giovedì 12 marzo 2020

Film 1839 - Marriage Story

Intro: Volevo recuperarlo in qualche modo, poi ho scoperto che lo davano già su Netflix e non ho perso tempo.
Film 1839: "Marriage Story" (2019) di Noah Baumbach
Visto: dalla tv di Eric
Lingua: inglese
Compagnia: Eric
In sintesi: Adam Driver l'ha descritta come una storia d'amore sul divorzio e forse la descrizione non è nemmeno tanto sbagliata. "Marriage Story" ha un approccio molto americano alla gestione di una separazione (inizialmente) consensuale e porta in scena tutto un teatrino di avvocati, aspettative, scelte e dolori personali che caricano il racconto di una connotazione a tratti drammatica e pesante, ma che rende bene l'idea di cosa possa voler dire lasciarsi al giorno d'oggi - e in quel contesto - quando ci sia anche un figlio di mezzo.
Il film di Baumbach analizza scrupolosamente ogni fase della separazione e ne descrive ampiamente ogni momento, dalla terapia di coppia alle udienze, dai bei momenti in cui tutto andava ancora bene a come il tutto vada a finire, per due ore e un quarto intense e a volte anche molto belle, anche se nell'insieme non posso dire che questa pellicola mi abbia conquistato. Johansson e Driver sono bravi - specialmente il secondo, la prima in alcuni passaggi mi è sembrata un po' costruita -, ma in ogni caso non mi trovo d'accordo sulla scelta di consegnare a Dern il suo primo Oscar per un ruolo che, tutto sommato, non è così indimenticabile. La figura dell'avvocato è chiave in un racconto che sviscera così dettagliatamente gli step di un divorzio, eppure non c'è stato un momento in cui mi sono sentito colpito dal personaggio di Nora Fanshaw, né mai ho sentito il desiderio di vederla di più sullo schermo. Tra i vari ruoli in lizza quest'anno avrei sicuramente privilegiato interpretazioni come quelle di Florence Pugh ("Little Women"), Kathy Bates (stupenda in "Richard Jewell") o la stessa Johansson che in "Jojo Rabbit" ha una parte meravigliosa.
Ciò detto "Marriage Story" rimane un prodotto interessante e certamente figlio dei suoi tempi, concentratissimo a snocciolare momento dopo momento ansie, preoccupazioni, dolori e riappacificamenti di una storia d'amore che si sgretola e due esseri umani che cercano di ricordarsi cosa li ha fatti avvicinare, innamorare inizialmente. Questo tipo di storie non sono mai facili da raccontare, anche perché sempre molto personali, per cui mi limito a dire che, personalmente, ho trovato il racconto a tratti macchinoso, a volte poco efficace - per non dire poco credibile -, anche se tutto sommato non mi pento della visione.
Cast: Scarlett Johansson, Adam Driver, Laura Dern, Alan Alda, Ray Liotta, Julie Hagerty, Merritt Wever.
Box Office: $2.3 milioni
Vale o non vale: Non esattamente un film per una serata di svago in casa (e di serate in casa al momento ne abbiamo a iosa). Come ho già detto, non mi pento di averlo visto, si tratta di un prodotto che ha offerto un'ottima piattaforma a Scarlett Johansson per dimostrare il suo valore di attrice globale, ma onestamente non credo lo rivedrei. Di Baumbach fino ad ora ho visto solamente "While We're Young" che non mi è nemmeno piaciuto, per cui a parte dire che mi pare il suo stile sia leggermente nevrotico per quello che ho visto fin qui, altro non posso aggiungere. 

Detto ciò, "Marriage Story" ricorda un "Kramer vs. Kramer" di questa generazione (tra l'altro i due poster si ricordano molto).
Premi: Candidato a 6 Oscar e 6 Golden Globes per Miglior film, sceneggiatura, attore protagonista, attrice protagonista, colonna sonora e attrice non protagonista per la quale, in entrambi i casi, la Dern ha vinto. Quest'ultima si è portata a casa anche il BAFTA, unica vittoria su 5 nomination (sceneggiatura, casting, e attori protagonisti).
Parola chiave: Avvocati.

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mercoledì 11 marzo 2020

Film 1837 - Dolor y gloria

Intro: Eric è un super fan di Almodóvar e questa pellicola l'aveva già vista, ma ci teneva tantissimo affinché la recuperassi anche io. Trascinato dal suo entusiasmo, non ho potuto sottrarmi.
Film 1837: "Dolor y gloria" (2019) di Pedro Almodóvar
Visto: dalla tv di Eric
Lingua: spagnolo
Compagnia: Eric, Nahuel
In sintesi: pellicola molto intensa e personale, sicuro uno degli ultimi lavori di Almodóvar più centrato, concreto, solido. Non conoscendo molto della storia personale del regista, ho apprezzato questo suo mettersi a nudo, scoprire qualcosa di lui che andasse oltre l'immagine pubblica del personaggio. Si capisce che "Dolor y gloria" ha uno scopo quasi esorcizzante, mette in scena un vissuto estremamente privato e gioca con debolezze e ansie di una persona che vede la vita attraverso gli occhi della sofferenza; il mix di ricordi e nostalgia conferisce al risultato finale un sapore agrodolce, per quanto riappacificatore, nei confronti di tutta una serie di esperienze che avrebbero potuto avere come effetto, altrimenti, quello di annientare la persona che le ha vissute.
In tutto questo turbinio di emozioni e flashback, Antonio Banderas non solo porta sulle proprie spalle tutto il film, ma lo fa con una consapevolezza e una maestria che quasi stupiscono. Non che non si sapesse che l'attore spagnolo fosse in grado di recitare con bravura, ma in anni di produzioni hollywoodiane e scelte artistiche non sempre immortali, è bello riscoprirne il grande talento. Per lui premi a pioggia e una nomination all'Oscar che avrei visto volentieri tramutarsi in una vittoria (ma il Joker Phoenix era veramente impossibile da battere).
Insomma, Almodóvar torna al cinema con un prodotto fortissimo e d'impatto, capace di parlare al suo pubblico abituale, ma anche a quello spettatore occasionale che si cimenta con le sue opere di tanto in tanto. E' innegabile il grande talento di regista e cast ed è quasi impossibile non farsi prendere da una storia che racconta in maniera così delicata e personale genialità e paure di un personaggio - o persona - a cui ci si affeziona in poco tempo. Non saremo tutti artisti, ma il nostro essere persone ci fa avvicinare senza sforzi all'umanità fragile ma consapevole di Salvador Mallo.
Cast: Antonio Banderas, Asier Etxeandia, Leonardo Sbaraglia, Nora Navas, Julieta Serrano, Penélope Cruz.
Box Office: $38.1 milioni
Vale o non vale: Storie d'amore, carriera, famiglia, passato, cinema, ansie, malattia, un mix di elementi estremamente personale riporta Almodóvar al cinema. Il grande regista chiama a sé i suoi attori preferiti e ad ognuno regala una parte fondamentale della propria storia privata. Non è la classica biografia lineare e narrativamente "pulita", anzi, richiede una certa elasticità e spirito di adattamento, se così si può dire. Un tour de force emotivo, ma molto gratificante che regala allo spettatore molte emozioni e una serie di elementi su cui riflettere. Quello che a me ha più colpito è, certamente, come ognuno di noi affronti diversamente i rapporti amorosi e li gestisca rispetto alle altre cose della vita. Qui c'è la creatività che in primis ne trae giovamento o danno, per un'altalena emotiva che conferisce alla vita un'intensa alterazione.
Premi: Candidato a 2 Oscar e 2 Golden Globes per il Miglior film straniero (Spagna) e il Miglior attore protagonista; 1 nomination ai BAFTA e ai César per il film straniero. In concorso al festival del cinema di Cannes, il film ha vinto per il Miglior attore e la colonna sonora di Alberto Iglesias.
Parola chiave: Federico.

