certa nostalgia per quei prodotti anni '90 che ancora riuscivano a venderti con una sorta di credibilità l'idea della perfezione americana, costruita, pulita e maledettamente intrigante anche quando provava a raccontare una storia meno patinata del solito (per quanto la storia di un ricco ragazzo bianco che frequenta Harvard possa risultre meno plasticosa e glam...). Insomma, non dico che "With Honors" si sporchi le mani, ma sicuramente è meno banale di tutta una certa serie di prodotti con e per giovanotti in cerca di ispirazione che il cinema americano ha prodotto negli anni: non sarà un capolavoro, ma tutto sommato in generale funziona.
Cast: Joe Pesci, Brendan Fraser, Moira Kelly, Patrick Dempsey, Josh Hamilton, Gore Vidal.
Box Office: $20 milioni
Vale o non vale: Decisamente meno ispirato di "Dead Poets Society", ma con una sufficiente dose di idealismo per rendere credibile la storia di un'amicizia tra il privilegiato di Harvard e il barbone veterano della Marina Mercantile con asbestosi polmonare, "With Honors" è un prodotto decisamente meno famoso dei tanti altri con protagonisti giovanotti in cerca di ispirazione e futuro, ma che non ha nulla di meno rispetto ai più famosi titoli cui siamo abituati a pensare. Vedere (qui) per credere.
Premi: Candidato al Golden Globe e al Grammy per la Miglior canzone originale ("I'll Remember" cantata da Madonna).
Parola chiave: Tesi.
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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 23 novembre 2020

Film 1949 - Can't Buy Me Love

Intro: Grande ritorno al mio decennio di nascita per recuperare una pellicola di cui non avevo mai sentito parlare. Nientemeno che con un giovanissimo "Dottor Stranamore".
Film 1949: "Can't Buy Me Love" (1987) di Steve Rash
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: Patrick Dempsey un talento comico? Simpatico, sicuramente, anche se il suo personaggio Ronald Miller è un egocentrico arrapato che non esiterà a mettere chiunque da parte pur di raggiungere quella popolarità liceale cui l'americano medio parrebbe ricercare come valore di vita.
In questo senso, Cindy (Amanda Peterson), la ragazza che lo aiuta nella realizzazione del suo tanto agognato desiderio adolescenziale, è centomila anni luce più avanti di lui (l'avremmo mai detto?) in termini di maturità, consapevolezza di sé, obiettivi futuri e una certa dose di ibrido femminismo diluito in termini da commedia romantica adolescenziale, il che porta spesso a chiedersi come mai si stia seguendo il percorso narrativo di Ronald quando quello di Cindy è molto, molto più interessante. La risposta è presto detta: "Can't Buy Me Love" è una pellicola facile facile che intende(va) strappare qualche risata nel tentativo di mettere alla berlina e gli stereotipi nerd e quelli di popolarità. Il risultato finale ci riesce solo in parte, il fatto che Ronald rigetti tutto ciò che ha rappresentato la sua realtà fino a 5 minuti prima in nome dell'attenzione delle ragazze sexy la dice lunga su quale fosse la scala di valori veicolata all'epoca dai prodotti mainstream per ragazzi, dove bullizzare i meno popolari era considerata pratica necessaria per rimanere al top della gerarchia sociale scolastica. Non è certo colpa di questo film se gli elementi narrativi prediligono questa caratterizzazione del racconto, rimane solo un po' spiacevole da guardare al giorno d'oggi.
In generale, comunque, questo film ha un piglio piacevole e si riscatta attraverso il personaggio di Cindy e la giusta punizione inflitta al proprio protagonista, un giovanissimo Dempsey che sta perfettamente al gioco (ma quel taglio di capelli...!). Insomma, pur essendo più superficiale e meno commerciale di tanti altri prodotti similari, "Can't Buy Me Love" è stato comunque una piccola, tutto sommato simpatica sorpresa.
Cast: Patrick Dempsey, Amanda Peterson, Dennis Dugan, Tina Caspary, Seth Green, Sharon Farrell, Dennis Dugan.
Box Office: $31.6 milioni
Vale o non vale: Gli appassionati di film adolescenziali a tema romantico con annesso percorso di crescita (e un'ambientazione so 80s it will hurt your eyes) dovrebbero gradire il tono leggero e le scelte di cast francamente azzeccate (Seth Green era un bambino piuttosto inquietante). Non un capolavoro, ma una novantina di minuti che passano spensierati.
Premi: /
Parola chiave: Vestito.
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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 20 agosto 2019

