martedì 28 febbraio 2023

Film 2169 - Plane

Intro: Pomeriggio al cinema di disimpegno domenicale.

Film 2169: "Plane" (2023) di Jean-François Richet
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: anche se si capisce che il film avesse un budget limitato, "Plane" mantiene le promesse del trailer e funziona in termini di puro intrattenimento scaccia pensieri. Gerard Butler, anche se evidentemente in declino di carriera, riesce ancora a trainare senza fatica tutta la baracca, per un risultato finale tra "Rsambo" e "Con Air" che non passerà alla storia del cinema, ma lascia sorpendentemente soddisfatti.
Cast: Gerard Butler, Mike Colter, Yoson An, Tony Goldwyn, Daniella Pineda, Paul Ben-Victor, Remi Adeleke, Joey Slotnick, Evan Dane Taylor.
Box Office: $50 milioni
Vale o non vale: Non certo un capolavoro, "Plane" riesce, però, dove tanti altri hanno fallito: intrattenere senza pretese lo spettatore. Che, se alla ricerca di un'oretta e mezza a cervello spento, trova pane per i suoi denti.
Premi: /
Parola chiave: Fulmine.
Trailer
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Film 2168 - Tár

Intro: Cate Blanchett esce al cinema con un nuovo film e io, da bravo discepolo, corro al volo.

Film 2168: "Tár" (2022) di Todd Field
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Ciarán
In sintesi: avevo gigantesceh aspettative per questa pellicola per due semplici moditivi: la pioggia di critiche positive e a tratti entusiaste e, manco a dirlo, Cate Blanchett.
Per quanto riguarda l'inarrivabile attrice australiana, inutile dire che praticamente il film vale anche solo per lei. Dico praticamente perché in realtà gli altri elementi positivi di questo "Tár" ci sono, ovvero una bellissima fotografia, musiche molto interssanti di Hildur Guðnadóttir e una bravissima Nina Hoss che fa la parte della compagna del genio, silenziosa e quasi invisibile, eppure sempre presente anche se solo sullo sfondo, impossibile da dimenticare. Un'interpretazione che sembra scontata, ma è l'opposto.
Dicevamo, Cate Blanchett. Splendida. Camaleontica in maniera impressionante, anche se qui quasi ho faticato a capirne il motivo - sarà questa componente molto mascolina di Lydia Tár, per quando non venga mai a mancare l'elemento femminile. Questa sua ennesima prova cinematografica decisamente non è il suo film che preferisco, eppure ritrovare Blanchett sul grande schermo è stato un vero e proprio piacere, dopo una capatina televisiva molto interessante ("Mrs. America"), un titolo che non sono neanche riuscito a finire ("Nightmare Alley") e un altro simpatico quanto sopra le righe ("Don't Look Up"). Diciamo che per quanto si sia tenuta occupata, nessuno dei titoli in cui è stata coinvolta di recente mi aveva conquistato. Nemmeno "Tár" a dire il vero, però almeno qui la ritroviamo quale vera protagonista di un flm evento come non accadeva dai tempi di "Ocean's Eight" e "Thor: Ragnarok" e, diciamocelo, il talento dell'attrice australiana merita di essere messo al centro della storia. Todd Field fa proprio questo e fa centro.
Ora, l'altro motivo che mi ha spinto a vedere questa pellicola: la critica. Pur sapendo che in odore di Oscar le recensioni che girano sono quantomeno altisonanti, diciamo che pure io mi fossi fatto prendere dall'entusiasmo generale. Tra chi parlava del terzo Oscar di Kate, chi elogiava la sceneggiatura di Field e chi l'opera in generale, diciamo che sono entrato in sala con grandi speranze. Che, alla fine, non si sono rivelate totalmente disilluse, però un po' disattese sì. "Tár" è un film lungo (158 minuti), lento e che regala tutto un preambolo sulla musica classica che a) non ho capito (sia perché di musica classica mi intendo pochissimo, sia perché certi concetti così sèecifici spiegati in inglese proprio non li ho afferrati) e b) ho trovato francamente un po' fine a se stesso, il tutto per una storia che crea perfettamente i fantasmi della sua protagonista, il senso di soffocamento, lo scivolamento verso l'inesorabile caduta, però ci arriva con una lentezza che a volte sa quasi di immobilità, che alla lunga stanca.
Lo ammetto, sono uscito da cinema un po' fiaccato da un'esperienza visivamente stimolante, musicalmente interessante, ma narrativamente a tratti un po' impegnativa.
Cast: Cate Blanchett, Noémie Merlant, Nina Hoss, Sophie Kauer, Julian Glover, Allan Corduner, Mark Strong.
Box Office: $16.8 milioni
Vale o non vale: Film non facile, sicuramente non per il pubblico generico, "Tár" è il ritorno in pompa magna che si meritva Cate Blanchett dopo anni di ottimo lavoro, anche se di recente non esattamente memorabile. Con questa performance l'attrice ci ricorda perché ad oggi sia una delle più grandi attrici in circolazione. Lei meravigliosa, il film non lo rivedrei (anche se presenta spunti interessanti e atmosfere a tratti da horror).
Premi: Candidato a 6 Oscar per Miglior film, regia, attrice protagonista (Blanchett), sceneggiatura originale, fotografia e montaggio. Candidato a 3 Golden Globes per Miglior film drammatico e sceneggiatura, ha vinto quello per la Miglior attrice drammatica (Blanchett). 5 candidature ai BAFTAs tra cui Miglior film, regia e sceneggiatura, Cate Blanchett ha vinto come Miglior attrice. In concorso a Venezia 2022, il film ha vinto la Coppa Volpi per la Miglior attrice (Blanchett).
Parola chiave: Krista.
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giovedì 23 febbraio 2023

Film 2167 - Madres paralelas

Intro: Recuperato con un po' di ritardo, ma molto, molto curioso di vedere l'ultima fatica di Almodóvar.

