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venerdì 17 aprile 2026

Film 2448 - The Da Vinci Code

Intro: Another evening at home in Fuerteventura, another movie courtesy of Netflix Spain.

Film 2448
: "The Da Vinci Code" (2006), Ron Howard
Watched: On the laptop
Language: English
Watched with: Niamh
Thoughts: I had watched this movie before, but I was never a huge fan of this franchise. If anything, I always preferred the second film. But I have to admit that I enjoyed this rewatch, especially because I didn't remember much of the plot and I'd never seen it in English before.
Obviously, this is one of those movies that, once you've seen it, half of the intrigue is gone. When you rewatch it and remember what happens, it's not as fun as the first time around. That said, it's definitely an ingenious piece of media: all the references to people, places, and facts, how everything is tied up and connected, how it is all part of a much bigger puzzle that eventually leads back to Jesus, religion, and faith.
It's definitely a fun watch once the suspension of disbelief kicks in: there's so much going on, so much that is thrown at you as the audience, that it can be hard to know what's real, what's a theory, and what's just an idea that Dan Brown came up with and added to his story. So yeah, there's definitely a lot to take in—final plot twist included—but for what it is, "The Da Vinci Code" is an extremely entertaining movie, well made and with a great international cast. I'd love to see more Audrey Tautou on my screen, although she hasn't starred in a movie since 2019. Definitely worth giving it a go. It's a bit overstuffed plot-wise, but if you watch it for the first time, it's definitely an entertaining experience.
Film 2448 - The Da Vinci Code
Film 81 - Angeli e demoni
Film 1287 - Angeli e demoni
Film 2451 - Angels & Demons
Film 1237 - Inferno
Cast: Tom Hanks, Audrey Tautou, Ian McKellen, Alfred Molina, Jürgen Prochnow, Paul Bettany, Jean Reno.
Box Office: $801.3 million
Worth a watch?: Definitely worth giving it a go. It's a bit overstuffed plot-wise, but if you watch it for the first time, it's definitely an entertaining experience.
Awards: Nominated for Best Original Score at the 64th Golden Globe Awards and for Best Score Soundtrack at the 49th Grammy Awards. It was also nominated for 1 Razzie Award for Worst Director.
Key word: Royal blood.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 19 agosto 2024

Film 2226 - Spider-Man: No Way Home

Intro: Era da un po' che volevo rivederlo, così una sera mi sono deciso.

Film 2226: "Spider-Man: No Way Home" (2021) di Jon Watts
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: sicuramente della nuova trilogia di Spider-man con Tom Holland il migliore uscito fino ad ora. Divertente, emozionante, con grandi scene d'azione e il ritorno di numerosi personaggi, "Spider-Man: No Way Home" non solo riesce a conciliare con intelligenza cameo e "riapparizioni" con la storia che intende raccontare, ma riesce a farlo in un modo che lascia sorpresi e, allo stesso tempo, è funzionale a portare avanti la storia. Chapeau.
Film 1394 - Spider-Man: Homecoming
Film 1653 - Spider-Man: Homecoming
Film 1781 - Spider-Man: Far from Home
Film 2077 - Spider-Man: No Way Home
Film 2226 - Spider-Man: No Way Home
Film 467 - The Amazing Spider-Man
Film 718 - The Amazing Spider-Man 2: Il potere di Electro
Cast: Tom Holland, Zendaya, Benedict Cumberbatch, Jacob Batalon, Jon Favreau, Jamie Foxx, Willem Dafoe, Alfred Molina, Benedict Wong, Tony Revolori, Rhys Ifans, Charlie Cox, J. K. Simmons, Tom Hardy, Thomas Haden Church, Marisa Tomei, Andrew Garfield, Tobey Maguire.
Box Office: $1.923 miliardi
Vale o non vale: Uno degli ultimi film della Marvel a funzionare davvero, "No Way Home" è un divertente giro di giostra che intrattiene a dovere e lascia soddisfatti.
Premi: Candidato all'Oscar per i Migliori effetti speciali. Miglior film e miglior performance cinematografica (Tom Holland) agli MTV Movie + TV Award (su 7 nomination totali).
Parola chiave: Second chance.
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#HollywoodCiak
Bengi

sabato 22 gennaio 2022

Film 2077 - Spider-Man: No Way Home

Intro: Ultimo film al cinema del 2021, io e Oisin abbiamo addirittura prenotato i biglietti per non richiare di perdercelo (ed evitare gli spoiler, più che altro). E il 19 dicembre, 2 giorni prima di tornare in Italia, siamo finalmente andati a recuperare forse il film più atteso della stagione.

