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sabato 11 aprile 2026

Film 2444 - The Mummy

Intro: A cult classic that I'd rewatch over and over again—especially now, knowing that a new sequel (with all the original cast coming back) is coming out in 2028.

Film 2444
: "The Mummy" (1999), Stephen Sommers
Watched: From the computer
Language: English
Watched with: Luke
Thoughts: I've always been a big fan of ancient Egypt, mummies, the pyramids, and all that jazz, so when they put all of that into a blockbuster movie with Brendan Fraser AND Rachel Weisz... I couldn't resist!
I love this franchise, and I couldn't believe how little I remembered of this first film. I guess I had my memories mixed up between this movie and the sequel, which I definitely watched more times, as it was one of the first DVDs I got growing up.
Nothing else to say—I think "The Mummy" is class!
Film 1572 - The Mummy
Film 2444 - The Mummy
Film 737 - La mummia - Il ritorno
Film 1934 - The Mummy Returns
Film 1402 - La mummia
Film 927 - Il re scorpione
Cast: Brendan Fraser, Rachel Weisz, John Hannah, Arnold Vosloo, Jonathan Hyde, Kevin J. O'Connor, Oded Fehr, Erick Avari, Patricia Velásquez.
Box Office: $422.5 million
Worth a watch?: Cheesy and a bit silly? Sure—and that's probably why it works so well. It's a fun ride, Brendan Fraser is charming as hell, and Rachel Weisz is the clear standout of the film. I think back in '99, nobody expected them to both win an Oscar... and yet here we are, 27 years later. A great blockbuster—go and rewatch "The Mummy" and have fun!
Awards: 1 Oscar and 1 BAFTA nominations for Best Sound. 1 MTV Movie + TV Award nomination for Best Action Sequence.
Key word: Key.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 12 agosto 2024

Film 2223 - Killers of the Flower Moon

Intro: Torniamo nuovamente indietro all'elenco di titoli che avevo lasciato indietro l'anno scorso.

Film 2223: "Killers of the Flower Moon" (2023) di Martin Scorsese
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Paul
In sintesi: la prima parte di film - o forse, per meglio dire, i primi due terzi - mi è molto piaciuta, ero decisamente molto interessato e coinvolto dalla storia e i suoi personaggi. Poi, però, ho perso interesse.
A dire il vero perdere interesse non descrive nemmeno lontanamente come mi sia sentito. Il racconto volge a una conclusione naturale: i "cattivi" sono identificati, chi si deve rimettere si rimette e la storia sembrerebbe essere giunta alla fine, conclusa. E invece no, si continua, e non per poco tra l'altro. Già, perché "Killers of the Flower Moon" dura nientepopodimeno che 206 minuti, ovvero 3 ore e 20 minuti, di cui l'ultima ora, ora e venti (il che fa ridere solo a pensarci, considerato che un prodotto cinematografico generalmente dura un'ora e trenta) per me è stata un vero tormento. Ho già espresso in passato la mia attuale difficoltà a seguire pellicole dalla durata epica e, forse, il problema è nato proprio qui.
Capisco perfettamente come sia nato questo progetto: è quasi un "vanity project" di Scorsese, prodotto da Apple (sganciando $200–215 milioni solo per produrlo) che sicuro non ha problemi di soldi (quindi ha meno interesse a trovare un riscontro positivo al box-office), quanto più un interesse a stabilirsi come casa di produzione di prodotti di qualità: in questo senso, penso sia stata lasciata carta bianca al leggendario regista (che qualunque cosa realizza ha garanzia di essere quantomeno candidata all'Oscar). Il contrappasso di questa decisione è, però, un prodotto difficilissimo da piazzare commercialmente, in quanto una durata così lunga limita il numero di proiezioni giornaliere del film, per non parlare del fatto che una buona fetta di audience si è sicuramente lasciata spaventare dall'eccessiva lunghezza oltre che, va detto, da una trama dai temi alquanto pesanti.
Questo discorso per dire che, lo ammetto, anche io sono caduto un po' in questo "mood" generale. "Killers of the Flower Moon" è girato meravigliosamente, la fotografia è impeccabile e la regitazione, neanche a dirlo, è superba come ci si aspettava, eppure questo non basta a salvarlo del tutto o, quantomeno, a riscattarne il finale. Perché la storia finisce a un certo punto, ma il film decide di andare avanti e, francamente, continuo ancora a non comprenderne il motivo. So che si tratta di un prodotto tratto dal romanzo di David Grann, dunque mi aspetto che la trama si adegui alla conclusione del libro, ma non posso fare a meno di chiedermi se certe parti non potessero davvero essere tagliate o accorciate.
Certamente questo non ha aiutato troppo la mia visione, anche se conservo un ricordo positivo del film tutto sommato, specialmente grazie alle magnifiche performance del trio Leonardo DiCaprio, Lily Gladstone e Robert De Niro (che però fa sempre un po' la stessa parte).
Continuo a pensare che se Lily Gladstone fosse stata candidata come non protagonista agli Oscar avrebbe avuto più possibilità di vincere, soprattutto perché Emma Stone in "Poor Things" di fatto è il film, mentre qui Gladstone manca per parte della storia e anche se sì, di fatto lei è la protagonista femminile del film, non so quanto si possa dire che sia la protagonista in generale (protagonista che, invece, è DiCaprio). Peccato, perché Gladstone è sicuramente la rivelazione di questo "Killers of the Flower Moon" e forse il suo elemento più innegabilmente riuscito e, per questa performance, un Oscar se lo sarebbe davvero meritato.
Cast: Leonardo DiCaprio, Robert De Niro, Lily Gladstone, Jesse Plemons, John Lithgow, Brendan Fraser, Elden Henson, Tantoo Cardinal.
Box Office: $157 milioni
Vale o non vale: Prodotto tecnicamente inattacabile, recitato benissimo e dalla storia potente e rilevante più che mai, "Killers of the Flower Moon" non è però un film per tutti anche a causa della sua durata eccessiva. I fan di Scorsese dovrebbero apprezzare.
Premi: Candidato a 10 premi Oscar per Miglior film, regia, attrice protagonista (Gladstone), attore non protagonista (De Niro), fotografia, montaggio, costumi, scenografia, colonna sonora e canzone originale ("Wahzhazhe (A Song for My People)" di Scott George). 9 nomination ai BAFTA (film, regia, attore non protagonista, casting, fotografia, costumi, montaggio, trucco e acconciature, colonna sonora e scenografia) e una vittoria ai Golden Globe per Lily Gladstone come Miglior attrice protagonista su 6 nomination nella categoria drama (film, regia, attore protagonista per DiCaprio, attore non protagonista, sceneggiatura e colonna sonora). Nomination come Miglior film straniero ai David di Donatello 2024.
Parola chiave: Insulina.
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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 15 marzo 2023

Film 2170 - The Whale

Intro: Non sapevo bene cosa aspettarmi da questo film, ma tutti parlavano in maniera entusiasta della performance del protagonista (e probabilmente un Oscar), per cui ho deciso di recuperarlo.

