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venerdì 24 maggio 2024

Film 2278 - Argylle

Intro: Non ero riuscito a recuperarlo al cinema, così non appena sono riuscito a trovarlo in streaming ho deciso subito di guardarlo.

Film 2278: "Argylle" (2024) di Matthew Vaughn
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: non che il film sia tremendo, però non è nemmeno entusiasmante.
In un susseguirsi intricatissimo di colpi di scena e scene d'azione, il coloratissimo "Argylle" non riesce mai davvero a trovare la sua dimensione perché cerca di essere troppe cose. Un po' commedia, un po' thriller con un tocco di espionage, un po' blockbuster coi supereroi e, qui sta il problema, un po' (troppo simile a) "Kingsman: The Secret Service": c'è troppa carne al fuoco, troppi personaggi, troppe similitudini con altri titoli già visti, penso a "Bullet Train", "Spy", "Kick-Ass", ma anche (sorprendentemente) a quel "Nim's Island" con Jodie Foster. Insomma, un patchwork di elementi che, sfortunatamente, in questo caso non stanno perfettamente insieme.
Bryce Dallas Howard è sempre un'ottima protagonista e, bisogna dirlo, Dua Lipa qui ha un ruolo che definire sexy è dire poco, però non amo particolarmente Henry Cavill al di fuori dell'ambito comics e tutta quella fanfara con i genitori della protagonista non mi ha proprio preso e, insieme alle infinite scene di azione, ho finito per controllare il cellulare molto più spesso di quanto mi sarei aspettato.
Insomma, ho visto di peggio, ma mi aspettavo di più da Matthew Vaughn.
Cast: Henry Cavill, Bryce Dallas Howard, Sam Rockwell, Bryan Cranston, Catherine O'Hara, Dua Lipa, Ariana DeBose, John Cena, Samuel L. Jackson.
Box Office: $96.2 milioni
Vale o non vale: Clamoroso flop al botteghino, "Argylle" era evidentemente destinato ad essere il primo di una serie di film ispirati a questo nuovo franchise (e quello di "Kingsman", a dire il vero). Detto ciò, questa pellicola va bene per un momento in cui si voglia spegnere il cervello o si stia cercando una storia con incredibili scene d'azione e/o un grande cast. Per il resto "Argylle" lascia il tempo che trova.
Premi: /
Parola chiave: Book 5.
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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 13 gennaio 2023

Film 2159 - Enola Holmes 2

Intro: Primo film del 2023, rigorosamente guardato dal divano il 1° dell'anno per riprendermi dalle fatiche della sera prima.

Film 2159: "Enola Holmes 2" (2022) di Harry Bradbeer
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: simpatico sequel dell'adattamento dei romanzi di Nancy Springer, questo "Enola Holmes 2" mi è parso più riuscito del primo.
Sarà che ci si concentra meno sulla rivalità tra fratelli - qui Mycroft nemmeno c'è - e più sul caso da risolvere, di fatto ho apprezzato le atmosfere vittoriane con tocco contemporaneo, una sorta di ritorno a quel "Sherlock Holmes" di Guy Ritchie che aveva fatto sfacelo al botteghino di oltre una decade fa.
Millie Bobby Brown (qui anche produttrice) funziona nel ruolo, anche se non so per quanto ancora potrà permettersi di interpretare la parte della ragazzina. Spero di vederla presto in un ruolo diverso che ne metta alla prova le capacità e spazi rispetto ai ruoli che ha interpretato finora.
Per il resto, tutto sommato "Enola Holmes 2" funziona: il caso è appassionante (si intreccia con la vera storia di Sarah Chapman), il cast variegato e capace (anche se pure Helena Bonham Carter qui un po' si replica) e il ritmo ben sostenuto. Forse l'unico aspetto che davvero non ho gradito è stato rivelare così palesemente l'identità di Moriarty, ma a parte questo, il film è stato conforme alle mie aspettative.
Film 1927 - Enola Holmes
Film 2159 - Enola Holmes 2
Cast: Millie Bobby Brown, Henry Cavill, Helena Bonham Carter, David Thewlis, Louis Partridge, Susan Wokoma, Adeel Akhtar, Sharon Duncan-Brewster, Hannah Dodd, Himesh Patel.
Box Office: /
Vale o non vale: In linea con le aspettative di questa nuova saga di Netflix, "Enola Holmes 2" si affianca per ritmo e toni al precedente capitolo, riuscendo a replicare la formula ben riuscita del primo episodio. Nonostante il mix un po' audace di arti marziali e agenzie investigative aperte da minori, il risultato finale è comunque godibile e perfetto per un momento di disimpegno da divano.
Premi: /
Parola chiave: Fiammiferi.
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

martedì 15 novembre 2022

Film 2146 - Black Adam

Intro: Il personaggio del fumetto non lo conoscevo, ma sicuramente non mi lascio sfuggire una pellicola sui supereroi!

