martedì 8 luglio 2014

Film 739 - Walk of Shame

Curioso di vedere questo film, soprattutto per la sua protagonista!

Film 739: "Walk of Shame" (2014) di Steven Brill
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Luigi
Pensieri: Quando ho visto il film il titolo italiano non era ancora uscito e per fortuna: oltre ad essere la solita scelta imbarazzante e priva di contestualizzazione, "Una notte in giallo" fa riferimento solamente al vestito che indossa la protagonista e non c'entra nulla con il genere giallo, in quanto questa pellicola è una commedia e demenziale e degli equvoci. Era meglio lasciare il titolo originale che rende perfettamente l'idea...
Premessa fatta, per quanto questa pellicola non sia esattamente un capolavoro - per dire: è meno divertente e pazzo di "Notte folle a Manhattan" -, ammetto di essermelo goduto. Le situazioni assurde ci sono, Elizabeth Banks (una tra le attrici attualmente pi sottovalutate) è perfetta e, tutto sommato, il risultato finale è conforme alle aspettative di prodotto commerciale che fa leva su divertimento facile, equivoci imbarazzanti e una superficialità distensiva. Ovvero: piacevole e senza pretese.
Considerato quello che ci propinano oggigiorno spacciandolo per buon cinema (o tentando) e quanto spesso anche la medicrità sia premiata con ottimi incassi, mi ha stupido scoprire il deludente risultato al box-office, anche se il quasi inesistente incasso americano è dovuto al fatto che il film ha ricevuto solamente una distribuzione limitata e una direttissima realizzazione in DVD, mentre fuori dall'America la distribuzione è stata normale, ma necessariamente gli incassi sono inferiori. In ogni caso, con un budget da 15 milioni di dollari, il buco nell'acqua è evidente. Certamente il cambio di casa di distrubuzione ha generato intoppi.
In ogni caso "Walk of Shame" è assurdo quanto basta per far passare piacevolmente i 95 minuti della sua durata, anche se non porta assolutamente nulla di nuovo sullo schermo e vale soprattutto per la presenza della sua brava protagonista, in grado da sola di trascinare l'intera "baracca" e uscirne assolutamente fantastica!
Box Office: $5,565,259
Consigli: Nottata folle, colma di imprevisti e situazioni estreme per la povera Meghan che sogna di diventare volto telvisivo delle news nazionali. Dovrà passare attraverso il suo personalissimo inferno per arrivare al colloquio della carriera e dovrà riuscirci senza macchina, senza portafogli, senza documenti e, soprattutto, post sbronza (con rimorchio) e vestita troppo sexy per non sembrare una prostituta. Premesse carine - anche se già viste -, realizzazione accettabile e Elizabeth Banks sempre sul pezzo per una pellicola tutto sommato carina e ottima per una serata spensierata. Se cercate qualcosa per spegnere il cervello questo è il titolo che fa per voi. In Italia dal 24 luglio.
Parola chiave: Lavoro.

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Bengi

lunedì 7 luglio 2014

Film 738 - Smetto quando voglio

Me lo avevano caldamente consigliato e, dopo i David di Donatello, ero rimasto con la voglia di recuperarlo.

Film 738: "Smetto quando voglio" (2014) di Sydney Sibilia
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: "È la storia di un gruppo di brillanti ricercatori universitari che tentano di uscire dall'impasse lavorativa ed esistenziale della precarietà cronica, producendo e spacciando smart drugs" (Wiki). Detta così sembra folle, ma è un'idea geniale per una commedia cinematografica!
Cinema italiano in gran forma, commedia scoppiettante, tagliente, divertente, disillusa e sopra le righe, un viaggio dall'alto della cultura al basso della disperazione, specchio ironico dei nostri tempi: "Smetto quando voglio" è davvero un bel film.
Cast praticamente tutto al maschile (e perfetto) con unica presenza femminile rilevante Valeria Solarino (non all'altezza), storia ben scritta e intelligente - anche se certamente surreale -, realizzazione veramente ottima. De Rienzo sempre credibilissimo, stupisce Sermonti in questo inedito, calvo ruolo, Fresi veramente simpatico e Leo in grado di reggere perfettamente il ruolo da protagonista, capace e credibile.
Nonostante la pellicola sia una commedia, comunque, non può non rimanere l'amaro in bocca per la desolazione della situazione che descrive, esasperata certamente, ma pur sempre veritiera: laureati, dottorati e titolati vari che faticano ad arrivare a fine mese, precari, sempre in attesa di una conferma, una speranza o, addirittura, una spinta 'politica' che, finalmente, ne riconosca il valore. Ci siamo dentro tutti e siamo tutti consci di questa realtà che caratterizza il nostro Paese e il fatto che se ne continui a parlare - o addirittura a scherzarci sopra - è sempre un bene poiché grazie alla satira si riescono a toccare tasti altrimenti proibiti. Anche da questo punto di vista, forse, i David di Donatello 2014 avrebbero potuto pensare di riconoscere qualcosa a questo buon esempio di cinema nostrano (ma il tema mafioso vince sempre) invece di lasciare semplicemente tali le 12 nomination guadagnate dal film.
In ogni caso "Smetto quando voglio" è sicuramente tra le migliori pellicole italiane della stagione cinematografica scorsa: da vedere!
Film 1380 - Smetto quando voglio: Masterclass
Box Office: 3.633.658 €
Consigli: Fresco, divertente, pazzo, ben scritto e capace di soffermarsi su punti dolenti del nostro quotidiano con ironia tagliente e non banale. Storia che funziona, cast sorprendente, variegato e capace, ottima realizzazione. Certo non esportabile quanto "La grande bellezza", ma godibilissimo!
Parola chiave: Er Murena.