Film 2170: "The Whale" (2022) di Darren Aronofsky
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Ciarán
In sintesi: non sono necessariamente un fan dei film tratti da opere teatrali, né di quelle storie che vogliono raccontare a tutti i costi il dramma esistenziale di qualcuno. Da questo punto di vista, "The Whale" non si risparmia.
Il protagonista, Charlie (Brendan Fraser) è in fin di vita, recluso e obeso, depresso, sconfitto da un'esistenza che gli ha tolo l'amore della sua vita e lo ha privato, di conseguenza, della voglia di continuare a lottare. Si è rifugiato nel cibo e nel lavoro, che conduce da casa, isolato e nascosto da quegli sguardi altrui che lo metterebbero a disagio. La sua è una vita fatta di poche cose, a malapena riesce a muoversi autonomamente, e la sua unica consolazione parrebbe venire dal cibo e la compagnia dell'infermiera Liz (Hong Chau, vista di recente in "The Menu").
Chiaramente, viste le premesse e l'origine teatrale dell'opera, la storia si svolge interamente nell'appartamento di Charlie, un luogo a tratti naccessibile per il suo protagonista e che noi, come spettatori, scopriamo a poco a poco e man mano che il racconto procede fra racconti e ricordi di ciò che un tempo era la vita felice di Charlie. L'atmosfera cupa - l'appartamento è poco illuminato, dalla finestra vediamo che per la maggior parte del tempo piove - e, in generale, la consapevolezza della morte imminente del protagonista fanno sì che il film prenda una connotazione di pesantezza, un'irrequietudine che si percepisce per tutta la durata del racconto. Ad aggiungere ulteriore senso di malessere ci pensano i vari personaggi e la figlia (sadie Sink) di Charlie in primis.
A tratti ho avuto la sensazione che la storia cercasse volontariamente di infierire sul un protagonista già a terra, quasi un accanimento narrativo che alla lunga stanca e fa sentire impotenti. Mi rendo conto che probabilmente l'intento fosse proprio questo, che raccontare l'ultimo mmomento di riscatto di questo personaggio avesse senso nel momento in cui lo si mettesse di fronte a tutte quelle questioni in sospeso della sua vita che aveva lasciato per troppo tempo da parte, ma allo spettatore, che è unicamente testimone passivo di tutta la vicenda, è richiesto un enorme sforzo emotivo che non necessariamente viene ripagato nel finale.
Personalmente ho trovato "The Whale" - o, meglio, la storia da cui è tratto - un tantino fine a se stesso, un indulgere volontario in un mare di dolore, dialoghi violenti e momenti di disagio soffocante, il tutto per un risultato finale che mi ha lasciato un po' perplesso. Cosa mi sono portato dietro di questa storia e dei suoi protagonisti? Cosa ci vuole raccontare la trama e su cosa ci vuole far riflettere?
Non so, il dramma per il dramma non mi è mai piaciuto e, per quanto certi temi affrontati qui possano far riflette o scaturire discussioni a posteriori, rimane il fatto che, magnifiche interpretazioni a parte, mi è rimasto un po' il dubbio di cosa farmene di un film come questo. Come per tante altre pellicole che lo hanno preceduto, mi è parso che "The Whale" fosse più un mezzo per un fine (premi, festival, Oscar) che un'opera genuinamente capace di emoziare e suscitare un dibattito. Probabilmente, per quanto mi riguarda, questo è anche un momento personale in cui fatico a digerire il genere drammatico puro o gli esercizi di stile un po' fine a se stessi, per cui ho davvero faticato a farmi coinvolgere. Non lo rivedrei.
Cast: Brendan Fraser, Sadie Sink, Hong Chau, Ty Simpkins, Samantha Morton.
Box Office: $36.6 milioni
Vale o non vale: Le interpretazioni la fanno da padrone (al di là di quelle nominate all'Oscar di Freaser e Chau, ho davvero apprezzato quella di Samantha Morton che qui e in "She Said" ha dimostrato ancora una volta di essere una grande attrice) in un film che, di fatto, funziona grazie all'ottimo cast. Un prodotto non facile da digerire e sicuramente non per tutti. Dopo anni di oblio, qui Brendan Fraser ritorna - giustamente - al centro del discorso "cinema" e, questa volta, per un ruolo diametralmente opposto a quelli cui ci aveva abituato.
Premi: Candidato a 3 premi Oscar, ha vinto per il Miglior attore protagonista (Fraser) e il trucco. 4 nomination ai BAFTA per Miglior attore, attrice non protagonista (Chau), sceneggiatura non originale e trucco. Nominato al Golden Globe per il Miglior attore drammatico.
Parola chiave: Essay.
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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 24 gennaio 2023

Oscars 2023: nomination e vincitori

95th Academy Awards 

Best Picture
“All Quiet on the Western Front,” Malte Grunert, Producer
Avatar: The Way of Water,” James Cameron and Jon Landau, Producers
“The Banshees of Inisherin,” Graham Broadbent, Pete Czernin and Martin McDonagh, Producers
Elvis,” Baz Luhrmann, Catherine Martin, Gail Berman, Patrick McCormick and Schuyler Weiss, Producers
Everything Everywhere All at Once,” Daniel Kwan, Daniel Scheinert and Jonathan Wang, Producers
“The Fabelmans,” Kristie Macosko Krieger, Steven Spielberg and Tony Kushner, Producers
Tár,” Todd Field, Alexandra Milchan and Scott Lambert, Producers
Top Gun: Maverick,” Tom Cruise, Christopher McQuarrie, David Ellison and Jerry Bruckheimer, Producers
Triangle of Sadness,” Erik Hemmendorff and Philippe Bober, Producers
“Women Talking,” Dede Gardner, Jeremy Kleiner and Frances McDormand, Producers

Best Director
Martin McDonagh (“The Banshees of Inisherin”)
Daniel Kwan, Daniel Scheinert (“Everything Everywhere All at Once”)
Steven Spielberg (“The Fabelmans”)
Todd Field (“Tár”)
Ruben Östlund (“Triangle of Sadness”)

Best Lead Actor
Austin Butler (“Elvis”)
Colin Farrell (“The Banshees of Inisherin”)
Brendan Fraser (“The Whale”)
Paul Mescal (“Aftersun”)
Bill Nighy (“Living”)

Best Lead Actress
Cate Blanchett (“Tár”)
Ana de Armas (“Blonde”)
Andrea Riseborough (“To Leslie”)
Michelle Williams (“The Fabelmans”)
Michelle Yeoh (“Everything Everywhere All at Once”)

Best Supporting Actor
Brendan Gleeson (“The Banshees of Inisherin”)
Brian Tyree Henry (“Causeway”)
Judd Hirsch (“The Fabelmans”)
Barry Keoghan (“The Banshees of Inisherin”)
Ke Huy Quan (“Everything Everywhere All at Once”)

Best Supporting Actress
Angela Bassett (“Black Panther: Wakanda Forever”)
Hong Chau (“The Whale”)
Kerry Condon (“The Banshees of Inisherin”)
Jamie Lee Curtis (“Everything Everywhere All at Once”)
Stephanie Hsu (“Everything Everywhere All at Once”)

Best Adapted Screenplay
“All Quiet on the Western Front,” Screenplay by Edward Berger, Lesley Paterson & Ian Stokell
Glass Onion: A Knives Out Mystery,” Written by Rian Johnson
“Living,” Written by Kazuo Ishiguro
“Top Gun: Maverick,” Screenplay by Ehren Kruger and Eric Warren Singer and Christopher McQuarrie; Story by Peter Craig and Justin Marks
“Women Talking,” Screenplay by Sarah Polley