Film 2146: "Black Adam" (2022) di Jaume Collet-Serra
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: questa pellicola me ne ha ricordate tante altre tutte mixate insieme, per un risultato finale che manca di originalità, anche se tutto sommato il film intrattiene. Niente di inedito, per carità, ma sicuramente abbiamo visto di peggio.
Per me, infatti, la mancanza di novità non è nemmeno troppo problematica (ormai ne siamo più che abituati). Qui la questione è che "Black Adam" richiama alla mente una miriade di altri film, senza mai riuscire a svincolarsi da questa sensazione di deja-vù e affermarsi in quanto prodotto autonomo e specifico.
Di seguito la mia personale lista di vari aspetti di questa pellicola che mi hanno ricordato altri titoli:
1. Hawkman è uguale a Falcon della Marvel;
2. Doctor Fate è uguale (ma che ve lo dico a fare?) a Doctor Strange;
3. Atom Smasher ricorda Ant Man;
4. Cyclone ricorda Storm degli X-Men;
5. la Justice Society ricorda inevitabilmente la Justice League;
6. l'ambientazione nella città fittizia e non occidentale di Kahndaq, sorta di universo chiuso in se stesso, ricorda Wakanda;
7. gli (orrendi) effetti speciali ricordano quelli del tremendo "Gods of Egypt".
Questi i riferimenti che mi balenavano costantemente in testa mentre guardavo il film, tanto da distrarmi dalla trama. Non ricordo che mi fosse mai capitato in maniera così lampante di trovare somiglianze con altri titoli visti in precedenza.
Ora, personalmente non ho gli strumenti per decretare chi o cosa sia stato creato prima, di fatto e basandomi sull'uscita in sala dei vari franchise che ho citato, "Black Adam" è quello arrivato tardi alla festa. Il che, associato alla generale mancanza di originalità di cui sopra, non fa che sminuire la qualità del prodotto finale.
Poi, per carità, Dwayne Johnson fa quello che può - o meglio, quello che sa fare - per salvare un personaggio la cui unica caratteristica parebbe quella di ribadire ad oltranza di non essere l'eroe che tutti attendono, non esattamente una base solida su cui lavorare. Se ci aggiungiamo che, nei panni dello spettatore medio (leggere non fan), ho faticato a capire la connessione tra questo personaggio e il suo invocare "Shazam", di fatto questa esperienza "Black Adam" è stata tante cose, ma non certo un primo capitolo introduttivo per questo personaggio ben spiegato e caratterizzato.
Se ci sarà un secondo episodio, speriamo che trovi una prospettiva più personale e una sceneggiatura più volenterosa.
Cast: Dwayne Johnson, Aldis Hodge, Noah Centineo, Sarah Shahi, Marwan Kenzari, Quintessa Swindell, Mo Amer, Bodhi Sabongui, Pierce Brosnan, Djimon Hounsou, Viola Davis, Henry Cavill.
Box Office: $351.6 milioni (ad oggi)
Vale o non vale: Bah, non certo un capolavoro, ma un primo capitolo introduttivo facile quanto basta a spegnere il cervello. Dwayne Johnson fa Dwayne Johnson che fa Dwayne Johnson in ogni film con Dwayne Johnson protagonista. Al singolo decidere se questa ennesima copia carbone valga una chance (e le 2 ore di tempo di visione).
Premi: /
Parola chiave: Crown of Sabbac.
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#HollywoodCiak
Bengi

sabato 26 giugno 2021

Film 2019 - Zack Snyder's Justice League

Intro: Non che sentissi il grande bisogno di rivedere questo film, ma avendone sentito così tanto parlare e - persino! - in chiave positiva, ho cercato di ritagliarmi un "momento" per poter recuperare questa riedizione e farmi un'opinione personale.

Film 2019
: "Zack Snyder's Justice League" (2021) di Zack Snyder
Visto: dall'iMac
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: premesso che secondo me se per raccontare la tua visione della storia servono 242 minuti abbiamo un problema di base, devo comunque ammettere che adesso la storia di questa sgangherata "Justice League" abbia molto, molto più senso. Per non parlare del fatto che - forse la cosa che mi è rimasta più impressa - Cyborg è effettivamente un personaggio e pure centrale alla storia! Chi se lo aspettava...
Detto ciò e volendo pur ribadire tutti i pregi che il resoconto Snyder ha conferito ad una delle delusioni DC più grandi di sempre, voglio in ogni caso tornare a ribadire che un prodotto cinematografico di QUATTRO ore sia un tantino esagerato. E' vero che la storia ora funziona, ma è pur sempre vero che per arrivare al cuore del racconto ci voglia tanto di quel tempo che si rischia di perdere l'attenzione dello spettatore. E non sono nemmeno sicuro che si rischi solamente...
E qui sta il problema del prodotto "Justice League", portato nei cinema quando ancora 3 dei suoi personaggi principali non sono stati presentati al pubblico - "Aquaman" sarebbe uscito solo un anno dopo il primo "Justice League" del 2017 -, dovendo così dividere la storia di questo titolo in due, tra origin story e avventura corale.
Questo doppio animo (più bipolare che funzionale) finisce per costringere la sceneggiatura ad espandersi esponenzialmente per andare a coprire tutta una serie di buchi narrativi potenzialmente evitabili che, necessariamente, richiedono tempo e sviluppo. Tutte voci che, per carità, Snyder gestisce egregiamente, ma per uno che non ha il dono della sintesi rimane comunque un grande problema. E spesso anche per chi guarda.
Film 658 - L'uomo d'acciaio
Film 1127 - Batman v Superman: Dawn of Justice
Film 1128 - Batman v Superman: Dawn of Justice
Film 1218 - Suicide Squad
Film 1392 - Wonder Woman
Film 1640 - Wonder Woman
Film 1708 - Aquaman
Film 1459 - Justice League
Film 2019 - Zack Snyder's Justice League
Cast: Ben Affleck, Henry Cavill, Amy Adams, Gal Gadot, Ray Fisher, Jason Momoa, Ezra Miller, Willem Dafoe, Jesse Eisenberg, Jeremy Irons, Diane Lane, Connie Nielsen, J. K. Simmons, Ciarán Hinds, Ryan Zheng, Amber Heard, Joe Morton, Jared Leto, Billy Crudup, Joe Manganiello.
Box Office: /
Vale o non vale: Se il primo non vi è piaciuto, c'è una buona probabilità che questo vi stupisca.
Se il primo vi è piaciuto, c'è una buona probabilità che questo non sarà da meno (pur non riconoscendo buona parte della storia).
Se già del primo non ve ne fregava niente, non sarà questa riedizione da 4 ore filate di durata che saprà conquistarvi e rapirvi.
Premi: /
Parola chiave: Mother Box.

