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giovedì 8 gennaio 2026

Film 2407 - The Thursday Murder Club

Intro: Before leaving to go on holiday I saw the trailer for this movie and how much they were trying to push it on Netflix. And of course I was intreagued!

Film 2407
: "The Thursday Murder Club" (2025), Chris Columbus
Watched: From my laptop
Language: English
Watched with: Niamh
Thoughts: I enjoyed this movie although, I'll be honest, I was expecting a bit more. I mean, it's very enjoyable and the cast is great, but yeah, I was hoping for something a bit more thrilling, almost like of the first "Knives Out".
Reality is, "The Thursday Murder Club" is a perfectly fine movie, the actors do their job perfectly and overall it's a fun ride. Also, it's always nice to see Pierce Brosnan back in action.
Side note: Writing about this movie that I watched in early September, I cannot help but think about Celia Imrie in the UK's "The Celebrity Traitors". Who knew that, only a few weeks later, the world would have witnessed Imrie becoming one of the funniest contestant on the celebrity spinoff of "The Traitors" thanks to her exchanges with Alan Carr and, of course, that fart. Icon.
Cast: Helen Mirren, Pierce Brosnan, Ben Kingsley, Celia Imrie, Naomi Ackie, Daniel Mays, Jonathan Pryce, Richard E. Grant, David Tennant.
Box Office: /
Worth a watch?: Not groundbreaking, but surely entertaining. The four main leads are a perfect match together and, overall, "The Thursday Murder Club" is one of the latest best additions to the Netflix catalogue. (If only it didn't have that usual glossy and overly perfect look that every Netflix production has...)
Awards: /
Key word: Passport.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 8 luglio 2025

Film 2370 - Death of a Unicorn

Intro: I was really looking forward to watching this movie, especially in theaters. So we squeezed it in during our (back then) busy schedule and went to Cineworld.

Film 2370
: "Death of a Unicorn" (2025), Alex Scharfman
Watched on: At the movies
Language: English
Watched with: Niamh
Thoughts: I have to be honest, I didn't particularly like this movie. I had high expectations because I was extremely excited to see Téa Leoni on the big screen again + the trailer seemed really good and "Death of a Unicorn" seemed to have all the card to be at least a good movie. Reality is, it's not great.
As a dark comedy, it's not really funny. It's definitely extravagant, I'll give it that, but other than that there's not much else. The cast is amazing, but not necessarily used to their best potential: Jenna Ortega is playing Jenna Ortega playing a pissed (borderline, at this point) teenager, Will Poulter tries to be the comedic relief and mostly succedes but not entirely, Téa Leoni is basically playing Rosamund Pike's character in "Saltburn" and Paul Rudd is good at doing himself/Ant-Man, but when it comes to other facial expressions... there's not a lot going on.
Top that with a story that doesn't deliver what you would expect - there's a million side characters that you don't really care about but they keep on being introduced and killed, but it doesn't add anything to the story and also it's not funny - and it's more odd than fantasy black comedy, then what you have left is a little bit of disappointment.
Again, the idea has potential, but the delivery didn't thrill me.
Cast: Paul Rudd, Jenna Ortega, Will Poulter, Anthony Carrigan, Téa Leoni, Richard E. Grant.
Box Office: $16.1 million
Worth a watch?: I thought it would have been more fun, to be honest. Good cast, Téa Leoni is back and we're happy about it, but "Death of a Unicorn" should have it harder to deliver and good overall result. It's not awaful by any means, but I was expecting more or something else, even.
Awards: /
Key word: Middle age.

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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 5 luglio 2024

Film 2291 - Spice World

Intro: Per il mio secondo appuntamento cinematografico con il proiettore, ho scelto un film iconico.

Film 2291: "Spice World" (1997) di Bob Spiers
Visto: dal proiettore
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: onestamente non ricordavo per niente questo film e, devo dire, probabilmente per la sua natura così caotica.
Non fosse il film delle Spice Girls, sicuramente non avrei perso tempo a rivederlo: la trama è praticamente inesistente, le ragazze caotiche quanto il loro modo di recitare le battute (si parlano una sull'altra, in un sacco di passaggi non si capisce cosa stiano dicendo), il risultato finale quasi allucinogeno. Eppure, nonostante il caos più totale, "Spice World" funziona su molteplici livelli (nessuno dei quali ha un valore puramente cinematografico, sia chiaro).
Innanzitutto ha una connessione nostalgica con quello specifico momento storico: il Girl Power, il Brit pop, le girl band, gli anni '90. E' tutto incapsulato perfettamente in questo prodotto che definirei culturale nel suo essere così fedele a ciò che rappresenta (ancora oggi). Per chi quel momento lo ha vissuto, un prodotto come questo ha sicuramente valore.
Poi, da non sottovalutare, "Spice World" funziona a livello musicale. Ogni canzone è praticamente una hit, un sacco di momenti della storia sono dedicati a performance e il focus centrale del racconto è un concerto, per cui ci sono innumerevoli momenti in cui la musica è, di fatto, la storia.
Ancora, un'altra componente che funziona è la comicità. Per quanto assurdo e camp, "Spice World" fa ridere, specialmente se si conoscono bene i 5 membri che compongo il gruppo. Non sarà certo una comicità rivoluzionaria, ma funziona per questo film che mai (fortunatamente) si prende sul serio. E le ragazze stanno al gioco.
Il che mi porta al mio ultimo punto: le Spice Girls. Non saranno attrici, non saranno movie stars, non vinceranno mai un Oscar, però qui sono evidentemente il motivo trainante (e a giusta ragione) di tutta la baracca. C'è una certa dose di inconsapevolezza, quasi, che traspare dalla loro performance, ce la mettono tutta e si mettono sempre in gioco. Fa quasi tenerezza rivederle così giovani e piene di entusiasmo e, allo stesso tempo, così consapevoli del ruolo che stanno giocandosu scala globale: c'è una trasformazione in atto e loro sono parte del cambiamento. Un cambiamento che certo non prendono alla leggera e passa anche per questo prodotto collaterale del loro successo. "Spice World" è, come c'è da aspettarsi, carico di temi cari al gruppo: il Girl Power, il femminismo, l'indipendenza, il diritto alla propria individualità, l'emancipazione e il desiderio di fare le cose a modo proprio, di reclamare un successo che derivi dalle proprie capacità.
Certo, ci si sarebbe potuti applicare un po' di più sul far trasparire di questi elementi positivi evitando il calderone esplosivo e sbandato che è "Spice World", però il risultato finale è un giro di giostra divertenete quanto basta e capace di trasportarci, per un attimo, indietro nel tempo. Non sarà un valore assoluto, ma lo è sicuramente per i fan delle Spice Girls.
Film 222 - Spice Girls - Il film
Film 2291 - Spice World
Cast: Victoria Beckham, Emma Bunton, Melanie Chisholm, Geri Halliwell, Melanie Brown, Richard E. Grant, Alan Cumming, George Wendt, Claire Rushbrook, Mark McKinney, Dominic West, Roger Moore; cameo: Elvis Costello, Elton John, Bob Geldof, Bob Hoskins, Jennifer Saunders, Hugh Laurie, Stephen Fry.
Box Office: $56 milioni
Vale o non vale: Onestamente non ricordavo quanto questo film si concentrasse sull'elemento comico che, soprendentemente, funziona in quanto declinato in chiave folle universo parallelo (ci sono pure gli alieni e un salto in corsa sul Tower Bridge mentre il ponte si sta aprendo).
Decisamente non un film per tutti, ma i nostalgici del Girl Power troveranno conforto in questa capsula del tempo che è "Spice World".
Premi: Candidato a 7 Razzie Awards (tra cui peggior film, sceneggiatura e attore non protagonista per Moore), il film ha vinto per la peggior attrice (tutte le Spice Girls).
Parola chiave: Concerto.
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Bengi

venerdì 24 novembre 2023

Film 2234 - Saltburn

Intro: Saltino in avanti per parlare di una delle pellicole del momento, nonché una grande sorpresa cinematografica che, a suo modo, ha mantenuto le aspettative.

Film 2234: "Saltburn" (2023) di Emerald Fennell
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Niamh
In sintesi: (***SPOILER***) "Saltburn" è stato tutto tranne quello che mi aspettavo e, a suo modo, mi ha convinto. Non tanto perché la storia sia particolarmente originale o innovativa, ma perché Fennell riesce a creare un mondo che funziona secondo i propri parametri e, per quanto assurdo e poco plausibile - Oliver/Barry Keoghan uccide tutti ma nessuno sospetta di lui? - il risultato finale è coerente e di grande intrattenimento.
Come per il precedente "Promising Young Woman", anche in questo film la colonna sonora gioca un ruolo fondamentale, rispolverando iconici motivi pop dal sapore nostalgico (qui è "Murder on the Dancefloor" di Sophie-Ellis Bextor, nel precedente era "Stars Are Blind" di Paris Hilton), il tutto in combinazione con una forte coesione stilistica - che qui caso contrappone lusso e povertà, moderno e antico - e un'evidente predisposizione di Fennell per la scrittura dei dialoghi, che in "Saltburn" si manifesta nel più classico degli humor britannici (e con che meravigliosi risultati!).
Questa seconda pellicola di Fennell ha, però, un elemento estraneo al precedente: una componente sessuale estremamente marcata. E non è tanto per quella scena finale di nudo integrale, la tensione sessuale pervade tutto il film e il finale non rappresenta che l'happy ending di due ore di continua eccitazione visiva: la bromance tra Oliver e Felix/Jacob Elordi, la "storia" tra Oliver e Farleigh/Archie Madekwe, Elordi praticamente sempre mezzo nudo, Keoghan letteralmente e completamente nudo, una calda estate passata sempre a prendere il sole, il voyerismo per l'intimità altrui, il bagno condiviso da Oliver e Felix... E potrei andare ancora avanti. "Saltburn" stuzzica costantemente lo spettatore e lo fa inizialmente di soppiatto, per poi rivelare un'anima inizialmente curiosa, poi morbosa che conferisce al film un'inaspettata connotazione erotica9. Fennell, però, dosa con intelligenza questo aspetto della sua storia, così che ce ne si accorge durante la visione sì, ma la sessualità non finisce per farla da padrone in maniera sfrontata, anzi, rimane semplicemente un altro degli aspetti della storia. Nel mio caso questa è la componente che sicuramente mi è rimasta più impressa perché la più inaspettata.
In una sorta di mix improbabile - ma che funziona - tra "The Talented Mr. Ripley" e "Call Me by Your Name", la seconda uscita al cinema da scneggiatrice/regista/produttrice di Emerald Fennell è prodotto sicuramente meno di impatto e controverso del suo film d'esordio, ma non per questo a suo modo meno riuscito. "Saltburn" è un film che funziona, assurdo per certi elementi sopra alle righe, sconvolgente a tratti e con qualche momento di humor sublime, per un risultato finale che soprende. Non perfetto, ma sicuramente tra i titoli più interessanti della stagione.
Cast: Barry Keoghan, Jacob Elordi, Rosamund Pike, Richard E. Grant, Alison Oliver, Archie Madekwe, Carey Mulligan.
Box Office: $1.7 milioni (ad oggi)
Vale o non vale: In un oceano di contenuti tutti uguali, di blockbuster che fanno flop al botteghino e di franchise che vengono riesumati nella speranza di laudi guadagni, "Saltburn" è una ventata d'aria fresca per la mente e per gli occhi, un film sicuramente non per tutti, ma da vedere. Fennell non ci vincerà un altro Oscar, ma ci ricorda per quale motivo è una da tenere assolutamente d'occhio.
Premi: /
Parola chiave: Ruota bucata.
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Bengi

sabato 11 settembre 2021

Film 1816 - Star Wars: The Rise of Skywalker

Intro: Tornato a Cordoba per qualche giorno prima di volare definitivamente a Ushuaia, con Karen e Lucas andiamo al cinema a recuperare uno dei film più attesi della stagione!

Film 1816: "Star Wars: The Rise of Skywalker" (2019) di J.J. Abrams
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Karen, Lucas
In sintesi: non mi spenderò troppo su questo titolo conclusivo (?) della terza ondata di trilogie "Star Wars", sia perché ricordo la delusione post visione, sia perché l'ho visto una sola volta ormai due anni fa e il ricordo si è un po' sbiadito.
J.J. Abrams torna al timone dopo il primo "Star Wars: The Force Awakens" e nonostante la sua mano capace, il risultato finale è il solito agglomerato di effetti speciali, spade laser e un turbinio di personaggi a cui si fatica a dare lo spazio sufficiente per uno sviluppo che abbia valore in termini di trama (penso alla quasi mancanza di screentime per Kelly Marie Tran, ma anche al momento romantico totalmente random che coinvolge il suo personaggio e quello di John Boyega). Il tutto per un prodotto che mette in tavola davvero troppe questioni per riuscire a centrare efficacemente il suo obiettivo. Peccato.
Film 15 - Star wars: Episodio I - La minaccia fantasma
Film 23 - Star wars: Episodio II - L'attacco dei cloni
Film 30 - Star wars: Episodio III - La vendetta dei sith
Film 37 - Guerre stellari: Episodio IV - Una nuova speranza
Film 41 - Star Wars: Episodio V - L'impero colpisce ancora
Film 50 - Star Wars: Episodio VI - Il ritorno dello Jedi
Film 1072 - Star Wars - Il risveglio della Forza 3D
Film 1080 - Star Wars - Il risveglio della Forza
Film 1469 - Star Wars: The Last Jedi
Film 1595 - Star Wars: The Last Jedi
Film 1816 - Star Wars: The Rise of Skywalker
Film 1290 - Rogue One
Film 1679 - Solo: A Star Wars Story
Cast: Carrie Fisher, Mark Hamill, Adam Driver, Daisy Ridley, John Boyega, Oscar Isaac, Anthony Daniels, Naomi Ackie, Domhnall Gleeson, Richard E. Grant, Lupita Nyong'o, Keri Russell, Joonas Suotamo, Kelly Marie Tran, Ian McDiarmid, Billy Dee Williams.
Box Office: $1.078 miliardi
Vale o non vale: Non è certo un film terribile, ma nemmeno quel titolo conclusivo che renda giustizia a una saga rinvigorita da nuova linfa, personaggi e botteghino. Dopo la lunga attesa e le premesse epiche, questo (ennesimo) capitolo finale della saga di "Star Wars" lascia meno soddisfatti di quanto non ci si sarebbe aspettato.
Poi, per carità, si lascia guardare senza intoppi, ma con meno soddisfazione di altri capitoli della lunga saga creata da George Lucas.
Premi: Candidato a 3 Oscar (colonna sonora, effetti speciali, montaggio sonoro) e 3 BAFTA (colonna sonora, effetti speciali, sonoro). John Williams candidato al Grammy per Best Score Soundtrack For Visual Media.
Parola chiave: Lightsaber.

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Bengi

lunedì 15 giugno 2020

Film 1725 - The Nutcracker and the Four Realms

Intro: Ero più che altro incuriosito dal fatto che il film sia stato un gigantesco flop per la Disney.
Film 1725: "The Nutcracker and the Four Realms" (2018) di Lasse Hallström, Joe Johnston
Visto: dalla tv dell'aereo
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: costruito sulla base tecnica e visiva di alcuni precedenti prodotti Disney di successo - particolarmente "Alice in Wonderland" -, "The Nutcracker and the Four Realms" non riesce però a generare sufficiente magia o interesse rispetto ad un progetto che risulta esteticamente molto bello, ma narrativamente irrilevante. Manca di ritmo e, ancora peggio, di qualcosa originale da dire. E non basta l'atmosfera gioiosa e festiva del Natale a salvare tutta l'operazione.
Cast: Keira Knightley, Mackenzie Foy, Eugenio Derbez, Matthew Macfadyen, Richard E. Grant, Misty Copeland, Helen Mirren, Morgan Freeman.
Box Office: $174 milioni
Vale o non vale: Keira Knightley è insopportabile, Mackenzie Foy non particolarmente incisiva come protagonista e si ha la sensazione che il cast da sogno e la famosissima storia de "Lo schiaccianoci" di Čajkovskij siano assolutamente sprecati.
Premi: /
Parola chiave: Chiave.

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Bengi

domenica 12 gennaio 2020

Film 1726 - Can You Ever Forgive Me?

Intro: Ultimo film visto in aereo prima di atterrare, nuovamente, in Nuova Zelanda. E non poteva che essere una pellicola candidata agli imminenti Oscar!
Film 1726: "Can You Ever Forgive Me?" (2018) di Marielle Heller
Visto: dalla tv dell'aereo
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: non posso dire di aver amato questa pellicola, anche se bisogna ammettere che presenta una storia piuttosto intrigante. L'amicizia collerosa tra Lee Israel e Jack Hock è un cuore della storia pulsante e ben costruito, i due attori principali regalano performance perfette e la storia (spoiler, da Wiki: Dopo essere caduta in disgrazia, per pagare l'affitto la biografa Lee Israel decide di contraffare delle lettere di alcuni scrittori e di varie celebrità decedute. Quando le falsificazioni cominciano a sollevare dei sospetti, decide di rubare le vere lettere dagli archivi delle biblioteche e di venderle attraverso un ex detenuto incontrato in un bar, mentre l'FBI è in procinto di fermare la truffa) non manca di catturare l'attenzione dello spettatore. Eppure, a pellicola finita, la sensazione non è totalmente positiva, fosse anche solo per la rancorosa attitudine della protagonista o la costante pesantezza della fotografia. Insomma, una storia vera che ha dell'incredibile tradotta in un film che lascia una certa pesantezza.
Cast: Melissa McCarthy, Richard E. Grant, Dolly Wells, Jane Curtin, Ben Falcone, Anna Deavere Smith, Stephen Spinella.
Box Office: $95.9 milioni
Vale o non vale: Onestamente non lo rivedrei. Al di là delle buone interpretazioni del cast e della surreale vicenda raccontata, "Can You Ever Forgive Me?" mi ha lasciato con l'amaro in bocca. Ho apprezzato che McCarthy si sia messa in gioco con un ruolo così complesso - uscendone vincente -, anche se credo che la vera sorpresa di questo titolo sia la vincente interpretazione di Richard E. Grant.
Premi: Candidato a 3 Oscar e 3 BAFTA per Miglior attrice protagonista (McCarthy), attore non protagonista (Grant) e sceneggiatura non originale; 2 nomination per gli stessi attori ai Golden Globes.
Parola chiave: Hitler’s diary.

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lunedì 27 agosto 2018

Film 1503 - Come ti ammazzo il bodyguard

Intro: Le commedie stupidine sono tra quelle che preferisco per rilassarmi e qui, al Takarakka, se c’è la possibilità di staccare un po’ è meglio coglierla al volo. Ecco perché questo film sembrava il titolo perfetto.
Film 1503: "Come ti ammazzo il bodyguard" (2017) di Patrick Hughes
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: Fre
In sintesi: deludente e davvero poco ispirato. Avrebbe anche le carte in regola per raccontare qualcosa di simpatico, ma davvero mancano i momenti divertenti e resta solamente una spy story che tenta di risultare comica, ma non ci riesce. Non è colpa dei due protagonisti Reynolds e Jackson, semplicemente la sceneggiatura non è granché.
Cast: Ryan Reynolds, Samuel L. Jackson, Gary Oldman, Salma Hayek, Élodie Yung, Joaquim de Almeida, Kirsty Mitchell, Richard E. Grant.
Box Office: $176.6 milioni
Vale o non vale: mi aspettavo grandi cose, un grande action e, invece, ho trovato questo ennesimo prodotto mainstream piuttosto debole, senza carattere. Reynolds ha stile e dimostra di avere le qualità da protagonista, Jackson fa sempre lo stesso ruolo, il risultato finale manca di originalità. Dimenticabile.
Premi: /
Parola chiave: Processo.

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Bengi

giovedì 26 aprile 2018

Film 1489 - Logan

Intro: Critiche entusiaste + supereroi dei fumetti sono un connubio che solitamente mi attrae come il miele con gli orsi. In questo caso, però, qualcosa non tornava perché al momento dell’uscita in sala di questa pellicola non ho sentito il desiderio di vederla, saperne di più. Eppure Wolverine è uno dei miei X-Men preferiti…
Film 1489: "Logan" (2017) di James Mangold
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: una nomination all’Oscar per la sceneggiatura non è poca cosa, soprattutto quando si tratta della prima per un film Marvel di derivazione fumettistica. Non male per l’acciaccato e tossicodipendente Wolverine, ormai autista di limousine in incognito che tenta di combattere i suoi demoni prendendosi cura di uno Xavier completamente alla deriva a causa della malattia.
Ad essere del tutto onesti, questa candidatura suona molto bene e non è ingiusta, ma rimane comunque leggermente sorprendente considerato quando sia vasto il panorama cinematografico contemporaneo. Per farla semplice: “Logan” è un bel film, efficace e scritto bene, ma non certamente tra i 5 con la sceneggiatura (non originale) migliore dell’anno. All’Academy piace sempre avere qualche “prima volta” ogni edizione, dei record da poter sfoggiare e che attraggano l’attenzione, per cui non sorprende quanto oculata possa essere stata la scelta di piazzare questo particolare caso all’interno della cinquina. Poi, ribadisco, la pellicola è bella; non aspettatevi il solito Wolverine macho e sessualmente appagante. Il nostro è alla deriva, perso e narcotizzato, in balia di una serie di situazioni che non mancheranno di dargli il colpo di grazia. E’ un ultimo capitolo veramente ben fatto e per certi versi spiazzante, completamente distante dagli altri episodi della saga. Ma si sa che i supereroi adesso stanno vivendo una nuova primavera; Hugh Jackman è una certezza, capace di fare come sempre suo il personaggio. In questa avventura è accompagnato da uno Xavier (Patrick Stewart) messo malino e una giovane artigliata il cui DNA sarà presto riconoscibile. Il cast di semi sconosciuti è ben assortito e, tra i tanti, si riconosce quell’Eriq LaSalle che molte lune fa interpretava nientemeno che il Dott. Benton in “ER”; come al solito non mancherà la violenza. Ce n’è tanta ed è cruda.
Film 622 - X-Men - Conflitto finale
Film 276 - X-Men: L' inizio
Film 582 - X-Men - L'inizio
Film 728 - X-Men - Giorni di un futuro passato
Film 1092 - X-Men - Giorni di un futuro passato
Film 1166 - X-Men: Apocalisse
Film 1778 - Dark Phoenix
Film 275 - X-Men le origini - Wolverine
Film 583 - Wolverine - L'immortale
Film 1489 - Logan
Film 1100 - Deadpool
Film 1535 - Deadpool
Film 1644 - Deadpool 2
Film 1925 - The New Mutants
Cast: Hugh Jackman, Patrick Stewart, Boyd Holbrook, Stephen Merchant, Richard E. Grant, Dafne Keen, Eriq La Salle.
Box Office: $619 milioni
Vale o non vale: il film funziona bene e Jackman non solo è un grande protagonista, ma è anche un perfetto Wolverine, con tutina degli X-Men o senza. A lui tutto il merito di un personaggio riuscito e credibile, nonostante l’ambientazione fuori dalla nostra realtà. Un buon capitolo conclusivo (se lo sarà), sicuramente un salto di qualità nella saga/spin-off dedicata a Logan, tanto che anche i non appassionati potrebbero gradire.
Premi: Candidato all'Oscar per la Miglior sceneggiatura non originale.
Parola chiave: Eden.

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lunedì 12 maggio 2014

Film 712 - The Iron Lady

Luigi si era perso un recente ruolo fondamentale nella carriera di Meryl Streep. Recuperare subito!

Film 712: "The Iron Lady" (2011) di Phyllida Lloyd
Visto: dal computer di Luigi
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Nonostante abbia comprato il dvd, la scelta è stata dettata non tanto dal fatto che il film sia un capolavoro, ma dalla magnifica interpretazione di Meryl Streep nei panni di Margaret Thatcher. Lo so che è inutile ribadirlo, ma Meryl può tutto e quest'ulteriore interpretazione ne è l'ennesima prova. Nonostante mi sia dispiaciuto seriamente che far vincere la Streep abbia significato far perdere Michelle Williams per "My Week with Marilyn", non si può che considerare il terzo Oscar della sua carriera come Miglior attrice semplicemente meritato (l'ultima volta che ha vinto era il 1983). Ovvero: era ora.
Come anticipavo all'inizio, la pellicola di per sé non è riuscitissima e, anzi, manca di un filo conduttore forte e facile da rintracciare. Purtroppo la trama finisce per essere influenzata dal caos di ricordi di un'anziana Thatcher che fatica lei stessa a trovare la propria strada fra i ricordi e il risultato è molto dispersivo e poco incisivo. Se, infatti, l'intento fosse stato celebrativo per quanto riguarda la politica del Primo Ministro inglese o se fosse stata una sorta di biografia personale o, ancora, un racconto di fiction su come una tale figura umana e politica abbia fatto i conti col proprio passato... in ognuno dei casi comunque il tentativo è fallito. Perché "The Iron Lady" è ognuna di queste cose, ma nessuna delel tre.
Il film, insomma, è confuso, ma non lo è la sua protagonista, che spiazza l'audience con una performance veramente impeccabile in grado da sola di valere la visione della pellicola. Anche perché, Streep e Jim Broadbent a parte, non ci sono altri attori protagonisti veramente degni nota.
Film 384 - The Iron Lady
Box Office: $114,956,699
Consigli: Gli amanti della Streep andranno in visibilio per questa ennesima testimonianza del talento dell'attrice. Chi, invece, si aspettava una biografia o quantomeno un approfondimento coscienzioso e ben costruito della vita privata e pubblica di Margaret Thatcher rimarrà, probabilmente, un po' deluso sia per i contenuti che per la messa in scena. Il risultato finale rimane un po' troppo sulla superficie, anche se Meryl salva decisamente la sorte di tutta la produzione. 2 Oscar: Miglior attrice protagonista e Miglior trucco.
Parola chiave: Politica.

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Bengi