lunedì 26 marzo 2018

Film 1481 - Shutter Island

Intro: Ho sempre amato questo film, dalla prima volta in cui l’ho visto al cinema. Non mi capacito di come possa essere stato così palesemente snobbato da premi e riconoscimenti, comunque assolutamente uno dei miei preferiti del sodalizio Scorsese-DiCaprio.
Film 1481: "Shutter Island" (2010) di Martin Scorsese
Visto: dal computer portatile della Fre
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: giusto qualche giorno fa ragionavo sul fatto che, al cinema, con le donne DiCaprio non sia esattamente fortunato: Giulietta muore, Rose lo lascia ghiacciare, Mal sabota ogni suo sogno e qui… beh qui gli va proprio di merda. Non a caso va giù di testa. Ma nel farlo non si accontenta della classica reclusione e, anzi, sceglie un elaboratissimo modo per venire a patti con la sua incapacità di affrontare il suo passato. E grazie a questo noi ci godiamo una grandissima storia;
Leo è come sempre un grandissimo. Vale ogni minuto della pellicola (che è lungaaa!) e da solo fa metà del lavoro. Dico metà perché in realtà anche tutto il resto di “Shutter Island” funziona benissimo: Scorsese alla regia è un grandissimo (che ve lo dico a fare?), il cast è strepitoso e Mark Ruffalo è un coprotagonista da brividi, la storia ha un finale da applausi, musiche tese e un’ambientazione piacevolmente horror;
uno Scorsese più inedito rispetto ai suoi altri prodotti recenti e assolutamente una piacevole sorpresa.
Film 91 - Shutter Island
Film 364 - Shutter Island
Film 1481 - Shutter Island
Cast: Leonardo DiCaprio, Mark Ruffalo, Ben Kingsley, Michelle Williams, Emily Mortimer, Patricia Clarkson, Max von Sydow, Elias Koteas.
Box Office: $294.8 milioni
Vale o non vale: bello, teso e compatto. Funziona dall’inizio alla fine. E se lo rivedete, godetevi tutti i dettagli che si possono cogliere solo sapendo già la storia.
Premi: /
Parola chiave: Faro.

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#HollywoodCiak
Bengi

Film 1480 - Labyrinth

Intro: Lo avevo visto da ragazzo e ricordavo cose belle. Al contempo ricordavo cose sbagliate.

Film 1480: "Labyrinth" (1986) di Jim Henson
Visto: dall'iPad
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: nutro un sentimento ambivalente nei confronti di questo titolo. Da una parte è evidente uno sforzo artistico gigantesco, che parte da una manualità che abbraccia set e personaggi e passa per effetti speciali all’avanguardia per l’epoca e un protagonista a dir poco di grido; dall’altra il ritmo è moscio e sono evidenti i problemi legati all’interagire tra umani e pupazzi, tanto da far risultare certe scene ridicole. Dunque comprendo l’esigenza di far collaborare due realtà complicate in un’epoca ancora priva quasi totalmente del rimaneggio computeresco, ma allo stesso tempo ho trovato “Labyrinth” noiosamente autoreferenziale;
Bowie è uno spettacolo in calzamaglia, entra in scena schizzando glitter, ha una voce suadente e perseguita una ragazzina a cui vuole rubare il fratellino… una vera canaglia (quasi) en travesti. L’ho amato. Stucchevole Jennifer Connely, ma la colpa non è sua. Il resto dei personaggi – tutti pupazzi – mi hanno dato solo la sensazione di essere maledettamente polverosi;
non mancano le trovate geniali. Quella che ho preferito vede la giovane protagonista precipitare per una sorta di pozzo nella cui cavità sono presenti centinaia di mani che la sorreggono e, per parlare con lei, usano le dita per creare volti ed espressioni. Affascinante.
Cast: David Bowie, Jennifer Connelly, Frank Oz.
Box Office: $12.9 milioni (solo USA)
Vale o non vale: per gli adulti non è certo un gran passatempo. Piacerà ai nostalgici e, forse, ai bambini.
Premi: Candidato a 1 BAFTA per i Migliori effetti speciali
Parola chiave: Fratello.

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Bengi

Film 1479 - Flatliners

Intro: La Fre voleva vederlo e, lo ammetto, anche io ero rimasto incuriosito dal poster e la presenza di Ellen Page che seguo sempre con interesse. Il fatto che un sito di streaming lo abbia proposto fra la sua sterminata lista di titoli in catalogo ha fatto il resto.

Film 1479: "Flatliners" (1999) di Niels Arden Oplev
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: robaccia malfatta. La sceneggiatura è ridicola, la recitazione dilettantesca perlopiù, mancano pathos e la voglia di andare oltre l’unica idea che sta alla base di tutto il film (andare e tornare dall’aldilà per aumentare la propria capacità cerebrale);
oltre ad effetti speciali da film di serie B, spesso si riscontra anche la mancanza di linearità temporale, tanto che il passaggio da una scena all’altra a volte è straniante tanto è la mancanza di consequenzialità;
Nina Dobrev è un cane a recitare e anche se penso l’abbiano ingaggiata solo per la popolarità verso il mondo teen legata al suo nome, rimane comunque una scelta di casting ampiamente discutibile (e lo stesso dicasi per James Norton, totalmente incapace).
Cast: Ellen Page, Diego Luna, Nina Dobrev, James Norton, Kiersey Clemons, Kiefer Sutherland.
Box Office: $45.2 milioni
Vale o non vale: le scelte sono due: o lo si evita come la peste o lo si guarda consapevoli che è una grandissima cagata. Se scegliete per la seconda, è garantita qualche risata (nonostante i presupposti horror…).
Premi: /
Parola chiave: Passato.