Film 2167: "Madres paralelas" (2021) di Pedro Almodóvar
Visto: dal computer portatile
Lingua: spagnolo
Compagnia: Ciarán
In sintesi: niente batte "Volder" quando si tratta delle collaborazioni tra Almodóvar e Penélope Cruz, anche se questo "Madres paralelas" sicuramente riesce a catturare l'interesse dello spettatore.
Meno bizzarro de "La piel que habito", questo film si imbarca comunque nel racconto di una storia estrema e a tratti disturbante, il racconto di un scambio di culla di cui solo una delle due madri e consapevole. *Spoiler* Nel momento in cui una delle due bambine muore, la madre che sa di avere a casa la figlia non sua (Cruz) dovrà decidere se venire allo scoperto oppure mantenere il segreto. Nel frattempo, neanche a dirlo, le due donne diventano amiche. Insomma, una storia complicata che lascia la protagonista (e lo spettatore) con non poco su cui riflettere.
Nonostante il tono principalmente drammatico, c'è qualcosa di questa pellicola che alleggerisce la tensione. Riflettendoci, credo che la scelta di una fotografia dai colori estremamente brillanti aiuti a mitigare quel senso di pesantezza che altrimenti la storia porterbbe con sé. Penélope Cruz prova ancora una volta, ce ne fosse stato bisogno, che è una delle migliori attrici contemporanee in circolazione (e forse un po' sottovalutata), una spanna sopra a chiunque altro condivida la scena con lei.
In generale, un film che ho visto con interesse anche se non il mio Almodóvar preferito.
Cast: Penélope Cruz, Milena Smit, Israel Elejalde, Aitana Sánchez-Gijón, Rossy de Palma, Julieta Serrano.
Box Office: $21.4 milioni
Vale o non vale: Gli appassionati del cinema di Pedro Almodóvar apprezzeranno l'ennesimo ritorno cinematografico dell'iconico regista spagnolo. Diversamente da altri casi, la sua collaborazione con la magnifica Penélope Cruz continua a regalare bellissimi momenti di cinema contemporaneo.
Non per tutti, ma sicuramente una storia che lascia spunti di riflessione (non solo rispetto al tema principale del film, ma anche riguardo alla guerra civile spagnola e le conseguenze che ha avuto e tutt'ora ha sui familiari delle persone coinvolte).
Premi: Candidato all'Oscar per la Migliore attrice protagonista (Cruz) e la Miglior colonna sonora. 1 nomination ai BAFTAs per Miglior film straniero e 2 ai Golden Globes per Miglior film straniero e colonna sonora. 1 nomination ai César per Miglior film straniero. In concorso a Venezia 78, Penélope Cruz ha vinto la Coppa Volpi come Miglior attrice.
Parola chiave: DNA.
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mercoledì 8 febbraio 2023

Film 2166 - Promising Young Woman

Intro: Serata casalinga e alla ricerca di un thriller carino da guardare, mi torna in mente questa chicca...

Film 2166: "Promising Young Woman" (2020) di Emerald Fennell
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Ciarán
In sintesi: una delle pellicole più interessanti della stagione 2020, "Promising Young Woman" funziona anche alla seconda visione.
Sorprendente, audace e raccontato con un piglio unico, il film di Emerald Fennell è un piccolo gioiellino che, nonostante la tematica non certo facile, è un piacere da guardare. Carey Mulligan è semplicemente spettacolare nel film (speravo onestamente ci vincesse l'Oscar) oltre che una sopresa in biondo.
Film 1971 - Promising Young Woman
Film 2166 - Promising Young Woman
Cast: Carey Mulligan, Bo Burnham, Alison Brie, Clancy Brown, Chris Lowell, Jennifer Coolidge, Laverne Cox, Connie Britton, Molly Shannon.
Box Office: $18.9 milioni
Vale o non vale: La palette di colori e la fotografia danno dipendenza, è recitato meravigliosamente, intelligente, a tratti divertente (nonostante la storia sia tutt'altro che da commedia), "Promising Young Woman" è stata una delle più belle sorprese cinematografiche del 2020. Vedere per credere.
Premi: Candidato a 5 premi Oscar per Miglior film, regia, attrice protagonista (Mulligan) e montaggio, ha vinto per la Miglior sceneggiatura originale. 6 nomination ai BAFTA tra cui Miglior film, montaggio e colonna sonora, ha vinto nelle categorie Miglior sceneggiatura originale e film britannico dell'anno. 4 nomination ai Golden Globes per Miglior film drammatico, regia, sceneggiatura e attrice (Mulligan).
Parola chiave: Nina.
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domenica 29 gennaio 2023

Film 2165 - Red Eye

Intro: Serata casalinga e alla ricerca di un thriller carino da guardare, mi torna in mente questa chicca...

Film 2165: "Red Eye" (2005) di Wes Craven
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Ciarán
In sintesi: l'ho già visto miliardi di volte, ricordo perfettamente tutti i passaggi, ma "Red Eye" non manca mai di lasciarmi soddisfatto. Sarà che è ambientato su un aereo - pur non ricadendo nella categoria "disastri" - sarà che i protagonisti sono Rachel McAdams e Cillian Murphy, di fatto questo film di Wes Craven (!) per me è sempre una certezza.
Film 169 - Red Eye
Film 301 - Red Eye
Film 822 - Red Eye
Film 1945 - Red Eye
Film 2165 - Red Eye
Cast: Rachel McAdams, Cillian Murphy, Jayma Mays, Brian Cox, Jayma Mays, Jack Scalia.
Box Office: $96.2 milioni
Vale o non vale: Avventuroso, ben ritmato, claustrofobico e interpretato alla perfezione per il tipo di prodotto che è, "Red Eye" è la pellicola perfetta per spegnere il cervello e gustarsi (neanche un'ora e mezza) di intrattenimento duro e puro.
Premi: /
Parola chiave: Sea breeze.
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giovedì 26 gennaio 2023

Film 2164 - M3GAN

Intro: Torniamo al cinema per recuperare il fenomeno del momento. Mai in Irlanda mi era capitato di dover fare la fila per vedere un film, nemmeno per il sequel di "Avatar". Ci è riuscito il film su una bambola assassina...

