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giovedì 23 aprile 2026

Film 2450 - Mamma Mia!

Intro: Another evening in Fuerteventura, another movie at Debbi's. This time the trio reunited for dinner, and we decided to watch a movie that we all love (and that was available on Netflix).

Film 2450
: "Mamma Mia!" (2008), Phyllida Lloyd
Watched: From the TV
Language: English
Watched with: Debbi, Niamh
Thoughts: Lately, musicals have been a hit or miss for me, but there are some that I can always go back to and enjoy. "Mamma Mia!" is one of them.
It's not perfect by any means. I think some of the shots are clunky, and the heavy use of green screen really takes you out of it in some scenes, but overall the music is great and the cast is fantastic, so it's an extremely enjoyable experience. More so than its sequel anyway.
Meryl Streep is a perfect Donna, and I think she has great chemistry with both Amanda Seyfried and her two bandmates (Julie Walters and Christine Baranski). In general, the female cast is a step above everybody else. The energy they bring and the fun they're having together transcend the screen and really reach the audience—it's contagious. Even more so if you know the songs: try not to sing along!
From a technical point of view, I think the movie could have been a bit "cleaner," but it compensates for its clumsiness with charismatic energy, wit, and a lot of fun.
Ps. I've been taking a Screenwriting class at the Lir Academy lately, and our lecturer asked us to come up with a couple of loglines for movies we had watched in the past. I picked "Weapons" and "Mamma Mia!", so I thought I'd include the one I wrote for this movie here:

A young woman planning her wedding on a small island in Greece decides to invite her three possible fathers to the celebration without telling her free-spirited mother. Things get complicated when the three men arrive at the same time, each believing he might be her father.

Film 1664 - Mamma Mia!
Film 1705 - Mamma Mia! Here We Go Again
Film 2450 - Mamma Mia!
Cast: Meryl Streep, Pierce Brosnan, Colin Firth, Stellan Skarsgård, Julie Walters, Dominic Cooper, Amanda Seyfried, Christine Baranski.
Box Office: $706.4 million
Worth a watch?: If you love musicals, or this one specifically, "Mamma Mia!" the movie adaptation is good fun and shouldn't be missed. If musicals are not your thing... then it's better to leave it.
Awards: 3 nominations at the 2009 BAFTAs for Outstanding British Film, Best Film Music, and Outstanding Debut by a British Writer, Director or Producer. 2 Golden Globe nominations for Best Motion Picture – Musical or Comedy and Best Actress – Motion Picture Comedy or Musical (Meryl Streep) and 1 Razzie Award win for Worst Supporting Actor (Pierce Brosnan). The movie was nominated for 1 Grammy for Best Compilation Soundtrack Album for Motion Picture, Television or Other Visual Media and Best Breakthrough Female Performance (Amanda Seyfried) at the MTV Movie & TV Awards.
Key word: Wedding.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 12 maggio 2020