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Bengi

Film 1478 - Fight Club

Intro: Non lo sapevo, ma c’è una canzone di Caparezza intitolata al Kevin Spacey pre-scandali. In un turbinio di spoiler senza freni, il testo arriva ad un punto in cui cita questa pellicola e il suo geniale finale.
Da quando siamo in Australia basta il minimo dettaglio, la più insignificante citazione, la frase detta di sfuggita, il riferimento più banale per farci venire in mente anni ed anni di dati mentali archiviati. Figuratevi, quindi, se una connessione così diretta tra la canzone e il film poteva non farci venire voglia di vederlo…

Film 1478: "Fight Club" (1999) di David Fincher
Visto: dal computer portatile della Fre
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: l’avevo già visto e non lo ricordavo. Anzi, lo avevo già visto e ne ricordavo pochissimo. Detta tra noi non è che la prima volta fossi rimasto sconvolto, eppure c’era quell’ultima rivelazione che mi aveva colpito. Rivisto oggi “Fight Club” è stato una figata. E non solo perché Brad Pitt ci fa una porca figura;
le regole del club sono già leggendarie da tempo, e anche solo per questo motivo il film merita lo status di cult. Regia di Finch, cast pazzesco con un Ed Norton in formissima e Helena Bonham-Carter tanto scheletrica ed emaciata da ricordare Keyra Knightley, una storia coi fiocchi che mischia machismo e masochismo, testosterone e lavaggio mentale, critica sociale e un bombardamento di follia, il tutto mixato insieme e selvaggiamente riuscito. Più finalone tanto rischioso quanto follemente gustoso.
Film 28 - Fight Club
Cast: Brad Pitt, Edward Norton, Helena Bonham Carter, Meat Loaf Aday, Jared Leto.
Box Office: $100.9 milioni
Vale o non vale: vedere assolutamente. Non c’è dubbio. E già che ci siete ripassatevi tutto Finch.
Premi: Candidato 1 Oscar per il Miglior montaggio sonoro.
Parola chiave: Compagnie di carte di credito .

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Bengi

Film 1477 - The War of the Roses

Intro: Mia cugina mi ha parlato di questo film come di uno dei suoi preferiti, per cui appena stabiliti nella nostra nuova sistemazione abitativo-lavorativa, la prima pellicola che abbiamo visto è stata proprio questa!

Film 1477: "The War of the Roses" (1989) di Danny DeVito
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: sinceramente mi aspettavo di meglio. La storia è anche divertente in certi passaggi, ma l’ostinazione dei due coniugi è una cosa insostenibile, malsana e francamente noiosa alla lunga. In aggiunta, per quanto mi riguarda, non tollero più di tanto né Michael Douglas né Kathleen Turner, per cui la combo trama così così e protagonisti odiosi non ha giovato;
l’esasperazione cui è portata la sceneggiatura è troppo innaturale e verso il finale si spera soltanto che i due ex innamorati la facciano finita e si trovino un hobby, perché dopo aver distrutto macchine, fracassato lampadari, urinato sul pesce e via discorrendo la situazione più che risultare simpatica diventa stantia. Della serie: ma vogliamo andare oltre? Tipo oltre questo film.
Cast: Michael Douglas, Kathleen Turner, Danny DeVito, G. D. Spradlin, Dan Castellaneta, Sean Astin.
Box Office: $160,188,546
Vale o non vale: personalmente non mi è piaciuto. Il sapore vintage della pellicola è un’aggiunta piacevole, ma in generale l’ho trovato faticoso da sopportare. Probabilmente anche perché io per primo non tollero gli accanimenti “terapeutici”.
Premi: Premi: Candidato a 3 Golden Globe per Miglior film musical o commedia, attore e attrice protagonisti e un BAFTA per la sceneggiatura.
Parola chiave: Casa.

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Bengi

martedì 20 marzo 2018

Film 1476 - Cloud Atlas

Intro: Penso che il fatto che non mi ricordassi di averlo visto sia già sufficientemente autoesplicativo.

Film 1476: "Cloud Atlas" (2012) di Lana Wachowski, Tom Tykwer, Andy Wachowski
Visto: dall'ipad
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: ho letto di un’intervista in cui i Wachowski parlavano di questa loro creazione in termini di arte. Ho trovato “Cloud Atlas” caotico e mal gestito a livello narrativo, per nulla funzionale al racconto e trovo veramente ridicolo riferirsi a questo film quale opera d’arte. Non nel senso accademico, quantomeno. E’ un’opera artistica, derivata da chi di professione fa l’artistita, ma non credo possieda alcuna caratteristica che la elevi ad opera d’arte;
il risultato finale è incomprensibile, tanto che per interpretare e decifrare cosa si è appena visto bisogna andare a leggere il racconto lineare su Wikipedia. Per quanto stiracchiata, la storia funziona già di più;
il casting è curioso, tutti gli attori sono riciclati in ruoli paralleli e molti rivestono i panni di personaggi di entrambi i sessi. Ho trovato la cosa divertente, forse l’aspetto più peculiare che si tende ad associare a questo prodotto altrimenti privo di altri elementi davvero rilevanti. La cosa è talmente tanto ben gestita che i titoli di coda sveleranno ogni parte per i vari attori e non mancano le sorprese. D’altra parte avrei evitato di usare attori occidentali per ruoli orientali, il risultato è esteticamente bizzarro (per non dire brutto); ;
bella fotografia e belle scenografie, colonna sonora giusta per accompagnare le immagini curate.
Cast: Tom Hanks, Halle Berry, Jim Broadbent, Hugo Weaving, Jim Sturgess, Doona Bae, Ben Whishaw, James D'Arcy, Zhou Xun, Keith David, David Gyasi, Susan Sarandon, Hugh Grant.
Box Office: $130.5 milioni
Vale o non vale: tornassi indietro non lo rivedrei. Non aggiunge nulla di nuovo a quanto il cinema mi ha mostrato finora.
Premi: Candidato a un Golden Globe per la colonna sonora.
Parola chiave: Connessioni.

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Bengi

sabato 3 marzo 2018

Film 1475 - Detroit

Intro: Non che ne sia certo al 100% visto quanto in fretta e quante cose cambiano e succedono di recente nella mia vita, comunque credo si possa dire si tratti del primo film visto in questo 2018. In macchina, durante una delle nostre tappe verso il futuro lavoro… nel buco del culo del mondo (per gli interessati il Takarakka Bush Resort).