Best Original Screenplay
“The Banshees of Inisherin,” Written by Martin McDonagh
“Everything Everywhere All at Once,” Written by Daniel Kwan & Daniel Scheinert
“The Fabelmans,” Written by Steven Spielberg & Tony Kushner
“Tár,” Written by Todd Field
“Triangle of Sadness,” Written by Ruben Östlund

Best Cinematography
“All Quiet on the Western Front”, James Friend
“Bardo, False Chronicle of a Handful of Truths,” Darius Khondji
“Elvis,” Mandy Walker
“Empire of Light,” Roger Deakins
“Tár,” Florian Hoffmeister

Best Documentary Feature Film

“All That Breathes,” Shaunak Sen, Aman Mann and Teddy Leifer
“All the Beauty and the Bloodshed,” Laura Poitras, Howard Gertler, John Lyons, Nan Goldin and Yoni Golijov
“Fire of Love,” Sara Dosa, Shane Boris and Ina Fichman
“A House Made of Splinters,” Simon Lereng Wilmont and Monica Hellström
“Navalny,” Daniel Roher, Odessa Rae, Diane Becker, Melanie Miller and Shane Boris

Best Documentary Short Film

“The Elephant Whisperers,” Kartiki Gonsalves and Guneet Monga
“Haulout,” Evgenia Arbugaeva and Maxim Arbugaev
“How Do You Measure a Year?” Jay Rosenblatt
“The Martha Mitchell Effect,” Anne Alvergue and Beth Levison
“Stranger at the Gate,” Joshua Seftel and Conall Jones

Best Film Editing
“The Banshees of Inisherin,” Mikkel E.G. Nielsen
“Elvis,” Matt Villa and Jonathan Redmond
“Everything Everywhere All at Once,” Paul Rogers
“Tár,” Monika Willi
“Top Gun: Maverick,” Eddie Hamilton

Best International Feature Film
“All Quiet on the Western Front” (Germany)
“Argentina, 1985” (Argentina)
“Close” (Belgium)
“EO” (Poland)
“The Quiet Girl” (Ireland)

Best Original Song
“Applause” from “Tell It Like a Woman,” Music and Lyric by Diane Warren
“Hold My Hand” from “Top Gun: Maverick,” Music and Lyric by Lady Gaga and BloodPop
“Lift Me Up” from “Black Panther: Wakanda Forever,” Music by Tems, Rihanna, Ryan Coogler and Ludwig Goransson; Lyric by Tems and Ryan Coogler
“Naatu Naatu” from “RRR,” Music by M.M. Keeravaani; Lyric by Chandrabose
“This Is a Life” from “Everything Everywhere All at Once,” Music by Ryan Lott, David Byrne and Mitski; Lyric by Ryan Lott and David Byrne

Best Production Design
“All Quiet on the Western Front,” Production Design: Christian M. Goldbeck; Set Decoration: Ernestine Hipper
“Avatar: The Way of Water,” Production Design: Dylan Cole and Ben Procter; Set Decoration: Vanessa Cole
“Babylon,” Production Design: Florencia Martin; Set Decoration: Anthony Carlino
“Elvis,” Production Design: Catherine Martin and Karen Murphy; Set Decoration: Bev Dunn
“The Fabelmans,” Production Design: Rick Carter; Set Decoration: Karen O’Hara

Best Visual Effects

“All Quiet on the Western Front,” Frank Petzold, Viktor Müller, Markus Frank and Kamil Jafar
“Avatar: The Way of Water,” Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon and Daniel Barrett
“The Batman,” Dan Lemmon, Russell Earl, Anders Langlands and Dominic Tuohy
“Black Panther: Wakanda Forever,” Geoffrey Baumann, Craig Hammack, R. Christopher White and Dan Sudick
“Top Gun: Maverick,” Ryan Tudhope, Seth Hill, Bryan Litson and Scott R. Fisher

Best Animated Feature Film
“Guillermo del Toro’s Pinocchio,” Guillermo del Toro, Mark Gustafson, Gary Ungar and Alex Bulkley
Marcel the Shell With Shoes On,” Dean Fleischer Camp, Elisabeth Holm, Andrew Goldman, Caroline Kaplan and Paul Mezey
Puss in Boots: The Last Wish,” Joel Crawford and Mark Swift
“The Sea Beast,” Chris Williams and Jed Schlanger
“Turning Red,” Domee Shi and Lindsey Collins

Best Animated Short Film
“The Boy, the Mole, the Fox and the Horse,” Charlie Mackesy and Matthew Freud
“The Flying Sailor,” Amanda Forbis and Wendy Tilby
“Ice Merchants,” João Gonzalez and Bruno Caetano
“My Year of Dicks,” Sara Gunnarsdóttir and Pamela Ribon
“An Ostrich Told Me the World Is Fake and I Think I Believe It,” Lachlan Pendragon

Best Costume Design
“Babylon,” Mary Zophres
“Black Panther: Wakanda Forever,” Ruth Carter
“Elvis,” Catherine Martin
“Everything Everywhere All at Once,” Shirley Kurata
Mrs. Harris Goes to Paris,” Jenny Beavan

Best Live Action Short
“An Irish Goodbye,” Tom Berkeley and Ross White
“Ivalu,” Anders Walter and Rebecca Pruzan
“Le Pupille,” Alice Rohrwacher and Alfonso Cuarón
“Night Ride,” Eirik Tveiten and Gaute Lid Larssen
“The Red Suitcase,” Cyrus Neshvad

Best Makeup and Hairstyling
“All Quiet on the Western Front,” Heike Merker and Linda Eisenhamerová
The Batman,” Naomi Donne, Mike Marino and Mike Fontaine
“Black Panther: Wakanda Forever,” Camille Friend and Joel Harlow
“Elvis,” Mark Coulier, Jason Baird and Aldo Signoretti
“The Whale,” Adrien Morot, Judy Chin and Anne Marie Bradley

Best Original Score
“All Quiet on the Western Front,” Volker Bertelmann
“Babylon,” Justin Hurwitz
“The Banshees of Inisherin,” Carter Burwell
“Everything Everywhere All at Once,” Son Lux
“The Fabelmans,” John Williams

Best Sound
“All Quiet on the Western Front,” Viktor Prášil, Frank Kruse, Markus Stemler, Lars Ginzel and Stefan Korte
“Avatar: The Way of Water,” Julian Howarth, Gwendolyn Yates Whittle, Dick Bernstein, Christopher Boyes, Gary Summers and Michael Hedges
“The Batman,” Stuart Wilson, William Files, Douglas Murray and Andy Nelson
“Elvis,” David Lee, Wayne Pashley, Andy Nelson and Michael Keller
“Top Gun: Maverick,” Mark Weingarten, James H. Mather, Al Nelson, Chris Burdon and Mark Taylor