Film 2077: "Spider-Man: No Way Home" (2021) di Jon Watts
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Oisin
In sintesi: considerato che Doctor Strange è forse il mio personaggio cinematografico Marvel preferito, devo dire che l'idea di una combo Peter Parker - Stephen Strange mi avesse esaltato non poco. Specialmente perché, dopo il deludente (per quanto godibile) "Spider-Man: Far From Home", c'era veramente bisogno di riportare Spidy su un percorso narrativo più interessante. Con questo "Spider-Man: No Way Home" si sono davvero superati.
Solitamente quando una storia cerca di mettere insieme troppi elementi e chiama in gioco troppi personaggi sono il primo a lamentarsene - vedi per esempio il caso di un altro Spider-Man, ma di un altro universo "The Amazing Spider-Man 2" - eppure in questo caso il tutto funziona alla perfezione. Tanto bene che si stenta a crederci, bisogna ammetterlo. Considerati, poi, i pasticci che sono stati gli ultimi "Eternals" e "Venom 2", c'è ancora di più da festeggiare.
Questo terzo Spider-Man con protagonisti Tom Holland e Zendaya (finalmente più parte dell'intreccio) è certamente il migliore della trilogia e combina intelligentemente le componenti positive dei primi due titoli: il tono simpatico e scanzonato del primo insieme a quella (solo in parte) ambizione grandiosa del secondo, il tutto mixato in un risultato finale che definirlo elettrizzante è dire poco.
Numerosi ritorni fortunatamente non in formato cameo (Green Goblin, Doctor Octopus, Electro, Lizard, Sandman) per un moltiplicarsi di Parker in formato triplo che, onestamente, è un piacere vedere collaborare sul grande schermo. Tobey Maguire fa un po' effetto nostalgia - per quanto mi riguarda il suo Spider-Man è quello che ha un po' dato inizio al mio interesse per le pellicole sui supereroi - mentre ad Andrew Garfield viene regalata l'opportunità di una sorta di riscatto rispetto alla sua versione di Parker. C'è anche tanto che perdiamo in questo "No Way Home", e non solo in termini di memoria (ma qualche spoiler me lo tengo per me, dai).
Insomma, le critiche erano positive, le reazioni dei fans erano entusiaste e, per una volta, non solo le mie alte aspettative erano giustamente riposte e sono state rispettate, ma sono anche riuscito ad evitare quasi ogni spoiler importante prima della visione. Il che di per sé è valso quanto la visione stessa, se devo essere onesto, perché il piacere di scoprire la trama passo passo e l'essere talmente coinvolto dal portarmi a fare ipotesi sui possibili risvolti della trama non mi capitava da moltissimo tempo ed è stata una sensazione fantastica.
Film 1394 - Spider-Man: Homecoming
Film 1653 - Spider-Man: Homecoming
Film 1781 - Spider-Man: Far from Home
Film 2077 - Spider-Man: No Way Home
Film 2226 - Spider-Man: No Way Home
Film 467 - The Amazing Spider-Man
Film 718 - The Amazing Spider-Man 2: Il potere di Electro
Cast: Tom Holland, Zendaya, Benedict Cumberbatch, Jacob Batalon, Jon Favreau, Jamie Foxx, Willem Dafoe, Alfred Molina, Benedict Wong, Tony Revolori, Rhys Ifans, Charlie Cox, J. K. Simmons, Tom Hardy, Thomas Haden Church, Marisa Tomei, Andrew Garfield, Tobey Maguire.
Box Office: $1.691 miliardi (ad oggi)
Vale o non vale: Un ottimo esempio di blockbuster riuscito e ben confezionato, anche se molti dei grandi ritorni in scena di questo film avranno più valore per gli appassionati e chi conosce già non solo questa storia, ma anche le precedenti raccontate (in quelli che ora sono universi paralleli). Personalmente ho trovato "Spider-Man: No Way Home" geniale per molteplici punti di vista e capace di tirare fuori il meglio da ogni personaggio richiamato in campo. Non solo, ma la fusione tra il mondo di Parker e quello di Strange è veramente riuscita. Insomma, se non lo avete ancora fatto, correte al cinema a recuperare questa perla mainstream molto rara!
Premi: /
Parola chiave: "And with great power, there must also come great responsibility."