Film 1705 - Mamma Mia! Here We Go Again

Intro: Sempre in aereo, sempre a guardare film, questa volta scelgo un titolo che volevo assolutamente recuperare al cinema, ma che, al momento dell'uscita, non ero riuscito ad andare a vedere.
Film 1705: "Mamma Mia! Here We Go Again" (2018) di Aneesh Chaganty
Visto: dalla tv dell'aereo
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: sequel, sequel e ancora sequel! Il mondo cinematografico è stato invaso da ritorni in pompa magna, anche se non tutti hanno beneficiato dell'effetto nostalgia.
Non è il caso di "Mamma Mia! Here We Go Again" che, nonostante un incasso inferiore al primo musical ispirato dalle canzoni degli ABBA, riesce comunque a racimolare un dignitoso gruzzolo mondiale, pur a mio avviso fallendo nel esercitare quel fascino magnetico tra il camp e il glitter che aveva contribuito al successo del primo, indimenticato film.
Sarà che è cambiata la regia - qui così perfettamente schiacciata dai diktat hollywoodiani cui l'imperfezione a tratti un po' naif di Phyllida Lloyd si sottraeva -, sarà che le canzoni sono di "seconda scelta" o che il cast è talmente affollato da confondere lo spettatore o, ancora, che la storia divisa a metà tra due lassi temporali portati avanti in parallelo dopo un po' stufa, di fatto questo secondo ritrovo al cinema con Sophie e famiglia richiama certamente i fasti precedenti, pur non riuscendo a canalizzarne in toto le vibrazioni positive.
Poi, per carità, "Here We Go Again" è una pellicola simpatica e spensierata, un musical luminoso e colorato che mette senz'altro di buon umore e tiene compagnia per le sue quasi due ore di durata, però ricordo con più entusiasmo l'originale (forse l'assenza di Meryl si fa sentire più del previsto). In ogni caso promosso.
Film 1664 - Mamma Mia!
Film 1705 - Mamma Mia! Here We Go Again
Film 2450 - Mamma Mia!
Cast: Christine Baranski, Pierce Brosnan, Dominic Cooper, Colin Firth, Andy Garcia, Lily James, Amanda Seyfried, Stellan Skarsgård, Julie Walters, Cher, Meryl Streep, Jessica Keenan Wynn, Jeremy Irvine, Hugh Skinner, Josh Dylan, Alexa Davies, Celia Imrie.
Box Office: $395 milioni
Vale o non vale: "Thank You for the Music", "Waterloo", "Fernando" e di nuovo "Dancing Queen", "SOS", "I Have a Dream", "Super Trouper", il tutto per due ore piacevoli in compagnia di metà Hollywood e dei geniali tormentoni degli ABBA. Cher e Meryl si ritrovano sul grande schermo dopo "Silkwood", Sophie porta avanti l'eredità di Donna, i giovani del passato si confrontano con i più attempati del presente in un gioco di parallelismi che è talmente pilotato da far venire il mal di testa. Meno male che ci sono le canzoni, le spiagge, il sole, i glitter e i costumi improbabili. Buon divertimento.
Premi: /
Parola chiave: Inaugurazione.

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#HollywoodCiak
Bengi

sabato 24 agosto 2019

Film 1664 - Mamma Mia!

Intro: Si può dire di no agli ABBA? Mai, specialmente con un sequel in programma!
Film 1664: "Mamma Mia!" (2008) di Phyllida Lloyd
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: incredibilmente, questa è la prima volta che parlo di "Mamma Mia!" sul blog nonostante avrò visto il film almeno già 3 volte prima di questa. So le canzoni a memoria, sono stato a vedere il musical a Londra, adoro la discografia degli ABBA, la Svezia e l'IKEA, per non parlare di Meryl Streep e costumi e atmosfere queer & camp, per cui niente più di questo musical poteva rendermi felice al mondo (e infatti è stato così).
La prima volta che l'ho visto al cinema sono rimasto estasiato - principalmente per il fatto che potessi cantare a squarciagola un sacco di canzoni fantastiche - e la colonna sonora mi è subito rimasta in testa, per quella che per un po' è stata una full immersion quasi totale nel mondo di Donna e le Dynamos, degli ABBA, dei glitter e lustrini. La notizia di un sequel (con Cher!) non ha fatto che alimentare nuovamente il fuoco da "Dancing Queen" che c'è in me, di fatto costringendomi a dover recuperare questa pellicola per l'ennesima volta. E ne sono stato entusiasta!
Film 1664 - Mamma Mia!
Film 1705 - Mamma Mia! Here We Go Again
Film 2450 - Mamma Mia!
Cast: Meryl Streep, Pierce Brosnan, Colin Firth, Stellan Skarsgård, Julie Walters, Dominic Cooper, Amanda Seyfried, Christine Baranski; (cameo) Benny Andersson, Björn Ulvaeus, Rita Wilson.
Box Office: $615.7 milioni
Vale o non vale: Uno dei miei musical preferiti: colorato, giocoso, con canzoni pazzesche, un cast fantastico e una location da togliere il fiato (Grecia). La regia fa un po' pena, ma non si può avere tutto.
Premi: Candidato a 2 Golden Globes per Miglior film commedia o musical e attrice protagonista (Streep) e nominato ai BAFTA per Miglior film britannico e Miglior colonna sonora. 1 candidatura ai Grammy per Best Compilation Soundtrack Album for Motion Picture, Television or Other Visual Media. Vincitore del Razzie per il Peggior attore non protagonista (Brosnan).
Parola chiave: Passato.