Film 2164: "M3GAN" (2022) di Gerard Johnstone
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Ciarán
In sintesi: non sono certo schizzinoso quando si tratta di nuovi film da vedere e sono assolutamente aperto ad ogni tipo di esperienza cinematografica e devo dire che visto tutto l'entusiamo ed interesse mediatico che questa pellicola è riuscita a catalizzare, le mie aspettative fossero particolarmente alte. Tra clip del film sparpagliate per tutti i miei social media, articoli di giornale e recensioni entuasiaste, pareva che "M3GAN" fosse già il film dell'anno (a 2023 nemmeno cominciato, tra l'altro). Diciamo che, nonsotante sia godibile e per certi versi - o meglio dire, certe scene - iconico, questo film non mi abbia lasciato a bocca aperta.
La componente horror è a malapena accennata e, di fatto, la storia ricorda quasi più un "Attrazione fatale" in versione bambola giocattolo. E non ci sarebbe niente di male onestamente, non fosse che tutto l'hype creato a livello mediatico mi avesse fatto credere in una sorta di rivoluzione del genere di paura.
Non mi è parso, onestamente, ci fosse alcunché di così innovativo da giustificare il sensazionale successo riscosso da questo prodotto in termini di pubblico e critica. Forse ho trovato l'esperienza ancora più straniante nel momento in cui tutta la sala - gremita, abbiamo faticato a trovare i biglietti! - rideva sguiatamente a battute simpatiche o, addirittura, durante passaggi palesemente non divertenti. E non che si ridesse del film, ma proprio col film.
Detto questo, ribadisco che ho trovato "M3GAN" divertente nel suo essere consapevolmente una boiata e assolutamente godibile, ma davvero niente di più.
Cast: Allison Williams, Jenna Davis, Violet McGraw, Ronny Chieng, Brian Jordan Alvarez, Jen Van Epps.
Box Office: $126.4 milioni (ad oggi)
Vale o non vale: Dell'orrore ma non di paura, serioso ma non serio, "M3GAN" è il titolo perfetto per iniziare l'anno cinematografico senza pretese, ma con un'onesta dose di intrattenimento. Non per tutti i gusti, ma per chi apprezza il genere (o le sue declinazioni, specialmente in chiave moderna) il divertimento è assicurato.
Premi: /
Parola chiave: Algorithm.
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martedì 24 gennaio 2023

Oscars 2023: nomination e vincitori

95th Academy Awards 

Best Picture
“All Quiet on the Western Front,” Malte Grunert, Producer
Avatar: The Way of Water,” James Cameron and Jon Landau, Producers
“The Banshees of Inisherin,” Graham Broadbent, Pete Czernin and Martin McDonagh, Producers
Elvis,” Baz Luhrmann, Catherine Martin, Gail Berman, Patrick McCormick and Schuyler Weiss, Producers
Everything Everywhere All at Once,” Daniel Kwan, Daniel Scheinert and Jonathan Wang, Producers
“The Fabelmans,” Kristie Macosko Krieger, Steven Spielberg and Tony Kushner, Producers
Tár,” Todd Field, Alexandra Milchan and Scott Lambert, Producers
Top Gun: Maverick,” Tom Cruise, Christopher McQuarrie, David Ellison and Jerry Bruckheimer, Producers
Triangle of Sadness,” Erik Hemmendorff and Philippe Bober, Producers
“Women Talking,” Dede Gardner, Jeremy Kleiner and Frances McDormand, Producers

Best Director
Martin McDonagh (“The Banshees of Inisherin”)
Daniel Kwan, Daniel Scheinert (“Everything Everywhere All at Once”)
Steven Spielberg (“The Fabelmans”)
Todd Field (“Tár”)
Ruben Östlund (“Triangle of Sadness”)

Best Lead Actor
Austin Butler (“Elvis”)
Colin Farrell (“The Banshees of Inisherin”)
Brendan Fraser (“The Whale”)
Paul Mescal (“Aftersun”)
Bill Nighy (“Living”)

Best Lead Actress
Cate Blanchett (“Tár”)
Ana de Armas (“Blonde”)
Andrea Riseborough (“To Leslie”)
Michelle Williams (“The Fabelmans”)
Michelle Yeoh (“Everything Everywhere All at Once”)

Best Supporting Actor
Brendan Gleeson (“The Banshees of Inisherin”)
Brian Tyree Henry (“Causeway”)
Judd Hirsch (“The Fabelmans”)
Barry Keoghan (“The Banshees of Inisherin”)
Ke Huy Quan (“Everything Everywhere All at Once”)

Best Supporting Actress
Angela Bassett (“Black Panther: Wakanda Forever”)
Hong Chau (“The Whale”)
Kerry Condon (“The Banshees of Inisherin”)
Jamie Lee Curtis (“Everything Everywhere All at Once”)
Stephanie Hsu (“Everything Everywhere All at Once”)

Best Adapted Screenplay
“All Quiet on the Western Front,” Screenplay by Edward Berger, Lesley Paterson & Ian Stokell
Glass Onion: A Knives Out Mystery,” Written by Rian Johnson
“Living,” Written by Kazuo Ishiguro
“Top Gun: Maverick,” Screenplay by Ehren Kruger and Eric Warren Singer and Christopher McQuarrie; Story by Peter Craig and Justin Marks
“Women Talking,” Screenplay by Sarah Polley

Best Original Screenplay
“The Banshees of Inisherin,” Written by Martin McDonagh
“Everything Everywhere All at Once,” Written by Daniel Kwan & Daniel Scheinert
“The Fabelmans,” Written by Steven Spielberg & Tony Kushner
“Tár,” Written by Todd Field
“Triangle of Sadness,” Written by Ruben Östlund