#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 13 gennaio 2023

SAG Awards 2023: nomination e vincitori


29th Screen Actors Guild Awards 

Outstanding Performance by a Male Actor in a Leading Role
Austin Butler – Elvis as Elvis Presley
Colin Farrell – The Banshees of Inisherin as Pádraic Súilleabháin
Brendan Fraser – The Whale as Charlie
Bill Nighy – Living as Mr. Williams
Adam Sandler – Hustle as Stanley Sugerman

Outstanding Performance by a Female Actor in a Leading Role
Cate Blanchett – Tár as Lydia Tár
Viola Davis – The Woman King as General Nanisca
Ana de Armas – Blonde as Norma Jeane Mortensen / Marilyn Monroe
Danielle Deadwyler – Till as Mamie Till-Mobley
Michelle Yeoh – Everything Everywhere All at Once as Evelyn Quan Wang

Outstanding Performance by a Male Actor in a Supporting Role
Paul Dano – The Fabelmans as Burt Fabelman
Brendan Gleeson – The Banshees of Inisherin as Colm Doherty
Barry Keoghan – The Banshees of Inisherin as Dominic Kearney
Ke Huy Quan – Everything Everywhere All at Once as Waymond Wang
Eddie Redmayne – The Good Nurse as Charlie Cullen

Outstanding Performance by a Female Actor in a Supporting Role
Angela Bassett – Black Panther: Wakanda Forever as Queen Ramonda
Hong Chau – The Whale as Liz
Kerry Condon – The Banshees of Inisherin as Siobhán Súilleabháin
Jamie Lee Curtis – Everything Everywhere All at Once as Deirdre Beaubeirdre
Stephanie Hsu – Everything Everywhere All at Once as Joy Wang / Jobu Tupaki

Outstanding Performance by a Cast in a Motion Picture
Babylon – Jovan Adepo, P. J. Byrne, Diego Calva, Lukas Haas, Olivia Hamilton, Li Jun Li, Tobey Maguire, Max Minghella, Brad Pitt, Margot Robbie, Rory Scovel, Jean Smart, and Katherine Waterston
The Banshees of Inisherin – Kerry Condon, Colin Farrell, Brendan Gleeson, and Barry Keoghan
Everything Everywhere All at Once – Jamie Lee Curtis, James Hong, Stephanie Hsu, Ke Huy Quan, Harry Shum Jr., Jenny Slate, and Michelle Yeoh
The Fabelmans – Jeannie Berlin, Paul Dano, Judd Hirsch, Gabriel LaBelle, David Lynch, Seth Rogen, and Michelle Williams
Women Talking – Jessie Buckley, Claire Foy, Kate Hallett, Judith Ivey, Rooney Mara, Sheila McCarthy, Frances McDormand, Michelle McLeod, Liv McNeil, Ben Whishaw, and August Winter

Outstanding Performance by a Stunt Ensemble in a Motion Picture
Avatar: The Way of Water
The Batman
Black Panther: Wakanda Forever
Top Gun: Maverick
The Woman King

Outstanding Performance by a Male Actor in a Television Movie or Limited Series
Steve Carell – The Patient (FX on Hulu) as Alan Strauss
Taron Egerton – Black Bird (Apple TV+) as James "Jimmy" Keane
Sam Elliott – 1883 (Paramount+) as Shea Brennan
Paul Walter Hauser – Black Bird (Apple TV+) as Lawrence "Larry" Hall
Evan Peters – Dahmer – Monster: The Jeffrey Dahmer Story (Netflix) as Jeffrey Dahmer

Outstanding Performance by a Female Actor in a Television Movie or Limited Series
Emily Blunt – The English (Prime Video) as Cornelia Locke
Jessica Chastain – George & Tammy (Showtime) as Tammy Wynette
Julia Garner – Inventing Anna (Netflix) as Anna Sorokin / Anna Delvey
Niecy Nash-Betts – Dahmer – Monster: The Jeffrey Dahmer Story (Netflix) as Glenda Cleveland
Amanda Seyfried – The Dropout (Hulu) as Elizabeth Holmes

Outstanding Performance by a Male Actor in a Drama Series
Jonathan Banks – Better Call Saul (AMC) as Mike Ehrmantraut
Jason Bateman – Ozark (Netflix) as Martin "Marty" Byrde
Jeff Bridges – The Old Man (FX) as Dan Chase
Bob Odenkirk – Better Call Saul (AMC) as Jimmy McGill / Saul Goodman / Gene Takavic
Adam Scott – Severance (Apple TV+) as Mark Scout

Outstanding Performance by a Female Actor in a Drama Series
Jennifer Coolidge – The White Lotus (HBO) as Tanya McQuoid-Hunt
Elizabeth Debicki – The Crown (Netflix) as Diana, Princess of Wales
Julia Garner – Ozark (Netflix) as Ruth Langmore
Laura Linney – Ozark (Netflix) as Wendy Byrde
Zendaya – Euphoria (HBO) as Rue Bennett

Outstanding Performance by a Male Actor in a Comedy Series
Anthony Carrigan – Barry (HBO) as NoHo Hank
Bill Hader – Barry (HBO) as Barry Berkman / Barry Block
Steve Martin – Only Murders in the Building (Hulu) as Charles-Haden Savage
Martin Short – Only Murders in the Building (Hulu) as Oliver Putnam
Jeremy Allen White – The Bear (FX on Hulu) as Carmen "Carmy" Berzatto

Outstanding Performance by a Female Actor in a Comedy Series
Christina Applegate – Dead to Me (Netflix) as Jen Harding
Rachel Brosnahan – The Marvelous Mrs. Maisel (Prime Video) as Miriam "Midge" Maisel
Quinta Brunson – Abbott Elementary (ABC) as Janine Teagues
Jenna Ortega – Wednesday (Netflix) as Wednesday Addams
Jean Smart – Hacks (HBO Max) as Deborah Vance

Outstanding Performance by an Ensemble in a Drama Series
Better Call Saul (AMC) – Jonathan Banks, Ed Begley Jr., Tony Dalton, Giancarlo Esposito, Patrick Fabian, Bob Odenkirk, and Rhea Seehorn
The Crown (Netflix) – Elizabeth Debicki, Claudia Harrison, Andrew Havill, Lesley Manville, Jonny Lee Miller, Flora Montgomery, James Murray, Jonathan Pryce, Ed Sayer, Imelda Staunton, Marcia Warren, Dominic West, and Olivia Williams
Ozark (Netflix) – Jason Bateman, Nelson Bonilla, Jessica Frances Dukes, Lisa Emery, Skylar Gaertner, Julia Garner, Alfonso Herrera, Sofia Hublitz, Kevin L. Johnson, Katrina Lenk, Laura Linney, Adam Rothenberg, Felix Solls, Charlie Tahan, Richard Thomas, and Damian Young
Severance (Apple TV+) – Patricia Arquette, Michael Chernus, Zach Cherry, Michael Cumpsty, Dichen Lachman, Britt Lower, Adam Scott, Tramell Tillman, Jen Tullock, John Turturro, and Christopher Walken
The White Lotus (HBO) – F. Murray Abraham, Paolo Camilli, Jennifer Coolidge, Adam DiMarco, Meghann Fahy, Federico Ferrante, Bruno Gouery, Beatrice Grannò, Jon Gries, Tom Hollander, Sabrina Impacciatore, Michael Imperioli, Theo James, Aubrey Plaza, Haley Lu Richardson, Eleonora Romandini, Federico Scribani, Will Sharpe, Simona Tabasco, Leo Woodall, and Francesco Zecca