Film 1652 - Enchanted

Intro: Curiosamente, oggi è il compleanno di Amy Adams, protagonista di questo film.
Film 1652: "Enchanted" (2007) di Kevin Lima
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: era da un po' che volevo rivedere questo film, principalmente perché non me lo ricordavo per niente; in più la presenza della mia sempre amata Amy Adams e del sequel già annunciato ("Disenchanted") mi hanno spinto a recuperarlo.
Devo dire che, in generale, questa pellicola è simpatica e veicola efficacemente il messaggio al contrario rispetto alle precedenti avventure Disney. Per quanto oggi sia diventato piuttosto usuale trovare eroine delle fiabe più interessate a cercare la loro strada che il loro principe azzurro, va detto che 12 anni fa la questione era ancora meno ordinaria. A parte questo, comunque, Adams sempre in parte - qui anche canterina - e James Marsden davvero divertente, mentre Dempsey, all'epoca in pieno furore "Grey's Anatomy", mi è parso un po' imbambolato. Grandissima Susan Sarandon.
Cast: Amy Adams, Patrick Dempsey, James Marsden, Timothy Spall, Idina Menzel, Susan Sarandon, Julie Andrews.
Box Office: $340.5 milioni
Vale o non vale: Piacevole, molto fiabesco e con numeri musicali ben pensati. Classica fiaba per famiglie, ma con un piglio decisamente più moderno.
Premi: Candidato a 3 Oscar, tutti nella categoria Miglior canzone originale ("Happy Working Song", "So Close", "That's How You Know"); due nomination ai Golden Globe per la Miglior canzone ("That's How You Know") e Miglior attrice protagonista commedia o musical per la Adams e 2 nomination ai Grammy per Best Song Written for Motion Picture, Television or Other Visual Media ("Ever Ever After", "That's How You Know").
Parola chiave: Happily ever after.

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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 23 maggio 2019

Film 1591 - Bridget Jones's Baby

Intro: Avevo voglia di farmi due risate e ricordavo che questa pellicola mi aveva particolarmente convinto a suo tempo. E poi sono sempre stato un fan di Renée Zellweger.
Film 1591: "Bridget Jones's Baby" (2016) di Sharon Maguire
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: continuo a trovarlo particolarmente riuscito e simpatico, specialmente per essere il terzo capitolo di un franchise cominciato 15 anni prima e il cui secondo capitolo era stato un totale disastro.
Film 850 - Il diario di Bridget Jones
Film 2260 - Bridget Jones's Diary
Film 857 - Che pasticcio, Bridget Jones!
Film 1231 - Bridget Jones's Baby
Film 1591 - Bridget Jones's Baby
Film 2360 - Bridget Jones: Mad About the Boy
Cast: Renée Zellweger, Colin Firth, Patrick Dempsey, Jim Broadbent, Gemma Jones, Emma Thompson, Sally Phillips, Shirley Henderson, James Callis, Sarah Solemani, Celia Imrie, Ed Sheeran.
Box Office: $212 milioni
Vale o non vale: Simpatico, spensierato e in linea con lo spirito del primo capitolo, ma perfettamente inserito nel contesto moderno, "Bridget Jones's Baby" è una commedia che riesce nel suo intento di intrattenere lo spettatore raccontando alcune delle nuove, incredibili avventure dell'impacciata Bridget Jones. E chi l'ha sempre amata troverà qui un perfetto esempio di come si possa riportare in vita un franchise senza per forza snaturarlo o rovinarlo.
Premi: /
Parola chiave: Sesso.

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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 1 dicembre 2016

Film 1249 - Scream 3

Halloween casalingo obbligato dall'imminente discussione della tesi, ci siamo dedicati al pseudo horror con momenti di satira teoricamente tagliente per continuare la saga, pur incapaci di trovare il secondo episodio (magicamente apparso su Netflix qualche giorno dopo...).