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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 4 giugno 2020

Film 1713 - Ralph Breaks the Internet

Intro: Onestamente non avevo una gran fretta di vederlo, anche se sapevo prima o poi lo avrei recuperato.
Film 1713: "Ralph Breaks the Internet" (2018) di Phil Johnston, Rich Moore
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: il grande ritorno di "Ralph Spaccatutto" è simpatico e coloratissimo, anche se onestamente per la maggior parte sembra una marchetta ad ogni brand che la massificazione di internet ha portato con sé. Niente di male, per carità, il product placement si piazza perfettamente all'interno della storia, in ogni caso il risultato finale non va oltre il classico prodotto per tutta la famiglia atto allo svago spegni cervello. Avevamo bisogno di questo sequel? No, ma "Ralph Breaks the Internet" si lascia tranquillamente guardare.
Film 516 - Ralph Spaccatutto
Film 1713 - Ralph Breaks the Internet
Cast: John C. Reilly, Sarah Silverman, Gal Gadot, Taraji P. Henson, Jack McBrayer, Jane Lynch, Alan Tudyk, Alfred Molina, Ed O'Neill, Bill Hader.
Box Office: $529.3 milioni
Vale o non vale: Probabilmente la parte migliore di tutto il film sta nel momento in cui Vanellope (Sarah Silverman) incontra tutte le principesse Disney, in una sorta di dissacrante scontro tra passato e presente che mette alla berlina il vecchio approccio della casa di Topolino rispetto alla sue famose protagoniste. Il resto della storia è divertente e simpatica, regala un'avventura per grandi e piccini che funziona, ma risulta meno epica e indimenticabile di quando la massiccia campagna di marketing non avrebbe fatto pensare.
Premi: Candidato all'Oscar e al Golden Globe per la Miglior pellicola d'animazione.
Parola chiave: Wi-Fi.

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#HollywoodCiak
Bengi

domenica 19 aprile 2020

Film 1872 - Frozen II

Intro: Tutti un po' sorpresi dal fatto che questo secondo capitolo non si sia portato a casa nemmeno la nomination all'Oscar come Miglior film d'animazione, il che mi ha incuriosito e convinto definitivamente a vederlo appena lo streaming me lo ha concesso. (In realtà lo avrei recuperato anche al cinema, ma la versione originale a Ushuaia non era contemplata e non me la sono sentita di vedermi tutto il film in spagnolo.)
Film 1872: "Frozen II" (2019) di Chris Buck, Jennifer Lee
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: questo secondo "Frozen" è meglio o peggio del primo? Ce l'ha fatta la Disney a produrre un sequel degno del successo stratosferico del primo, popolarissimo cartoon? Insomma, regge il confronto?
Prima di rispondere, una mia personalissima premessa: non provo particolare entusiasmo per "Frozen", che sia 1 o 2, e anzi, fatico ancora a comprenderne l'ossessione globale. Visivamente si tratta di prodotti molto belli, musicalmente curati e dalle giuste canzoni-tormentone, però tutto sommato nessuno dei due episodi mi ha portato alla necessità di strapparmi i capelli dall'estasi, per così dire. Poi, per carità, si tratta di prodotti d'animazione piacevolissimi, ma niente a che vedere con altri classici del cinema Disney.
Quindi com'è questo "Frozen II"? Perfettamente in linea con il suo predecessore, anche se un filino più avventuroso e dark, cosa che si intuisce già guardando il trailer. Il core-message rimane abbastanza simile al precedente, abbiamo sempre le sorelle reali Elsa e Anna che si dividono tra doveri di corte e una rivendicazione della propria identità, anche se questa volta si va più a fondo rispetto alla storia familiare delle due protagoniste.
Tutto sommato siamo di fronte ad un buon comeback, cosa non scontata quando si tratta di sequel, specialmente di titoli così estremamente popolari. La storia regge e la Disney ringrazia, perché con questo secondo capitolo la casa di Topolino si è portata a casa il primato per la pellicola d'animazione che abbia incassato di più nella storia del cinema (se non si considera il remake de "The Lion King" che, infatti, non consideriamo). Chapeau.
Film 649 - Frozen - Il regno di ghiaccio
Film 705 - Frozen
Film 1872 - Frozen II
Cast: Kristen Bell, Idina Menzel, Josh Gad, Jonathan Groff, Sterling K. Brown, Evan Rachel Wood, Alfred Molina, Martha Plimpton, Jason Ritter, Jeremy Sisto, Ciarán Hinds.
Box Office: $1.450 miliardi
Vale o non vale: Carino, avventuroso e dotato di una certa spettacolarità visuale, "Frozen II" riesce a bissare il successo del primo rimanendo piuttosto fedele al brand. Non uno dei migliori film d'animazione di sempre, ma una piacevole visione per tutta la famiglia.
Premi: Candidato all'Oscar per la Miglior canzone ("Into the Unknown"), a 2 Golden Globe per film d'animazione e canzone e al BAFTA per la Miglior pellicola d'animazione.
Parola chiave: Voce.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 29 maggio 2017