Outstanding Performance by an Ensemble in a Comedy Series
Abbott Elementary (ABC) – Quinta Brunson, William Stanford Davis, Janelle James, Chris Perfetti, Sheryl Lee Ralph, Lisa Ann Walter, and Tyler James Williams
Barry (HBO) – Sarah Burns, D'Arcy Carden, Anthony Carrigan, Turhan Troy Caylak, Sarah Goldberg, Nick Gracer, Bill Hader, Jessy Hodges, Michael Irby, Gary Kraus, Stephen Root, and Henry Winkler
The Bear (FX on Hulu) – Lionel Boyce, Liza Colón-Zayas, Ayo Edebiri, Abby Elliott, Edwin Lee Gibson, Corey Hendrix, Matty Matheson, Ebon Moss-Bachrach, and Jeremy Allen White
Hacks (HBO Max) – Carl Clemons-Hopkins, Paul W. Downs, Hannah Einbinder, Mark Indelicato, Jean Smart, and Megan Stalter
Only Murders in the Building (Hulu) – Michael Cyril Creighton, Cara Delevingne, Selena Gomez, Jayne Houdyshell, Steve Martin, Martin Short, and Adina Verson

Outstanding Performance by a Stunt Ensemble in a Comedy or Drama Series
Andor (Disney+)
The Boys (Prime Video)
House of the Dragon (HBO)
The Lord of the Rings: The Rings of Power (Prime Video)
Stranger Things (Netflix)

#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 12 dicembre 2022

Golden Globes 2023: nomination e vincitori

80th Golden Globe Awards

Best Motion Picture – Drama
Avatar: The Way of Water
Elvis
The Fabelmans
Tár
Top Gun: Maverick

Best Motion Picture – Musical or Comedy
Babylon
The Banshees of Inisherin
Everything Everywhere All at Once
Glass Onion: A Knives Out Mystery
Triangle of Sadness

Best Performance by an Actress in a Motion Picture – Drama
Cate Blanchett, Tár
Olivia Colman, Empire of Light
Viola Davis, The Woman King
Ana de Armas, Blonde
Michelle Williams, The Fabelmans

Best Performance by an Actor in a Motion Picture – Drama
Austin Butler, Elvis
Brendan Fraser, The Whale
Hugh Jackman, The Son
Bill Nighy, Living
Jeremy Pope, The Inspection

Best Performance by an Actress in a Motion Picture – Musical or Comedy
Lesley Manville, Mrs. Harris Goes to Paris
Margot Robbie, Babylon
Anya Taylor-Joy, The Menu
Emma Thompson, Good Luck to You, Leo Grande
Michelle Yeoh, Everything Everywhere All at Once

Best Performance by an Actor in a Motion Picture – Musical or Comedy
Diego Calva, Babylon
Daniel Craig, Glass Onion: A Knives Out Mystery
Adam Driver, White Noise
Colin Farrell, The Banshees of Inisherin
Ralph Fiennes, The Menu

Best Performance by an Actress in a Supporting Role in Any Motion Picture
Angela Bassett, Black Panther: Wakanda Forever
Kerry Condon, The Banshees of Inisherin
Jamie Lee Curtis, Everything Everywhere All at Once
Dolly De Leon, Triangle of Sadness
Carey Mulligan, She Said

Best Performance by an Actor in a Supporting Role in Any Motion Picture
Brendan Gleeson, The Banshees of Inisherin
Barry Keoghan, The Banshees of Inisherin
Brad Pitt, Babylon
Ke Huy Quan, Everything Everywhere All at Once
Eddie Redmayne, The Good Nurse

Best Motion Picture – Animated
Guillermo del Toro’s Pinocchio
Inu-Oh
Marcel the Shell With Shoes On
Puss in Boots: The Last Wish
Turning Red

Best Motion Picture – Non-English Language
All Quiet on the Western Front (Germany)
Argentina, 1985 (Argentina)
Close (Belgium)
Decision to Leave (South Korea)
RRR (India)

Best Director
James Cameron, Avatar: The Way of Water
Daniel Kwan and Daniel Scheinert, Everything Everywhere All at Once
Baz Luhrmann, Elvis
Martin McDonagh, The Banshees of Inisherin
Steven Spielberg, The Fabelmans

Best Screenplay
Todd Field, Tár
Daniel Kwan, Daniel Scheinert, Everything Everywhere All at Once
Martin McDonagh, The Banshees of Inisherin
Sarah Polley, Women Talking
Steven Spielberg, Tony Kushner, The Fabelmans

Best Original Score
Carter Burwell, The Banshees of Inisherin
Alexandre Desplat, Guillermo del Toro’s Pinocchio
Hildur Guðnadóttir, Women Talking
Justin Hurwitz, Babylon
John Williams, The Fabelmans

Best Original Song
“Carolina,” Taylor Swift (Where the Crawdads Sing)
“Ciao Papa,” Alexandre Desplat, Guillermo del Toro, Roeban Katz (Guillermo del Toro’s Pinocchio)
“Hold My Hand,” Lady Gaga, BloodPop, Benjamin Rice (Top Gun: Maverick)
“Lift Me Up,” Tems, Rihanna, Ryan Coogler, Ludwig Göransson (Black Panther: Wakanda Forever)
“Naatu Naatu,” Kala Bhairava, M.M. Keeravani, Kala Bhairava, Rahul Sipligunj (RRR)

Best Television Series – Drama
Better Call Saul
The Crown
House of the Dragon
Ozark
Severance

Best Television Series – Musical or Comedy
Abbott Elementary
The Bear
Hacks
Only Murders in the Building
Wednesday

Best Performance by an Actress in a Television Series – Drama
Emma D’Arcy, House of the Dragon
Laura Linney, Ozark
Imelda Staunton, The Crown
Hilary Swank, Alaska Daily
Zendaya, Euphoria

Best Performance by an Actor in a Television Series – Drama
Jeff Bridges, The Old Man
Kevin Costner, Yellowstone
Diego Luna, Andor
Bob Odenkirk, Better Call Saul
Adam Scott, Severance

Best Performance by an Actress in a Television Series – Musical or Comedy
Quinta Brunson, Abbott Elementary
Kaley Cuoco, The Flight Attendant
Selena Gomez, Only Murders in the Building
Jenna Ortega, Wednesday
Jean Smart, Hacks

Best Performance by an Actor in a Television Series – Musical or Comedy
Donald Glover, Atlanta
Bill Hader, Barry
Steve Martin, Only Murders in the Building
Martin Short, Only Murders in the Building
Jeremy Allen White, The Bear

Best Television Limited Series, Anthology Series or Motion Picture Made for Television
Black Bird
Dahmer — Monster: The Jeffrey Dahmer Story
The Dropout
Pam & Tommy
The White Lotus

Best Performance by an Actress in a Limited Series, Anthology Series, or a Motion Picture Made for Television
Jessica Chastain, George and Tammy
Julia Garner, Inventing Anna
Lily James, Pam & Tommy
Julia Roberts, Gaslit
Amanda Seyfried, The Dropout