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#HollywoodCiak
Bengi

domenica 4 ottobre 2020

Film 1927 - Enola Holmes

Intro: Me lo ero salvato tra i titoli da guardare una volta in Irlanda. E così ho fatto, la prima sera.
Film 1927: "Enola Holmes" (2020) di Harry Bradbeer
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: tratto da "The Case of the Missing Marquess: An Enola Holmes Mystery" di Nancy Springer, questo nuovo film di Netflix sfoggia un cast notevole e una storia piacevole per un risultato finale che, pur non indimenticabile, è certamente in grado di intrattenere il suo spettatore. Ma andiamo con ordine.
Millie Bobby Brown, Sam Claflin, Henry Cavill, Helena Bonham Carter, Fiona Shaw e Frances de la Tour (praticamente metà cast di "Harry Potter") si scomodano tutti per raccontare la storia della più giovane sorella Holmes, allevata dalla madre eccentrica e progressista (Bonham Carter) la quale, però, improvvisamente scompare nel nulla. Tra indizi da trovare, destinazioni da raggiungere e non pochi diversivi nel mezzo, saremo in grado di scoprire se la minore degli Holmes ha le stesse doti del ben più famoso fratello.
Onestamente ho trovato "Enola Holmes" divertente per la maggior parte del tempo e sicuramente avventuroso, anche se da ciò che avevo intuito dal trailer mi aspettavo che il film avesse un ritmo molto più serrato. La cosa che più mi ha innervosito, però, è certamente l'arco narrativo legato alla madre, filo conduttore di tutta la storia - o almeno il 70% di essa - che verso il terminare del racconto viene abbandonato in nome di un altro mistero da risolvere. Capisco che le avventure di Enola siano spalmate in molteplici romanzi e intuisco che l'intenzione qui sia quella di creare un franchise, ma non si può far reggere tutta la storia su un presupposto che poi non troverà risoluzione nel finale. L'ho trovato estremamente frustrante. Non dico che la dissoluzione del mistero dovesse necessariamente verificarsi in questo primo titolo, semplicemente si poteva fin da subito dare più rilevanza alla questione del marchese scappato di casa (che poi è il titolo del primo libro, ma non è che Netflix lo abbia specificato da alcuna parte in questo adattamento cinematografico) e relegare la sottotrama familiare in secondo piano, così da far intuire che sarebbe poi diventato il filo conduttore dei prossimi capitoli.
A parte questo, comunque, ribadisco che "Enola Holmes" rimane un prodotto carino e spensierato, perfetto per questo cambio di stagione. Millie Bobby Brown è magnifica nel ruolo di protagonista e Helena Bonham Carter, per quanto poco presente, è in grado di lasciare il segno. Meno significativo Henry Cavill nei panni di Sherlock, onestamente più un guru con consigli di vita che un detective scaltro e sempre un passo avanti rispetto agli altri. Probabilmente a suo discapito vanno le ben più riuscite e dinamiche performance di Robert Downey Jr., Benedict Cumberbatch e, perché no, Jonny Lee Miller che hanno contribuito a forgiare l'idea moderna del personaggio di Sherlock Holmes per come lo immaginiamo oggi.
In ogni caso con questa pellicola Netflix non ha sbagliato e, anzi, ha regalato al suo pubblico un prodotto fresco e piacevole che mette in mostra il grande talento della sua protagonista (qui anche produttrice), intrattiene e lascia soddisfatti. Ci sarà un seguito?
Film 1927 - Enola Holmes
Film 2159 - Enola Holmes 2
Cast: Millie Bobby Brown, Sam Claflin, Henry Cavill, Helena Bonham Carter, Louis Partridge, Burn Gorman, Adeel Akhtar, Susan Wokoma, Fiona Shaw, Frances de la Tour.
Box Office: /
Vale o non vale: Fresco, giovane, simpatico ed esteticamente accattivante, "Enola Holmes" è un titolo semplice in grado di accompagnare piacevolmente la serata. Onestamente speravo in qualche momento di deduzione in più, però tutto sommato il risultato finale è riuscito. Si lascia vedere tranquillamente.
Premi: /
Parola chiave: Madre.

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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 15 luglio 2020

Film 1747 - Mission: Impossible - Fallout

Intro: Non conoscevo la storia, ma di questo film mi ha colpito più che altro il cast e che alla regia ci fosse nientemeno Ava DuVernay, una che ultimamente non sbaglia un colpo.
Film 1747: "Mission: Impossible - Fallout" (2018) di Christopher McQuarrie
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: un ottimo esempio di come ridare vita a un franchise, "Mission: Impossible - Fallout" - sesto film della serie - riesce nell'intento di mantenere alto l'interesse rispetto ai suoi personaggi e una storia che, pur andando avanti dal 1996, riesce a mantenersi rilevante e accattivante. Puro, perfetto intrattenimento.
Film 1005 - Mission: Impossible
Film 2382 - Mission: Impossible
Film 1027 - Mission: Impossible II
Film 1049 - Mission: Impossible III
Film 409 - Mission: Impossible - Protocollo Fantasma
Film 1058 - Mission: Impossible - Protocollo fantasma
Film 1012 - Mission: Impossible - Rogue Nation
Film 1206 - Mission: Impossible - Rogue Nation
Film 1672 - Mission: Impossible - Fallout
Film 1747 - Mission: Impossible - Fallout
Film 2205 - Mission: Impossible - Dead Reckoning Part One
Film 2381 - Mission: Impossible - Dead Reckoning Part One
Film 2387 - Mission: Impossible - The Final Reckoning
Cast: Tom Cruise, Henry Cavill, Ving Rhames, Simon Pegg, Rebecca Ferguson, Sean Harris, Angela Bassett, Michelle Monaghan, Alec Baldwin.
Box Office: $791.1 milioni
Vale o non vale: Gli amanti della saga non saranno delusi e, bisogna ammetterlo, anche chi fosse alla semplice ricerca di un buon film d'azione non mancherà di apprezzare il buon lavoro fatto con questo "Mission: Impossible" numero 6.
Premi: Candidato al BAFTA per il Miglior sonoro.
Parola chiave: iPhone.