Film 1475: "Detroit" (2017) di Kathryn Bigelow
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: il film è un vero e proprio pugno nello stomaco, a tratti quasi un horror per quanto riesce a spaventare e tenere lo spettatore in balia di una storia tremenda e assurda, cruda, eppure verissima;
gli accadimenti ricostruiti in questa pellicola riguardano il vero episodio che, nel '67, vide protagoniste numerose sfortunate persone di colore succubi di una polizia corrotta e arrabbiata in una realtà, Detroit, in cui le rivolte per i diritti civili stavano trasformando la città in un vero e proprio campo di battaglia. La storia qui si concentra su uno degli eventi più traumatici a testimonianza della tensione e della precarietà della situazione;
la Bigelow dimostra di saper costruire un prodotto capace di centrare il suo bersaglio, anche se per farlo ci impiega all’inizio troppo tempo. La lunga scena nell’edificio che vede i poliziotti tenere in ostaggio senza un valido motivo le persone presenti nel motel è un piccolo capolavoro per quanto perfettamente architettata. Tensione allo stato puro, ricorda la sfuriata di DiCaprio nel tarantiniano “Django”;
tra i vari volti riconoscibili spiccano il John Boyega di “Star Wars” e, soprattutto, un Will Poulter magnifico, vero cattivo, perfidamente interpretato. Fa accapponare la pelle.
Cast: John Boyega, Will Poulter, Algee Smith, Jason Mitchell, John Krasinski, Anthony Mackie.
Box Office: $21.5 milioni
Vale o non vale: Sicuramente da vedere, se non altro per la tremenda – eppure vera – storia che racconta. C’è ancora molta attualità, purtroppo.
Parola chiave: Razzismo.

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Bengi

sabato 10 febbraio 2018

Buoni propositi per il 2018

Non ho mai avuto il dono della sintesi. O meglio, so sintetizzare gli elementi di una storia in maniera ritengo sufficientemente efficace, ma quando non sono costretto a farlo o non mi sforzo per ottenere un risultato conciso, finisco per lasciarmi prendere la mano.
Non sono mai stato per così tanto tempo lontano da HollywoodCiak, lontano da quella che considero la mia creatura, un prodotto della mia forza di volontà e passione che, però, rischia di risultare davvero solo mio. Nel tempo, negli anni, ho dato per assodato che la strada intrapresa fosse necessariamente quella giusta in quanto più sensata per me. Il blog è diventato troppo spesso un soliloquio, il racconto del mio racconto e non è questa l’intenzione che avevo in mente. Il senso è sempre e comunque confrontarmi con la mia passione, ma il punto era ed è farlo in chiave personale, meno scontata e certamente non accademica.
Negli anni ce l’ho messa tutta per perfezionare un prodotto nato da un mio interesse e diventato, di fatto, un lavoro a tempo pieno. Un blog, un profilo Instagram in inglese con quasi 3000 follower, un canale YouTube (grazie al cielo abbandonato), un profilo Twitter, una pagina Facebook bilingue. Insomma, per starci e starmi dietro ci sono voluti impegno, costanza e tanto tempo.
Niente mi ha dato più soddisfazione personale di questo progetto, un qualcosa che ho curato e portato avanti senza che niente sia riuscito a farmi desistere.
Come dicevo, la sintesi non mi contraddistingue, eppure è arrivato il momento di lanciarmi in un nuovo capitolo di HollywoodCiak.
Il 2018 mi sta richiedendo un enorme spirito di adattamento, oltre che una rimessa in discussione di tutti gli elementi fondamentali della mia vita fino a qui. Sono in un paese straniero, lavoro duro per mantenermi, vivo in uno stato di semi-isolamento, non ho la possibilità di accedere a nuove pellicole, né a quegli strumenti che ho quotidianamente utilizzato per portare avanti il progetto. Ecco perché ne devo approfittare per cominciare un nuovo capitolo della pagina, che la metta non solo in discussione nei suoi termini fondamentali, ma che mi permetta al contempo di tenerla ben ancorata a me come progetto parallelo alle altre cose della mia vita; inoltre vorrei trovare un modo più onesto e schietto di trattare ciò che vedo: meno formalismi e più onestà intellettuale, schietta e veloce.
L’ultima volta che sono entrato in una sala cinematografica è stato il 28 dicembre 2017 quando sono andato a vedere “The Greatest Showman”. Trovo giusto concludere con quella pellicola il mio vecchio modo di parlare dei film che vedo, inaugurando con la successiva il nuovo approccio più sintetico e diretto che mi piacerebbe provare a portare avanti. Non sarà facile, ma mi impegnerò affinché questo blog diventi per tutti più accessibile: per me che scrivo e sono sempre indietro con le recensioni, per i pochi, gentili, che leggono.

Bengi
#HollywoodCiak

venerdì 9 febbraio 2018

Oscars 2018: nomination e vincitori

90th Academy Awards

Best Picture
“Call Me by Your Name”
“Darkest Hour”
“Dunkirk”
“Get Out”
“Lady Bird”
“Phantom Thread”
“The Post”
“The Shape of Water”
“Three Billboards Outside Ebbing, Missouri”

Lead Actor
Timothée Chalamet, “Call Me by Your Name”
Daniel Day-Lewis, “Phantom Thread”
Daniel Kaluuya, “Get Out”
Gary Oldman, “Darkest Hour”
Denzel Washington, “Roman J. Israel, Esq.”