Best Performance by an Actor in a Limited Series, Anthology Series, or a Motion Picture Made for Television
Taron Egerton, Black Bird
Colin Firth, The Staircase
Andrew Garfield, Under the Banner of Heaven
Evan Peters, Dahmer — Monster: The Jeffrey Dahmer Story
Sebastian Stan, Pam & Tommy

Best Performance by an Actress in a Supporting Role in a Limited Series, Anthology Series or Motion Picture Made for Television
Jennifer Coolidge, The White Lotus
Claire Danes, Fleishman Is in Trouble
Daisy Edgar-Jones, Under the Banner of Heaven
Niecy Nash, Dahmer — Monster: The Jeffrey Dahmer Story
Aubrey Plaza, The White Lotus

Best Performance by an Actor in a Supporting Role in a Limited Series, Anthology Series or Motion Picture Made for Television
F. Murray Abraham, The White Lotus
Domhnall Gleeson, The Patient
Paul Walter Hauser, Black Bird
Richard Jenkins, Dahmer — Monster: The Jeffrey Dahmer Story
Seth Rogen, Pam & Tommy

Best Performance by an Actress in a Supporting Role in a Musical-Comedy or Drama Television Series
Elizabeth Debicki, The Crown
Hannah Einbinder, Hacks
Julia Garner, Ozark
Janelle James, Abbott Elementary
Sheryl Lee Ralph, Abbott Elementary

Best Performance by an Actor in a Supporting Role in a Musical-Comedy or Drama Television Series
John Lithgow, The Old Man
Jonathan Pryce, The Crown
John Turturro, Severance
Tyler James Williams, Abbott Elementary
Henry Winkler, Barry

#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 28 dicembre 2020

Film 1763 - With Honors

Intro: Non so come finito sulle tracce di questa pellicola, ma appena ne sono venuto a conoscenza ho voluto recuperarla!
Film 1763: "With Honors" (1994) di Alek Keshishian
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: film piacevole di cui non avevo mai sentito parlare prima, "With Honors" racconta fondamentalmente due storie allo spettatore moderno.
La prima è quella ovvia dell'amicizia compassionevole che nasce tra uno studente universitario e un barbone, quella sorta di feel-good-story che tenta di farci credere che il giovanotto viziato di Harvard è capace anche di commettere buone azioni quando ricattato da un senzatetto che tiene in ostaggio la sua tesi.
La seconda storia riguarda la tesi stessa, ovvero la fatica e l'incertezza connesse al medium cartaceo, effimero supporto di quella tecnologia antiquata che per secoli ha supportato il nostro sapere e ora risulta quasi più un nostalgico ricordo dei tempi che furono. O, per farla meno poetica: ma l'ansia di pensare che qualcuno possa letteralmente bruciare il lavoro di mesi di fatica e studio solo perché l'unica copia esistente della tua tesi è scritta su carta?! Per me, più che un comedy-drama generazionale questo "With Honors" è un thriller a tinte sadiche!
Sciocchezze a parte, premesso che la storia è un po' quello che è - realistica come un film di Tim Burton -, la pellicola riesce comunque a mettere a segno qualche punto importante, soprattutto grazie a una buona chimica tra i due protagonisti Pesci e Fraser e una certa nostalgia per quei prodotti anni '90 che ancora riuscivano a venderti con una sorta di credibilità l'idea della perfezione americana, costruita, pulita e maledettamente intrigante anche quando provava a raccontare una storia meno patinata del solito (per quanto la storia di un ricco ragazzo bianco che frequenta Harvard possa risultre meno plasticosa e glam...). Insomma, non dico che "With Honors" si sporchi le mani, ma sicuramente è meno banale di tutta una certa serie di prodotti con e per giovanotti in cerca di ispirazione che il cinema americano ha prodotto negli anni: non sarà un capolavoro, ma tutto sommato in generale funziona.
Cast: Joe Pesci, Brendan Fraser, Moira Kelly, Patrick Dempsey, Josh Hamilton, Gore Vidal.
Box Office: $20 milioni
Vale o non vale: Decisamente meno ispirato di "Dead Poets Society", ma con una sufficiente dose di idealismo per rendere credibile la storia di un'amicizia tra il privilegiato di Harvard e il barbone veterano della Marina Mercantile con asbestosi polmonare, "With Honors" è un prodotto decisamente meno famoso dei tanti altri con protagonisti giovanotti in cerca di ispirazione e futuro, ma che non ha nulla di meno rispetto ai più famosi titoli cui siamo abituati a pensare. Vedere (qui) per credere.
Premi: Candidato al Golden Globe e al Grammy per la Miglior canzone originale ("I'll Remember" cantata da Madonna).
Parola chiave: Tesi.
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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 12 ottobre 2020

Film 1934 - The Mummy Returns

Intro: L'altra mattina sono capitato per caso su un canale YouTube che proponeva la visione di questa pellicola a una vera archeologa - se non ricordo male addirittura egittologa - che si esprimeva rispetto alla veridicità o plausibilità delle trovate narrative messe in scena per questo prodotto. Inutile dire che mi è tornata una gran voglia di vedere il film...
Film 1934: "The Mummy Returns" (2001) di Stephen Sommers
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: sono sempre stato un gran fan di questa serie (ho visto tutti gli episodi almeno una volta) e ho sempre avuto una fascinazione per l'antico Egitto e, anche se c'entra poco, un mese fa sono stato al Museo Egizio di Torino che ha sicuramente rinvigorito il mio interesse. Quindi ho certamente rivisto con piacere "The Mummy Returns", secondo capitolo di un franchise che, ammettiamolo, dopo questo titolo ha perso decisamente smalto (e Rachel Weisz, il che non è poco).
Sequel diretto de "The Mummy", qui la storia continua la narrazione delle due coppie rivali, quella formata dagli O'Connell e quella ben più antica che vive di costanti resurrezioni formata da Imhotep e Anck-Su-Namun; in mezzo a tutto il trambusto che ovviamente costituisce quasi l'80% di tutta la storia, la produzione è riuscita anche ad inserirci le basi per il personaggio futuro soggetto di spin-off, ovvero il Re Scorpione, interpretato nientemeno che da Dwayne Johnson (all'epoca ancora The Rock).
Il film in generale funziona, è un'avventura più complessa di quella precedente, ci sono molti più personaggi coinvolti e le azioni sono assulutamente spettacolari, anche se è innegabile che si rilevi un certo carattere obsoleto rispetto alla resa finale degli effetti speciali; il che, però, non guasta assolutamente il divertimento, ulteriormente sancito a mio avviso dai vari flashback narrativi che ricollocano la storia nell'antichità e le conferiscono un non so che affascinante grandioso (per non dire faraonico...). Insomma, un piacevole film d'avventura senza alcuna pretesa oltre quella di intrattenere lo spettatore. Il risultato finale c'è tutto, anche a quasi vent'anni dalla sua uscita nelle sale.
Ps. Ah!, qualcosa di storicamente giusto nella storia c'è, ma principalmente sono le inesattezze a farla da padrone... La cosa che più in assoluto mi ha fatto ridere è che non importa in quale punto della città del Cairo si sia, in lontananza si distingueranno perfettamente i profili di tutte e tre le piramidi di Giza.
Film 1572 - The Mummy
Film 2444 - The Mummy
Film 737 - La mummia - Il ritorno
Film 1934 - The Mummy Returns
Film 1402 - La mummia
Film 927 - Il re scorpione
Cast: Brendan Fraser, Rachel Weisz, John Hannah, Arnold Vosloo, Oded Fehr, Patricia Velásquez, Dwayne Johnson, Adewale Akinnuoye-Agbaje, Freddie Boath, Alun Armstrong, Shaun Parkes.
Box Office: $435 milioni
Vale o non vale: Divertente, dal ritmo veloce visivamente intrigante, questo secondo capitolo del franchise espande la storia, pur riuscendo a mantenere intatti i toni del primo episodio. Il cast ritorna per intero, Stephen Sommers scrive e dirige nuovamente, il tutto per una macchina oliata capace di regalare un paio d'ore spensierate tra molte avventure e quel tocco esotico che non manca di far sognare. Io apprezzo sempre. Poi, sinceramente, io mi sarei risparmiato il collegamento Nefertiri-Rachel Weisz, ma erano altri tempi ed è apprezzabile vedere che pian piano le cose stanno cambiando.
Premi: /
Parola chiave: Bracciale.