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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 22 agosto 2019

Film 1660 - Captain America: The First Avenger

Intro: Sempre in treno, sempre convinti che la Marvel fosse l'unica salvezza.
Film 1660: "Captain America: The First Avenger" (2011) di Joe Johnston
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: - The Avengers
Film 411 - The Avengers
Film 808 - The Avengers
Film 1568 - The Avengers
Film 930 - Avengers: Age of Ultron
Film 932 - Avengers: Age of Ultron
Film 1177 - Avengers: Age of Ultron
Film 1571 - Avengers: Age of Ultron
Film 1613 - Avengers: Infinity War
Film 1717 - Avengers: Infinity War
Film 1757 - Avengers: Endgame
Film 1792 - Avengers: Endgame
Film 2023 - Avengers: Endgame
Film 1757 - Avengers: Endgame
- Captain America
Film 695 - Captain America - Il primo vendicatore
Film 1660 - Captain America: The First Avenger
Film 814 - Captain America: The Winter Soldier
Film 1156 - Captain America: Civil War
Film 1395 - Captain America: Civil War
- Thor
Film 268 - Thor
Film 1191 - Thor
Film 1659 - Thor
Film 631 - Thor: The Dark World
Film 1193 - Thor: The Dark World
Film 1447 - Thor: Ragnarok
- Iron Man
Film 543 - Iron Man 2
Film 676 - Iron Man 3
- Ant-Man
Film 1004 - Ant-Man
Film 1195 - Ant-Man
- Doctor Strange
Film 1250 - Doctor Strange
Film 1433 - Doctor Strange
- Spider-Man
Film 1394 - Spider-Man: Homecoming
Film 1653 - Spider-Man: Homecoming
Film 467 - The Amazing Spider-Man
Film 718 - The Amazing Spider-Man 2: Il potere di Electro
- Black Panther
Film 1612 - Black Panther
Guardiani della Galassia
Film 817 - Guardiani della Galassia
Film 974 - Guardiani della Galassia
Film 1054 - Guardiani della Galassia
Film 1358 - Guardiani della Galassia Vol. 2
Cast: Chris Evans, Tommy Lee Jones, Hugo Weaving, Hayley Atwell, Sebastian Stan, Dominic Cooper, Neal McDonough, Derek Luke, Stanley Tucci, Richard Armitage, Samuel L. Jackson, Toby Jones.
Box Office: $370.6 milioni
Vale o non vale: Onestamente tra tutti i film Marvel questo è quello che mi piace di meno. Capisco la contestualizzazione e la necessità di introdurre la storia di Captain America in maniera coerente e sensata, ma trovo il tutto a tratti noioso.
Premi: /
Parola chiave: Hydra.

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Bengi

giovedì 14 luglio 2016

Film 1173 - Warcraft: L'inizio

A Rimini per qualche giorno di relax a giugno, ovviamente il tempo non poteva minimamente risultare clemente. Motivo per cui la sera ci siamo recati al cinema alla ricerca di un po' di sciocco svago vacanziero...saga