Film 1363 - Rango

Una proposta del catalogo di Sky Go.

Film 1363: "Rango" (2011) di Gore Verbinski
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Al momento di uscita nelle sale 6 anni fa non ero particolarmente interessato a questa pellicola e, a dirla tutta, non lo sono diventato dopo. Mi incuriosì il fatto che fosse riuscita ad aggiudicarsi l'Oscar come Miglior film d'animazione, anche se va detto che quell'anno la concorrenza non fosse particolarmente spietata (e sappiamo quanto l'Academy faccia fatica a riconoscere in questa categoria premi a produzioni extra USA).
L'approccio a "Rango", quindi, non è stato dei più entusiasti. Diciamo che, nell'ottica di una serata tranquilla, un cartoon sembrava la scelta più logica. Cosa che, in effetti, si è rivelata esatta, perché lo devo dire, di tutte le stramberie che contraddistinguono questo prodotto, la più strana è che il mix assurdo funzioni e pure bene. Divertente, estremamente personalizzato, simpatico e d'avventura, il film di Verbinski è stato una piacevole scoperta, un western moderno ricolmo di animali brutti e momenti comici ben riusciti per un risultato finale che funziona per tutta la famiglia.
Cast: Johnny Depp, Isla Fisher, Abigail Breslin, Ned Beatty, Alfred Molina, Bill Nighy, Stephen Root, Harry Dean Stanton, Ray Winstone, Timothy Olyphant.
Box Office: $245.7 milioni
Consigli: Forse non la scelta più immediata, eppure un titolo da tenere in considerazione perché intrattiene a dovere, diverte e funziona. E, cosa non banale, rimane impresso per il suo stile particolare e non convenzionale.
Parola chiave: Acqua.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 27 dicembre 2016

Film 1265 - I predatori dell'arca perduta

Erano anni ormai che volevo rivedere tutta la saga. Volevo anche comprarne i dvd, ma non so perché non ho mai concretizzato il mio intento. Così quando Netflix ne ha messo a disposizione ogni capitolo, non ho perso tempo e ho cominciato a recuperarne uno alla volta.