Best Cinematography
“All Quiet on the Western Front”, James Friend
“Bardo, False Chronicle of a Handful of Truths,” Darius Khondji
“Elvis,” Mandy Walker
“Empire of Light,” Roger Deakins
“Tár,” Florian Hoffmeister

Best Documentary Feature Film

“All That Breathes,” Shaunak Sen, Aman Mann and Teddy Leifer
“All the Beauty and the Bloodshed,” Laura Poitras, Howard Gertler, John Lyons, Nan Goldin and Yoni Golijov
“Fire of Love,” Sara Dosa, Shane Boris and Ina Fichman
“A House Made of Splinters,” Simon Lereng Wilmont and Monica Hellström
“Navalny,” Daniel Roher, Odessa Rae, Diane Becker, Melanie Miller and Shane Boris

Best Documentary Short Film

“The Elephant Whisperers,” Kartiki Gonsalves and Guneet Monga
“Haulout,” Evgenia Arbugaeva and Maxim Arbugaev
“How Do You Measure a Year?” Jay Rosenblatt
“The Martha Mitchell Effect,” Anne Alvergue and Beth Levison
“Stranger at the Gate,” Joshua Seftel and Conall Jones

Best Film Editing
“The Banshees of Inisherin,” Mikkel E.G. Nielsen
“Elvis,” Matt Villa and Jonathan Redmond
“Everything Everywhere All at Once,” Paul Rogers
“Tár,” Monika Willi
“Top Gun: Maverick,” Eddie Hamilton

Best International Feature Film
“All Quiet on the Western Front” (Germany)
“Argentina, 1985” (Argentina)
“Close” (Belgium)
“EO” (Poland)
“The Quiet Girl” (Ireland)

Best Original Song
“Applause” from “Tell It Like a Woman,” Music and Lyric by Diane Warren
“Hold My Hand” from “Top Gun: Maverick,” Music and Lyric by Lady Gaga and BloodPop
“Lift Me Up” from “Black Panther: Wakanda Forever,” Music by Tems, Rihanna, Ryan Coogler and Ludwig Goransson; Lyric by Tems and Ryan Coogler
“Naatu Naatu” from “RRR,” Music by M.M. Keeravaani; Lyric by Chandrabose
“This Is a Life” from “Everything Everywhere All at Once,” Music by Ryan Lott, David Byrne and Mitski; Lyric by Ryan Lott and David Byrne

Best Production Design
“All Quiet on the Western Front,” Production Design: Christian M. Goldbeck; Set Decoration: Ernestine Hipper
“Avatar: The Way of Water,” Production Design: Dylan Cole and Ben Procter; Set Decoration: Vanessa Cole
“Babylon,” Production Design: Florencia Martin; Set Decoration: Anthony Carlino
“Elvis,” Production Design: Catherine Martin and Karen Murphy; Set Decoration: Bev Dunn
“The Fabelmans,” Production Design: Rick Carter; Set Decoration: Karen O’Hara

Best Visual Effects

“All Quiet on the Western Front,” Frank Petzold, Viktor Müller, Markus Frank and Kamil Jafar
“Avatar: The Way of Water,” Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon and Daniel Barrett
“The Batman,” Dan Lemmon, Russell Earl, Anders Langlands and Dominic Tuohy
“Black Panther: Wakanda Forever,” Geoffrey Baumann, Craig Hammack, R. Christopher White and Dan Sudick
“Top Gun: Maverick,” Ryan Tudhope, Seth Hill, Bryan Litson and Scott R. Fisher

Best Animated Feature Film
“Guillermo del Toro’s Pinocchio,” Guillermo del Toro, Mark Gustafson, Gary Ungar and Alex Bulkley
Marcel the Shell With Shoes On,” Dean Fleischer Camp, Elisabeth Holm, Andrew Goldman, Caroline Kaplan and Paul Mezey
Puss in Boots: The Last Wish,” Joel Crawford and Mark Swift
“The Sea Beast,” Chris Williams and Jed Schlanger
“Turning Red,” Domee Shi and Lindsey Collins

Best Animated Short Film
“The Boy, the Mole, the Fox and the Horse,” Charlie Mackesy and Matthew Freud
“The Flying Sailor,” Amanda Forbis and Wendy Tilby
“Ice Merchants,” João Gonzalez and Bruno Caetano
“My Year of Dicks,” Sara Gunnarsdóttir and Pamela Ribon
“An Ostrich Told Me the World Is Fake and I Think I Believe It,” Lachlan Pendragon

Best Costume Design
“Babylon,” Mary Zophres
“Black Panther: Wakanda Forever,” Ruth Carter
“Elvis,” Catherine Martin
“Everything Everywhere All at Once,” Shirley Kurata
Mrs. Harris Goes to Paris,” Jenny Beavan

Best Live Action Short
“An Irish Goodbye,” Tom Berkeley and Ross White
“Ivalu,” Anders Walter and Rebecca Pruzan
“Le Pupille,” Alice Rohrwacher and Alfonso Cuarón
“Night Ride,” Eirik Tveiten and Gaute Lid Larssen
“The Red Suitcase,” Cyrus Neshvad

Best Makeup and Hairstyling
“All Quiet on the Western Front,” Heike Merker and Linda Eisenhamerová
The Batman,” Naomi Donne, Mike Marino and Mike Fontaine
“Black Panther: Wakanda Forever,” Camille Friend and Joel Harlow
“Elvis,” Mark Coulier, Jason Baird and Aldo Signoretti
“The Whale,” Adrien Morot, Judy Chin and Anne Marie Bradley

Best Original Score
“All Quiet on the Western Front,” Volker Bertelmann
“Babylon,” Justin Hurwitz
“The Banshees of Inisherin,” Carter Burwell
“Everything Everywhere All at Once,” Son Lux
“The Fabelmans,” John Williams

Best Sound
“All Quiet on the Western Front,” Viktor Prášil, Frank Kruse, Markus Stemler, Lars Ginzel and Stefan Korte
“Avatar: The Way of Water,” Julian Howarth, Gwendolyn Yates Whittle, Dick Bernstein, Christopher Boyes, Gary Summers and Michael Hedges
“The Batman,” Stuart Wilson, William Files, Douglas Murray and Andy Nelson
“Elvis,” David Lee, Wayne Pashley, Andy Nelson and Michael Keller
“Top Gun: Maverick,” Mark Weingarten, James H. Mather, Al Nelson, Chris Burdon and Mark Taylor

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lunedì 23 gennaio 2023

Film 2163 - Violent Night

Intro: L'avevo iniziato con Ciarán, ma non sembrava essere di suo gusto, così l'ho continuato da solo.