Film 1173: "Warcraft: L'inizio" (2016) di Duncan Jones
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Il caso "Warcraft" è particolare non tanto per il prodotto in sé, derivato dal videogioco omonimo, quanto per le modalità che hanno caratterizzato il suo impatto al box-office internazionale.
Curiosamente, infatti, nonostante il pochissimo successo in patria e in generale nei mercati occidentali, questa pellicola ha avuto una clamorosa performance al botteghino cinese, che è stato capace di generare qualcosa come 156 milioni di dollari in 5 giorni a fronte di un'apertura americana imbarazzantemente ferma a $24.2 milioni di incasso d'esordio. Di conseguenza non in pochi si sono interrogati sul valore dei differenti mercati cinematografici mondiali - ridiscutendo il primato americano - oltre che sulle diverse potenzialità che ogni contesto locale è in grado di offrire per uno stesso prodotto.
"Warcraft: L'inizio" è il classico prodotto USA da esportazione, ricolmo di effetti speciali, dalla trama ricca di mitologia da saga - e quindi adatta alla proliferazione di sequel -, con un cast più o meno riconoscibile e una regia che comincia a farsi conoscere (Duncan Jones è il figlio di David Bowie, nonché regista di titoli di discreto successo quali "Moon" e "Source Code"). Dunque gli elementi da colossale blockbuster c'erano tutti ed erano perfettamente allineati. Cosa ha generato il problema?
Diciamoci subito la verità: "Warcraft" è un film tremendo. La grafica e gli effetti speciali fanno schifo, trucco e parrucco neanche sufficienti per una scadente serie tv, la trama è scioccamente prevedibile. Non bastano, quindi, i presupposti teorici a creare quello che si può considerare un caso cinematografico di successo. Va notato, tra l'altro, che ultimamente le trasposizioni dal video game al grande schermo non hanno ottenuto particolare fortuna per quanto riguarda gli incassi: "Max Payne" (2008) ha incassato $85.8 milioni, "Doom" (2005) $56 milioni, "Tomb Raider 2" (2003) $156.5 milioni, "Silent Hill 2" (2012) $52.3 milioni, "Alone in the Dark" (2005) $10.4 milioni, "Prince of Persia - Le sabbie del tempo" (2010) $336.4 milioni su un budget che aggirava intorno ai $200 milioni. Insomma, il connubio ludico-intrattenitivo non sembra riuscire a spiccare il volo.
In questo quadro si inserisce a metà strada "Warcraft: L'inizio" che, pur presentando una perdita rispetto al budget stanziato per la produzione e promozione, si differenzia l'anomalia del mercato cinese.
Al di là dell'aspetto economico, in ogni caso rimane l'evidente mancanza di fantasia dei moleplici piani che riguardano il film e si sganciano dai punti fermi già delineati dal videogioco. Oltre all'universo creato dal prodotto originale, infatti, "Warcraft: L'inizio" non presenta alcun elemento in grado di colpire lo spettatore in modo così incisivo o peculiare ed realizzato in una maniera troppo "economica" per riuscire a rivestire il ruolo della saga cinematografica di qualità.
In definitiva, quindi, si rimane un po' con l'amaro in bocca perché invece di una bella avventura fantasy, si assiste ad uno spettacolo mediocre e nemmeno particolarmente interessante. Peccato.
Cast: Travis Fimmel, Paula Patton, Ben Foster, Dominic Cooper, Toby Kebbell, Ben Schnetzer, Robert Kazinsky, Daniel Wu, Ruth Negga.
Box Office: $430.2 milioni
Consigli: Solitamente ritengo che le scelte di casting che coinvolgono Paula Patton siano indice di scarsa qualità del prodotto e anche in questo caso il mio essere naturalmente prevenuto nei suoi confronti si è rivelato un modo di vedere le cose vicente.
Scemenze a parte, "Warcraft" è un prodotto bruttino e mal riuscito, versione di seconda categoria delle saghe fantasy che negli ultimi anni hanno tanto preso piede. Nonostante la collocazione estiva, gli effetti speciali e la promozione monster, il film non è riuscito nel suo intento di portare in sala non solo i fan del video gioco, ma anche chi in un prodotto del genere ricerca semplice svago e divertimento. Si può vedere e di fatto si tratta di una pellicola innoqua, ma il risultato finale non è sufficiente.
Parola chiave: Vil.

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Bengi

lunedì 30 maggio 2016

Film 1147 - The Lady in the Van

Ogni nuovo sforzo cinematografico di Maggie Smith è un evento imperdibile, per quanto mi riguarda. Così, colta l'occasione offerta dallo streaming, non ho esitato a scegliere questa pellicola ancora inedita in Italia (e senza una data di programmazione).