Film 1249: "Scream 3" (2000) di Wes Craven
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Non che il primo sia perfetto, ma di sicuro ha il suo perché. La saga di "Scream", del resto, ha inaugurato una nuova rotta per il genere horror, mischiando la mera violenza ad una punta humor capace di connotare il prodotto finale in maniera inequivocabile. Qui, giunti al terzo episodio, le cose sono un po' sfuggite di mano...
Sarà che abbiamo saltato il secondo appuntamento, di certo lo stacco tra primo - anche geniale se vogliamo - capitolo e questo "Scream 3" mi ha lasciato vagamente perplesso: come si è riusciti a passare da un horror che prende in giro il suo stesso genere mettendone alla berlina tutti quegli aspetti assurdi, oltre che criticando fortemente l'aggressività dei media, a questo surreale e insipido tentativo di replica della formula originale con, in aggiunta, un ulteriore sconvolgimento delle fantomatiche "regole di gioco"?
Forse schiavi della necessità di far emergere il surreale, la produzione ha in realtà creato essa stessa un prodotto schiacciato dal bisogno di percorrere le stesse tappe che teoricamente ci si propone di sbeffeggiare. Con l'agiunta della mancanza di regole che, in realtà, produce un effetto collaterale tremendo: non potendo conformarsi a niente di già prodotto o visto, si finisce per percorrere strade banali o poco interessanti (il tema del doppio è affrontato in maniera terribile), percorrendo una sorta di labirinto degli orrori del quale non si intravede l'uscita. Anche perché nemmeno il finalone riesce davvero a soddisfare lo spettatore, perplesso dall'impalcatura narrativa messa insieme per rendere accettabile una storia in realtà ormai esaurita da tempo.
Insomma, per quanto sembri sempre necessario concludere un filone arrivando al terzo capitolo, a mio parere di questo numero 3 non c'era alcun bisogno, figuriamoci del 4. "Scream" di per sé è stato un titolo spartiacque nel genere (e sottogeneri vari) dell'horror statunitense. I suoi sequel, invece, mi pare non avessero alcunché da aggiungere.
Film 1123 - Scream
Film 2057 - Scream
Film 2184 - Scream
Film 2414 - Scream
Film 1249 - Scream 3
Film 326 - Scream 4
Film 2091 - Scream
Film 2178 - Scream
Film 2179 - Scream VI
Film 2458 - Scream 7
Cast: David Arquette, Neve Campbell, Courteney Cox Arquette, Patrick Dempsey, Scott Foley, Lance Henriksen, Matt Keeslar, Jenny McCarthy, Emily Mortimer, Parker Posey, Deon Richmond, Patrick Warburton.
Box Office: $161.8 milioni
Consigli: Per carità, si tratta di una pellicola innoqua che sicuramente ha reso felici i fan della serie, ma se si è alla ricerca di un titolo dell'orrore qui siamo decisamente fuori strada. In ogni caso un cast particolarmente ricco di volti noti.
Parola chiave: Fratellastro.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 31 ottobre 2016

Film 1231 - Bridget Jones's Baby

Assolutamente imperdibile!

Film 1231: "Bridget Jones's Baby" (2016) di Sharon Maguire
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Gli americani non hanno particolarmente gradito il nuovo ritorno di Bridget Jones, ma io sì. Eccome.
Spassoso come non mai, divertente, ironico, pungente e dolcemente goffo grazie alla sua protagonista, questo "Bridget Jones's Baby" riporta sulla giusta carreggiata un franchise che con il secondo titolo aveva certamente perso smalto e il contatto con l'originale.
Dopo anni di assenza Renée Zellweger fa un doppio come back e ritorna non solo al cinema, ma anche nei panni del personaggio che 14 anni fa le ha regalato la sua prima nomination all'Oscar, appropriandosi nuovamente del ruolo di protagonista che le compete: l'ho trovata in forma e perfettamente in contatto con una parte che, inutile dirlo, è assolutamente sua.
Archiviato velocemente il problema peso - che naturalmente la Zellweger avrà imposto come clausola per un ritorno 12 anni dopo "Che pasticcio, Bridget Jones!" -, Bridget è un'affermata donna single londinese che compie 43 anni e, diversamente dai suoi vecchi amici, non ha figli o famiglia al seguito, per cui si ritrova a festeggiare il suo compleanno con la scatenata collega di lavoro al concerto molto indie di Ed Sheeran dove, ubriaca, finirà a letto con uno sconosciuto americano. Non passerà molto tempo e, colpa di un battesimo, la donna finirà a letto anche con il suo ex Mark Darcy, per cui nel momento in cui, poco tempo dopo, scoprirà di essere incinta, non avrà la certezza di chi sia effettivamente il padre.
Questo il pretesto per un racconto carico di equivoci e gag particolarmente frizzanti che la trama riesce a mettere insieme sulla base delle precedenti, strambe vicissitudini della dolce, sfortunata Bidget. La sensazione di continuità è garantita dalla presenza di tutto il cast originale (a cui viene a mancare Hugh Grant, ma si aggiunge Patrick Dempsey) e dalla capacità della sceneggiatura di concentrarsi sui punti di forza della sua protagonista, evitando le sciocchezze della precedente produzione che, diversamente da qui, aveva puntato ampiamente su molte situazioni comiche fisiche (alla "Mr. Bean", per capirci), fallendo nel consegnare allo spettatore un sequel che fosse all'altezza del primo "Il diario di Bridget Jones".
Francamente avevo non poche riserve rispetto a questo "Bridget Jones 3", tutte messe a tacere dal risultato finale. Piacevole, divertente, spensierato e con, naturalmente, il lieto fine.
Film 850 - Il diario di Bridget Jones
Film 2260 - Bridget Jones's Diary
Film 857 - Che pasticcio, Bridget Jones!
Film 1231 - Bridget Jones's Baby
Film 1591 - Bridget Jones's Baby
Film 2360 - Bridget Jones: Mad About the Boy
Cast: Renée Zellweger, Colin Firth, Patrick Dempsey, Jim Broadbent, Gemma Jones, Emma Thompson, Sally Phillips, James Callis, Shirley Henderson, Sarah Solemani, Celia Imrie, Ed Sheeran.
Box Office: $173.4 milioni
Consigli: Simpatico, spensierato terzo capitolo della serie dedicata al personaggio creato da Helen Fielding. Gli amanti dei precedenti due titoli non potranno non apprezzarlo, sia perché il ritorno di Bridget è sempre un piacere, sia perché si tratta di un ottimo terzo episodio di un franchise che, diversamente da quanto ci si sarebbe potuto aspettare, non ha esaurito i suoi assi nella manica. Primo fra tutti la ritrovata Renée Zellweger.
Parola chiave: Gravidanza.