Film 2163: "Violent Night" (2022) di Tommy Wirkola
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: "Violent Night" va a parare esattamente dove ti immagini, poi ogni tanto spazia in territori che non ti aspetti, il tutto per un risultato finale piacevole quanto sopra le righe, per una pellicola natalizia in sala action che funziona sopratutto grazie a un magnifico David Harbour (sempre più incastrato nella parte dello scontroso dal cuore tenero).
Il film funziona bene perché va subito al sodo (1 ora e 52 minuti di durata sono niente al giorno d'oggi) e propone allo spettatore esattamente quello che ha pagato per vedere: un bagno di sangue a Natale.
Frega poco della premessa familiare, ancora meno delle motivazioni dei cattivi, chi guarda "Violent Night" vuole gente che si mena e si spara, oltre che un babbo Natale fuori controllo e quanto più politicamente scorretto possibile (mi aspettavo di peggio, sarò onesto) e questo ottiene.
La storia ne ricorda altre già viste - alcune le cita pure! - tra "Mamma, ho perso l'aereo" e "Babbo bastardo", ma poco importa perché in generale il film è grado di proporre il tutto in un nuovo mix che tocca commedia, action, humor nero e persino qualche momento commovente, riuscendo così a rendersi sufficientemente unico da spiccare rispetto al resto dei titoli usciti nel periodo natalizio e di recente.
Cast: David Harbour, John Leguizamo, Alex Hassell, Alexis Louder, Beverly D'Angelo, Cam Gigandet, Edi Patterson, Leah Brady.
Box Office: $75,642,715
Vale o non vale: Certo non per tutti i gusti e spettatori, ma per chi apprezza questo tipo di humor e chi apprezza David Harbour (che è sempre più una garanzia), "Violent Night" dovrebbe essere una degna alternativa ai classici film natalizi tra amore, famiglia, scambio di regali e favole su Babbo Natale.
Premi: /
Parola chiave: Vault.
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Razzies 2023: nomination e vincitori

43rd Golden Raspberry Awards

Worst Picture
“Blonde”
“Disney’s Pinocchio”
“Good Mourning”
“The King’s Daughter”
“Morbius”

Worst Actor
Colson Baker (aka Machine Gun Kelly), “Good Mourning”
Pete Davidson (Voice Only), “Marmaduke”
Tom Hanks (As Geppetto), “Disney’s Pinocchio”
Jared Leto, “Morbius”
Sylvester Stallone, “Samaritan”

Worst Actress
Ryan Kiera Armstrong, “Firestarter”
Bryce Dallas Howard, “Jurassic World Dominion
Diane Keaton, “Mack & Rita”
Kaya Scodelario, “The King’s Daughter”
Alicia Silverstone, “The Requin”
*[...] for the first time in Razzies history, the organization gave itself an award: Worst Actress. After enduring the controversy of initially nominating Armstrong, the organization put themselves in Armstrong's place on the ballot; it won by a landslide

Worst Supporting Actor
Pete Davidson (Cameo Role), “Good Mourning”
Tom Hanks, “Elvis
Xavier Samuel, “Blonde”
Mod Sun, “Good Mourning”
Evan Williams, “Blonde”

Worst Supporting Actress
Adria Arjona, “Morbius”
Lorraine Bracco (Voice Only), “Disney’s Pinocchio”
Penelope Cruz, “The 355”
Bingbing Fan, “The 355” & “The King’s Daughter”
Mira Sorvino, “Lamborghini: The Man Behind the Legend”

Worst Remake/Rip-off/Sequel
“Blonde”
BOTH “365 Days” Sequels – “365 Days: This Day” & “The Next 365 Days” [a Razzie BOGO]
“Disney’s Pinocchio”
“Firestarter”
“Jurassic World: Dominion”

Worst Screen Couple
Colson Baker (aka Machine Gun Kelly) & Mod Sun, “Good Mourning”
Both Real Life Characters in the Fallacious White House Bedroom Scene, “Blonde”
Tom Hanks & His Latex-Laden Face (and Ludicrous Accent), “Elvis”
Andrew Dominik & His Issues with Women, “Blonde”
The Two “365 Days” Sequels (both Released in 2022)

Worst Director
Judd Apatow, “The Bubble”
Colson Baker (aka Machine Gun Kelly) & Mod Sun, “Good Mourning”
Andrew Dominik, “Blonde”
Daniel Espinosa, “Morbius”
Robert Zemeckis, “Disney’s Pinocchio”

Worst Screenplay
“Blonde” / Written for the Screen by Andrew Dominik, Adapted from the “Bio-Novel” by Joyce Carol Oates
“Disney’s Pinocchio” / Screenplay by Robert Zemeckis & Chris Weitz (Not Authorized by the Estate of Carlo Collodi)
“Good Mourning” / “Written” by Machine Gun Kelly & Mod Sun
“Jurassic World Dominion” / Screenplay by Emily Carmichael & Colin Treverrow,Story by Treverrow & Derek Connolly
“Morbius” / Screen Story and Screenplay by Matt Sazama & Burk Sharpless

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Bengi

domenica 22 gennaio 2023

Oscars 2023 Nominations Livecast

95th Oscar Nominations Announcement

Allison Williams and Oscar winner Riz Ahmed will announce the Oscar nominees live next Tuesday, January 24, 2023.