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mercoledì 4 marzo 2020

Film 1827 - Hustlers

Intro: Ne hanno parlato tutti e, per una volta, non per criticare Jennifer Lopez.
Film 1827: "Hustlers" (2019) di Lorene Scafaria
Visto: dalla tv di Eric
Lingua: inglese
Compagnia: Eric
In sintesi: sembrava il miracolo del 2019: Jennifer Lopez può recitare! Fiumi di articoli, interviste, video, premi e riconoscimenti, un'inaspettata rinascita della carriera d'attrice dell'artista, cantante e imprenditrice, il tutto grazie a un film, a un ruolo che sembravano aver decretato l'inimmaginabile, ovvero che anche Jenny from the Block abbia un valido motivo per trovarsi spesso sul grande schermo.
Con queste premesse rinvigorenti non potevo esimermi dall'assistere alla sensazionale inversione di tendenza, motivo per cui mi sono approcciato a questo "Hustlers" carico di aspettative. Che, devo dire, non sono poi state disattese, anche se nel complesso l'interpretazione tanto oggetto di pregi e lodi non mi ha lasciato così platealmente sconvolto. Per carità, JLo ci mette tutta sé stessa nel dare forma al personaggio di Ramona, ma al di là delle piroette, una mappatura puntigliosa del corpo perfetto e uno slancio di stile che ricorda tantissimo gli albori della sua carriera, rimane il fatto che l'interpretazione sia coesa e sensata sì, ma senza che si possa onestamente gridare al capolavoro. Il film nel complesso ha il suo perché, racconta un fatto reale che ha dell'incredibile e non manca di lasciare spesso genuinamente interessato lo spettatore, però a conti fatti ci troviamo di fronte a un prodotto che vive di tanti fattori e nell'insieme funziona, senza mai arrivare a giustificare quei picchi di isteria collettiva della critica americana. Insomma, Jennifer Lopez brava, ma ha poi fatto quello per cui è stata pagata (mentre in tanti prodotti precedenti ha raramente raggiunto il minimo sindacale). Con questo non voglio sminuire la performance della pellicola che certamente rimane più impressa, ma semplicemente sottolineare che, a fronte di un'ossessione morbosa nei confronti di un'interpretazione giudicata incredibile, mi è parso si sia un attimo persa di vista la realtà delle cose. Ovvero che sì, "Hustlers" racconta in modo aggressivo e trascinante la sua storia anche grazie a giuste scelte di cast e un contesto accattivante (strip club, spogliarelliste, truffe), senza però che si possa gridare al capolavoro. Lo definirei divertente e divertito.
Cast: Constance Wu, Jennifer Lopez, Julia Stiles, Keke Palmer, Lili Reinhart, Lizzo, Cardi B, Mercedes Ruehl, Madeline Brewer, Usher.
Box Office: $157.6 milioni
Vale o non vale: Buona colonna sonora, montaggio intelligente, ottimo cast tutto al femminile e storia (vera) con molto appeal, "Hustlers" non è certamente una scelta adatta ad ogni tipo di pubblico, ma per chi apprezza il genere che fluttua tra dramma e comico con qualche sbandata surreale - a cui aggiungere azioni criminali a pioggia - la visione dovrebbe essere gradita. Lopez ci mette la faccia e non solo, la parrucchiera di Constance Wu andrebbe denunciata e camei a pioggia di volti più o meno conosciuti. Un circo divertente e colorato in cui lo slowmotion di pioggia di soldi e champagne la fa da padrone.
Premi: Jennifer Lopez è stata candidata al Golden Globe per la Migliore attrice non protagonista e al Razzie Redeemer Award (14 marzo).
Parola chiave: Financial crisis.

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martedì 3 marzo 2020

Film 1823 - Ford v Ferrari

Intro: Ammetto che non fossi particolarmente dell'idea di vedere al cinema questo film, ma non avendo molte altre scelte ad Ushuaia, Argentina, mi sono convinto ad andare lo stesso. Almeno per fare qualcosa di diverso.
Film 1823: "Ford v Ferrari" (2019) di James Mangold
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: un film su macchine da corsa e una gara che è una maratona, la storia di due case automobilistiche rivali e la classica rappresentazione americana dell'"italianità", una sfida contro tempo e leggi della fisica, il tutto per un risultato finale che, lo dico subito, è stato estremamente soddisfacente.
Dal montaggio serrato e le tempistiche adrenaliniche, questo "Ford v Ferrari" non dà solo l'idea di cosa volesse dire all'epoca sfidarsi in una delle gare più complesse al mondo (24 Heures du Mans), ma anche quale possa essere la sensazione di stare su una macchina da corsa che, a tutta velocità, sfreccia su una pista, un percorso, la strada. In questo, la visione di James Mangold è assolutamente chiara e precisa, quasi chirurgica nel proporre allo spettatore dettagli, frammenti, attimi di preparazioni e gare, il tutto per 2 ore e mezza al cardiopalma che lasciano spesso chi guarda senza fiato. Ed assolutamente emozionato.
Si segue, infatti, con grande interesse la storia di amicizia - e numerosi scontri - tra il pilota Ken Miles (Bale) e l'ex pilota Carroll Shelby (Damon), un rapporto fortissimo e sicuramente qui di buon intrattenimento, capace di alternarsi efficacemente alle sequenze di gara anche grazie al temperamento poco paziente del primo. La storia, poi, è assolutamente vera e racconta alti e bassi di due carriere che finiranno per coincidere proprio in quella maratona automobilistica del '66 che vedrà fronteggiarsi le due case del titolo, una sorta di scontro fra titani che si traduce - anche - in un'opposizione tra lo stile italiano e la grandiosa capacità americana di mettere in pratica il clamoroso miracolo.
Sì perché, ricordiamocelo sempre, storia vera o no, "Ford v Ferrari" mostra la realizzazione di una vera e propria impresa, la messa insieme degli elementi perfetti di robotica e umanità che permettono di portare casa non solo la vittoria, ma anche di sconfiggere l'inarrivabile avversario. Ovvero - neanche a dirlo - siamo davanti al classico racconto del cinema americano che vede i figli degli dell'America lottare contro probabilità e tempo, per mettere in scena un vero e proprio miracolo che conquisterà lo spettatore attraverso una retorica da manuale di immagini e racconto. La cosa ci offende? Magari qualcuno di noi italiani ci rimarrà male, ma consci del fatto che si tratti di un prodotto made in USA costruito per un pubblico globale sì, ma pur sempre molto schierato, si può serenamente dire che questa pellicola sia esteticamente interessante e certamente ben costruita sul piano tecnico, che si fa guardare volentieri e lascia onestamente soddisfatti.
Cast: Matt Damon, Christian Bale, Jon Bernthal, Caitriona Balfe, Tracy Letts, Josh Lucas, Noah Jupe, Remo Girone, Wallace Langham, Ian Harding.
Box Office: $225.4 milioni
Vale o non vale: Il racconto è ben costruito e il film lascia sinceramente soddisfatti, anche se il finale agrodolce non manca di colpire lo spettatore che non conoscesse la storia originale. Tutto sommato, comunque, un buon prodotto cinematografico capace di catturare l'attenzione anche di chi non segua o non sia appassionato di macchine e rispettive gare automobilistiche, per un risultato finale che è certamente appassionante e di grande intrattenimento; buon cast e grandissimo Bale.
Premi: Candidato a 4 premi Oscar tra cui Miglior film, ha vinto quelli per il Miglior montaggio e montaggio sonoro; 1 nomination ai Golden Globe per Christian Bale Miglior attore protagonista, drama; 1 BAFTA vinto per il montaggio su 3 nomination (anche sonoro e fotografia).
Parola chiave: Le Mans.