Film 1147: "The Lady in the Van" (2015) di Nicholas Hytner
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Tratto dalla storia vera di Mary Shepherd e riadattato dall'opera teatrale diretta dallo stesso Hytner e sceneggiata qui come a teatro da Alan Bennett (protagonista della vicenda), questo film è una piccola sorpresa che viaggia tutta su binari propri.
Fuori da buona parte dei canoni contemporanei di cinema biografico, è evidente quanto questo "The Lady in the Van" abbia avuto una gestazione teatrale, forgiando fortemente anche le caratteristiche del suo gemello cinematografico. In questo è certamente aiutato da una protagonista invariata che riprende il ruolo di Miss Shepherd per la terza volta in carriera e, neanche a dirlo, si produce in una performance spettacolare. Maggie Smith non delude mai.
Ruvida, sgradevole, egoista, pazza quanto basta, l'ex suora dal passato oscuro Miss Shepherd saprà come appassionare lo spettatore nonostante un caratteraccio difficile da digerire inizialmente. Ovviamente non mancherà l'occasione per spiegarne motivi e cause, oltre che momenti a dimostrazione di un affetto verso il protagonista maschile che vanno a dar prova non solo della peculiarità dell'amicizia tra i due, ma anche della sua autenticità. Né Miss Shepherd né Alan Bennett (qui interpretato da Alex Jennings) negheranno di non sopportarsi, eppure la loro unione è magnetica quanto palese. Insomma, siamo di fronte ad uno di quesi casi in cui l'amicizia è nascosta sotto strati di intolleranza, frecciatine e ripicche, ma che nel concreto è presente e sentita.
Un bel film, misto di commedia pungente e momenti drammatici che lascia ampio materiale su cui riflettere (in particolare i rapporti di vicinato non solo con la signora del titolo, ma anche reciproci) e, in unltima analisi, un sapore agrodolce che difficilmente si sciacqua via in poco tempo dopo la visione. Il connubio di storia vera, dramma, legame umano, degrado personale, percezione di sé e degli altri, sono tutti elementi che convivono all'interno della storia, conferendole un certo "valore di fruizione" che regala allo spettatore non solo uno svago per qualche ora, ma anche un prodotto in grado di far riflettere e lasciare un ricordo. Già di per sé fatto rarissimo di questi giorni.
Ps. Candidato ai Golden Globes e ai BAFTA 2016 per la Miglior attrice protagonista (Smith).
Cast: Maggie Smith, Alex Jennings, Jim Broadbent, Frances de la Tour, Roger Allam; camei da parte del cast "The History Boys" (precedente pellicola del regista Hytner) Samuel Barnett, Samuel Anderson, Stephen Campbell Moore, Dominic Cooper, James Corden, Sacha Dhawan, Andrew Knott, Clive Merrison, Jamie Parker, Russell Tovey.
Box Office: $41.3 milioni
Consigli: Maggie Smith superlativa - da guardare e ascoltare -, storia peculiare ad alto tasso di umanità, un risultato finale piacevole, ma non tanto commedia come potrebbe apparire in superficie. Un buon titolo cui approcciarsi con curiosità, tenendo presente non solo che si tratta di una vicenda dai toni veritieri, ma anche una storia che non si tira indietro quando è il momento di parlare di cose serie.
Parola chiave: Incidente stradale.

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Bengi

venerdì 28 novembre 2014

Film 826 - Dracula Untold

Lu era assolutissimamente intenzionato a vedere questa pellicola!