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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 1 maggio 2019

Film 1572 - The Mummy

Intro: Erano anni che volevo rivederlo, ne ho approfittato una mattina che ero in giorno libero.
Film 1572: "The Mummy" (1999) di Stephen Sommers
Visto: dal pc portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: ricordo ancora che la prima volta che sono andato a vederlo al cinema con un paio di amiche rimasi particolarmente colpito da questo film. Non che si tratti di un capolavoro, ma a 12 anni tutto quello che coinvolgeva effetti speciali da grido per me era una sorta di piccolo miracolo che il cinema mi faceva. In aggiunta, sono sempre stato particolarmente affascinato dall'antico Egitto e relativa cultura, per non parlare delle mummie. Insomma, io e "The Mummy" eravamo destinati a trovarci;
visto con gli occhi dell'adulto, ammetto che parte della meraviglia nel tempo immagazzinata a mo di ricordo non ha trovato conferma. Il film funziona anche a 20 anni di distanza, ma è chiaro che si tratti più di una favola dell'orrore che di una meraviglia cinematografica. Ciò detto, trovo ancora particolarmente riusciti gli effetti speciali e non posso fare a meno di adorare la chimica tra Fraser e Weisz (qui con sopracciglia disgraziate, ma in linea con lo stile anni '20 in cui è ambientata la storia) e i loro personaggi;
è vero che se si pensa a cosa l'industria del cinema di oggi sia capace di portare sul grande schermo, "The Mummy" non ne esca vincente, ma l'effetto nostalgia e l'insieme di intrighi di palazzo, riti, profezie ed avventura tiene ancora il passo coi tempi e assicura a questa pellicola un posto non solo nel mio cuore, ma anche tra quello dei blockbuster d'annata.
Film 1572 - The Mummy
Film 2444 - The Mummy
Film 737 - La mummia - Il ritorno
Film 1934 - The Mummy Returns
Film 1402 - La mummia
Film 927 - Il re scorpione
Cast: Brendan Fraser, Rachel Weisz, John Hannah, Arnold Vosloo, Jonathan Hyde, Kevin J. O'Connor, Oded Fehr, Erick Avari, Tuc Watkins, Patricia Velasquez.
Box Office: $415.9 milioni
Vale o non vale: Divertente, a tratti spaventoso, "The Mummy" è ancora un'avventura piacevole da guardare e assolutamente godibile. La qualità del franchise peggiora però con il tempo: a parte "The Mummy Returns" che si salva, "The Mummy: Tomb of the Dragon Emperor" e il reboot con Tom Cruise "The Mummy" sono assolutamente terribili.
Premi: Candidato all'Oscar per il Miglior sonoro e a 1 BAFTA per gli effetti speciali.
Parola chiave: Anck Su Namun.

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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 8 giugno 2017

Film 1371 - Demoni e dei

Questo film mi è stato ricordato e consigliato dal mio collega al cinema. Non ricordo come siamo entrati in argomento, in ogni caso dal momento in cui sono ritornato cosciente della sua esistenza, ho tenuto a mente il pensiero che dovessi necessariamente vederlo. Non c'è voluto molto a dire il vero, la mattina successiva - senza internet a casa - ho scelto subito di recuperare questa pellicola, gentilmente fornita via chiavetta USB dal sopracitato collega.

Film 1371: "Demoni e dei" (1998) di Bill Condon
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Prima di "Mr. Holmes" Bill Condon e Ian McKellen si sono incontrati qui. Il film è bello e in parte ricorda le atmosfere della pellicola del 2015, con un McKellen sempre impeccabile nonostante un ruolo che gli ho visto interpretare già più volte. O meglio, l'impressione che ho avuto è stata quella di un'interpretazione nel complesso composta dalle tante sfumature caratteristiche cui l'attore britannico ci ha abituato nel tempo.
La parte che gli spetta - James Whale, regista omosessuale che negli anni '30 portò al cinema gli horror su Frankenstein e del quale scopro solo ora l'esistenza grazie al film - è particolarmente spudorata e richiede all'interprete una certa dose di disinibizione. La stessa trama non si nasconde dietro alcuna contraffazione e, anzi, si spinge proprio là dove penseresti (Hollywood) non sarebbe in grado di andare. Da questo punto di vista ho apprezzato il coraggio.
/ Il mix complesso di personaggi, poi, determina uno scenario interessante e non banale che gioca a prendere in giro preconcetti e cliché, riuscendo a restituire un quadro umano e per niente banale. Le fragilità e debolezze di tutti sono messe in piazza, a restituire un quadro plausibile e particolarmente sfaccettato.
L'omosessualità è uno dei temi centrali, trattato alternando momenti di grande apertura ad altri di feroce critica e derisione. Personaggi-macchietta e situazioni-cliché sono messi alla berlina grazie all'ironia del protagonista e a quel savoir-faire di McKellen che lo rende davvero perfetto per qualsiasi contesto (che si tratti di interpretare Magneto, Gandalf il grigio o un anziano gay ad un party accompagnato dal suo sexy giardiniere).
Brendan Fraser, invece, è stato francamente una sorpresa in questo tipo di prodotto. Devo dire che per il ruolo di bisteccone muscoloso a cui la sotira regala un percorso di formazione coi fiocchi l'attore è perfetto. La scena in cui si spoglia per farsi ritrarre completamente nudo - dopo aver dovuto cercare il coraggio nell'alcol - è molto umana e, tutto sommato, dolce e significativa. Mi ha particolarmente colpito. Insieme a lui va detto che anche Lynn Redgrave, nel suo ruolo di governante tutto fare, lascia lo spettatore particolarmente colpito, ma quello di Fraser è un passato recitativo di cui non sapevo niente e se n'è uscito così all'improvviso che non ero davvero preparato.
In ogni caso "Gods and Monsters" è stato un film che mi ha soddisfatto, nonostante una visione mattutina che mi sento di sconsigliare. Un film complesso, ben recitato e molto interessante sia dal punto di vista umano che come sorta di dietro le quinte di una Hollywood ancora giovane della quale oggi non è così semplice reperire testimonianze.
Ps. Candidato a 3 Oscar per Miglior attore protagonista, attrice non protagonista e sceneggiatura non originale, ha vinto per quest'ultima. Ai Golden Globes invece, sulle 3 stesse categorie, è stata Lynn Redgrave a vincere come non protagonista.
Cast: Ian McKellen, Brendan Fraser, Lynn Redgrave, Lolita Davidovich, Jack Plotnick.
Box Office: $6.5 milioni
Consigli: Un titolo curioso, una biografia inaspettata riguardo ad un regista di cui si sa poco al giorno d'oggi. Una sorta di "Ed Wood" senza Tim Burton, eppure tutta un'altra cosa. Ben realizzato, sufficientemente scabroso da risultare anche divertente, tormentato in un personaggio la cui memoria vacilla e il passato comincia a riaffiorare. Non una pellicola semplice e certamente non adatta a qualunque spettatori. Ma se siete già incuriositi, non dovreste rimanere delusi.
Parola chiave: Ricordi.

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Bengi

martedì 12 maggio 2015

Film 915 - Inkheart

Dopo le scelte non felicissime dell'andata, per il viaggio di ritorno ho preferito andare più sul sicuro, scelgiendo un film che avevo già visto anni fa al cinema con mio padre... #TokyoDays: film 4.

Film 915: "Inkheart" (2008) di Iain Softley
Visto: dalla tv dell'aereo
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Ricordavo qualcosina di questa pellicola, principalmente legata al cast - ovvero che erano presenti Brendan Fraser quando ancora aveva i capelli e Helen Mirren -, le ambientazioni italiane (che scopro ora essere Balestrino, Albenga, Entracque and Laigueglia) e un pochino di trama. Di fatto è stato un po' come rivederlo daccapo.
La sensazione è di nuovo quella che avevo avuto al cinema, ovvero che questo "Inkheart" ecceda in artificialità: location ricreate, scenografie posticce e alcuni effetti speciali che lo sono solo sulla carta (che l'unicorso sia un cavallo bianco con un corno attaccato in fronte si vede lontano un miglio, come che il Minotauro sia un uomo con una pessima finta pelliccia addosso.
Il tentativo era quello di portare sul grande schermo la trasposizione del romanzo di Cornelia Funke che porta lo stesso titolo dell'adattamento cinematografico il cui risultato, diciamocelo pure francamente, non è un granché. Non tanto perché non ci si provi a fare qualcosa di carino - ma già il fatto che il tuo obiettivo sia il "carino" fa capire di cosa stiamo parlando -, ma perché il risultato è mediocre. La storia nulla di ché, Fraser è troppo di gomma, sua figlia Meggie (Eliza Bennett) non particolarmente simpatica e la zia (Mirren) sembra francamente bipolare, oscillando tra momenti di freddezza e chiusura a slanci materni a cui si aggiunge ogni tanto qualche prodezza da guerriera. Insomma, uno strano mix che fallisce nel tentativo di replicare quel bizzarro-divertente che alla fine in questo genere di pellicola può anche andar bene.
I cattivi, poi, lo sono all'acqua di rose, di quel genere che non finisce mai di parlare cosicché qualcuno arriva e lì sconfigge, sempre pronti a mettere in pratica la mossa vincente ma sempre troppo lenti per realizzarla di fatto. Ci sta, è una pellicola per ragazzi e l'intento non è certo quello splatter, però un briciolo di realismo in più (nell'approccio pratico) non sarebbe guastato.
Insomma, il risultato è così così. Parliamo di una pellicola di 7 anni fa: ora grazie a Dio anche i film per teenagers sono fatti come si deve.
Ps. Il cast è composto da: Brendan Fraser, Eliza Bennett, Paul Bettany, Helen Mirren, Rafi Gavron, Andy Serkis, Jim Broadbent e Sienna Guillory.
Box Office: $62,450,361
Consigli: Ho scelto di rivedere questa pellicola consapevolmente, ricercando un porto sicuro dove approdare la mia voglia di film, ormai a secco da due settimane. Dopo gli ultimi due clamorosi errori, ho preferito andare sul sicuro, un titolo non complesso, facile da capire anche senza sottotitoli e tendenzialmente di puro intrattenimento. Non è tra le migliori pellicole fantasy per famiglie, ma in mancanza d'altro fa il suo dovere. Non sarebbe la mia prima scelta se cercassi un titolo simile: oggi guarderei più che altro a "Hunger Games" o "Maze Runner - Il labirinto".
Parola chiave: Silver Tongues.

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Bengi

venerdì 4 luglio 2014

Film 737 - La mummia - Il ritorno

Rispolvero e metto ordine tra la mia collezione di DVD e ritrovo una 50ina di vecchi titoli che non ricordavo nemmeno di avere. Il primo che rivedo è questo! Tanto entusiasmo!

Film 737: "La mummia - Il ritorno" (2001) di Stephen Sommers
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Superclassicone dei blockbuster di inizio nuovo millennio, questo sequel del primo "La mummia" è un tripudio di effetti speciali con atmosfere egizie in salsa kitsch: io lo trovo fantastico!
Divertente, spensierato, con una buona dose di avventura e humor, una Rachel Weisz magnetica e una Londra anni '30 veramente poco credibile, "The Mummy Returns" è il classico esempio di cinema pompatissimo americano che stravolge tutto, mixa generi e stile, ma alla fine il risultato funziona sempre alla grande.
Erano anni, infatti, che non rivedevo questa pellicola, eppure me la sono davvero goduta. Un'ottima avventura in giro per il mondo, tra piramidi egizie (e non), deserto, il British Museum, insenature di roccia e voli in dirigibile, in un susseguirsi di tappe che porteranno la famiglia O'Connell di nuovo allo scontro col redivivo Imhotep e niente meno che un Re Scorpione che avrà le sembianze dell'ex wrestler The Rock (ora Dwayne Johnson) che poi avrà addirittura un film tutto suo sull'argomento. Insomma, mummie prolifiche ad alto budget ed altissimi profitti che, all'epoca, erano diventate vero fenomeno.
Oggi "La mummia - Il ritorno" ha certamente per me un valore affettivo (ricordo il cinema -adesso chiuso - dove andai a vederlo e con chi), e rivederlo è stato davvero piacevole e divertente, anche perché non ricordavo sinceramente tutte le parti della trama, ergo è stato un po' come rivederlo per la prima volta. Carino e spensierato, lo si vede volentieri.
Film 1572 - The Mummy
Film 2444 - The Mummy
Film 737 - La mummia - Il ritorno
Film 1934 - The Mummy Returns
Film 1402 - La mummia
Film 927 - Il re scorpione
Box Office: $433,013,274
Consigli: Mummie, antichi reali a forma di scorpione, inondazioni tra le piramidi, il British Museum scenario di riti egizi e autobus a due piani che - molto prima di Harry Potter - viaggiano alla velocità della luce. Assolutamente godibile, ancora piacevolissimo, con effetti speciali di 13 anni fa che lasciano assolutamente soddisfatti. Gli americani che rifanno l'Egitto e lo rimescolano al blockbuster può sembrare una forzatura, eppure se piace il genere e, soprattutto, ci si limita a guardare e spegnere il cervello, il risultato più che soddisfacente!
Parola chiave: Anck-su-namun.

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