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sabato 29 febbraio 2020

Film 1817 - Booksmart

Intro: Avevo letto buonissime recensioni e una certa indignazione per un mancato successo commerciale legato ad una campagna di marketing poco pressante. Curiosità.
Film 1817: "Booksmart" (2019) di Olivia Wilde
Visto: dalla tv di Eric
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: simpatico, fresco quanto basta, con un'ottima coppia di protagoniste, "Booksmart" si inserisce perfettamente in quel genere di pellicole indie che riescono a ritagliarsi una fetta di pubblico mainstream per una serie di ragioni. In questo caso direi che, al di là dei meriti artistici, parte dell'attenzione ricevuta derivi anche da quella ondata di positivo interesse per prodotti cinematografici a principale componente femminile: Olivia Wilde dirige, Emily Halpern, Sarah Haskins, Susanna Fogel e Katie Silberman scrivono, Kaitlyn Dever e Beanie Feldstein recitano. 

In un mondo di risvegli di coscienza, movimenti e battaglie per diritti egualitari, l'attenzione dei media è stata in parte anche attratta da questo fattore, all'inizio dedicando particolare attenzione al sempre più numeroso numero di registe che riescono ad ottenere non solo buoni risultati al botteghino, ma anche una sempre maggiore considerazione e opportunità dai grandi studios (Kasi Lemmons con "Harriet", Lulu Wang con "The Farewell", Lorene Scafaria con "Hustlers", Nisha Ganatra con "Late Night", Greta Gerwig con "Lady Bird" e "Little Women", Patty Jenkins con "Wonder Woman" 1 e 2, Ava DuVernay con "Selma", "13th", "A Wrinkle in Time" e la serie "When They See Us", Sam Taylor-Johnson con "Fifty Shades of Grey", Elizabeth Banks con "Pitch Perfect 2" e "Charlie's Angels", per quanto il risultato di quest'ultimo sia stato disastroso) e successivamente per una certa dose di disinteresse relativamente a questo e ad alcuni dei film sopracitati da parte dei premi della Hollywood che conta (ad oggi solo 5 donne sono state candidate all'Oscar per la Miglior regia: Lina Wertmüller per “Pasqualino Settebellezze”, Jane Campion per “The Piano”, Sofia Coppola per “Lost in Translation”, Greta Gerwig per “Lady Bird” e Kathryn Bigelow per “The Hurt Locker”, la prima e unica ad aver vinto).
In tutto questo parlare e dibattere è finito in mezzo anche "Booksmart" che, vuoi o non vuoi, ha beneficiato di una certa visibilità che forse altrimenti non lo avrebbe spinto tanto in là al box-office (il film è costato $6 milioni). Con questo non voglio dire che sia un prodotto che non meriti il successo riscontrato, ma mi è parso che ci sia tanto di già visto nonostante il piacevole e godibilissimo risultato finale. Di amiche teenagers sfigate che realizzano troppo tardi che la baldoria senza conseguenze si può fare una volta sola nella vita, di quei racconti che ci fanno sentire bene, di quelle storie tanto americane quanto sopra le righe ne abbiamo già visti e ascoltati un bel po'; e non c'è niente di male in questo, semplicemente non confondiamo un buon risultato finale con un capolavoro.
Cast: Kaitlyn Dever, Beanie Feldstein, Jessica Williams, Lisa Kudrow, Will Forte, Jason Sudeikis, Billie Lourd, Skyler Gisondo, Maya Rudolph.
Box Office: $24.9 milioni
Vale o non vale: la storia funziona e le due protagoniste valgono da sole la visione del film che, nel suo complesso, non è male. Non particolarmente originale, ma comunque godibile e ben costruito. Una commedia del genere coming-of-age che si lascia guardare volentieri.
Premi: Candidato al Golden Globe per la Miglior attrice protagonista commedia o musical (Beanie Feldstein) e al BAFTA per la Miglior sceneggiatura originale.
Parola chiave: Malala.