Lead Actress
Sally Hawkins, “The Shape of Water”
Frances McDormand, “Three Billboards Outside Ebbing, Missouri”
Margot Robbie, “I, Tonya”
Saoirse Ronan, “Lady Bird”
Meryl Streep, “The Post”

Supporting Actor
Willem Dafoe, “The Florida Project”
Woody Harrelson, “Three Billboards Outside Ebbing, Missouri”
Richard Jenkins, “The Shape of Water”
Christopher Plummer, “All the Money in the World”
Sam Rockwell, “Three Billboards Outside Ebbing, Missouri”

Supporting Actress
Mary J. Blige, “Mudbound”
Allison Janney, “I, Tonya”
Lesley Manville, “Phantom Thread”
Laurie Metcalf, “Lady Bird”
Octavia Spencer, “The Shape of Water”

Director
“Dunkirk,” Christopher Nolan
“Get Out,” Jordan Peele
“Lady Bird,” Greta Gerwig
“Phantom Thread,” Paul Thomas Anderson
“The Shape of Water,” Guillermo del Toro

Animated Feature
“The Boss Baby,” Tom McGrath, Ramsey Ann Naito
“The Breadwinner,” Nora Twomey, Anthony Leo
“Coco,” Lee Unkrich, Darla K. Anderson
“Ferdinand,” Carlos Saldanha
“Loving Vincent,” Dorota Kobiela, Hugh Welchman, Sean Bobbitt, Ivan Mactaggart, Hugh Welchman

Animated Short
“Dear Basketball,” Glen Keane, Kobe Bryant
“Garden Party,” Victor Caire, Gabriel Grapperon
“Lou,” Dave Mullins, Dana Murray
“Negative Space,” Max Porter, Ru Kuwahata
“Revolting Rhymes,” Jakob Schuh, Jan Lachauer

Adapted Screenplay
“Call Me by Your Name,” James Ivory
“The Disaster Artist,” Scott Neustadter & Michael H. Weber
“Logan,” Scott Frank & James Mangold and Michael Green
“Molly’s Game,” Aaron Sorkin
“Mudbound,” Virgil Williams and Dee Rees

Original Screenplay
“The Big Sick,” Emily V. Gordon & Kumail Nanjiani
“Get Out,” Jordan Peele
“Lady Bird,” Greta Gerwig
“The Shape of Water,” Guillermo del Toro, Vanessa Taylor
“Three Billboards Outside Ebbing, Missouri,” Martin McDonagh

Cinematography
“Blade Runner 2049,” Roger Deakins
“Darkest Hour,” Bruno Delbonnel
“Dunkirk,” Hoyte van Hoytema
“Mudbound,” Rachel Morrison
“The Shape of Water,” Dan Laustsen

Best Documentary Feature
“Abacus: Small Enough to Jail,” Steve James, Mark Mitten, Julie Goldman
“Faces Places,” JR, Agnès Varda, Rosalie Varda
“Icarus,” Bryan Fogel, Dan Cogan
“Last Men in Aleppo,” Feras Fayyad, Kareem Abeed, Soren Steen Jepersen
“Strong Island,” Yance Ford, Joslyn Barnes

Best Documentary Short Subject
“Edith+Eddie,” Laura Checkoway, Thomas Lee Wright
“Heaven is a Traffic Jam on the 405,” Frank Stiefel
“Heroin(e),” Elaine McMillion Sheldon, Kerrin Sheldon
“Knife Skills,” Thomas Lennon
“Traffic Stop,” Kate Davis, David Heilbroner

Best Live Action Short Film
“DeKalb Elementary,” Reed Van Dyk
“The Eleven O’Clock,” Derin Seale, Josh Lawson
“My Nephew Emmett,” Kevin Wilson, Jr.
“The Silent Child,” Chris Overton, Rachel Shenton
“Watu Wote/All of Us,” Katja Benrath, Tobias Rosen

Best Foreign Language Film
“A Fantastic Woman” (Chile)
“The Insult” (Lebanon)
“Loveless” (Russia)
“On Body and Soul (Hungary)
“The Square” (Sweden)

Film Editing
“Baby Driver,” Jonathan Amos, Paul Machliss
“Dunkirk,” Lee Smith
“I, Tonya,” Tatiana S. Riegel
“The Shape of Water,” Sidney Wolinsky
“Three Billboards Outside Ebbing, Missouri,” Jon Gregory

Sound Editing 
“Baby Driver,” Julian Slater
“Blade Runner 2049,” Mark Mangini, Theo Green
“Dunkirk,” Alex Gibson, Richard King
“The Shape of Water,” Nathan Robitaille, Nelson Ferreira
“Star Wars: The Last Jedi,” Ren Klyce, Matthew Wood

Sound Mixing
“Baby Driver,” Mary H. Ellis, Julian Slater, Tim Cavagin
“Blade Runner 2049,” Mac Ruth, Ron Bartlett, Doug Hephill
“Dunkirk,” Mark Weingarten, Gregg Landaker, Gary A. Rizzo
“The Shape of Water,” Glen Gauthier, Christian Cooke, Brad Zoern
“Star Wars: The Last Jedi,” Stuart Wilson, Ren Klyce, David Parker, Michael Semanick

Production Design
“Beauty and the Beast,” Sarah Greenwood; Katie Spencer
“Blade Runner 2049,” Dennis Gassner, Alessandra Querzola
“Darkest Hour,” Sarah Greenwood, Katie Spencer
“Dunkirk,” Nathan Crowley, Gary Fettis
“The Shape of Water,” Paul D. Austerberry, Jeffrey A. Melvin, Shane Vieau

Original Score
“Dunkirk,” Hans Zimmer
“Phantom Thread,” Jonny Greenwood
“The Shape of Water,” Alexandre Desplat
“Star Wars: The Last Jedi,” John Williams
“Three Billboards Outside Ebbing, Missouri,” Carter Burwell

Original Song
“Mighty River” from “Mudbound,” Mary J. Blige
“Mystery of Love” from “Call Me by Your Name,” Sufjan Stevens
“Remember Me” from “Coco,” Kristen Anderson-Lopez, Robert Lopez
“Stand Up for Something” from “Marshall,” Diane Warren, Common
“This Is Me” from “The Greatest Showman,” Benj Pasek, Justin Paul

Makeup and Hair
“Darkest Hour,” Kazuhiro Tsuji, David Malinowski, Lucy Sibbick
“Victoria & Abdul,” Daniel Phillips and Lou Sheppard
“Wonder,” Arjen Tuiten

Costume Design
“Beauty and the Beast,” Jacqueline Durran
“Darkest Hour,” Jacqueline Durran
“Phantom Thread,” Mark Bridges
“The Shape of Water,” Luis Sequeira
“Victoria and Abdul,” Consolata Boyle

Visual Effects
“Blade Runner 2049,” John Nelson, Paul Lambert, Richard R. Hoover, Gerd Nefzer
“Guardians of the Galaxy Vol. 2,” Christopher Townsend, Guy Williams, Jonathan Fawkner, Dan Sudick
“Kong: Skull Island,” Stephen Rosenbaum, Jeff White, Scott Benza, Mike Meinardus
“Star Wars: The Last Jedi,” Ben Morris, Mike Mulholland, Chris Corbould, Neal Scanlan
“War for the Planet of the Apes,” Joe Letteri, Dan Lemmon, Daniel Barrett, Joel Whist

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Bengi

Razzie Awards 2018: nomination e vincitori

Razzie Awards 2018

WORST PICTURE
Baywatch
The Emoji Movie
Fifty Shades Darker
The Mummy
Transformers XVII: The Last Knight

WORST ACTRESS
Katherine Heigl / Unforgettable
Dakota Johnson / Fifty Shades Darker
Jennifer Lawrence / Mother!
Tyler Perry / BOO! 2: A Medea Halloween
Emma Watson / The Circle

WORST ACTOR
Tom Cruise / The Mummy
Johnny Depp / Pirates of The Caribbean XIII: Dead Men Tell No Tales
Jamie Dornan / Fifty Shades Darker
Zac Efron / Baywatch
Mark Wahlberg / Daddy’s Home 2 & Transformers XVII: The Last Knight

WORST SUPPORTING ACTOR
Javier Bardem / Mother! & Pirates of The Caribbean: Dead Men Tell No Tales
Russell Crowe / The Mummy
Josh Duhamel / Transformers XVII: Last Knight
Mel Gibson / Daddy’s Home 2
Anthony Hopkins / Collide & Transformers XVII: Last Knight

WORST SUPPORTING ACTRESS
Kim Basinger / Fifty Shades Darker
Sofia Boutella / The Mummy
Laura Haddock / Transformers XVII: Last Knight
Goldie Hawn / Snatched
Susan Sarandon / A Bad Moms Christmas

WORST SCREEN COMBO
Any Combination of Two Characters, Two Sex Toys or Two Sexual Positions / Fifty Shades Darker
Any Combination of Two Humans, Two Robots or Two Explosions / Transformers XVII: Last Knight
Any Two Obnoxious Emojis / The Emoji Movie 
Johnny Depp & His Worn Out Drunk Routine / Pirates of the Caribbean XIII: Dead Careers Tell No Tales
Tyler Perry & Either The Ratty Old Dress or Worn Out Wig / BOO! 2: A Madea Halloween

WORST REMAKE, RIP-OFF or SEQUEL
Baywatch
BOO 2: A Medea Halloween
Fifty Shades Darker
The Mummy
Transformers XVII: Last Knight

WORST DIRECTOR
Darren Aronofsky / Mother!
Michael Bay / Transformers XVII: Last Knight
James Foley / Fifty Shades Darker
Alex Kurtzman / The Mummy
Anthony (Tony) Leonidis / The Emoji Movie

WORST SCREENPLAY
Baywatch
The Emoji Movie
Fifty Shades Darker
The Mummy
Transformers XVII: The Last Knight

THE RAZZIE NOMINEE SO ROTTEN YOU LOVED IT 
Baywatch
The Emoji Movie
Fifty Shades Darker
The Mummy
Transformers: The Last Knight

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Film 1474 - The Greatest Showman

Ultimo appuntamento al cinema del 2017, ultimo contatto con una sala cinematografica. Per molto, molto tempo.

Film 1474: "The Greatest Showman" (2017) di Michael Gracey
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Visti i presupposti abbastanza similari, mi sarei aspettato una nomination all’Oscar per Hugh Jackman – che invece non è arrivata – nonostante si faccia in quattro come nel precedente “Les Miserbles”. Il nostro, infatti, canta, balla, recita e fa sembrare tutte queste attività una passeggiata, eppure questa volta l’attore australiano non ce l’ha fatta.
Al di là della sua indiscutibile bravura, comunque, “The Greatest Showan” fatica un po’ a trovare un percorso uniforme. Il mix di circo, museo delle cere, freaks, miseria umana e società bene a volte fa fatica ad amalgamarsi e le canzoni con i rispettivi numeri musicali non riescono del tutto a salvare il risultato finale. Che è sufficiente, ma nulla di più. E da un prodotto come questo mi aspettavo molto, molto di meglio.
Le buone intenzioni sono evidenti, il cast è magnifico, scenografie e costumi sfarzosi, ambiziose le parti in musica, eppure manca di quel realismo che ha reso “La La Land” tanto peculiare e popolare (anche se gli autori delle canzoni sono gli stessi) La finzione evidente che accompagna tutto i lprodotto lo rende spesso fiabesco, a tratti fastidiosamente artificiale – come in una delle scene iniziali dove Jackman, Williams e le due figlie si trovano sul tetto -, il tutto a guastare il senso di un film che è, sì, un musical, ma al contempo una biografia (di P. T. Barnum, l’uomo che ha inventato lo show business). Ho apprezzato comunque il tentativo di proporre la cosa con un piglio diverso dai soliti biopic.
In generale la pellicola ha i suoi buoni momenti: Jacksman e Efron “duellano” alla pari e i loro numeri assieme sono davvero godibili; con mia non poca sorpresa ho molto apprezzato il duetto romantico in sospensione rotante fra Efron e Zendaya, scena davvero riuscita; in ogni caso il momento che più mi ha colpito è l’esibizione a teatro di Rebecca Ferguson (anche se non è lei a cantare, ma Loren Allred) che ho trovato particolarmente magnetica ed efficace nel mettere in scena la struggente “Never Enough”. Mi sembra sempre che questa attrice abbia una marcia in più.
Dunque “The Greatest Showman” è un prodotto di sufficiente intrattenimento, ricco di colori e diversità, talvolta carente nel generare sostanza. Anche se è vero che molti musical presentino la stessa problematica, in questo caso le premesse e le pretese lasciavano pensare a qualcosa di più concreto e ricco. In ogni caso, godibile. Ps. Candidato a 3 Golden Globes per Miglior film, attore protagonista (Jackman) e canzone originale (“This is Me”), il film ha vinto in quest’ultima categoria. La stessa in cui risiede la sua unica nomination agli Oscar 2018.
Cast: Hugh Jackman, Zac Efron, Michelle Williams, Rebecca Ferguson, Zendaya, Keala Settle.
Box Office: $$295 milioni (ad oggi)
Consigli: Il musical è un genere che scarseggia di questi tempi, quindi se piace è sciocco perdersi la rarità di un’uscita. Questa pellicola ha molti pregi – è colorata, musicalmente orecchiabile, ben recitata e racconta a suo modo una storia vera – pur difettando di una certa sostanza e certamente mancando di realismo. Detto questo, non è assolutamente un titolo di cui pentirsi. Certo devono piacere tanti numeri musicali…!
Parola chiave: Famiglia.

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Film 1473 - Downsizing

Molto, molto curioso di vedere questa pellicola!!!

Film 1473: "Downsizing" (2017) di Alexander Payne
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Francy
Pensieri: La premessa è curiosa ed intrigante: e se riducessimo la nostra dimensione corprorea tanto da diventare microscopici e cominciassimo a vivere in apposite città costruite per le persone che si fossero fatte miniaturizzare?
In una sorta di versione adulta di “Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi” Matt Damon si trova a fronteggiare il più grande piccolo cambiamento della sua vita dovendone di fatto riscrivere ogni sua premessa dopo che sua moglie (Kristen Wiig) decide di non prendere parte al procedimento lasciandolo, di fatto, minuscolo e da solo. Comincia così il percorso di formazione di Paul Safranek che, trovandosi totalmente spaesato, inizierà ad andare alla deriva di un’esistenza nuovamente senza scopo, bloccato nella stessa realtà e consuetudine del suo io più grande, incapace di trovare una voce e uno spazio all’interno di una società che sente fatta di regole e consuetudini precise – e che lui segue pedissequamente – ma che lo lasciano infelice. SI stabilisce nuovamente in un appartamento, cerca di nuovo l’anima gemella alla più facile portata, tenda di confondersi ancora una volta ai suoi simili con un risultato medio-borghese che fa accapponare la pelle. A sconvolgerne la disperata routine sarà Dusan Mirkovic (Christoph Waltz) e un’improbabile maestra di vita vietnamita (Hong Chau) che, nell’insieme, contribuiranno a costruire la nuovissima versione del nostro micro protagonista. Fin qui tutto bene. La fregatura?
Il problema di “Downsizing” sta nella grande potenzialità sfruttata, però, nel più piccolo (o banale) dei modi. Payne costruisce un mondo fatto di nuove possibilità sociali in cui la premessa è addirittura la diminuzione del nostro impatto sul paineta – riducendo consumi, produzione di rifiuti e sprechi – per andarsi ad impantanare su sette e nuovi credo religiosi, bontà di cuore dietro a un carattere da duri e la solita morale.
Informandomi su questa pellicola ho scoperto che si tratta di una metafora della nostra società contemporanea, ma anche se ne apprezzo intenti e una certa dose di genuina originalità, non posso fare a meno di pensare che si potesse andare un po’ oltre il già visto culto del nuovo e sconosciuto per esplorare finali meno apocalittici e più fantasiosi cavalcando l’onda dell’ottimo inizio, che qui invece finisce sprecato. Assieme alla premessa, tra l’altro, si spreca un’ironia divertente e spesso pungente che non manca di contraddistinguere il primo tempo della pellicola, in nome dei sani principi e della nuova primavera interiore del protagonista.
Nell’insieme comunque “Downsizing” non manca di stupire lo spettatore e lascia non pochi spunti su cui riflettere anche una volta usciti dalla sala (il che è sempre un bene). Si poteva sfruttare meglio l’idea alla base del progetto, in ogni caso un risultato finale curioso e intrigante, anche se non del tutto soddisfacente.
Ps. Candidato al Golden Globe 2018 per la Miglior attrice non protagonista (Hong Chau).
Cast: Matt Damon, Christoph Waltz, Hong Chau, Kristen Wiig, Udo Kier, Rolf Lassgård, Ingjerd Egeberg, Søren Pilmark.
Box Office: $50 milioni (ad oggi)
Consigli: E’ da un po’ che Matt Damon non riesce a trovare una pellicola che faccia davvero centro ed è così anche questa volta. Il film, infatti, funziona bene per il primo tempo, mancando di centrare l’obiettivo però nel finale. Si spreca un’opportunità ghiotta per finire nel solito tentativo di insegnare qualcosa a chi guarda ed ascolta, quando sarebbe bastato cavalcare l’onda della spietata satira contemporanea. Consapevoli di questo, la pellicola è sufficientemente intrigante da poter essere vista almeno una volta.
Parola chiave: Società.

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#HollywoodCiak
Bengi

Film 1472 - Jumanji: Welcome to the Jungle

Volevo vederlo e, al contempo, avevo sinceramente paura che questo film potesse essere una colossale boiata!

Film 1472: "Jumanji: Welcome to the Jungle" (2017) di Jake Kasdan
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Quando ho scoperto che era in cantiere un film legato al franchise di “Jumanji” mi sono messo le mani nei capelli. A distanza di così tanto tempo e dopo essere riusciti a creare un prodotto ben riuscito, perché andare a disturbare anche questa storia? Senza contare che. Dopo la morte di Robbie Williams, sembrava davvero un sacrilegio… In realtà questo sequel ha il suo perché, funziona. Innanzitutto è estremamente ironico e dissacrante, spesso in grado di dar vita a momenti comici molto divertenti e surreali; poi bisogna ammettere che a livello narrativo la trama si sia evoluta in una direzione sensata, dirigendosi verso un gioco non più da tavolo, bensì ora consolle per videogames. Scelta geniale.
In questo nuovo contesto il racconto è in grado di prendere di mira ed ironizzare su tutta una serie di stereotipizzazioni care al genere dei videogiochi, costretti per necessità a semplificare ed amplificare molte caratteristiche dei loro personaggi. Ed è così che, paradossalmente, ognuno dei quattro giovani protagonisti di “Welcome to the Jungle” finirà per confrontarsi con avatar completamente opposti ai propri caratteri, dovendo necessariamente venirci a patti per poter proseguire e terminare il gioco.
A livello di macrostruttura, quindi, la storia è esattamente come la precedente, è tutto il contorno che è radicalmente cambiato: se la prima volta era il gioco ad intrufolarsi nella realtà dei giocatori, ora sono questi ultimi a venire trascinati nella realtà virtuale.
Gli avatar scelti per questa nuova avventura sono davvero efficaci, specialmente quello del professore interpretato da Jack Black, qui in versione effeminata davvero, davvero divertente. Su di lui devo dire che fossi scettico e, invece, l’ho trovato il più riuscito del gruppo. Anche The Rock riesce a fare una buona figura in un ruolo comico che prende in giro da lontano i suoi soliti personaggi tutti muscoli ed azione. A completare il quartetto ci sono Kevin Hart (al suo secondo film con Johnson) come sempre molto chiassoso, una Karen Gillian finalmente senza trucco e maschere (vedi i “Guardiani della Galassia”) e un Nick Jonas che vedo per la prima volta recitare (sembra un po’ il cucciolo del gruppo, ma vabbé). Tutti insieme fanno un gruppo ben assortito, peccato per la solita poca rappresentazione femminile. Completa il quadro il supercattivo Bobby Cannavale, a tratti disgustosamente riuscito, il cui ruolo di antagonista poteva venire un po’ più esteso. In ogni caso tutto funziona egregiamente supportato da una serie di effetti speciali e scene d’azione che danno alla storia la giusta dose di avventura a conferire il dinamismo necessario.
Tutto sommato, quindi, un risultato finale godibile e riuscito, capace di riproporre gli elementi principali della prima, famosa pellicola proponendoli però in chiave moderna e aggiornata. E anche se probabilmente di questo ennesimo sequel non c’era bisogno, alla fine ci si diverte lo stesso, che è quello che conta.
Film 784 - Jumanji
Film 1472 - Jumanji: Welcome to the Jungle
Film 1785 - Jumanji: Welcome to the Jungle
Cast: Dwayne Johnson, Jack Black, Kevin Hart, Karen Gillan, Nick Jonas, Bobby Cannavale, Alex Wolff, Madison Iseman, Ser'Darius Blain, Morgan Turner, Colin Hanks, Missi Pyle.
Box Office: $859.4 milioni (ad oggi)
Consigli: Primo e secondo episodio sono talmente distanti nel tempo e nelle fattezze che non serve granché recuperarli in fila. Il legame che unisce le pellicole c’è, ma è un gentile omaggio all’attore che precedentemente ha portato al successo il franchise. Detto questo, “Welcome to the Jungle” può essere gustato senza bisogno di sapere cosa fosse successo prima: la storia mira a una nuova audience che, probabilmente, non ha la minima idea di cosa raccontasse il primo “Jumanji”, per cui era inevitabile che gli elementi chiave alla base del racconto sarebbero stati spiegati di nuovo. Quindi godetevi pure questo secondo episodio senza la paura di non capirne i riferimenti, è più che accessibile. E divertente.
Parola chiave: Pietra.

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#HollywoodCiak
Bengi

Film 1471 - Harry Potter and the Half-Blood Prince

Beh, ovviamente si va avanti...!

Film 1471: "Harry Potter and the Half-Blood Prince" (2007) di David Yates
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Francy
Pensieri: Inevitabile che si finisse per continuare il percorso cominciato e, così, siamo passati direttamente al sesto episodio. Sempre bello e interessante, sempre ben fatto. La storia si incupisce e i misteri traboccano ed è palpabile la nuova tensione non solo a scuola, ma anche in tutto il racconto. Tra tutti i film è forse quello più di passaggio perché, nonostante il settimo tagli effettivamente “I doni della morte” a metà, in questo è ancora più evidente che i nodi stanno per venire al pettine, eppure per arrivare al dunque c’è ancora molta strada da fare. Ma è una bella strada.<
1. Film 166 - Harry Potter e la pietra filosofale
Film 346 - Harry Potter e la pietra filosofale
Film 744 - Harry Potter e la pietra filosofale
Film 1773 - Harry Potter and the Philosopher's Stone
Film 2085 - Harry Potter e la pietra filosofale
Film 2201 - Harry Potter and the Philosopher's Stone
2. Film 171 - Harry Potter e la camera dei segreti
Film 348 - Harry Potter e la camera dei segreti
Film 745 - Harry Potter e la camera dei segreti
Film 1446 - Harry Potter and the Chamber of Secrets
3. Film 174 - Harry Potter e il prigioniero di Azkaban
Film 349 - Harry Potter e il prigioniero di Azkaban
Film 747 - Harry Potter e il prigioniero di Azkaban
Film 1454 - Harry Potter and the Prisoner of Azkaban
Film 1645 - Harry Potter and the Prisoner of Azkaban
Film 2337 - Harry Potter and the Prisoner of Azkaban
4. Film 88 - Harry Potter e il calice di fuoco
Film 181 - Harry Potter e il calice di fuoco
Film 357 - Harry Potter e il calice di fuoco
Film 748 - Harry Potter e il calice di fuoco
5. Film 366 - Harry Potter e l'ordine della Fenice
Film 749 - Harry Potter e l'Ordine della Fenice
Film 1470 - Harry Potter and the Order of the Phoenix
6. Film 14 - Harry Potter e il principe mezzosangue
Film 185 - Harry Potter e il principe mezzosangue
Film 370 - Harry Potter e il principe mezzosangue
Film 750 - Harry Potter e il principe mezzosangue
Film 1471 - Harry Potter and the Half-Blood Prince
7. Film 186 - Harry Potter e i doni della morte: Parte I
Film 189 - Harry Potter e i doni della morte: Parte I
Film 297 - Harry Potter e i doni della morte: Parte I
Film 420 - Harry Potter e i doni della morte: Parte I
Film 752 - Harry Potter e i Doni della Morte - Parte I
Film 1495 - Harry Potter and the Deathly Hallows: Part 1
8. Film 283 - Harry Potter e i doni della morte: Parte II
Film 421 - Harry Potter e i doni della morte: Parte II
Film 594 - Harry Potter e i doni della morte: Parte II
Film 755 - Harry Potter e i Doni della Morte - Parte II
Film 1497 - Harry Potter and the Deathly Hallows: Part 2
9. Film 751 - Harry Potter: The Making of Diagon Alley
Film 2083 - Harry Potter 20th Anniversary: Return to Hogwarts
Cast: Daniel Radcliffe, Rupert Grint, Emma Watson, Jim Broadbent, Helena Bonham Carter, Robbie Coltrane, Warwick Davis, Michael Gambon, Alan Rickman, Maggie Smith, Timothy Spall, David Thewlis, Julie Walters.
Box Office: $934.4 milioni
Consigli: Vedi “Harry Potter and the Order of Phoenix”!
Parola chiave: Piton.