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#HollywoodCiak
Bengi

sabato 10 aprile 2010

Film 101 - Appuntamento con l'amore

Per chi avesse passato un San Valentino orrendo, faticoso (come il mio a fare l'inventario) o semplicemente insoddisfacente, ecco la soluzione ricca di glucosio che ci propongono dall'America!


Film 101: "Appuntamento con l'amore" (2010) di Garry Marshall
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Un film sull'amore può essere un film che vive di tecnica? O di grandi nomi? Oppure, rigirando la domanda: di cose si nutre un film sull'amore?
Questo "Appuntamento con l'amore", di rosa, battute smielose e baci ce ne mette in quantità e, nonostante il tutto ben condito da attoroni che pretendono di essere star, non riesce a rimanere impresso per il suo lato romantico. Per quanto io sia fan della commedia, lo sono un po' meno di quella romantica, specialmente perchè ultimamente si spacciano tante pellicole americane come 'commedie' quando raramente il genere si addice davvero al particolare film.
Inoltre, in questo caso specifico, la regina indiscussa della commedia romantica c'è, ma non si vede. Julia Roberts che parte ha? Una che, se non fosse che a) è lei e che b) si riscatta nel finale, non sarebbe stato necessario inserire nel copione. Io non amo Julia, chi segue il blog lo sa, ma negli anni '90 era sinonimo di piacevole divertissement mentre qui è confinata in un angolo, quasi non avesse voglia di impegnarsi troppo o volesse effettivamente passare il testimone alla nipote Emma. Ma, a mio parere, non è a Emma Roberts che andrà effettivamente lo scettro di futura regina della commedia sdolcinata. Ho due proposte per il futuro e una di queste è presente nel film di Marshall: Anne Hathaway. L'altra è Katherine Heigl, ma lei ha altri film in uscita e vedremo se effettivamente saprà farsi valere.
Comunque, come spesso accade per film corali in cui è il nome dell'attore che conta e non la sceneggiatura (inutile parlare di interpretazione in questi casi), il risultato è molto confuso e poco riuscito. Qui siamo mooooooooolto confusi, ma alla fine non è neanche così male considerando che è sempre la solita minestra riscaldata. Una grande pecca, forse, sono le innumerevoli storie che si incrociano. Carina quella degli anziani, bruttina quella degli adolescenti (ma arrapati per forza??), orrenda quella della portavoce dello sportivo gay.
Come si capisce anche solo da questo accenno neanche troppo approfondito, le categorie umane ci sono tutte, tanto per non voler lasciar fuori neanche uno degli spettatori che in sala lo hanno visto. In America, effettivamente, ha spopolato, da noi meno, sicuramente svantaggiato dalla collocazione fuori San Valentino che, invece, per gli USA è stata necessaria se non fondamentale (il titolo originale è "Valentine's Day").
In sostanza direi: assolutamente indifferente, da vedere o non vedere a seconda dell'umore o del gradimento di genere. Non vi sconvolgerà, non vi peggiorerà la giornata.
Ps. Il cast, oltre che essere particolarmente corposo, ha quasi esclusivamente nomi conosciutissimi: Jessica Alba, Kathy Bates, Jessica Biel, Bradley Cooper, Eric Dane, Patrick Dempsey, Héctor Elizondo, Jamie Foxx, Jennifer Garner, Topher Grace, Anne Hathaway, Ashton Kutcher, Queen Latifah, Taylor Lautner, George Lopez, Shirley MacLaine, Emma Roberts, Julia Roberts, Taylor Swift, Carter Jenkins e Joe Mantegna.
Consigli: Da guardare con davanti un bel po' di patatine o pop corn. C'è bisogno di salato per un film così dolce!
Parola chiave: S. Valentino.




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