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martedì 25 febbraio 2020

Film 1815 - Joker

Intro: Ammetto che non avessi una grande voglia di vederlo, ma dopo la vittoria a Venezia come Miglior film e le ottime recensioni sulla performance di Phoenix, non potevo esimermi dal farmi una mia idea.
Film 1815: "Joker" (2019) di Todd Phillips
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Karen, Lucas
In sintesi: c'era euforia, c'era attesa, c'erano molte aspettative e, come sempre accade in questi casi, alla fine il film non mi è piaciuto. Sì sì, Joaquin Phoenix è bravissimo, è da Oscar, è un grande, è tutto quello che volete, ma "Joker" come prodotto cinematografico di impatto globale non mi ha colpito nemmeno un po'. O meglio, mi ha colpito, ma più che altro per una certa noia di fondo che ha caratterizzato la visione. Arthur Fleck è pazzo, è disturbato, è marginalizzato e scartato dalla società, è un deriso, è insoddisfatto, ha dei sogni calpestati, ha delle ferite, ha tanti motivi per sentirsi male legittimamente. Bene.
Detto ciò, la storia non porta molto altro in scena, nel senso che di tutti questi elementi insieme ne fa una storia un po' banalotta e prevedibile - a parte, ammetto, il confronto con il presentatore De Niro e conseguente epilogo - che sì, ci regala la nascita del Joker come antagonista e cattivo di Batman, ma allo stesso tempo non ci aggiunge molto a tutto quello che avremmo potuto immaginarci già da soli sulla genesi di questo personaggio.
Quindi cos'è che di "Joker" ha tanto colpito il mondo? Francamente non me lo so spiegare se provo a prescindere dalla performance di Phoenix: è lui che chiaramente porta tutto il film sulle spalle - e gli fa gioco una buona colonna sonora - e dà un senso a tutta l'operazione. Anche perché ultimamente si sta sfruttando ampiamente il personaggio a distanza ravvicinata nel tempo (Ledger, Leto, Galifianakis e qui Phoenix) e con il successo planetario ottenuto da "The Dark Knight" non era impensabile ritenere difficile un riscontro positivo da parte di pubblico e critica. E, invece, eccoci a dover fare i conti con il titolo più candidato agli Oscar 2020, il primo e unico film R-rated (vietato ai minori) a superare il miliardo di dollari d'incasso, un fenomeno globale che ha riportato il suo protagonista fra gli attori di serie A e, in aggiunta, gli ha fornito una vetrina globale attraverso la quale veicolare messaggi importanti su ecologia, sostenibilità, cambiamento climatico, razzismo, omofobia e chi più ne ha più ne metta. Insomma, un vero e proprio fenomeno che ha polarizzato attenzione mediatica e opinioni; relativamente a queste ultime, ripeto, la mia non è particolarmente favorevole nel complesso, considerato che la prima parte del racconto mi è sembrata poco dinamica e che, in generale, il risultato finale non mi ha lasciato impressionato o colpito. L'ho visto, posso passare oltre.
Cast: Joaquin Phoenix, Robert De Niro, Zazie Beetz, Frances Conroy, Brett Cullen, Shea Whigham, Bill Camp, Douglas Hodge.
Box Office: $1.073 miliardi
Vale o non vale: Sono sicuro che in tantissimi amano e ameranno questa pellicola, m a me proprio non ha convinto. E' mancata empatia col personaggio, non c'è stata quella dose di azione che mi aspettavo, partivo in partenza con l'idea che il film avrebbe dovuto stupirmi (considerate le critiche entusiaste). In realtà è un prodotto che non rivedrei, molto pesante sia per toni che per tempi della narrazione, e fondamentalmente mi sento di salvare la grande interpretazione di Phoenix, la colonna sonora e una certa dose di iconicità che è impossibile non riconoscere a tutta l'operazione cinematografica. Direi che è da vedere per farsi una propria opinione, poi io personalmente passo oltre.
Premi: Candidato a 11 Oscar - il maggior numero dell'edizione 2020 - tra cui Miglior film, regia, sceneggiatura non originale e montaggio, ha vinto per il Miglior attore protagonista (Phoenix) e colonna sonora; stesse vittorie ai Golden Globes (su 4 nomination, anche film e regia) e 3 premi ai BAFTA (per attore, colonna sonora e la nuovissima categoria Miglior casting) su 11 nomination. A Venezia il film ha vinto il Leone d'Oro per la Miglior pellicola oltre che il premio per la colonna sonora e la Graffetta d'Oro. Candidato ai César (questa domenica) e ai David di Donatello (3 aprile) come Miglior film straniero. La pellicola è anche candidata a 1 Razzie Award per Worst Reckless Disregard for Human Life and Public Property (più o meno Peggiore disprezzo per la vita umana e la proprietà pubblica).
Parola chiave: Metropolitana.

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lunedì 24 febbraio 2020

Film 1777 - Rocketman

Intro: Subito corso al cinema a recuperarlo!
Film 1751: "Rocketman" (2019) di Dexter Fletcher
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Cobi
In sintesi: diciamoci la verità, dopo i fasti di "Bohemian Rapsody" non era scontato che un altro film su un altro gigantesco artista della musica mondiale, sempre gay e sempre - per così dire - coloratissimo, avrebbe ottenuto successo. E, invece, "Rocketman" ha fatto la magia. Non tanto a livello di incasso, che è stato nettamente inferiore, quanto più che altro sul piano della storia e dell'autenticità. Già perché dove la pellicola sui Queen fallisce sono proprio il piano narrativo e quello della credibilità, proponendo Freddie come uno scalmanato eccentrico bisessuale a cui il successo accade facile nei primi 20 minuti di storia; qui, invece, partiamo a tribolare già dall'inizio, tra sessioni in riabilitazione, complicate relazioni familiari e un necessario lavoro su se stessi per accettarsi e regalarsi al mondo in maniera autentica. Un lavoro di uomo e di artista che passa anche attraverso la perfetta interpretazione di Taron Egerton, capace di una trasformazione non solo fisica: è lui che ingrassa, è lui che canta, è lui che ci mette l'anima. E si vede.
Mi rendo conto che l'analisi di una storia attraverso la negazione di un'altra non sia la maniera migliore di proporre un qualcosa che sia piaciuto. Una parte di me ha gradito quella spensierata giocosità che è stato "Bohemian Rapsody", pur rimanendo profondamente scioccato dalla mancanza di approfondimento di alcune tematiche (la questione omosessuale in primis) e la banalità con cui è descritta la scalata al successo del gruppo; diversamente qui mi sono trovato di fronte ad un racconto completo e maturo che affronta senza inibizioni i demoni di un uomo che si è messo in gioco dopo anni di difficoltà e perdizione e che ha trovato la sua forma di centro. Ed è proprio qui che, mi sembra, "Rocketman" sbaragli la concorrenza, proponendosi non solo come un musical o un biopic, ma proprio come un riassunto sensato e patinatissimo di un percorso di vita e dell'affermazione di un essere umano e del messaggio che vuole portare con sé. Elton John è un artista talentuoso, un omosessuale fiero, una persona che ha sofferto, qualcuno che ha avuto e ha qualcosa da dire. Piacciano o meno le sue canzoni, piaccia o meno lui, è innegabile una certa potenza carismatica di fondo che, anche grazie a questo film, ce lo fa amare (ancora) un pochino di più.
Cast: Taron Egerton, Jamie Bell, Richard Madden, Bryce Dallas Howard, Gemma Jones, Stephen Graham, Tate Donovan.
Box Office: $195.2 milioni
Vale o non vale: Colorato, cantato benissimo, interessante e ben raccontato, il biopic su Elton John è molto meglio di quanto non ci si sarebbe aspettati. Ironico e onesto, racconta la vita di Reginald Kenneth Dwight mettendone in luce i fasti, ma anche tutte le cadute e le difficoltà, per un quadro generale molto umano e per il quale non si fatica a provare empatia. Un grandissimo Taron Egerton vince il Golden Globe ma viene scippato di una nomination all'Oscar nonostante canti e si trasformi completamente per la parte e ne esca da assoluto vincitore. Un bel film, meno scontatamente legato a certi cliché di quanto ci si immaginerebbe.
Premi: Vincitore dell'Oscar e del Golden Globe per la Miglior canzone originale (Elton John and Bernie Taupin for "(I'm Gonna) Love Me Again"); Taron Egerton ha vinto il Golden Globe come Miglior attore protagonista musical o commedia. 4 nomination ai BAFTA (Miglior film britannico, attore protagonista, trucco e sonoro). In concorso a Canne per la Queer Palm e 1 nomination ai Grammy per Best Compilation Soundtrack for Visual Media.
Parola chiave: Rehab.