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#HollywoodCiak
Bengi

Film 1470 - Harry Potter and the Order of the Phoenix

Dopo un bel po' di assenza, si torna online. Giusto per qualche ora, ovviamente.
Così il primo, nuovo post risale a una vita fa. A dicembre, in viaggio, ci siamo concessi numerosi sfizi. Tra cui un Harry Potter dietro l'altro. Qui eravamo a metà!

Film 1470: "Harry Potter and the Order of the Phoenix" (2007) di David Yates
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Francy
Pensieri: Nostalgia canaglia. Nel momento in cui scrivo ho appena finito di vedere l’ottavo e conclusivo capitolo della saga dopo che, qualche giorno fa, ho cominciato a leggere “Harry Potter and the Cursed Child” e mi è tornata voglia del maghetto e delle sue magiche avventure. Pensavo di essere oltre la necessità di rivedere nuovamente tutta la saga, eppure eccoci di nuovo qua. Il quinto capitolo l’ho visto un paio di mesi fa, ma va detto che non avendo molto tempo libero ora che lavoro – né una connessione degna di nota – sono rimasto particolarmente indietro con le recensioni. Vergognosamente indietro. Del resto il blog giace immutato da quando, all’inizio di quest’anno, ho salutato e messo in pausa il progetto. Da allora non ho certo smesso di vedere film e, in un certo senso, mi piace l’idea che la prima recensione dopo così tanto tempo riguardi il Sig. Potter. Del resto la saga la adoro, i libri pure e tutti e 8 i film sono magicamente piacevoli, ognuno con i suoi pregi e difetti che ho elencato ampiamente numerose altre volte. Ecco perché aggiungo solo che, ancora oggi, rivedere “Harry Potter and the Order of Phoenix” è un gran bel piacere.
1. Film 166 - Harry Potter e la pietra filosofale
Film 346 - Harry Potter e la pietra filosofale
Film 744 - Harry Potter e la pietra filosofale
Film 1773 - Harry Potter and the Philosopher's Stone
Film 2085 - Harry Potter e la pietra filosofale
Film 2201 - Harry Potter and the Philosopher's Stone
2. Film 171 - Harry Potter e la camera dei segreti
Film 348 - Harry Potter e la camera dei segreti
Film 745 - Harry Potter e la camera dei segreti
Film 1446 - Harry Potter and the Chamber of Secrets
3. Film 174 - Harry Potter e il prigioniero di Azkaban
Film 349 - Harry Potter e il prigioniero di Azkaban
Film 747 - Harry Potter e il prigioniero di Azkaban
Film 1454 - Harry Potter and the Prisoner of Azkaban
Film 1645 - Harry Potter and the Prisoner of Azkaban
Film 2337 - Harry Potter and the Prisoner of Azkaban
4. Film 88 - Harry Potter e il calice di fuoco
Film 181 - Harry Potter e il calice di fuoco
Film 357 - Harry Potter e il calice di fuoco
Film 748 - Harry Potter e il calice di fuoco
5. Film 366 - Harry Potter e l'ordine della Fenice
Film 749 - Harry Potter e l'Ordine della Fenice
Film 1470 - Harry Potter and the Order of the Phoenix
6. Film 14 - Harry Potter e il principe mezzosangue
Film 185 - Harry Potter e il principe mezzosangue
Film 370 - Harry Potter e il principe mezzosangue
Film 750 - Harry Potter e il principe mezzosangue
Film 1471 - Harry Potter and the Half-Blood Prince
7. Film 186 - Harry Potter e i doni della morte: Parte I
Film 189 - Harry Potter e i doni della morte: Parte I
Film 297 - Harry Potter e i doni della morte: Parte I
Film 420 - Harry Potter e i doni della morte: Parte I
Film 752 - Harry Potter e i Doni della Morte - Parte I
Film 1495 - Harry Potter and the Deathly Hallows: Part 1
8. Film 283 - Harry Potter e i doni della morte: Parte II
Film 421 - Harry Potter e i doni della morte: Parte II
Film 594 - Harry Potter e i doni della morte: Parte II
Film 755 - Harry Potter e i Doni della Morte - Parte II
Film 1497 - Harry Potter and the Deathly Hallows: Part 2
9. Film 751 - Harry Potter: The Making of Diagon Alley
Film 2083 - Harry Potter 20th Anniversary: Return to Hogwarts
Cast: Daniel Radcliffe, Rupert Grint, Emma Watson, Helena Bonham Carter, Robbie Coltrane, Warwick Davis, Ralph Fiennes, Michael Gambon, Brendan Gleeson, Richard Griffiths, Jason Isaacs, Gary Oldman, Alan Rickman, Fiona Shaw, Maggie Smith, Imelda Staunton, David Thewlis, Emma Thompson, Julie Walters.
Box Office: $939.9 milioni
Consigli: In fila o uno ogni tanto poco cambia, il risultato finale è sempre lo stesso, ovvero una storia geniale che funziona bene anche al cinema. Per cui perché non (ri)guardarla?
Parola chiave: Bellatrix.

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#HollywoodCiak
Bengi