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Bengi

lunedì 4 novembre 2019

Film 1672 - Mission: Impossible - Fallout

Intro: Critiche entusiaste, enorme successo commerciale, un franchise praticamente rinato: appena atterrato a Sydney me lo sono andato a vedere!
Film 1672: "Mission: Impossible - Fallout" (2018) di Christopher McQuarrie
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: onestamente un grandissimo sesto capitolo. Dopo un primo episodio iconico e due capitoli successivi piuttosto dimenticabili (soprattutto il secondo), dal quarto in poi la saga di "Mission: Impossible" ha ritrovato vigore, nonché una propria voce che nel quinto episodio ("Rogue Nation") ha definitivamente riportato Ethan Hunt sulla cresta dell'onda;
intelligente la scelta di far tornare Rebecca Ferguson - nonché tutto il cast del precedente film -, dando così un senso di continuità ad un franchise meno unitario di quanto ci si aspetterebbe. Mi pare che abbandonare la strada dell'"ogni episodio è una nuova avventura" sia una strategia sensata nel momento in cui si intenda costruire un brand più attorno alla storia che solamente al personaggio protagonista. Un po' come è successo ultimamente a 007, che ha trovato in "Casino Royale" il capostipite di un rinato James Bond che, finalmente, si sbottona un po' e - soprattutto - non dimentica e cancella la sua memoria interna man mano che si producono nuovi capitoli sulle sue avventure. In questo senso "Fallout" è un ulteriore passo in avanti per l'agente dell'IMF che qui continua la sua missione impossibile e va a chiudere, in aggiunta, un arco narrativo romantico cominciato con "Mission: Impossible 3"; "Mission: Impossible - Fallout" è un prodotto adrenalinico e di grande intrattenimento visivo a cui si aggiunge una trama che funziona (suspense e colpi di scena), il tutto per un risultato finale che lascia soddisfatti. Tra spie, doppio gioco, pugni e mazzate, inseguimenti e la minaccia di esplosioni nucleari e contaminazioni globali, l'ultima avventura dell'agente Hunt è un tour de force che non manca di stupire - per gli ottimi effetti speciali e la rigorosa devozione al franchise di Cruise - e intrattenere. Cosa potrà mai succedere ancora? Due sequel sono già stati annunciati per il 2021 e 2022...
Ps. Poco ha a che fare con il film per sé e più che altro ce l'ha con la mia visione, ma ho trovato una coincidenza curiosa che, dopo 3 settimane passate in India di cui una tra Kashmir e Ladakh, la prima pellicola che vedo al cinema tornato in Australia sia ambientata proprio in alcuni di quei posti che ho visitato e appena salutato!
Film 1005 - Mission: Impossible
Film 2382 - Mission: Impossible
Film 1027 - Mission: Impossible II
Film 1049 - Mission: Impossible III
Film 409 - Mission: Impossible - Protocollo Fantasma
Film 1058 - Mission: Impossible - Protocollo fantasma
Film 1012 - Mission: Impossible - Rogue Nation
Film 1206 - Mission: Impossible - Rogue Nation
Film 1672 - Mission: Impossible - Fallout
Film 1747 - Mission: Impossible - Fallout
Film 2205 - Mission: Impossible - Dead Reckoning Part One
Film 2381 - Mission: Impossible - Dead Reckoning Part One
Film 2387 - Mission: Impossible - The Final Reckoning
Cast: Tom Cruise, Henry Cavill, Ving Rhames, Simon Pegg, Rebecca Ferguson, Sean Harris, Angela Bassett, Michelle Monaghan, Alec Baldwin, Vanessa Kirby, Wes Bentley.
Box Office: $791.1 milioni
Vale o non vale: Azione a gogo, non pochi colpi di scena, un amore a cui mettere la parola fine e l'ennesima, nuova minaccia di distruzione su scala globale per la sesta avventura cinematografica di Ethan Hunt (un Tom Cruise che fatica ad invecchiare) che, ne sono certo, non deluderà né fan né spettatori occasionali. Il film è ben confezionato e la storia funziona su tutti i livelli. Un ottimo sequel.
Premi: Candidato a 1 BAFTA per il Miglior sonoro.
Parola chiave: The Apostles.

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Bengi

martedì 19 dicembre 2017

Film 1459 - Justice League

Mi piacciono sempre i film che racchiudono un numero infinito di personaggioni tutti insieme, per cui ero piuttosto ben disposto nei confronti di questo titolo; senza contare il fatto che "Wonder Woman" mi era molto piaciuto, il che mi faceva sperare in un simile risultato. Sbagliavo?
Film 1459: "Justice League" (2017) di Zack Snyder
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Naresh
Pensieri: Lo dico subito: è stato meglio di quanto pensassi. Viste le pessime critiche e il risultato al botteghino non esattamente entusiasmante ( -$30 milioni di incasso al primo weekend di uscita in America rispetto alle previsioni), mi aspettavo davvero un bruttissimo film. Un po’ come “Suicide Squad”, per capirci. Invece, pur non essendo certo un prodotto sufficientemente riuscito, ammetto che il risultato finale è stato di intrattenimento e divertente quanto basta (grazie, The Flash).
Il vero problema di “Justice Leage” sta nella sua realizzazione dozzinale. Più che un colosso sbanca box-office sembra un B-movie ad alto budget, uno di quei film in cui gli effetti speciali sembrano disegnati. Dunque ciò che si ottiene assomiglia più a un videogioco pompato di steroidi che a tutti gli effetti una pellicola per il cinema. Era già stato così per “Batman v Superman” del resto. A proposito di quest’ultimo, poi, trovo un pochino ridicola la strategia di marketing che esclude Clark Kent da poster e pubblicità quando sapevamo tutti che Superman sarebbe risorto, solo non conoscevamo ancora il modo in cui sarebbe stato fatto (grazie a Bruce Wain). Sulla questione redivivo una veloce parentesi: Clark si risveglia ed è incazzato come una iena, a momenti distrugge tutto e ammazza gli Aveng…ehm, la Justice Leage e bastano 10minuti di chiacchiere e abbracci con Lois Lane per fargli tornare la memoria e passare il pessimo umore. Non c’era modo di affrontare la questione in maniera un tantino più attendibile e meno affrettata (nel limite delle circostanze, ovvio)?
Al di là di questo, comunque, devo dire che provo una sorta di reazione ambivalente nei confronti di questo titolo, che parte dal fatto che mi aspettassi davvero qualcosa di più brutto e finisce nella considerazione che la DC Comics non riesca a trovare un percorso estetico-narrativo uniforme, compatto e soddisfacente. Avendo già bruciato l’attimo d’oro del recentissimo “Wonder Woman”, la sensazione è che la discontinuità con cui il franchise passa da un titolo all’altro sia sintomo di una mancanza di direzione concreta. Diversamente dalla Marvel che pare abbia il suo percorso ben in mente, qui sembra che le carte in tavola si rimescolino film dopo film, per un risultato complessivo che non riesce ad essere soddisfacente.
Dal punto di vista del cast, Gal Gadot prosegue coscenziosamente la costruzione della sua protagonista, Ben Affleck è sempre sornione e Henry Cavill rimane il mio personale mistero recitativo (ma chi riuscirebbe a riconoscerlo in altri contesti?!); le nuove le ve Ezra Miller a parte, non sono granché e soprattutto Jason Momoa a recitare non è proprio un asso, ma ci si accontenta dato che nell’insieme ogni protagonista non è particolarmente approfondito dalla trama. Del resto c’è l’ennesimo supercattivo da uccidere e almeno una decina di nuovi personaggi, per cui la rappresentazione che vada oltre la bidimensionalità – a volte caricaturale – è difficile da ottenere. In un certo senso non credo si potesse chiedere di più a “Justice Leage” da questo punto di vista dato che le sceneggiature della DC hanno sempre lasciato un tantino a desiderare. Credo, al contrario, che si potesse e dovesse migliorare il piano estetico e la qualità degli effetti speciali, da rendere assolutamente più realistici.
Tutto sommato, quindi, un risultato superiore alle (mie basse) aspettative, anche se molto inferiore alla media dei blockbuster oggi in circolazione. Intrattiene un paio d’ore, niente di più.
Film 658 - L'uomo d'acciaio
Film 1127 - Batman v Superman: Dawn of Justice
Film 1128 - Batman v Superman: Dawn of Justice
Film 1218 - Suicide Squad
Film 1392 - Wonder Woman
Film 1640 - Wonder Woman
Film 1708 - Aquaman
Film 1459 - Justice League
Film 2019 - Zack Snyder's Justice League
Cast: Ben Affleck, Henry Cavill, Amy Adams, Gal Gadot, Ezra Miller, Jason Momoa, Ray Fisher, Jeremy Irons, Diane Lane, Connie Nielsen, J. K. Simmons, Ciarán Hinds, Amber Heard, Joe Morton, Joe Manganiello, Jesse Eisenberg .
Box Office: $636.1 milioni (ad oggi)
Consigli: Se si è fan del franchise o di uno dei supereroi qui rappresentati questa pellicola è sicuramente una di quelle imperdibili di questa fine 2017- Gli altri dovrebbero riuscire comunque a godersi un prodotto d’intrattenimento sufficientemente ludico e spettacolare. Ma il risultato non è ancora sufficiente.
Parola chiave: Cubo.

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Bengi

martedì 3 maggio 2016

Film 1128 - Batman v Superman: Dawn of Justice

Subito dopo la visione in inglese e seguito quella in italiano con, immancabile, papà.
Film 1128: "Batman v Superman: Dawn of Justice" (2016) di Zack Snyder
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: padre
Pensieri: Anche se non posso dire he mi abbia convinto del tutto, ammetto che questa seconda visione in italiano abbia aiutato a migliorare l'idea che di partenza mi ero fatto della pellicola. Non tanto per il doppiaggio, quanto perché in effetti nella lungaggine generale, la scorsa volta mi ero perso qualche pezzo che invece qui ho recuperato.
Rimane il fatto che a) il film sia troppo lungo, b) il costume di Batman sia osceno, c) ci siano troppe sottotrame e già troppa carne al fuoco; in ogni caso il risultato finale è certamente ottimo a livello tecnico (anche se i flash finali sarebbero dovuti essere meno intensi) e "Batman v Superman: Dawn of Justice" è indubbiamente un clamoroso successo commerciale. Che, speriamo, servirà da monito per i prodotti futuri messi in cantiere per il franchise: "Wonder Woman" (2017), "The Flash" (2018), "Aquaman" (2018), "Shazam" (2019), "Cyborg" (2020), "Green Lantern Corps" (2020) e "Justice League" (2017 e 2019).
Film 658 - L'uomo d'acciaio
Film 1127 - Batman v Superman: Dawn of Justice
Film 1128 - Batman v Superman: Dawn of Justice
Film 1218 - Suicide Squad
Film 1392 - Wonder Woman
Film 1640 - Wonder Woman
Film 1708 - Aquaman
Film 1459 - Justice League
Film 2019 - Zack Snyder's Justice League
Cast: Ben Affleck, Henry Cavill, Amy Adams, Jesse Eisenberg, Diane Lane, Laurence Fishburne, Jeremy Irons, Holly Hunter, Gal Gadot, Scoot McNairy, Callan Mulvey, Tao Okamoto, Jeffrey Dean Morgan, Michael Shannon, Lauren Cohan, Ray Fisher, Jason Momoa, Ezra Miller, Anderson Cooper, Nancy Grace.
Box Office: $862.9 milioni
Consigli: Essendo stata la pellicola-evento di questo inizio 2016 è chiaro che darle una possibilità abbia senso nell'ottica di farsi una propria opinione su questo mastodontico blockbuster. In ogni caso non è il miglior risultato che si poteva ottenere dalla convergenza di così tanti fattori positivi (popolarità dovuta al crossover, cast pazzesco, ottima regia, un budget da 250 milioni di dollari), quindi meglio essere preparati fin da subito.
Parola chiave: Metaumani.

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Bengi

giovedì 31 marzo 2016

Film 1127 - Batman v Superman: Dawn of Justice

Attesissimo. Discusso. In grado di generare pareri contrastanti. E di portare sullo schermo, insieme, due mitici supereroi.
Film 1127: "Batman v Superman: Dawn of Justice" (2016) di Zack Snyder
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Poe
Pensieri: Non sono nemmeno passati 5 anni da "Il cavaliere oscuro - Il ritorno" che già abbiamo un nuovo Batman. Non ci siamo ancora ripresi dall'ultimo "Star Wars" che nuovamente corriamo in sala a confrontarci con le avventure di altri supereroi. Non abbiamo nemmeno il tempo di metabolizzare questo scontro titanico tra mantelli svolazzanti che già si prospetta un nuovo scontro epico fra Capitan America e Iron Man. Insomma, la stagione rosea dei blockbuster "impegnati" pare non conoscere cedimenti. O forse sì?
Dopo il deludente "Fantastic 4 - I fantastici quattro", la critica si è divisa relativamente al versus qui rappresentato, ponendo l'accento su una mancanza di humor, un'eccessiva drammatizzazione e una generale mancanza di scopo. Non tutti i film sui supereroi, dunque, riescono a pennello.
Dopo la visione (in lingua originale) di ieri sera, a caldo posso dire che, in effetti, anche io ho un po' faticato a trovare il filo del discorso. Di cosa parliamo qui e, soprattutto, perché ne stiamo parlando? Il pretesto cattura-spettatore di unire i supernomi di Batman e Superman in un'unica produzione cinematografica non basta a soddisfare lo spettatore medio che non vive dell'autoerotismo generato dalla semplice combinazione dei due eroi dei fumetti in un'unica storia. Come non sono sufficienti i soli effetti specialissimi a rendere apprezzabile tutta l'operazione, né il richiamo di un cast stellato in cui si contano 3 premi Oscar e una serie di camei che ci fanno pregustare ciò che la Warner Bros. e la DC Comics hanno in mente per il futuro. Perché al di là del pretesto iniziale di per sé, della "figata" un po' nerd e della produzione megagalattica, "Batman v Superman" deve proporre qualcosa di concreto adesso. E lo fa? Ni.
Innanzitutto va detto che c'è molta, molta premessa. Non che sia necessariamente un male, ma - e questo è il mio contesto personale - 35 minuti di pubblicità, stomaco vuoto e una mezzora di corsa pre-cinema hanno certamente minato alla base la mia pazienza. Senza contare che il film dura 2 ore e mezza tonde tonde. Il lungo preambolo e l'atmosfera cupa e tesa ricordano tantissimo il precedente lavoro del regista, "Watchmen", pur mancando della stessa base politica matura e consapevole. Quello che abbiamo qui, infatti, mi è sembrato un pretesto un tantino naïf: Batman ce l'ha con Superman perché non riesce a vedere oltre l'immagine pubblica che i media ne hanno costruito (divinità, alieno, possibile tiranno) e Superman pensa che Batman sia una sorta di vigilante impazzito che uccide target casuali tra la povera gente. Uhm.
Superato il contrasto "iniziale" - tra virgolette perché prende praticamente le prime due ore di film -, scopriamo che Bat & Su riescono a fare la pace e, dopotutto, sono amici, anche perché, e qui sta la vera debolezza della storia a mio avviso, c'è un nuovo gigantescamente orrendo nemico in città e i due + 1 dovranno allearsi e mettercela tutta per sconfiggere l'orrendo ibrido generato da Lex Luthor. E su Luthor apriamo una parentesi.
Jesse Eisenberg è un attore che non ho ancora del tutto inquadrato. Sembra bravo, eppure non mi convince. E nemmeno qui, nonostante lo abbia ascoltato in originale, è riuscito a strapparmi un plauso sincero. Il suo Lex parla veloce come il vento e sembra anche molto intelligente, eppure il suo diabolico piano messo in scena per due anni filati ci mette meno di un'ora per essere sabotato. Davvero non era plausibile pensare che l'uomo pipistrello e il figlio di Krypton potessero allearsi contro il nemico in carica? E a parte questo, davvero la produzione pensava che bastasse sbraitare un pochino, bisbigliare soliloqui in pubblico e accelerare a tavoletta con la parlata per rendere il cattivo spaventoso e pazzo? Chiusa parentesi.
Ora torniamo all'orrendo ibrido. Una scena un po' confusa all'interno della navicella aliena ci fa capire che dal mix dello Zod ucciso nel precedente "L'uomo d'acciaio" e il DNA di Luthor viene generata una creatura terrificante ed elettrica che, però, ci catapulta in un universo parallelo a quello fino ad ora raccontato. Dopo interminabili premesse dark, tesissimi primi piani degli attori e un corpo a corpo tra i due protagonisti, tutto il buono che c'era stato viene vanificato dall'entrata in campo di una specie di mostro davvero fuori contesto, più conforme ad una baggianata come "Scontro tra titani" che all'epicità suggerita qui. Francamente l'entrata in campo dello sbraitante ibrido ha fiaccato non poco il mio spirito già tediato dai flash di lampi e scariche elettriche che neanche stessimo collaborando con Victor Frankenstein: superato il rischio di epilessia mi ritrovo catapultato in una sorta di videogioco dalla trama vista e rivista e dall'esito tanto scontato da non rendere plausibile nemmeno per un secondo il fato assegnato dalla trama al supereroe alieno. Non che ci fossero dubbi in merito e non so quanto fosse necessario tirarla così per le lunghe con la sua (spoiler!) morte, dato che il franchise cominciato con questo titolo ha in programma uscite fino al 2019...
E rimanendo collegati al mantenimento di toni epici, era davvero necessario rendere Batman così rotondo? So che sembra una scemenza, ma sullo schermo il confronto fra i due protagonisti è impietoso: uno tanto muscoloso, longilineo, snello e maledettamente aderente; l'altro tondeggiante, massiccio, con la zeppa agli stivali e una maschera che è identica a quella del Batman di "The Lego Movie" (che, tra l'altro, ha uno spin-off in uscita l'anno prossimo: "The Lego Batman Movie"). L'uomo pipistrello di Nolan era decisamente meno pompato e visivamente più piacevole, oltre che credibile - a livello di immagine intendo, Affleck di per sé non è malaccio -. Prima di passare al lato positivo e alle conclusioni, un'ultima osservazione: ma Wonder Woman non la si poteva usare un po' di più? Dopo un marketing martellante sulla sua effettiva presenza, un ricollocamento dopo anni di mancanza e, diciamocelo, finalmente un supereroe femminile protagonista, l'uso che ne viene fatto è minimo e un po' autoreferenziale. E ok che prelude a molto altro, ma sicuramente la sua presenza poteva essere resa più rilevante.
In ogni caso, per passare al bicchiere mezzo pieno, questo nuovo universo DC Comics portato alla luce dal primo Superman e questo crossover finalmente contrasta il finora inavvicinabile universo Marvel, da questo punto di vista certamente avvantaggiato. Dopo anni di successi più o meno giganteschi e perfino l'ennesimo Spider-man in arrivo, la ventata d'aria fresca portata dalla nuovissima DC Extended Universe fa ben sperare gli amanti della par condicio. Inoltre i toni ben più tenebrosi e il ricorso a strategie di terrore meno "politicamente corrette" - in questo caso ne fa le spese la povera Holly Hunter nei panni della Senatrice Finch - ci ricordano che non tutti i supereroi vivono di sola aura glamour o della costante battuta pronta, che pure qui avrebbe aiutato ad alleggerire un po' la situazione.
Comunque, nel caso specifico di "Batman v Superman: Dawn of Justice" il risultato finale è un tantino altalenante. Certe scelte sono perfette (come i titoli di testa magnifici), anche se poi nel concreto ci si perde in momenti poco chiari o preamboli infiniti, oltre che salti di storia e montaggio che, per esempio nel finale, sfiniscono lo spettatore. Sono sicuro che l'esperimento in questione porterà ad una serie di valutazioni successive che andranno a rimodellare il linguaggio di una saga che, a tutti gli effetti, cerca ancora di collocarsi all'interno di un mondo per il momento dominato da altri protagonisti. Il precedente Superman ha evidentemente alzato il tiro rispetto a un mediocre "Superman Returns", eppure non credo che lo sforzo profuso fin qui sia sufficiente a determinare un risultato soddisfacente ed efficace nel costruire un micromondo dalle caratteristiche inequivocali e personali. Insomma, per capirci: viste le critiche impietose mi aspettavo molto di peggio, anche se non posso dire di essere rimasto soddisfatto. Tantissimo fumo, poco arrosto. Al prossimo appuntamento, per vedere se le proporzioni cambieranno.
Film 658 - L'uomo d'acciaio
Film 1127 - Batman v Superman: Dawn of Justice
Film 1128 - Batman v Superman: Dawn of Justice
Film 1218 - Suicide Squad
Film 1392 - Wonder Woman
Film 1640 - Wonder Woman
Film 1708 - Aquaman
Film 1459 - Justice League
Film 2019 - Zack Snyder's Justice League
Cast: Ben Affleck, Henry Cavill, Amy Adams, Jesse Eisenberg, Diane Lane, Laurence Fishburne, Jeremy Irons, Holly Hunter, Gal Gadot, Scoot McNairy, Callan Mulvey, Tao Okamoto, Jeffrey Dean Morgan, Michael Shannon, Lauren Cohan, Ray Fisher, Jason Momoa, Ezra Miller, Anderson Cooper, Nancy Grace.
Box Office: $501.8 milioni (ad oggi)
Consigli: Di certo una pellicola che ha generato non poche aspettative. Che le abbia rispettate o deluse per gli altri non importa, è sempre bene farsi una propria opinione personale. Ecco cosa può smuovervi e convincervi a vedere questo curioso crossover cinematografico che, checché se ne dica, rimane un evidente successo. Anche se la resa nel lungo periodo è un'altra faccenda, resta il fatto che milioni di persone si sono affollate al cinema desiderose di partecipare ad uno scontro se non epico, quantomento d'intrattenimento e l'operazione commerciale è stata premiata. Si poteva fare meglio? Come sempre. Vale la pena dargli una chance? Credo di sì. Ma non piacerà a tutti.
Parola chiave: Kryptonite. (ma va?)

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 28 gennaio 2014

Film 658 - L'uomo d'acciaio

Non c'è niente di meglio che puntare sul disimpegno per cena.

Film 658: "L'uomo d'acciaio" (2013) di Zack Snyder
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Superman non è Batman e anche se Christopher Nolan c'ha provato a rifarlo in chiave-pipistrello, il miracolo qui non è riuscito. Sarà perché sua è solo la storia - e non la sceneggiatura - sarà che i supereroi hanno un po' rotto o che il precedente "Superman Returns" di Bryan Singer era stata un po' una ciofeca (ma la colpa, diciamocelo, era anche dell'inespressività di coppia Brandon Routh-Kate Bosworth), comunque lo spirito di questa visione è stato in ultima analisi solo documentativo.
Non è né un bel film, né un brutto film, solo un buon titolo d'intrattenimento dall'aspetto molto cupo e freddo e dal cast ultra-star tra cui spiccano le braccia pompatissime di Henry Cavill, che nelle magliette tutta salute&campagna fanno veramente un'enorme figura.
Poi va detto che vedere Russell Crowe nella parte di Jor-El è un po' come rivivere quell'assurda scelta di utilizzare immagini d'archivio per riportare Marlon Brando sullo schermo e dargli la parte del padre di Kal-El in "Superman Returns", ovvero ci si chiede costantemente: perchè?!
Un "perché?!" all'unisono con quello della domanda subito successiva: perché Kevin Costner? Già è una scelta recitativamente parlando infelice, ma qual è il senso di inserirlo nel cast e farlo morire a metà film? E quando dico morire intendo farlo inghiottire da una tromba d'aria senza nessun motivo valido.
Finite le grandi domande esistenziali - ma ce ne sarebbero altre, solo preferisco procedere - la prima nota assolutamente a favore del film è Amy Adams che non solo è rossa da una vita, ma sa anche recitare. MIRACOLO in quel di Krypton e dintorni. Certo, come mi ha fatto notare il mio amico Matteo non l'hanno esattamente aiutata con le acconciature, ma del resto Amy non è mai stata famosa per essere un sex symbol tutta tette di fuori e labbra carnose, quindi apprezzo la scelta di una Lois Lane più vera ed espressiva.
Poi, lo dico sottovoce, Henry Cavill non è nemmeno tanto male a recitare. Cioè, alcune volte ho avuto la pelle d'oca per l'imbarazzo, ma tutto sommato devo dire che regge piuttosto bene il peso di 143 minuti di botte da orbi, palazzi crashati e bucoliche ricostruzioni campestri di una felicità infantile. Lo so, lo so, è una strana combo.
Quindi, come era intuibile, questa pellicola ha i suoi pregi e i suoi difetti che, alla fine, pareggiano i conti in un risultato perfettamente in linea con le aspettative legate al franchise. Niente di che perché, anche se i buoni propositi resuscitativi c'erano, di fatto alcuni errori sono commessi. Sia perché il film è troppo lungo, sia perché il finale è troppo, troppo, troppo concentrato solo sul far venir giù qualunque palazzo inquadrato. Non che fosse necessario menarsi e poi passare lo Swiffer, però, ecco, un po' meno effetti speciali e un po' più storia non sarebbe stato male. Sarà, forse, che l'avventura di Superman sullo schermo è legata a tappe sempre troppo uguali tra loro e quindi finisce che i film si assomigliano un po' e differiscono solo sul numero di edifici crollati e di cazzotti assestati? Non lo so a chi spetti la vittoria in proposito, ma comunque alla lunga stanca.
In generale, quindi, anche se non è nulla di nuovo e si vede un certo sforzo riabilitativo della saga, il responso è di un pari e patta tra sì e no. Sì perché si è scelto di privilegiare l'aspetto recitativo, vi è un certo approfondimento delle emozioni e una ricerca stilistica d'immagine che, se anche non condivido, esprime in ogni caso una scelta qualitativa. No perché alla fine ci si fa inghiottire da un duello in cui solo il computer ne esce vincitore, soffocando i buoni propositi dell'inizio e questa disparità un po' la si avverte. Direi che si lascia guardare e (diciamocelo) dimenticare. Ci sarà un seguito che in America uscirà il 6 maggio 2016.
Ps. $668,045,518 milioni di dollari di incasso - "Superman Returns" ne aveva incassati solo $391,081,192 - e 225milioni per produrlo.
Film 658 - L'uomo d'acciaio
Film 1127 - Batman v Superman: Dawn of Justice
Film 1128 - Batman v Superman: Dawn of Justice
Film 1218 - Suicide Squad
Film 1392 - Wonder Woman
Film 1640 - Wonder Woman
Film 1708 - Aquaman
Film 1459 - Justice League
Film 2019 - Zack Snyder's Justice League
Consigli: A chi piace Superman dovrebbe piacere anche questo reboot targato Zack Snyder, certamente molto concentrato sull'adrenalina. Per gli altri sarà un passatempo in linea con i soliti blockbuster americani sui supereroi con grandi poteri e grandissime responsabilità. Anche se, va detto, Superman più che altro passa metà del film a distruggere qualunque cosa incontri il suo cammino.
Parola chiave: Generale Zod.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 22 maggio 2012

Film 410 - Immortals

Per stare in compagnia.


Film 410: "Immortals" (2011) di Tarsem Singh
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: Stesso regista di "Biancaneve" (e stessa costumista) ed evidente rimando al "300" di Snyder, "Immortals" è una pellicola visivamente interessante che, però, non aggiunge nulla di nuovo al panorama cinematografico contemporaneo.
Lo studio stilistico che sta dietro i costumi (della recentissimamente scomparsa Eiko Ishioka) rende la suggestione visiva piacevole, specialmente perchè si osano scelte radicalmente inusuali per un film che si ispira al mito greco. Non mancano molti effetti speciali e un sacco di duelli all'ultimo sangue. E' molto vicino, in effetti, anche alle pellicole "Scontro tra titani" e "La furia dei titani", sia per via dell'argomento che per il tipo di produzione commerciale che rappresenta. Tra muscolosissimi protagonisti (Henry Cavill, Stephen Dorff, Kellan Lutz), cattivissimi antagonisti (Mickey Rourke) ed esotiche bellezze (Freida Pinto) si snodano le vicende di Teseo, gli dèi improvvisamente mortali e litigiosi e dei titani tanto simili a dei mostriciattoli psicotici.
A livello di visione tutto fila, c'è ritmo e un tocco di stramberia, quanto basta per fare in modo che la pellicola rimanga quantomeno impressa in chi sta guardando. Chiaramente non ci si trova di fronte ad un capolavoro e la trama è quello che è, però considerando che si tratta di una produzione USA (che sappiamo gestire sempre piuttosto liberamente l'input narrativo da cui attinge per le pellicole) l'approccio mi pare comunque positivo, non fosse per il solo fatto di tentare una rappresentazione dei costumi indipendende dal solito immaginario che si lega a film come questi.
Non è un capolavoro, ma si lascia guardare.
Consigli: E' un buon intrattenimento per chi ha voglia di passare una serata tranquilla in compagnia di un film leggero e scacciapensieri.
Parola chiave: Arco di Epiro.

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Ric