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sabato 15 febbraio 2020

Razzie Awards 2020: nomination e vincitori

40th Golden Raspberry Awards

Worst Picture
Cats – Debra Hayward, Tim Bevan, Eric Fellner, Tom Hooper
The Fanatic – Daniel Grodnik, Oscar Generale, Bill Kenwright
The Haunting of Sharon Tate – Lucas Jarach, Daniel Farrands, Eric Brenner
A Madea Family Funeral – Ozzie Areu, Will Areu, Mark E. Swinton
Rambo: Last Blood – Avi Lerner, Kevin King Templeton, Yariv Lerner, Les Weldon

Worst Director
Fred Durst – The Fanatic
James Franco – Zeroville
Adrian Grünberg – Rambo: Last Blood
Tom Hooper – Cats
Neil Marshall – Hellboy

Worst Actor
James Franco – Zeroville as Vikar
David Harbour – Hellboy as Hellboy / Anung Un Rama
Matthew McConaughey – Serenity as Baker Dill
Sylvester Stallone – Rambo: Last Blood as John J. Rambo
John Travolta – The Fanatic and Trading Paint as Moose and Sam Munroe

Worst Actress
Hilary Duff – The Haunting of Sharon Tate as Sharon Tate
Anne Hathaway – The Hustle and Serenity as Josephine Chesterfield and Karen Zariakas
Francesca Hayward – Cats as Victoria
Tyler Perry – A Madea Family Funeral as Mabel "Madea" Simmons
Rebel Wilson – The Hustle as Penny Rust

Worst Supporting Actor
James Corden – Cats as Bustopher Jones
Tyler Perry – A Madea Family Funeral as Joe
Tyler Perry – A Madea Family Funeral as Uncle Heathrow
Seth Rogen – Zeroville as Viking Man
Bruce Willis – Glass as David Dunn / The Overseer

Worst Supporting Actress
Jessica Chastain – Dark Phoenix as Vuk
Cassi Davis – A Madea Family Funeral as Betty Ann "Aunt Bam" Murphy
Judi Dench – Cats as Old Deuteronomy
Fenessa Pineda – Rambo: Last Blood as Gizelle
Rebel Wilson – Cats as Jennyanydots

Worst Screen Combo
Any two half-feline/half-human hairballs – Cats
Jason Derulo & his CGI-neutered "bulge" – Cats
Tyler Perry & Tyler Perry (or Tyler Perry) – A Madea Family Funeral
Sylvester Stallone & his impotent rage – Rambo: Last Blood
John Travolta & any screenplay he accepts

Worst Prequel, Remake, Rip-off or Sequel
Dark Phoenix (20th Century Fox)
Godzilla: King of the Monsters (Warner Bros.)
Hellboy (Lionsgate)
A Madea Family Funeral (Lionsgate)
Rambo: Last Blood (Lionsgate)

Worst Screenplay
Cats – Lee Hall and Tom Hooper; based on the musical by Andrew Lloyd Webber, which was based on Old Possum's Book of Practical Cats by T. S. Eliot
The Haunting of Sharon Tate – Daniel Farrands
Hellboy – Andrew Cosby; based on the Dark Horse Comics character by Mike Mignola
A Madea Family Funeral – Tyler Perry
Rambo: Last Blood – Matthew Cirulnick and Sylvester Stallone; based on the character created by David Morrell

The Razzie Redeemer Award
Jennifer Lopez – Hustlers
Eddie Murphy – Dolemite Is My Name
Keanu Reeves – John Wick: Chapter 3 – Parabellum and Toy Story 4
Adam Sandler – Uncut Gems
Will Smith – Aladdin

Worst Reckless Disregard for Human Life and Public Property
Dragged Across Concrete
The Haunting of Sharon Tate
Hellboy
Joker
Rambo: Last Blood

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Film 1751 - BlacKkKlansman

Intro: Avevo voglia di recuperarlo, anche se non sapevo cosa aspettarmi sinceramente.
Film 1751: "BlacKkKlansman" (2018) di Spike Lee
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: il secondo film di Spike Lee visto nella mia vita mi è molto piaciuto. E' ben scritto e recitato, geniale nella sua esecuzione e tagliente quanto basta per rendere Ku Klux Klan e supremazisti bianchi derisibili e imbarazzanti. E il pretesto è molto semplice: cosa succede quando il primo poliziotto di colore della contea di Colorado Springs per un'indagine sotto copertura decide di spacciarsi non solo per bianco, ma oltretutto per fervente credente di quella stessa ideologia che lo vuole inferiore per razza e colore della pelle?
Sta tutta qui la genialata di "BlacKkKlansman" - tratto dal libro "Black Klansman" di Ron Stallworth che a sua volta si rifà ad una storia vera -, una faccenda che ha dell'incredibile e che intriga lo spettatore dall'inizio alla fine grazie alle grandi performance di John David Washington (Ron Stallworth) e Adam Driver (Flip Zimmerman) e una sceneggiatura che bilancia bene momenti comici e drammatici e sa mettere alla berlina con intelligenza gli aspetti più brutali e raccapriccianti che hanno coinvolto il Ku Klux Klan e i suoi seguaci. Insomma, un titolo interessante e ben realizzato.
Cast: John David Washington, Adam Driver, Laura Harrier, Topher Grace, Jasper Pääkkönen, Ryan Eggold, Corey Hawkins, Alec Baldwin.
Box Office: $93.4 milioni
Vale o non vale: Si tratta chiaramente di una storia drammatica, eppure per toni e realizzazione il film presenta una certa leggerezza e un divertimento che difficilmente ci si aspetterebbe da un racconto su razzismo, intolleranze, diritti civili e Ku Klux Klan. Sta proprio qui la grande forza comunicativa di "BlacKkKlansman", capace di coinvolgere lo spettatore e interessarlo, pur mantenendo quell'umorismo tagliente che caratterizza tutta la narrazione. Da vedere.
Premi: Candidato a 6 premi Oscar (tra cui Miglior film, regia e attore non protagonista), ha vinto quello per la sceneggiatura non originale; 4 nomination ai Golden Globe (film, regia, attore protagonista e attore non protagonista); 5 nomination ai BAFTA (tra cui film, regia e attore non protagonista) e 1 premio per la Miglior sceneggiatura non originale. Gran premio della giuria a Cannes 2018.
Parola chiave: Bomba.

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lunedì 10 febbraio 2020

Film 1740 - How to Train Your Dragon: The Hidden World

Intro: Non che sentissi il bisogno di vederne un terzo, ma ogni tanto un cartoon per distrarmi ci sta.
Film 1740: "How to Train Your Dragon: The Hidden World" (2019) di Dean DeBlois
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: Ma diciamocelo: l'ho visto e l'ho dimenticato. Sicuramente non un brutto film né un brutto sequel, ma assolutamente innecessario. Specialmente nel panorama dei film d'animazione 2019, a mio avviso non particolarmente ispirato. I sequel hanno anche un po' stufato.
Film 762 - Dragon Trainer
Film 778 - Dragon Trainer 2
Film 1740 - How to Train Your Dragon: The Hidden World
Film 2390 - How to Train Your Dragon
Cast: Jay Baruchel, America Ferrera, Cate Blanchett, Craig Ferguson, F. Murray Abraham, Jonah Hill, Christopher Mintz-Plasse, Kristen Wiig, Kit Harington, Gerard Butler, Ashley Jensen.
Box Office: $522 milioni
Vale o non vale: Per tutta la famiglia. Apprezzerà chi ha amato anche i due titoli precedenti.
Premi: Candidato all'Oscar e al Golden Globe per il Miglior film d'animazione.
Parola chiave: Libertà.

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#HollywoodCiak
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domenica 19 gennaio 2020

Film 1728 - Spider-Man: Into the Spider-Verse

Intro: Molto, molto curioso di vedere questo film, soprattutto considerate le critiche entusiaste e il grande successo di pubblico. E dire che a questo titolo non volevo dare nemmeno una chance tanto ero disinteressato all'inizio...
Film 1728: "Spider-Man: Into the Spider-Verse" (2018) di Bob Persichetti, Peter Ramsey, Rodney Rothman
Visto: dalla tv di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Karen
In sintesi: divertente e divertito, un film sui supereroi che ne porta in campo talmente tanti che è sinceramente difficile a tratti starci dietro. Spider-man e tutta la combricola di Spider-man dei vari mondi alternativi sono un gruppo eterogeneo di personaggi che aiuta a dare al pubblico (e agli studios) un nuovo esempio di come sia possibile combinare svariati stili e approcci al mondo dei fumetti risultando comunque vincenti. Gli elementi chiave ci sono tutti: un nemico, il percorso di formazione, avventura e azione, amore e affetti, disillusione e percorso di formazione, effetti speciali a valanga; allo stesso tempo, in questo caso, una visione e realizzazione particolarmente accattivanti e dinamiche, nonché un approccio alla storia più fresco, fanno di questo "Spider-Man: Into the Spider-Verse" un prodotto moderno e interessante, piacevolissimo da seguire. Il che si riassume perfettamente nelle parole di un anonimo votante degli Academy Awards che, l'anno scorso, disse la sua in riferimento alle preferenze da lui espresse per l'edizione 2019, asserendo che mai si sarebbe aspettato di votare a favore di una pellicola sui supereroi, su Spider-man, affinché vincesse in una qualsiasi categoria in gara. Il potere dell'animazione.
Film 1728 - Spider-Man: Into the Spider-Verse
Film 2197 - Spider-Man: Across the Spider-Verse
Cast: Shameik Moore, Jake Johnson, Hailee Steinfeld, Mahershala Ali, Brian Tyree Henry, Lily Tomlin, Luna Lauren Velez, John Mulaney, Kimiko Glenn, Nicolas Cage, Liev Schreiber, Zoë Kravitz, Kathryn Hahn, Chris Pine, Oscar Isaac, Lake Bell.
Box Office: $375.5 milioni
Vale o non vale: Un bel film d'animazione che funziona sia a livello narrativo che visivo. Una pellicola per tutta la famiglia che dà nuova linfa al genere comic book.
Premi: Vincitore dell'Oscar, Golden Globe e BAFTA per il Miglior film d'animazione. Candidato a 3 Grammy Awards 2020 (Record of the Year e Best Pop Duo/Group Performance per la canzone "Sunflower" di Post Malone e Swae Lee e Best Compilation Soundtrack for Visual Media).
Parola chiave: A leap of faith.

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#HollywoodCiak
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martedì 14 gennaio 2020

Oscar 2020: nomination e vincitori

92nd Academy Awards

Best Motion Picture of the Year
Ford v Ferrari (Fox), Peter Chernin, Jenno Topping and James Mangold, Producers
The Irishman (Netflix), Martin Scorsese, Robert De Niro, Jane Rosenthal and Emma Tillinger Koskoff, Producers
Jojo Rabbit (Fox Searchlight), Carthew Neal and Taika Waititi, Producers
Joker (Warner Bros.), Todd Phillips, Bradley Cooper and Emma Tillinger Koskoff, Producers
Little Women (Sony), Amy Pascal, Producer
Marriage Story (Netflix), Noah Baumbach and David Heyman, Producers
1917 (Universal), Sam Mendes, Pippa Harris, Jayne-Ann Tenggren and Callum McDougall, Producers
Once Upon a Time in Hollywood (Sony), David Heyman, Shannon McIntosh and Quentin Tarantino, Producers
Parasite (Neon), Kwak Sin Ae and Bong Joon Ho, Producers

Best Performance by an Actor in a Leading Role
Antonio Banderas (Pain and Glory)
Leonardo DiCaprio (Once Upon a Time in Hollywood)
Adam Driver (Marriage Story)
Joaquin Phoenix (Joker)
Jonathan Pryce (The Two Popes)

Best Performance by an Actress in a Leading Role
Cynthia Erivo (Harriet)
Scarlett Johansson (Marriage Story)
Saoirse Ronan (Little Women)
Charlize Theron (Bombshell)
Renée Zellweger (Judy)

Best Performance by an Actor in a Supporting Role
Brad Pitt (Once Upon a Time in Hollywood)
Al Pacino (The Irishman)
Joe Pesci (The Irishman)
Tom Hanks (A Beautiful Day in the Neighborhood)
Anthony Hopkins (The Two Popes)

Best Performance by an Actress in a Supporting Role
Kathy Bates (Richard Jewell)
Laura Dern (Marriage Story)
Scarlett Johansson (Jojo Rabbit)
Florence Pugh (Little Women)
Margot Robbie (Bombshell)

Best Achievement in Directing
Bong Joon Ho (Parasite)
Sam Mendes (1917)
Todd Phillips (Joker)
Martin Scorsese (The Irishman)
Quentin Tarantino (Once Upon a Time in Hollywood)

Best Original Screenplay
1917 (Sam Mendes & Krysty Wilson-Cairns)
Knives Out (Rian Johnson)
Marriage Story (Noah Baumbach)
Once Upon a Time in Hollywood (Quentin Tarantino)
Parasite (Bong Joon Ho & Jin Won Han)

Best Adapted Screenplay
The Irishman (Steven Zaillian)
Jojo Rabbit (Taika Waititi)
Joker (Todd Phillips & Scott Silver)
Little Women (Greta Gerwig)
The Two Popes (Anthony McCarten)

Best Achievement in Cinematography
1917, Roger Deakins
The Irishman, Rodrigo Prieto
Joker, Lawrence Sher
The Lighthouse, Jarin Blaschke
Once Upon a Time in Hollywood, Robert Richardson

Best Achievement in Film Editing
Ford v Ferrari, Andrew Buckland & Michael McCusker
The Irishman, Thelma Schoonmaker
Jojo Rabbit, Tom Eagles
Joker, Jeff Groth
Parasite, Jinmo Yang

Best Achievement in Production Design
The Irishman, Production Design: Bob Shaw; Set Decoration: Regina Graves
Jojo Rabbit, Production Design: Ra Vincent; Set Decoration: Nora Sopková
1917, Production Design: Dennis Gassner; Set Decoration: Lee Sandales
Once Upon a Time in Hollywood, Production Design: Barbara Ling; Set Decoration: Nancy Haigh
Parasite, Production Design: Lee Ha Jun; Set Decoration: Cho Won Woo

Best Achievement in Costume Design
The Irishman, Sandy Powell and Christopher Peterson
Jojo Rabbit, Mayes C. Rubeo
Joker, Mark Bridges
Little Women, Jacqueline Durran
Once Upon a Time in Hollywood, Arianne Phillips

Best Achievement in Makeup and Hairstyling
Bombshell, Kazu Hiro, Anne Morgan and Vivian Baker
Joker, Nicki Ledermann and Kay Georgiou
Judy, Jeremy Woodhead
Maleficent: Mistress of Evil, Paul Gooch, Arjen Tuiten and David White
1917, Naomi Donne, Tristan Versluis and Rebecca Cole


Best Achievement in Music Written for Motion Pictures (Original Score)
Joker, Hildur Guðnadóttir
Little Women, Alexandre Desplat
Marriage Story, Randy Newman
1917, Thomas Newman
Star Wars: The Rise of Skywalker, John Williams

Best Achievement in Music Written for Motion Pictures (Original Song)
"I Can't Let You Throw Yourself Away, " Toy Story 4, Music and Lyric by Randy Newman
"(I'm Gonna) Love Me Again," Rocketman, Music by Elton John; Lyric by Bernie Taupin
"I'm Standing With You," Breakthrough, Music and Lyric by Diane Warren
"Into The Unknown," Frozen II, Music and Lyric by Kristen Anderson-Lopez and Robert Lopez
"Stand Up," Harriet, Music and Lyric by Joshuah Brian Campbell and Cynthia Erivo

Best Achievement in Sound Mixing
Ad Astra, Gary Rydstrom, Tom Johnson and Mark Ulanobr
Ford v Ferrari, Paul Massey, David Giammarco and Steven A. Morrow
Joker, Tom Ozanich, Dean Zupancic and Tod Maitland
1917, Mark Taylor and Stuart Wilson
Once Upon a Time in Hollywood, Michael Minkler, Christian P. Minkler and Mark Ulano

Best Achievement in Sound Editing
Ford v Ferrari, Donald Sylvester
Joker, Alan Robert Murray
1917, Oliver Tarney and Rachael Tate
Once Upon a Time in Hollywood, Wylie Stateman
Star Wars: The Rise of Skywalker, Matthew Wood and David Acord

Best Achievement in Visual Effects
Avengers: Endgame, Dan DeLeeuw, Russell Earl, Matt Aitken and Dan Sudick
The Irishman, Pablo Helman, Leandro Estebecorena, Nelson Sepulveda-Fauser and Stephane Grabli
The Lion King, Robert Legato, Adam Valdez, Andrew R. Jones and Elliot Newman
1917, Guillaume Rocheron, Greg Butler and Dominic Tuohy
Star Wars: The Rise of Skywalker, Roger Guyett, Neal Scanlan, Patrick Tubach and Dominic Tuohy

Best Documentary Feature
American Factory (Netflix), Steven Bognar, Julia Reichert and Jeff Reichert
The Cave (National Geographic), Feras Fayyad, Kirstine Barfod and Sigrid Dyekjaer
The Edge of Democracy (Netflix), Petra Costa, Joanna Natasegara, Shane Boris and Tiago Pavan
For Sama (PBS), Waad al-Kateab and Edward Watts
Honeyland (Neon), Ljubo Stefanov, Tamara Kotevska and Atanas Georgiev

Best Documentary Short Subject
In the Absence, Yi Seung-Jun and Gary Byung-Seok Kam
Learning to Skateboard in a Warzone (If You're a Girl), Carol Dysinger and Elena Andreicheva
Life Overtakes Me, John Haptas and Kristine Samuelson
St. Louis Superman, Smriti Mundhra and Sami Khan
Walk Run Cha-Cha, Laura Nix and Colette Sandstedt

Best Animated Feature Film
How to Train Your Dragon: The Hidden World (Dreamworks), Dean DeBlois, Bradford Lewis and Bonnie Arnold
I Lost My Body (Netflix), Jérémy Clapin and Marc du Pontavice
Klaus (Netflix), Sergio Pablos, Jinko Gotoh and Marisa Román
Missing Link (United Artists Releasing), Chris Butler, Arianne Sutner and Travis Knight
Toy Story 4 (Pixar), Josh Cooley, Mark Nielsen and Jonas Rivera

Best Animated Short Film
Dcera (Daughter), Daria Kashcheeva
Hair Love, Matthew A. Cherry and Karen Rupert Toliver
Kitbull, Rosana Sullivan and Kathryn Hendrickson
Memorabl, Bruno Collet and Jean-François Le Corree
Sister, Siqi Song

Best Live Action Short Film
Brotherhood
Nefta Football Club
The Neighbors' Window
Saria
A Sister

Best International Feature Film
Corpus Christi (Poland)
Honeyland (North Macedonia)
Les Misérables (France)
Pain and Glory (Spain)
Parasite (South Korea)

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lunedì 13 gennaio 2020

Film 1727 - Mary Queen of Scots

Intro: Sinceramente non vedevo l'ora di vederlo, sia perché la storia della famiglia reale britannica mi affascina tantissimo, sia perché le due grandi protagoniste presenti promettevano scintille.
Film 1727: "Mary Queen of Scots" (2018) di Josie Rourke
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: avevo grandissime aspettative per questa pellicola, tutte onestamente disattese. Non che non ci fossero le carte in regola per un potenzialmente interessante e ben realizzato prodotto cinematografico, ma la realtà è che questo "Mary Queen of Scots" non funziona a livello di trama e lascia lo spettatore poco interessato alla vicenda originale, anche considerate le svariate inesattezze storiche raccontate (Maria Stuarda ed Elisabetta I non si incontrarono mai).
Al di là di questo, comunque, mi è parso un prodotto poco ispirato, nonostante i bellissimi costumi e le due grandi attrici coinvolte. Insomma, si poteva fare di più (vedi "Elizabeth") e molto meglio. Peccato per l'occasione persa.
Cast: Saoirse Ronan, Margot Robbie, Jack Lowden, Joe Alwyn, David Tennant, Guy Pearce, Gemma Chan.
Box Office: $46.7 milioni
Vale o non vale: Nonostante le aspettative, il film non riesce a veicolare quella grandezza e magnificenza, nonché il mistero che si celano dietro a questa storia di potere e famiglia. Certamente non il miglior titolo sull'argomento, anche se visivamente questa pellicola ha il suo perché.
Premi: Candidato a 2 Oscar (Migliori costumi e make up) e 3 BAFTA (Miglior attrice non protagonista per Robbie, costumi e make up).
Parola chiave: Throne.

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domenica 12 gennaio 2020

Film 1726 - Can You Ever Forgive Me?

Intro: Ultimo film visto in aereo prima di atterrare, nuovamente, in Nuova Zelanda. E non poteva che essere una pellicola candidata agli imminenti Oscar!
Film 1726: "Can You Ever Forgive Me?" (2018) di Marielle Heller
Visto: dalla tv dell'aereo
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: non posso dire di aver amato questa pellicola, anche se bisogna ammettere che presenta una storia piuttosto intrigante. L'amicizia collerosa tra Lee Israel e Jack Hock è un cuore della storia pulsante e ben costruito, i due attori principali regalano performance perfette e la storia (spoiler, da Wiki: Dopo essere caduta in disgrazia, per pagare l'affitto la biografa Lee Israel decide di contraffare delle lettere di alcuni scrittori e di varie celebrità decedute. Quando le falsificazioni cominciano a sollevare dei sospetti, decide di rubare le vere lettere dagli archivi delle biblioteche e di venderle attraverso un ex detenuto incontrato in un bar, mentre l'FBI è in procinto di fermare la truffa) non manca di catturare l'attenzione dello spettatore. Eppure, a pellicola finita, la sensazione non è totalmente positiva, fosse anche solo per la rancorosa attitudine della protagonista o la costante pesantezza della fotografia. Insomma, una storia vera che ha dell'incredibile tradotta in un film che lascia una certa pesantezza.
Cast: Melissa McCarthy, Richard E. Grant, Dolly Wells, Jane Curtin, Ben Falcone, Anna Deavere Smith, Stephen Spinella.
Box Office: $95.9 milioni
Vale o non vale: Onestamente non lo rivedrei. Al di là delle buone interpretazioni del cast e della surreale vicenda raccontata, "Can You Ever Forgive Me?" mi ha lasciato con l'amaro in bocca. Ho apprezzato che McCarthy si sia messa in gioco con un ruolo così complesso - uscendone vincente -, anche se credo che la vera sorpresa di questo titolo sia la vincente interpretazione di Richard E. Grant.
Premi: Candidato a 3 Oscar e 3 BAFTA per Miglior attrice protagonista (McCarthy), attore non protagonista (Grant) e sceneggiatura non originale; 2 nomination per gli stessi attori ai Golden Globes.
Parola chiave: Hitler’s diary.

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martedì 7 gennaio 2020

BAFTAs 2020: nomination e vincitori

73rd British Academy Film Awards

BEST PICTURE
“1917”
“The Irishman”
Joker
Once Upon a Time in Hollywood
Parasite

BEST DIRECTOR
Sam Mendes, “1917”
Martin Scorsese, “The Irishman”
Todd Phillips, “Joker”
Quentin Tarantino, “Once Upon a Time in Hollywood”
Bong Joon Ho, “Parasite”

BEST ACTOR
Leonardo DiCaprio, “Once Upon a Time in Hollywood”
Adam Driver, “Marriage Story
Taron Egerton, “Rocketman
Joaquin Phoenix, “Joker”
Jonathan Pryce, “The Two Popes”

BEST ACTRESS
Jessie Buckley, “Wild Rose”
Scarlett Johansson, “Marriage Story”
Saoirse Ronan, “Little Women
Charlize Theron, “Bombshell
Renée Zellweger, “Judy

BEST SUPPORTING ACTOR
Tom Hanks, “A Beautiful Day in the Neighborhood”
Anthony Hopkins, “The Two Popes”
Al Pacino, “The Irishman”
Joe Pesci, “The Irishman”
Brad Pitt, “Once Upon a Time in Hollywood”

BEST SUPPORTING ACTRESS
Laura Dern, “Marriage Story”
Florence Pugh, “Little Women”
Margot Robbie, “Bombshell”
Margott Robbie, “Once Upon a Time in Hollywood”
Scarlett Johansson, “Jojo Rabbit

BEST ORIGINAL SCREENPLAY
Susanna Fogle, Emily Halpen, Sarah Haskins, & Katie Silverman, “Booksmart
Rian Johnson, “Knives Out
Noah Baumbach, “Marriage Story”
Quentin Tarantino, “Once Upon a Time in Hollywood”
Bong Joon Ho & Han Jin Won, “Parasite”

BEST ADAPTED SCREENPLAY
Steven Zaillian, “The Irishman”
Taika Waititi, “Jojo Rabbit”
Todd Phillips & Scott Silver, “Joker”
Greta Gerwig, “Little Women”
Anthony McCarten, “The Two Popes”

BEST CINEMATOGRAPHY
“1917”
“The Irishman”
“Joker”
Le Mans ’66
“The Lighthouse”

BEST COSTUME DESIGN
“The Irishman”
“Jojo Rabbit”
“Judy”
“Little Women”
“Once Upon a Time in Hollywood”

BEST FILM EDITING
“The Irishman”
“Le Mans ’66”
“Jojo Rabbit”
“Joker”
“Once Upon a Time in Hollywood”

BEST MAKE UP & HAIR
“1917”
“Bombshell”
“Joker”
“Judy”
“Rocketman”

BEST PRODUCTION DESIGN
“1917”
“The Irishman”
“Jojo Rabbit”
“Joker”
“Once Upon a Time in Hollywood”

BEST SCORE
“1917”
“Jojo Rabbit”
“Joker”
“Little Women”
“Star Wars: The Rise of Skywalker”

BEST SOUND
“1917”
“Joker”
“Le Mans ’66”
“Rocketman”
“Star Wars: The Rise of Skywalker”

BEST SPECIAL VISUAL EFFECTS
“1917”
Avengers: Endgame
“The Irishman”
The Lion King
“Star Wars: The Rise of Skywalker”

BEST CASTING
Shayna Markowitz, “Joker"
Douglas Aibel & Francine Maisler, “Marriage Story
Victoria Thomas, “Once Upon a Time in Hollywood”
Sarah Crowe, “The Personal History of David Copperfield”
Nina Gold, “The Two Popes”

BEST ANIMATED FILM
Frozen II
“Klaus”
“A Shaun the Sheep Movie: Farmaggedon”
“Toy Story 4”

BEST DOCUMENTARY
“American Factory”
“Apollo 11”
“Diego Maradona”
For Sama
“The Great Hack”

BEST FOREIGN LANGUAGE FILM
“The Farewell”
“For Sama”
Pain and Glory
“Parasite”
“Portrait of a Lady”

BEST BRITISH FILM
“1917”
“Bait”
“For Sama”
“Rocketman”
“Sorry We Missed You”
“The Two Popes”

BEST DEBUT BY A BRITISH WRITER, DIRECTOR OR PRODUCER
“Bait”
“For Sama”
“Maiden”
“Only You”
“Retablo”

BEST BRITISH ANIMATED SHORT
“Grandad Was a Romantic”
“In Her Boots”
“The Magic Boat”

BEST BRITISH LIVE-ACTION SHORT
“Azaar”
“Goldfish”
“Kamali”
“Learning to Skateboard in a War Zone (If You’re a Girl”)
“The Trap”

RISING STAR AWARD
Awkwafina
Jack Lowden
Kaitlyn Dever
Kelvin Harrison Jr.
Michael Ward

#HollywoodCiak
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