Film 1265: "I predatori dell'arca perduta" (1981) di Steven Spielberg
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: A qualche minuto dall'inizio della pellicola mi sono accorto che il film, oltre ad essere stato esteticamente restaurato (con immagini di fatto paragonabili a quelle di un titolo appena uscito in sala) era anche stato ridoppiato. Il che non solo è fastidioso di per sé, ma lo è ancor di più perché la nuova voce scelta è quella di Pino Insegno. Tremenda, tremenda scelta, a maggior ragione se si pensa che le altre pellicole su Jones non hanno subito lo stesso trattamento, per fortuna. Dunque l'unica via praticabile era l'ascolto in originale.
Al di là di questo piccolo inconveniente - che di fatto mi ha portato a scoprire in chiave del tutto nuova una pellicola che conoscevo sotto un "aspetto" diverso -, ho goduto nuovamente del primo, magnifico film su Indiana Jones gustandomi ogni singola scena. Anche perché la maggior parte non me le ricordavo e mi ha fatto alquanto piacere accorgermi che nonostante i suoi 35 anni di età, "I predatori dell'arca perduta" è un evergreen capace di intrattenere e appassionare lo spettatore oggi come un tempo. Inutile dire quanto mi sia sentito nuovamente bambino a rivivere questa storia, ancor di più perché, tra i vari miti personali che accompagnano la saga, sicuramente la morte finale dei nazisti sta al secondo posto delle scene più inquietanti che Spielberg e i grandiosi effetti speciali sono riusciti a confezionare, meno spaventosa solo degli effetti "collaterali" del bere dal Santo Graal sbagliato...
"Raiders of the Lost Ark" è veramente un bel film, un grande primo capitolo di una serie di titoli quasi sempre all'altezza della fama globale che il personaggio creato da George Lucas è riuscito nel tempo a guadagnarsi. Se Indiana Jones è oggi ancora così conosciuto ed apprezzato è sicuramente per merito delle magnifiche ed audaci avventure create per i 4 film realizzati e, indubbiamente grazie al perfetto Harrison Ford, mitico eroe dalla doppia veste di rinomato studioso e sgangherato avventuriero, sempre in bilico tra uno sguardo sexy e un'espressione da schiaffi, la soluzione di un caso e un colpo di fortuna che salva tutta la situazione. Grazie alla sua capacità di rappresentare così efficacemente il protagonista, l'irriverenza sfacciata con cui ci si beffa di certi elementi "intoccabili", un ritmo capace di trasportare all'avventura e una colonna sonora che è leggenda, questo film (e il suo franchise) è riuscito nel tempo non solo a consolidarsi quale classico della cinematografia americana, ma certamente come uno dei titoli più iconici di sempre.
Ps. Vincitore di 4 premi Oscar (Scenografie, sonoro, montaggio ed effetti speciali) su un totale di 8 nomination tra cui Miglior film e regia. Inoltre la pellicola ha vinto un Oscar speciale per il montaggio sonoro.
Film 1265 - I predatori dell'arca perduta
Film 1271 - Indiana Jones e il tempio maledetto
Film 1281 - Indiana Jones e l'ultima crociata
Film 1288 - Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo
Film 2200 - Indiana Jones and the Dial of Destiny
Cast: Harrison Ford, Karen Allen, Paul Freeman, Ronald Lacey, John Rhys-Davies, Denholm Elliott, Alfred Molina.
Box Office: $389.9 milioni
Consigli: Bello, divertente e di grande intrattenimento, un vero e proprio classico del cinema moderno, "I predatori dell'arca perduta" è la scelta più ovvia per cominciare la riscoperta della quadrilogia su Indiana Jones (secondo nella mia personale classifica dei 4 titoli). Regia fantastica, colonna sonora cult, Harrison Ford perfetto e risultato finale che indimenticabile per un film che si può vedere e rivedere senza mai stancarsene. Davvero intramontabile Indi!
Parola chiave: Amuleto di Ra.

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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 6 novembre 2014

Film 811 - The Normal Heart

Se ne è fatto un gran parlare e non vedevo davvero l'ora di farmene un'opinione!

Film 811: "The Normal Heart" (2014) di Ryan Murphy
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: "The Normal Heart" mi ha spezzato il cuore.
E' chiaro, il mio coinvolgimento emotivo è stato sicuramente aumentato da motivazioni personali, ma lo strazio, il dolore, la disperazione e lo smarrimento che questo film per la tv porta a galla è qualcosa che ti lascia a pezzi.
E' bene, quindi, mettere subito in conto che la visione di questa produzione HBO firmata Ryan Murphy non sarà una passeggiata: sono gli anni '80, siamo a New York e la comunità gay si sta ammalando di AIDS. Muoiono a migliaia, ma l'emancipazione del mondo omosessuale è ancora acerba e i gay sono 'froci' o 'checche' agli occhi dell'opinione pubblica, ancora bidimensionali e caricati a macchietta. L'epidemia è gravissima e si pensa che solo nella comunità il virus si diffonda, il che contribuisce ad alimentare un'idea di promiscuità e lascività di costumi che spaventa chi quella comunità non la frequenta e non la conosce. Per carità, di sesso se ne faceva eccome, però, come si sa, non solo gli omosessuali uomini sono a rischio di contagio.
In questo scenario umanamente apocalittico si muove Ned Weeks - un bravissimo Mark Ruffalo che si meritava almeno l'Emmy, chissà il Golden Globe -, scrittore grazie al quale comincia a farsi sentire la voce proprio di quella comunità ghettizzata. Essere ascoltati non è per nulla facile e, anzi, sembrano più le sconfitte che le vittorie. Il suo approccio preciso e dettagliato spaventa, i suoi modi schietti e le sue richieste intimoriscono chi dovrebbe ascoltare o aiutare. Ci sarà, quindi, per tutto il film una differenza d'approccio tra quello di Ned e quello portato avanti e voluto dall'organizzazione che contribuisce a fondare, la "Gay Men's Health Crisis": da una parte il temperamento forte e l'animo indignato e fiero dello scrittore, dall'altro un tentativo più tranquillo e mediato di ottenere l'attenzione dei potenti per tentare un dialogo con loro che porti a dei frutti, seppur in sordina.
Vedere una pellicola come questa con, sulle spalle, il peso di un'esperienza che 30 anni di distanza porta con sé crea sicuramente e fin da subito una simpatia per il povero Ned, vittima della sua stessa creatura solo perché più coraggioso degli altri. Immagino, però, che dovendo vivere allora una situazione così delicata portasse a non poter semplicemente scegliere la via più idealisticamente coraggiosa. Trovare una soluzione, ottenere aiuto e considerazione erano gli scopi che, anche se raggiunti col ricatto e nel tentativo di mantenere ai margini la comunità gay, andavano in ogni caso perseguiti. E non si può biasimare l'associazione che cerca modi più 'docili' e meno drastici di avere quell'attenzione di cui disperatamente necessita.
Come si capisce, quindi, è un quadro abbastanza complesso, carico di emozioni che avvolgono e stravolgono lo spettatore sia perché la storia di "The Normal Heart" è davvero straziante in certi passaggi, sia perché c'è un grande cast che rende un'operazione come questa riuscita non solo dal punto di vista tecnico. Ruffalo, Matt Bomer e Taylor Kitsch, Alfred Molina, Jim Parsons e una Julia Roberts che, nonostante un ruolo cui sia già abituata (vedi "Erin Brockovich - Forte come la verità"), riesce bene a rappresentare la sua Dott.ssa Emma Brookner evitando di banalizzare un personaggio tanto forte e iconico come questo (unica a interessarsi dei gay, unico dottore a visitarli e tentare di curarli, unica ad effettuare ricerche in proposito e, da non sottovalutare a livello di comunicazione, anche in sedia a rotelle) e riuscendo a renderlo meno patinato di quanto, personalmente, mi sarei aspettato.
Insomma, è inutile nasconderlo: ho pianto e pure tanto, pure più di quanto credo di aver mai pianto per un film. Mi ha veramente fatto pensare, oltre che fatto stare male come non mai. E' una storia così crudele ed ingiusta e allo stesso tempo così carica di messaggi di speranza, personaggi-persone da ricordare e passi importanti per chi della comunità fa parte (newyorkese e non) che non si può rimanere indifferenti. Persone annientate, amori distrutti, una malattia che ti consuma e degrada e una società che distoglie volentieri lo sguardo. Come spesso capita quando mi imbatto in storie come questa, mi chiedo: e io, che avrei fatto? Sarei stato in disparte? Sarei stato a guardare? Avrei aiutato la mia comunità e messo da parte la paura, la mia codardia, le mie remore personali?
Sono fortunato, oggi, a non dovermi dare queste risposte, a non essermi dovuto confrontare con tali tragedie e vivere in un tempo e in un luogo in cui una persona omosessuale può pensare di decidere di e per sé stessa. Chiaro, non è per tutti così, ci sono ancora così tanti passi da fare...

Eppure, grazie a "The Normal Heart", hai come quella sensazione di quando ti guardi indietro, ripensi al passato, e ti ricordi che dopotutto qualche passo in avanti è stato fatto. 
Non sarà molto e di sicuro la battaglia non è finita. Però, quando ti sei asciugato le lacrime, è una consapevolezza che ti fa sentire maledettamente bene.
Ps. 12 nomination agli Emmy 2014 tra cui una praticamente per ogni attore principale e solo 2 vittorie portate a casa: Outstanding Television Movie e Outstanding Makeup for a Miniseries or a Movie (Non-Prosthetic). Francamente credo sia un po' poco; forse i Golden Globes sapranno dare più risalto a questo titolo.
Box Office: /
Consigli: Tratto dal testo teatrale dello stesso Larry Kramer che qui scrive la sceneggiatura, questo film tv - che mette in imbarazzo una qualunque produzione italiana contemporanea - è di una potenza e un'intensità disarmanti. Lo spettatore non può che soffrire con i protagonisti, tifare per loro e sperare che Tommy Boatwright (Jim Parsons) non debba più archiviare alcun biglietto da visita. Si sa, la vita è dura e una tragedia che porta il nome di epidemia è una tema tanto difficile da portare sullo schermo soprattutto perché si rischia di cadere in cliché o puntare tutto su un'emozionalità superficiale e commerciale che priverebbe un dramma come quello dell'AIDS della rappresentazione seria, competente e dignitosa che merita. Qui pare tutto funzionare bene, Murphy riesce a dare il giusto spazio ai suoi protagonisti e, soprattutto, alla storia che devono raccontare. Forte come un pugno nello stomaco, specialmente se chi guarda può identificarsi. Eppure andrebbe visto, per molti buoni motivi.
Parola chiave: Malattia.

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Bengi

domenica 14 novembre 2010

Film 183 - Prince of Persia: Le sabbie del tempo

Dvd prestato da Andrea di un filmetto che mi incuriosiva vedere a tempo perso.


Film 183: "Prince of Persia: Le sabbie del tempo" (2010) di Mike Newell
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Stefano
Pensieri: Non conoscendo il gioco non posso giudicare l'attinenza o meno all'originale prodotto per console. Di fatto questo film scorre via liscio come l'olio, non lascia traccia nella memoria e riesce nel fantastico intento di far spegnere il cervello.
Facili considerazioni a parte, la trama, tranne che per il meccanismo riavvolgi-tempo, è di una banalità allucinante. Purtroppo mettere Ben Kingsley nel ruolo del cattivo (fidatevi, non rovino niente a nessuno se lo dico, si capisce dal primo istante) equivale a rendere riconoscibile (come dicevo) quella che dovrebbe essere la rivelazione chiave della storia. Oltre a svendersi, interpreta solo personaggi negativo-inutili (vedi i suoi ruoli in film come "L'ultima legione", "La casa di sabbia e nebbia", "Slevin - Patto criminale") e chi conosce un po' la sua carriera sa che, ormai, è avvezzo al facile guadagno derivato dal minimo sforzo.
Jake Gyllenhaal è in gran forma ma reciterà due battute in croce (per il resto le mena di santa ragione a tutti), Gemma Arterton ("Quantum of Solace ", "I Love Radio Rock", "Scontro tra titani") è di un'antipatia immotivata e Alfred Molina ("Il codice Da Vinci", "Spider-Man 2", "Frida", "Chocolat") simpaticamente gigione. Non c'è particolare brio tra i personaggi e non legano insieme a formare un gruppo omogeneamente ben assortito.
Per il resto il film è spettacolare quanto basta, non sorprendentemente brillante per gli effetti speciali, ma piacevole da guardare ed efficace nel trascinare lo spettatore tra tempo che si riavvolge e dune del deserto.
Consigli: Da guardare in compagnia è un ottimo prodotto anti-noia!
Parola chiave: Pugnale.



Ric