Allison Williams e il premio Oscar Riz Ahmed annunceranno le nomination agli Oscar 2023 martedì 24 gennaio 2023.


#HollywoodCiak

Bengi

Film 2162 - Puss in Boots: The Last Wish

Intro: Altro giro altro regalo, rimaniamo sulle scelte facili facili, ma questa volta di animazione.

Film 2162: "Puss in Boots: The Last Wish" (2022) di Joel Crawford
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Ciarán
In sintesi: sarò onesto, non ricordo assolutamente nulla del primo film uscito nel 2011 se non la parte in cui il gatto caccia fuori gli occhioni (esattamente come qui). Per il resto, buio totale. La verità, comunque, è che non serve ricordarsi molto di quanto successo prima per godersi questo secondo "Puss in Boots".
L'altra grande ammissione che devo fare è che non sono mai stato particolarmente fan di "Shrek", specialmente i vari sequel. Il gatto con gli stivali appare in "Shrek 2" e sicuramente è una delle aggiunte più significative e apprezzabili del franchise.
Premesse fatte, posso dire che "Puss in Boots: The Last Wish" sia assolutamente un'avventura divertente e piacevole da seguire. Inutile sottolineare quanto Antonio Banderas faccia la differenza nel valorizzare il personaggio, rappresentandolo con grande ironia e tempi comici perfetti. A Salma Hayek do la sufficienza, nel senso che non ha certamente fatto un cattivo lavoro, ma niente della sua performance è davvero memorabile. E parlando di performance che rimangono impresse, sicuramente Harvey Guillén ("What We Do in the Shadows") nei panni di Perrito regala a questo sequel quello che gatto con gli stivali aveva regalato a "Shrek 2", ovvero un personaggio iconico.
E' vero, è vero, di personaggi come il piccolo cagnolino che si finge gatto se ne sono già visti, eppure mi è sembrato che Guillén sia riuscito nell'ardua impresa di far suo un personaggio già visto e migliorarlo. Davvero Perrito è uno degli aspetti più riusciti del film.
Film che, in generale, funziona e scivola via come l'olio, senza che lo spettatore se ne renda nemmeno conto (la pellicola dura a malapena un'ora e mezza, quello che oggi potrebbe essere la lunghezza di un epiosidio di una serie tv). Il che è raro per un sequel di uno spin-off.
L'unico aspetto che veramente non ho gradito, invece, è il nuovo look che è stato applicato a questo "Puss in Boots: The Last Wish", un mix tra l'estetica precedente e una nuova da fumetto che a mio avviso non solo non si amalgama bene, ma finisce anche per distrarre lo spettatore. Francamente l'ho trovata una strana scelta considerato che solitamente non si cambia uno degli aspetti del tuo brand - così importante come tra l'altro - in corso d'opera. Non so se questa nuova estetica fosse stata adottata precedentemente nella serie Netflix "The Adventures of Puss in Boots" (2015–2018), però a me non ha convito.
A parte questo, comunque, la narrazione funziona, il risultato finale è godibile e il cast fa davvero un ottimo lavoro. Tutto sommato un ottimo sequel.
Film 1317 - Il gatto con gli stivali
Film 2162 - Puss in Boots: The Last Wish
Cast: Antonio Banderas, Salma Hayek Pinault, Harvey Guillén, Florence Pugh, Olivia Colman, Ray Winstone, Samson Kayo, John Mulaney, Wagner Moura, Da'Vine Joy Randolph, Anthony Mendez.
Box Office: $268.9 milioni (ad oggi)
Vale o non vale: Simpatico, divertente e godibile, questo sequel di "Puss in Boots" anche a distanza di 11 dal primo capitolo funziona e intrattiene. La premesse è intrigante e lo svilupo ben ritmato, il tutto perfettamente doppiato da un nuovo dinamico duo: Antonio Banderas e Harvey Guillén.
Premi: Candidato ai Golden Globes e BAFTAs per il Miglior film d'animazione.
Parola chiave: Mappa.
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

Film 2161 - Sex and the City

Intro: Serata casalinga insieme tra takeaway e Netflix. Primo film del 2023 con Ciarán.

Film 2161: "Sex and the City" (2008) di Michael Patrick King
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Ciarán
In sintesi: non è che ci sia davvero molto altro da dire su questo film che non abbia già detto le altre 400 volte che l'ho recensito. "Sex and the City" film non è "Sex and the City" serie tv, eppure negli anni si impara ad apprezzarne in parte il valore nostalgico e il tentativo di riportare in vita un progetto che, almeno cinematograficamente, sarebbe tranquillamente potuto rimanere solo un'idea. Poi, per carità, meglio questo primo film che il sequel.
Tutto sommato, comunque, un prodotto che rivedo sempre volentieri in certi momenti nostalgici.
Film 122 - Sex and the City
Film 221 - Sex and the City
Film 405 - Sex and the City
Film 1072 - Sex and the City
Film 2161 - Sex and the City Film 121 - Sex and the City 2
Film 205 - Sex and the City 2
Film 253 - Sex and the City 2
Film 406 - Sex and the City 2
Film 1377 - Sex and the City 2
Cast: Sarah Jessica Parker, Kim Cattrall, Kristin Davis, Cynthia Nixon, Jennifer Hudson, Candice Bergen, Chris Noth, David Eigenberg, Jason Lewis, Evan Handler, Willie Garson, Mario Cantone, Lynn Cohen, Gilles Marini.
Box Office: $418.8 milioni
Vale o non vale: Potendo, la serie è meglio. Per chi avesse meno tempo disposizione, qualche aspetto della magia del telefilm c'è anche qui, per quanto sbiadito. La storia è quello che è - comincia in un punto, prende una determinata direzione, per poi terminare esattamente dove si avevo iniziato - e Carrie è sempre Carrie (la meno "godibile" del gruppo che però qui mora sta una favola), in ogni caso "Sex and the City" è un innocente prodotto cinematografico che si può mettere in sottofondo senza richiedere al nostro cervello sforzi particolari.
Ps. Il momento poesie della biblioteca è cringy in ogni lingua.
Pps. La colonna sonora è ancora azzeccata.
Premi: /
Parola chiave: Abito.
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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 19 gennaio 2023