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Bengi

venerdì 4 luglio 2014

Film 737 - La mummia - Il ritorno

Rispolvero e metto ordine tra la mia collezione di DVD e ritrovo una 50ina di vecchi titoli che non ricordavo nemmeno di avere. Il primo che rivedo è questo! Tanto entusiasmo!

Film 737: "La mummia - Il ritorno" (2001) di Stephen Sommers
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Superclassicone dei blockbuster di inizio nuovo millennio, questo sequel del primo "La mummia" è un tripudio di effetti speciali con atmosfere egizie in salsa kitsch: io lo trovo fantastico!
Divertente, spensierato, con una buona dose di avventura e humor, una Rachel Weisz magnetica e una Londra anni '30 veramente poco credibile, "The Mummy Returns" è il classico esempio di cinema pompatissimo americano che stravolge tutto, mixa generi e stile, ma alla fine il risultato funziona sempre alla grande.
Erano anni, infatti, che non rivedevo questa pellicola, eppure me la sono davvero goduta. Un'ottima avventura in giro per il mondo, tra piramidi egizie (e non), deserto, il British Museum, insenature di roccia e voli in dirigibile, in un susseguirsi di tappe che porteranno la famiglia O'Connell di nuovo allo scontro col redivivo Imhotep e niente meno che un Re Scorpione che avrà le sembianze dell'ex wrestler The Rock (ora Dwayne Johnson) che poi avrà addirittura un film tutto suo sull'argomento. Insomma, mummie prolifiche ad alto budget ed altissimi profitti che, all'epoca, erano diventate vero fenomeno.
Oggi "La mummia - Il ritorno" ha certamente per me un valore affettivo (ricordo il cinema -adesso chiuso - dove andai a vederlo e con chi), e rivederlo è stato davvero piacevole e divertente, anche perché non ricordavo sinceramente tutte le parti della trama, ergo è stato un po' come rivederlo per la prima volta. Carino e spensierato, lo si vede volentieri.
Film 1572 - The Mummy
Film 2444 - The Mummy
Film 737 - La mummia - Il ritorno
Film 1934 - The Mummy Returns
Film 1402 - La mummia
Film 927 - Il re scorpione
Box Office: $433,013,274
Consigli: Mummie, antichi reali a forma di scorpione, inondazioni tra le piramidi, il British Museum scenario di riti egizi e autobus a due piani che - molto prima di Harry Potter - viaggiano alla velocità della luce. Assolutamente godibile, ancora piacevolissimo, con effetti speciali di 13 anni fa che lasciano assolutamente soddisfatti. Gli americani che rifanno l'Egitto e lo rimescolano al blockbuster può sembrare una forzatura, eppure se piace il genere e, soprattutto, ci si limita a guardare e spegnere il cervello, il risultato più che soddisfacente!
Parola chiave: Anck-su-namun.

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Bengi

giovedì 3 luglio 2014

Film 736 - Grand Budapest Hotel

Orso d'argento all'ultima Berlinale, Miglior film straniero ai David di Donatello e Nastro d'argento ai Migliori costumi: insomma, anche solo per queste premesse non potevo assolutamente perdermi questo film!

Film 736: "Grand Budapest Hotel" (2014) di Wes Anderson
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Tipicamente in stile Wes Anderson, ma questa volta meglio di "Moonrise Kingdom - Una fuga d'amore": più ritmato, divertente, intrigante e stravagante.
Il fascino decadente del Grand Budapest Hotel, il cast stellare, la trama così ben scritta, la solita cura maniacale per i dettagli, le inquadrature, la realizzazione che è una continua ricerca di stile. Veramente un bel film, che vive di tutti questi aspetti e finisce per essere un vero gioiellino.
Non riesco a fare a meno di chiedermi tutte le volte che vedo un film di Anderson come riesca a ricreare queste atmosfere pastello, a pensare a così tanti dettagli dando ad ognuno lo spazio che richiede, ad inventarsi storie da collocare in contesti così particolari, a caratterizzare così tanti personaggi. E' innegabile che, piacciano o meno i suoi film, sia un artista che persegue un suo progetto d'insieme.
Insomma, trovo che "The Grand Budapest Hotel" meriti davvero il successo ottenuto in quanto esempio di cinema ben fatto e con uno scopo, in grado di sopravvivere alla prima ondata di euforia da weekend d'uscita in sala, di crescere e guadagnare consensi e spettatori in quanto opera realizzata con stile, classe e spiccata 'personalità'. Oltre agli aspetti tecnici, naturalmente, buona parte dell'ottimo risultato finale è da accreditare anche agli ottimi attori coinvolti: Ralph Fiennes, F. Murray Abraham, Edward Norton, Mathieu Amalric, Saoirse Ronan, Adrien Brody, Willem Dafoe, Léa Seydoux, Jeff Goldblum, Jason Schwartzman, Jude Law, Tilda Swinton, Harvey Keitel, Tom Wilkinson, Bill Murray, Owen Wilson, Tony Revolori.
Insomma, davvero una bella pellicola, originale, visivamente intrigante e ben scritta. Da non perdere!
Box Office: $164,742,585
Consigli: Ogni pellicola di Anderson è un'immersione totale nel suo mondo particolarissimo, a tratti ingenuo a tratti crudissimo. Bello, ben recitato, decadente e per certi aspetti molto cool, raffinato e dall'ottimo ritmo. Ci si fa trascinare ben volentieri nella storia del Gran Budapest e del suo proprietario Zero Moustafa, finendo per vivere una bella avventura tra qualche mistero, scenari 'plastici', una colonna sonora del sempre perfetto Desplat, costumi di Milena Canonero e un'atmosfera che solo le storie del regista americano riescono ad avere.
Parola chiave: .

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Bengi

martedì 1 luglio 2014

Film 735 - The Lego Movie

Non ero proprio entusiasta all'idea di vederlo, ma visto il successo mondiale non potevo ignorare questa pellicola

Film 735: "The Lego Movie" (2014) di Phil Lord, Christopher Miller
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: "The Lego Movie" ovvero la mia personalissima sorpresa di questo 2014.
Una pellicola spassosissima, fresca, ritmata e mai banale, camaleontica e fantasiosa, davvero ben fatta. Una storia divertente e ben architettata, capace di sorprendere con un finale non impensabile, ma certo inaspettato. una realizzazione che rende onore al famoso gioco e che è in grado di stupire non poco lo spettatore in un misto di stupore infantile ed eccitazione. Insomma, hanno fatto centro.
Tra l'altro - e non è poco - sono riusciti nel non scontato intento di presentare un prodotto strafamoso e quindi non certo nuovo come i Lego trasformandolo in qualcosa di nuovo e attualizzato grazie a questo film, qualcosa con cui ti viene subito voglia di giocare! Geniacci...
Milioni gli scenari grazie alle non poche situazioni che si alternano durante la storia - ma niente spoiler! - e, di conseguenza, milioni di personaggi sconosciuti ma anche famosissimi: Batman, Superman, Gandalf, Wonder Woman, Han Solo, C-3PO, Abramo Lincoln... Tutto in un mix di rapida follia giocosa e di ottimo intrattenimento, per un risultato finale che vale la pena di essere visto. Non il solito film d'animazione computerizzata, ben scritto e carinissimo!
Ps. Il sequel, "The Lego Movie 2" arriverà in America il 26 maggio 2017.
Film 735 - The Lego Movie
Film 1756 - The Lego Movie 2
Film 1379 - LEGO Batman - Il film
Box Office: $467,153,726
Consigli: Una sorprendente storia capace di spaziare tra generi e tematiche, sempre in un'allegra follia vorticosa che mantiene serrato il ritmo e lo spettatore attentissimo. Ottima la scelta di presentare i Lego dal punto di vista adulto e infantile, come gioco e come oggetto da collezione, mossa strategica che piacerà a grandi e non, per un risultato finale in grado di divertire, di fatto, un ampissimo range di pubblico. Tantissimi i richiami cult ad altre storie, altri film, altri mondi e, nonostante si potrebbe pensare a un gran pasticcio, in realtà quest'inedito mix va a creare un film carino, spensierato, divertente ed adattissimo ad essere visto in compagnia. Da non perdere, davvero.
Parola chiave: Kragle.

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Bengi

lunedì 30 giugno 2014

Film 734 - Maleficent

Un sacco di attese e promesse per questa pellicola. Ne è valsa la pena?

Film 734: "Maleficent" (2014) di Robert Stromberg
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi, Erika, Licia
Pensieri: La Disney deve ringraziare Angelina Jolie e il suo potere magnetico perché di questi 180 milioni di dollari spesi per produrre il film, davvero pochissimi sono stati destinati a scrivere una buona storia. O anche solo una storia.
Senza la Jolie, infatti, Malefica avrebbe forse avuto quell'aspetto intrigante, misterioso e leggermente spaventoso? No. Sarebbe, forse, riuscita a caratterizzarsi in maniera così spiccata, rendendosi iconica e già riconoscibilissimo personaggio che dal cartoon è diventato realtà? Di nuovo, no.
Ecco, allora sarebbe meglio davvero che alla Disney prendessero seriamente in considerazione di ringraziare Angie e i quasi 600 milioni di dollari d'incasso portati a casa grazie a lei e, veramente, pochissimo/i altro/i. Già, perché se lei funziona bene - senza neanche impegnarsi troppo nella recitazione, a dire il vero - tutto il resto è piuttosto carente: pochissima trama, altri personaggi davvero poco interessanti, stravolgimento di un classico.
Sinceramente non credo che la mia delusione risieda nel totale stravolgimento di una storia che per decenni ha funzionato benissimo ("La bella addormentata nel bosco"); semplicemente la storia che qui si racconta non è niente di straordinario o mai visto. Anzi, il racconto si sarebbe potuto esaurire in ben minor tempo. I canonici passaggi della fiaba ci sono tutti (con anche la redenzione del cattivo, chiaramente) e non ci risparmiamo nemmeno la caratterizzazione psicologica più banale della nostra protagonista, tradita in amore e dunque vendicativa nei confronti di colui che - vero cattivo della storia - le ha voltato le spalle e spezzato il cuore. Ci sta, per carità: l'intento non era certo di documentare la discesa agli inferi di uno dei cattivi più glam e intriganti della storia dei cartoni animati, però a mio avviso ci si poteva mettere più impegno o fantasia (premessa di partenza: angelica presenza dei boschi di natura fatata, candida e pura bambina, il suo nome qual è? Malefica. Non fa una piega).
Sono rimasto deluso, sì, perché mi aspettavo che anche la Disney avrebbe optato per uno svecchiamento o quantomeno cambio direzionale, diciamo verso una sorta di realismo che legittimasse la protagonista a più reale possibile e che, finalmente, si abbandonasse l'approccio 'fatato'. La realtà è che, nonostante i trailer facessero intuire uno sfondo dark inusuale per la casa di produzione, tra ombre, sussurri, creature magiche inquietanti, una Lana Del Rey al suo gotico massimo in "Once Upon a Dream" e mostri ricreati grazie alla computer grafica, la realtà è che, come al solito, la Disney ha optato per il terreno sicuro della favolata, senza arrischiarsi davvero per un percorso più inedito o maturo. L'happy ending c'è e anche il sospiro di sollievo finale da parte dello spettatore di 10 anni. Bene così, evidentemente i risultati ottenuti confermano che target e direzione presa erano giusti, però rimango del parere che questo "Maleficent", pompato, pubblicizzato, reso già cult dalla sua protagonista, sia un film certamente ben realizzato, ma privo di concretezza e originalità. Peccato.
Film 1851 - Maleficent: Mistress of Evil
Box Office: $585,571,000 (ad oggi)
Consigli: E' una favola Disney e rimane tale. Il mascheramento dark funziona solo per un po', ma il film finirà per rimangiarsi tutte le buone premesse iniziali (oltre che voltare le spalle al classico da cui ha trascinato fuori l'antagonista di Aurora). La conclusione con 'atto di amore' è imbarazzante al pari della banalità della conclusione, anche se non posso dire non sia una pellicola che si possa vedere con piacevole serenità. Priva di veri sbalzi narrativi in grado di colpire gli spettatori (se non forse il tradimento dell'amato), questa storia è perfetta per una serata all'insegna delle sinapsi spente e della pura celebrazione di Angelina Jolie in grado, da sola, di sostenere l'intera - troppo lunga per quello che accade - pellicola.
Parola chiave: Ali.

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Bengi

giovedì 26 giugno 2014

Film 733 - Tutta colpa del vulcano

Un film per accompagnare una serata casalinga!

Film 733: "Tutta colpa del vulcano" (2013) di Alexandre Coffre
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Commedia divertente e spensierata, carica di situazioni comiche che beneficiano di un ottimo duo di attori in grado di sostenere l'intera pellicola sulle loro spalle. Pellicola che, diciamocelo, per una volta beneficia di un titolo, sì, banale, ma almeno pronunciabile: l'originale è "Eyjafjallajökull" (il nome del vulcano in questione). Valérie Bonneton e Dany Boon sono una coppia affiatatissima sullo schermo e riescono nell'impresa di risultare simpaticissimi e odiosi allo stesso tempo, a seconda del (travagliato) momento che il loro personaggio sta vivendo. Valérie e Alain, ex sposi ora divorziatissimi, si ritroveranno in viaggio insieme verso il matrimonio della figlia in Grecia, costretti dal vulcano ad abbandonare ogni speranza di raggiungere la destinazione in aereo. Comincerà, così, una roccambolesca avventura on the road tra bisticci, litigi, tentativi di fregarsi a vicenda e personaggi surreali il culmine dei quali sarà uno santone che viaggia su una roulotte che in realtà è una chiesa.
Simpatico, davvero ben realizzato e con i giusti tempi comici. Una produzione europea che non ha nulla da invidiare a quelle americane e un Dany Boon sempre più lanciato a livello internazionale. Dopo "Giù al nord", "Niente da dichiarare?", "Un piano perfetto" e "Supercondriaco", infatti, l'attore comincia ad essere punto di riferimento dell'attuale commedia francese, in grado di essere non solo esportata all'estero, ma anche copiata (vedi "Benvenuti al sud")!
Box Office: 1.787.433 € (Francia) + 391.132 € (ad oggi in Italia)
Consigli: Molto carino e anche divertente. Finale meno scontato del previsto, ottima coppia di attori, gag riuscite e risultato finale buono. E' un esempio di commedia che vale la pena di vedere. Per una serata spensierata e piacevole.
Parola chiave: Matrimonio.

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Bengi

martedì 24 giugno 2014

Film 732 - Pane e burlesque

Ero molto curioso di vedere questa pellicola italiana e ho costretto gli altri ad accompagnarmi (grazie anche alla 3).

Film 732: "Pane e burlesque" (2014) di Manuela Tempesta
Visto: al cinema (vuoto)
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi, Erika
Pensieri: Un po' di imbarazzo c'è, ma niente di paragonabile all'orrendo, impacciato e dilettantesco esempio che è quell'"A Sud di New York" di Elena Bonelli. Qui, per quanto manchino tempi comici e una realizzazione degna di passare per il grande schermo, c'è una Sabrina Impacciatore in grandissima forma, in grado di reggere da sola le sorti di una storia altrimenti priva di qualunque brio.
L'escamotage del burlesuqe, infatti, è principalmente una maniera di attirare il pubblico in sala con qualcosa di piccante, ma di erotismo qui proprio non se ne parla. Qualche sprazzo sensuale lo regala giusto la Impacciatore quando insegna alle inesperte future compagne di show i rudimenti della professione, ma ci fermiamo lì.
Peccato, perché dal trailer e dalle premesse, per un attimo poteva sembrare un esempio un po' casereccio di commedia italiana light tutta al femminile, mentre in realtà ci si perde per colpa di una trama che gioca male i suoi assi nella manica e, appunto, manca totalmente dei tempi giusti. Troppe, poi, le ripetizioni - Mimì La Petite ripeterà "les filles" almeno 20 venti volte - alla lunga insopportabili. Male, anche, la scena madre finale, con tutto il paese che guarda di traverso la quasi 'prostituta' Mimì, la quale ha la sua chance di spiegare il motivo del suo giovanile fuggire dalla città natale e dal padre (santificato da tutti in quanto proprietario della fabbricona del paesello): la giustificazione è da accapponare la pelle e la gestione dei dialoghi incapace di fronteggiare un tale carico emotivo (e pure abbastanza forzato, a mio avviso).
Comunque, per quando il cinema fosse totalmente vuoto e volendo sorvolare sul fatto che entrambi i miei compagni di visione hanno dormito, non posso dire di non aver ridacchiato di quando in quando e, alla fine, il risultato poteva anche essere peggiore (scelta location, però, pessima). Certo, non è davvero una pellicola per cui valga spendere dei soldi, ma qualche momento godibile c'è, specialmente quando le ragazze (Laura Chiatti e Michela Andreozzi) imparano le basi dello spettacolo burlesque.
Box Office: 254.705 €
Consigli: Se si apprezza la commedia italiana femminile leggera questo non è il titolo su cui punterei. Molto meglio, invece, "Amiche da morire" in cui compare sempre Sabrina Impacciatore, sempre capace e perfetta nei suoi personaggi. Il risultato finale è piuttosto acerbo, la trama buonista e vedere Caterina Guzzanti che recita non mette di buon umore. Bravo Edoardo Leo e, comunque, apprezzabili le protagoniste che si sono molto messe in gioco. Per il resto, però, si poteva fare di più.
Parola chiave: Soldi.

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Bengi

lunedì 23 giugno 2014

Film 731 - Non-Stop

Dopo un film con il neo premio Oscar Matthew McConaughey, un film con la neo premio Oscar Lupita Nyong'o.

Film 731: "Non-Stop" (2014) di Jaume Collet-Serra
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Liam Neeson e i film d'azione vanno più che d'accordo da ormai un bel po', lasciando soddisfatti i fans dell'attore e del genere cinematografico. In questo caso specifico, dopo "Io vi troverò", "A-Team", "The Grey" e "Taken - La vendetta" e considerato il cast piuttosto interessante, a mio parere era logico aspettarsi un grande film d'azione, tra suspese e sequenze al cardiopalma. Non proprio.
Il film, nel suo complesso, è infatti stranamente lento e "ponderato". La presenza della psicologa Jen Summers/Julianne Moore non fa che aumentare questa caratteristica della trama, molto cerebrale e meno concreta di quanto non sarebbe stato auspicabile; nel finale si riprende (anche se le motivazioni "del cattivo" sono sinceramente un po' deludenti).
Tutto sommato, quindi, questo "Non-stop" è più simile a "Flightplan" che ai sopracitati esempi di filmografia neesoniana e, nonostante il risultato non sia malvagio, non posso nascondere che sul momento la cosa mia bbia deluso. Sia perché volevo - e lo sottolineo - azione, sia perché la trama non è così ben strutturata e solida come lo è, invece, nel film con Jodie Foster. Qui Neeson e il cast fanno del loro meglio, ma rimane il fatto che la trama sia in certi snodi deboluccia e che troppi di questi ricordino l'altra pellicola (misteriose minacce in volo, psicologo a bordo dell'aereo, importanza dello staff di volo in relazione al personaggio principale, passeggeri che si ribellano al protagonista, ...). Inoltre, ma questa era una mia personale aspettativa, Lupita Nyong'o ha un ruolo per cui una qualunque altra attrice/comparsa sarebbe andata perfettamente bene. Il che, considerando la eco mediatica richiamata dall'attrice per il suo Oscar, è davvero un peccato. Speravo le fosse concesso più spazio e che potesse dimostrare qualcosa di più.
Ciò detto, rimane in ogni caso il fatto che "Non-stop" sia un buon esempio di pellicola da intrattenimento, con le sequenze relative all'atterraggio anche piuttosto ben fatte (ma gestite nella storia con troppa fretta) e un primo tempo con relative aspettative di trama che parrebbero promettere un finale davvero interessante (ni). Quindi si potrebbe dire che le idee di base ci sono, meno lo svolgimento originale o innovativo. Neeson rimane una certezza e il personaggio della Moore è giustamente ben bilanciata tra l'innocenza e la plausibilità di un suo possibile coinvolgimento. Nel cast anche le due star delle serie tv Michelle Dockery ("Downton Abbey") e Corey Stoll ("House of Cards") e il compagno di set di Lupita in "12 anni schiavo", Scoot McNairy .
Film 731 - Non-Stop
Film 990 - Non-Stop
Film 1734 - Non-Stop
Box Office: $199,000.000
Consigli: Nonostante le ottime aspettative che regala il trailer, il film è nel concreto molto diverso da come è presentato: meno movimentato e ritmato e più immerso nel tentativo di ricreare un'atmosfera claustrofobica e alienante. Il risultato è meno soddisfacente, da questo punto di vista, anche se "Non-stop" rimane una pellicola assolutamente godibile, con un buon cast e un'intrigante idea di partenza.
Parola chiave: Bomba.

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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 18 giugno 2014

Film 730 - The Lincoln Lawyer

Matthew McConaughey è ormai lanciatissimo - con probabilissima nomination agli Emmy per la sua interpretazione in "True Detective" - dopo Golden Globe e Oscar vinti all'inizio dell'anno. Volevo riscoprire qualche titolo della sua carriera che mi pareva interessante. Questo film ne é un esempio.

Film 730: "The Lincoln Lawyer" (2011) di Brad Furman
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Sinceramente un buon film. Trama ben scritta (dal romanzo "Avvocato di difesa" di Michael Connelly), atmosfera thriller e ottime scene in tribunale, un grande Matthew McConaughey già 3 anni fa sulla giusta strada verso i veri riconoscimenti. Sono rimasto piacevolmente colpito.
I vari risvolti della trama tengono assolutamente desta l'attenzione dello spettatore, riuscendo nell'intendo di portarlo fino al finale con un carico di domande che solo il finale saprà sciogliere. Non sono pochi, infatti, gli interrogativi che si presentano durante la visione del film, soprattutto perché fin quasi dall'inizio la colpevolezza di Louis Roulet è data per certa. La posizione dell'avvocato Mick Haller/McConaughey sarà, quindi, per niente semplice da sostenere in quanto conscio dei fatti che coinvolgono il suo cliente e obbligato comunque ad offrirgli il miglior servizio legale possibile. Da questa situazione di apparente stallo si verranno a creare numerosi scenari possibili che si concretizzeranno, però, solamente nel finale (abbastanza concitato).
Carino il personaggio di McConaughey - naturalmente d'acciaio e con un personalissimo codice del dovere - strutturato con stereotipata coerenza e uno humor personale e divertente. E' un buon protagonista che l'attore sa rendere davvero bene, capace di immergersi appieno nel personaggio dell'avvocato atipico con studio legale situato nella sua macchina e in grado, a l'occorrenza, di fare i conti con il suo passato.
Il tutto funziona bene e riesce a risultare come un buon prodotto thriller che bilancia le attese dello spettatore con un finale - anche se forse troppo veloce - degno di essere visto. "The Lincoln Lawyer", pellicola di cui non sapevo assolutamente nulla, si è rivelato un ottimo compagno di serata.
Box Office: $85,507,593
Consigli: Per chi ama le storie di casi da risolvere, scene in tribunale con interrogatori che ribaltano le conclusioni, di sicuro questo è un titolo da tenere a mente. inoltre, e non guasta, la storia è arricchita da qualche colpo di scena e una buona contestualizzazione dei vari elementi che la compongono, a risultare nell'insieme un buon film d'intrattenimento. Nel cast, oltre al premio Oscar McConaughey, anche Marisa Tomei, Ryan Phillippe, William H. Macy, John Leguizamo, Bryan Cranston e Frances Fisher.
Parola chiave: Colt Woodsman.

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Bengi

martedì 17 giugno 2014

Film 729 - In a world - Ascolta la mia voce

Incuriosito da questa pellicola indipendente e dalla sua regista...

Film 729: "In a world - Ascolta la mia voce" (2013) di Lake Bell
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Avevo letto critiche piuttosto entusiaste a proposito di questo piccolo film indipendente e mi sono incuriosito. Sinceramente non l'ho trovato così maledettamente brillante ed innovativo come sembravano spacciarlo, però non posso dire di non essere rimasto sorpreso nello scoprire che Miss Lake "monoespressività" Bell fosse stata in grado di scrivere, dirigere e recitare la sua pellicola d'esordio. Ammetto che la seguo ormai da tempo immemore, da quando, per la precisione, l'interessante (ma a troppo basso budget) telefilm "Surface" nel 2005 mi ha fatto conoscere le sue innate doti di attrice dall'unica espressione. Non che sia rimasto folgorato, ma l'ho incontrata spesso nel tempo ("Boston Legal", "Notte brava a Las Vegas", "È complicato", "Amici, amanti e...") e mi sono incuriosito nello scoprire che le è stata affidata la parte di protagonista femminile del recentissimo flop Disney "Million Dollar Arm". Non potevo, quindi, lasciarmi sfuggire questo esordio così apprezzato, tanto che ha portato la Bell a vincere il premio per la Miglior sceneggiatura al Sundance Film Festival del 2013.
Ripeto: non è stato amore a prima vista; eppure non posso dire di non essere rimasto piacevolmente colpito da ciò che l'attrice (e doppiatrice, naturalmente) è riuscita a mettere in campo. Un buon cast (perfido una dimenticatissima Eva Longoria), una buona storia e uno spunto di partenza interessantissimo, specialmente per un Paese come l'Italia: il mondo dei doppiatori.
Tra stereotipi, misoginia, pugnalate alle spalle e faide familiari, il risultato finale di questo "In a World..." è certamente curioso, bilanciato tra una sceneggiatura matura e un budget che fa quello che può. Il merito che va certamente conferito alla Bell è quello di essere riuscita a far combaciare mezzi e intenti, producendo un'opera d'esordio onesta e in linea con i messaggi che veicola. Ho apprezzato molto la figura della matrigna e, più in generale, la buona caratterizzazione dei personaggi, piuttosto approfondita, nonostante un'inevitabile stereotipazione. Comunque il risultato finale è carino e, sicuramente, piacevolmente inaspettato.
Box Office: $2,963,271
Consigli: Il mondo dei doppiatori (americani) al microscopio, tra luoghi comuni e barriere da abbattere. Buon cast, tra cui anche qualche nome importante (Geena Davis, Eva Longoria, Nick Offerman) e sceneggiatura che tiene, con finale agrodolce che da un tono più realistico alla vicenda (o, se volete, happy ending). Funziona bene e parla di una realtà per nulla conosciuta. Interesssante.
Parola chiave: Golden Trailer Awards.

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Bengi

lunedì 16 giugno 2014

Film 728 - X-Men - Giorni di un futuro passato

Potevo forse perdermi uno dei film più attesi della stagione? Mai!

Film 728: "X-Men - Giorni di un futuro passato" (2014) di Bryan Singer
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Kissme, Luigi, Ale, Andre, Fede
Pensieri: Uscito dal cinema ero scettico, distratto nel guardare il quadro d'insieme dal punto di vista delle mie aspettative riguardo questa pellicola. A posteriori posso dire che, in effetti, non è stata niente male. Solo - e da ciò deriva(va) il mio scetticismo - c'è meno azione di quanto non mi sarei aspettato. La nuova piega storico-realistica e per di più contestualizzatissima è, sì, fatta molto bene, ma resta il fatto che gli X-Men rimangono un franchise legato ad effetti speciali ed azione, quindi ritengo fosse sensato aspettarsi una buona dose di entrambi. Non che non ci sia, solo non è tantissima come, per esempio, in altri episodi della saga (Film 622 - X-Men - Conflitto finale).
In generale, comunque, questo "X-Men: Days of Future Past" è realizzato benissimo e presenta una trama stupefacente se si pensa che riesce a combinare praticamente tutti gli altri X-Men visti fino ad ora facendo apparire la saga come un'unica gigantesca storia che prosegue da 14 anni: chapeau!
Rispetto al precedente "X-Men - L'inizio", questo "X-Men: Days of Future Past" è temporalmente intricatissimo e richiama a sé praticamente tutti i personaggi fino ad ora presentati nei vari altri episodi cinematografici, più alcune novità (in primis Quicksilver/Evan Peters). Il tutto combinato insieme è un mix esaltante di flashback e possibilità di un futuro assolutamente negativo per i nostri eroi e, in generale, tutti gli X-Men. Come fare, quindi, per scongiurare la totale estinzione della razza mutante? Viaggiare nel tempo e risvegliare coscienze pare essere la soluzione più quotata (vedi "Star Trek" e i suoi continui incomprensibili salti nel tempo).
Tutto sommato, dunque, questa ennesima trasposizione cinematografica dei mutanti dal cuore d'oro (circa) funziona e, a ben vedere, in effetti è quella che, insieme alla sua compagna di reboot, funziona meglio per trama e snodi della storia. Non solo perché quantitativamente più ricca di eventi, ma anche perché più approfondita nella descrizione dei molti personaggi e certamente accurata nel creare un mondo parallelo che, però, sia possibile accostare al nostro per verosimiglianza e plausibilità. Forse chi, ingenuamente, si aspettava ancora i vecchi X-Men tutti muscoli e team salva mondo rimarrà un attimo interdetto, ma basta darsi del tempo per accorgersi che, tutto sommato, questi nuovi (doppi) mutanti hanno tutto 'al posto giusto'!
Film 622 - X-Men - Conflitto finale
Film 276 - X-Men: L' inizio
Film 582 - X-Men - L'inizio
Film 728 - X-Men - Giorni di un futuro passato
Film 1092 - X-Men - Giorni di un futuro passato
Film 1166 - X-Men: Apocalisse
Film 1778 - Dark Phoenix
Film 275 - X-Men le origini - Wolverine
Film 583 - Wolverine - L'immortale
Film 1489 - Logan
Film 1100 - Deadpool
Film 1535 - Deadpool
Film 1644 - Deadpool 2
Film 1925 - The New Mutants
Box Office: $661,740,000
Consigli: Una miriade di personaggi (molti doppi: passato e presente) e, di conseguenza, un cast stellare: Hugh Jackman, James McAvoy, Michael Fassbender, Jennifer Lawrence, Nicholas Hoult, Evan Peters, Halle Berry, Anna Paquin, Ellen Page, Peter Dinklage, Ian McKellen, Patrick Stewart, Shawn Ashmore, Omar Sy, Bingbing Fan (solo per citarne alcuni). Storia ben scritta, effetti speciali fantastici per un risultato finale che piacerà, nonostante l'aspetto "ludico" sia meno presente. Gli amanti del franchise non possono perderselo, ma anche i profani dovrebbero godersi il viaggio senza troppi pentimenti. E' l'episodio di X-Men che ha incassato di più fino ad ora: "X-Men: Apocalypse" ci aspetta a maggio 2016.
Parola chiave: Sentinelle.

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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 12 giugno 2014

Film 727 - Vacancy

Un horror ogni tanto è sempre cosa buona e giusta.

Film 727: "Vacancy" (2007) di Nimród Antal
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Riformulo l'introduzione: un horror ogni tanto sarebbe sempre cosa buona e giusta. Questo esempio di finto horror, però, ce lo si può anche risparmiare.
Kate Beckinsale e Luke Wilson, di fatto unici protagonisti di "Vacancy" fanno quello che possono per far sopravvivere la misera trama basata su voyerismo e scarse idee, nonché una realizzazione frettolosa. Succede tutto troppo tardi - ovvero quando lo spettatore è ampiamente annoiato -, ma poi succede tutto troppo in fretta - ovvero ci si brucia il finale in un nano secondo -. Il risultato finale è niente più che un B movie brutto e senza nulla da dire, mero tentativo di incasso facile nemmeno troppo riuscito.
Gli elementi per abboccare all'amo ci sono tutti: motel abbandonato, interstatale sbagliata, incontri nel bel mezzo della notte, telecamere che spiano, gallerie sotterranee, sconosciuti che appaiono dal nulla in camera... Eppure è tutto così banalmente e superficialmente accozzato che non si può fare a meno di pensare che il risultato mediocre e scontatissimo non possa che essere una colpa solamente della trama. In ogni caso assolutamente evitabile.
Box Office: $35,300,645
Consigli: Brutto, banale e per nulla pauroso. Prevedibile fin quasi dall'inizio (ma va, la giovane coppia alla soglia del divorzio dopo questa estrema esperienza di paura si riscopre follemente innamorata? Ma dai! Che novità, che suspance, che virata imprevista!) e nemmeno sufficientemente trash per giustificare una realizzazione così priva di qualunque idea.
Parola chiave: Snuff film.

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Bengi

martedì 10 giugno 2014

David di Donatello 2014: chi avrebbe dovuto vincere?

[EDIT] Dopo il sondaggione di ieri, tiriamo le somme. Numerose le risposte, forniscono un quadro preciso di come ci si aspettava sarebbero andati questi David di Donatello 2014. Un plebiscito, davvero, per "La grande bellezza" che, probabilmente trascinato ancora dall'effetto Oscar, sembrava il più plausibile trionfatore di questa edizione: ha battuto gli altri in tutte le categorie in cui era presente, segno che non in pochi si sarebbero aspettati una vittoria a mani basse.
Si davano per scontate anche la vittoria di Pif come regista esordiente (vero) e "12 anni schiavo" come film straniero (falso).
Ma lasciamo parlare i risultati: scritti in rosso gli effettivi vincitori della rispettiva categoria; tra parentesi, invece, il conteggio dei voti di chi ha partecipato al sondaggio. Se non è riportato alcun conteggio è perché, chiaramente, nessuno ha votato quel candidato.
Buona lettura!

MIGLIOR FILM
(1) "Il capitale umano"
regia di Paolo VIRZÌ
(35) "La grande bellezza"
regia di Paolo SORRENTINO
(3) "La mafia uccide solo d'estate"
regia di Pierfrancesco DILIBERTO
"La sedia della felicità"
regia di Carlo MAZZACURATI
"Smetto quando voglio"
regia di Sydney SIBILIA

MIGLIORE REGISTA
(2) Carlo MAZZACURATI
"La sedia della felicità"
(4) Ferzan OZPETEK
"Allacciate le cinture"
(1) Ettore SCOLA
"Che strano chiamarsi Federico. Scola racconta Fellini"
(22) Paolo SORRENTINO
"La grande bellezza"
Paolo VIRZÌ
"Il capitale umano"

MIGLIORE REGISTA ESORDIENTE
(9) Pierfrancesco DILIBERTO (Pif)
"La mafia uccide solo d'estate"
(4) Valeria GOLINO
"Miele"
(1) Fabio GRASSADONIA, Antonio PIAZZA
"Salvo"
Matteo OLEOTTO
"Zoran il mio nipote scemo"
(7) Sydney SIBILIA
"Smetto quando voglio"

MIGLIORE SCENEGGIATURA
(3) Francesco PICCOLO, Francesco BRUNI, Paolo VIRZÌ
"Il capitale umano"
(24) Paolo SORRENTINO, Umberto CONTARELLO
"La grande bellezza"
(4) Michele ASTORI, Pierfrancesco DILIBERTO, Marco MARTANI
"La mafia uccide solo d'estate"
(2) Francesca MARCIANO, Valia SANTELLA, Valeria GOLINO
"Miele"
Valerio ATTANASIO, Andrea GARELLO, Sydney SIBILIA
"Smetto quando voglio"

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
(1) Valeria BRUNI TEDESCHI
"Il capitale umano"
(1) Paola CORTELLESI
"Sotto una buona stella"
(33) Sabrina FERILLI
"La grande bellezza"
(1) Kasia SMUTNIAK
"Allacciate le cinture"
(5) Jasmine TRINCA
"Miele"

MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA
(2) Giuseppe BATTISTON
"Zoran il mio nipote scemo"
(1) Fabrizio BENTIVOGLIO
"Il capitale umano"
Carlo CECCHI
"Miele"
(1) Edoardo LEO
"Smetto quando voglio"
(29) Toni SERVILLO
"La grande bellezza"

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
(6) Claudia GERINI
"Tutta colpa di Freud"
(5) Valeria GOLINO
"Il capitale umano"
(3) Paola MINACCIONI
"Allacciate le cinture"
(15) Galatea RANZI
"La grande bellezza"
(3) Milena VUKOTIC
"La sedia della felicità"

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA (CON UN EX AEQUO)
(1) Valerio APREA
"Smetto quando voglio"
(1) Giuseppe BATTISTON
"La sedia della felicità"
(1) Libero DE RIENZO
"Smetto quando voglio"
Stefano FRESI
"Smetto quando voglio"
Fabrizio GIFUNI
"Il capitale umano"
(30) Carlo VERDONE
"La grande bellezza"

MIGLIOR FILM STRANIERO
(11) "12 ANNI SCHIAVO"
di Steve McQUEEN (BIM)
(3) "AMERICAN HUSTLE"
di DAVID O. RUSSELL (Eagle Pictures)
(6) "BLUE JASMINE"
di Woody ALLEN (Warner Bros Pictures)
(7) "GRAN BUDAPEST HOTEL"
di Wes ANDERSON (20th Century Fox)
(1) "THE WOLF OF WALL STREET"
di Martin SCORSESE (01 Distribution)

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Sondaggio: chi saranno, secondo voi, i vincitori di questi David di Donatello 2014 in programma questa sera?
Ecco per chi votare nelle categorie principali!


Grazie!
Bengi