Film 826: "Dracula Untold" (2014) di Gary Shore
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Il film inizia con un'ottima scelta del font per il titolo, che però rimane l'unica ottima cosa di tutto il progetto.
Vlad detto "l'impalatore" (Luke Evans) è signore di Transilvania, terra che gli sta a cuore al pari della sua famiglia. Dal momento che i turchi la minacceranno, farà tutto ciò che è in suo potere per salvare il suo popolo (e soprattutto suo figlio) dalle grinfie del sultano Maometto II (Dominic Cooper). La storia non è niente più di questo.
Nel mezzo ci sono una serie di trovate narrative dubbie e un po' noiose, considerando che dopo essere stato l'impalatore, Vlad diventa padre e marito modello, signore devoto alla sua terra e alla sua cultura. Per come lo vogliono far passare qui, l'unica cosa che gli sta davvero a cuore è difendere la sua famiglia che parte da quella di sangue e, per estensione, coinvolge i suoi sudditi. Insomma, Vlad adesso è un pezzo di pane.
Forzato dagli eventi, però, il nostro principe sarà costretto ad abbracciare nuovamente la sua vera natura, unico a sacrificarsi per la libertà della Transilvania (in quanto non ha un esercito), regno che esigerà da lui il prezzo più alto: tramutarsi in un mostro.
Chiaramente parliamo di un vero e proprio patto col diavolo, una scelta necessaria ma consapevole che lo porterà a diventare vampiro a tutti gli effetti, successore di un Maestro Vampiro (Charles Dance) che è l'unico aspetto veramente inquietante di una storia che, altrimenti, combina malamente la fiaba col mito. Per non parlare, poi, dei vani tentativi horror che, fossero stati messi in pratica seriamente (e non solo accennati), avrebbero quantomeno dato un senso a questo progetto che, invece, sceglie di mischiare tutto insieme e risultare un nulla di fatto. C'è la strategia politica, il mistero dell'occulto, l'orrore del massacro, ma anche uno sdolcinato quadretto amoroso che si combina ad un dramma familiare da manuale; eppure tutti questi elementi insieme non riescono a salvare una storia che parrebbe poter regalare al pubblico una nuova prospettiva più moderna del famoso Conte Dracula, eppure fallisce in partenza. E' già da quando la trama sceglie di non schierarsi in favore di nessuno dei generi che poi di fatto tocca che la storia dimostra le sue debolezze. "Dracula Untold", insomma, è tante cose, ma nessuna in particolare.
Evans fa quello che può per portare a casa l'immagine sofferta e tormentata dell'uomo che rinuncia alla felicità che ha davanti per un bene più grande e, di fatto, se questa operazione commerciale ha avuto abbastanza successo parte del merito è sicuramente suo, anche se quella principale va certamente attribuita alla eco che il mito del Dracula vampiro porta con sé da decenni e che riesce tutt'oggi a portare il pubblico in sala. Charles Dance è certamente molto efficace nel ruolo di vampiro anziano e anche la versione male abbronzata di Dominic Cooper è sufficientemente in parte, cosa che non si può dire della pessima Sarah Gadon e della sua unica monoespressione contrita. In generale, poi, l'impressione è sempre quella di un progetto che ha il budget di un blockbuster (70 miloni di dollari) ma le caratteristiche del B-movie che tenta di sembrare un kolossal, fallendo. Peccato, perché se si fosse messo più a fuoco un aspetto particolare della vicenda (il macabro? l'orrifico? quello politico? quello psicologico?), probabilmente si sarebbe ottenuto non solo un effetto di maggior coesione, ma anche un prodotto meno anonimo.
Box Office: $212.7 milioni
Consigli: Una trama così così, una regia spesso inefficace (preparatevi alla visione di tantissime spalle!) e un risultato finale che non convince sono gli elementi più palesemente negativi di questo film che, però, dalla sua ha il fascino di un personaggio come Dracula, una buona prova di Luke Evans e certi effetti speciali che funzionano. E' il classico prodotto usa e getta, una storia che va bene per passare qualche ora senza pensieri lasciandosi trasportare in un mondo e in un tempo lontani (Transilvania, medioevo) per poi accendere nuovamente il cervello e dimenticarsi serenamente ciò che si è appena visto.
Parola chiave: Turchi.

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Bengi

lunedì 24 marzo 2014

Film 685 - Un ragionevole dubbio

Dal trailer poteva sembrare un filmetto interessante...

Film 685: "Un ragionevole dubbio" (2014) di Peter Howitt
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Non è certo che "Reasonable Doubt" sia orrendo o inguardabile, ma manca certo di pathos e gioca male gli elementi legati all'indagine sul sospettatissimo (e sospettabilissimo) Samuel L. Jackson.
Infatti, nonostante la storia avrebbe tutti gli elementi a disposizione per mettere in scena un thriller adrenalinico di genere, di fatto gioca d'anticipo tutti i suoi assi nella manica finendo per rovinare qualsiasi effetto sorpresa. C'è molta fretta di arrivare verso il finale e non si capisce bene perché.
L'apparenza - che prontamente si ribalta e ribalta ancora - inganna per la maggior parte dei 91 minuti di pellicola, ma non si prende il tempo di lasciare che gli spettatori facciano le proprie ipotesi, scegliendo di rivelare praticamente sempre in anticipo rispetto all'auspicabile gli snodi chiave di ogni livello della trama. E così ogni evento potenzialmente shoccante finisce per bruciarsi sul tempo ed è un peccato.
Lo è perché, di fatto, tutti gli altri elementi della trama funzionano abbastanza bene ed interagiscono tra loro andato a creare un risultato finale che non è per niente male. Dominic Cooper è un buon protagonista ed è in grado di reggere da solo un pellicola - certo non un capolavoro - risultando convincente. Gli si oppone un Samuel L. Jackson come sempre a suo agio in questi ruoli di cattivo un po' misterioso. A sorpresa, poi, un ruolo da protagonista anche per l'ex dottoressa di "E.R. - Medici in prima linea" Gloria Reuben, recentemente vista in "Lincoln" e "Matricole Dentro o Fuori" ed evidentemente ritornata un pochino sulla cresta dell'onda.
Da non sottovalutare, inoltre, le atmosfere abbastanza dark che fanno il loro dovere e una buona scelta dei set tra Chicago e il Canada.
Insomma, in generale "Un ragionevole dubbio" fallisce nel tentare di rappresentare un film thriller che rispecchi i canoni del genere (pathos, adrenalina, investigazione, mistero) e, da questo punto di vista, non mi ha soddisfatto. Tutto sommato, comunque, si lascia guardare.
Box Office: In Italia il film ha esordito con un incasso di € 136.645
Consigli: Non è certamente un esempio di thriller in grado di lasciare col fiato sospeso. Può funzionare per una serata senza pretese, in cui ci si accontenta di vedere un film passabile tra qualche mistero, un serial killer (?) e un ex medico di "ER" che spara meglio di Chuck Norris.
Parola chiave: Sigarette.

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Bengi

martedì 14 agosto 2012

Film 437 - La leggenda del cacciatore di vampiri (3D)

Nuovo ingresso con la 3 per una pellicola che ero curiosissimo di vedere in questa torrida estate senza grandi proposte cinematografiche.


Film 437: "La leggenda del cacciatore di vampiri" (2012) di Timur Bekmambetov
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Sinceramente interessato alla visione di questo film, devo dire che non sono rimasto soddisfatto.
"Abraham Lincoln: Vampire Hunter" è un pasticcio di generi mal mescolati tra loro il cui principale pregio sta nell'idea originale che da spunto alla storia: e se Abramo Lincoln, 16esimo presidente degli Stati Uniti d'America, avesse avuto come segreto quello di essere un cacciatore di vampiri?
Chiaramente, quindi, parliamo di un genere fantasy, vagamente intrecciato con lo storico, che, però, prende i suoi rimandi da troppi altri lavori per potersi dire davvero originale. Con una generale atmosfera che richiama il recente "The Conspirator" di Redford e un mix di quei vari "Intervista col vampiro", "Aiuto vampiro" e, inevitabilmente, tutti i "Twilight", in questa pellicola si finisce per avere una totale mancanza di specifica identità in favore di una spettacolarità visiva che c'è, ma non è sufficiente.
Tra una trama debole e un'incapacità recitativa da lasciare a bocca aperta - i peggiori sono i due protagonisti Benjamin Walker/Lincoln e Mary Elizabeth Winstead/Mary Todd Lincoln - si finisce per rimanere delusi da un prodotto come questo ad altissimo budget ($69,000,000), ma carente dal punto di vista dell'originalità.
Brutti effetti speciali, troppi rallenty in favore di un'enfasi della spettacolarità dei combattimenti e il (da me) tanto odiato 3D a rendere fastidiosa l'iniziale visione della pellicola a causa dello stordimento da occhialini hanno fatto sì che, nonostante fossi ben conscio del tipo di prodotto che mi accingevo a vedere, rimanessi piuttosto deluso dal risultato finale insufficiente. Si poteva fare di più e davvero molto meglio.
Consigli: E' puro intrattenimento e nemmeno tanto originale a dirla tutta. E' il classico prodotto estivo che non fa né male né bene. Si guarda, ma giusto per passare il tempo.
Parola chiave: Vendetta.

Trailer

Ric