BAFTAs 2023: nomination e vincitori

76th British Academy Film Awards

Best film
All Quiet on the Western Front
The Banshees of Inisherin
Elvis
Everything Everywhere All at Once
Tár

Outstanding British film
Aftersun
The Banshees of Inisherin
Brian and Charles
Empire of Light
Good Luck to You, Leo Grande
Living
Roald Dahl’s Matilda the Musical
See How They Run
The Swimmers
The Wonder

Outstanding debut by a British writer, director or producer
Aftersun – Charlotte Wells (writer/director)
Blue Jean – Georgia Oakley (writer/director), Hélène Sifre (producer)
Electric Malady – Marie Lidén (director)
Good Luck To You, Leo Grande – Katy Brand (writer)
Rebellion – Maia Kenworthy (director)

Best film not in the English language
All Quiet on the Western Front
Argentina, 1985
Corsage
Decision to Leave
The Quiet Girl

Best documentary
All That Breathes
All the Beauty and the Bloodshed
Fire of Love
Moonage Daydream
Navalny

Best animated film
Guillermo del Toro’s Pinocchio
Marcel the Shell With Shoes On
Puss In Boots: The Last Wish
Turning Red

Best director
Edward Berger – All Quiet on the Western Front
Martin McDonagh – The Banshees of Inisherin
Park Chan-wook – Decision to Leave
Daniel Kwan, Daniel Scheinert – Everything Everywhere All at Once
Todd Field – Tár
Gina Prince-Bythewood – The Woman King

Best original screenplay
Martin McDonagh – The Banshees of Inisherin
Daniel Kwan, Daniel Scheinert – Everything Everywhere All at Once
Tony Kushner, Steven Spielberg – The Fabelmans
Todd Field – Tár
Ruben Östlund – Triangle of Sadness

Best adapted screenplay
Edward Berger, Lesley Paterson, Ian Stokell – All Quiet on the Western Front
Kazuo Ishiguro – Living
Colm Bairéad – The Quiet Girl
Rebecca Lenkiewicz – She Said
Samuel D Hunter – The Whale

Best actress
Cate Blanchett – Tár
Viola Davis – The Woman King
Danielle Deadwyler – Till
Ana de Armas – Blonde
Emma Thompson – Good Luck to You, Leo Grande
Michelle Yeoh – Everything Everywhere All at Once

Best actor
Austin Butler – Elvis
Colin Farrell – The Banshees of Inisherin
Brendan Fraser – The Whale
Daryl McCormack – Good Luck to You, Leo Grande
Paul Mescal – Aftersun
Bill Nighy – Living

Best supporting actress
Angela Bassett – Black Panther: Wakanda Forever
Hong Chau – The Whale
Kerry Condon – The Banshees of Inisherin
Dolly de Leon – Triangle of Sadness
Jamie Lee Curtis – Everything Everywhere All at Once
Carey Mulligan – She Said

Best supporting actor
Brendan Gleeson – The Banshees of Inisherin
Barry Keoghan – The Banshees of Inisherin
Ke Huy Quan – Everything Everywhere All At Once
Eddie Redmayne – The Good Nurse
Albrecht Schuch – All Quiet on the Western Front
Micheal Ward – Empire of Light

Best original score
All Quiet On The Western Front
Babylon
The Banshees of Inisherin
Everything Everywhere All at Once
Guillermo Del Toro’s Pinocchio

Best casting
Aftersun
All Quiet on the Western Front
Elvis
Everything Everywhere All at Once
Triangle of Sadness

Best cinematography
All Quiet on the Western Front
The Batman
Elvis
Empire of Light
Top Gun: Maverick

Best editing
All Quiet on the Western Front
The Banshees of Inisherin
Elvis
Everything Everywhere All at Once
Top Gun: Maverick

Best production design
All Quiet on the Western Front
Babylon
The Batman
Elvis
Guillermo Del Toro’s Pinocchio

Best costume design
All Quiet on the Western Front
Amsterdam
Babylon
Elvis
Mrs Harris Goes to Paris

Best makeup & hair
All Quiet on the Western Front
The Batman
Elvis
Roald Dahl’s Matilda the Musical
The Whale

Best sound
All Quiet on the Western Front
Avatar: The Way of Water
Elvis
Tár
Top Gun: Maverick

Best special visual effects
All Quiet on the Western Front
Avatar: The Way of Water
The Batman
Everything Everywhere All at Once
Top Gun: Maverick

Best British short animation
The Boy, the Mole, the Fox and the Horse
Middle Watch
Your Mountain Is Waiting

Best British short film
The Ballad of Olive Morris
Bazigaga
Bus Girl
A Drifting Up
An Irish Goodbye

EE Rising Star 
Aimee Lou Wood
Daryl McCormack
Emma Mackey
Naomi Ackie
Sheila Atim

#HollywoodCiak
Bengi

martedì 17 gennaio 2023

Film 2160 - She Said

Intro: Col secondo film del 2023 - nonché il secondo che ho visto il primo giorno dell'anno - cambiano i toni e le tematiche. Mi andava un film più maturo, così ho ripescato questo titolo che non ero riuscito ad andare a vedere al cinema.

Film 2160: "She Said" (2022) di Maria Schrader
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: dal momento in cui è scoppiato il caso Weinstein qualche anno fa, sapevo che prima o poi un film come questo sarebbe uscito al cinema. Era davvero solo una questione di tempo.
Ecco, quindi, che a fine 2022 ci troviamo con il titolo "She Said" giusto a tiro per la stagione dei premi, classico esempio di pellicola con meno audience appeal che (giustamente) tenta di capitalizzare su potenziali riconoscimenti internazionali. Qualche menzione c'è stata, per carità, anche di fatto la pellicola di Maria Schrader non ha fatto sfaceli, nemmeno al botteghino (il film ha incassato meno della metà dei $32 milioni spesi solamente produrlo).
E' anche vero che, ad oggi, il pubblico adulto fatica a ritornare in sala. Un prodotto come questo non avrebbe mai fatto il botto in termini di incasso nemmeno in periodo pre Covid, però il consecutivo fallimento di vari titoli usciti negli ultimi mesi e rivolti ad un pubblico adulto (no Marvel, titoli per famiglie, commedie, ecc) è certamente un fattore da considerare quando si guarda al box-office odierno.
Aspeti più tecnici a parte, questo "She Said" è un onesto resoconto dell'episodio di giornalismo investigtivo che ha coinvolto le due reporter del New York Times Jodi Kantor (Kazan) e Megan Twohey (Mulligan) che, atrraverso le loro ricerche e scoperte, hanno scoperchiato un vero e proprio vaso di Pandora. Oggi tutti conosciamo o abbiamo sentito parlare dello scandalo legato alle molestie sessuali che negli anni Harvey Weinstein ha rivolto a dipendenti, attrici e aspiranti tali: questo film ripercorre le tappe che hanno portato alla pubblicazione dell'articolo che, di fatto, ha iniziato tutto.
Per chi sia interessato alla storia dietro alla vicenda e come siano riuscite le giornaliste e il team del New York Times a mettere finalmente in ginocchio l'impunito Weinstein, questa pellicola è sicuramente un buon punto di inizio. La verità, però, è che lo stile asciutto di storia e regia confondono un po' questo prodotto con un documentario che, di fatto, non è. Personalmente, considerato il soggetto della storia, avrei preferito l'approccio documentaristico a quello di fiction, specialmente per come confezionato questo film: o si sceglieva una rappresentazione più concentrata sulle protagoniste e la loro caratterizzazione, il loro approccio all'articolo, le difficoltà di raccontare una storia come questa, oppure si eliminava completamente l'apporto di fiction e sceglieva per uno basato sulla presentazione dei fatti tramite immagini di archivio e interviste.
Questo non per dire che il film non funzioni o il risultato finale non sia buono, ma principalmente perché "She Said" ha il grande difetto di presentare con estrema cognizione di causa i fatti, tralasciando un po' tutto il resto (di quegli elementi che fanno di un racconto cinematografico un film). Il che è un po' un peccato perché considerata la vicenda che si racconta qui, ci sarebbe stato bisogno di un approccio meno asettico e molto, molto più personale.
Cast: Carey Mulligan, Zoe Kazan, Patricia Clarkson, Andre Braugher, Jennifer Ehle, Samantha Morton, Zach Grenier, Peter Friedman, Ashley Judd.
Box Office: $12.4 milioni
Vale o non vale: Certamente non un titolo per tutte le occasioni. Il tema affrontato è delicato e, anche se qui affrontato nelle modalità giuste, comunque non per ogni tipo di pubblico. Carey Mulligan e Zoe Kazan sono un po' intercambiabili e potrebbero ognuna interpretare il ruolo dell'altra, il che un po' confonde. Tutto sommato un film solido, pur mancante di un'anima oltre i fatti.
Premi: Candidato al Golden Globe per la Miglior attrice non protagonista (Carey Mulligan).
Parola chiave: Vittime.
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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 13 gennaio 2023

Film 2159 - Enola Holmes 2

Intro: Primo film del 2023, rigorosamente guardato dal divano il 1° dell'anno per riprendermi dalle fatiche della sera prima.

Film 2159: "Enola Holmes 2" (2022) di Harry Bradbeer
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: simpatico sequel dell'adattamento dei romanzi di Nancy Springer, questo "Enola Holmes 2" mi è parso più riuscito del primo.
Sarà che ci si concentra meno sulla rivalità tra fratelli - qui Mycroft nemmeno c'è - e più sul caso da risolvere, di fatto ho apprezzato le atmosfere vittoriane con tocco contemporaneo, una sorta di ritorno a quel "Sherlock Holmes" di Guy Ritchie che aveva fatto sfacelo al botteghino di oltre una decade fa.
Millie Bobby Brown (qui anche produttrice) funziona nel ruolo, anche se non so per quanto ancora potrà permettersi di interpretare la parte della ragazzina. Spero di vederla presto in un ruolo diverso che ne metta alla prova le capacità e spazi rispetto ai ruoli che ha interpretato finora.
Per il resto, tutto sommato "Enola Holmes 2" funziona: il caso è appassionante (si intreccia con la vera storia di Sarah Chapman), il cast variegato e capace (anche se pure Helena Bonham Carter qui un po' si replica) e il ritmo ben sostenuto. Forse l'unico aspetto che davvero non ho gradito è stato rivelare così palesemente l'identità di Moriarty, ma a parte questo, il film è stato conforme alle mie aspettative.
Film 1927 - Enola Holmes
Film 2159 - Enola Holmes 2
Cast: Millie Bobby Brown, Henry Cavill, Helena Bonham Carter, David Thewlis, Louis Partridge, Susan Wokoma, Adeel Akhtar, Sharon Duncan-Brewster, Hannah Dodd, Himesh Patel.
Box Office: /
Vale o non vale: In linea con le aspettative di questa nuova saga di Netflix, "Enola Holmes 2" si affianca per ritmo e toni al precedente capitolo, riuscendo a replicare la formula ben riuscita del primo episodio. Nonostante il mix un po' audace di arti marziali e agenzie investigative aperte da minori, il risultato finale è comunque godibile e perfetto per un momento di disimpegno da divano.
Premi: /
Parola chiave: Fiammiferi.
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi